Documenti e studi vari

In questa pagina sono raccolti documenti su argomenti di varia natura. Un paragrafo o un articoletto presenterà il rispettivo contenuto. Se non diversamente specificato, l'autore è "Ilnonnosa" (nik)

CONTENUTO:

-1. Massoneria?
-2. I Testimoni di Geova contro la Cristianità e i suoi ministri
-3. I Testimoni di Geova fanno davvero della beneficenza?
-4. I Testimoni di Geova e l'adorazione
-5. La salvezza
-6. Il caso Johannes Greber
-7. I tdG e il mistero della Piramide
-8. I tdG sull' IMMINENZA della fine del mondo

 

Documenti su argomenti generali - in PDF

 

  • Massoneria?

DOCUMENTO MASSONE NEL QUALE SI PARLA DELLA CONVENIENZA DEL SOSTENERE FINANZIARIAMENTE IL MOVIMENTO DEI RUSSELLITI
NEGLI INTERESSI DELLA MASSONERIA EUROPEA
 

     Il teocratico “pacifista” Rutherford, secondo presidente della Società Torre di Guardia non si fece scrupolo di accettare ingenti somme da alcuni appartenenti a un gruppo ebreo-massonico, arricchiti grazie alla piena guerra mondiale. Per quale motivo fu egli duramente contestato durante una conferenza tenuta a Monaco, dinanzi a 7.000 persone, stipate nel “Zirkus Crone”.

 “Nel 1922 il fratello Rutherford intraprese un lungo viaggio attraverso l’Europa  …  a Monaco  …  il fratello Rutherford dichiarò: “In questa città (Monaco) e in altri luoghi è stato dichiarato che l’Associazione degli Studenti Biblici Internazionali sia finanziata dagli Ebrei”. (Annuario dei Testimoni di Geova, 1975 p. 91)

 “L’organizzazione religiosa Greca Ortodossa ha recentemente distribuito opuscoli in cui è dichiarato che i testimoni di Geova sono finanziati dai giudei”.(La Torre di Guardia, 15 marzo 1948 p. 85)

Come mai Rutherford fu costretto a menzionare queste critiche pubblicamente? Che cosa celavano le accuse mosse ai testimoni di Geova? Perché l’Annuario non si dilunga sull’argomento? Evidentemente c’era sotto qualcosa.

In quel periodo (negli anni venti) ci fu una corrispondenza tra massoni che ebbe per oggetto i testimoni di Geova. Riporto gli stralci di questa corrispondenza così come furono riferiti dal periodico Vita Apuana del 6 settembre 1959, p. 4:

“La lettera (datata 27 dicembre 1922) che pubblichiamo fu resa nota dallo stesso autore (massone americano del 33° grado Mac William Brown) e dal destinatario della medesima (massone germanico barone Herbert Bomsdorff-Bergen) quando si distaccarono dalla Massoneria.

I testimoni di Geova minacciarono più volte il processo per diffamazione, ma nessuno riuscì mai a dimostrare la falsità del documento. Stralciamo alcuni brani dalla lettera:

     "Caro fratello!  …  questa gente (i tdG) ci è molto utile. Noi dobbiamo loro, tramite la nota via indiretta, molto denaro versato da fratelli che hanno fatto grossi guadagni durante la guerra: il loro voluminoso portafoglio non ne soffre molto. Sono Ebrei. La primavera prossima verrà in Europa il signor Rutherford, che farà propaganda con le sue conferenze…  La prego di provvedere affinché l’attività dei Seri Studiosi della Bibbia (si chiamano così i propagatori delle nuove teorie) non venga messa in cattiva luce dalla stampa.  …  Il metodo per vincere un paese è trarre profitto dalle loro debolezze e abbattere le sue colonne. I nostri nemici sono i protestanti come pure i cattolici in Europa. I loro dogmi intralciano i nostri piani. Perciò dobbiamo fare di tutto per diminuire il numero dei loro aderenti e di metterli in ridicolo”.

Non risulta che il Corpo Direttivo dei testimoni di Geova abbia compiuto azioni per contestare l’autenticità dei fatti riportati; era normale negli anni venti per il Corpo Direttivo accettare “tramite la nota via indiretta molto denaro” da massoni ed Ebrei?

Apri (.PDF)

  • I Testimoni di Geova contro la Cristianità e i suoi ministri

 I TESTIMONI DI GEOVA
CONTRO LA CRISTIANITA’ ED I SUOI MINISTRI

     La documentazione che segue costituisce soltanto una piccola parte di tutti i dati disponibili circa la maniera in cui i testimoni di Geova perseguitano verbalmente tutti quelli che sfidano le loro teorie. Io la presento perché spero di mostrare qual è la vera natura di quelli che sostengono di essere gli unici testimoni di Geova sulla terra.

     Nella Torre di Guardia del 15/7/1953, pagg. 219 – 221, dall’articolo “Mostrate interesse per i poveri”, con il loro zelo abituale, i testimoni scagliano accuse velenose e sarcastiche contro tutta la cristianità circa la sollecitudine mostrata verso i poveri. Non soddisfatti di paragonare le raccolte a scopo benefico di ispirazione cristiana con il “demonismo” in Africa, la superstizione religiosa in India e la “religione rossa” dei senza-Dio comunisti, i testimoni passano ad accusare la cristianità di responsabilità per le stesse miserie che le sue raccolte a scopo di beneficenza si propongono di alleviare.

     Ecco un esempio del loro atteggiamento: “E nella cristianità, per quanto ad alcuni possa sembrare sorprendente, i falsi insegnamenti religiosi, credi, tradizioni e comandamenti di uomini sono il motivo sia diretto che indiretto della miseria materiale e spirituale dei poveri, nonostante l’ostentato sfoggio di soccorsi della Cristianità” (pag. 219).

     Dato che non reca alcun fastidio alla Torre di Guardia di saltare da un argomento all’altro, senza che tra i due vi sia il minimo rapporto, eccoli, subito dopo, condannare la cristianità come in larga misura responsabile di fatto della Prima e della Seconda Guerra Mondiale. Dicono: “Se avesse voluto la Cristianità avrebbe potuto facilmente evitare la prima e la seconda guerra mondiale” (pag.219).

     Nessuna persona dotata di una mente che non si lascia confondere potrebbe mai onestamente credere che la cristianità abbia ostacolato la prevenzione dell’una o dell’altra delle due guerre. Ma i testimoni di Geova sono soddisfatti di insegnare questo errore evidente cui si oppone poca resistenza unita da parte dei cristiani di tutte le denominazioni.

     Per quanto riguarda l’interessamento della cristianità per i poveri e i bisognosi i testimoni sostengono che si tratti di pura ipocrisia.

“Il preteso interesse della Cristianità verso i poveri è semplice ipocrisia” (pag. 220).

    Si sarebbe tentati di credere che dopo un sì sfrontato attacco alla cristianità, ‘lo schiavo fedele e discreto’ tacesse per un po’, ma non è così. Soffiando alito infuocato sul collo delle fuggenti orde di religiosi, araldi dell’inferno di fuoco, come descrivono i loro avversari i testimoni di Geova, essi leggono subito dopo, nel ventesimo capitolo del libro di Ezechiele, una tonante condanna della cristianità che essi applicano mal a proposito a tutti quelli al di fuori del loro ovile. Cito il loro parafrasare per mostrare il tipo di maldicenza teologica non insolita nelle molte imprese letterarie dei testimoni di Geova.

“I suoi sacerdoti violano la mia legge, e profanano le mie cosa sante;  …  I suoi capi, in mezzo a lei, son come lupi che sbranano la loro preda: spandono il sangue, prendono le anime per saziare la loro cupidigia. E i loro profeti intonacan loro tutto questo con malta che non regge: Hanno delle visioni vane, pronostican loro la menzogna, e dicono: Così parla il Signore. L’Eterno non ha parlato affatto.” E, quale conseguenza: “Il popolo del paese si dà alla violenza, commette rapine, calpesta l’afflitto e il povero, opprime lo straniero, contro ogni equità.” – Ezechiele 22:26-29). (p. 220).

Le accuse dei testimoni di Geova proseguono poi in toni ancor più violenti. Esplode la Torre di guardia:

“Oh, Cristianità empia! Perché hai abbandonato la pura adorazione di Dio? Perché hai fatto alleanza e sei divenuta una parte dell’iniqua organizzazione di satana che opprime il popolo? Perché non hai mostrato interesse per i poveri come Geova comanda…” e così via, continuando nella parafrase di Isaia 58:6, 7” (pag. 220).

     La costante opera di adescamento svolta dai testimoni di Geova è caratterizzata da questo genere di illogico ragionare che non tiene alcun conto di fatti o cifre statisticamente provati.

     Sorge allora la domanda: fino a quando tacerà la cristianità davanti a simili mendacii e infondate accuse? Nello stesso numero della Torre di Guardia, l’autore dell’articolo prosegue:

“La misera assistenza caritatevole che i poveri ottengono dalla cristianità è come le briciole che il mendicante Lazzaro raccolse dalla mensa del ricco, mentre i cani lambivano le sue ulcerose piaghe. Né le briciole né il leccare mette rimedio allo stato di medico. Soltanto Geova può effettuare il soccorso. Com’è confortante dunque per le persone abbattute e oppresse della terra sapere che v’è Uno ‘più alto dei più alti’ sovrani della Cristianità”. (Pagg. 220, 221).

     Ignorando del tutto i miliardi che i milioni di appartenenti alla cristianità profondono per alleviare le sofferenze dei poveri e dei bisognosi, i testimoni di Geova gratuitamente svolgono opera di denigrazione affermando che in realtà nessuno fa checchessia di valore al di fuori di essi, i soli veri servitori di Geova iddio. Ci troviamo davanti ad un grave travisamento dei fatti, deplorevole mistificazione circa le condizioni esistenti e gli sforzi compiuti da altri.

     L’interessato lettore potrebbe allora domandare: ma è proprio vero che i testimoni di Geova credono realmente di essere i soli a praticare un costruttivo sforzo caritatevole a favore dei poveri? Si tratta certamente di un’errata presentazione. Per chiunque sia ancora tanto ingenuo da credere che i testimoni di Geova non mantengano un atteggiamento dogmatico in questa loro impostura, cito le parole da essi usate, quando dopo aver condannato la cristianità per la sua incapacità, riversano sul proprio umile capo tutto l’onore per l’aiuto dato ai poveri. Essi scrivono:

“Sì, Geova l’Onnipotente ascolta i gemiti dei morituri, e ascoltando, Egli risponde alle loro preghiere e manda i suoi ‘buoni Samaritani’ in soccorso, i suoi testimoni che sono disprezzati dalla Cristianità,  … “ (pag. 221).

E’ tale la propria giustizia di cui si ammantano, da ritenersi i principali strumenti di Dio nel prendersi cura dei bisogni, dei poveri.

     Il “Pastore Russell” il loro fondatore e il suo successore Rutherford, hanno ben insegnato ai loro discepoli l’arte degli equivoci fondati sui giochi di parole, e di una irremovibile sfrontatezza, caratteri che distinguono sempre tutti gli sforzi compiuti dai testimoni di Geova.

     Per confutare l’inganno secondo cui sarebbe ben poco l’aiuto dato dalla cristianità ai poveri e ai bisognosi, basterebbe esaminare i rendiconti finanziari delle varie denominazioni più importanti che sostengono annualmente innumerevoli ospedali, istituti di carità, orfanotrofi, case per anziani e attività di ricerca medica. La verità in tutto è che se i testimoni riconoscessero che la cristianità fa qualcosa di buono, questo equivarrebbe per essi ad una ammissione di non essere riusciti a tenere sotto il proprio controllo il regno teocratico, poiché la cristianità farebbe del bene pur respingendo la loro predicazione.

     Invito i testimoni di Geova a far conoscere le cifre riguardanti i loro contributi per opere caritatevoli, perché se devono condannare gli altri, mostrino almeno qualche prova, e nel farlo dimostrino il loro amore elencando le loro distribuzioni di beni ai poveri ed ai bisognosi che essi ci accusano di ingannare. Se i testimoni di Geova non possono presentare tali prove che stiano in silenzio quando si parla di una questione di cui essi conoscono poco per quanto riguarda la sua relazione con la cristianità.

  • I Testimoni di Geova fanno davvero della beneficenza?

E' risaputo che i Testimoni di Geova non fanno della beneficenza in maniera sistematica, continuativa e organizzata e nemmeno festiscono delle istituzioni a tale fine. Però, leggete quanto i loro dirigenti scrivono a proposito Apri .pdf

 

  • I Testimoni di Geova e l'adorazione

 
AL TESTIMONE DI GEOVA L’ADORAZIONE A GESU’ NON E’ PERMESSA IN COMPENSO GLI VENIVA PROPOSTA L’ADORAZIONE A RUSSELL.


Un modo per porre in crisi il Testimone di Geova consiste nel chiedere loro: “Voi adorate Gesù?”. Questa domanda, banale per un cristiano perché la risposta corretta è ovvia, per un Testimone di Geova, è un vero dilemma.
Il poverino, se risponde positivamente, viene a cozzare con gli insegnamenti impartitigli dalla “centrale”, quindi diviene “apostata”; se invece risponde negativamente, da un lato si è mantenuto fedele alla dottrina appresa dai gerarchi di Brooklyn, ma da un’altra angolatura, in altre parole dalla voce della coscienza, sa di aver bestemmiato.
Il problema che sto trattando ha creato, nei 125 anni d’esistenza della Società geovista, un grande imbarazzo ai Testimoni di Geova. La risposta fornita dai vertici, sull’argomento, è stata, nel corso del tempo, molto equivoca.
La Società Torre di Guardia, dal suo inizio (1879) e fino al 1980 insegnava i suoi adepti a adorate Gesù Cristo.


IL CORPO DIRETTIVO DEI TESTIMONI DI GEOVA, INCORAGGIAVA I SUOI ADEPTI A ADORARE GESU’ CRISTO


CRISTO VIVENTE

“Esiste ed è sempre esistito un solo Cristo. Un cambiamento di natura non cambia identità. Come la PAROLA che si è fatta carne, come l’Altissimo Sacerdote che viene sfiorato dalle nostre debolezze, Egli è ancora il SIGNORE e come tale noi lo adoriamo. “Io sono il Signore Dio tuo” disse sulla terra. Il perdono è una delle prerogative di Dio. “Egli disse al paralitico: figlio, i tuoi peccati ti saranno perdonati perché il Figlio dell’Uomo ha il potere di rimettere i peccati”.
I saggi si portarono alla sua capanna quando nacque e lo adorarono. (Mt. 2:11). Il lebbroso lo adorò, i pescatori lo adorarono, così come il signore e la donna di Cana. Nessuno fu mai rimproverato per questo.
Perfino come uomo Egli fu manifestazione di Dio; dal suo comportamento noi possiamo avere la nostra prima idea di Dio e della sua perfezione. Quando Filippo chiese di poter vedere il Padre, Egli rispose: “Non sono stato abbastanza lungo con te perché tu non mi conosca? Colui che ha visto me, ha visto il Padre; e come fai a dire tu, mostraci il Padre?” (Gv. 14:19). Se noi, come Filippo, ci avviciniamo a Lui negli esempi della Sua vita terrena, o se cerchiamo di capire lo spirito delle parole scritte, il cui insegnamento finale contiene l’immagine di Colui che è chiamato la Parola del Signore, noi Lo conosceremo e avremo la vita eterna. (Gv. 17:3).
Adorare un falso Cristo sarebbe peccato, ma adorare CRISTO in qualsiasi forma non può essere un errore, perché quando ha mandato il Suo Figlio Unigenito sulla terra, Egli ha detto: “Lasciate che tutti gli angeli adorino il Signore”.
Ed ancora: “Tu, Signore, hai creato la terra, e anche i cieli sono il lavoro delle Tue mani. Questi passeranno, ma Tu sarai eterno … Tu li avvolgerai come una veste, ed essi cambieranno, ma THOU art the SAME, e i Tuoi anni non finiranno» (Ebrei 1: 6, 10, 12). (The Watch Tower, marzo 1880, Reprints pp. 82/83) (Sottolineatura mia).

1880 “ … Egli fu oggetto di adorazione non disapprovata, anche quando era bambino, dagli uomini che vennero a vedere il Re neonato (Mt. 2:11). Perfino gli angeli provarono gioia nel rendergli onore. “E di nuovo, quando introduce il primogenito nel mondo, dice: “Lo adorino tutti gli angeli di Dio”. Egli non rimproverò nessuno per atti di adorazione che gli fu offerto, ma quando Cornelio offrì tale servizio a Pietro – il primo degli apostoli – Pietro lo rimproverò dicendo: “Alzati, anch’io sono un uomo”. (Atti 10:26)”.
(The Watch Tower, Reprints, 1 ottobre 1880, p. 144)

1898 “Domanda - (…) Era veramente adorato, o è la traduzione sbagliata? Risposta - (…) Sì, noi crediamo che il nostro Signore (Gesù) mentre era sulla terra fu veramente adorato,, e giustamente (…) Era giusto che il nostro Signore ricevesse la lode”. (The Watch Tower Reprints, 15 luglio 1898, p. 216).

1926 “Ed ecco che Gesù andò loro incontro e disse: Vi saluto! Ed esse, accostatesi, gli presero i piedi e lo adorarono.
(Matteo 28:16-17). (Liberazione – 1926, p. 163).

1930 “Tutto il genere umano rigenerato si renderà conto della maestà di Dio e si rallegrerà di adorarlo, Lui, come anche il Grande Re”. (Luce - 1930 vol. 2° p. 251 ed. inglese; p. 245 ed. italiana)


1932 “Quando Dio risuscitò dai morti il suo figlio diletto, lo esaltò alla più alta posizione celeste dell’universo, gli diede un nome elevato al di sopra di ogni altro nome, e comandò che la moltitudine delle creature l’onorassero e l’adorassero… E il giorno è vicino in cui ognuna di loro che otterrà la vita piegherà il ginocchio per adorare Cristo e dare gloria all’Iddio Onnipotente”. (La Casa della felicità – 1932, p. 29).

1934 “Siamo determinati … a ubbidire, servire e adorare Geova Iddio e il suo diletto Figlio Cristo Gesù, che è il legittimo Capo del mondo, e a partecipare così alla rivendicazione del nome di Geova”.
(Il Giusto Governatore - opuscolo, 1934, p. 27).

Notate che secondo questa citazione, quelli che adorano Cristo rivendicano il nome di Geova!

1936 “Questa gente di cuore onesto che ha lasciato l’organizzazione di Satana e si è schierata dalla parte del
Signore, desidera di farlo conoscere ed infatti lo fa conoscere, adorando l’unico vero Geova Iddio ed
il suo Re” (Ricchezza – 1936, p. 312).

1939 “Ognuno è libero di prostrarsi davanti agli uomini, ma i cristiani non glorificheranno e non adoreranno che Dio e Cristo”. (Governo e Pace – opuscolo, 1939, ed. francese, p. 10).

“Per ottenere salvezza i popoli di tutte le nazioni devono affluire alla casa dell’Eterno per adorare; devono, cioè, credere e adorare Geova Iddio ed il Signor Gesù Cristo, il Re da lui costituito”.
(Salvezza 1939 p. 148)

1941 “… Tutte le creature nel cielo e sulla terra devono adorare Gesù così come Lui adorò il Padre. Filippesi 2:5-11.
… Il Padre vedrà che tutto il creato adorerà il Figlio”. (The Watchtower, 15 agosto 1941, p.252).

1944 “Gli scopi di questa Società sono … la pubblica adorazione cristiana di Dio Onnipotente e di Cristo Gesù; indire e tenere assemblee locali e mondiali per tale adorazione”. (Carter of the Watch Tower Society of Pennsylvania – [Statuto della Società Torre di Guardia di Pennsylvania], Articolo II, pp. 19, 20, come emendato nel 1944).

1945 ”Poiché Geova Dio ora regna come Re per mezzo di Sion, la Sua capitale organizzazione, allora chiunque lo voglia adorare, deve anche adorare e prostrarsi davanti al principale rappresentante di Geova, in quella capitale organizzazione, cioè Cristo Gesù il Suo Correggente sul trono della Teocrazia. Gli angeli santi ubbidirono lietamente al comando divino e dimostrarono la loro adorazione del nuovo Re di Geova e la loro sottomissione a Lui, partecipando alla Sua “guerra in cielo” contro Satana e i suoi angeli malvagi”.
(The Watch Tower, 15 ottobre 1945, p. 313).

1947 “ … Cristo Gesù è il Re intronizzato al quale dobbiamo ora ubbidire. Essi santificheranno e adoreranno
sempre queste autorità superiori dell’universo e ubbidiranno solo ad esse”.
(Il Principe della pace - opuscolo 1947, ed. francese, p. 56).

1953 “Cristo deve essere adorato come uno Spirito Glorioso, Vittorioso della morte sul Palo di Tortura”
(Accertatevi di ogni cosa – 1953, p. 85, ed. inglese).

“L’adorazione degli eroi esiste da gran tempo in questo mondo, benché non sia approvata dalla Bibbia, la quale indica che l’adorazione è riservata soltanto a Dio e al suo Figlio reale, Cristo Gesù”.
(La Torre di Guardia 1/8/1953 p. 246)

“Il nuovo mondo adorerà eternamente il suo Creatore e Salvatore”.
(Dopo Armaghedon Dio stabilirà un nuovo mondo – 1954, opuscolo, ed. francese, p. 27)

SI EBBE UN ALTRO RIPENSAMENTO

In seguito, sette anni dopo, l’apice della Società dei Testimoni di Geova cambiò parere, dato che, continuando a porre ai seguaci l’adorazione a Gesù, implicitamente ammetteva che Egli è Dio, poiché solo alla Divinità va resa l’adorazione; vedi Es. 34:14; Mt. 4:10; Dt. 6:13. Quindi si ripresentava per la direzione geovista il problema della SS. Trinità, scioccamente accantonato; perciò fu scritto: “ … Nessuna adorazione deve essere resa a Gesù Cristo ora glorificato in cielo. La nostra adorazione va resa a Geova Dio”. (La Torre di Guardia, 15 settembre 1954, pp. 574/575; cfr. Torre di Guardia 1/3/55, p. 157). “Non concludete erroneamente che i cristiani devono adorare Cristo; Egli non ha insegnato questo. E’ vero che Gesù è un dio, un potente, ma Egli non adorò se stesso né si fece adorare dai suoi discepoli”. (La Torre di Guardia, 1/2/60, p.70).

Questa posizione è stata affermata dai Testimoni di Geova con La Torre di Guardia del 15/6/1965, p. 383 e 1/8/1983, p. 18 ove è scritto: “Il verbo greco proskynèo può significare: 1) Rendere rispettoso omaggio, come inchinandosi, a Gesù, colui che Geova Dio ha onorato e glorificato. 2) Adorare Geova Dio mediante o per mezzo del suo principale rappresentante, Gesù suo Figlio”. Nel loro libretto, che utilizzano quando si trovano in difficoltà con le persone durante la loro predicazione “Ragioniamo facendo uso delle Scritture” - 1990, a pagina 168 scrivono: “La parola greca tradotta ‘adorare’ è proskynèo … l’atto descritto da proskynèo è riservato a Dio solo”.

FATICOSA CORREZIONE

Vi fornisco la prova di questo: dal 1967 (ultima volta che il Corpo Direttivo si è lasciato … sfuggire alla traduzione esatta di “proskynèo” – in Ebrei 1:6 – in italiano) loro sono riusciti a “correggere (in italiano) soltanto nel 1986; quindi 19 anni dopo; e preparando lentamente, attraverso due altre tappe. Come? Uno dei sistemi più comuni che usano è quello si stabilire che due vocaboli, anche se non hanno niente in comune, significhino la stessa cosa. Altro è “adorare”, altro è “rendere omaggio”: ma essi piano, piano hanno preparato, insensibilmente, il loro gregge a credere che questi due termini indicherebbero la stessa cosa, sarebbero sinonimi. Come hanno fatto?
Vi ho detto che per l’ultima volta “lo adorino” di Ebrei 1:6 appare nell’edizione italiana del 1967. Pressato dai dubbi suscitati, il Corpo Direttivo – come facciata prestigiosa dietro cui celarsi – ha stampato il testo critico del Nuovo Testamento in edizione interlineare (quella greco-inglese), nelle edizioni del 1969 e del 1985.
Ebbene nell’edizione del 69, in Ebrei 1:6 si trova una apparentemente innocua stranezza: sotto al verbo greco “proskynèo” c’è la traduzione inglese “obeisance” = “rendere omaggio”; mentre a fianco, con molta astuzia conserva “Worship” = “adorare”: vogliono cioè iniziare a convincere il lettore che “rendere omaggio” e “adorare” corrisponderebbero entrambi a traduzioni equivalenti del verbo “proskynèo”. Se poi prendiamo l’edizione del 1985 troviamo il completamento della “correzione”: sotto il verbo “proskynèo” conservano “rendere omaggio” (come nell’edizione del 69, ma nella colonna a fianco non c’è più “worship” (adorare), come era nell’edizione del 69; c’è invece “rendere omaggio”.
Evidentemente, secondo il Corpo Direttivo, a questo punto, cioè dopo 16 anni di insistenti martellamenti, il chiodo doveva essere entrato nei lettori assidui: insomma questi avrebbero dovuto ormai esser ben convinti che “adorare” e “rendere omaggio” fossero TRADUZIONI EQUIVALENTI di “proskynèo”: proprio per questo, nell’Interlineare del 1985, il Corpo Direttivo ha tranquillamente sostituito al furbesco accostamento (del 69) il sospirato, definitivo allineamento di Ebrei 1:6 con tutti gli altri passi nei quali “proskynèo” era sempre stato … corrotto in “rendere omaggio” (quando aveva per complemento oggetto Gesù).
Ormai il Corpo Direttivo poteva altrettanto tranquillamente … corrompere Ebrei 1:6 anche nelle altre lingue moderne: infatti nel 1986 esce la nuova edizione italiana della loro cosiddetta “Bibbia”: vi leggo il testo di Ebrei 1:6: “Tutti gli angeli di Dio gli rendano omaggio”.
Sembra la naturale conclusione di un teorema! Non vi viene voglia di scrivere: “c.v.d.” (= “come VOLEVASI dimostrare”)? Sono riusciti a “correggere” le ottime versioni italiane (N.B.: ottime limitatamente a Ebrei 1:6) del 63 e del 67, attraverso quel giro di 19 anni.
Ma a loro non è bastato: il teorema, per loro, non era ancora completo; e nel 1987 hanno stampato una nuova edizione della loro … traduzione della Bibbia in italiano; ed in Ebrei 1:6 abbiamo: “Tutti gli angeli di Dio gli rendano omaggio”. Ma c’è un asterisco; rimanda alla nota dove è scritto: “RENDANO OMAGGIO O ADORINO”. Ecco: qui finalmente hanno completato il cammino, il teorema; ed hanno stabilito, arbitrariamente, addirittura la equivalenza lessicale di “rendere omaggio” e di “adorare”. Aggiungono, in quella nota, dei paragoni di confronto perché riguardano altri contesti. E così hanno sistemato la Sacra Scrittura e negano l’adorazione e la divinità di Gesù.
Penso che ora sia chiaro quanto dia fastidio al Corpo Direttivo la figura di Gesù come Dio: ogni volta che la sua divinità compare nella Sacra Scrittura il testo sacro viene … addomesticato.
Perché tanto accanimento contro il Salvatore? Solo una organizzazione satanica può assumere un atteggiamento del genere.
Nella Torre di Guardia del 15/11/91, a pagina 31 è scritto: “… Dio fece sparire il corpo di Gesù, evitando che vedesse la corruzione e impedendo così che divenisse una pietra di inciampo per la fede”.

“Il corpo di Gesù fu fatto sparire da Geova Dio per impedire che del suo corpo si facesse culto idolatrico”.
(Torre di Guardia 15/6/54, pagine 361/362).

“Tuttavia, il vero cristiano non può rendere culto né all’immagine Né alla persona che lo rappresenta, perché deve seguire l’esempio biblico e non prostrarsi che davanti a Dio solo”. (Svegliatevi! 8/7/64, p. 10).

“… Se Gesù non è Dio, eppure lo si adora come se lo fosse, pensate ciò che questo significa. Si adorerebbe qualcun altro che non è l’Onnipotente Dio. Certo questo dispiacerebbe al Creatore. … Tuttavia le chiese continuano a insegnare che Gesù sia Dio, causando confusione nella mente di milioni di persone. Ma peggio ancora, rivolgono l’adorazione delle persone a qualcun altro che non è l’Onnipotente Dio, conducendole nella via della falsa adorazione”.
(Svegliatevi! 8 settembre 1972, pp. 5, 9).

Adorare Cristo è dunque, secondo i Testimoni di Geova, una falsa adorazione.

Ma non perdiamoci d’animo, perché anche se al Testimone di Geova l’adorazione di Cristo non è permessa, in compenso gli è proposta l’adorazione di Russell (il loro fondatore e presidente). Non è una favola ma realtà!
Vi trascrivo quanto è riportato nella stessa stampa ufficiale della Società:

“… Il nostro caro fratello e pastore non dorme nella morte ma fu istantaneamente trasformato dalla natura umana a quella divina, ed ora e per sempre è con il Signore. … C. T. Russell, tu sei stato incoronato come Re dal Signore; e per i secoli futuri il tuo nome sarà conosciuto fra la gente e i tuoi nemici verranno a adorarti ai tuoi piedi”.
(The Watch Tower, 1 dicembre 1916, pagina 6015 della ristampa).

Qui s’impone una domanda: se Russell fu trasformato istantaneamente dalla natura umana a quella divina, perché mai l’hanno seppellito?

Che C. T. Russell sia stato fatto oggetto di adorazione ce lo conferma il libro edito dalla Società: I Testimoni di Geova nel proposito divino (solo in inglese) dove a pagina 69 è scritto:

“L’insistenza che Russell era stato ‘quello schiavo’ portò molti a ciò che era in realtà l’adorazione della creatura”.

Ancora titoli esagerati alla persona di Russell si leggevano sulla Torre di Guardia del 1/11/1917 a pagina 223 dove si diceva che Russell era oltre che Pastore (unico tra i Testimoni di Geova a godere di questo titolo), un antitipo di Ezechiele, quindi profeta, considerato il settimo e ultimo messaggero (angelo) della Chiesa militante (iscrizione tuttora esistente sul cippo tombale del suo mausoleo fatto a forma di piramide di Cheope da lui tanto stimata), e inoltre si leggeva in suddetta rivista, la seguente blasfema: “Le Scritture indicano che Russell fu scelto dal Signore fin dalla sua nascita. I due più famosi messaggeri furono Paolo (l’apostolo) ed il Pastore Russell”.
Quindi Russell fu ritenuto più importante di Giovanni Battista, degli apostoli, dei profeti e dei Re che pure furono messaggeri del Signore, ma non dello spessore del fondatore dei Testimoni di Geova.


SOPPRIMERE LA VERITA’

Il Corpo Direttivo non mette al corrente le persone dei lati oscuri del movimento che, sono celati, come è scritto nelle loro pubblicazioni:

“… Qualche volta è meglio non dire certe cose, anche se sono vere”.
(Manuale di Procedura dell’Ufficio Filiale, capitolo 24:11).

“Mentire ai nemici di Dio non è in verità mentire ma è solo una strategia bellica”.
(Torre di Guardia, 15/12/60, p. 762).

“Ci sono alcune cose che preferiamo non dire ai nuovi interessati”.
(Manuale per la scuola di Ministero Teocratico – 1971, p. 173).

Non bisogna scherzare col fuoco. Leggete questa messa in guardia dell’organizzazione dei testimoni di Geova:

Volete la verità?
Ci sono persone che non vogliono si dica loro la verità perché essa non è d’accordo con le loro vedute favorite. Preferiscono credere alle falsità. (La Torre di Guardia, 15/1/1972, pagina 64)

“Tutti i veri servitori di Geova Dio e i sinceri seguaci di Gesù Cristo dovrebbero perciò prestare molta attenzione a non attestare mai il falso. Sì, diano sempre ascolto al consiglio di ‘dire la verità’. Efesini 4:15”.
(Svegliatevi! 8 giugno, 1971, pagina 30).

“Bugiardo non è chi, per sbaglio, dice involontariamente una falsità. Bugiardo è chi dice consapevolmente una menzogna, con lo scopo di ingannare e sviare. Menzogne e verità non vanno d’accordo”.
(La Torre di Guardia, 1 gennaio 1972, pagina 21).

I NIPOTINI DELL’ADORATO FONDATORE RUSSELL ABBIANO ALMENO IL BUON GUSTO DI TACERE.

Provino i Testimoni di Geova a dire che quanto ho scritto è falso!
 

  • La salvezza

LA SALVEZZA
SECONDO LA BIBBIA E SECONDO LA TORRE DI GUARDIA



“La nostra salvezza dipende dalla traduzione corretta di Giovanni 1:1”.
(La Torre di Guardia, 15/3/63, pagina 183)

Ai Testimoni di Geova viene insegnato che la salvezza si ottiene solo seguendo le direttive dello “schiavo fedele e discreto” (il cui esponente è il Corpo Direttivo), anche se sono innumerevoli le occasioni in cui è stata chiaramente dimostrata la loro falsità! Un comune modo di sentire dei Testimoni, il loro pensiero è “meglio seguire lo schiavo e sbagliare che avere ragione e trovarsi fuori dall’organizzazione dei Testimoni di Geova”. (Questo è esattamente ciò che avviene quando un Testimone dissente apertamente dalle interpretazioni del Corpo Direttivo).

Ecco cosa troviamo scritto nelle loro pubblicazioni:

“L’Organizzazione di Geova è l’unico luogo di salvezza e chiunque, dopo essersi rifugiato in questo luogo di salvezza, lo abbandona, si condanna alla distruzione”. (Ricchezza, 1936, p. 99)

“Sappiamo che non c’è salvezza in nessun luogo all’infuori della Società del Nuovo Mondo.”(Informatore, 8/53, p. 1).

“La volontà di Dio è che, per rendere effettiva la sua salvezza nella vita eterna, il credente dev’essere un predicatore in questo mondo”. (Questo significa vita eterna, 1952, p. 135)

“Cosa richiede Dio da coloro che risiederanno per sempre sulla sua terra paradisiaca? … E’ quello di essere in contatto col canale impiegato da Dio, la sua organizzazione. … Per ricevere la vita eterna sulla terra paradisiaca dobbiamo identificare questa organizzazione e servire Dio in qualità di componente d’essa.”(La Torre di Guardia, 1/9/84, p. 21).

Un lettore ha detto: “La Torre di Guardia e Svegliatevi! sono la mia ‘salvezza’. Non posso farne a meno”.
(Siamo vicini ad Armaghedon? – Notizie del Regno n. 31 – 1982, p. 4)

Ecco, tutto è chiaro! L’organizzazione dei Testimoni di Geova assicura di essere l’unica via di salvezza. La Torre di Guardia rimprovera alla Chiesa Cattolica questa pretesa e, precisa, che la Chiesa Cattolica dovrebbe sottomettersi all’analisi e alla critica:

“I sistemi ecclesiastici, vorrebbero che il popolo creda, che soltanto coloro che divengono membri delle loro chiese possono salvarsi.” (Milioni or viventi non morranno mai! – 1920, p. 94).

“Salvezza vuol dire salvato dalla morte eterna con un’opportunità per la vita eterna. … Noi dovremmo essere ansiosi di dirlo ad altri senza soldi e senza prezzo. … I Cattolici e i Protestanti credono e insegnano che la salvezza riguarda solamente per quelli che divengono membri della loro Chiesa e che tutti gli altri scompariranno. … La volontà di Dio è che tutti gli uomini siano salvati. Devono essere inclusi i Cattolici, Protestanti, Ebrei, Buddisti, Maomettani ed ogni altro pagano”. (The Golden Age 2/11/1925 p. 314)

“La Chiesa Cattolica occupa un posto molto importante nel mondo e afferma d’essere la via della salvezza per centinaia di milioni di persone. Qualsiasi organizzazione che assuma questa posizione dev’essere disposta a farsi esaminare e criticare”. (Svegliatevi! 8/8/85 p. 28).

Noi, allora, ci domandiamo: “I Testimoni di Geova sono disposti a sottomettersi all’analisi profonda e alla critica del loro movimento?” ASSOLUTAMENTE NO. Questo lo ritengono valevole per gli altri ma non per loro.

Ecco, secondo i Testimoni di Geova, tutte le pratiche necessarie da compiersi prima di avere una probabilità di essere salvati:

“Non c’è una strada facile per salvarsi. Questo è possibile solo con strenui sforzi … Tali vigorosi sforzi sono del tutto in contrasto con la facile veduta del cristianesimo che molti assumono … E’ essenziale per la propria salvezza associarsi con la congregazione di cristiani (Testimoni di Geova) … chiunque vuole la vita eterna purifichi la sua vita… La “nuova personalità” è assolutamente necessaria per la salvezza. … chi cerca la salvezza deve rivolgere l’attenzione al servizio comandato da Cristo Gesù … La partecipazione alla predicazione e all’insegnamento della Parola di Dio è essenzialmente collegata alla vostra salvezza. … La fede dovrebbe condurvi a fare un altro importante passo necessario per la salvezza. Sì, è il passo della dedicazione”. (cioè, il battesimo). (La Torre di Guardia, 1/7/68, pagine 389, 390).

“La conoscenza della verità è una delle cose essenziali per ottenere la salvezza, mentre l’ignoranza reca la morte”.
(La Torre di Guardia, 1/9/65, p. 531).

“Per lodare Geova non basta condurre una vita retta… la nostra adorazione implica anche che dichiariamo le eccellenze di Geova e che facciamo pubblica dichiarazione del suo nome!… La predicazione pubblica… è una delle opere più importanti che compiamo… Oggi il “ministero della parola” è altrettanto importante; è l’unico mezzo attraverso cui si può essere salvati”. (Il Ministero del Regno, 1/96, p. 1).

Riassumendo, secondo la Torre di Guardia, per essere salvato, l’uomo deve rivolgersi verso l’organizzazione di Brooklyn, accettare tutti i suoi insegnamenti, riconoscere nel capo dello ‘schiavo fedele e discreto’ il portavoce di Dio. Vivere in seguito ubbidendo alle istruzioni della Società, essere attivo nella predicazione, insomma fare molti sforzi vigorosi. Il Testimone di Geova non possiede alcuna certezza riguardo alla salvezza, questa dipende da molteplici opere compiute nell’ottica della Società Torre di Guardia. Non dimentichiamo che lo Spirito Santo attesta al nostro spirito che noi apparteniamo al Signore (Romani 8:16), e che già siamo salvati. Per i Testimoni di Geova questa certezza non è nient’altro che una colpevole presunzione. Tuttavia, la Bibbia ci offre tali certezze. E’ per la fede che noi abbiamo ricevuto la grazia del nostro Signore. Se l’adepto della setta non ha alcuna certezza, dà la prova lui stesso che non è salvato (Efesini 2:6).
La Società Torre di Guardia insegna, che solo i 144.000 possono ricevere una nuova nascita da parte di Dio:

“Quanti otterranno questa condizione celeste? Secondo tutti i versetti attinenti a questo soggetto, sono comparativamente pochi quelli che ‘nascono di nuovo’. … L’apostolo Giovanni dice di aver visto 144.000 israeliti spirituali suggellati sulle loro fronti(Rivelazione 7:4)”. (La Torre di Guardia, 1/2/82, p. 20).

“… predicatori televisivi cullano il pubblico in un falso senso di sicurezza con la loro teologia e l’uso indiscriminato di slogan come “nati di nuovo” e una volta salvati, salvati per sempre”… solo un limitato numero di persone ha il privilegio di essere nato di nuovo… la “grande folla” di veri cristiani non ha bisogno di nascere di nuovo, perché ha la speranza di vivere per sempre sulla terra, e non in cielo”. (La Torre di Guardia, 1/4/88, pp.17-18).

Contrariamente a ciò che i Testimoni di Geova propongono, la Bibbia dichiara che chiunque crede che Gesù è il Cristo è nato da Dio:

“Chiunque crede che Gesù è il Cristo, è nato da Dio…”. (1 Giovanni 5:1)

La Società Torre di Guardia precisa che solo i membri della classe celeste possono dire di essere “nati di nuovo”, ma si affretta a precisare che anche quelli non hanno la certezza della salvezza:

“Coloro che appartengono alla classe celeste potrebbero rispondere: Sì, lo sono (nato di nuovo). Ma la Bibbia ci avverte di non prendere per scontata la nostra posizione”.(Ragioniamo facendo uso delle Scritture, 1990, p. 243).

I Testimoni di Geova arrivano fino a pretendere che lo stesso Gesù è dovuto “nascere di nuovo”, ciò implica allora che Egli era peccatore.

“Nascere di nuovo comporta l’essere battezzati in acqua (‘nascere d’acqua’) e l’essere generati dallo spirito di Dio (‘nascere di spirito’) divenendo così figli di Dio con la prospettiva di partecipare al suo Regno. (Giov. 3: 3-5). Gesù fece questa esperienza, così come lo fanno i suoi 144.000 coeredi al Regno celeste”.(Ragioniamo facendo uso delle Scritture, 1990, p. 239).

In tal modo i Testimoni di Geova membri della classe terrestre (la grande folla), riconoscono di “non essere nati di nuovo” e quelli della classe celeste non sono nemmeno certi. La conclusione logica e biblica e che essi non appartengono a Gesù Cristo (Romani 8:9).

Altro errore madornale per i Testimoni di Geova, Cristo è il mediatore solo della classe dei 144.000.

“… perciò, in senso strettamente biblico Gesù è il “mediatore” solo per i cristiani unti”.(La Torre di Guardia, 1/10/79, p. 31).

Poveri Testimoni! Gesù non è dunque il loro mediatore, mentre la Bibbia afferma che Cristo lo è totalmente per il cristiano:

“Vi è infatti un solo Dio, ed anche un solo mediatore tra Dio e gli uomini: Cristo Gesù uomo”. (1 Timoteo 2:5).

Su questo importante passaggio biblico, i Testimoni di Geova si definiscono da se stessi come dei falsi insegnanti:

“Non avete letto 1 Timoteo 2:5-6? Dove è detto: “V’è un solo Dio ed anche un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo, il quale diede se stesso quale prezzo di riscatto per tutti”? Forse voi credete, ma sapete che molti eminenti ecclesiastici non hanno fede in questa verità? … Come possono far nascere la fede negli altri se essi stessi non l’hanno?”. (La Torre di Guardia, 1/5/63, p. 265).

Ma chi nega, alla fine, che Cristo sia il mediatore di tutti? Noi non conosciamo questi ecclesiastici, tuttavia abbiamo la certezza che i Testimoni di Geova negano questa dottrina cardinale. Non c’inganniamo. La grande salvezza di Dio (Ebrei 2:3) è basata unicamente sul valore del sacrificio perfetto di Cristo e non sulle nostre opere. Esaminiamo qualche passaggio:

“Voi infatti siete stati salvati per grazia, mediante la fede, e ciò non viene da voi, è il dono di Dio, e non per opere, perché nessuno si glori. Noi infatti siamo opera sua, creati in Cristo Gesù, per le buone opere che Dio ha precedentemente preparato, perché le compiamo”. (Efesini 2:8-10).

Notiamo che la fede è la sola condizione posta all’uomo in vista del conseguimento della salvezza (Romani 3:27-28). Le opere che provengono dalla vera fede salvatrice, non sono il mezzo ma la conseguenza normale della salvezza già ricevuta. Un gatto non miagola per diventare migliore, ma perché è un gatto. Il vero cristiano non pratica le buone opere per diventare un miglior cristiano, ma perché è già un cristiano.

Un altro testo è capitale:

“A lui rendono testimonianza tutti i profeti, che chiunque crede in lui riceve il perdono dei peccati mediante il suo nome”. (Atti 10:43).

Se Gesù ci dà il perdono dei nostri peccati ciò vuol dire che siamo salvati. La questione del nostro peccato è definitivamente regolata. Non abbiamo più a temere sperando un’eventuale salvezza, Dio ce l’ha già data in Gesù Cristo. Nessun uomo può con le sue opere guadagnare la vita eterna. Questa è ricevuta unicamente per mezzo della fede del nostro Salvatore. La Torre di Guardia lo conferma d’altronde:

“La vita non può essere acquistata da esseri umani imperfetti, ma è il gratuito dono mediante la fede in Gesù Cristo. (Romani 6: 23)”. (Commento alla Lettera di Giacomo, 1979, p. 27).

Incoerenza del Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova.

Dalla risposta data dall’opuscolo preparato per i giornalisti: “I Testimoni di Geova nel ventesimo secolo”, 1979 pagina 29, sembrerebbe che i Testimoni di Geova non pretendano di avere il monopolio della salvezza.
Ecco la domanda e la risposta ufficiale.

“Pensano forse di essere i soli a salvarsi? No. Molti milioni di persone vissute nei secoli passati e che non furono testimoni di Geova torneranno in una risurrezione e avranno l’opportunità di ottenere la vita. Molti ora viventi possono ancora schierarsi dalla parte della verità e della giustizia prima della “grande tribolazione”, e ottenere la salvezza. Inoltre, Gesù disse che non dovremmo giudicarci gli uni gli altri. Noi guardiamo l’aspetto esteriore; Dio guarda il cuore. Egli vede accuratamente, giudica con misericordia. Ha rimesso il giudizio nelle mani di Gesù, non nelle nostre (Matteo 7:1-5; 24:21)”.(Cfr. Opuscolo “I Testimoni di Geova chi sono? – 2000, pagina 29)

La testimonianza di Adriano Fontani (ex Testimone di Geova)

In una assemblea al Teatro Tenda a Firenze sentii l’oratore principale, il sorvegliante Andrea Frecciero, dire, nel discorso riservato al pubblico (1985) che noi TdG non diciamo che ci salveremo solo noi. Mi sentii confortato autorevolmente ed a fine conferenza gli parlai. Ma Frecciero raffreddò subito i miei entusiasmi facendomi osservare che “Il mio discorso, così come l’opuscolo, sono per le persone esterne ed a loro non possiamo dire che ci salviamo solo noi, ma in realtà noi sappiamo che per salvarsi occorre essere battezzati nella nostra organizzazione”.
(“ATTI Convegno Nazionale di Studi su Bibbia, Società e Geovismo”. Napoli 25/26 maggio 1991, p. 60).


“Se qualcuno serve ubbidientemente qualche persona o qualche organizzazione, sia volontariamente che per forza, ritenendola in una posizione di superiorità e di grande autorità, si può scritturalmente definire tale persona un adoratore” La Torre di Guardia, 15/2/1962, p. 109).

“Attribuire la salvezza a una persona o ad una ‘organizzazione’ costituisce idolatria” (La Torre di Guardia, 1/1/1990, p. 26).
Come mai i Testimoni di Geova non considerano idolatria l’invito rivoltogli di “Trovare salvezza nell’organizzazione di Geova” contenuto nella Torre di Guardia del 15 marzo 1982, p. 21?


SALVEZZA PER MOLTI O PER TUTTI? - CHE COSA DICE LA BIBBIA?


Dopo una conferenza, un signore chiese perché noi cattolici diciamo che Gesù si è dato nell’Eucarestia e alla morte, per tutti, quando la Bibbia dice ‘per molti’.

RISPOSTA:

Questo signore ha ragione, ma non ha tutta la ragione perché nel Nuovo Testamento (per i Testimoni di Geova, è antiscritturale ed erroneo chiamare questi 27 libri ‘Nuovo Testamento’, ma sono chiamati ‘Scritture Greche Cristiane’ – “La Torre di Guardia, 1/5/1951, p.137, che risente della mentalità semitica, dove il fatto si verifica più accentuatamente, “i molti” vuol dire “la moltitudine” e “la moltitudine” vuol dire “la totalità che è fatta di molti”. Gli antichi non erano del tutto ignoranti. Essi sapevano, come sappiamo noi, che la totalità a volte è fatta di pochi. Quando dicevano “i molti”, volevano dire: “tutti” che sono molti.

PROVA:

Spesso nel Nuovo Testamento si trova la parola “molti” [pollòi], “i molti” [oi pollòi] e onestamente è tradotta “molti”, “i molti”.
Per esempio in relazione alla Comunione:
Mt. 26:28 “…questo è il mio sangue dell’alleanza versato per molti in remissione dei peccati”. [to perì pollòn].
In relazione al riscatto:
Mt. 20:28 “… il Figlio dell’uomo non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la sua vita in riscatto per molti”.[lutron antì pollòn].
IN QUESTI DUE CASI troviamo la parola “molti” [pollòi]. Si potrebbe dire allora che Gesù ha dato l’Eucarestia ed è morto per “alcune” persone come insegnano oggi i Testimoni di Geova a differenza di quanto insegnava il loro fondatore Russell. Il geovismo avrebbe ragione se la Bibbia stessa non specificasse il significato di “pollòi” e non ci dicesse che in questi casi “pollòi” vuol dire “tutti”.
Porto subito un esempio. San Matteo ci ha detto che Gesù ha dato la sua vita in riscatto per molti (Mt. 20:26: lutron antì pollòn) mentre S. Paolo in 1° Tim. 2:6 dice che Gesù ha offerto se stesso come riscatto per “tutti”. Lo stesso geovismo traduce esattamente “per tutti”. Ma allora, Gesù è morto per molti o per tutti? E’ morto per tutti perché la parola “tutti” è più specifica di “molti” e qui dice che “molti” vuol dire tutti.

Per dimostrare meglio questo concetto, cioè della salvezza universale e non solo del 144.000 geovisti di serie A, concetto di cui la Bibbia è piena, porterò un esempio da S. Paola in cui troveremo quasi come sinonimi e “pollòi”(molti) e “pantes”(tutti). Si tratta di Romani 5:11-19. Leggiamolo:

5,12 : La morte ha raggiunto tutti gli uomini perché tutti hanno peccato.
(eis pantas anthròpus.. ef’ò pantes…)
5,15 : …morirono tutti (pollòi)
…su tutti gli uomini (pollùs).

Bisogna chiarire. Qui, il geovismo traduce “molti” e non “tutti” perché questo “molti”, tradotto alla lettera, fa comodo alla sua falsa teoria della salvezza parziale, ma è evidente dal senso che il peccato di Adamo portò la morte a tutti, (v. 17 e 18) non a molti. Del resto anche il geovismo crede che il peccato di Adamo portò la morte a tutti. Quindi il geovismo avrebbe fatto meglio a tradurre “tutti” perché qui “pollòi” ha il senso di “tutti”.

5,18 :…su tutti gli uomini la condanna (pantas anthròpus).
…su tutti gli uomini la giustificazione (pantas anthròpus).
Da notare che questo è talmente chiaro da dare fastidio al geovismo fino al punto di obbligarlo alla corruzione biblica evidente e pacchiana quando traduce “pantas” che vuol dire “tutti”, con “persone di”, cioè alcune persone prese di qua e di là.

5,19 : Qui S. Paolo ripete lo stesso concetto di 5,18. Solo cambia il “pantes” in “pollòi” per dimostrare che pollòi e pantes hanno lo stesso significato.
 

  • Il caso Johannes Greber



Il Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova per sostenere la traduzione: “La Parola era un dio” ha fatto uso proprio dello spiritista Johannes Greber.



I Testimoni di Geova hanno citato per diversi anni la traduzione della Bibbia di Johannes Greber, un ex sacerdote cattolico tedesco, per avvallare l’interpretazione di alcuni versetti della Sacra Scrittura nella sua Traduzione del Nuovo Mondo. La sua traduzione è stata usata in vari articoli soprattutto per sostenere la traduzione della Società Torre di Guardia di Giovanni 1:1 – “Nel principio era la Parola, e la Parola era con Dio, e la Parola era un dio”. Ad esempio nell’opuscolo “The Word: Who is He? According to John” (La Parola: chi è? Secondo Giovanni), pubblicato nel 1962, si dice a pagina 5: “Simile è l’interpretazione di un ex prete cattolico romano: “Nel principio era la Parola, e la Parola era con Dio, e la Parola era un dio”. (1) (Cfr. La Torre di Guardia del 1/3/63, p. 138; Accertatevi di ogni cosa, 1965, p.478.). La prima opera di maggiore riferimento della Società Watchtower, “Aid to Bible Understanding”, pubblicata nel 1971, utilizza la traduzione di Greber come referenza a Gv. 1:1 nella Traduzione del Nuovo Mondo. “Una traduzione dell’ex prete cattolico Johannes Greber (ed. 1937) rende la seconda apparizione della parola “dio” nella frase “un dio” (2). Aid to Bible Understanding utilizza anche l’interpretazione di Greber come punto di riferimento per la traduzione della Watchtower di Matteo 27:52 utilizzata per eliminare il riferimento alla risurrezione di alcuni morti sopraggiunta al momento della morte di Gesù: “ La traduzione di Johannes Greber (ed. 1937) di questi versetti è la seguente: “Ed i sepolcri si aprirono, e parecchi corpi di quelli che erano sepolti furono risuscitati. In questo atteggiamento uscirono dai sepolcri, e furono visti da parecchi che passavano in questo luogo, sulla strada di ritorno verso la città” (3). I riferimenti alla traduzione di Greber appaiono parecchie volte nelle pubblicazioni della Società Torre di Guardia, almeno fino al 1976, dopo di che hanno smesso di utilizzarla come fonte di riferimento. Finalmente, essi l’hanno ripudiata nel 1983.


Ma chi era Johannes Greber? Come ha eseguito la sua Traduzione del Nuovo Testamento?


Negli Stati Uniti esiste una fondazione dedicata al suo nome, e dal materiale che essa ha prodotto apprendiamo che egli nacque nel 1874 a Wenigerath, distretto di Bernkastel, in Germania e fu ordinato sacerdote cattolico nel 1900 esercitò il suo ministero religioso in una parrocchia rurale della Germania. Nel 1923, Greber fu invitato da uno dei suoi parrocchiani a una riunione di preghiera. Egli descrive così la sua esperienza: “La preghiera era appena terminata quando un ragazzo cadde improvvisamente per terra ed emanò un’esalazione di fiato così forte che sono rimasto molto turbato. […] Dopo qualche secondo, la parte superiore del suo corpo venne proiettata in verticale in una serie di soprassalti come se fosse tenuto da una mano invisibile, ed è rimasto seduto con gli occhi chiusi”. Il ragazzo che Greber descrive era un medium e la riunione era una seduta spiritica. Lo spirito, parlando per mezzo del ragazzo, ha risposto a molte delle domande fatte da Greber, compreso il motivo per cui il Cristianesimo non esercita più un’influenza sulle persone del nostro tempo: “Gli insegnamenti di Cristo non si trovano ormai più nella loro purezza originale e nella loro chiarezza nei documenti che sono giunti fino a voi. In quello che voi chiamate “Nuovo Testamento”, numerosi paragrafi e interi capitoli sono stati omessi. Ciò che avete adesso sono delle copie mutilate. […] Anche l’ultima lettera dell’Apostolo Paolo, inviata a tutte le comunità cristiane, è stata distrutta. In questa egli spiegava minuziosamente certi passi nei suoi primi scritti che hanno dato luogo a incomprensioni. Le sue spiegazioni erano in contrasto con numerose dottrine erronee che si sono infiltrate successivamente nella fede cristiana”. Più tardi, lo spirito che parlava attraverso il ragazzo si è identificato, precisando anche la natura della sua missione: “Avete ragione di chiedermi chi io sia, perché è vostro primo dovere provare gli spiriti che vi parlano e assicurarvi che siano mandati da Dio […]. Vi giuro davanti a Dio che sono uno dei Suoi spiriti buoni, certamente uno dei Suoi spiriti più elevati, ma non rivelate ad alcuno il mio nome […]. Fin dai tempi del primo uomo, il mondo degli spiriti ha comunicato con l’umanità. Questo è vero sia per gli spiriti benevoli sia per quelli cattivi […]. Il mondo degli spiriti, che è materialmente separato da voi, ha diversi modi di comunicare con voi attraverso i mezzi percettibili dai vostri sensi […]. Quando la Bibbia dice “Dio parlava”, non era Dio che parlava, perché, è una regola, che Dio parla solamente per la mediazione dei suoi spiriti messaggeri. La mia missione è di comunicare con gli uomini”. Lo spirito invitò allora Greber a informarsi ulteriormente sul mondo della comunicazione spiritica. Greber accetta questo invito e da quel momento in poi cerca conferma della validità dell’esperienza di questa seduta recandosi ad altre sedute e da altri medium, dove sentì proclamare le stesse “verità”.
Nel 1925, per continuare le sue pratiche spiritiche, Greber rinunciò al suo stato di sacerdote cattolico e lasciò definitivamente la Chiesa Romana.
Nel 1929 emigrò in America, ove fondò una società spiritistica.
Nel 1932 racconta le sue esperienze “medianiche” nel libro Communication with the Spirit World of God – Its Laws and Purpose (Comunicazione con il mondo dello spirito di Dio – Sue leggi e il suo proposito). In questo libro spiega le verità comunicatogli dagli spiriti e i principi del nuovo mondo di comprendere il Cristianesimo.
Nel 1933, “aiutato dagli spiriti” che correggono le contraddizioni dei manoscritti greci tramite la moglie “una medium” o direttamente tramite delle visioni di “Lettere e parole che i suoi stessi occhi hanno potuto vedere. Altre volte la risposta corretta gli veniva data durante adunanze di preghiera”, scrisse una traduzione del Nuovo Testamento intitolato: “The New Testament – A New Translation and Explanation”.(4).
Come abbiamo già detto, in caso di dubbi, i versetti biblici venivano corretti spiriticamente. In altre parole, ciò significa che Greber ricevette una risposta ispirata dai demoni. Pertanto Il Nuovo Testamento di J. Greber è un libro spiritico, che i cristiani non possono usare.
E’ sufficientemente chiaro che la fonte dell’illuminazione di Greber non era da Dio. Ciò nonostante il geovismo citava la traduzione di Greber come autorevole sostegno per le sue dottrine. Mentre da una parte i Testimoni di Geova asseriscono che lo spiritismo non dovrebbe mai essere utilizzato come fonte di conoscenza, dall’altra essi fanno uso di esso a sostegno della loro teologia.

Lo “Schiavo fedele e discreto” faceva la seguente dichiarazione che, in effetti, si ritorce contro essa stessa:

“Essendo lo spiritismo condannato da Dio, è ovvio che chi si rivolge allo spiritismo per ottenere conoscenza o aiuto non si rivolge a Dio. Egli sta consultando una fonte contraria a Dio…”.(5)

“Ne consegue logicamente che qualsiasi presunta comunicazione con i defunti, […] deve venire da una fonte malvagia, in opposizione a Geova Dio. La Bibbia indica chiaramente che spiriti malvagi, demoni, sono questa fonte malvagia”(6).

E’ una contraddizione straordinaria quella di condannare chiunque abbia a che fare con lo spiritismo e allo stesso tempo attingere a fonti direttamente connesse con i medium spiritici per sostenere le proprie dottrine.


La Società Torre di Guardia fin dal suo fondatore, C. T. Russell, ha fatto uso dello spiritismo.


“L’autore spiega che uno spirito malvagio con il quale si era messo in contatto, gli aveva confermato che la serie dell’Aurora Milleniale (successivamente chiamata Studi sulle Scritture) era corretta sai dal punto di vista della dottrina che da quello della cronologia. Sembra che ciò includesse anche gli insegnamenti concernenti la Piramide. In altre parole, i demoni avallarono la teologia di Russell!”. (7)

La Società Torre di Guardia, in mala fede, fece suoi gli
scritti spiritici e le traduzioni di Johannes Greber.

Sia N. H. Knorr, 3° presidente, che F. Franz, 4 ° presidente, nel preparare la Traduzione del Nuovo Mondo, si sono avvalsi di J. Greber. Eppure la Società Torre di Guardia sapeva che quest’uomo era uno spiritista e medium. La Società fornì perfino delle informazioni particolareggiate su Johannes Greber:

“Johannes Greber nell’introduzione della sua traduzione del Nuovo Testamento, pubblicata nel 1937, dice: “Io stesso ero un sacerdote cattolico, e fino all’età di quarantotto anni non avevo mai nemmeno creduto nella possibilità di comunicazione col mondo degli spiriti di Dio. Ma venne il giorno in cui involontariamente feci il mio primo passo verso tale comunicazione, e provai cose che mi scossero fino alla profondità dell’anima […] Le mie esperienze sono riportate in un libro pubblicato sia in tedesco che in inglese, dal titolo: Comunicazione col mondo spirituale - Le sue leggi e il suo proposito”. (Pagina 15, §§ 2, 3) In armonia con la sua provenienza cattolica romana la traduzione rilegata di Greber ha una croce d’oro sulla rigida copertina. Nella prefazione del suo suddetto libro l’ex sacerdote Greber dice: “Il più significativo libro spiritualistico è la Bibbia”. Con questa impressione Greber tenta di rendere la sua traduzione del Nuovo Testamento con un linguaggio molto spiritualistico. […] E’ molto chiaro che gli spiriti nei quali crede l’ex sacerdote Greber l’hanno aiutato nella sua traduzione.(8)

Notate che questo articolo è apparso sette anni prima del primo ricorso a Greber sulla Torre di Guardia del 1963, e che in quel momento la Società era al corrente sia della natura della sua traduzione del Nuovo Testamento che dell’esistenza del suo libro.
La Società ha smesso di citare Greber come fonte nel 1983, quando nella rubrica “Domande dai lettori”, apparsa sulla Torre di Guardia, (edizione in lingua inglese, perché in italiano non è mai apparsa) si scriveva: “Perché, in anni recenti, La Torre di Guardia non ha più fatto uso della traduzione dell’ex sacerdote cattolico, Johannes Greber? […] Questa traduzione è stata usata occasionalmente a sostegno della nostra traduzione di Matteo 27:52-53 e di Giovanni 1:1 […] Ma come è indicato nella prefazione dell’edizione del 1980 del Nuovo testamento di Johannes Greber, questo traduttore fece affidamento sul “Mondo spirituale di Dio” per ottenere chiarimenti circa come dovesse tradurre passaggi difficoltosi. Viene detto: “Sua moglie, una medium è stata spesso lo strumento usato per trasmettere la corretta risposta da parte dei Messaggeri di Dio al Pastore Greber. La Torre di Guardia ha ritenuto non appropriato fare uso di una traduzione che ha tali stretti rapporti con lo spiritismo”. (Grassetto e sottolineatura mia). (9).
Ci si chiede, allora, cos’è che ha causato una risposta del genere da parte del geovismo? Fu forse il desiderio di purificare ulteriormente le sue pubblicazioni? In effetti, si trattò soltanto di un artificio per occultare che essi avevano fatto uso del Nuovo Testamento tradotto da Johannes Greber come autorità per anni! Tale spiegazione apparsa sulla Torre di Guardia fu necessaria perché fonti esterne avevano scoperto l’uso flagrante di tale traduzione della Bibbia e lo stavano rendendo di pubblico dominio. Per neutralizzare tale attacco, i dirigenti del Corpo Direttivo presentarono l’impressione di essersi resi conto solo allora di questo errore e di averlo immediatamente corretto. In effetti, essi erano stati costretti ad agire sotto la spinta di pressioni che minacciavano di divenire rovinose per loro.

Nel tentativo di minimizzare il tutto, il geovismo mediante il suo “Ministero della Verità”, si diede da fare per cancellare le tracce del misfatto. Nel 1986, infatti, pubblicò un nuovo Indice delle Pubblicazioni degli anni 1930-1985. In esso è contenuta l’espressione: ”Questo indice include tutti i precedenti indici”. Ma non è vero. Difatti, a pagina 372, sotto l’esponente Johannes Greber, troviamo soltanto in riferimento all’articolo contenuto nella rubrica “Domande dai lettori” de La Torre di Guardia [inglese] del 1° aprile 1983, ed uno a Giovanni 1:1 in La Torre di Guardia del 1° marzo 1963. Le altre sei volte in cui Greber viene citato sono state semplicemente cancellate! Vi è buon motivo per agire così. Difatti, se un Testimone di Geova venisse a contatto con una persona al corrente del fatto che la Torre di Guardia ha fatto uso di medium spiritici, e si decidesse a fare delle ricerche, in tutto egli troverebbe soltanto due riferimenti in tale Indice, e ne potrebbe quindi concludere che gli scrittori della Società hanno usato Greber come fonte solo una volta, poi si sarebbero accorti del loro errore. Ciò servirebbe a sostenere la loro tesi della buona fede.

Il Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova, richiede altri
volumi di questo Nuovo Testamento di Johannes Greber

La Società Torre di Guardia, pur conoscendo sin dal 1955 che Greber aveva prodotto la sua traduzione con l’aiuto degli spiriti, con una lettera alla Johannes Greber Memorial Foundation , chiede altre copie di questo Nuovo Testamento.

__________________________________________________________________________________________
WATCHTOWR
EG:ESF 20 dicembre 1980


JOHANNES GREBER MEMORIAL FOUNDATION
139 Hillside Ave.
140 Teaneck, NJ 07666

Egregi Signori,

La presente per confermare di aver ricevuto i due libri da Voi recentemente spediti: Il Nuovo Testamento tradotto da Johannes Greber e il suo libro “Comunicazione con il Mondo Spirituale di Dio”.

Vi ringraziamo per l’invio di questi volumi. Da alcuni anni conosciamo la traduzione di Johannes Greber e occasionalmente l’abbiamo citata. E’stato comunque difficile procurarsene delle copie. Poiché abbiamo quattro biblioteche presso i nostri edifici della sede centrale che vengono consultate dal nostro personale, come pure dagli autori dei nostri libri e riviste, gradiremmo sapere se vi è la possibilità di ricevere altre copie del Nuovo Testamento.

Vi preghiamo di indirizzare ogni comunicazione al Dipartimento Scrittura, reparto EG.

Sinceramente

Watchtower Bible and Tract Society
of New York, Inc.

La Società dei Testimoni di Geova nega di sapere in che modo
si possa ottenere il Nuovo Testamento di Greber.

WATCHTOWER
EI.ESZ 21 settembre 1981

Cara Sorella McAllister,

Abbiamo ricevuto la tua lettera del 20 agosto 1981, ed è ora nostra premura risponderti.
Ci chiedi informazioni sul come ottenere una copia del Nuovo Testamento di Johannes Greber. L’unico indirizzo che abbiamo è quello indicato nella traduzione stessa, che è un’edizione del 1937. In essa è indicato l’editore, John Felsberg, Incorporated, 80 Fourth Avenue, New York. Nell’elenco telefonico di New York non abbiamo trovato alcun indirizzo aggiornato, cosicché sarà necessario che per ottenerlo tu ti rechi alla tua libreria e faccia ricerche riguardanti la traduzione.

Speriamo che i nostri suggerimenti ti siano utili. Approfittiamo di questa occasione per mandarti sia un’espressione del nostro caloroso amore cristiano che i nostri migliori auguri.

Tuoi fratelli nel servizio di Geova,

Watchtower Bible and Tract Society
of New York, Inc.

______________________________________________________________________

“L’organizzazione non darà mai informazioni errate consapevolmente”
(La Torre di Guardia 15/6/63 p. 381)

Gli insegnamenti della Società Watchtower hanno qualcosa
in comune con quelli di Johannes Greber?

Dopo il suo incontro con gli “spiriti buoni” tramite l’interposizione dei medium e delle sedute, Greber si mise al loro servizio per apprendere da essi i principi del mondo dello spirito. Egli cercò di approfondire la conoscenza dei numerosi settori in cui, secondo gli spiriti, il cristianesimo si è corrotto col passare del tempo. Nel suo libro, Comunicazione con il mondo spirituale di Dio. Sue leggi e suoi scopi, egli afferma: “Gli insegnamenti relativi alle leggi che governano la “comunicazione spiritica” che ho ricevuto […] gettano tantissima luce su alcuni avvenimenti raccontati nella Bibbia che fino ad ora non ero stato in grado di comprendere […]. In primo luogo, ero interessato a scoprire se tutte le dottrine religiose che avevo creduto e insegnato fino allora erano vere, o se tra i principi della Chiesa ve ne fossero stati alcuni che differivano dalla verità […]. Non potevo prevedere in anticipo che tali divergenze si sarebbero rivelate così numerose e tanto vaste come poi ho scoperto […]. Era dal mondo degli spiriti che speravo di apprendere la verità che riguarda i più importanti interrogativi della vita. Se si darà all’uomo la possibilità di essere iniziato alla piena verità per mezzo della comunicazione con gli spiriti buoni di Dio, le Chiese cominceranno a vacillare [...]. L’uomo non dovrà più dipendere dal clero nella sua ricerca della verità ma grazie alla mediazione delle comunicazioni con il mondo degli spiriti di Dio, egli apprenderà per via diretta, attingendo alla sorgente della verità”.

In seguito, Greber enumera le sue rivelazioni del mondo degli spiriti circa le questioni di maggiore importanza del cristianesimo: Dio, Cristo, la Redenzione, il Paradiso, l’inferno, ecc…
Quando le dottrine di Greber, giunte a lui tramite il canale delle comunicazioni spiritiche, vengono paragonate con quelle della Società Watchtower, la similitudine è istantaneamente sorprendente e sconcertante.

Ogni volta che il Nuovo Testamento parla del Regno di Dio, Greber traduce “il regno degli spiriti di Dio”, come ad esempio in Matteo 4:17 : “Cambiate il vostro cuore, poiché la comunicazione con il mondo degli spiriti di Dio è vicina”.

Ogni volta che compare la parola “profeta” Greber, traduce “medium”, ad esempio in Atti 21:8-10: “Egli (Filippo, uno dei sette evangelisti) aveva quattro figli medium. Durante il nostro soggiorno di parecchi giorni con lui, un medium di nome Agabo dalla Giudea giunse a casa sua”.

Ecco la traduzione della profezia di Gioele in Atti 2:17-18: “Succederà che negli ultimi giorni, dice Dio, io manderò su tutta l’umanità un gran numero dei miei spiriti. I loro figli e le loro figlie diventeranno allora strumenti di questi spiriti, e i giovani, in uno stato di chiaroveggenza, vedranno visioni, e gli anziani, in uno stato simile al sonno, riceveranno rivelazioni. Anche sui miei servi e sulle mie serve manderò un’abbondanza dei miei spiriti in quei giorni”.
Siamo dunque messi sull’avviso: La traduzione di Greber è legata allo spiritismo e al principe della menzogna. Riguardo a Giovanni 1:1, ci colpisce di costatare che lo spiritista Greber, ispirato dalle potenze demoniache, traduca nella stessa maniera della Società Torre di Guardia.

La Società Torre di Guardia dice giustamente che lo spiritismo
e le sedute spiritiche sono condannate dalla Bibbia:

“Ogni forma di spiritismo è energicamente condannata dalla Bibbia”
(Ragioniamo facendo uso delle Scritture, 1990, p. 364).

E Charles Taze Russell, il fondatore della Società Torre di Guardia, scrisse:

“Potremmo riportare citazioni voluminose dagli scritti degli spiritisti che dimostrano che esso [lo spiritismo] rinnega totalmente la Bibbia, e che è in diretta opposizione ai suoi insegnamenti”.
(Watchtower and Herald of Christ’s Presence, vol. 5, p. 2178).

Ora, data la presa di posizione della Società Torre di Guardia nei confronti dello spiritismo, come è possibile riportare seriamente la versione di Greber per confermare la sua traduzione di Giovanni 1:1 se Greber stesso afferma di aver ricevuto la corretta traduzione dei passi difficili dagli spiriti in sedute spiritiche?


Il seguente prospetto ci permette di verificare le somiglianze
dottrinali tra Greber e i Testimoni di Geova:


JG = Johannes Greber
TdG = Testimoni di Geova
Le citazioni di Greber sono tutte state estratte dal suo libro Comunicazione con il mondo spirituale di Dio. Sue leggi e suoi scopi, salvo indicazione contraria.


DOTTRINE A PROPOSITO DI DIO

Dio ha un corpo

JG: “Le forme materiali sono delle immagini delle forme spirituali, e così come le cose materiali hanno una forma e un contorno, allo stesso modo ne hanno le cose spirituali, e quindi anche Dio […]. Dunque, poiché Dio ha una forma, può essere visto dagli altri spiriti” (pagg. 260, 261).

TdG: “I corpi degli esseri spirituali (Dio, Cristo, gli angeli) sono gloriosi”(10).

Dio non è onnipresente

JG: “Poiché Dio possiede una forma e una personalità, non è onnipresente […]; come spirito personificato Egli non è dovunque” (pag. 261).

TdG: “Il vero Dio non è onnipresente, infatti, viene detto che ha un luogo di dimora” (11).
Dio non è onnisciente

JG: “Avete ampiamente prove che sono uno spirito di verità […]. Quando vi dico che Dio non ha conoscenze anticipate degli atti volontari dell’uomo, non sto diminuendo la Sua grandezza […]. Una tale conoscenza anticipata infallibile non è posseduta da nessuno spirito, neanche da Dio stesso” (pagg. 263, 265).

TdG: ”In maniera simile, Geova ha la capacità di preconoscere gli avvenimenti, ma la Bibbia mostra che Dio usa questa capacità in modo selettivo e discrezionale, con il dovuto riguardo per il libero arbitrio di cui ha dotato la sua creazione umana” (12).


DOTTRINE A PROPOSITO DI CRISTO


Cristo è la prima e più elevata delle creature di Dio

JG: “Cristo è più elevato degli spiriti creati da Dio ed il solo che ha creato direttamente […]. Cristo non era Dio, ma solamente il primo dei figli di Dio […]. Cristo è lo spirito più elevato che Dio onnipotente poteva creare. Cristo […] è il primo “figlio di Dio” creato, e in quanto tale, la Sua creatura più elevata e perfetta” (pagg. 301, 267).

TdG: “Le Scritture identificano dunque la Parola (Gesù nella sua esistenza preumana) con la prima creazione di Dio, il suo Figlio primogenito” (13). “Ciò significa che fu creato prima di tutti gli altri figli spirituali di Dio e che egli è l’unico a essere stato creato direttamente da Dio” (14).
JG: “Di conseguenza, Cristo era il Figlio di Dio, e non dichiarò mai di essere niente di più. Non era la divinità. Non una sola volta egli ha detto ‘io sono Dio’” (pag. 330).

TdG: “Gesù disse mai di essere Dio? No, mai. Nella Bibbia egli è chiamato ‘Figlio di Dio’” (15).

Cristo è l’agente di Dio per la creazione, non il Creatore

JG: ”Conservato per il primo Figlio di Dio creato, tutto il mondo degli spiriti non è venuto all’esistenza per mezzo di una creazione diretta divina […], ma è stato chiamato all’esistenza per la mediazione del Figlio cui Dio aveva accordato un potere creatore” (pagg. 167-168).

TdG: “Il fatto che il Figlio abbia preso parte all’opera creativa non fece di lui un Creatore come il Padre. Il potere di creare veniva da Dio tramite il suo spirito santo o forza attiva” (16).

Passi della Scrittura che dimostrano che Cristo non è Dio

JG: “Vedete fino a che punto è illogico per la vostra (quella di Greber) vecchia religione basare le sue affermazioni della divinità di Cristo sulla frase “Io e il Padre siamo uno”, davanti al fatto che la stessa unità che esiste tra loro è promessa a tutti quelli che credono” (pag. 333).

TdG: “Questa accusa di bestemmia prendeva a pretesto le parole di Gesù “Io e il Padre siamo uno”(Gv. 10:30). Con questo Gesù non voleva dire di essere il Padre o di essere Dio” (17).
JG: “Dopo la sua risurrezione, Cristo ha detto: “Ascendendo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”” (Gv. 20:17) (pag. 364).
TdG: “Egli insegnò agli uomini non di adorare lui, ma di adorare Geova, il Padre suo.[…] “Io ascendo al Padre mio e Padre vostro e all’Iddio mio e Iddio vostro”” (18).

JG: “E ancora: il Figlio non sa nulla del giorno del giudizio; tale conoscenza appartiene solo a Dio: “Quando poi a quel giorno e a quell’ora, nessuno ne sa nulla, né gli angeli dei cieli, né il Figlio, ma solo il Padre”” (Mt. 24:36).

TdG: “Gesù spiegò anche che c’erano cose che né lui né gli angeli sapevano, ma solo Dio” (Mc. 13:32) (19).

Cristo non è stato risuscitato materialmente dai morti

JG: “Nemmeno nel caso di Cristo, il corpo carnale è stato risuscitato” (pag. 385).

TdG: “Gesù Cristo è chiamato il “primo a essere risuscitato dai morti” (Atti 26:23).Ciò significa che fu il primo a essere risuscitato senza dover morire di nuovo. Inoltre fu il primo a essere risuscitato come persona spirituale (1 Pietro 3:18) (20).

Le apparizioni di Cristo dopo la sua risurrezione erano solo delle materializzazioni

JG: “Materializzato in una forma umana, Cristo apparve a quelli che erano stati più vicini a Lui in vita […]. Il fatto che Cristo, dopo la sua morte sulla terra, apparve ai suoi discepoli in una forma materiale vi ha condotto alla conclusione erronea che il suo spirito avrebbe reintegrato il suo vecchio corpo fisico. In realtà, Egli si è reso visibile allo stesso modo in cui tutti gli spiriti lo fanno, precisamente mediante la materializzazione del suo corpo spirituale” (pagg. 351, 387).

TdG: “Tuttavia nei 40 giorni successivi alla sua risurrezione Gesù apparve più volte ai discepoli con corpi carnali diversi, come nell’antichità angeli erano apparsi agli uomini” (21).

Gesù era capace di peccare

JG: “Il fatto supplementare (è) che Cristo aveva delle debolezze e dei difetti umani […]. Di conseguenza, Cristo, in quanto mortale, ha dovuto apprendere l’ubbidienza […]. La parola “peccato” è qui utilizzata non per designare delle trasgressioni dovute all’imperfezione umana, dalla quale anche Cristo non era al riparo, ma piuttosto in riferimento all’iniquità che ci separa da Dio” (pag.323).

TdG: ”Eppure questa certezza non sollevava il Figlio di Dio dal peso della responsabilità, né lo privava della libertà di decidere se essere fedele o infedele” (22).


DOTTRINE RELATIVE ALLA TRINITA’


La Trinità è un’invenzione degli uomini

JG: “Voi insegnate l’unione di tre persone in un solo Dio […]. E’ una teoria umana erronea ed è un’assurdità (pag.265). “Cristo insegnava esservi un Dio unico […]. Non conosceva il Dio trino che è insegnato dai cattolici e da altre denominazioni cristiane. Solo il Padre è Dio” (pag. 364).

TdG: “Il motivo per cui nella Bibbia la dottrina della Trinità non è insegnata in maniera esplicita è semplice: non è un insegnamento Biblico. Se Dio fosse stato una Trinità, l’avrebbe senz’altro spiegato chiaramente, in modo che Gesù e i suoi discepoli lo potessero insegnare ad altri. Tale informazione essenziale sarebbe stata inclusa nell’ispirata Parola di Dio, senza costringere uomini imperfetti a scervellarsi secoli dopo per risolvere il problema” (23).


DOTTRINE SULL’ INFERNO


JG: “Una dottrina alla quale vi aggrappate con una stupefacente tenacia [..] è quella dell’inferno eterno […]. Si tratta di un errore totale, di un’idea degli uomini […]. Non c’è prova nella Bibbia che convalidi la vostra dottrina falsa e disumana di un inferno eterno” (pagg. 377, 379).

TdG: “Riscontriamo che [inferno] è la traduzione della parola ebraica sceol, che significa semplicemente lo stato o condizione di morte. Essa non dà la più pallida idea di vita o tormento; . . . Tuttavia [il clero] continua a predicare la falsa idea dell’inferno, che non è nient’altro che una calunnia contro la personalità di Dio” (24).


COSA PENSANO GLI STUDIOSI DI GRECO DELLA TRADUZIONE
DEI TESTIMONI DI GEOVA DI GIOVANNI 1:1?

(Le presenti citazioni sono prese da William Cetnar, “Questions for Jehovah’s Witnesses”, pagina 55).

Dr. Julius R. Mantey: considera la traduzione della Società Watchtower di Gv. 1:1 “UNA TRADUZIONE GRANDEMENTE SCORRETTA. Non è né erudito né ragionevole tradurre Gv. 1:1 ‘la Parola era un dio’.
Bruce M. Metzger: professore di lingua e letteratura del Nuovo Testamento al seminario teologico di Princeton ha detto: “La cosa più perniciosa di questo versetto è la sua traduzione […] ‘e la Parola era un dio’, con la seguente nota in calce: “’un dio’, in contrasto con ‘il Dio’”. Si deve dire con molta franchezza che, se i Testimoni di Geova credono seriamente in questa traduzione, essi sono politeisti. A causa della maggiore luce che è disponibile in quest’era della Grazia, una tale traduzione è ancora più biasimevole di quanto non lo fossero gli errori paganeggianti e politeistici nei confronti dei quali l’antico Israele era così portato a incorrere. Circa la solidità dei fatti, comunque, tale maniera di tradurre è veramente raccapricciante.

Dr. J. J. Griesback: Gli argomenti e le testimonianze delle Scritture a favore della divinità di Cristo sono così chiari e numerosi, che posso immaginare difficilmente come, sia per l’ammissione della divina autorità della Scrittura, sia per la chiarezza delle regole interpretative, questa dottrina possa essere messa in dubbio. Specialmente il passo di Giovanni 1:1 è così chiaro e così superiore a tutte le eccezioni, che anche con tutti gli sforzi dei critici e dei detrattori esso può essere sottratto ai difensori della verità.

Dr. Eugene A. Nida: (Capo del reparto traduzione della Società Biblica Americana, traduttore della Good News Bible): Circa Giovanni 1:1 vi è, naturalmente, una complicazione semplicemente perché la NEW WORLD TRANSLATION (Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture) è stata apparentemente eseguita da persone che non hanno preso nella dovuta serietà la sintassi del Greco.

Dr. William Barclay: (Università di Glasgow, Scozia). La deliberata distorsione della verità da parte di questa setta si vede dalla loro traduzione del Nuovo Testamento. Giovanni 1:1 è tradotto: “La Parola era un dio”, una traduzione che è grammaticalmente impossibile. E’ chiarissimo che una setta che può tradurre il Nuovo Testamento come fa questa è intellettualmente disonesta. (The Expository Times Nov. 1953).

Dr. B. F. Westcott: (Il cui testo è usato nella TRADUZIONE INTERLINEARE DEL REGNO dei Testimoni di Geova). Il predicato (Dio) viene prima, in posizione enfatica come in 4:24. Si trova necessariamente senza articolo […]. Nessuna idea di inferiorità è implicata nella forma di questa espressione che afferma semplicemente la vera deità della Parola […] nella terza proposizione si afferma che “la Parola” è Dio e così è inclusa nell’unità della deità.

Dr. Ernest C. Colwell: (Università di Chicago). Un nominativo predicato determinativo ha l’articolo quando segue il verbo; non ha l’articolo quando lo precede […]. Questa dichiarazione non può essere considerata strana nel prologo del Vangelo che raggiunge il suo culmine nella confessione di Tommaso, “Mio Signore e mio Dio” (Giovanni 20:28).

Dr. Paul L. Kaufman (Portland OR.): I Testimoni di Geova evidenziano un’ignoranza abissale dei principi basilari della grammatica greca nella loro traduzione erronea di Giovanni 1:1.

Dr. Charles L. Feinberg (La Miranda CA.). Vi posso assicurare che la traduzione data dai Testimoni di Geova di Giovanni 1:1 non è condivisa da nessuno studioso rispettabile del Greco.

Dr. Harry A. Sturz (direttore del Dipartimento di Lingue e cattedratico di greco presso il Biola College): Perciò, la Traduzione del Nuovo Mondo “la Parola era un dio” non è una traduzione letterale, ma sgrammaticata e tendenziosa. Una traduzione letterale in inglese non può essere che “the Word was God” [in italiano: “la Parola era Dio”].


NOTE


1 Una nota precisa la fonte: The New Testament. A New Translation and Explanation (“Il Nuovo Testamento. Una nuova traduzione e spiegazione”), di J. Greber. (Cfr. The Wactower, 15 settembre 1962, pag. 554, ed. inglese, con La Torre di Guardia 1/3/1963, pag. 138.

2 Cfr. Aid to Bible Understanding, (Ausiliario per capire la Bibbia)1971, pag. 1669.

3 Ibid., pag.1134

4 Introduzione Opuscolo pubblicitario Fondazione J. Greber.

5 La Torre di Guardia, 15/4/1978, pag.16 § 9.

6 Perspicacia nello studio delle Scritture, 1990, Vol. 2° pag. 1033.

7 The Watchtower, 1° maggio 1912, Vol. 11, pag. 5024.

8 La Torre di Guardia, 15/8/1956, pag. 485/488; Cosa dicono le Scritture di una vita dopo la morte? – Opuscolo, 1955, pag. 89.

9 The Watchtower, 1° aprile 1983, p. 31[edizione in lingua inglese perché in italiano non è mai apparsa].

10 Perspicacia nello studio delle Scritture, 1990, Vol. 1° pag.576.

11 Ibid., pag. 699; Accertatevi di ogni cosa Attenetevi a ciò che è eccellente, 1974, pag. 204.

12 Ragioniamo facendo uso delle Scritture, 1990, pag. 101.

13 Perspicacia nello studio delle Scritture, 1990, Vol. 1° pag. 1060.

14 Potete vivere per sempre su una terra paradisiaca, 1990, pag. 58. Cfr. Quindi è finito il mistero di Dio, 1971, pag. 306; Ausiliario per capire la Bibbia, 1981, pag. 535.

15 Potete vivere per sempre su una terra paradisiaca, 1990, pag. 39.

16 Perspicacia nello studio delle Scritture, 1990, Vol. 1° pag.1060.
17 Ibid., pag. 1063.

18 Accertatevi di ogni cosa Attenetevi a ciò che è eccellente, 1974, pag.208.

19 Potete vivere per sempre su una terra paradisiaca, 1990, pag. 39.

20 Ibid., pag. 172. Cfr. Cose nelle quali è impossibile che Dio menta, 1965, pag. 332; La Torre di Guardia, 15/6/1954, pagg. 3361/362; Sia fatta la Tua volontà, 1961, pagg. 313/314.

21 Perspicacia nello studio delle Scritture, 1990, Vol. 2° pag. 779.

22 Ibid., Vol. 1° pag. 1076.

23 La Torre di Guardia, 1/11/1991, pag. 23.

24 La Torre di Guardia, 1/7/1979, pag. 14.

 

  • I tdG e il mistero della Piramide

I TESTIMONI DI GEOVA E
IL MISTERO DELLA GRANDE
PIRAMIDE DI GIZA
Risultato di pura o falsa adorazione?



Era il 1830 quando nel mondo esplose una mania davvero singolare. Un certo John Taylor di Londra che non aveva mai visto in vita sua la Grande Piramide ma si basava su alcune misurazioni effettuate dal colonnello Howard Vyse, pubblicò un volume dal titolo: The Great Pyramid: why was it built and who built il? (La Grande Piramide: Chi l’ha costruita e perché?). Esaminando le sue misure, Taylor credette di trovare una straordinaria serie di coincidenze matematiche.
Secondo il suo parere la Piramide esprimeva in proporzione il peso della Terra e la sua distanza dal Sole; il perimetro della Piramide indicava la lunghezza dell’anno solare; mentre l’altezza stava all’area di base come il raggio di un cerchio sta alla sua area. E’ chiaro che queste affermazioni (tranne l’ultima), sono risultate col tempo del tutto inesatte, resta comunque il fatto che questo libro, seguito poi da molti altri, diede inizio ad ogni serie di speculazioni sull’argomento.
Alcuni autori come Charles Piazzi Smith e Robert Menzies, affermarono addirittura di aver interpretato nei rapporti tra le lunghezze dei corridoi della piramide, alcune date fondamentali della storia del mondo. La Grande Piramide, nota anche come “Piramide di Khufu” o “Piramide di Cheope” fu edificata tra il 2700 e il 2600 a.C. durante la IV dinastia. E’ la più Grande Piramide del mondo; ciascuno dei suoi quattro lati misura 233 metri; la sua base quadrata copre più di cinque ettari di terreno. I suoi lati triangolari si allineano perfettamente con i quattro punti cardinali. l’altezza è di 150 metri. E’ composta di 2.300.000 blocchi di granito, che pesano circa due tonnellate e mezzo l’uno; il suo peso totale è di sei milioni e cinquecentomila tonnellate, il suo fascino l’ha resa una delle sette meraviglie del mondo. E’ la maggiore delle nove piramidi site a Giza, nella valle del Nilo. Fu costruita da Cheope, uno dei re pastori che invasero l’Egitto e lo sottomisero rapidamente, chiusero tutti i templi e quindi costrinsero tutti a lavorare per loro. Centomila uomini erano incessantemente al lavoro e ogni tre mesi erano sostituiti da nuovi operai.
Negli anni cinquanta, la Società Torre di Guardia fece un gran parlare di questo monumento. Essa metteva in guardia i Testimoni di Geova a non farsi ingannare da chi avesse usato le sue misure per dimostrarne un’eventuale origine divina. Il problema era così esposto:

“In uno studio biblico a domicilio incontrate una persona cui fu detto che le misure della Grande Piramide di Giza sono in armonia con le profezie bibliche e che dovremmo studiarle per apprendere i propositi di Dio. Voi non sapete che dire in merito, ma sapete che molto tempo fa l’argomento fu trattato nelle pubblicazioni della Società. Perciò ricercate anno per anno nei volumi del La Torre di Guardia finche, arriverete ai numeri del 15 novembre e 1° dicembre 1928 (inglese). Qui apprendete quel che vi è di sbagliato in tale idea e decidete di presentare questi argomenti a chi ha fatto la domanda: Primo, l’Egitto era una nazione pagana governata dal Diavolo non un luogo di rivelazioni divine; secondo, Dio non compie la sua opera mediante il lavoro degli schiavi che costruirono le piramidi; terzo, ai Cristiani è detto di vivere per fede non per visione; e quarto, se la congregazione cristiana avesse dovuto essere ammaestrata dalle misure di quest’antico monumento di pietra sia Gesù che qualcuno degli apostoli ne avrebbe parlato; mentre non lo fecero. Questo è esposto più brevemente nella Torre di Guardia (inglese) del 15/5/56”. [1]

Un anno dopo, fu tradotto in italiano, l’articolo della Torre di Guardia (inglese) del 15 maggio 1956 che ancora diceva:

“… E’ forse ragionevole concludere che ancor prima che Mosè cominciasse a scrivere il Pentateuco Dio avesse fatto innalzare un imponente monumento per convalidare la sua parola? Piuttosto, non è un insulto a Dio sostenere che egli abbia ritenuto necessario convalidare la sua Parola ispirata con un muto monumento?… Per quanto alcune delle sue misure sembrino rimarchevoli, non si può però negare che hanno dato adito a false speranze conclusesi in delusione, e non hanno mai servito... a predicare ”questa buona notizia del regno”; né quelli che hanno attribuito tanta importanza alla Grande Piramide partecipano a tale predicazione… Un testo scritturale usato in passato a sostegno della tesi che la Grande Piramide fosse d’origine divina dice: “in quel giorno in mezzo al paese d’Egitto vi sarà un altare eretto all’Eterno (Geova) … (Isaia 19:19, 20). Con un ingegnoso gioco di parole fu fatto un tentativo per dimostrare come la Grande Piramide possa trovarsi nel mezzo del paese d’Egitto e nello stesso tempo alla sua frontiera. Ma nessuna costruzione letterale può trovarsi letteralmente in mezzo alla frontiera di un paese letterale. … Intorno alla costruzione della Grande Piramide di Giza, indicherebbe dunque che certamente essa non fu costruita da quelli dedicati alla pura adorazione di Geova Dio, ma da devoti all’astrologia; una manifestazione della religione del Diavolo, e costruita per promuovere tale religione”. [2]

Dalla lettura di queste pubblicazioni, notiamo con quanta enfasi la Società si scagliò a quel tempo contro chiunque usasse la Grande Piramide come segno divino. Si può chiaramente costatare il vigore con il quale erano documentate ben quattro evidenze per dimostrare quanto fosse errato questo pensiero e da questo l’esigenza di pubblicare “saggi” consigli su come rispondere a tutti coloro che avessero osato presentare tali argomentazioni.
I sostenitori di tali “devianti” teorie erano considerati come persone che insultavano Dio, che avevano dato adito a false speranze e delusioni, oppositori della buona notizia del Regno, ingegnosi nei giochi di parole, tanto da usare addirittura dei testi biblici (precisamente Isaia 19:19,20) per sostenere le proprie tesi, al punto di torcere il vero significato (in realtà Isaia si riferisce ad un’invocazione degli Ebrei di Leontopoli per avere la concessione di costruire un tempio non potendolo fare a Gerusalemme), sostenitori di qualcosa compiuta mediante potere demonico sostenitori dell’astrologia ed infine come persone che si rivolgevano all’Egitto e alla piramide, (che tra l’altro fu una manifestazione della religione demonica e che fu costruita per promuoverla), per trovare aiuto.

Tenendo bene in mente queste affermazioni, ci domandiamo quale sarebbe la reazione di un fedele Testimone di Geova nello scoprire che fu proprio la Società Torre di Guardia in passato ad usare la Piramide per i motivi su citati.
Siamo convinti che coloro che ripongono una certa fiducia nel Corpo Direttivo, stenterebbero a credere che quelle informazioni così vigorose, seguite da accuse di demonismo, siano rivolte proprio a lui.

Nel libro: “I Testimoni di Geova: Proclamatori del Regno di Dio” – 1993, alle pagine 200, 201 in un breve riquadro sono elencate alcune “Usanze che sono state abbandonate”. Accanto ad un’illustrazione della piramide di Giza, un trafiletto informa il lettore che:

“Per circa 35 anni il pastore Russell aveva pensato che la Grande Piramide di Giza rendesse testimonianza a Dio, confermando i periodi di tempo biblici. (Isaia 19:19) Ma i testimoni di Geova hanno abbandonato l’idea che una piramide egizia avesse a che fare con la vera adorazione. (Vedi “La Torre di Guardia” inglese del 15 novembre e 1° dicembre 1928)”.

Ben poco, non è vero? E’ detto semplicemente che il pastore Russell credeva nella piramide ma che i Testimoni di Geova non ci credono più. Già il sistema denota lo stile tipico della Società: quando qualcosa è favorevole all’organizzazione, in tal caso si dice (come per il 1914, per esempio) che “gli Studenti Biblici già da qualche tempo avevano compreso…”. Quando ci si vuole sbarazzare di un insegnamento, allora a crederci non sono gli “Studenti Biblici”, ma solo “il pastore Russell”. Noi sappiamo, però, che non v’era credenza degli Studenti Biblici che non provenisse da Russell e, quindi, non era Russell a credere nella piramide, ma l’intera organizzazione. Ma come andarono in realtà le cose? Così come l’argomento è attualmente presentato dal Corpo Direttivo nelle sue pubblicazioni, può sembrare quasi che si trattasse di una bizzarria di Russell, un’originalità di poca importanza. Ma un’attenta lettura dei suoi scritti rivela un quadro del tutto diverso.
Nel 1891, Russell pubblicò il terzo volume degli “Studi sulle Scritture”, dal titolo Venga il tuo Regno, vi è un intero capitolo dedicato alla Grande Piramide. Fra le cose in esso contenute, vi sono le seguenti dichiarazioni:

“Noi ancora crediamo che la struttura di questa Piramide, così diversa da tutte le altre piramidi, sia stata stabilita dal Signore allo scopo di farne una Piramide e un testimone sia in Egitto che ai suoi confini. (Isaia 19:19)…
Mentre l’ulteriore, corroboratrice evidenza provveduta dalla Grande Piramide alla scritta Parola di Dio sarà un motivo in più per fare gioire i santi, è chiaro che la sua testimonianza servirà specialmente per il mondo del genere umano durante l’età del millennio”. (pag. 313 e 317).

Alle pagine 341 e 342 (edizione 1891) Russell calcolò la lunghezza dei corridoi della Piramide per ricavarne la data d’inizio della grande tribolazione. In effetti egli calcolò che il corridoio che andava verso l’alto a partire dall’incrocio dove esso si congiunge con altri corridoi, misurava 1542 pollici, quello che scendeva invece, misurava 3416 pollici. Facendo l’operazione 3416 – 1542 = 1874, Russell stabilì una prova storica per confermare la sua cronologia. In effetti per Russell, non solo la Piramide ma addirittura tutto l’Egitto aveva un significato divino.
Nel Foto-Dramma della Creazione, una delle più grandi opere cinematografiche del tempo, realizzata nel 1912, ed in seguito stampata in un volume nell’edizione italiana del 1914, edito dalla International Bible Students Association, (Vedi Annuario 1976 pag. 56-58), Russell sosteneva che la Piramide era stata costruita addirittura da Melchisedec, la prefigura di Cristo Gesù, che la Sfinge era la tomba di Adamo, che lo stesso Adamo era stato il 1° Faraone d’Egitto, inoltre lodò Mosè perché possedesse la sapienza egiziana e per giunta (paradosso dei paradossi) dimostrò usando proprio la scrittura di Isaia 19:19,20, con giri di parole che la Piramide si trovava in effetti al centro dell’Egitto.[3]
Più arditamente ancora il Foto-Dramma della Creazione, a pagina 21e 25 aggiungeva questi particolari:

“La tavola di Abydos concorda in pieno colla Genesi e trova conferma nella storia greca ed egiziana. Essa ci presenta Adamo come il primo faraone, e Noè come il ventesimo, mentre i nomi degli altri 18 concordan colla Genesi. Moglie di Mena fu Shes – in ebraico Isha – donna. Suo primogenito fu faraone II – in greco Teta Khen, omicida: in ebreo, Kanighi: in latino Athos: in inglese, Cain: in italiano,Caino … Luminosamente così la Bibbia trova conferma in quei documenti che un tempo si volle che la smentissero … Si suppone che Melchidesec sia stato uno dei Pastori-Re che invasero l’Egitto, e che avesse edificato la grande Piramide, la quale copre 12 acri di terreno, e da anni ed anni conosciuta come una delle sette meraviglie del mondo”. [4]

E’ da notare che ancora oggi il Foto-Dramma è definito come sostenuto dallo spirito di Geova (Annuario 1976, pagina 58). Questa era quindi, la credenza che la Grande Piramide è una testimonianza ispirata da Dio e che era condivisa da tutti gli Studenti Biblici.
La fine non venne e in una nuova edizione (1916) del 3° volume di Studi sulle Scritture, il Corpo Direttivo allungò la misura del corridoio della Piramide a 3457 pollici, il che spostò l’inizio della grande tribolazione al 1914. [5].
Nel 1916 Russell morì dando disposizioni di far costruire vicino alla sua tomba una rappresentazione della Grande Piramide in onore di ciò che aveva insegnato durante la sua vita. Ancora oggi essa è là a testimonianza di quello che stiamo affermando.

Anche dopo la morte di Russell, il suo successore Rutherford, continuò per un certo periodo
di tempo ad usare la Piramide di Giza a sostegno delle proprie teorie:
“DOMANDA N. 125 – Spiegato come le cifre della piramide illustrano meravigliosamente l’unione
del Signore con la Sua Chiesa, la sua unta compagnia.
RISPOSTA La nostra unione con il Signore, quali membri di Cristo, l’unta compagnia, è illustrata molto bene dai
numeri della piramide. La pietra sommitale è di per se una piramide perfetta. Altre pietre possono essere collocate su di essa, e se in armonia con le caratteristiche geometriche della sommità, l’intera massa sarà una piramide perfetta. Questo illustra meravigliosamente la nostra posizione di membri del “seme” – “Il Cristo”. Uniti ed in perfetta armonia con il nostro Capo, noi, quali pietre viventi, siamo perfetti; separati da Lui non siamo niente”. [6]

“Nei corridoi della Grande Piramide di Giza il riscontro di una o due misure con l’attuale verità cronologica potrebbe essere fortuito, ma la corrispondenza di dozzine di misure prova che lo stesso Dio stabilì sia la piramide sia il piano e, contemporaneamente, dimostra la correttezza della cronologia”.[7].

Anche due interi numeri della rivista The Golden Age (L’Età d’Oro, oggi Svegliatevi!) del 21 maggio 1924, pagine 519-537 e 31 dicembre 1924, pagine 203-222 nella quale la Società Torre di Guardia (o meglio, il “giudice” Rutherford) trattano il soggetto della Grande Piramide ricalcando pedissequamente dal 3° volume degli Studi sulle Scritture, non modificandone quasi nemmeno una virgola!

“La Grande Piramide d’Egitto, eretta come un testimone silenzioso e inanimato del Signore, è un messaggero; e la sua testimonianza parla con grande eloquenza del piano divino”.[8].


IL VOLTAFACCIA DI RUTHERFORD


La dottrina di Charles Taze Russell sulla testimonianza della Grande Piramide viene
condannata dodici anni dopo la sua morte dal suo successore J. F. Rutherford.

Dopo aver dedicato anni e anni allo studio della piramide di Giza, Rutherford pone fine a quello che era stato un insegnamento lungamente accettato dagli Studenti Biblici. Ha definitivamente sancito l’inutilità della piramide. Egli, è pentito di avervi riposto fede per tanto tempo e adesso chiede perdono al Signore. Russell, essendo morto, non poteva più farlo, e questo consegnava definitivamente la sua dottrina al Diavolo.

“Molti hanno fatto riferimento a quella struttura in pietra per convalidare la testimonianza riguardante il piano divino esposto nella Parola di Dio. Infatti, alcuni hanno definito la piramide “la Bibbia in pietra”, e “il testimone in pietra di Dio”. … Ci sono alcuni fatti che non possono assolutamente essere messi in dubbio e che meritano d’essere valutati con estrema attenzione. Eccoli: quelli che sono devoti alla grande piramide non hanno visto e non hanno compreso la distinzione fra l’opera di Elia e quella di Eliseo nella chiesa; essi non hanno capito la differenza fra l’organizzazione del Diavolo e l’organizzazione di Dio, e hanno fallito o hanno rifiutato di prendere parte nella dichiarazione del giorno di vendetta del nostro Dio contro l’organizzazione di Satana; essi hanno mancato di comprendere la nascita della nazione e la venuta del Signore nel suo tempio. Infatti, essi non sono in armonia con la presente verità, che ha spinto quelli che sono devoti a Dio a prendere parte con zelo nella proclamazione e nell’esaltazione del nome di Geova. … Se troviamo che la Grande Piramide non è menzionata nella Bibbia, ma ci ostiniamo a credere in essa solo a motivo delle cosiddette misurazioni scientifiche, in tal caso ci stiamo addentrando su un terreno infido, poiché cerchiamo la verità da una fonte alla quale Dio non ci ha comandato di rivolgerci.
… E’ più ragionevole concludere che la Grande Piramide di Giza, così come le altre piramidi e la Sfinge, furono costruite dai governanti d’Egitto sotto la direttiva di Satana il Diavolo. … Satana mise la sua conoscenza nella morta pietra, che può essere chiamata la Bibbia di Satana, e non la pietra testimone di Dio”. [9]

“Può alcuno che ha conoscenza del piano di Dio e delle sue profezie dire anche per un momento che il mucchio di pietre in Egitto, noto come Piramide di Giza, sia un segno del Signore degli eserciti o che esso rechi testimonianza al suo nome? Certamente no. … Uno degli schemi più subdoli cui Satana ha fatto ricorso è stato ed è l’uso della Piramide di Giza. Vi sono di quelli che confidano nella Piramide che pretendono anche di appartenere a Cristo e di essere suoi seguaci. … Ci meravigliamo di come sia stato possibile che abbiamo creduto o che abbiamo dedicato del tempo allo studio della Piramide di Giza. Non solo abbandoneremo tale studio sin da ora, ma chiederemo a Dio di perdonarci per aver sprecato il tempo che avremmo più utilmente potuto impiegare obbedendo ai suoi comandamenti”. [10]


ANCORA SULLA GRANDE PIRAMIDE


C. T. Russell assicurava che la Grande Piramide è una testimonianza ispirata da Dio:

“Questa struttura antica (la piramide), che così ripetutamente è attribuita nelle Sacre Scritture, noi non posiamo dubitare che, se è interrogato, questo “testimone” di Dio in terra d’Egitto sopporterà tale testimonianza come onorerà Geova, e che pienamente corrisponde con la sua Parola scritta. Noi presentiamo così questo “testimone”; l’ispirazione del suo messaggio sarà senza dubbio, tanto contestato come quello delle Sacre Scritture dal principe delle tenebre, il dio di questo mondo, e da coloro che egli ha accecato affinché non vedessero brillare lo splendore della verità”.

Quindi, secondo Russell, Rutherford è un uomo accecato dal diavolo!

Più tardi, la Società Torre di Guardia, ovvero il “giudice” Rutherford, scriveva:

“… La Grande Piramide di Giza non è pertanto il testimone di pietra né la Bibbia in pietra, ma un monumento del demonismo”. (Cfr. WT 15/11/1928 e 1/12/1928; Profezia, 1929, pp. 222-223).

In compenso, secondo Rutherford, Russell glorifica un monumento del demonismo!

Dalle stesse dichiarazioni della Società, possiamo quindi concludere, che in passato essa ha usato mezzi addirittura demoniaci per avvalorare gli argomenti che presentava. Riflettiamo, forse domani gli argomenti che oggi tratta la Società, potrebbero essere ritenuti come tali. Ricordiamo che le parole di Russell avevano lo stesso valore della Bibbia (Watch Tower 15/9/1910 pag.298,299) ed egli stesso dichiarò a suo tempo di essere stato prescelto fin dalla nascita da Dio per la sua opera (The Finished Mystery, 1917, pag. 53). Esaminando questi fattori, come dovremmo considerare Russel e i suoi seguaci? Furono forse dei sostenitori della religione demoniaca, visto che si rivolsero all’Egitto? Se dovessimo usare le stesse espressioni elencate dalle pubblicazioni della Società che abbiamo citato all’inizio della trattazione, a quali conclusioni arriveremmo?
In un articolo della Torre di Guardia, identificando “l’illegale” di 2 Tess. 2:8 nel clero religioso della cristianità il Corpo Direttivo formula tale accusa: “Nel corso del suo sviluppo l’uomo dell’illegalità prese a prestito dottrine pagane”. (La Torre di Guardia, 1/2/1990, pag.13). Per avere un controllo sui propri adepti il Corpo Direttivo deve necessariamente annullare il passato indesiderato e nello stesso tempo accusare le altre religioni di peccati che esso stesso ha compiuto. Dimostrando la similarità esistente tra il sistema di controllo sui propri seguaci usato dalla Torre di Guardia ed il mondo descritto nel romanzo di George Orwell, un ex ministro dei testimoni di Geova dice: “Il Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova sa che per controllare il futuro, deve poter controllare il passato; in che modo? … Impedendo alla massa dei testimoni l’accesso agli errori e agli inganni del passato, abbellendo la sua storia… cambiando letteralmente il contenuto dei libri stessi! … Perfino il loro insegnamento del passato deve essere dimenticato e subordinato a quello attuale; addirittura è considerato apostata credere in ciò che si credeva in precedenza… [bisogna] essere pronti a rinnegare il passato”. [11].


Abbiamo potuto costatare nel corso della trattazione quanto queste affermazioni siano purtroppo vere!
Intanto la Grande Piramide ci guarda da lontano, immensa testimone di un’epoca lontana, fitta di fascino e mistero, ma anche testimone del fatto di essere stata usata da uomini che hanno osato mettere i propri pensieri allo stesso livello dei pensieri di Dio! (Isaia 55:8).


NOTE:

1) La Torre di Guardia 1° novembre 1957, p. 654

2) La Torre di Guardia 15 febbraio 1958, pp. 100-103

3) Foto-Dramma della Creazione – 1914 edizione italiana, p. 25

4) Ibid. p. 21

5) Studi sulle Scritture – The Kingdom Come, pagina 342, edizione del 1891 e 1916

6) The Golden Age, 1920-1921, p. 198

7) The Wacth Tower, 16 giugno 1922, p. 187

8) The Watch Tower, 15 maggio 1922, p. 148

9) The Watch Tower, 15 novembre 1928, pp. 341-345

10) The Watch Tower, 1° dicembre 1928, pp. 355-361

11) Il popolo dell’Apocalisse – 1993, pp. 90-91

 

  • I tdG sull' IMMINENZA della fine del mondo

LA FINE DEL MONDO
NON
E’ IMMINENTE!


1999 / 2000 - DATA DELLA FINE DEL MONDO STABILITA E RIMANGIATA

Il motivo di questo stranissimo voltafaccia del Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova, è facilmente intuibile: è accaduto che, all’improvviso, sono spuntati, come funghi dopo la pioggia, un gran numero di “Profeti” che annunciano la fine del mondo entro il 2000. Ed allora il titolato “Profeta” disgustato da tale maleodorante e vociante compagnia, ha modificato la profezia per non vedersi assimilato ed equiparato a questa massa di profetucoli improvvisati.
In definitiva il “Profeta” di Geova ha modificato la data semplicemente perché tale data è oggi proclamata da altri. Ma le date enunciate dal “Profeta” non sono “ date di Dio”? (WT. 7/15/1894, reprint p. 1677). Deve Dio ritenersi obbligato a cambiare le sue date solo perché alcuni statunitensi hanno deciso di cambiarle?
E’ il “Profeta” o è Dio colui che stabilisce quando avverrà la fine del mondo? A questa domanda risponde la Società condannando incoscientemente se stessa, si La Torre di Guardia del 1/6/90, p. 7, dove si dichiara che la Bibbia non sostiene i profeti e i movimenti che annunziano la fine del mondo per il 1999.

Ebbene, tra costoro possiamo includere a pieno titolo i Testimoni di Geova.

Il duemila è arrivato, nonostante per i Testimoni di Geova fosse “altamente improbabile”.

Entro il 2000:

La Watch Tower fece alcune dichiarazioni che lasciavano intendere molto chiaramente che la fine sarebbe arrivata prima del duemila:

1. “Fra breve, entro il nostro ventesimo secolo, la “battaglia nel giorno di Geova” comincerà contro il moderno antitipo di Gerusalemme, la cristianità”. (Le Nazioni conosceranno che io sono Geova: Come? 1973 p. 216).

2. “Ma ora nel nostro 20° secolo, siamo giunti al tempo della mietitura, “il termine di un sistema di cose, e i mietitori sono gli angeli”!…”. (Venga il tuo regno 1981 p. 102).

3. “E se il malvagio sistema di questo mondo dovesse sopravvivere fino al volgere del secolo, cosa altamente improbabile…”. (La Torre di Guardia 15/4/1981, p. 31).

4. “Ci ha detto che la “generazione” del 1914 – anno in cui iniziò ad adempiersi il segno… Alcuni di quella “generazione” potrebbero sopravvivere sino alla fine del secolo. Ma ci sono molte indicazioni che la “fine” è molto più vicina!”. (La Torre di Guardia 1/8/1984, pp. 18-19).

5. “Per il 2000 vedo un mondo trasformato in un bel paradiso! Ma non credo che l’attuale mondo o i suoi governanti vedranno quel giorno… Viviamo negli ultimi giorni del sistema di cose… Un attento esame delle profezie bibliche ha rivelato a questi giovani Testimoni che ora viviamo in un periodo privilegiato della storia, nel tempo in cui Dio interverrà negli affari umani ed eliminerà l’ingiustizia da tutta la terra… Dato che la “generazione” del 1914 è ormai assai avanti negli anni, la promessa di Dio è davvero una notizia attuale per i giovani d’oggi”. (Svegliatevi! 8/11/1986, pp.7-8).

6. Ma quando devono aver luogo tutte queste cose? Quand’è che a Cristo viene dato il potere di regnare e di compiere l’opera di separazione delle persone di tutte le nazioni? I fatti mostrano che Dio ha fatto queste cose nel XX secolo. Cristo è già sul suo trono celeste e l’opera di separazione volge ormai al termine. Il tempo che rimane per schierarvi dalla parte di Geova nella contesa della sovranità universale è molto breve. La “grande tribolazione” è prossima!”. (Vera pace e sicurezza: Come trovarla? 1986 p. 68).

7. “L’apostolo Paolo stava aprendo la strada dell’attività missionaria cristiana. Inoltre poneva il fondamento per un’opera che sarebbe stata completata nel nostro 20° secolo”. (WT. 1/1/1989, p. 12).

8. “C’è comunque una ragione specifica per cui nel XX secolo si è avuta questa escalation di cattive notizie. Tale ragione è chiaramente indicata nella Bibbia, la quale prediceva che nel XX secolo l’umanità sarebbe entrata in un periodo del tutto particolare chiamato “ultimi giorni” o “tempo della fine”…”. (La Torre di Guardia, 15/4/1996, p. 6).


DOPO AVER INSEGNATO LA FINE DEL MONDO PER PIU’ DI DIECI ANNI ENTRO IL 1999, IL CORPO DIRETTIVO = ‘LO SCHIAVO FEDELE E DISCRETO’ SI RIMANGIA TUTTO DICENDO:

OLTRE IL 2000

“Significa questo che sarà completata entro questo mese, questo anno, questo decennio, questo secolo? Nessun essere umano lo sa”. (La Torre di Guardia 1/10/1989, pp. 30-31).

1. “… non è consigliabile tenere lo sguardo fisso su una certa data… se qualcuno è rimasto deluso… ora deve fare di tutto per modificare la sua mentalità, comprendendo che non è stata la parola di Dio a venire meno o a ingannarlo e a deluderlo, ma che il suo intendimento si basava su promesse errate”. (La Torre di Guardia 1/1/1977, p. 25).

2. “Quando arriverà il tempo del giudizio…? … Non possiamo saperlo ed è inutile fare congetture”. (La Torre di Guardia 15/10/1995, p. 28).

3. “Nonostante quello che molti possono pensare, l’anno 2000 non ha nessun significato particolare. Dopo tutto, quella data è valida solo per la cristianità. … Ciò che conta è che questo è il tempo che voi facciate una scelta: o vi incamminate verso un futuro benedetto da Dio oppure continuate a scendere lungo la strada frustrante che il mondo di Satana offre”. (Svegliatevi! 8/9/1995, p. 14).

4. “Quando Gesù, NEL PROSSIMO FUTURO, SI SIEDERA’ SUL TRONO PER EMETTERE IL GIUDIZIO…” (La Torre di Guardia 15/10/1995, p. 28)

Ma come non si è seduto sul trono nel 1914? (Il Millenario Regno di Dio si è avvicinato, 1975, p. 260).
NO! QUELLE ERANO SOLO CONGETTURE.

UN NUOVO “LAMPO DI LUCE”

Forse nel 2034?

“La domanda su cui dobbiamo riflettere è: “Cosa ci aiuterà a rafforzare la nostra convinzione che la fine è vicina? Consideriamo le condizioni esistenti nel periodo che precedette un avvenimento unico nella storia umana: il grande diluvio dei giorni di Noè… Facendo un parallelo fra quel tempo e il nostro Gesù disse: “Come furono i giorni di Noè, così sarà la presenza del Figlio dell’uomo”. Matteo – 24:37. E’ ragionevole supporre che Geova provi per il mondo attuale gli stessi sentimenti che provò per il mondo antidiluviano. Dato che pose fine al mondo empio dei giorni di Noè, distruggerà senz’altro anche il mondo malvagio di oggi. Capire bene le somiglianze che ci sono fra quel tempo e il nostro dovrebbe rafforzare la nostra convinzione che la fine del mondo attuale è vicina. Quali sono queste somiglianze?… L’emanazione di questo decreto divino nel 2490 a. E. V. segnò l’inizio della fine di quel mondo empio.. Solo 120 anni ancora e Geova avrebbe portato “il diluvio di acque sulla terra per ridurre in rovina ogni carne in cui è attiva la forza della vita di sotto i cieli”… Che dire di noi? Sono passati circa 90 anni da che nel 1914 iniziarono gli ultimi giorni di questo sistema di cose. Siamo senz’altro nel “tempo della fine”… Nei tempi moderni i sinceri studiosi della Bibbia hanno appreso dalla Scritture ispirate che questo sistema è condannato alla distruzione. Ci crediamo?”.
(La Torre di Guardia 15/12/2003 pp.14-15).

O verso il 2184? - Si stanno forse qui ponendo le basi per un nuovo calcolo del tipo: 1914 E. V. inizio della gravidanza che giungerà al suo termine naturale, con le doglie, dopo nove mesi (cioè circa 270 giorni simbolici che, supportati da Ezechiele 4:6, diventerebbero 270 anni) per stabilire così che, verso il 2184 E. V., arriverà la fine di questo sistema di cose?

“La cronologia è lo studio dei rapporti fra il tempo e gli eventi… Quando sarebbero finiti “i tempi fissati delle nazioni” e sarebbe iniziato il dominio del Regno di Dio? La risposta, che rimase “sigillata sino al tempo della fine”, è legata alla cronologia biblica… Con l’aiuto dello spirito di Dio… Geova fece in modo di rivelare la risposta a un gruppo di umili studenti biblici… dedussero quindi che “i tempi fissati delle nazioni” sarebbero finiti nel 1914. Compresero pure che il 1914 avrebbe segnato l’inizio della fine di questo sistema di cose… Come si svolgerà l’ultimo atto… L’apostolo Paolo predisse che, subito prima della distruzione di questo sistema di cose, ci sarebbe stata una notevole espressione della propaganda satanica. Egli scrisse: “Quando diranno: “Pace e sicurezza!” allora un’improvvisa distruzione sarà istantaneamente su di loro come il dolore di afflizione su una donna incinta”. – 1° Tessalonicesi 5:3; Rivelazione 16:13… Addirittura nel 1986 fu dichiarato Anno internazionale della Pace,… Questi sforzi compiuti dai capi del mondo costituiscono l’adempimento completo di 1° Tessalonicesi 5:3, oppure Paolo si riferiva a un evento specifico di proporzioni così drammatiche da imporsi all’attenzione del mondo? Dato che spesso le profezie bibliche si comprendono pienamente solo dopo che si sono adempiute o mentre sono in corso di adempimento, dobbiamo aspettare e vedere. E’ interessante, comunque, che Paolo abbia paragonato l’improvvisa distruzione che deve seguire il grido di “Pace e sicurezza!” alle doglie di una donna incinta. Nell’arco di nove mesi, una donna incinta diviene sempre più consapevole del bambino che ha in grembo. Forse può udire il battito cardiaco o avvertire i movimenti. Il bambino può anche scalciare. Spesso i segnali si fanno sempre più accentuati finché un bel giorno la madre avverte un dolore acuto, le doglie, a indicare che l’evento sperato, la nascita del bambino, è arrivato. Per cui, a prescindere dalla maniera in cui si adempie, il grido di “Pace e sicurezza!” porterà un evento improvviso, doloroso, ma in definitiva benedetto: la distruzione della malvagità e l’inizio di un nuovo sistema mondiale”. (La Torre di Guardia 1/2/2004, pp. 19-21).


COSA DICE L’ORGANIZZAZIONE DEI TESTIMONI DI GEOVA A RIGUARDO
DEI VARI PROFETI E MOVIMENTI FINEMONDISTI DEL 1999?

1. “Geova, l’Iddio dei veri profeti, svergognerà tutti i falsi profeti o non adempiendo la falsa predicazioni di tali sedicenti profeti o facendo adempiere le Sue proprie profezie in senso opposto alla predizione dei falsi profeti. I falsi profeti cercheranno di nascondere la ragione per cui proveranno vergogna, negando chi essi siano realmente”. (Paradiso restaurato per la teocrazia: Quando?, 1972, p. 354).

2. “Coloro che hanno introdotto nuove profezie… non possono essere stati ispirati da Dio”. (La Torre di Guardia 1/5/1987, p. 6).

3 “La Bibbia non sostiene affatto i sempre più numerosi profeti o movimenti che predicano sventura additando lo scoccare della mezzanotte del 31 dicembre 1999 come la fine del mondo”. (La Torre di Guardia 1/6/1990, p.7).

4. “Alcuni, per nulla scoraggiati dai precedenti insuccessi, sembrano stimolati dall’avvicinarsi del 2000 e hanno fatto altre previsioni della fine del mondo… Questa marea di falsi allarmi è del tutto inopportuna”. (Svegliatevi! 22/3/1993, p. 4).

5. “Alcuni si aspettano una manifestazione spirituale di grandi proporzioni. Altri temono un cataclisma, la fine del mondo. … Alcuni che studiano la cronologia biblica hanno formulato equazioni arbitrarie che additano date specifiche nel futuro. … I Testimoni di Geova… credono che questi avvenimenti si verificheranno in un futuro non molto lontano. Tuttavia non facciamo congetture né sosteniamo le teorie che oggi si moltiplicano, Una cosa è certa, né l’anno 2000, né il 2001, né alcun’altra data stabilita dagli uomini ha a che vedere con la tabella di marcia di Geova” (Svegliatevi! 8/5/1998, p.21).

6. “Nondimeno alcuni fondamentalisti religiosi nutrono grandi aspettative per il 2000. Credono che nei prossimi mesi si adempiranno letteralmente certe parti del libro di Rivelazione. Pensano di dover partecipare personalmente a tale adempimento. … Secondo una notizia apparsa sul New York Times Magazine del 27 dicembre 1998, il leader di un gruppo religioso “ha detto ai suoi seguaci che lui è uno dei due testimoni destinati ad annunciare la distruzione della terra e la venuta del Signore, per poi essere ucciso da Satana nelle vie di Gerusalemme”. (La Torre di Guardia, 1/11/1999, p. 6).

“ABBIAMO IMPARATO CHE NON BISOGNA FISSARE DATE” : L’HANNO FATTO?

“I Testimoni di Geova sono ansiosi di sapere quando verrà il giorno di Geova. A volte nella loro premura hanno fatto dei tentativi per calcolare quando sarebbe potuto arrivare. Ma così facendo non hanno seguito, come non lo seguirono i primi discepoli, l’avvertimento del Signore Gesù: ‘Non sapete quando è il tempo fissato’. (Marco 13:32, 33) Gli schernitori hanno deriso i cristiani fedeli a motivo delle loro aspettative premature”. (La Torre di Guardia 1/9/1997 p. 21-22).

MA QUESTO SI ERA GIA’ VERIFICATO NEL PASSATO, E PRECISAMENTE NEL 1914, 1918, 1925 …

A. “Tutto il popolo del Signore aveva lo sguardo fisso sull’anno 1914 e lo aspettava con gioiosa aspettativa. Allorché quell’anno venne e passò, i membri del popolo del Signore rimasero delusi, addolorati, afflitti e furono grandemente oltraggiati. Furono posti in ridicolo particolarmente dal clero e dai suoi alleati, mostrati a dito, beffeggiati per quanto avevano detto a proposito del 1914 e di quanto doveva avvenire durante quell’anno, in una parola, per le loro profezie che non si erano adempiute”. (Luce 1930 Vol.1°, p. 198-199).

B. “Vi fu delusione per parte dei fedeli di Geova sulla terra relativamente agli anni 1914, 1918, e 1925, delusione che durò per alquanto tempo. In seguito i fedeli appresero che queste date erano definitivamente fissate nelle Scritture; ed appresero pure che, dovevano cessare di fissare delle date per il futuro e di predire ciò che doveva avvenire ad una data determinata , ma che dovevano affidarsi alla Parola di Dio per gli avvenimenti che dovevano ancora verificarsi”. (Rivendicazione, 1931, Vol. 1°, p.311).

QUALE FIDUCIA POSSIAMO RIPORRE IN COLORO I QUALI CAMBIANO LE LORO DOTTRINE?

“E’ una cosa seria rappresentare in un certo modo Dio e Cristo, quindi scoprire che il nostro intendimento dei principali insegnamenti e delle dottrine fondamentali delle Scritture era errato, e dopo ciò tornare alle medesime dottrine di cui, con anni di studio, avevamo completamente stabilito la falsità. I cristiani non possono essere incerti, indecisi, riguardo a tali insegnamenti fondamentali. Che fiducia si può avere nella sincerità o nel giudizio di tali persone?”. ( La Torre di guardia 1/11/1976, p. 650).

CONCLUSIONE: Il Corpo Direttivo afferma, poi nega e fa l’ingenuo! Stabilisce date e poi ci dice di non averle mai stabilite! Inganna dicendo bugie. Per continuare ad ingannare quando è scoperto, dice che le sue bugie sono “teocratiche”. Ma le bugie (anche se teocratiche) hanno le gambe corte. (La Torre di Guardia 15/12/1960, p. 763).


NOTIZIE SUL MILLENNIO

“Omni Magazine” nel numero Maggio 1993 ha portato un interessante articolo sulle religioni apocalittiche:

“All’Istituto Millennium Watch in Filadelfia, Ted Daniels raccoglie informazioni su circa 600 gruppi che legano il nuovo millennio a certe trasformazioni terrestre come la seconda venuta di Cristo, l’arrivo di forestieri e la fine cataclismica del mondo. ‘Quando più ci avviciniamo alla fine del millennio – egli nota – nasceranno sempre più idee sulla trasformazione del mondo. Questo costituirà un importante fenomeno culturale.
Teorie finemondiste sono sempre apparse più frequentemente alla fine di un millennio. E a guardarci intorno, oggi, le profezie di questi gruppi finemondisti sono particolarmente nere.
Persino alcuni New Agers (appartenenti al gruppo New Age) stanno parlando sempre di più intorno alla morte di due terzi della popolazione mondiale, piaghe artificiali ed olocausti nucleari. Queste cose puliranno la terra da tutte le brutture prima che arrivi un nuovo Eden”.

 

Vai a: "Documenti e studi vari-2"