Da Cristo a Maria
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Marco 3:32: " Una folla gli stava seduta intorno, quando gli fu detto: «Ecco tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle là fuori che ti cercano».33 Egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?» 34 Girando lo sguardo su coloro che gli sedevano intorno, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! 35 Chiunque avrà fatto la volontà di Dio, mi è fratello, sorella e madre»."Giovanni 14:6: " Gesù gli disse: «Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me." "La conoscenza della vera dottrina cattolica su Maria costituirà sempre una chiave per l'esatta comprensione del ministero di Cristo e della Chiesa" (1). "Maria Vergine "cooperò alla salvezza dell'uomo con libera fede e obbedienza" (2). Ha detto il suo 'fiat' 'loco totius humanae naturae -in nome di tutta l'umanità" (3): per la sua obbedienza, è diventata la nuova Eva, madre dei viventi" (4). A. IL CULTO DELLA VERGINE 1. La Mariologia occupa un posto importante anche oggi La vergine Maria occupa un posto molto importante nella teologia cattolica. Roland H. A. Sebolt (5) è convinto che oggi la devozione verso la vergine sorpassa quella dei secoli dodicesimo e tredicesimo. Numerose sono le monografie su Maria e si moltiplicano le manifestazioni popolari della pietà verso la vergine. Ogni volta che la società attraversa dei momenti particolarmente critici si moltiplicano le apparizioni della Madonna o il suo lacrimare. Soprattutto nei periodi caratterizzati da mutamenti sociali, dall'approssimarsi di guerra, calamità, carestie. Gli eventi gravi e luttuosi spingono l'uomo a cercare "il soprannaturale" (6). Quando il 6 ottobre 1978, venne eletto papa Karol Wojtyla, dal suo balcone della Basilica di San Pietro egli disse queste testuali parole: "Io ho avuto paura di ricevere questa nomina, ma l'ho fatto nello spirito dell'ubbidienza verso Nostro Signore e nella fiducia alla sua Madre Madonna Santissima. Mi presento a voi tutti per confessare la nostra fede comune, la nostra speranza, la nostra fiducia nella madre di Cristo e della Chiesa". Questo duplice richiamo alla madre di Gesù, nel suo discorso iniziale, fu accolto con un po' di sorpresa nel mondo evangelico. L'indomani si parlava di un papa mariano. 2 Devozione fondata sulla tradizione La dottrina che giustifica la devozione verso Maria è basata fondamentalmente sulla letteratura apocrifa e sulle speculazioni teologiche dei padri della chiesa piuttosto che sulle poche testimonianze bibliche. Gli Evangeli contengono pochi cenni su Maria. In Matteo e in Luca ci sono più dettagli riguardanti l'evangelo dell'infanzia di Cristo. Ritroviamo Maria alle nozze di Cana, il primo miracolo di Gesù, ai piedi della croce e nella chiesa primitiva ella viene nominata una sola volta nel libro degli Atti apostolici (7). Dal III al IV secolo si sviluppò un'intensa letteratura agiografica nella quale i santi e la Vergine Maria erano protagonisti di racconti fantastici e miracolistici. Maria divenne oggetto di lunghe speculazioni teologiche e di una vera e propria "iperdulia", vale a dire una venerazione senza limiti. I padri Giustino Martire, Ireneo, Tertulliano svilupparono il parallelismo tra Eva e Maria, esattamente come Paolo aveva sviluppato quello tra Adamo e Cristo. 3. Maria diventa Madre di Dio Gli asceti del IV secolo, esempio tipico Girolamo, videro in Maria il modello ideale del cristiano. Il Concilio di Efeso (22 giugno 431) reagendo contro i nestoriani, affermò che Gesù era veramente figlio di Dio. Maria divenne "madre di Dio". Questo appellativo non fu coniato tanto per glorificare Maria, quanto piuttosto per porre fine a quella lunga diatriba sulla natura di Cristo che durava da circa tre secoli ed era un modo per definire una volta per tutte che Cristo era il Figlio di Dio. Purtroppo proprio a partire dal concilio di Efeso, città nella quale la dea Artemide, Diana, veniva adorata e venerata come la "Grande Madre", la mariologia acquistò prerogative sempre più predominanti. 4. Maria: il bisogno di un volto amico Nell'iconografia bizantina dal V al X secolo il volto di Cristo è visto come un giudice, austero e severo, quasi irraggiungibile, mentre, tramite il volto umano di Maria, che incarna il sentimento materno per eccellenza, Gesù diventa un volto più familiare, più umano, a volte un bambino semplice e indifeso. 5. La verginità Si discusse sulla perpetua verginità di Maria fino a che il papa Martino I non ne fece un dogma nel 649 al Concilio Lateranense: "Se qualcuno, secondo la dottrina dei Santi Padri, non confessa propriamente e secondo la verità che la Santa Madre di Dio è sempre vergine immacolata Maria ... ha concepito senza seme per opera dello Spirito Santo e che ha generato senza corruzione, permanendo indissolubile, anche dopo il parto, la sua verginità, sia condannato" E' un dogma della chiesa cattolica che la verginità di Maria fu ante partum, in partu, post partum (prima, durante e dopo il parto). L'evangelo (Matteo 1:20) narra della concezione di Gesù, avvenuta senza il concorso dell'uomo e per intervento miracoloso dello Spirito Santo, quindi nello stato verginale: se poi Maria abbia mantenuto questo stato anche dopo il parto, come afferma la tradizione, nella Scrittura non è detto. 6. La devozione di San Bernardo di Chiaravalle Durante il Medioevo una figura dominante è quella di S. Bernardo che con la sua autorità dà nuovo splendore al culto della vergine al punto da meritare il titolo di "dottore mariano". Secondo Bernardo, è attraverso Maria che Cristo ci viene offerto come fratello, per cui Maria diventa la madre di tutti i credenti. Sotto la sua penna di fervente uomo di preghiera, Maria diventa la madre che accorda a tutti la sua misericordia, ella è il rifugio, a tutti offre "latte" e "lana". E' tramite Maria, la nuova Eva, che la salvezza giunge agli uomini, esattamente come tramite Eva giunse il peccato. La vergine Maria -secondo Bernardo- non resta oziosa, è sempre pronta a intervenire presso il Mediatore per compiere la nostra riconciliazione, poiché in effetti c'è bisogno di un mediatore presso Cristo e chi altro può adempiere questo compito se non Maria? (8). Il credente può rivolgersi sempre a Maria perché in lei non c'è ombra di austerità, elle è piena di dolcezza. J. Chailley (9) ritiene che è "a partire da S. Bernardo che si forma questo sentimento tenero e ardente, che, attraverso la 'cortesia' nascente, si svincola da un insieme maestoso di temibili credenze, la dolce femminilità della Donna celeste". A partire da questo periodo si sviluppano le preghiere e gli inni verso Maria: Ave Maria (19), Salve Regina (11) Stabat Mater Dolorosa (12). 7. Anche Maria concepita senza peccato Fu Pio IX che l'8 dicembre del 1854 affermò il concepimento miracoloso di Maria, come avvenne per suo Figlio, nella Ineffabilis Deus: "Con l'autorità del Nostro Signore Gesù Cristo, dei beati Apostoli Pietro e Paolo e Nostra, dichiariamo, pronunciamo e definiamo che la dottrina, la quale ritiene che la beatissima Vergine Maria, nel primo istante della sua concezione, per singolare privilegio e grazia di Dio onnipotente e in vista dei meriti di Gesù Cristo, Salvatore del genere umano, sia stata preservata immune da ogni macchia della colpa originale, è rivelata da Dio e perciò da credersi fermamente da tutti i fedeli". 8. Come Elia anche Maria è stata assunta in cielo Già nella liturgia bizantina si sviluppò l'idea che la vita terrena della vergine si concluse con la sua assunzione in cielo, ma è a partire dal 1 novembre 1950 che l'Assunzione di Maria in cielo venne solennemente promulgata nella Bolla Munificientissimus Deus da Pio XII, come dogma di fede della chiesa cattolica. In essa viene detto: "pronunziamo, dichiariamo e definiamo esser domma da Dio rivelato che l'Immacolata Madre di Dio sempre Vergine Maria, terminato il corso della vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo". 9. Maria Mediatrice La missione di Maria quale intermediario fra Dio e gli uomini viene definita da Leone XIII: "Nessun altro possiamo pensare, che nel riconciliare gli uomini a Dio abbia compiuto un'opera uguale a quella di Maria e che mai la sia per compiere. Poiché elle agli uomini che precipitavano nell'eterna rovina portò il Salvatore, già fin da quando ricevette l'annunzio del mistero di pace che l'angelo recò dal cielo, e diede il suo assenso in modo ammirabile, in luogo di tutta l'umana natura. Da lei è nato Gesù, di cui Maria è vera Madre e per questo motivo è degna e al mediatore accettissima mediatrice" (13). La mediazione di Maria, per la chiesa cattolica, è subordinata a quella di Gesù Cristo, il quale resta l'unico mediatore, cioè il principale. Tuttavia Maria collabora a aiuta il Figlio nell'opera salvatrice del genere umano. Questo insegnamento non costituisce ancora un dogma, ma è molto diffuso e radicato nella chiesa. B. PERCHE' IL SUCCESSO DELLA DEVOZIONE MARIANA? 1. Motivi sentimentali Ho ancora in mente lo sguardo e le parole usate dal maresciallo dell'esercito che mi doveva accordare il permesso per ottenere il sabato libero, mentre mi raccontava la sua esperienza con la Madonna. Forse per capire le regioni fondamentali di questa venerazione così incisiva occorre scavare nel profondo. La chiesa cattolica sa molto bene che la mariologia è estranea alla Bibbia, ma ciò nonostante non solo le persone semplici ma anche uomini di cultura sono suoi vivaci sostenitori. L'iconografia classica vede Maria sempre come una giovinetta che emana soavità, pace, bellezza. Anche ai piedi della croce, quando Maria avrà avuto una cinquantina d'anni, viene sempre dipinta come una giovinetta. Si sente spesso ripetere che Dio, Gesù Cristo sono inaccessibili e che Maria incarna lo spirito materno per eccellenza. Alla madre di Gesù non può negare nessun favore. Il cuore della Vergine è infinitamente più sensibile, più disponibile, più pronto ad accogliere, più ricco in dolcezza ed è sempre pronto a soccorrere, a guarire. 2. Una scorciatoia La devozione mariana diventa una sorta di scorciatoia per poter ottenere un soccorso divino senza passare attraverso le esigenze dell'Evangelo. Quando incontriamo Gesù Cristo messo in croce vediamo anche la nostra miseria, il nostro peccato che ci separa da Dio. La croce esprime un severo giudizio sull'umanità che vive lontano da Dio, avendo dimenticato la casa paterna. Gesù Cristo mi invita a cambiare vita e a guardarmi come Dio mi vede. Quando si va da Maria non è necessario passare attraverso questa porta stretta del pentimento, dell'ammissione della colpa e della conversione. Maria ha un cuore troppo tenero, costituisce il soccorso immediato che prescinde da esigenze assolute: una scorciatoia! Charles Brutsch ha giustamente dichiarato: "Se il nostro peccato non è mortale, la salvezza non è più un miracolo. Colui che soffia sul pentimento spegne la gioia della salvezza" (14). 3. Esaltazione dell'umanità La venerazione della Vergine, che spesso si trasforma in 'mariolatria', in realtà è l'esaltazione della creatura. La chiesa cattolica non ha mai preteso che Maria fosse la quarta persona della divinità, resta un essere umano, anzi è l'incarnazione della Chiesa. Maria rappresenta i credenti di ogni tempo. Eppure ricordiamo in che modo Paolo scriveva ai Galati circa il suo gloriarsi: Galati 6:14 Ma quanto a me, non sia mai che io mi vanti di altro che della croce del nostro Signore Gesù Cristo, mediante la quale il mondo, per me, è stato crocifisso e io sono stato crocifisso per il mondo. Attraverso Gesù Cristo Dio è sceso fra gli uomini, "ha abitato per un tempo fra noi" 8Gv 1:14). E' Dio che viene a cercare l'umanità perduta, non è l'uomo che si costruisce impalcature per giungere fino a lui. Tutte queste sovrastrutture umane, osservanze, litanie, opere di carità, quando diventano mezzi per avvicinarsi a Dio, sono tentativi più o meno consci di rendere vano l'intervento di Dio nella storia degli uomini. L'esaltazione della Madonna è quasi pari a quella di Dio che si incarna in Gesù Cristo per salvarla. E così finisce che ancora una volta la religione diventa l'esaltazione di noi stessi, del nostro rappresentante. L'insofferenza degli uomini dinnanzi alla verità induce l'uomo a nascondere il proprio peccato ed esaltare se stesso, fino alla stoltezza. La devozione mariana tradizionale ha trasformato l'umile serva di Nazareth, notevole esempio di disponibilità della fede, in "santa Maria, madre di Dio, santa vergine delle vergini, madre di Cristo, madre purissima, madre amabile, madre ammirabile, madre di buon consiglio, madre del Creatore, madre del Salvatore, vergine prudentissima, vergine veneranda, vergine potente, vergine clemente, vergine fedele, specchio di giustizia, vaso spirituale vaso onorevole, vaso d'insigne devozione, rosa mistica, torre davidica, torre eburnea, casa aurea, arca del Patto, porta del cielo, stella mattutina, salute degli infermi, rifugio dei peccatori, consolatrice degli afflitti, ausilio dei cristiani, regina degli angeli, regina dei patriarchi, regina dei profeti, regina degli apostoli, regina dei martiri, regina dei confessori, regina dei santi, regina concepita senza macchia, regina del santissimo rosario, regina della pace" (15). Questa accesa celebrazione mal si addice al personaggio pur ammirevole che ci viene presentato dal Nuovo Testamento. C. MARIA DI NAZARETH 1. Umile ragazza Contrariamente alla nostra epoca areligiosa e popolata da dèi pagani, l'epoca di Maria è pregna di religiosità. Ogni cosa aveva un significato religioso: ogni gesto della vita, ogni azione, ogni scelta era orientata in modo spirituale. La vita di Maria s'inserisce nella vita di un popolo: il popolo ebraico. Sì, Maria è una giovane donna ebrea, immersa nel suo popolo e nella religiosità del suo tempo. Maria, l'umile ragazza forse di 16-17 anni, non prende nessuna posizione di fronte agli eventi straordinari che le capitano, anzi "conserva nel cuore e pondera" (Lc 2:19). Secondo l'ideale della donna ebraica esaltata da Salomone nel libro dei Proverbi (cap. 31), Maria non doveva sicuramente solo occuparsi delle faccende, ma aveva altresì un ruolo nell'economia domestica. I prodotti dell'industria familiare, lavori al telaio, ricami ... venivano spesso venduti nei mercatini rionali. La vita religiosa di Maria, come quella di tutte le donne ebraiche, sarà stata sicuramente molto riservata e discreta. In quel contesto la madre che allattava era esentata dal frequentare le riunioni di preghiera e le donne in genere erano dispensate dallo studio della Torà. Maria è una donna. In un mondo fatto di uomini, comandato da uomini, la figura della donna viene spesso relegata in secondo piano, se non addirittura disprezzata come essere inferiore. Il Signore ha bisogno di una donna per realizzare il suo piano. Non sempre nella Parola di Dio è stata fatta giustizia alla donna, eppure quando i profeti desideravano dare un'idea del popolo di Dio usavano espressioni come "sposa del Signore", "la fidanzata di YHWH". Il teologo ortodosso Paul Evdokimov ha affermato: "La Bibbia innalza la donna quale organo di recettività spirituale della natura umana" (16). Dalla famiglia di Maria non sappiamo nulla. I suoi genitori saranno stati artigiani semplici e poveri, forse, ma dal modo in cui Gesù cresceva (Lc 2:52) si può dedurre che Maria stessa probabilmente si è occupata dell'educazione di Gesù fino al quinto anno e poi avrà continuato Giuseppe. In Luca 2:41-50, dove troviamo l'episodio di Gesù dodicenne nel tempio, si capisce che Gesù ha avuto una notevole preparazione e possedeva un grado di istruzione molto elevato. 2. Gli Evangeli non nascondono l'incomprensione tra Gesù e la sua famiglia: Marco 3:31-35 Tra Gesù e i suoi più stretti familiari, inclusa sua madre, si stabilisce un clima di incomprensione che non viene taciuto negli evangeli. La famiglia di Gesù doveva essere alquanto imbarazzata tutte le volte che questi parlava della classe dirigente, considerandola il vero ostacolo alla crescita spirituale del popolo. Gesù si spostava nel territorio giudaico con il suo gruppo di amici e sicuramente la madre aveva saputo delle lunghe notti trascorse in preghiera come dei suoi prolungati digiuni. Come ogni madre, Maria si preoccupò della salute di suo figlio che non riposava come di dovere e non si alimentava a sufficienza e finalmente si lasciò convincere a fare il tentativo per riportarlo a casa e farlo ragionare (17). Maria con i suoi figli, fratelli di Gesù, si recano sul luogo dove Gesù, circondato dalla folla, sta insegnando. "E fermatosi fuori lo mandarono a chiamare ... credendolo fuori di sé" (Mc 3:31). La legge e l'usanza ebraica volevano che Gesù si alzasse immediatamente per andare incontro a sua madre. Non solo non fece questo ma addirittura affermò: "Chi è mia madre? Chi sono i miei fratelli?" (Mc 3:33). Questo atteggiamento è scandaloso in qualsiasi società, ma soprattutto in Israele dove il senso della famiglia è tuttora molto forte. Gesù capì che i suoi oppositori avevano voluto sfruttare i legami di parentela per tentare di correggere la sua strategia missionaria che cozzava contro gli interessi della classe dominante e la sua famiglia, inclusa sua madre, in buona fede, si era prestata al subdolo gioco dei potenti, dimostrando così di non aver capito la vera missione di Gesù Cristo. Uno scrittore ebreo, descrivendo la madre di Gesù nel contesto della sua cultura e commentando questo brano del vangelo, ha affermato: "Egli (Gesù) non vuole avere nulla a che fare con lei. Evidentemente lei non l'ha mai capito, lo ha ritenuto un disturbato mentale e troppo tardi si è convertita a lui" (18). Quando poi, per solidarietà femminile, una donna esaltò il ventre materno che aveva portato un figlio così saggio e così coraggioso (19), Gesù non fu per niente disposto a trasferire su sua madre alcuna rivelazione o alcuna prerogativa che fosse sua, anzi colse l'occasione per ribadire che la vera felicità non consiste in un rapporto parentale privilegiato, ma che tramite la Parola di Dio chiunque può diventare membro della famiglia divina. 3. La scena della croce: Giovanni 19:25-27 La scena che avviene sotto la croce, chiamata anche impropriamente la scena dell'adozione, rivela ancora una volta probabilmente un rapporto tra Gesù e la sua famiglia carico di tensioni. Perché Gesù affida sua madre a Giovanni? Le risposte sono molteplici. I cattolici vedono in questo episodio una prova della perpetua verginità di Maria, in quanto Maria non avendo altri figli, oltre a Gesù, viene affidata alle cure amorevoli di Giovanni, il discepolo più giovane. Altri invece mettono in risalto il perfetto discepolato di Giovanni e l'eccellente maternità di Maria e in questo modo Maria diventa la "Madre" di ogni discepolo. Ma è proprio questo il senso di questo brano? Qualcun altro ha spiegato questo episodio partendo da una motivazione morale di Gesù, preoccupato per la sorte di sua madre nel momento cruciale della crocifissione. Ci si chiede perché Gesù non si sia preoccupato di sua madre prima, perché ha aspettato questo momento così estremo? Infine gli Evangeli affermano che Gesù aveva fratelli e sorelle. Anche se il termine "fratello" può significare anche "cugino" e che è usato nel NT per indicare non solo una relazione di parentela stretta, ma anche in senso molto lato, rimane comunque il fatto che quando questo termine viene seguito da nomi propri (Giacomo, Giosué, Giuda, Simone (20) cfr. Mc 6:3) difficilmente non indica un rapporto diverso dalle relazioni strette di parentela e quindi va inteso come designazione di "fratelli carnali", cosa alquanto difficile da dimostrare, Maria comunque non era sola, perché proprio lì alla croce era accompagnata da sua sorella, la zia di Gesù (Giovanni 19:25). Perché allora Gesù affida Maria a Giovanni? Gesù prende ancora una volta le distanze dai suoi familiari, infrange così definitivamente il legame con i suoi fratelli, dei quali è detto che non credevano in lui (Gv 7:5). Questa è la scena del distacco dalla madre e dalla sua famiglia, ma che allo stesso tempo allarga la famiglia alla chiesa. Maria diventa un membro dell'ecclesia, associazione dei credenti che accettano Gesù quale Signore e Salvatore. La Maria della Bibbia è una donna, cui è successo qualcosa di grande, forse troppo grande, ma che non ha capito subito la portata dell'evento. In lei la luce è penetrata poco per volta; la sua conversione è passata attraverso rifiuti consolidamenti, accettazione passiva e ribellione. Piano piano, lentamente ha capito che in Cristo vengono rotti tutti i legami di stretta parentela perché chi ascolta la sua parola e osserva la sua volontà entra a far parte della famiglia di Gesù (Lc (.21), dove non ci sono né mai ci saranno preferenze, nepotismi, gerarchia, privilegi. Maria ha compreso lentamente che non doveva aspettarsi un trattamento di preferenza rispetto agli altri discepoli. Maria prima doveva capire, e alla croce lo capisce, che Gesù non era più suo figlio, ma il suo Signore e il suo Salvatore, e solo dopo avrebbe potuto entrare nella comunione della chiesa. Padri, madri, figli, sorelle, fratelli, cioè i vincoli carnali più stretti e più profondamente legati fra loro, non sono più nulla nei confronti della realizzazione della comunione fraterna nella chiesa, intesa come famiglia di Dio. 4. Maria, serva di Dio (Luca 1:38) Maria che crede (Lc 1:45) che si definisce ancella del Signore, che si dichiara disponibile ad accogliere un peso più grande di lei e a portarlo umilmente. Portare in grembo il Figlio di Dio, che privilegio! Sentirlo crescere a poco a poco: provare la nausea, sentire i primi movimenti, poteva chiedersi perché proprio lei. Invece si è dichiarata "l'ancella del Signore" e poi ha aggiunto: "Mi sia fato secondo la tua parola" (Lc 1:38). Si può essere servi solo quando si è veramente liberi e la libertà di Maria è la libertà della grazia. Quella grazia che è con lei proprio nel momento in cui un angelo del Signore le è vicino. 5. Maria ha custodito ogni cosa nel suo cuore (Luca 2:19) Maria di Nazareth ha custodito Gesù nel cuore, alla croce Gesù smette di essere figlio di Maria, diventa il suo Salvatore e vive ancora dentro di lei fino alla sua morte. Perché Maria, come ogni altro credente del suo tempo, "dorme" nel sonno della morte, in attesa del grande evento, il ritorno glorioso di Gesù Cristo. Nel NT per ben 160 volte viene ripetuta l'espressione "in Cristo" per indicare che la vita che il cristiano vive la vive in Cristo. "Non sono più io che vivo, ma Cristo che vive in me" (Gal 2:20) dice l'apostolo Paolo, campione della dottrina della salvezza: in questa dottrina non c'è posto per la mariologia. E' offensivo dire questo per Maria? Secondo l'ottica della Bibbia no. Mai la Parola di Dio innalza la creatura a scapito del Creatore. L'umile ragazza di Nazareth costituisce un esempio per i credenti di oggi, ma lungi da noi il volerla trasformare in un'impalcatura per giungere prima e più comodamente fino a Dio, senza passare attraverso il perdono e la riconciliazione. NOTE:
La teologia cattolica ritiene che sia blasfemo pensare che Maria abbia potuto avere altri figli. La sessualità anche in vista della procreazione viene sempre vista come qualche cosa di sporco e di peccaminoso e non si addice a Maria, concepita senza peccato, un qualsivoglia rapporto con l'uomo. Pertanto la chiesa cattolica continua ad affermare che "i fratelli" in questione sono solo dei cugini. Eppure nel NT si conosce il termine "cugini". In Colossesi 4:10 Marco viene definito "cugino di Barnaba". |