L'apostolo Giuda

ha partecipato alla Santa Cena?

 

La Torre di Guardia insegna che Giuda non ha partecipato alla Cena che Gesù Cristo istituì in commemorazione della sua passione poco prima d’essere crocifisso. Qui di seguito riportiamo alcune delle tante affermazioni che ha fatto sull’argomento:

  *** gt 114  114 La cena commemorativa ***
Dopo che Giuda è andato via, Gesù istituisce con gli apostoli fedeli una celebrazione, o commemorazione, completamente nuova. Prende un pane e, pronunciata una preghiera di ringraziamento, lo spezza e lo dà loro, dicendo: “Prendete, mangiate”. E spiega: “Questo significa il mio corpo che dev’essere dato in vostro favore.
 *** w90 1/7 8-9  L a cena della Commemorazione ***
Dopo che Giuda se ne va Gesù inizia con i suoi apostoli fedeli una celebrazione, o commemorazione, completamente nuova. Preso un pane, pronuncia una preghiera di ringraziamento, lo spezza e lo dà loro, dicendo: “Prendete, mangiate”. Spiega: “Questo significa il mio corpo che dev’essere dato in vostro favore. Continuate a far questo in ricordo di me”.
  *** it-2 501  Pasto Serale del Signore ***
Partecipanti e altri presenti al pasto. Gesù, radunati i dodici apostoli, disse loro: “Ho grandemente desiderato mangiare con voi questa pasqua prima che io soffra”. (Lu 22:15) La descrizione che ne fa Giovanni, un testimone oculare, indica però che Gesù aveva congedato il traditore Giuda prima di istituire il pasto della Commemorazione. Durante la Pasqua, Gesù, sapendo che Giuda l’avrebbe tradito, intinse un boccone del pasto pasquale e glielo porse, ordinandogli di andarsene. (Gv 13:21-30).
  *** it-1 1163  Giuda Iscariota ***
Immediatamente Giuda se ne andò. Confrontando Matteo 26:20-29 con Giovanni 13:21-30 si nota che Giuda uscì prima che Gesù istituisse la celebrazione del Pasto Serale del Signore. La descrizione di Luca evidentemente non è in stretto ordine cronologico, perché Giuda senz’altro se n’era già andato quando Gesù lodò i presenti per avere perseverato con lui; questo non si poteva dire di Giuda, né egli poteva avere parte nel “patto . . . per un regno”. — Lu 22:19-30.

Riprendiamo una parte dell’ultima affermazione:

  “…. La descrizione di Luca evidentemente non è in stretto ordine cronologico, perché Giuda senz’altro se n’era già andato quando Gesù lodò i presenti per avere perseverato con lui; questo non si poteva dire di Giuda,”

  Tale affermazione sarebbe veritiera se gli altri evangelisti rispettassero tutti un certo ordine cronologico nel narrare l’episodio della Santa Cena. Ma non è così, pertanto è inutile invocare un "ordine cronologico" che nei Vangeli, esiste solo in linea di massima: basta dare uno sguardo all'ordine in cui sono presentati in genere tutti gli episodi narrati per convincersene.

  Infatti, da Matteo apprendiamo quanto segue (la Versione dei testi è della Nuovo Mondo - abbiamo messo in evidenza i passi “chiave”):

  *** Rbi8  Matteo 26:20-28 ***
20 Or quando si fece sera, egli giaceva a tavola con i dodici discepoli. 21 Mentre mangiavano, disse: “Veramente vi dico: Uno di voi mi tradirà”. 22 Essendone grandemente addolorati, cominciarono ciascuno a dirgli: “Signore, non sono io, vero?” 23 Rispondendo, egli disse: “Chi mette la mano con me nella scodella è colui che mi tradirà. 24 È vero che il Figlio dell’uomo se ne va, come è scritto di lui, ma guai a quell’uomo mediante il quale il Figlio dell’uomo è tradito! Sarebbe stato meglio per quell’uomo se non fosse mai nato”. 25 In risposta Giuda, che stava per tradirlo, disse: “Non sono io, vero, Rabbi?” Gli disse: “Tu stesso [lo] hai detto”.26 Mentre continuavano a mangiare, Gesù prese un pane e, dopo aver detto una benedizione, lo spezzò e, dandolo ai suoi discepoli, disse: “Prendete, mangiate. Questo significa il mio corpo”. 27 E prese un calice e, avendo reso grazie, lo diede loro, dicendo: “Bevetene, voi tutti; 28 poiché questo significa il mio ‘sangue del patto’, che dev’essere versato a favore di molti per il perdono dei peccati.

Dalla narrazione di Matteo si comprende piuttosto che Giuda fosse a tavola anche durante il rito della Santa cena. In ogni caso, un particolare così importante, ovvero, Giuda che viene mandato via prima dell’istituzione della Cena del Signore sarebbe stato lasciato alla deduzione dei lettori del vangelo.

  E veniamo a Marco:

  *** Rbi8  Marco 14:17-24 ***
17 Fattosi sera, egli venne con i dodici. 18 E mentre giacevano a tavola e mangiavano, Gesù disse: “Veramente vi dico: Uno di voi, che sta mangiando con me, mi tradirà”. 19 Essi cominciarono ad addolorarsi e a dirgli uno per uno: “Non sono io, vero?” 20 Egli disse loro: “È uno dei dodici, che sta intingendo con me nella scodella comune. 21 È vero che il Figlio dell’uomo se ne va, come è scritto di lui, ma guai a quell’uomo mediante il quale il Figlio dell’uomo è tradito! Sarebbe stato meglio per quell’uomo se non fosse mai nato”. 22 E mentre continuavano a mangiare, egli prese un pane, disse una benedizione, lo spezzò e lo diede loro, e disse: “Prendete, questo significa il mio corpo”. 23 E preso un calice, rese grazie e lo diede loro, e tutti ne bevvero. 24 E disse loro: “Questo significa il mio ‘sangue del patto’, che dev’essere versato a favore di molti.

  Il racconto di Marco non contiene alcuna soluzione di continuità: Giuda è uno dei dodici presenti.

  L’evangelista Giovanni riporta un particolare ignorato dai sinottici, la “lavanda dei piedi” e non riporta a sua volta l’episodio della Santa Cena. La mancanza di questo riferimento non ci è d’aiuto per chiarire la nostra questione:

  *** Rbi8  Giovanni 13:1-4 ***
13 Ora, siccome sapeva prima della festa della pasqua che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, Gesù, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine. 2 E durante il pasto serale, avendo già il Diavolo posto nel cuore di Giuda Iscariota, figlio di Simone, di tradirlo, 3 egli, sapendo che il Padre aveva dato ogni cosa nelle [sue] mani e che era venuto da Dio e a Dio andava, 4 si alzò dal pasto serale e depose le sue vesti. E, preso un asciugatoio, se lo cinse. (…)

  Giovanni 13:21-30
21 Dopo aver detto queste cose, Gesù si turbò nello spirito, e rese testimonianza, dicendo: “Verissimamente vi dico: Uno di voi mi tradirà”. 22 I discepoli si guardavano gli uni gli altri, non sapendo di chi parlasse. 23 Davanti al seno di Gesù giaceva uno dei suoi discepoli, e Gesù lo amava. 24 Perciò Simon Pietro gli fece cenno e gli disse: “Di’ chi è colui del quale parla”. 25 E questi, appoggiandosi all’indietro sul petto di Gesù, gli disse: “Signore, chi è?” 26 Perciò Gesù rispose: “È quello al quale darò il boccone che intingo”. E, intinto il boccone, lo prese e lo diede a Giuda, figlio di Simone Iscariota. 27 E allora, dopo il boccone, Satana entrò in quest’ultimo. Perciò Gesù gli disse: “Quello che fai, fallo più presto”. 28 Comunque, nessuno di quelli che giacevano a tavola sapeva per quale scopo gli avesse detto questo. 29 Alcuni immaginavano infatti che, siccome Giuda teneva la cassa del denaro, Gesù dicesse: “Compra le cose che ci occorrono per la festa”, o che desse qualcosa ai poveri. 30 Perciò, ricevuto il boccone, egli uscì immediatamente.

  La questione dell’ “ordine cronologico” , ipotizzata dalla Società, è un falso problema nei Vangeli, ovvero, un problema che in quanto tale non sussiste. Nessuno degli evangelisti si è preoccupato di dare ai rispettivi racconti un “ordine cronologico”. A loro premeva più che altro presentare la realtà dei fatti, non importava la loro sequenza precisa. Questo è provato dalle molte diversità esistenti nei sinottici riguardo all’ordine dei vari episodi narrati. E’ il contesto immediato del racconto della Santa Cena quello che ci aiuta veramente a capire se Giuda condivise oppure no gli emblemi della Santa Cena: 21 “Ma, ecco, la mano del mio traditore è con me alla tavola.” Questa frase, secondo Luca, Gesù la disse dopo il rito appena istituito.

  Vi è un altro falso problema che la Torre di Guardia prospetta:

 “perché Giuda senz’altro se n’era già andato quando Gesù lodò i presenti per avere perseverato con lui; questo non si poteva dire di Giuda, né egli poteva avere parte nel “patto . . . per un regno”. — Lu 22:19-30.”

  La Santa Cena, come gli emblemi stessi stanno a significare, è stata istituita perché “… “ogni volta che mangiate questo pane e bevete da questo calice, voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga” (NR), come anche l’apostolo Paolo puntualizza (1 Corinti 11:26). Essa ha lo scopo di ricordare il sacrificio di Gesù Cristo per i peccati di tutti gli uomini (compreso quelli di Giuda, se si fosse pentito).

  Lo scopo dichiarato dalla Torre di Guardia, ovvero il “patto per il regno” al quale Giuda non poteva partecipare, è una questione dottrinale della Società, estranea all’evangelo. Essa la sostiene, probabilmente, anche allo scopo di discriminare tra gli “unti”, ai quali sono applicati i meriti del sacrificio di Cristo, e tutti gli altri aderenti al movimento dei testimoni di Geova, ai quali non vengono riconosciuti i benefici che Cristo ha acquistato per tutti gli uomini.

  Ed ecco il racconto particolareggiato di Luca:

*** Rbi8  Luca 22:14-23 ***
14 Infine, quando fu venuta l’ora, egli giacque a tavola, e gli apostoli con lui. 15 E disse loro: “Ho grandemente desiderato mangiare con voi questa pasqua prima che io soffra; 16 poiché vi dico: Non la mangerò di nuovo finché non sia adempiuta nel regno di Dio”. 17 E, accettando un calice, rese grazie e disse: “Prendete questo e passatelo l’uno all’altro fra voi; 18 poiché vi dico: Da ora in poi non berrò di nuovo del prodotto della vite finché non arrivi il regno di Dio”. 19 E, preso un pane, rese grazie, lo spezzò, e lo diede loro, dicendo: “Questo significa il mio corpo che dev’essere dato in vostro favore. Continuate a far questo in ricordo di me”. 20 E il calice nella stessa maniera, dopo che ebbero preso il pasto serale, dicendo: “Questo calice significa il nuovo patto in virtù del mio sangue, che dev’essere versato in vostro favore. 21 “Ma, ecco, la mano del mio traditore è con me alla tavola. 22 Perché il Figlio dell’uomo se ne va secondo ciò che è stabilito; ciò nonostante, guai a quell’uomo per mezzo del quale è tradito!” 23 Ed essi cominciarono a ragionare gli uni con gli altri su chi di loro fosse realmente colui che stava per fare questo.

  La frase di Gesù  “Ma, ecco, la mano del mio traditore è con me a tavola” è da Luca riportata dopo l’istituzione della Cena.

  Concludendo, se un fatto così importante, cioè, l’esclusione di Giuda dagli emblemi del sacrificio di Gesù Cristo, fosse veramente accaduto, almeno uno degli evangelisti l’avrebbe riportata esplicitamente. I testi esaminati, invece, fugano questa teoria.