DELL'IMPERO

La cosiddetta “cronologia biblica”
della Società Torre di Guardia
By Carl Olof Jonsson
Traduzione di Franco
Miglionico
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Introduzione: Il ruolo della cronologia nell’insegnamento della Società Torre di Guardia."Pochi sono pienamente al corrente del ruolo veramente centrale della cronologia sostenuta e insegnata dalla Società Torre di Guardia (WTS d’ora innanzi – ndT). Perfino molti testimoni di Geova (tdG d’ora innanzi – ndT) non sono sempre completamente consapevoli dell’indissolubile connessione tra la cronologia della Società e il messaggio che predicano di porta in porta. Messi a confronto da numerose evidenze contro la loro cronologia, alcuni tdG tendono a ridurla come a qualcosa di cui potrebbero fare a meno. “la cronologia non è così importante, dopotutto, dicono”. Molti Testimoni preferirebbero non discutere del tutto il soggetto. Quanto conta, allora, la cronologia per l’organizzazione della WT? Di fatto, essa costituisce la base fondamentale per le pretese e il messaggio di questo movimento. La WTS pretende d’essere l’”unico canale” e “portavoce” di Dio sulla terra. In breve, il suo messaggio implica che il regno di Dio è stato stabilito in cielo nel 1914. Che il“tempo della fine” iniziò in tale anno, che Cristo ritornò invisibilmente in tale anno sulla terra per “ispezionare” le denominazioni cristiane, che egli infine le ha rigettate tutte eccetto la WTS e i suoi associati i quali egli- nel 1919 – ha designato quale unico “strumento” sulla terra. La Società insegna che la generazione del 1914 non passerà fino a che venga la fine ultima, la “battaglia di Harmaghedon”, quando tutti coloro che non hanno aderito all’organizzazione della WT saranno distrutti per sempre. I tdG si aspettano di sopravvivere al giorno del giudizio e vivere per sempre sulla terra. L’anno 1914, quindi, gioca un ruolo cruciale nell’insegnamento della WTS. La data è il prodotto di un calcolo cronologico, secondo il quale i cosiddetti “Tempi dei Gentili” a cui si riferì Gesù in Luca 21:24 è un periodo di 2520 anni che iniziò nel 607 a.C. e finì nel 1914. Questo calcolo è la base del messaggio del movimento. Perfino il Vangelo, la “buona notizia” del regno (Mt. 24:14), pretendono, sia strettamente associata con questa cronologia. Il Vangelo predicato da altri cristiani professanti, perciò, non è stato mai il vero Vangelo. Dice la WTS 1-5-1981 a p. 17: “Gli ascoltatori onesti mettano a confronto il tipo di predicazione del vangelo del regno fatta dai sistemi religiosi della Cristianità durante i secoli con quella fatta dai tdG sin dalla Guerra Mondiale nel 1918. Esse non sono la stessa cosa. Quello dei tdG è realmente Vangelo, o buona notizia, dato che il celeste regno di Dio è stato stabilito per mezzo dell’intronizzazione di suo Figlio Gesù Cristo alla fine dei Tempi dei Gentili nel 1914” [corsivo dell’autore]. In linea con ciò, The Watchtower del 1-5-1982 stabiliva che di tutte le religioni sulla terra, i tdG sono gli unici oggi che annunciano ai popoli questa “buona notizia” (p.10). Un tdG che tenti di svalutare il ruolo della cronologia nell’insegnamento della Società non capisce che lui o lei insidia in tal modo il messaggio del movimento. Tale “sottovalutazione” non è qualcosa che la leadership della WT approva. Al contrario, Watchtower del 1-1-1983, enfatizzava che la “fine dei Tempi dei Gentili nell’ultima metà del 1914 sta ancora su una base storica come una delle verità fondamentali alle quali dobbiamo attenerci oggi (p. 12 grassetto e corsivo dell’Autore). (*1) La verità è che la WTS considera un peccato mortale rigettare la cronologia del 1914. Che il regno di Dio fosse stabilito alla fine dei “Tempi dei Gentili” nel 1914 è declamato essere “il più importante evento del nostro tempo”, rispetto al quale “tutte le altre cose cadono nell’irrilevanza. (*2) Coloro che rigettano il calcolo sono definiti incuranti del disegno di Dio e pertanto saranno “distrutti nella ‘grande tribolazione’ per primi”.(*3) Membri tdG che abbandonano apertamente il calcolo corrono il rischio d’essere puniti molto severamente. Se non si pentono e cambiano atteggiamento, sono disassociati e classificati come “apostati” malvagi i quali “andranno alla morte …, nella Ghenna”, senza nessuna speranza di resurrezione.(*4) Non fa nessuna differenza se essi credono ancora in Dio, nella Bibbia, e in Gesù Cristo. Quando uno dei lettori di Watchtower scrive e chiede “Perché i tdG hanno disassociato (scomunicato) per apostasia alcuni che professano di credere in Dio, la Bibbia, e Gesù Cristo?” La Società risponde fra l’altro: “L’associazione approvata con i tdG richiede che si accetti l’intera linea del vero insegnamento della Bibbia, incluse quelle credenze spirituali che sono tipiche dei tdG. Che cosa includono tali credenze? … che il 1914 segna la fine dei Tempi dei Gentili e l’insediamento del regno di Dio in cielo, così come il tempo della predetta presenza di Cristo”.(*5) Nessuno, pertanto, che ripudi il calcolo che i “Tempi dei Gentili” sono finiti nel 1914 è approvato dalla Società come tdG. In realtà, perfino qualcuno che segretamente abbandoni la cronologia della Società e di conseguenza possa ancora formalmente essere considerato come un tdG, in realtà egli ha rigettato il messaggio della WTS e, secondo i criteri propri dell’organizzazione, in realtà non è più membro del movimento. Il carattere della cronologia della Bibbia Questa presentazione del problema non è solo iniqua. E’ completamente falsa. Essa rivela così che i Testimoni non hanno realmente capito la natura della cronologia biblica. Non esistono date assolute nella Bibbia. In nessun luogo è stabilito, per esempio, che Gesù fu battezzato nel 29 d.C., che Ciro prese Babilonia nel 539 a.C., o che Gerusalemme fosse desolata nel 607 a.C. come i tdG sostengono. La Bibbia dà soltanto delle date relative. Così, quando leggiamo a proposito della desolazione di Gerusalemme in 2 Re 25:1-12, noi troviamo unicamente l’informazione che questo avvenne nell’ “undicesimo anno di Sedekia” (v.2), che corrisponde al diciannovesimo anno del re Nabucodonosor, re di Babilonia (v.8). Ma quando avvenne questo? Quanto dista dal nostro tempo? Quanti anni prima dell’era cristiana accadde? Il fatto è che la stessa Bibbia non dà alcuna informazione di alcun genere per collegare questa data con la nostra era cristiana. I libri dei Re e Cronache dicono che i re si avvicendarono da Saul, il primo re, a Sedekia, l’ultimo. Ci viene detto chi succedette a chi e per quanti anni essi governarono. Sommando la lunghezza dei regni da Saul a Sedekia possiamo misurare approssimativamente tempo intercorso (vi sono molti punti incerti) fra questi due re. In questo modo troviamo che il periodo della monarchia ebraica copre approssimativamente 500 anni. Però, non abbiamo ancora trovato alcuna risposta alla domanda. Quando, nel fluire del tempo, questo periodo iniziò e finì? Se la Bibbia ci avesse fornito di una serie ininterrotta di anni di regno da Sedekia fino all’inizio dell’era cristiana, la domanda avrebbe la risposta. Ma, Sedekia fu l’ultimo re. La Bibbia non dà nemmeno altre informazione che ci aiutino a calcolare la lunghezza del periodo che va dall’”undicesimo anno” di Sedechia fino all’inizio dell’era cristiana. Abbiamo così un periodo approssimativo di 500 anni, il periodo della monarchia ebraica, ma non è detto quanto distante dai nostri tempi sia questo periodo, e come possa essere rapportato all’era cristiana. Se la Bibbia avesse preservato date e dettagliate descrizioni di eventi astronomici, simili a eclissi solari e lunari, o la posizione di pianeti in relazione a i stelle e costellazioni, questo ci avrebbe aiutato. Gli astronomi moderni, con la loro conoscenza del moto regolare della luna e dei pianeti, sono capaci di calcolare la posizione di questi corpi celesti posti nel cielo stellato migliaia di anni fa. Ma sfortunatamente la Bibbia non fornisce alcuna informazione di questo tipo. La Bibbia stessa, perciò, non mostra come la sua cronologia possa essere connessa con la nostra era. Una cronologia, così “campata per aria”, è soltanto una cronologia relativa. Soltanto se la Bibbia ci avesse dato il tempo esattamente intercorso da Sedekia fino alla nostra era o con una completa e coerente linea di durata di regni, o dandoci osservazioni astronomiche dettagliate e datate, noi avremmo avuto una cronologia assoluta, cioè una cronologia che ci dà l’esatta distanza dall’ultimo anno di Sedekia fino al nostro tempo. Esiste una “cronologia biblica” senza le fonti secolari? La natura relativa delle date bibliche non rende impossibile datare gli eventi menzionati nella Bibbia. Se fosse possibile sincronizzare la cronologia biblica con la cronologia di un altro campo, che a sua volta possa essere riferita all’era cristiana, in questo caso sarebbe possibile convertire la cronologia relativa della Bibbia in una cronologia assoluta. Tuttavia, questo significa dover confidare nelle fonti extra-bibliche, che sono storiche e secolari, per datare eventi biblici.
Questo significa anche, naturalmente, che è impossibile usare la “cronologia biblica” come una misura del tempo imparziale, indipendente con la quale stimare la correttezza di certe date. Quando, per esempio, qualche Testimone punta sul fatto che gli storici moderni datano la caduta di Babilonia nel 539 a.C. e quindi pretendono che “la cronologia biblica è in armonia con questa data”, essi non anno ben chiaro ciò che la natura relativa della cronologia biblica realmente implica. Dal momento che la Bibbia non dà l’anno del calendario per la caduta di Babilonia (o per ogni altro evento), la dichiarazione che la Bibbia sia in accordo con la data secolare di questo evento del 539 a.C. è del tutto insensata. Ed è, appunto insensato e fuorviante asserire che la data secolare per la desolazione di Gerusalemme, il 587 a.C., sia in disaccordo con la cronologia della Bibbia, dal momento che l’anno del calendario per tale evento non è dato dalla Bibbia. Ora, questi Testimoni, sostengono pienamente la pretesa della WTS che i 70 anni di Geremia 25:11,12 e 29:10 si riferiscano al periodo della desolazione di Gerusalemme dal 18° anno di Nabucodonosor al ritorno dall’esilio giudaico nel 1° anno di Ciro. Come risultato di questo modo di intendere, l’intervallo di tempo che gli storici hanno determinato per questi due eventi (587/86 e 538/37 a.C.) risulta troppo corto. Di conseguenza, i Testimoni rigettano una delle due date, il 587/86. Per quale ragione rigettano questa data e non l’altra? Non c’è una ragione biblica per questa scelta. Come abbiamo sottolineato sopra, la Bibbia non è né d’accordo né in disaccordo con ciascuna di queste due date. La Bibbia, pertanto, non può decidere quale delle due date è la migliore. Su quale base, allora, dovrebbe essere fatta la scelta, ammesso che l’interpretazione dei 70 anni fatta dalla Società si corretta? Il più logico, erudito e fondato metodo vorrebbe che si accettasse la data meglio definita dalle fonti extra-bibliche e storiche. E tali fonti mostrano in modo definitivo che la cronologia del regno di Nabucodonosor è molto meglio determinata da documenti astronomici ed altri documenti che la cronologia del regno di Ciro. La scelta naturale per un cristiano che crede nella Bibbia, quindi, dovrebbe essere quella di ritenere la data 587/86 a.C. e rigettare la data 538/37 a.C. ammesso che vi sia una reale scelta da fare fra esse. Nondimeno, i Testimoni hanno fatto la scelta opposta. Dal momento che la ragione per questa scelta non è né la Bibbia né l’evidenza storica, Qual è la reale ragione della loro scelta? Lealtà alla Bibbia o alla speculazione profetica? Se i Testimoni insistono che il periodo di 70 anni iniziò nel 18° anno di Nabucodonosor e finì nel 1° anno di Ciro, dovrebbero cominciare ad accettare il 587/86 come la più attendibile delle due date. Procedendo di 70 anni, questa data li condurrebbe al 518/17 quale 1° anno di Ciro, invece del 538/37. Questo sarebbe, biblico e più dotto del ritenere il 538/37 e rigettare il 587/86. Qualche Testimone potrebbe forse rimostrare che,partendo dal 1° anno di Ciro verso il 518/17 a.C. significherebbe impedire le 70 settimane di anni di Daniele 9:24-27 quale ponte sopra la maggior parte del tempo rimanente fino ai giorni di Cristo. Secondo la WTS queste 70 “settimane di anni” interpretati come 490 anni, iniziarono nel 20° anno del re Persiano Artaserse, il quale è datato 455 a.C. I Testimoni, perciò, potrebbero ribadire che l’intervallo fra la fine del regno di Ciro e l’inizio del regno di Artaserse sia troppo breve (abbracciando solo i regni di Cambise, Dario I e Serse I) per fare affidamento sulle date secolari di questo periodo. Occorre notare, comunque, che la data della Società per il 20° anno di Artaserse è in conflitto con tutte le fonti storiche. L’intero regno di Artaserse I (464/3-424/23 a.C.) è assolutamente fissato da numerose osservazioni astronomiche preservate su tavolette cuneiformi, quali “diari” astronomici, testi riportanti eclissi lunari ed altri con osservazioni planetari! Tutte queste fonti mostrano concordemente che l’anno 20° di Artaserse è stato il 445/44 a.C., non il 455/54. Dato che la data preferita dalla WTS implica un prolungamento del regno di Artaserse da 41 a 51 anni, il regno del suo predecessore, Serse I, ha dovuto essere abbreviato, da 21 a 11 anni, ancora una volta in diretto conflitto con tutte le fonti storiche! Altrimenti i regni di tutti i precedenti re avrebbero dovuto essere spostati indietro di 10 anni. Il primo di Ciro, per esempio, dovrebbe essere spostato dal 538/37 a.C. al 548/47. Tale cambiamento, naturalmente distruggerebbe completamente la “cronologia biblica” della WTS. In tal modo le 70 settimane di Daniele non sono d’alcun aiuto ai Testimoni. Quelli che sono capaci di aggiungere 10 anni al regno di Artaserse I, di sottrarre10 anni dal regno di Serse I, e aggiungere 20 anni all’era neo-babilonese, ogni volta col supremo disprezzo di tutte le fonti storiche, non dovrebbero avere alcuna difficoltà nello spostare il primo anno di Ciro dal 538/37 a.C. al 518/17 a.C., o la caduta di Babilonia dal 539 a.C. al 516 a.C.! (*6) Perché, dunque, la WTS e i suoi apologeti rigettano il 587/86 a.C. al posto del 538/37 a.C.? Come abbiamo sottolineato, la ragione non è né biblica né storica. La risposta è del tutto ovvia. La data 587/86 a.C. è in diretto conflitto con la cronologia dei “Tempi dei Gentili” della WTS. In tale cronologia il 607 a.C. per la desolazione di Gerusalemme è l’indispensabile punto di partenza. Senza l’anno 607 a.C. la Società non arriverebbe al 1914 d.C. Ed è questa data la testa di ponte delle pretese e del messaggio dell’organizzazione della WT, a niente è consentito di sconvolgerla, né alla Bibbia né ai fatti storici. In sintesi, non è pertanto né una questione di lealtà alla Bibbia né di lealtà ai fatti storici. L scelta della data ha tutto un altro motivo: La lealtà alla speculazione cronologica che è diventata una condizione vitale delle pretese divine dell’organizzazione della WT." NOTE 2 The Watchtower, 1 gennaio 1988, pp. 10,11. 5 The Watchtower del 1 aprile 1986,
pp.30,31. |
La genesi di un errore
"La data dell'incarico di Nehemia è riconosciuta come l'anno 445 a.C.. Però, l'opera del Dott. Hale sulla cronologia (pagg. 449 e 531) e il trattato del Dott. Priestlie in 'Armonia con l'evangelista' (pagg. 24-38) mostra che questa comune prospettiva nove anni più corta, e darebbe il 454 a.C.come la data corretta della missione di Nehemia; e con questa data la predizione di Daniele (Cap. 9:25), concernente il decreto di restaurare e costruire Gerusalemme, concordemente"
Questa era la convinzione di Charles Taze Russell, come l'ebbe espressa ne "Studi sulle Scritture" vol. II -cap.'Il primo avvento'- 1889.
Al tempo di Russell la questione della cronologia era basata sulla preferenza di alcuni autori piuttosto che altri. Benché Russell riconoscesse che il 20° anno di Artaserse era considerato da altri studiosi il 445 a.C., adottò comunque la data 454 a.C. ( 455 a.C. per i Testimoni di Geova, perché non vi fu un anno "zero").
Ma, quali erano le conoscenze storiche all'epoca di Russell? Tali conoscenze sono tutt'ora valide?
Se negli anni che precedettero gli scritti di Russell, in fondo, la questione cronologica degli eventi storici si riduceva a una questione di preferenza di alcuni autori invece di altri, oggi non è più così. L'archeologia ha portato alla luce una tale mole di documenti (diari astronomici, tavolette commerciali, iscrizioni regie ecc.) di fronte ai quali non si può che accettare l'evidenza.
Il 20° anno di Artaserse è stato così definitivamente accertato essere il 445/44 a.C. A parte i Testimoni di Geova, nessuno oggi si sognerebbe di sostenere una data diversa.
La domanda che sorge spontanea a questo punto è: "Per quale motivo i Testimoni non accettano l'evidenza storica e scientifica e si abbarbicano ancora su una data che è di 10 anni più "lunga" e di oltre un secolo più vecchia?" A tale domanda i Testimoni rispondono che lo fanno per essere coerenti con la Bibbia, piuttosto che con le fonti secolari. Ma, come è spiegato nell'introduzione da C.O. Jonsson, la questione non è "Bibbia sì o Bibbia no". La questione è essere disposti a riconoscere, oppure no, un errore commesso oltre un secolo fa, quando mancavano gli strumenti e le conoscenze cronologiche corrette e abbandonarlo, nonostante i costi da pagare siano alti per averlo sostenuto per oltre un secolo.
Ma, si obietterà, rinunciare alla data 455 a.C. non significa rinunciare a un insegnamento biblico fondamentale, sostenuto dalla profezia? Infatti, a questa data è legata la profezia delle 70 settimane che annunciava la venuta del Messia.
La risposta è NO! Che Gesù Cristo sia venuto nel nostro mondo e che questo fosse predetto da una profezia di Daniele è innegabile. Ciò che qui si mette in discussione è il procedimento adottato dalla Società Torre di Guardia. Vi sono altre possibili spiegazioni della predizione di Daniele che conducono alla stessa realtà perseguita dai Testimoni di Geova: dimostrare che la prima venuta di Cristo fu esattamente predetta dalle Scritture.
Ripetiamo, rinunciando all'insegnamento della Torre di Guardia non si rinuncia all'insegnamento biblico, ma soltanto a un procedimento basato su un'errata comprensione sia della Bibbia, sia delle fonti secolari.
Riportiamo di seguito una confutazione delle tesi della Società di Carl Olof
Jonsson.
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Il
20° anno di Artaserse By
Carl Olof Jonsson, 1989 "La questione della cronologia del regno di Artaserse I e la sua presunta relazione con le 70 settimane di Daniele 9:24-27 richiederebbe un piccolo libro per rispondere, è ciò che avevo pianificato di scrivere, infatti, per qualche anno. Ho raccolto del materiale sul soggetto per alcuni anni e nel 1989 ho perfino scritto un abbozzo in svedese. Tuttavia, altri progetti hanno impegnato il mio tempo da allora e non pretendo di poter riassumere il lavoro sulle 70 settimane nelle poche pagine che seguono. La discussione che segue è un esame degli argomenti addotti dalla Watch Tower Bible & Tract Society (WTS, d’ora in poi n.d.T.) in supporto all’idea che Artaserse I salì al trono nel 475 a.C., non nel 465 a.C., come è ritenuto dagli storici moderni.Quello che segue è un breve sommario di quel trattato scritto in svedese. 1. Serse fu co-reggente con suo padre Dario? Ciò che troviamo, quindi, è che Dario designò Serse come suo successore un anno (non 10!) prima che morisse. Inoltre, Erodoto, non dice che Dario designò Serse co-reggente, ma suo successore (notare per esempio le parole usate nel passaggio citato dalla WTS nella traduzione di Aubrey de Sèlincourt, Penguin Book). Nel paragrafo precedente, Erodoto spiega questo comune avvicendarsi presso i re persiani di designare i loro successori al trono prima di andare in guerra, nel caso fossero uccisi in battaglia. Questa consuetudine, egli dice, fu seguita da Dario.
“Se
Erodoto è nel giusto in questo, la residenza costruita per il figlio del
re di Babilonia nel primo 490 dev’essere inteso per Artobaranes” (Cook,
pp. 74, 75). Il palazzo, quindi, non prova nulla riguardo alla co-reggenza di Serse con Dario. Ma, o la WTS nasconde i fatti reali riguardo a queste due tavolette, oppure essa ha fatto una ricerca molto scadente sulla materia. La prima tavoletta, designata “A 124” da Thompson nel suo Catalogo del 1927, non è datata nell’anno di accessione di Serse (486-485), come indicato da Thompson. Si tratta di un errore di trascrizione compiuto dallo stesso Thompson. La tavoletta è attualmente datata 1° anno di Serse (485-484). Questo fu annotato nel lontano 1941 da Gorge G. Cameron in The American Journal of Semitic Language and Literature, vol. LVIII, p.320, ftn 33. Sicché, non c’è alcuna “sovrapposizione” dei regni. 2. La fuga di Temistocle (Riquadro a cura del Traduttore)
3.
Le tavolette datate
anno “ A sostegno della pretesa che il regno di Artaserse durò 51 anni invece di 41, la WTS riferisce infine di due tavolette datate al suo “50°” anno e “51°” anno, rispettivamente. La prima tavoletta designata BM 65494 nel Catalogo pubblicato da Licthy e Gryson nel 1987 non è stata ancora tradotta e pubblicata. La seconda tavoletta, “CBM 12803”, da parte sua, fu pubblicata già nel 1908 da Albert T. Clay come N° 127 in The Babylonian Expedition of the University of Pensilvania, Series A: Cuneiform Texts, vol. VIII. Tutti gli esperti sono d’accordo che entrambe queste tavolette cuneiformi contengono errori di scrittura.
Il regno di Artaserse fissato astronomicamente
L’evidenza decisiva per la lunghezza del regno di Artaserse si fonda sulle informazioni astronomiche di tavolette datate al suo tempo. Uno di tali testi è il “diario” astronomico “VAT 5047”, chiaramente datato 11° anno di Artaserse. Sebbene danneggiato, il testo preserva informazioni riguardanti due posizioni lunari in relazione a pianeti e alle posizioni di Mercurio, Venere e Saturno. Questa informazione basta a identificare la data del testo con il 454 a.C. Dato che questo fu l’11° anno di Artaserse, l’anno precedente, il 455 a.C. non può essere stato il suo 20° anno come la WTS pretende, ma il suo 10° anno. Il suo 20° anno deve per forza essere il 445/44 a.C. (vedi Sachs/Unger, Astronomical Diaries and Related Texts from Babilonia, vol. 1,Wien 1988, pp.56-59). |
SOVRANI PERSIANI

Lista dei re achemenidi
Le date indicano gli anni di inizio e fine del regno
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Da: Oppenheim- "L'antica Mesopotamia" GTN Newton- pagg. 296-297. (Leo Oppenheim, uno dei maggiori studiosi contemporanei di Assiriologia, è stato direttore dell' "Assirian Dictionary" dell'Oriental Institute e professore di Studi Orientali all'Università di Chicago).
Riprendiamo un'affermazione di Jonsson: "...la verità è diventata una minaccia pericolosa per la WTS oggigiorno. Sebbene questa organizzazione usi la parola “verità” molto più spesso della maggior parte delle altre organizzazioni sulla terra, in effetti, la verità è diventata il peggior nemico del movimento."
Quest'ultima potrebbe sembrare un'affermazione esagerata, ispirata magari da sentimenti di ostilità. Fughiamo i dubbi di questo genere riportando una rivelazione di Raymond Franz al tempo in cui era ancora uno dei membri del Corpo Direttivo di Brooklyn:
"Volevamo cercare di ottenere qualche informazione attestante qualche falla o un qualsiasi lato debole nelle indicazioni astronomiche contenute in molte tavolette, indicazioni che provavano l’infondatezza del nostro 607 a.E.V. Alla fine fu evidente che, se davvero la nostra data fosse stata quella giusta, si sarebbe verificata una teorica cospirazione da parte degli antichi scribi –senza alcuna ragionevole giustificazione- per falsificare i fatti. E allora, come un avvocato di fronte a una prova che non può annullare, il mio tentativo fu quello di screditare o ridurre la credibilità degli antichi testimoni che avevano presentato quella prova: l’evidenza dei testi storici relativi all’Impero neo-babilonese" (Crisi di coscienza, pagg. 47,48).
Riprendiamo l'ultimo periodo:"E allora, come un avvocato di fronte a una prova che non può annullare, il mio tentativo fu quello di screditare o ridurre la credibilità degli antichi testimoni che avevano presentato quella prova: l’evidenza dei testi storici relativi all’Impero
neo-babilonese".
Badate bene, questo metodo è stato elevato a
"sistema" dai dirigenti della WTS: non potendo screditare la validità dei documenti comprovanti la verità, "come farebbero degli avvocati", cioè, a questo punto a loro non interessa più la verità. Ciò che li motiva è poter continuare a sostenere i loro errori nonostante la verità.
In questo, i dirigenti della WTS sono assimilabili perfettamente ai Sofisti, a quel genere di filosofi, osteggiati tra l'altro da Platone e Socrate, accusati, in particolare, di spregiudicatezza nel criticare le idee e i costumi tradizionali del loro paese, di voler disputare non per la ricerca dell' alétheia (della verità), ma dell'eikòs (del verosimile). I Sofisti per dare forza al loro discorso usavano l'antilogia, procedimento con cui ad ogni argomento si contrappone uno contrario, ugualmente valido. Platone criticando i Sofisti combatte a favore della vera filosofia che ha come fine la ricerca del vero bene che non ammette compromessi con la nostra coscienza. I Sofisti, nel cercare di rendere persuasivo ogni loro discorso, degeneravano nell'arte di disputare qualsiasi argomento e di confutare qualsiasi risposta indipendentemente dalla verità o falsità della risposta medesima. Secondo Aristotele le confutazioni sofistiche sono artifici o trucchi verbali che hanno lo scopo di ridurre al silenzio gli avversari e di avere la meglio sopra di loro.
Visita: http://it.wikipedia.org/wiki/Achemenidi