L'anno di inizio dei settant'anni "per Babilonia"

 

   Molte persone non hanno chiaro il significato dei testi che parlano dei 70 "per Babilonia" (Ger. 25:11,12; 27:7; 29:10 ecc.). Ve ne sono alcuni che pensano che dal 605 a.C. "tutte le nazioni" vennero asservite a Babilonia. Altri, come i Testimoni di Geova, credono che vi furono "settant'anni di completa desolazione della terra di Giuda, senza né uomo né bestia". Ma, come conciliare tali convinzioni col fatto che ben prima dell'ascesa al trono di Nabucodonosor, prima della battaglia di Carchemish ,nel -605, alcune nazioni erano già asservite a Babilonia?

   Mettendo da parte le varie convinzioni dottrinali e confessionali, uno studio storico confortato dall'archeologia e dalla Bibbia ci farà comprendere che la tesi più confacente per la corretta comprensione dei 70 anni "per Babilonia" è quella che pone tale periodo fra il 609 e il 539 a.C.

Cronologia Assiro-Babilonese - 680-609 a.C.

Prima del 627 a.C. l'Assiria esercitava l'egemonia su molti paesi, Babilonia inclusa e l'area di Hattu. Alla morte di Assurbanipal il suo potere cominciò a diminuire. Nabopolassar, governatore della regione a su di Babilonia sottrasse tale aerea al controllo dell'Assiria e ne prese il controllo nel -626; successivamente conquistò anche l'indipendenza di Babilonia.

    La fonte più importante degli ultimi anni dell'impero Assiro, dal punto di vista storico, è la Cronaca BM 21901 che descrive gli eventi dal decimo anno di Nabopolassar fino all'inizio del suo diciottesimo anno di regno (dal 616 al 608 a.C.).

Guarda:

La cronologia Neo-babilonese -pps

La cronologia e la Bibbia - ppt minimizer

Un’altra tavoletta della serie che ricapitola gli eventi principali di ciascun anno dal 747 a.C. al 280 a.C. Ogni entrata è separata da una linea orizzontale e comincia con un riferimento all'anno del regno del re in questione. Nella primavera 616 a.C., il re Babilonese Nabopolassar (625-605 a.C.) guidò il suo esercito sull’ Eufrate in Siria (parte dell'impero Assiro). Nel 614 i Medi arrivarono dall'Iran  e assediarono la città di Ashur. La Cronaca dice che l'esercito Babilonese non marciò per aiutare i Medi ma non raggiunsero il campo di battaglia se non dopo che la città era caduta. Nabopolassar incontrò Ciassarre, re dei Medi, e fecero un trattato. Secondo la tradizione questo è stato confermato dal matrimonio di Nebuchadnezzar, figlio del Nabopolassar, con la nipote di Ciassarre. Il testo della Cronaca relativo all’anno 612 a.C. è danneggiato, ma i Medi si unirono ai Babilonesi e misero sotto assedio a Ninive da giugno ad agosto. Infine la città cadde e fu saccheggiata, benchè alcuni Assiri riuscissero a fuggire verso ovest. Un nuovo re Assiro, Ashur-uballit II,  stanziò le sue truppe nella città di Harran. L’anno seguente i Babilonesi saccheggiarono la regione di Harran. Nel 610/9 Ashur-uballit e gli Egiziani venuti in suo aiuto, si ritirarono ad ovest dell’ Eufrate e nella saccheggiata (da Nabopolassar) Harran. Assiri ed Egiziani tentarono di riprendere la regione, ma fallirono. Da questo momento gli Assiri ed il loro re spariscono dalla storia.

Lunghezza: 13.65 cm
Larghezza: 7.14 cm
ANE 21901
Room 55, Later Mesopotamia, case 11
D.J. Wiseman, Chronicles of Chaldaean kings (626-556 BC) in the British Museum (London, Trustees of the British Museum, 1956), pp. 11-20, 54-64 ff. Plates IX-XII
A.K. Grayson, Babylonian and Assyrian chronicles (Locust Valley, J.J. Augustin, 1975), pp. 90-96  
 

Fonte: http://www.britishmuseum.org/explore/highlights/highlight_objects/me/c/cuneiform_fall_of_nineveh.aspx

Gli avvenimenti riportati da BM 21901 sono in armonia con quanto riporta la Bibbia sullo stesso scorcio storico:

2Re 23:29 Durante il suo regno, il faraone Neco, re d'Egitto, marciò contro il re d'Assiria, verso il fiume Eufrate. Il re Giosia lo affrontò, e il faraone, al primo scontro, lo uccise a Meghiddo.
2Cronache 35:20 Dopo tutto questo, quando Giosia ebbe restaurato il tempio, Neco, re d'Egitto, salì per combattere a Carchemis, sull'Eufrate; e Giosia marciò contro di lui.
21 Ma Neco gli inviò dei messaggeri per dirgli: «Che c'è fra me e te, o re di Giuda? Io non salgo oggi contro di te, ma contro una casa con la quale sono in guerra; e Dio mi ha comandato di far presto; bada dunque di non opporti a Dio, il quale è con me, affinché egli non ti distrugga».22 Ma Giosia non volle tornare indietro; anzi, si travestì per assalirlo, e non diede ascolto alle parole di Neco, che venivano dalla bocca di Dio. E venne a dar battaglia nella valle di Meghiddo.23 Gli arcieri tirarono al re Giosia; e il re disse ai suoi servitori: «Portatemi via di qui, perché sono ferito gravemente».24 I suoi servitori lo tolsero dal carro e lo misero sopra un secondo carro che era pure suo, e lo condussero a Gerusalemme. E morì, e fu sepolto nella tomba dei suoi padri. Tutto Giuda e Gerusalemme piansero Giosia.
 

 La Società Torre di Guardia riferisce sulla BM 21901:

La caduta dell’impero. La cronaca babilonese B.M. (British Museum) 21901 narra la caduta di Ninive, capitale dell’Assiria, assediata dagli eserciti riuniti di Nabopolassar, re di Babilonia, e di Ciassare il Medo nel 14° anno del regno di Nabopolassar (632 a.E.V.): “La città [ridussero] in cumuli di rovine e mucc[hi (di detriti)]”. (Ancient Near Eastern Texts, a cura di J. B. Pritchard, 1974, p. 305). Così il feroce impero assiro giunse a un’ignominiosa fine. — Isa 10:12, 24-26; 23:13; 30:30-33; 31:8, 9; Na 3:1-19; Sof 2:13.
Secondo la stessa cronaca, nel 14° anno del regno di Nabopolassar (632 a.E.V.), Assur-uballit II tentò di prolungare la dominazione assira da Haran, sua capitale. Questa cronaca afferma, a proposito del 17° anno del regno di Nabopolassar (629 a.E.V.): “Nel mese di du’uzu, Assur-uballit, re d’Assiria, (e) un grande [esercito dell’]E[gi]tto [che era venuto in suo aiuto] passò il fiume (Eufrate) e [marciò] alla conquista di Harran”. (Ancient Near Eastern Texts, cit., p. 305). In realtà Assur-uballit cercava di riconquistarla dopo esserne stato scacciato. Questo documento è in armonia con quanto viene detto circa l’attività del faraone Neco in 2 Re 23:29, attività che provocò la morte di Giosia re di Giuda (ca. 629 a.E.V.). In questo versetto (ATE) si legge che “il Faraone Necho re d’Egitto salì verso il re di Assiria sul fiume Eufrate”, evidentemente per aiutarlo. “Il re di Assiria” dal quale andò Neco poteva benissimo essere Assur-uballit II. La loro campagna contro Haran non ebbe successo. L’impero assiro era finito.
(Perspicacia nello studio delle Scritture, pp. 233,234)

E commette il suo solito (calcolato e interessato) errore, quello di usare testi di esperti di fama mondiale, spostando le informazioni a costoro sottratte dal piano storico a quello teologico. Se la WTS ha delle risposte storiche e scientifiche alternative e competitive sul piano storico e archeologico, non dovrebbe provarle? Invece, si limita a riferire e a citare degli esperti di tutto rispetto, apponendo al posto delle date ufficiali, quelle che essa ritiene corrette, sul piano teologico. Una "metodologia" davvero per niente onesta.
 

Ma falsificare la storia è una prassi antica, che risale perlomeno all’antico Egitto e all’Assiria. Nella loro arroganza e vanagloria, faraoni, re e imperatori fecero in modo che il loro retaggio storico fosse lusinghiero. Pertanto era normale esagerare i meriti, mentre qualsiasi dettaglio imbarazzante o disonorevole, come una sconfitta militare, veniva minimizzato, cancellato, o a volte nemmeno riferito. In netto contrasto, la storia di Israele che si legge nella Bibbia riporta sia i fallimenti che i successi tanto dei re quanto dei sudditi.
Come fanno gli storici a controllare l’accuratezza dei documenti antichi? Li confrontano con reperti come antichi registri delle imposte, codici di leggi, annunci di aste di schiavi, lettere e registrazioni commerciali e private, iscrizioni su cocci, giornali di bordo e oggetti ritrovati in tombe e sepolcri. Questo insieme eterogeneo di informazioni spesso integra o smentisce le cronache ufficiali. Dove permangono lacune o incertezze i bravi storici in genere lo ammettono, anche se possono proporre le proprie teorie per tentare di colmare tali lacune. Comunque sia, se si vuole arrivare a un’interpretazione equilibrata è saggio consultare più di un’opera storica. (Svegliatevi! 8-3-2001).

 

Ho trovato in una pubblicazione della WTS un'affermazione che si discosta decisamente da quelle solite fatte sulla cronologia neobabilonese:

Geova, tramite Geremia, include Tiro fra le nazioni che saranno destinate a bere il vino della Sua ira, e dice: “Queste nazioni dovranno servire il re di Babilonia per settant’anni”. (Geremia 25:8-17, 22, 27) In realtà, dato che l’impero babilonese cade nel 539 a.E.V., la città insulare di Tiro non è soggetta a Babilonia per 70 anni interi. Evidentemente i 70 anni rappresentano il periodo più glorioso della dominazione babilonese, durante il quale la dinastia reale di Babilonia si vanta di avere innalzato il proprio trono persino al di sopra delle “stelle di Dio”. (Isaia 14:13) Diverse nazioni cadono sotto quel dominio in tempi diversi. Ma alla fine di 70 anni quel dominio crollerà. Cosa accadrà allora a Tiro?(Profezie di Isaia Vol. 1°, pag 253).
 

Qui sembra che vi sia una chiara ammissione che i 70 anni sono in relazione al periodo di "dominazione babilonese", che le nazioni sarebbero state assoggettate a Babilonia in tempi differenti e che Tiro "non è soggetta a Babilonia per 70 anni interi". Questa affermazione, benchè isolata è accettabile, difatti, essendo caduta nel 539 a.C. Babilonia iniziò il suo governo egemone nel 609 a.C. Un'affermazione che, bisogna dirlo, si scontra con tutte le altre fatte su questi avvenimenti che sto trattando.

Il quadro che si può tracciare, stando così le cose, è quello che potete vedere in questa pagina:

http://www.testimonigeova.com/GraficoNeobabiloneseInterattivo.htm

Assumento l'interpretazione secondo la quale i 70 anni "per Babilonia" è il periodo di egemonia babilonese anziché un periodo di "completa desolazione" per Giuda, tutto quadra, anche questa citazione della WTS:

*** it-1 pp. 233-234 Assiria ***
La caduta dell’impero. La cronaca babilonese B.M. (British Museum) 21901 narra la caduta di Ninive, capitale dell’Assiria, assediata dagli eserciti riuniti di Nabopolassar, re di Babilonia, e di Ciassare il Medo nel 14° anno del regno di Nabopolassar ( 632 a .E.V.): “La città [ridussero] in cumuli di rovine e mucc[hi (di detriti)]”. (Ancient Near Eastern Texts, a cura di J. B. Pritchard, 1974, p. 305). Così il feroce impero assiro giunse a un’ignominiosa fine. — Isa 10:12, 24-26; 23:13; 30:30-33; 31:8, 9; Na 3:1-19; Sof 2:13.

La parte del documento BM 21901 di questa citazione è evidentemente presa dalla famosa opera di Pritchard, Ancient Near Eastern Texts, Ovviamente la data 632 a .E.V., messa tra le parentesi ( ) nel brano riportato, non è quella che si legge nel testo di Pritchard, ma quella presunta dalla WTS. Ora, se si accettasse la data 632 a.C. per la distruzione di Ninive, al posto di quella corretta, il 612 a.C. dovremmo concludere che a tale evento Ciassarre non poté parteciparvi in quanto non era ancora diventato re dei Medi. Tale cronologia cozza contro le fonti storiche che su questo periodo sono abbondanti e sicure. Su questo aspetto dei sincronismi tra la storia dei medi e quella assira, vedi questa pagina:

http://www.testimonigeova.com/Listadirepersiani.htm

Tali eventi non sarebbero in sincronia nemmeno con la storia e la cronologia egizia dello stesso periodo. Vedi queste pagine:

1- http://www.testimonigeova.com/alcune_discordanze_cronologiche.htm

2- http://www.testimonigeova.com/sincronismi_biblici_e_storici.htm

3- http://www.testimonigeova.com/tabellasincronica.htm

Riguardo al significato della "desolazione di Giuda" e della sua durata, vedi questa pagina:

 - http://www.testimonigeova.com/capitolosecondo.htm

La Cronaca babilonese
ecco come presenta il quadro storico del periodo neobabilonese un noto studioso:

 
1a Tavola: Cronaca Wiseman, 626 – 623 anno d'inizio fino al 3° anno di Nabopolassar, 41 righe dopo una lacuna di 6 anni (622-617) segue la
2a Tavola: Cronaca di Gadd'se 616 –609 10°-17° anno di Nabopolassar, 78 righe
3a Tavola: Cronaca Wisemann 608-606/5 18°-20° anno di Nabopolassar, 28 righe
4a Tavola: Cronaca Wiseman 605-595/4 21° anno di Nabopolassar e anno di inizio fino al 10° anno di Nabucodonosor, 47 righe

     Segue un vuoto di 37 anni (594-557, vuoto che però è colmato da migliaia di documenti commerciali ).

 
5a Tavola: Cronaca Wiseman 557/556 3° anno di Neriglissar, 27 righe
6a Tavola: Cronaca di Nabonide 555-539 anno di inizio fino al 17° anno di Nabonide, 42 righe.
 
     Egli riferisce:"Questi dati chiari permettono una comprensione adeguata di Ger.46,2. Nabucodonosor avrebbe sconfitto il faraone Necao a Karkemis e precisamente nell'anno 4° di Joiakim. Questo sarebbe esattamente l'anno 605,come esige la Cronaca babilonese"

(Storia di Israele p. 367-368, Siegfried Herrmann - Queriniana).

 

 

Riguardo alla "Stele di Harran" o "Adda Guppi" (fig. sopra) qui c'è un'interessante pubblicazione in lingua inglese: APRI (tratto da: http://www.bibliotecapleyades.net/sitchin/Adda_Guppi_Harran.htm )

 

Siti web utili:

Livius: http://www.livius.org/ne-nn/nineveh/nineveh01.html

Livius: http://www.livius.org/cg-cm/chronicles/abc4/late-nabopolassar.html

Livius: http://www.livius.org/k/kinglist/assyrian.html

Livius: http://www.livius.org/cg-cm/chronicles/abc2/early-nabopolassar.html

- http://tiny.cc/r7OQ5

La fine dell'impero: http://it.encarta.msn.com/encyclopedia_761564347_2/Assiria.html

Anteprima della sezione

La morte di Assurbanipal (629 a.C. ca.) fu seguita da una rivolta di corte, ma poco si sa degli eventi successivi. I medi conquistarono la città di Assur nel 614 a.C. e, con l'aiuto dei babilonesi, la capitale Ninive nel 612. Gli assiri, guidati dall'ultimo re, Assuruballit II (612-609 a.C.), si ritirarono a Harran, a nord-ovest della capitale, dove subirono la sconfitta che segnò la fine dell'impero.

La potenza degli assiri si basava quasi totalmente sull'apparato militare. La forza principale era costituita dalla fanteria, pesante e leggera, armata di picche, archi e spade; la fanteria pesante e la cavalleria, che non utilizzava la sella, erano protette da armature. L'esercito faceva uso di pesanti carri, di torri da assedio e di arieti usati per abbattere mura e fortificazioni.

Comandante in capo era il re, il quale solitamente guidava personalmente le campagne militari. Sebbene fosse un monarca di tipo assoluto, i nobili e i cortigiani che lo circondavano e i governatori incaricati di amministrare i territori conquistati prendevano spesso decisioni in sua vece. Ambizioni dinastiche e intrighi rappresentavano una costante minaccia per lo stato, afflitto da una debolezza che contribuì in gran parte al crollo dell'impero.