|
Come
NON ti celebro
la Commemorazione (Santa Cena)


Che cos'è la commemorazione della morte di Gesù
Cristo?
E' quella che i cattolici chiamano "eucarestia" o
"comunione", con la distribuzione dell'ostia consacrata a tutti i
fedeli che vogliono partecipare e che nelle chiese protestanti ed evangeliche
chiamano "Santa cena", con la distribuzione a tutti i fedeli che
vogliono partecipare degli "emblemi", ovvero del pane e del vino.
Quando, come e chi la istituì?
E' un rito istituito da Gesù Cristo stesso poco prima d'essere arrestato ed essere in seguito crocifisso:
|
La santa Cena = (Mr 14:22-25; Lu 22:15-20; 1Co
11:23-25)(1Co 10:16-17)
Matteo 26:26-29:
"Mentre
mangiavano, Gesù prese del pane e, dopo aver detto la benedizione, lo ruppe e
lo diede ai suoi discepoli dicendo: «Prendete, mangiate, questo è il mio
corpo». 27 Poi, preso un calice e
rese grazie, lo diede loro, dicendo: «Bevetene tutti, 28
perché questo è il mio sangue, il sangue del patto, il quale è sparso per
molti per il perdono dei peccati. 29
Vi dico che da ora in poi non berrò più di questo frutto della vigna, fino al
giorno che lo berrò nuovo con voi nel regno del Padre mio»."
|
Che significato ha?
«Prendete, mangiate, questo è il mio corpo».
27 Poi, preso un calice e rese grazie, lo
diede loro, dicendo: «Bevetene tutti, 28
perché questo è il mio sangue, il sangue del patto, il quale è sparso per
molti per il perdono dei peccati (Mt 26:28).
|
La santa Cena (Mt 26:26-28; Mr 14:22-25; Lu
22:19-20; 1Co 10:16-17) 1S 2:12-17
1Corinzi 11:17-26:
"Nel darvi queste istruzioni non vi lodo del
fatto che vi radunate, non per il meglio, ma per il peggio.
18
Poiché, prima di tutto, sento che quando vi riunite in assemblea ci sono
divisioni tra voi, e in parte lo credo; 19
infatti è necessario che ci siano tra voi anche delle divisioni, perché quelli
che sono approvati siano riconosciuti tali in mezzo a voi.
20
Quando poi vi riunite insieme, quello che fate, non è mangiare la cena del
Signore; 21
poiché, al pasto comune, ciascuno prende prima la propria cena; e mentre uno ha
fame, l'altro è ubriaco. 22
Non avete forse le vostre case per mangiare e bere? O disprezzate voi la chiesa
di Dio e umiliate quelli che non hanno nulla? Che vi dirò? Devo lodarvi? In
questo non vi lodo. 23
Poiché ho ricevuto dal Signore quello che vi ho anche trasmesso; cioè, che il
Signore Gesù, nella notte in cui fu tradito, prese del pane,
24
e dopo aver reso grazie, lo ruppe e disse: «Questo è il mio corpo che è dato
per voi; fate questo in memoria di me». 25
Nello stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: «Questo
calice è il nuovo patto nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne berrete,
in memoria di me. 26
Poiché ogni volta che mangiate questo pane e bevete da questo calice, voi
annunciate la morte del Signore, finché egli venga».
|
Chi può parteciparvi?
Possono partecipare tutti i cristiani battezzati, cioè
tutti quelli che
hanno accettato Gesù Cristo come loro personale salvatore:
- "Mentre
mangiavano, Gesù prese del pane e, dopo aver detto la benedizione, lo ruppe
e lo diede ai suoi discepoli dicendo: «Prendete, mangiate, questo è il mio
corpo». 27 Poi, preso un calice
e rese grazie, lo diede loro, dicendo: «Bevetene tutti,..."
- 1Corinzi 10:16: "Il calice della
benedizione, che noi benediciamo, non è forse la comunione con il sangue di
Cristo? Il pane che noi rompiamo, non è forse la comunione con il corpo di
Cristo?"
Una sola volta l'anno?
Le Scritture non dicono che la Santa Cena debba
essere celebrata una sola volta l'anno:
- "Poiché ogni volta che
mangiate questo pane e bevete da questo calice, voi annunciate la morte del
Signore, finché egli venga»."
- Atti 20:7 Il primo giorno della
settimana, mentre eravamo riuniti per spezzare il pane, Paolo,
dovendo partire il giorno seguente, parlava ai discepoli, e prolungò il
discorso fino a mezzanotte.
- Atti 2:42 Ed erano perseveranti nell'ascoltare l'insegnamento degli
apostoli e nella comunione fraterna, nel rompere il pane
e nelle preghiere.
|
Le testimonianze storiche dei primi secoli pervenuteci non provano affatto che la cerimonia
della Santa Cena venisse celebrata soltanto una volta l'anno. Cristo la istituì
nei giorni della Pasqua ebraica perché, in quanto ebrei osservanti, erano
riuniti lui e i suoi 12 discepoli per celebrare, per l'appunto, la Pasqua. Cristo, il vero
Agnello di Dio (Gv 1:29; 36; Apoc. 5:6 ecc.), che l'agnello pasquale sgozzato
simboleggiava, istituiva un nuovo rito fondato sul suo sacrificio. Questo nuovo
rito sostituiva quello dell'Antico Patto, ma questo non significa che dovesse
essere celebrato annualmente come la Pasqua ebraica. Né Gesù, né i suoi
apostoli hanno scritto qualcosa che limitasse in questo senso il rito del Nuovo
Patto.
Leggendo 1 Cor. 11:17-21:
"Nel darvi queste istruzioni non vi lodo del
fatto che vi radunate, non per il meglio, ma per il peggio. 18
Poiché, prima di tutto, sento che quando vi riunite in assemblea ci sono
divisioni tra voi, e in parte lo credo; 19
infatti è necessario che ci siano tra voi anche delle divisioni, perché quelli
che sono approvati siano riconosciuti tali in mezzo a voi. 20
Quando poi vi riunite insieme, quello che fate, non è mangiare la cena del
Signore; 21
poiché, al pasto comune, ciascuno prende prima la propria cena; e mentre uno ha
fame, l'altro è ubriaco.
si comprende che inizialmente la cerimonia in
sé non si svolgeva separatamente dall'usuale pasto comunitario, ma si
faceva spesso proprio durante tali occasioni, che erano abbastanza
frequenti. Da qui le intemperanze denunciate
dall'apostolo Paolo intemperanze che finivano col dissacrare la celebrazione
della Santa Cena che seguiva il pasto comune. I cattolici ed alcuni protestanti
festeggiano una "Pasqua cristiana" ogni anno, ma celebrano la
comunione o la Santa cena periodicamente, anche settimanalmente o
quotidianamente; i testimoni di Geova sono gli unici a celebrarla una sola volta
l'anno.
La chiesa apostolica riteneva tutti i suoi appartenenti su un piano di
parità; le diversità culturali, razziali e sociali erano viste come un
completamento e tutta la fratellanza come il "corpo di Cristo":
- 1Corinzi 10:16 Il calice della
benedizione, che noi benediciamo, non è forse la comunione con il sangue di
Cristo? Il pane che noi rompiamo, non è forse la comunione con il corpo di
Cristo?
- 1Corinzi 12:12-26:
"Poiché, come il corpo è uno e ha molte membra, e tutte le membra del
corpo, benché siano molte, formano un solo corpo, così è anche di Cristo.
13 Infatti noi tutti siamo stati
battezzati mediante un unico Spirito per formare un unico corpo, Giudei e
Greci, schiavi e liberi; e tutti siamo stati abbeverati di un solo Spirito.
14 Infatti il corpo non si compone di un membro solo, ma
di molte membra. 15
Se il piede dicesse: «Siccome io non sono mano, non sono del corpo», non per
questo non sarebbe del corpo. 16
Se l'orecchio dicesse: «Siccome io non sono occhio, non sono del corpo», non
per questo non sarebbe del corpo. 17
Se tutto il corpo fosse occhio, dove sarebbe l'udito? Se tutto fosse udito,
dove sarebbe l'odorato? 18 Ma ora Dio ha
collocato ciascun membro nel corpo, come ha voluto.
19
Se tutte le membra fossero un unico membro, dove sarebbe il corpo?
20
Ci son dunque molte membra, ma c'è un unico corpo;
21
l'occhio non può dire alla mano: «Non ho bisogno di te»; né il capo può
dire ai piedi: «Non ho bisogno di voi». 22
Al contrario, le membra del corpo che sembrano essere più deboli, sono invece
necessarie; 23 e quelle
parti del corpo che stimiamo essere le meno onorevoli, le circondiamo di
maggior onore; le nostre parti indecorose sono trattate con maggior decoro,
24 mentre le parti nostre decorose non ne hanno bisogno;
ma Dio ha formato il corpo in modo da dare maggior onore alla parte che ne
mancava, 25
perché non ci fosse divisione nel corpo, ma le membra avessero la medesima
cura le une per le altre. 26
Se un membro soffre, tutte le membra soffrono con lui; se un membro è
onorato, tutte le membra ne gioiscono con lui.
|
Tale diversità nell'unità fa della chiesa
tutta il "Corpo di Cristo", per cui tutto il corpo di Cristo
partecipa alla celebrazione della Santa Cena.
Simbolo di salvezza mediante il sangue di
Cristo versato sulla croce:
Secondo la legge, quasi ogni cosa è purificata con sangue;
e, senza spargimento di sangue, non c'è perdono
- 1Corinzi 10:16
Il calice della
benedizione, che noi benediciamo, non è forse la comunione con il sangue di
Cristo? Il pane che noi rompiamo, non è forse la comunione con il corpo di
Cristo?
- Efesini 2:13
Ma ora, in Cristo Gesù, voi che allora eravate lontani siete stati avvicinati
mediante il sangue di Cristo.
- Ebrei 9:14
quanto più il sangue di Cristo, che mediante lo Spirito eterno offrì sé
stesso puro di ogni colpa a Dio, purificherà la nostra coscienza dalle opere
morte per servire il Dio vivente!
- 1Pietro 1:2
eletti secondo la prescienza di Dio Padre, mediante la santificazione dello
Spirito, a ubbidire e a essere cosparsi del sangue di Gesù Cristo: grazia e
pace vi siano moltiplicate.
- 1Pietro 1:19
ma con il prezioso sangue di Cristo, come quello di un agnello senza difetto né
macchia.
I testimoni di Geova e la "commemorazione della morte
di Gesù Cristo".
Se uno presenzia alla celebrazione della "commemorazione della morte di
Gesù Cristo" in una "sala del regno dei testimoni di Geova"
assisterà a qualcosa di originale: si passa tra tutti i presenti (Testimoni e
non) un vassoio contenenti un calice di vino e del pane azzimo. Nessuno
prenderà gli emblemi e li mangerà, tranne nel caso vi fosse presente uno degli
"unti", ovvero uno degli appartenenti alla classe dello "schiavo
fedele e discreto" che oggi contano 8.758 vecchietti sparsi per il mondo.
Perché?
Un po' di storia.
I Russelliti, ovvero i seguaci del fondatore dei testimoni di Geova, C.T.
Russell, partecipavano tutti alla "commemorazione" prendendone i
simboli. Questo fino alla presidenza del suo successore Rutherford, un avvocato
seguace di Russell che ha fatto da giudice in alcune cause, da cui il titolo
"Giudice Rutherford". Costui non aveva alcun titolo o esperienza nel
campo della teologia biblica; poteva al massimo aver letto la Bibbia e i sei volumi
scritti da Russell "Studi sulle Scritture". Con un abile stratagemma
ed alcuni cavilli legali riuscì a farsi eleggere alla presidenza del movimento
russellita, sebbene non figurasse nella rosa dei nomi che Russell aveva
designato quali suoi successori alla testa del movimento da lui fondato e
finanziato. Fu questo personaggio, descritto con tinte non proprio ideali
perfino nelle pubblicazioni della Watch Tower Society e con problemi familiari e
di alcol; che fece perfino alcune false predizioni sulla fine del mondo che, nel
1935, decise che a partecipare concretamente agli emblemi della Santa Cena
sarebbero stati soltanto gli appartenenti a una determinata classe, escludendo tutti gli altri,
anche i futuri associati.
Egli divise i testimoni di Geova in due classi, la classe degli
"unti" e la classe della "grande folla" che, come abbiamo
ricordato, contavano nel 2006 ancora 8.758 individui su un totale di 6.491.775
nel mondo. Gli appartenenti alla prima classe, secondo Rutherford e gli attuali
insegnamenti della Società, beneficiano del sacrificio di Cristo, gli altri no,
per cui NON POSSONO PARTECIPARE CONCRETAMENTE ALLA COMMEMORAZIONE mangiando il
pane e bevendo il vino, come possono fare invece gli "unti".
Un po' di letteratura della Watch Tower Society:
|
"Commemoriamo la morte di
Cristo: Ancora per quanto?
Ma per la prima volta nella Torre di Guardia
(inglese) del 15 febbraio 1938, leggiamo questo invito:
". . . Dopo le 18 del 15 aprile ogni compagnia
degli unti si raduni e celebri la Commemorazione, essendo presenti
anche i loro compagni, i Gionadab. Gli emblemi siano pane non
lievitato e vero vino rosso". — Pag. 50, al sottotitolo
"Commemorazione".
Le "altre pecore", che non sono dello stesso
"ovile" del "piccolo gregge", assistevano alla
Commemorazione come osservatori, non come partecipanti. —
Giov. 10:16; Luca 12:32. — Vedi La Torre di Guardia
(inglese) del 1° marzo 1938, pag. 75, paragrafi 50-52.
D’allora in poi le "altre pecore", diventate
ora una "grande folla", hanno assistito alla Commemorazione
annuale della morte di Cristo. E perché no? Anche se non bevono il
calice che simboleggia il sangue di Cristo, Rivelazione 7:14 dice che
"hanno lavato le loro lunghe vesti e le han rese bianche nel sangue
dell’Agnello". Rivelazione 7:9, 10 indica inoltre che
attribuiscono la salvezza a Dio e all’Agnello Gesù Cristo.
Perciò quest’anno 1979, l’11 aprile, dopo il
tramonto, tutti i dedicati, battezzati che fanno parte delle "altre
pecore" si raduneranno insieme al rimanente del "piccolo
gregge" per celebrare il pasto serale del Signore. Poiché
s’avvicina il tempo in cui il glorificato Signore Gesù accoglierà il
rimanente nella loro dimora celeste, la "grande folla" delle
"altre pecore" non avrà occasione di far questo ancora per
molto tempo." (La Torre di Guardia 15-3-1979- pp.
11-12).
|
[L'aspetto più terribile e
aberrante della "teologia" della Torre di Guardia è
sintetizzata in questa affermazione: "Anche se non bevono il
calice che simboleggia il sangue di Cristo, Rivelazione 7:14 dice che "hanno
lavato le loro lunghe vesti e le han rese bianche nel sangue
dell’Agnello". Rivelazione 7:9, 10 indica inoltre che
attribuiscono la salvezza a Dio e all’Agnello Gesù Cristo."
Perché alla "grande folla" i meriti del
sacrificio -dice la Società- non sono applicati. Questo, purtroppo e
contrariamente a quello che credono, li esclude irrimediabilmente dalla
salvezza poiché non c'è un altro modo di "lavare le loro lunghe
vesti" -il loro carattere- dal peccato, se si rinuncia ai
meriti del sacrificio di
Cristo]. |
"Celebriamo la morte del più
grande Uomo mai vissuto sulla terra
Dalla Commemorazione tenuta nella primavera del 1936, i
membri della "grande folla" hanno partecipato liberamente alla
celebrazione del Pasto Serale del Signore, pur non prendendo il pane e
il vino emblematici. Da che furono identificati (il 31 maggio 1935, al
congresso tenuto dai testimoni di Geova a Washington, District of
Columbia, U.S.A.), i componenti della grande folla di Rivelazione 7:9-17
sono stati specialmente invitati dall’unto rimanente ad assistere in
veste di osservatori al Pasto Serale. Vi assistono perché provano
sincero apprezzamento per il sacrificio di riscatto del Signore Gesù
Cristo. Il fatto di non partecipare agli emblemi non è un’artificiosa
limitazione imposta loro da uomini, ma è in armonia con la Parola di
Dio.
Perché? Perché l’Istitutore della celebrazione ne
stabilì l’osservanza per quelli con i quali fece un patto per il
regno celeste. Anche se dedicati e battezzati, quelli della "grande
folla" riconoscono di non essere inclusi in quel patto per il
Regno. Non sono israeliti spirituali, in quanto non sono stati
introdotti nel "nuovo patto", il quale è stipulato con gli
israeliti spirituali tramite il Mediatore Gesù Cristo. Non sono
stati generati con lo spirito santo che cominciò a essere versato sui
120 discepoli riuniti a Gerusalemme il giorno della Pentecoste del 33
E.V. Simbolicamente parlando, non sono ‘morti insieme a Cristo’
rinunciando a qualsiasi futura prospettiva di vita terrena in una terra
paradisiaca sotto il regno di Dio. Non si aspettano di essere
"seppelliti" con Cristo, per poter essere risuscitati a
"somiglianza della sua risurrezione". Se quindi prendessero
anch’essi il pane e il vino che simboleggiano essenzialmente il corpo
fisico e il sangue di Gesù Cristo, smentirebbero il fatto che non sono
inclusi in tali disposizioni con Gesù Cristo, l’Agnello di Dio. Per
tale motivo si astengono dal prendere gli emblemi con l’unto
rimanente. Tuttavia, il fatto che non li prendano non significa che
non possano ricevere la vita eterna, poiché questa si ottiene riponendo
fede in Gesù Cristo e nel provvedimento del sacrificio di riscatto. —
Rom. 6:4, 5; Col. 2:12, 20; I Giov. 2:1, 2.(La Torre di Guardia
15-3-1981 pp. 27-28). |
Tutto questo è biblico? Assolutamente no! E' frutto di una mente che si è
dimostrata non rigenerata da Dio, di una decisione presa da un uomo pieno di
animosità nei confronti di quella che chiamava con disprezzo
"cristianità" e che aveva profeticamente votato alla
distruzione di Armaghedon di cui aveva preannunciato un paio di volte la data.
La maggioranza dei testimoni di Geova non sta seguendo l'insegnamento biblico
sulla "commemorazione", ma quelli di un uomo che ha dimostrato
d'essere tutt'altro che guidato da Dio. Il risultato? Dalle stesse affermazioni
rese pubbliche dalla letteratura della Società, i testimoni di Geova non
beneficiano del riscatto pagato col sangue di Gesù Cristo sulla croce. La
conseguenza? Non c'è salvezza senza i meriti del sangue di Cristo.
Oggi i testimoni di Geova fanno di quella che era -e dovrebbe essere ancora
oggi- una cerimonia "privata", quasi intima fra gli stretti
seguaci di Cristo, un fatto pubblico, un'occasione per invitare a
"partecipare" tutti, credenti e non. Quasi una manifestazione
propagandistica, un'occasione per mostrarsi pubblicamente.
___________________________________
Per approfondire:
Paradiso negato
Le due classi
Lo "schiavo fedele e discreto"
cap.1
cap.2
GLI UNTI
- CHI
SONO QUANTI SONO?
|