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CAPITOLO SECONDO LA CRONOLOGIA DELLA WTS E' REALMENTE UNA CRONOLOGIA BIBLICA? I tdG si fidano ciecamente della loro "cronologia biblica", sono convinti che questa cronologia sia assolutamente basata sulla Bibbia. Tutte le date secolari che contrastano con quella cronologia sono da costoro rifiutate come inattendibili. Ma nel rifiutare la cronologia secolare i tdG in generale sembrano non rendersi conto del fatto che la loro cronologia biblica è interamente fondata su una data secolare: il 539 a.C., l'anno in cui l'antica Babilonia fu conquistata dalle truppe di Ciro. Che cosa li ha indotti a scegliere una data secolare come fondamento della loro cronologia biblica? La risposta è che la cronologia della Bibbia è una cronologia relativa e non assoluta. E' assoluta una cronologia che può essere saldamente collegata con la cronologia dell'era cristiana. Poiché la nostra èra si estende nel passato per poco più di duemila anni, un periodo cronologico che nella Bibbia o in qualunque altra fonte si collochi prima dell'èra cristiana deve in qualche modo potersi rapportare a quest'ultima. Se non sarà possibile, l'èra o il periodo in questione resterà indeterminato dal punto di vista cronologico. Anche se ne conosciamo la durata, non saremo in grado di sapere quanto sia storicamente lontana o vicina o come la si debba datare in relazione al nostro tempo. Gli avvenimenti accaduti all'interno di questo periodo possono essere datati l'uno rispetto all'altro, ma non essendo possibile datarli in rapporto alla nostra èra, la cronologia di questo periodo sarebbe una cronologia relativa. Di per sé la cronologia della Bibbia è soltanto una cronologia relativa, poiché finisce in un punto distante centinaia di anni dalla nostra èra, e nella Bibbia non è reperibile nessuna data assoluta. Utilizzando le informazioni cronologiche contenute nella Bibbia sarebbe possibile stabilire una cronologia relativa dalla creazione di Adamo sino alla fine del regno di Sedekia di giuda, ma da questo punto in avanti la Bibbia non ci fornisce ulteriori informazioni cronologiche. E' questa la ragione per cui non esiste una "cronologia biblica" per un periodo di vari secoli prima dell'èra cristiana. Perciò, per il periodo posteriore alla caduta di Gerusalemme in mano ai babilonesi, gli storici sono obbligati a utilizzare le opere dei cronologi secolari, che piaccia o non piaccia. Conseguentemente anche i tdG sono stati costretti a scegliere una data secolare come base della loro cronologia, e questa data è appunto il 539 a.C. l'anno in cui Babilonia cadde nelle mani di Ciro. Ci si potrebbe domandare come mai i tdG non abbiano scelto invece il 587 a.C., l'anno in cui Nabucodonosor ridusse in desolazione Gerusalemme, che era l'anno 11° del regno di Sedekia. Quest'ultima data, che è stata determinata dai cronologi secolari in base agli stessi principi che sono stati utilizzati per fissare la data 539 a.C., coincide con la fine della cronologia biblica. Ci sono due motivi per i quali la data del 587 a.C. viene rifiutata dai tdG: Primo, il calcolo dei "tempi dei Gentili" si basa sulla presunzione che Gerusalemme sia stata desolata dai babilonesi nel 607 a.C. (prima s'era detto nel 606 a.C.) invece che nel 587 a.C. e, Secondo, si è pervenuti a questa data applicando i 70 anni di servitù a Babilonia predetti da Geremia (25:11 e 29:10) al periodo compreso fra la desolazione di Gerusalemme e la fine dell'esilio. E siccome l'esilio finì nel primo anno di Ciro (Esdra 1:1-4), identificato col 538/37 a.C., la desolazione di Gerusalemme dev'essere avvenuta 70 anni prima, cioè nel 607 a.C. (7) Perciò, dal momento che la cronologia dei tdG è ancorata a una data secolare, fondamentalmente essa è più secolare che biblica. In più, se la data secolare sulla quale è fondata la suddetta cronologia è sbagliata, è sbagliata di conseguenza tutta quanto la cronologia. In tal caso ogni singola data all'interno della cronologia dovrebbe essere corretta nella stessa misura in cui la data-base verrebbe ad essere modificata. Per questa ragione, e perché la cronologia ha un ruolo vitale nel sistema dottrinale dei tdG, i loro leaders hanno fatto tutto il possibile per rafforzare la fiducia nella data secolare che essi stessi hanno scelto. Nelle pubblicazioni dei tdG si sottolinea costantemente che il 539 a.C. è una data "saldamente fissata", una data che è "generalmente accettata", realmente "una data assoluta". Poiché affermazioni di questo genere compaiono spesso nelle loro pubblicazioni, è ragionevole aspettarsi che vengano presentate di tanto in tanto delle prove positive a sostegno della data del 539 a.C. Ma se esaminiamo con attenzione le pubblicazioni della WTS dal 1870 fino ai nostri giorni si scopre che non è così, si scopre cioè con meraviglia che non sono mai state fornite delle prove evidenti e irrefutabili per sostenere che il 539 a.C. è una "data assoluta"! Gli argomenti in favore di questa data che sono stati presentati in certi momenti sono stati in seguito abbandonati e sostituiti con altri argomenti che a loro volta sono stati poi abbandonati oppure ripresi. E l'argomento che i tdG utilizzano al momento -fatto davvero singolare! - è uno dei più fragili, un argomento che nessun storico oserebbe utilizzare come base della cronologia assoluta. Le peripezie della data assoluta. Oggi pochi tdG sanno che la loro data assoluta non è stata sempre la stessa. Quando C.T. Russell propose per la prima volta la sua cronologia (che egli aveva mutuato da Barbour senza nulla cambiare), il 536 a.C., e non il 539 a.C. era la data stabilita che egli utilizzava come base di tale cronologia. Fu in base alla data 536 a.C. che egli (e prima di lui Barbour) calcolò i "tempi dei Gentili". Nel secondo volume di Studies in the Scriptures (1889) egli dice: "Con questi fatti davanti agli occhi, troviamo prontamente la data dell'inizio dei tempi di dominio dei Gentili, poiché il primo anno di Ciro è una data fissata in modo chiarissimo, la storia secolare e quella religiosa concordano con notevole unanimità col Canone di Tolomeo. che fissa tale data nel 536 a.C." (8). Sommando i 70 anni al 536, egli ottenne la data 606 alla quale fece risalire la desolazione di Gerusalemme, e sottraendo 606 da 2520 pervenne alla data 1914. Dapprincipio si sottolineò ripetutamente che la "data fissata in modo chiarissimo", il 536 a.C., si basava sul Canone di Tolomeo. Nel libro Thee Worlds and the Harvest of this World (9) (Tre mondi e la messe di questo mondo), a p. 194, Babour dichiarava: "L'identificazione del primo anno di Ciro col 536 a.C. è basata sul Canone di Tolomeo, il quale è stato suffragato dalle eclissi per mezzo delle quali sono state regolate le date dell'èra greca e dell'èra persiana; e l'attendibilità del Canone di Tolomeo oggi è accettata da tutto il mondo scientifico e letterario. Ne consegue che dai giorni di Nabucodonosor fino all'èra cristiana non c'è stata che una cronologia". Dunque erano due gli argomenti che venivano utilizzati a sostegno della data del 536 a.C. 1) essa era basata sul Canone di Tolomeo; 2) era accettata da tutti gli storici secolari e religiosi. In seguito si scoprì che nessuno di questi argomenti si accordava coi fatti. Evidentemente qualche Studente della Bibbia (questo era il nome che i tdG davano a sé stessi prima del 1931) si avvide che le cifre del Canone di tolomeo non giustificavano il 536 ma il 538 come primo anno del regno di Ciro. Per di più le cifre di Tolomeo indicavano il 587 a.C. e non il 606 a.C. come data della desolazione di Gerusalemme ad opera di Nabucodonosor nell'anno 18° del suo regno. Se il Canone di Tolomeo era attendibile come Barbour e Russell avevano pensato, esso assestava un colpo mortale alla loro cronologia. Quando Russell se ne rese conto, si volse contro Tolomeo e cominciò ad attaccare il suo Canone. In un articolo prolisso apparso in Zion's Watch Tower il 15 magio 1896, alle pp. 102 e segg., egli tentò di screditare il Canone e le eclissi utilizzate da Tolomeo per suffragarlo. Per sfortuna di Russell l'articolo era zeppo di errori e affermazioni avventate, il che dimostra che questo era un argomento che Russell non padroneggiava. Per esempio egli afferma che "soltanto due date sono state fissate con notevole sicurezza" dagli astronomi (il 747 e il 536 a.C.). La verità e che nessuna di queste date è stata fissata astronomicamente. Uno dei due argomenti a sostegno della data del 536 era stato lasciato cadere. D'ora innanzi tutto il peso dell'evidenza doveva essere sostenuto dall'altro argomento. Russell infatti sottolineava nel summenzionato articolo (p. 113): "Si può dire che tutti gli studiosi di cronologia concordano che il 536 prima dell'inizio della nostra èra Anno Domini fu il primo anno di Ciro". In seguito egli scriveva su Watch Tower del 1° ottobre 1904, a p. 297: "Come vedremo, la narrazione biblica si estende fino al primo anno di Ciro, il 536 a.C., una data, questa, solidamente fondata e generalmente accettata". Ma la data del 536 a.C. era davvero "generalmente accettata" da tutti gli studiosi? Di tanto in tanto qualche studente della Bibbia andava scoprendo che questo non era esatto. Ci sono forti motivi per credere che al tempo di Barbour e Russell la maggioranza degli studiosi accettassero già il 538 a.C. come il primo anno di Ciro d'accordo col Canone di Tolomeo. In una lettera privata indirizzata a Russell in data 7 giugno 1914, uno dei suoi collaboratori più stretti e meglio informati, Paul S.L. Johnson, gli segnalò che quasi tutti gli storici accettavano il 538 a.C. come il primo anno di Ciro: "Ho consultato una dozzina di enciclopedie -egli dice- e tutte, tranne tre, indicano la data del 538 a.C." Egli inoltre gli fece notare che la data del 536 a.C. aveva avuto origine da una congettura di Giuseppe Flavio la cui erroneità era stata dimostrata nel 1880 quando furono pubblicate le traduzioni della Cronaca di Nabonide e del cilindro di Ciro (10). La pretesa che il 536 a.C. fosse una "data generalmente accettata" era chiaramente infondata. In seguito si affacciò un altro problema. Gradualmente Russell e i suoi collaboratori cominciarono a capire che il procedimento aritmetico utilizzato per computare i 2520 anni dal 606 a.C. fino al 1914 A.D. (2520 - 606 = 1914) non era così semplice come era sembrato. Fu fatto notare che dall'ottobre del 606 a.C. fino all'inizio dell'era cristiana non erano trascorsi 606 anni pieni, ma 605 e 3 mesi. Questa segnalazione faceva spostare la scadenza dei "tempi dei gentili" dall'ottobre del 1914 all'ottobre del 1915 (11). Questi problemi crearono comprensibilmente un po' di confusione e vi sono indizi sufficienti per dimostrare che qualche tempo prima dell'inizio della guerra Russell cominciava a nutrire dubbi sulla correttezza della sua cronologia. Tuttavia il sopravvenire della Prima Guerra Mondiale nel 1914 rimosse i suoi dubbi. Egli non visse abbastanza per avvedersi (e ravvedersi!) del fallimento delle sue aspettative e morì convinto che il conflitto sarebbe sfociato in un'anarchia generale e nella battaglia di Harmaghedon. La maggior parte dei suoi seguaci rimase fedele alla data del 1914 nonostante il fallimento delle aspettative e i problemi connessi con la cronologia che erano cominciati a emergere già prima della guerra. Furono riproposti i vecchi argomenti a sostegno di quella data, sebbene in termini alquanto più cauti. Per esempio, J.F. Rutherford, il successore di Russell, in The Watch Tower del 1° maggio 1922 a p. 137, scriveva: "Il regno di Ciro è reso evidente dalla testimonianza di molti storici secolari o profani", e "quasi non sussistono dubbi circa la correttezza della data indicata". Quindi citava sei fonti a sostegno della data del 536 a.C.: il Bible Dictionary, il Bible Commentary di Smith (Jamieson, Fausset and Brown), il Swinton's History, lo Historians'History of the World, la Universal Encyclopedia e la Concise Encyclopedia of Religiouse Knowledge di Sanford. Queste opere naturalmente furono selezionate con cura tra numerose altre che indicavano la data del 538 a.C. Inoltre furono ancora aggiunti un paio di argomenti a sostegno della data del 536 a.C. Uno di questi argomenti si riferiva ai cicli paralleli della "Età giudaica" e della "Età evangelica". Secondo la cronologia di Barbour e Russell, erano trascorsi 1845 ani dalla morte di Giacobbe fino alla morte di Gesù. Una "Età evangelica" della stessa lunghezza, calcolata dal tempo della morte di Cristo sarebbe dunque terminata nel 1878 A.D., una data, questa, di estrema importanza nel sistema cronologico di C.T. Russell. L'altro argomento fu ricavato dalla grande Piramide di Gizah. Ogni pollice della lunghezza dei passaggi della grande Piramide fu fatto corrispondere a un anno e, secondo quanto scrisse Rutherford nel 1922 (12) "decine di verifiche ... dimostrano la correttezza della cronologia". Alcuni anni più tardi entrambe queste idee furono abbandonate dalla WTS e oggi esse non hanno più un interesse storico. Questo naturalmente vale anche per gli argomenti desunti da quelle idee. La data del 536 a.C. "saldamente fissata" non si poteva determinarla sulla base del Canone di Tolomeo come si era preteso in un primo momento; nè tale data era stata "generalmente accettata" dagli storici. E quando finalmente non fu più possibile sostenere la data (del 536 a.C.) mediante i cicli paralleli e le misure della Piramide, essa fu tranquillamente messa a dormire nel 1944. Nel libro The kingdom is at hand (Il regno di dio è vicino) che fu pubblicato in quell'anno, il primo anno di Ciro fu fatto corrispondere al 537 a.C. invece che al 536 e su The Watchtower del 1° novembre 1949, a p. 326, il primo anno di Ciro fu fatto retrocedere ancora di un anno, quindi fu fatto corrispondere al 538 a.C. 8che è la data determinata per mezzo del Canone di Tolomeo). Ci si può allora domandare: come si è potuto spostare ripetutamente il punto di partenza "saldamente fissato" della "data assoluta" basilare, e mantenere ancora il 1914 come data di scadenza dei "tempi dei Gentili"? Tale accordo è stato trovato facendo ricorso a due "aggiustamenti" supplementari: in primo luogo si arguì che, anche se il primo anno di Ciro cominciò nella primavera del 538 a.C., il decreto che permetteva ai giudei di rimpatriare dall'esilio (Esdra 1:1 e segg.) fu emanato verso la fine del suo primo anno di regno, vale a dire agli inizi del 537 a.C., cosicchè i Giudei non poterono arrivare a Gerusalemme prima dell'autunno di quell'anno. Retrocedendo di 70 anni, si arriva al 607 a.C. In secondo luogo si accettò l'osservazione non nuova che non è esistito un anno zero tra la fine dell'era pre-cristiana e l'inizio dell'era cristiana. Cosicché tra l'autunno del 607 a.C. e l'inizio della nostra èra trascorsero 606 anni e 3 mesi, e se questo periodo viene sottratto ai 2520 anni dei "tempi dei gentili", si arriva al 1914 come data terminale! Insomma, tre errori si sono eliminati a vicenda e il risultato finale è rimasto invariato! In tutto questo alcuni tdG hanno perfino ravvisato un altro segno che la mano di Dio aveva guidato il pastore C.T. Russell nei SUOI calcoli! Comunque soddisfaceva poco il fatto di disporre di date "saldamente fissate" che venivano spostate in modo così arbitrario. Perciò in seguito non si sottolineò più che il primo anno di Ciro era una data "saldamente fissata" (visto che per due volte essa era stata fatta retrocedere). L'accento fu invece trasferito sulla data della caduta di Babilonia, il 539 a.C., e tutt'a un tratto questa data ricevette al qualifica di "data assoluta" (per esempio in The Watchtower del 1° febbraio 1955, pp. 93-95). Ora perché il 539 a.C. venne considerato una "data assoluta"? ________________________________________________________________________
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