Dai comandamenti di Dio ai precetti di uomini
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Deuteronomio 6:5 Tu amerai dunque il SIGNORE, il tuo Dio, con tutto il cuore, con tutta l'anima tua e con tutte le tue forze. 6 Questi comandamenti, che oggi ti do, ti staranno nel cuore; 7 li inculcherai ai tuoi figli, ne parlerai quando te ne starai seduto in casa tua, quando sarai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai.Matteo 7:15 «Guardatevi dai falsi profeti i quali vengono verso di voi in vesti da pecore, ma dentro son lupi rapaci. Matteo 7:21 «Non chiunque mi dice: Signore, Signore! entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. Giacomo 2:10 Chiunque infatti osserva tutta la legge, ma la trasgredisce in un punto solo, si rende colpevole su tutti i punti. 11 Poiché colui che ha detto: «Non commettere adulterio», ha detto anche: «Non uccidere». Quindi, se tu non commetti adulterio ma uccidi, sei trasgressore della legge.(1)"Il Decalogo costituisce un'unità organica in cui ogni 'parola' 0 'comandamento' rimanda a tutto l'insieme. Trasgredire un comandamento è infrangere tutta la legge" (2) "I Dieci Comandamenti sono l'espressione della giustizia di Dio Trasgredire anche uno soltanto di questi comandamenti è peccato, la cui conseguenza è l'eterna separazione da Dio" (3). Introduzione Descrizione di sintesi Gli insegnamenti di Dio, di cui si parla diffusamente nell'Antico e nel Nuovo Testamento, possono essere legittimamente distinti in due categorie: una transitoria, costituita dalle leggi cerimoniali e una morale costituita dai Dieci Comandamenti o Decalogo. A partire dalle stesse dichiarazioni divine, la legge morale del Decalogo non può essere soppressa né modificata in alcuna misura da chicchessia. I Dieci Comandamenti, nelle intenzioni del Dio Creatore, sono validi per tutte le razze umane, senza limiti di tempo né di spazio. Tuttavia, non è l'osservanza dei comandamenti che determina la salvezza eterna dell'uomo la quale è un dono gratuito di Dio dovuto alla morte sostitutiva di Gesù. L'osservanza della legge morale da parte del credente è socialmente a proprio vantaggio, mentre spiritualmente dimostra la sua fiducia in Dio, espressa nell'ubbidienza incondizionata. La situazione attuale Il linea teorica, tutti i cristiani concordano sull'importanza e sulla validità del Decalogo; nella pratica, però, ci sono delle discordanze sulla enumerazione dei comandamenti, sulla validità attuale di alcuni di essi e sull'applicazione parziale di altri. Esaminiamo il tutto attraverso le seguenti sezioni:
1. I due tipi di legge Per chiarire l'importanza della legge è di fondamentale utilità avere chiara la distinzione implicita fra "legge morale" e "legge cerimoniale"
2. L'esame dei comandamenti I Dieci Comandamenti o Decalogo (dal greco Deca logoi = Dieci parole) sono riportati dalla Bibbia in Esodo 20:1-16, oltre che in Deuteronomio 4:13; 10:4. Per un esame sintetico del loro significato morale a nostro beneficio, riporteremo solo i titoletti di sintesi, rimandando il lettore al testo sacro per la stesura integrale.
Questo comandamento enuncia a chiare lettere il monoteismo, in contrapposizione a qualsiasi forma di politeismo. Il rischio di crearsi altri dèi esiste ancora oggi: tutto ciò a cui diamo la precedenza su Dio diventa trasgressione del Primo Comandamento (Deut 6:14,15; Mt 6:24).
Questo comandamento proibisce l'adorazione di qualsiasi oggetto, immagine o statua, anche come rappresentazione divina. Adorare Dio attraverso un'immagine o una statua significa degradarlo e renderlo simile ai manufatti delle sue creature (Isaia 44:12-20; Mt 4:10; Gv 45:23,24).
Significa che il nome di Dio non deve essere usato inutilmente, o nei giuramenti o nelle esclamazioni, o in maniera irriverente o nelle barzellette.
Come il Secondo Comandamento prescrive il modo corretto di adorare il Signore, il Quarto prescrive un tempo speciale per l'adorazione, che ha lo scopo di commemorare l'opera della creazione (Esodo 31:17) con l'assemblea dei fedeli (Lc 4:16), rappresentando così un segno di appartenenza a Dio e di santificazione (Ez. 20:12,20).
Certi popoli pagani, quando i genitori non erano più in grado di lavorare, li abbandonavano in luoghi deserti. Altri, quando il padre moriva, prescrivevano che la madre dovesse essere soggetta al primogenito. Dio comanda che i genitori siano amati e rispettati, non messi da parte quando si presuppone che non servano più.
I pagani avevano la concezione del sacrificio umano, dalle semplici pietruzze sotto le ginocchia all'immolazione sull'altare. Ma Dio dice: "Non uccidere". Nessuno, per nessuna ragione, tranne Dio [o chi da lui delegato per inquivocabile, diretto, eccezionale suo comando (5)] ha il diritto di sopprimere un essere umano o se stesso. Sono quindi inaccettabili l'omicidio, il suicidio, l'eutanasia (6).
I pagani usavano la prostituzione nei riti della fertilità come un'espressione di adorazione; usavano anche la poligamia e la promiscuità sessuale. Dio, invece, proibisce queste pratiche. Il Settimo Comandamento vieta chiaramente l'infedeltà coniugale, le relazioni sessuali prima o al di fuori del matrimonio, la pratica di perversioni come ad esempio l'omosessualità (7); l'amore libero, la convivenza e il divorzio 'salvo che per motivi di fornicazione' (Mt 5:32) (8).
L'onestà e il rispetto di ciò che appartiene al prossimo sono virtù di grande valore. Questo comandamento "condanna i sequestri di persona, lo schiavismo, il furto ... le guerre di conquista ... gli imbrogli nel commercio, richiede il pagamento dei giusti debiti e delle giuste paghe, dichiara che ogni tentativo di trarre vantaggi dall'ignoranza, dalla debolezza e dalla sfortuna degli altri, è considerato frode nei registri del cielo" (9).
Si può dire falsa testimonianza anche esagerando la verità, nascondendola, mascherandola o difendendo chi ha torto. Lo si può fare anche solo mediante un gesto, un'occhiata, un'espressione del viso ... Insomma, tutto ciò che impoverisce la giustizia e la verità è peccato contro il Nono Comandamento.
Controllare i propri pensieri, le idee, i sentimenti, i desideri, gli sguardi ambigui è di capitale importanza. A furia di indulgere in pensieri impuri, si può arrivare al peccato di azione. 3. La validità dei comandamenti La chiesa Cattolica dichiara: "Poiché enunciano i doveri fondamentali dell'uomo verso Dio e verso il prossimo, i Dieci Comandamenti ... sono sostanzialmente immutabili e obbligano sempre e dappertutto. Nessuno potrebbe fare a meno di essi" (10). A scanso di equivoci, Gesù precisò: "Non dovete pensare che io sia venuto per abolire la legge ... perché vi assicuro che ... nemmeno una virgola sarà cancellata dalla legge di Dio" (11). Il Decalogo, essendo la legge del Dio Creatore, presente ancora avanti la creazione di tutta la terra (2 Pietro 2:4), osservata da Abramo duemila anni prima di Mosè (Genesi 26:4,5), codificata ufficialmente sul Sinai (Es 16; 18:16), riaffermata da Gesù (Gv 15:10), osservata dai profeti e dagli apostoli, è sempre valida. "Anche se Mosè non fosse mai esistito e Abramo non fosse mai nato, I Dieci Comandamenti sarebbero stati comunque in vigore fin dal principio, come avrebbero dovuto e come devono esserlo" (12). Nell'ambito delle differenti chiese cristiane ci sono attualmente due tipi di enumerazione dei comandamenti: Prima enumerazione: segue la suddivisione del testo per ogni comandamento, secondo la stesura indicata alla seconda sezione di questo studio. "Questa ... suddivisione è stata salvaguardata dalla tradizione ebraico-ellenista, dalla Chiesa Orientale e da quella Occidentale" (13) fino a Sant'Agostino. Seconda enumerazione: questa suddivisione unifica nel Primo Comandamento anche i versetti 3-6 di Esodo 20, relativi al Secondo Comandamento, seguendo l'enumerazione precedente. Di conseguenza, l'ultimo comandamento viene sdoppiato. A partire da Sant'Agostino, seguono questa enumerazione la Chiesa Cattolica e poi le confessioni luterane, mentre seguono la precedente le chiese ortodosse e le comunità riformate. 5. La manomissione dei comandamenti I Dieci Comandamenti, come sono conosciuti comunemente mediante la catechesi cattolica, rispetto agli originali della Bibbia, presentano delle manomissioni alcune formali e altre sostanziali. "A prescindere dalla sintetizzazione del testo, si noterà subito la scomparsa del secondo comandamento (com'era considerato dalla tradizione ebraica): "Non fabbricarti nessun idolo e non farti nessuna immagine ... Non devi adorare né rendere culto a cose di questo genere...", conglobato abusivamente nel primo, "Non fabbricarti nessun idolo e non farti nessuna immagine ... Non avrai altro dio di fronte a me" che, tuttavia, viene a trovarsi un po' monco, avendo spostato erroneamente la prima parte: "Io sono il Signore tuo Dio", come capoverso di tutto il Decalogo." "Il lettore noterà ancora l'illecita suddivisione: "Non desiderare la donna d'altri" e "Non desiderare la roba d'altri", contrariamente alla lettera e allo spirito del comandamento che sanzionava molto semplicemente: "Non desiderare quel che appartiene a un altro" ". "Quel che comunque lascia maggiormente perplessi è la modifica del testo originale del comandamento (il 4° nella tradizione ebraica): "Ricordati di consacrarmi il giorno di sabato: hai sei giorni per fare ogni tuo lavoro, ma il settimo giorno è il sabato consacrato al Signore, tuo Dio". Il nuovo testo: "Ricordati di santificare le feste" non può essere assolutamente considerato biblicamente e storicamente come Parola del Signore. Esso è una modificazione illegittima di una delle dieci parole del Signore che, pertanto, dovremmo avere il coraggio di ripristinare nel suo originale significato, rispettando così pienamente la volontà divina" (14). |
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I Dieci Comandamenti secondo la Bibbia |
I Dieci Comandamenti secondo la tradizione |
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Schematizzando, questa manomissione comporta tre indebite alterazioni :
La Chiesa Cattolica riconosce che "Dio (lo) ha affidato a Israele perché lo rispetti in segno dell'alleanza perenne (Esodo 31:16)"; e che "Gesù non ha violato mai la santità di tale giorno" (15). Tuttavia, giustifica il cambiamento in nome della Tradizione Cattolica che acquisterebbe, così, un'autorità superiore alla Bibbia, ipotesi smentita da Dio Padre (Deut 4:2), da Gesù (Mc 7:7-9) (16) e dalla stessa Bibbia (Apoc 22:18,19). 6. I comandamenti e la grazia In questa sezione sono connessi cinque elementi essenziali: la condanna, la grazia, la riconoscenza, la fede, la legge.
7. L'osservanza dei comandamenti Da quanto studiato finora, appare imperativa l'osservanza dei Dieci Comandamenti. Ovviamente, si deve trattare di un'osservanza gioiosa, interiore e profonda, dettata dalla nostra riconoscenza e dal nostro amore per Gesù, Dio e i nostri simili (1 Gv 4:7-11). Non per niente Gesù, riassumendo le due tavole dei dieci Comandamenti, ben lontano dal volerli modificare (17), stabilì piuttosto la priorità dei moventi della loro osservanza (Mt 22:34-40).
"Grande" e "primo": questi due termini si riferiscono alla priorità di amare Dio al di sopra di qualsiasi altra cosa, idea o persona. E' la sintesi della prima tavola: i primi quattro comandamenti che regolano i rapporti tra l'uomo e Dio.
Si tratta della sintesi della seconda tavola, gli ultimi sei comandamenti che regolano i rapporti sociali intra e interpersonali. Gesù dice che il secondo è simile al primo: questa similitudine rappresenta il movente, l'amore. Osservare i comandamenti senza essere mossi dall'amore, diventerebbe una farsa, una caricatura. "L'amore costituisce il movente di ogni azione di chi è rinnovato dalla grazia divina; esso modifica il carattere, regola gli impulsi, frena le passioni, vince l'odio e nobilita i sentimenti" (18). Conclusione La Bibbia fa distinzione fra legge cerimoniale (l'insieme delle norme che regolavano le cerimonie del tempio ebraico) e legge morale (i Dieci Comandamenti): la prima era transitoria; la seconda è eterna. Non vi sono dubbi sulla perenne validità del Decalogo. Delle due enumerazioni dei comandamenti attualmente presenti nell'ambito delle differenti chiese cristiane, è da preferirsi quella giudaico-ellenica che è seguita dalle chiese ortodosse e dalle comunità riformate. I Dieci Comandamenti, come sono conosciuti comunemente mediante la catechesi cattolica, rispetto agli originali della Bibbia presentano tre manomissioni: l'annullamento del secondo, lo sdoppiamento dell'ultimo e il cambiamento del quarto. A causa del peccato, l'uomo è sottoposto alla condanna, ma Dio gli concede la grazia la quale suscita la riconoscenza che determina la fede e quindi l'ubbidienza alla legge. L'osservanza dei Dieci Comandamenti ha come scopo primo l'amore nei confronti di Dio e come secondo fine l'amore verso il prossimo e verso se stessi. "Un tale si avvicinò a Gesù e gli disse: Maestro, che devo fare di buono per avere la vita eterna? Gesù gli rispose: Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti" Molti anni fa un uomo spese tutto il denaro che possedeva per pagarsi il biglietto per un viaggio di quattro giorni in battello sul Mississipi. Dopo qualche giorno però il cibo che si era portato per il viaggio, a causa del caldo, si sciupò e il poveretto fu costretto a starsene chiuso nella sua cabina a digiunare, fino a quando il capitano, saputa la cosa, lo mandò a chiamare, e gli spiegò: "Benedetto uomo, nel prezzo del biglietto sono compresi i pasti a bordo. Venga a mangiare alla mensa; non le costa niente!". Per la grazia di Dio è tutto pagato; la salvezza non costa niente. E a nulla serve lo sforzo di contare sulle proprie capacità, sui propri meriti. "Ci sono alcuni che professano di adorare Dio cercando di ubbidire alla sua legge ... e di assicurarsi la salvezza con le proprie forze ... ma non sono sensibili al profondo amore per Cristo. Una religione simile non serve a nulla" (19). In tal caso il fallimento relativo all'osservanza dei comandamenti di Dio può spingere allo scoraggiamento, oppure a cercare giustificazioni, magari convincendosi che la legge di Dio non è più in vigore. Ma la soluzione è un'altra: "Se dimoriamo in Cristo, se siamo animati dall'amore di Dio, i nostri sentimenti, i nostri pensieri, i nostri propositi e le nostre azioni saranno in armonia con la volontà di Dio espressa nei precetti della sua santa legge" (20). NOTE:
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