Documenti e studi vari -2

In questa pagina sono raccolti documenti su argomenti di varia natura. Un paragrafo o un articoletto presenterà il rispettivo contenuto. Se non diversamente specificato, l'autore è "Ilnonnosa" (nik)

 

Altri argomenti trattati in questa pagina

  1. DEMONOLOGIA  ED  ESORCISMO PRESSO  I TESTIMONI  DI  GEOVA

  2. IL PERIODICO "LA TORRE DI GUARDIA E' ISPIRATO?

  3. CHI STRAPPA LA BIBBIA DALLE MANI DEL POPOLO?

  4. IL 5 PER MILLE NON PIU’ AI TESTIMONI DI GEOVA

  5. COSTRUZIONI SALE DEL REGNO E CONTRIBUZIONI

  6. Un monaco cattolico diventa testimone di Geova - pdf

  7. TRIBOLAZIONI CONIUGALI DI C. T. RUSSELL

  8. C. T. RUSSELL E J. F. RUTHERFORD ERANO UMILI?
  9. UNA SERATA DA… TESTIMONI
  10. VENDITA DI FALSE PROFEZIE -PDF
  11. IMMINENZA DELLA FINE DEL MONDO -pdf
  12. Come Dio trasmette i suoi messaggi agli editori della Watchtower -pdf
  13. Gli anziani come terapeuti -pdf
  14. Obbligo a violare il segreto professionale  -pdf
  15. La Pasqua "multiuso" dei tdG -pdf
  16. Miracolosa crescita del "unti" in Brasile - pdf
  17. Un'illustrazione omosessuale in una pubblicazione di Rutherford -pdf
  18. I tdG espongono la bandiera USA in una loro assemblea del 1946 -pdf
  19. L'origine della musica di Natale -pdf
  20. 1925 il 'fiasco' di Rutherford


     

     

DEMONOLOGIA  ED  ESORCISMO
PRESSO  I TESTIMONI  DI  GEOVA
 

     Questo contributo di studio prende in esame le concezioni demologiche dei Testimoni di Geova e gli effetti pratici, che si concretizzano in azioni e comportamenti, attuati dai singoli e dalla Congregazione. Esamina conseguentemente le varie forme di esorcismo praticate dai Testimoni di Geova.

CHE COS’ E’ PER I TESTIMONI DI GEOVA L’ESORCISMO?

     La loro rivista Svegliatevi! dell’8 novembre 1977, a pagina 26, così lo definiva:

“L’atto di cacciare o espellere demoni o spiriti maligni da persone, luoghi, o cose che sono, o si crede che siano, posseduti o infestati da loro o che sono soggetti a divenire vittime o strumenti della loro malvagità”.

CONCEZIONE DEMONOLOGICA GEOVISTA:

     Contrariamente a quanto i Testimoni di Geova affermano, nella loro dottrina sono radicati numerosi concetti domonologici e di conseguenza, vengono applicate delle forme di esorcismo.

     Nella loro dottrina la credenza dell’esistenza del diavolo, dei demoni e, più diffusamente, delle forze del male, è ben presente e corposa.

     Secondo i Testimoni di Geova, infatti, il mondo è tutto in mano a Satana il Diavolo, il quale tiene ben salde le fila del potere politico, economico e religioso. Di qui l’esigenza di rinserrare le fila, isolarsi dal mondo e integrarsi più attivamente nella Congregazione Cristiana.

L’ordine di distaccarsi dal “mondo” riducendo i contatti all’essenziale (anche rispetto ai parenti), non partecipando alla vita sociale e politica, e la proibizione di aderire a qualsivoglia Gruppo o Associazione  - anche sportiva, culturale o ricreativa – sono proprio dati per preservare il soggetto dalle influenze mondane (e quindi sataniche), e per non distoglierlo dalle attività teocratiche quali la predicazione, lo studio biblico, la partecipazione alle adunanze “cristiane”.

IMMAGINI, SIMBOLI, IDOLI.

     La presenza di simboli o disegni, magari attinenti o solo allusivi a passati culti, può avere influenze malefiche. Quindi i Testimoni di Geova vengono invitati a stare molto accorti  anche nella vita quotidiana ad evitarli.

Lo Svegliatevi! dell’otto giugno 1977, pag. 12-15, conteneva un articolo dal titolo: “Sono ornamenti Idolatrici?” in esso era contenuta la seguente dichiarazione:

“Il cristiano come deve considerare le forme e i disegni che in qualche tempo o in qualche luogo hanno avuto a che fare con la falsa religione? Può sorgere questa domanda quando scegliete la carta da parati per la vostra casa, la fantasia di una cravatta o di un vestito, o quando dovete acquistare oggetti come gemelli per i polsini, un braccialetto o una collana. Può sorgere anche in relazione al disegno di lampade o piatti . Forse vi chiedete: ‘Questo disegno ha qualcosa a che fare con l’adorazione idolatrica?’ Oppure qualche conoscente vi indurrà a riflettere facendovi questa domanda”.

     Con questa serie di domande il Geovismo sta effettivamente trasmettendo un messaggio ben chiaro a tutti i lettori della rivista che sono disposti ad accettarla come autorità assoluta in campo dottrinale. Essa, in effetti, sta dicendo che ogni qualvolta ci si accinge ad un acquisto, ci si deve porre quelle domande. Sebbene dica, “può sorgere questa domanda”, in effetti sta dicendo, “dovete porvi questa domanda”.

E’ dunque corretto evitare ornamenti che farebbero mettere la persona in relazione con l’adorazione idolatrica. L’intendimento dominante è che occorre vigilare quanto più possibile per evitare che “contaminarsi con i simboli del male”. (Vedi TdG 1-10-1980, p.29; Sv.8-8-1974, p.3).

Rincara la dose l’articolo apparso su Svegliatevi! del 22-2-1977, p.28 dal titolo: “Che fare degli idoli?”, ove si da l’esplicito ordine non solo di sbarazzarsi di immagini o oggetti religiosi, soprattutto preziosi, ma anche di distruggerli completamente. Questo vuol dire che non è sufficiente né disfarsene (buttandoli via o regalarli), né venderli e nemmeno trasformarli (si fa l’esempio di un “idolo” d’oro trasformato in un anello), ma coloro che ne sono in possesso “dovrebbero senz’altro disfarsene in modo da non favorire o incoraggiare altri a praticare l’idolatria mediante la distruzione degli oggetti medesimi.

Il distruggere soprattutto col fuoco, bruciando o fondendo l’oggetto per evitare influenze negative, è già per sé una forma di esorcismo, poiché ha la peculiare funzione di allontanare il demone dall’oggetto posseduto. Si tenga presente che per “idolo” s’intendono le comuni medagliette mariane, il crocifisso, o l' effigie di qualche santo. Ma non occorre che gli oggetti abbiano espliciti riferimenti a simboli della “falsa religione”, o addirittura siano idoli o strumenti religiosi. Secondo i Testimoni di Geova qualsiasi altro oggetto (libri, collane, vestiti, guanti . .  ) può essere estremamente pericoloso se regalato da una persona sospetta di pratiche di spiritismo, astrologia e altro. (Vedi l’ opuscolo Gli spiriti invisibili, 1978, p.41; Ragioniamo, 1990, p.364).

La Torre di Guardia del 1-5-1975, pagina 267, trattando il soggetto “C’è pericolo negli oggetti di magia?”, estendeva la necessità di esorcizzare mediante distruzione anche oggetti apparentemente lontanissimi dal culto religioso come “ un quadro, un fazzoletto, una sciarpa” in quanto tali oggetti potrebbero provenire, in qualità di doni, da “ persone che praticano qualche forma di spiritismo che confidano negli amuleti ecc. (p.268).

Si badi bene che certi ordini (provvedimenti) sono veicolati nelle riviste attraverso esempi e racconti di vita vissuta. (Vedi Svegliatevi! 8-6-1965, pp.23-24; Sv.22-8-1968, p.8; Torre di Guardia 1-3-1979, p.7).

     Si sono fin qui viste le prime due forme di esorcismo, e cioè il disfarsi di oggetti particolari, e quello più impegnativo consistente nel distruggerli. (Cfr. Svegliatevi! 8-5-1981, pp.5/12; Annuario 1987, pp.95-96).

Si passa ora all’uso magico della parola.

La Parola Potente

A.      L’uso del nome Geova. L’invocazione del Nome.

“ Una ragazza 17enne si lamentò che una notte, mentre dormiva, sentì qualcosa che saliva sul letto. Rimase paralizzata dalla paura e INVOCO’ GEOVA. La cosa scivolò via dal letto . . . “. (Sv.8-8-1974, p.6).

     “Ma ci sentivamo ancora come presi in una rete. A nostra insaputa, il problema era causato da lettere scritte da un amico di mia moglie. Al buio queste lettere le davano la chiara sensazione  della presenza di esseri sovrumani i cui occhi la fissavano. Non appena accendevamo la luce, tutte queste manifestazioni cessavano. In genere, bastava pronunciare ad alta voce il nome “Geova”.(La Torre di Guardia  del 1/3/1979, p. 7).

B.      La preghiera.

“ Meena corse verso di me e disse: “Questo demonio non ti lascerà in pace. L’unico che può aiutarti è Geova. Soltanto Lui”. Allora pregò Geova Dio con me e cominciò a venirmi a trovare”. (Torre di Guardia  1-9-1987, p.9).

UNA FORMA COMPOSTA DI ESORCISMO:

“ Senza indugio mi rivolsi a Geova in preghiera per essere protetta. Presi la Bibbia e, rivolta verso il vano della porta e battendo il piede con enfasi, disse con tono chiaro e positivo: “Nel nome di Geova ti ordino di andartene e di non tornare più!”. Immediatamente udii dei movimenti incerti nel corridoio, poi una finestra si aprì e ci fu il rumore di un forte, impetuoso vento, quindi la finestra si chiuse sbattendo”. (Torre di Guardia  15-11-1970, p.697-698).

     Come si vede in questa narrazione, questo tipo di esorcismo fu compiuto con l’invocazione del nome di Geova. In questo episodio è agevole identificare gli elementi caratteristici dell’esorcismo:

1)       L’uso di uno strumento simbolo della divinità cui si chiede assistenza, cioè il libro sacro, la Bibbia, bandita a mo’ di crocefisso o di spada.

2)       La preghiera ad alta voce per intimorire il demone.

3)       Il ricorso al nome della divinità “Geova”, avente in questa circostanza valenza di “nomina sacra”. (Cfr. Sv.8-8-1974, pp.3/6; e 22 8- 1968, p.8).

Oltre al nome di Geova, vi è un altro potente strumento di esorcismo cui i Testimoni di Geova fanno ricorso, e sono le pubblicazioni della Società. Un articoletto della Svegliatevi! del 22-10-1968, p.16, si intitolava infatti:        

“La torre di Guardia e Svegliatevi! aiuta a liberarsi dagli spiriti malvagi”. Al posto della Croce sono state messe le due riviste, ma gli effetti sono gli stessi!

CONCLUSIONI:

     Da quanto esaminato si evince che i Testimoni di Geova fanno abbondante uso dell’esorcismo.

In un articolo di stampa sul caso (Famiglia Cristiana, nr.35/1989): “I Testimoni di Geova rifiutano l’esorcismo, ma non come pratica, solo come parola. Cioè non pratica l’esorcismo che potrebbe essere praticato da un sacerdote cattolico o comunque cristiano, in quanto quello che essi praticano lo definiscono eufemisticamente ‘Liberazione del potere degli spiriti malvagi’ (vedi opuscolo: “Gli spiriti invisibili” p.35). Pertanto, pur facendo l’esorcismo parte integrante del loro credo, essi ritengono di non compierlo solo perché nella loro terminologia lo indicano diversamente. La realtà è che, invece, il culto dei Testimoni di Geova fa ampio ricorso all’esorcizzazione delle persone e degli oggetti, cosa della quale è bene consapevole chiunque si associ a loro”.


 
  • IL PERIODICO "LA TORRE DI GUARDIA E' ISPIRATO?

     

 

IL PERIODICO "LA TORRE DI GUARDIA E' ISPIRATO?

 

      Si accusa spesso i Testimoni di Geova di porre il loro periodico “La Torre di Guardia” e tutti i loro libri sullo stesso piano della Bibbia. Questi, beninteso, si difendono energicamente, precisando che tutte le loro pubblicazioni non sono che degli ausiliari per avere una migliore comprensione della Bibbia.

In realtà, è proprio vero questo?

Per rispondere a questa domanda, esaminiamo alcune citazioni estratte dalle pubblicazioni della stessa Società e, da questi dati, potremo tirare le nostre conclusioni senza rischio d’ingannarci.

Prima domanda

Che cosa dicevano i primi due presidenti della Società Torre di Guardia, Russell e Rutherford, riguardo alle riviste e dei libri che scrivevano e pubblicavano?

Risposta

“… Questo libro è un trattato delle verità divinamente rivelate”. (Studi sulle Scritture, Vol.1°, p. 14; Torre di Guardia 1 gennaio 1994, pagina 21).

“Russell fu adoperato come mezzo per far meglio capire la Bibbia… Il Signore fece scrivere e pubblicare libri chiamati “Studi sulle Scritture” nei quali le grandi verità fondamentali della Scrittura vengono chiarite. Satana si è provato a distruggere questi libri perché essi spiegavano le Scritture”. (Creazione, 1927, pagina 115).

Seconda domanda

E’ Dio l’Autore de “La Torre di Guardia”?

Risposta

“La rivista “Torre di Guardia” non ha eguali sulla terra, perché è dovuta al Grande Autore della Bibbia”. (La Torre di Guardia, 15 luglio, 1949 p. 2).

Terza domanda

E’ Dio che suggerisce ai suoi “servi” la materia da trattare nella rivista “La Torre di Guardia”?

Risposta

“Chiunque aspira ad una vita senza fine, nella pace e felicità dovrebbe studiarla assieme alla Bibbia ed in compagnia con altri lettori. Questo non significa di dare qualche credito agli editori, bensì all’Augusto Autore della Bibbia, ispiratore e interprete delle sue profezie. E’ lui che suggerisce ai suoi servi la materia da trattare nelle colonne de ‘La Torre di Guardia’.” (La Torre di Guardia, 15 luglio 1949, p. 2).

“La Torre di Guardia si è sempre dimostrata affidabile”. (New World Transalation – 1950, p. 793).

Quarta domanda

Questo periodico è il mezzo di comunicazione tra Dio e i Testimoni di Geova?

Risposta

“C’è da aspettarsi che il Signore abbia un mezzo di comunicazione col suo popolo sulla terra, ed Egli ha chiaramente mostrato che la rivista intitolata ‘La Torre di Guardia’ è utilizzata per questo scopo” (Annuario – 1939, p. 85).

“Egli (Russell) non ha mai preteso di aver scritto i suoi libri di sua iniziativa. Tutto gli veniva da Dio, mediante l’illuminazione dello Spirito Santo” (Ministero Compiuto – 1917, p. 387 ed. inglese).

“Il Signore si servì della Torre di Guardia per annunziare queste verità. Senza alcun  dubbio, i suoi invisibili messaggeri furono molto impegnati in quest’attività. …  Il Signore mandò il suo angelo a compiere delle cose di grande importanza per rapporto al suo popolo sulla terra. Egli fece dirigere dai suoi rappresentanti, invisibili agli uomini, ciò che doveva essere fatto dai suoi servitori visibili sulla terra. Questo dimostra con quale perfezione Geova porta a compimento ogni opera sua”. (Luce – 1930, vol.1° pagine  68, 223; Rivendicazione – 1931, vol. 1° p. 72). (vedi Annuario – 1976, p. 164).

“Certamente il Signore adopera questi santi angeli per dirigere l’attività del suo popolo sulla terra, la sua linea d’azione e la sua condotta. Gli angeli fanno parte dell’organizzazione di Dio.  .. i membri della classe del servitore sulla terra sono guidati dal Signore a mezzo dei suoi dovutamente costituiti messaggeri o angeli”. (Luce – 1930, vol. 2° pagine 12, 20).

“Nella sua organizzazione Geova ha disposto le cose in modo da istruire il suo popolo, e noi tutti riconosciamo che in questi ultimi anni La Torre di Guardia è stato il mezzo di comunicazione e d’istruzione per il popolo di Dio”. (Ricchezza – 1936, pagina  303).

“Le istruzioni arrivano sulla terra al popolo del Signore dall’ufficio del presidente della Società Torre di Guardia” (Annuario – 1943, pp. 226-227).

“il Corpo Direttivo è il vero canale di comunicazione di Geova Dio oggi”. (Torre di Guardia, 1 luglio 1959, p. 391).

“regolarmente e progressivamente riceve il suo cibo spirituale dalle colonne dello strumento impiegato dalla classe dello ‘schiavo’, La Torre di Guardia, … rivista religiosa che ha la massima diffusione nel mondo.  …  la classe dello schiavo ha reso servizio come unico canale divino per convogliare la verità biblica verso gli uomini della terra.” (Torre di Guardia, 1 gennaio 1961, pagine 22, 23).

Quinta domanda

Come trasmette Dio il suo messaggio ai redattori de ‘La Torre di Guardia’?

Risposta

“Questi angeli sono invisibili agli occhi umani ed essi hanno l’incarico di trasmettere gli ordini del Signore. Non vi è alcun dubbio. Prima di tutto, essi ricevono le istruzioni che il Signore desidera siano comunicate al rimanente e che  successivamente tali messaggeri invisibili le trasmettono al rimanente. I fatti mostrano che gli angeli del Signore che risiedono con Lui nel tempio hanno servito in tale incarico nei confronti dell’unto rimanente sin dal 1919” (Vendication – 1932, Vol. 3, p. 250).

“Geova è la fonte di tutta la conoscenza. Quando parla, tutti dovrebbero ascoltare e imparare. E come parla egli? Per mezzo del suo stabilito canale di comunicazione, la sua collettiva congregazione di “unti” (Informatore, 1/1956).

(Gli angeli vengono personalmente per dirigere la pubblicazione del periodico in questione. E’ dunque impossibile che vi s’introduca un errore umano!)

Sesta domanda

Bisogna credere a tutto quello che è pubblicato nella ‘Torre di Guardia’?

Risposta

Dio si serve della “Torre di Guardia” come di un canale per dare al mondo una rivelazione della sua volontà.

“Se nutriamo amore verso Geova e l’organizzazione del suo popolo non saremo sospettosi, ma, come dice la Bibbia, ‘crederemo tutto’, tutto ciò che La Torre di Guardia addita”. (Qualificati per essere Ministri – 1963, p. 160).

“Le spiegazioni bibliche sono date dalla Società Torre di Guardia di Bibbie e Trattati che rappresenta lo ‘schiavo fedele e discreto’ menzionato in Matteo 24:45. … Se non si può ancora comprendere il punto, è meglio lasciare stare la cosa.  … Sarebbe errato, comunque, cercare di presentare la vostra opinione discordante circa un certo punto dottrinale a quanti più possibile nella congregazione”. (Torre di Guardia, 1 novembre 1964, pp. 656-657).

“Chiunque abbia la responsabilità di condurre una classe, e che obietti a ciò che è scritto sulla Torre di Guardia o negli studi sulle Scritture in merito a qualsiasi argomento, dovrebbe essere giustamente guardato con sospetto. Perché dovremmo farci sviare da ogni interpretazione che arriva alle nostre orecchie? E, in special modo, perché tale individuo dovrebbe temere o evitare o desiderare che altri evitino di fare riferimento agli scritti che Dio ha usato per dare sia a lui sia ad altri le istruzioni delle Scritture?”( The Watch Tower, 15 settembre 1911, p.4885 delle ristampe).

“Se il Padre celeste non darebbe una pietra o un serpente o uno scorpione ad un figliolo che gli chiedesse pane o pesce o un uovo, e se La Torre di Guardia è un dono di Geova mediante Cristo per tramite dello ‘schiavo fedele e discreto’, dobbiamo noi prendere in mano ciascuna edizione de La Torre di Guardia come dovessimo esser colpiti da una pietra o morsi da un serpente o punti da uno scorpione? Dobbiamo noi essere dubbiosi e sospettosi riguardo a ciascuna susseguente edizione? I Bereani prima ‘ricevettero la parola con la massima prontezza di spirito’, e poi si misero ‘esaminando attentamente le Scritture ogni giorno per vedere se queste cose stavano così’. (Atti 17:11). Perciò noi dovremmo ricevere La Torre di Guardia come uno strumento che cerca sempre di portarci la verità”. (Torre di Guardia, 1 dicembre 1952, pp. 367-368). (cfr. Torre di Guardia, 1 agosto 1954, p. 476).

“Geova ha scelto la pubblicazione che al presente si chiama ‘La Torre di Guardia’ per servirsene come canale per mezzo del quale Egli darebbe al mondo una rivelazione della sua volontà. (Jehovah’s Witnesses in the Divine Purpose – 1959, p. 22)

(Il Testimone di Geova deve accettare tutto quello che è stampato nella Torre di Guardia.)

Settima domanda

“La Torre di guardia” è forse la verità di Dio?

Risposta

“Dio ha di buon grado provveduto un mezzo di comunicazione tra i membri del resto(= i 144.000). Da molti anni si serve della ‘Torre di Guardia’ come un mezzo di comunicazione e i suoi scritti sono incessantemente usati con lo sforzo di presentare la Verità al Resto. Non è la verità di un uomo, ma la Verità di Dio, il cui canale o strumento è di Dio e non quello d’un uomo”. (Preservation – 1932, p. 104).

Ottava domanda

Si può leggere “La Torre di Guardia” in tutta sicurezza?

Risposta

“Ci giungono da varie parti proteste affinché durante le adunanze non si faccia uso della ‘Torre di Guardia’, ma solo della Bibbia. Apparentemente questo sembrerebbe essere motivato da lealtà a Dio, ma non è così. E’ solo un tentativo di quegli insegnanti di interporsi tra il popolo di Dio e la luce divinamente provveduta sulla Parola di Dio” (Jehovah’s Witnesses in the Divine Purpose – 1959, p. 46) (Cfr. Watch Tower, 15 dicembre 1909, p. 4531).

 IMPRIMATUR  - Tutti gli articoli e le illustrazioni sono vagliati da componenti scelti dal Corpo Direttivo.

“Questo giornale è pubblicato sotto la supervisione di un Comitato Editoriale, di cui almeno tre devono averlo letto ed approvato da ciascuno come Verità, ed ogni articolo appare in queste colonne” (The Watch Tower, 1 dicembre 1916, p. 5997).

“La letteratura pubblicata dalla Società è accuratamente controllata da membri del Corpo Direttivo prima di essere pubblicati” (Torre di Guardia, 1 aprile 1960, p. 222).

“Prima di essere stampati, tutti gli articoli della Torre di Guardia e di Svegliatevi! e tutte le pagine, illustrazioni incluse, vengono attentamente vagliati da alcuni componenti scelti dal Corpo Direttivo. Potete perciò leggere la Torre di Guardia e Svegliatevi!  con piena fiducia” (Torre di Guardia, 1 marzo 1987, p. 15).

“Ricordate sempre di usare la letteratura della Torre di Guardia come pietra di paragone” (Qualificati per essere Ministri – 1963, p. 174).

(Quindi, La Torre di Guardia essendo minuziosamente controllata dai dignitari dell’organizzazione, si può leggere senza timore e in tutta fiducia!)

Nona domanda

“La torre di Guardia” è forse la nostra salvezza?

Risposta

C. T. Russell =  la voce di Geova

“Il Pastore Russell era la voce utilizzata. La bella voce del Signore! Forte, umile, saggia, amabile, gentile, piena di grazia, piena di fede. […]  Con una voce come di grandi acque che si propagano nel mondo, così parlava il Pastore Russell, e sapranno che c’era un profeta tra noi.  […]  Egli (Russell) non ha mai preteso di aver scritto i suoi libri di sua iniziativa, tutto gli veniva da Dio, mediante l’illuminazione dello Spirito Santo. […] Le predicazioni e gli scritti del Pastore Russell furono intesi da tutte le classi di credenti e non credenti, era la voce di Geova” (The Finished Mystery – 1917, pp. 237, 378, 387, 422).

“Charles T. Russell fu adoperato come mezzo per far meglio capire la Bibbia, specialmente quelle verità che il Diavolo ed i suoi agenti coi loro artefici avevano tenuto celate. Il tempo essendo venuto a restituire quelle verità al popolo, il Signore fece scrivere e pubblicare libri chiamati ‘Studi sulle Scritture’ nei quali le grandi verità fondamentali della Scrittura vengono chiarite. Satana si è provato di distruggere quei libri perché essi spiegavano le Scritture”. (La Creazione – 1927, p. 115).

“Un lettore ha detto: “La Torre di Guardia e Svegliatevi! sono la mia ‘salvezza’. Non posso farne a meno” (Siamo vicini ad ARMAGHEDON? – Notizie del Regno N° 31 1982, p.4).

“L’Associazione Internazionale degli Studenti della Bibbia pubblica una serie di libri che spiegano dettagliatamente tutte queste profezie della Bibbia. Questi libri sono non solo una biblioteca, ma una miniera di tesori”. (Conforto per il popolo – 1925, opuscolo, pagina 57).

“A parte La Torre di Guardia e Svegliatevi!, non esistono riviste sulla faccia della terra che servono al proposito di Dio” (Ministero del Regno, 1/1986, p. 4).

I libri più importanti del mondo sono quelli scritti da Rutherford.

“Tutti i lettori dell’Età d’Oro sanno che noi consideriamo i libri del Giudice Rutherford i più importanti del mondo”. (The Golden Age, 2 settembre 1931, p. 793).

“Alcuni libri soltanto, tra tutta l’attuale bibliografia, fanno risuonare il messaggio della ‘sicura parola profetica’: sono quelli del Giudice Rutherford”. (Preparation – 1933, p. 350).

(Senza le pubblicazioni della Società si è perduti!)

Decima domanda

Senza “La Torre di Guardia” si può comprendere la Bibbia?

Risposta

“Dio adopera come nel passato degli strumenti, e ha fornito per l’istruzione le esposizioni metodiche di MILLENIAL DAWN… è stato divinamente provveduto…  una luce provveduta da Dio” (Watch Tower, 15 settembre 1895, p.1867).

“Gli Studi sulle Scritture non sono semplici commenti alla Bibbia, ma essi sono praticamente la Bibbia stessa…  Inoltre non solo si possono conoscere i piani divini studiando la Bibbia da sola, ma se vengono messi da parte gli Studi sulle Scritture e ci rivolgiamo solo alla Bibbia… la nostra esperienza ci mostra che in capo a due anni si ritorna nelle tenebre. Se invece si legge semplicemente gli Studi sulle Scritture con le citazioni senza leggere una sola pagina della Bibbia stessa, dopo due anni si sarebbe nella luce, perché si avrebbe la luce delle Scritture” (The Watch Tower, 15 settembre 1910, p. 4685).

“…  studiando la letteratura si studia e si capisce la Bibbia” (Qualificati per essere Ministri – 1963, p. 184).

“Una pioniera speciale che faceva una visita ulteriore ad una signora le chiese quale libro ci insegna la volontà di Dio. ‘La Torre di Guardia, naturalmente’, rispose questa. La sorella le spiegò che era invece la Bibbia. ‘Si, ma cosa me ne farei della mia nuova Bibbia se non avessi la Torre di Guardia per capirla?’”. (Annuario – 1983, p. 20).

(Senza questo periodico voi non potete comprendere la Bibbia! Infatti la Torre di Guardia sostituisce lo Spirito santo).

Undicesima domanda

Esistono delle contraddizioni nella “Torre di Guardia”?

Risposta

“La fedeltà della Parola di Dio eleva la Torre di Guardia al di sopra dei contraddittori insegnamenti religiosi e delle filosofie degli uomini” (Torre di Guardia, 1 febbraio 1976, p. 66).

(Non esiste dunque alcuna contraddizione nel periodico “La Torre di Guardia”)

La Bibbia insegna che Dio non è un Dio di confusione! Rutherford è categorico! Nessuno può insegnare degli errori nel nome del Signore.

“La Bibbia fu scritta affinché l’uomo potesse aver l’opportunità di conoscere la verità, e nessun uomo o società d’uomini ha il diritto di far del popolo oggetto di traffico permettendosi d’insegnargli degli errori nel nome del Signore” (Ricchezza – 1936, p. 32).

(Che un uomo, parlando nel proprio nome, possa sviarsi, è un fatto che comprendiamo perfettamente. Ma che una Società che si dichiara il solo Profeta di Dio sulla terra, possa insegnare delle mostruosità nel nome dell’Eterno, questa è una cosa che ci ripugna. La Società Torre di Guardia, infatti, ha continuamente presentato delle dottrine completamente contraddittorie durante gli anni.)

Eccone alcune:

IL LIBRO DI RUTH

La Società Torre di Guardia insegna che il libro di Ruth non è profetico, ma semplicemente storico:

“Benché il libro di Ruth non sia profetico, ma semplicemente storico, ha comunque del valore per noi per vari motivi” (The Watch Tower, 15 novembre 1902, p. 3110).

Più tardi il Corpo Direttivo insegnerà che il libro è profetico:

“Il libro di Ruth non è solo storico, ma è profetico, e l’adempimento della profezia ha luogo in questi giorni presenti. …Dobbiamo concludere che Il libro di Ruth divenne parte della parola di Dio come una profezia per il beneficio speciale dei rimanenti negli ultimi giorni.  …  Il libro di Ruth è una profezia”. (Preservation – 1932, pp.169, 175,176; The Watch Tower, 15 settembre 1932, p. 276).

ADAMO

La Società insegna che esiste una ferma speranza per Adamo di vivere eternamente:

“Sarà Adamo fra coloro che saranno resi perfetti e vivranno per sempre? Se egli sarà ubbidiente ai termini del nuovo patto, sarà reso perfetto. Se rimarrà leale  con Dio sotto la prova finale, egli vivrà per sempre. E lo stesso avverrà per Eva” (Riconciliazione – 1928, p. 316).

“Fu un peccatore volontario, e non ebbe dunque nemmeno una speranza di risurrezione” (Cose nelle quali è impossibile che Dio menta – 1965, p. 179).

 TRASFUSIONI DI SANGUE

“Dio non ha mai pubblicato alcun decreto che proibisca l’uso della medicina, iniezioni o trasfusioni di sangue. E’ un’invenzione puramente umana che alla maniera dei Farisei disonora la misericordia e la carità. Servire Geova con tutta la mente non vuol dire mettere la nostra intelligenza in una scatola principalmente quando c’è di mezzo la vita di una persona, poiché essa è di grande valore e sacra agli occhi di Geova” (Consolation, ed. olandese, 9/1945, p.29).

Subire una trasfusione di sangue è motivo di disassociazione (Torre di Guardia, 1961, pp. 446/448).

In un articolo scritto in opposizione al Corano e a Maometto, i Testimoni di Geova condannano ciò che essi stessi praticano su vasta scala:

“Ma nello stesso Corano troviamo ammissioni di tali contraddizioni in quanto esso si assume il diritto di “cancellare” o di “abrogare”. I critici di Maometto avevano lamentato ch’egli alle volte si contraddiceva, e perciò insegnò che ogni volta che una rivelazione susseguente ne contraddiceva una precedente, la seconda cancellava o abrogava la prima” (Torre di Guardia, 15 agosto 1954, p. 485).

Come abbiamo verificato, la Società Torre di Guardia si è spesso contraddetta. Ciò non l’impedisce assolutamente di riprendere orgogliosamente la testimonianza d’un simpatizzante giapponese che dichiara che le pubblicazioni dei testimoni di Geova non si contraddicono mai!

“Tutte le altre religioni hanno delle incoerenze, ma gli insegnamenti presentati nelle vostre pubblicazioni non si contraddicono mai. Sono logici e, soprattutto, accurati” (Svegliatevi! 8 febbraio 1989, p. 28).

Ma la Società Torre di Guardia continua a dire che le loro pubblicazioni contengono la verità bibliche in forma permanente e limpide come cristallo. (Sia Dio riconosciuto verace, ed 1952, p. 217; Jehovah’s Witnesses in the divine purpose – 1959, p. 100; Torre di Guardia, 1 gennaio 1961, p. 24).

Dodicesima domanda

“La Torre di Guardia” è cibo dei Testimoni di Geova?

Risposta

“In ogni Torre di Guardia vi è abbastanza cibo perché siamo ben nutriti e vivi spiritualmente”. (Torre di Guardia, 1 gennaio1960, p.10).

Si noti bene che viene detto che questo periodico è stato il cibo e non un aiuto per comprendere il cibo. Possiamo quindi affermare che non si diventa mai Testimone di Geova attraverso uno studio indipendente della Bibbia senza questo ‘cibo’ provveduto dalla “Torre di Guardia”!

Tredicesima domanda

“La torre di Guardia” è il collirio di cui si parla in Rivelazione (Apocalisse) 3:18?

Risposta

“Il collirio spirituale è disponibile anche oggi? Senz’altro! Nel 1879 il pastore Russell…  cominciò a pubblicare la rivista oggi nota in tutto il mondo col nome di La Torre di Guardia… è l’organo ufficiale di una congregazione di oltre tre milioni di cristiani che hanno usato questo collirio spirituale per aprire gli occhi rispetto alla falsa religione”. (Rivelazione il suo grande culmine è vicino – 1988, pp.70, 71).

Quattordicesima  domanda

Si serve Dio della “Torre di Guardia” come di un canale per dare al mondo una rivelazione della sua volontà?

Risposta

“Il Signore si serve, come si è servito fin dalla sua fondazione, della The Watch Tower come di un canale di comunicazione fra quelli che formano il suo popolo” (Rivendicazione – 1931 vol. 1 p. 72).

“Esse mostrano che fra tutte le voci primitive che si erano fatte intendere, Geova aveva scelto la pubblicazione che al presente si chiama ‘La Torre di Guardia’ per servirsene come di un canale per mezzo del quale  Egli darebbe al mondo una rivelazione della sua volontà. E con le parole rivelate nelle colonne di questa pubblicazione, Dio comincerebbe a dividere la popolazione di questo mondo in due classi” (Jehovah’s Witnesses in the divine purpose – 1959, p. 22).

(Dio utilizza “La Torre di Guardia” come canale per trasmettere la sua rivelazione al genere umano!)

“La Torre di Guardia” è di impareggiabile valore perché contiene tanta sapienza divina.(Ministero del Regno,4/83, p.3).

 

IL TESTO SEGUENTE E’ CAPITALE NELLA STRUTTURA DI QUESTA TESI:

 

     “Se i sei volumi degli Studi sulle Scritture sono praticamente la Bibbia disposta per soggetti, non sarebbe un’esagerazione definire i volumi come la Bibbia in sintesi. Ciò che vogliamo dire è che tali volumi non sono semplicemente un commento alla Bibbia, ma essi sono praticamente la Bibbia stessa…  inoltre non si possono conoscere i piani divini studiando la Bibbia da sola, ma se vengono messi da parte gli Studi sulle Scritture dopo averli usati, dopo essere divenuti familiari con essi, dopo averli letti anche per dieci anni, se sono messi da parte e trascurati e ci si rivolge soltanto alla Bibbia, sebbene si abbia compreso la Bibbia per dieci anni, l’esperienza mostra che entro due anni si ritornerà nell’oscurità. D’altra parte, se si leggono semplicemente gli Studi sulle Scritture con i riferimenti e non si legge in tal modo una sola parola della Bibbia, al termine di due anni si giungerà alla luce, perché si avrebbe la luce delle Scritture”. (The Watch Tower, 15 settembre 1910, p. 298).

“No allo studio diretto della Bibbia, ma delle pubblicazioni”. (The Watch Tover, 15 dicembre 1909, p. 4531).

Dopo la lettura d’un simile articolo, non si comprende veramente come mai la Società Torre di Guardia possa scrivere le parole che seguono:

“Inoltre (Russell) non sostenne di poter interpretare la Bibbia” (Svegliatevi! 22 ottobre 1989, p. 20).

Secondo i Testimoni di Geova, leggere la Bibbia senza i commenti di Russell, si resta nelle tenebre!

Il tempo è lontano da quando Rutherford dichiarava che nessuna organizzazione può interpretare la Parola di Dio!

“Geova non ha riguardi personali. Egli non ha confidato ad alcuna organizzazione né ad alcun uomo, che si tratti del Papa dei preti o degli uomini di legge, il privilegio d’interpretare la sua Parola”. (Intollerance – 1934, p. 60).

Quindicesima domanda

Allora, chi può interpretare la Bibbia?

Risposta

“Quando un fratello presenta un’interpretazione di una scrittura che differisce da quella che né da il fratello Russell  …  riteniamo che sia una saggia norma quella di seguire l’interpretazione del fratello Russell, per la ragione che egli è il servitore della Chiesa, appositamente costituito dal Signore nel periodo laodiceano; dovremmo quindi attenderci che il Signore ci insegni per suo tramite. Se dovesse sorgere un dubbio nelle nostre menti circa la correttezza di un’interpretazione, la cosa più saggia è quella di risolvere il dubbio a favore dell’interpretazione del fratello Russell. Noi crediamo che ciò sia in armonia con la volontà di Dio”. (The Watch Tower, 1 febbraio 1918, p. 6212; cfr. Annuario 1976, p. 105).

Perché, oggi si dice che Russell non si è mai detto capace d’interpretare la Bibbia?

“Quando Rutherford emana le sue istruzioni è il Signore che parla e nessuno può e deve porre in dubbio questa verità”. (The Watch Tower, 1 dicembre 1933, p. 364).

“Le classi della Bibbia, gli Studenti della Bibbia non servano a niente finche il Signore a tempo debito non mandò “le chiavi della Bibbia” (cioè i pensieri peregrini dei capi della setta geovista) (The Watch Tower, 1 ottobre 1909, p. 4482)

“Pertanto la volontà dello schiavo è la volontà di Geova. La ribellione contro lo schiavo è ribellione contro Dio.  … Nell’organizzazione di Geova l’ubbidienza e il rispetto verso la rappresentanza teocratica costituiscono un’esigenza  … I sorveglianti terrestri rappresentano Geova nel loro incarico proprio come lo rappresentano quelli celesti …  I sorveglianti terrestri parlano nel nome di Geova”. (Torre di Guardia, 15 novembre 1956, p. 691, 692). (sottolineatura mia).

Quando lo schiavo commette un errore d’interpretazione, cioè non si avvera una profezia, a chi attribuisce la colpa? A Dio vero? (volontà dello schiavo = volontà di Dio)

Se il presunto schiavo sostiene di non essere ispirato ne guidato da Dio, perché fa credere che è in stretto legame con Geova, che rivela le sue verità mediante il suo Spirito Santo? (Torre di Guardia, 15 agosto 1981, p. 19).

     Alla luce di quanto sopra ci chiediamo: dal nostro esame della letteratura Torre di Guardia, abbiamo mai trovato degli insegnamenti basati su dottrine che sono contrarie alla parola di Dio? In tal caso secondo la regola stabilita dalla Società, esse sono false dottrine che vengono dal Diavolo. Questa conclusione è l’unica logica, in quanto se le dottrine dei Testimoni di Geova sono veramente “verità di Dio” esse non dovrebbero mai essere corrette nel corso del tempo, perché Dio “non può mentire”. – Tito 1:2. (Cfr. Ricchezza – 1936, 171).

     Poiché la posizione assunta dal Corpo Direttivo non è sostenuta dalle Scritture, chiediamo ai singoli Testimoni di Geova: come si giustificheranno dinanzi a Dio, dal momento che hanno rinunciato a decidere personalmente della propria vita affidandola a un gruppo di uomini (Corpo Direttivo) che molte volte ha mostrato di non essere attendibile?

 

  • CHI STRAPPA LA BIBBIA DALLE MANI DEL POPOLO?
     

     

CHI STRAPPA LA BIBBIA DALLE MANI DEL POPOLO?

IL DOCUMENTO DI P.P. VERGERIO


E’ noto che i Testimoni di Geova fanno circolare un volantino intitolato “Roma e la Bibbia”, e definito: “Documento storico al tempo della riforma”, nel quale sono riportati dei consigli che alcuni Cardinali avrebbero dato a Papa Giulio III all’epoca della sua elezione al soglio pontificio nel 1550.
Il documento viene a volte citato dai Testimoni di Geova e da alcune frange del protestantesimo per smascherare i tentativi della Chiesa Cattolica del 16° secolo che deliberatamente ed empiamente ha nascosto la verità biblica e ha tolto la Bibbia dalle mani del popolo.
I testimoni di Geova, con enfasi, dicono di averlo scoperto nella Biblioteca Nazionale di Parigi al Foglio B. N. 1080, vol. II, pagine 641-650. [1]


Alcune riflessioni al “documento” ci stimolano a delle considerazioni.


1) Il documento in questione, è stato pubblicato più di 94 anni fa, ed è una fotocopia di un articolo della rivista settimanale “The Truth” (La Verità) pubblicato a Gerusalemme il 3 novembre 1911.
E’ stato “scoperto” nella Biblioteca Nazionale di Parigi, dall’editore di questa rivista e non dai Testimoni di Geova come loro dicono. Sì, solo pochi Testimoni di Geova francesi sapevano dell’esistenza di questo “documento” perché dopo sei mesi della pubblicazione da parte del settimanale “The Trut”, questo articolo fu pubblicato sulla “Tour de Garde” (La Torre di Guardia), giugno 1912, pagina 210-211, edizione francese e mai pubblicato in altre edizioni. [2] Dunque, il documento che i Testimoni di Geova mostrano, è il “riciclaggio” di una vecchia fotocopia che nuovamente divulgano.

2) Appare assai strano che solo nel 1550 i Cardinali abbiano scoperto la convenienza di “strappare la Bibbia dalle mani del popolo”. La cosa appare ancora più inverosimile ove si consideri che Sisto V, eletto pontefice solo 35 anni dopo, nel 1585, lungi dallo “strappare Bibbie”, aveva un suo progetto per la traduzione della Bibbia in lingua italiana, al quale tentò di opporsi il Re di Spagna, Filippo II, che non fu ascoltato dal Papa. Furono pubblicati il testo greco della Settanta e la sua versione latina” (Enciclopedia Cattolica, vol. XI, col. 783).

3) E’ evidente, poi, che gli autori del falso, chiunque essi siano, e le affilate lingue che lo vanno propagando, dimostrano una buona dose di malafede facendo finta di ignorare che nel 1550 non c’erano Bibbie da “strappare dalle mani del popolo” se si tiene presente che la maggior parte della gente era analfabeta e non sapeva leggere l’italiano, al punto che per firmare usava opporre in segno di croce.

4) Va rimarcato, soprattutto che la Bibbia in uso nei paesi cattolici nel 1550 era scritta in latino, e a parte gli ecclesiastici e le persone dotte, ben pochi erano in grado di leggere e di comprendere il latino. L’alto costo delle Bibbie, infine, il fatto di possedere una Bibbia era privilegio esclusivo di alcuni ricchi e certamente non del popolo.

5) E se per “strappare” volevasi intendere “non dare da leggere”, “non portare a conoscenza”, ciò aggraverebbe l’incoerenza del “falso documento”, perché è cosa ovvia, sarebbe stato più producente e senza rischi di provocare tumulti, dare da leggere una Bibbia “addomesticata” o di un qualunque testo artefatto che il popolo, data la sua ignoranza, non sarebbe stato in grado di contestare.
Accertata, quindi, la stupidità e la falsità del “documento”, rimane adesso da vedere se l’accusa da loro rivolta alla Chiesa non si ritorca, per caso, su di loro stessi. Leggendo la loro Torre di Guardia del 15/8/1982, pag. 29, troviamo che una delle gravi accuse che essi rivolgono ai cosiddetti “apostati” è che costoro: “Affermano che è sufficiente leggere la Bibbia, da soli o in piccoli gruppi a casa. Ma cosa strana, mediante questo tipo di ‘lettura biblica’ sono tornati indietro proprio alle dottrine apostate che i commentari del clero della cristianità insegnavano cento anni fa, e alcuni hanno persino ricominciato a celebrare le feste della cristianità, come i Saturnali romani del 25 dicembre!”. Cosa se ne evince? Semplicemente che, secondo i Testimoni di Geova, chi legge la Bibbia da solo o in piccoli gruppi a casa propria ne trae inevitabilmente le conclusioni che ne hanno sempre tratto gli ecclesiastici della deprecata cristianità. Pertanto, stando a queste affermazioni, al clero avrebbe fatto comodo che la gente leggesse la Bibbia “da sola o in piccoli gruppi a casa”. E, quindi, la Chiesa Cattolica avrebbe sempre avuto tutto l’interesse a distribuire la Bibbia in ogni casa, invece di “strapparla dalle mani del popolo”.

Che sia stata la società Torre di Guardia, invece, a far questo, è inesorabilmente confermato da una dichiarazione apparsa sulle colonne dell’edizione di tale periodico del 15/9/1910 (trascritta nell’edizione italiana del 1° novembre 1958, pagg. 670, 671), che dice, elogiando la sua opera intitolata Studi sulle Scritture:

“Non si tratta di semplici commenti alla Bibbia, essi sono in sostanza la Bibbia stessa… Inoltre, non solo non si possono conoscere i piani divini studiando la Bibbia da sola, ma se sono messi da parte gli Studi sulle Scritture… e ci si rivolge soltanto alla Bibbia, sebbene si abbia (sic!) compreso la Bibbia per dieci anni… entro due anni si ritornerà nell’oscurità. D’altra parte se si leggono semplicemente gli Studi sulle Scritture e non si legge in tal modo una sola parola della Bibbia, al termine di due anni si giungerà alla luce”.

Secondo i Testimoni di Geova, quindi, studiando la Bibbia da sola non si può “conoscere il piano divino”. Perché toglierla al popolo allora? Non sarebbe bastato, al contrario, agevolargliene la lettura per farlo rimanere nelle tenebre?

“Le istituzioni religiose hanno strappato la Bibbia di mano al popolo e perciò l’hanno indotto ad affidarsi a ciò che gli viene fatto credere dai preti o sacerdoti. Ne è il risultato che molte persone sincere ignorano totalmente qual è la volontà di Dio e qual è la sua via. […] Il clero combatte affinché questa conoscenza non pervenga loro”. (Salvezza, 1939, pag. 242)

Al lettore, l’ardua sentenza: chi è che “strappa la Bibbia dalle mani del popolo?”
Il geovismo strappa la Bibbia dalle mani del popolo


Chi non ha provato a dare ai testimoni di Geova qualche fotocopia dove vengono smentite le loro favole? I testimoni di Geova sono così diffidenti che rifiutano, respingono al mittente fotocopie tratte dalla loro stessa stampa. Il motivo?
1. Sono stati bene allenati dalle loro guide a non accettare nulla dai cosiddetti “apostati” o da coloro che non la pensano come il geovismo.
2. “Letteratura apostata provocatoria ci può arrivare per posta senza che la chiediamo. Incuriositi, alcuni fratelli hanno letto tale materiale degradante, compromettendo la loro fede”.
(La Torre di Guardia 15/8/ 1988 p. 13)
3. Bisogna rifiutare lettere e pubblicazioni trovate nella cassetta della posta, perché preso dalla curiosità si potrà leggere tale materiale “degradante”, cadendo in balia del dubbio.
(La Torre di Guardia 15/3/1986 p. 12)
4. I dirigenti del corpo direttivo hanno paura di perdere le loro pecore che sono paragonati a cani e a porci che ritornano a rivoltarsi nel fango.
(Ibidem, p. 13)
5. Le fotocopie sono paragonate a materiale “pornografico”. Cari Cristiani Cattolici, state attenti! Quando i testimoni di Geova si avvicinano per offrirvi i loro giornaletti, vi stanno offrendo materiale “degradante e pornografico”.
(Ibidem, p. 13)

Morale della favola geovista è la seguente: Se io testimone di Geova leggo le infinite contraddizioni e bugie geoviste e scopre che non sono sulla via della verità, cosa faccio? Non mi resta altro che uscire da quella organizzazione che mi ha ingannato per tanti anni. La Società, che mi tiene incatenato alla Torre di Guardia, non è così ingenua da lasciarmi facilmente andare. La motivazione basa per cui non devi accettare nulla, all’infuori della Torre di Guardia e Svegliatevi!, è proprio questa. Tale riviste, dicono, “ci provvedono un costante flusso di informazioni. Abbiamo molti libri e opuscoli che trattano una grande varietà di argomenti biblici”.
(La Torre di Guardia 15/8/1988 p. 14)
Tutto ciò che negativamente pensa il corpo direttivo sui Cattolici, si ritorce su di esso stesso. Non è raro vedere testimoni di Geova forniti di fotocopie e falsi documenti che distribuiscono a gente più sprovveduti di loro per bassi fini. E’ il caso della cosiddetta “proibizione della Bibbia nelle nani del popolo”.

Un quotidiano italiano (certamente scritto da un tdG) tira in ballo una presunta relazione di prelati che dava consigli riguardo l’uso della Bibbia: “Una relazione di prelati inviata al Papa nel 1533 avverte: “Debbono farsi tutti gli sforzi acciocché si permetta il meno possibile la lettura del Vangelo… Basti quel pochissimo che suol leggersi nella messa, né più di quello sia permesso leggere a chicchessia. Finché gli uomini si contentarono di quel poco, gli interessi della Santità Vostra prosperarono. Ma quando si volle leggere di più cominciarono a decadere. Quel libro insomma (Il Vangelo), è quello che più di ogni altro ha suscitato contro di noi i turbini e quelle tempeste per le quali è mancato poco che noi fossimo interamente perduti. Ed è vero, se qualcuno lo esamina interamente e diligentemente, e poi confronta le istruzioni della Bibbia con quello che si fa nelle nostre chiese si avvedrà subito che la nostra dottrina è molte volte diversa e più spesso ancora, ad essa contraria…”.
(La Repubblica del 5/2/2001)

Il documento dal quale la relazione è stata tratta e che viene usata spesso dai testimoni di Geova, è un falso documento tratto da uno dei tanti libelli diffamatori di Pier Paolo Vergerio.
Riportiamo qui il falso volantino in fotocopie che i testimoni di Geova vanno spacciando.

                                                                                     ________________________

DOCUMENTO STORICO AL TEMPO DELLA RIFORMA
ROMA E LA BIBBIA

Foglio B – n. 1088 – vol. II – pagg. 641-650

Sotto questo titolo la rivista settimanale “The Truth” (La Verità) pubblicata in Gerusalemme da, in data 3 novembre 1911, un articolo che cita un documento conservato nella Biblioteca Nazionale di Parigi, il quale contiene dei consigli, che i Cardinali diedero al Papa Giulio III all’epoca della sua elezione alla Santa Sede nell’anno 1550.

Questo documento racchiude i seguenti brani:

“Fra tutti i consigli che possiamo avere a presentare alla sua santità ne riserviamo il più importante in ultimo.
Dobbiamo tenere gli occhi bene aperti ed intervenire con tutta la potenza nostra nell’affare che abbiamo da considerare”.
Trattasi di quanto segue:
“La lettura del Vangelo non deve essere permessa che il meno possibile specialmente nelle lingue moderne, e nei paesi sottomessi alla vostra autorità. Il pochissimo che viene letto generalmente alla messa, dovrebbe bastare e devesi proibire a chiunque di leggerne di più.
Finché il popolo si contenterà di quel poco, i vostri interessi prospereranno; ma nel momento che se ne vorrà leggere di più, i vostri interessi cominceranno a soffrire.
Ecco il libro, che più di nessun altro, provocò contro di noi le ribellioni, le tempeste che hanno arrischiato perderci.
Difatti, se alcuno esamina accuratamente l’insegnamento della Bibbia e lo paragona a quanto succede nelle nostre chiese, troverà ben presto le contraddizioni e vedrà che il nostro insegnamento spesso si scarta da quello della Bibbia e più spesso ancora è in opposizione ad essa.
Se il popolo si rende conto di questo, ci provocherà senza requie finche tutto venga svelato ed allora diventeremo l’oggetto della derisione e dell’odio universale.
E’ necessario dunque che la Bibbia venga tolta e strappata dalle mani del popolo, però con gran prudenza per non provocare tumulti”.

Nella Biblioteca Nazionale di Parigi esiste un prezioso documento (in Foglio B - n. 1088 - vol. II pagine 641-650); esso porta il titolo: Avvisi sopra i mezzi più opportuni a sostenere la Chiesa Romana. Il documento è in latino, ma prima di tradurre la parte che riguarda il nostro tema, ne daremo un cenno storico.
Nel 1553, Papa Giulio III, non sapendo quali ostacoli opporre al progresso della Riforma religiosa, sentiva vacillarsi sul capo il triregno. Allora pensò saviamente a prendere dei provvedimenti. Fece riunire in Bologna i tre più dotti vescovi di quel tempo, col mandato di consultare con tutta serietà, e proporre poi al Papa i rimedi che avrebbero giudicati opportuni per salvare la curia romana. I prelati, dopo lunga deliberazione, presentarono al Papa uno scritto da loro firmato che conteneva il risultato delle loro deliberazioni. Quel lungo scritto finisce con queste parole:

“Infine (quello che, tra tutti i consigli che noi in questo tempo possiamo dare alla vostra beatitudine, il più importante di tutti, l’abbiamo riservato per ultimo), qui devono essere aperti gli occhi, ci si dovrà sforzare con tutte le energie affinché il meno possibile del Vangelo (soprattutto in lingua volgare) venga letto in quelle città che sono sotto la vostra autorità e giurisdizione, e basti quel pochino che suole essere letto nella messa, e più di quello a nessuno degli uomini sia permesso di leggere. Finché infatti gli uomini furono contenti di quel pochino, tanto a lungo le vostre faccende secondo la vostra volontà procedettero; e le medesime cominciarono a prendere la piega opposta da quando dappertutto è consuetudine che si legga di più. Questo è (in definitiva) quel libro che più degli altri queste tempeste e turbini ci ha suscitato, dai quali siamo stati quasi travolti. E certamente, qualora uno lo esamini diligentemente, poi osservi per ordine le singole cose che sogliono essere compiute nelle nostre chiese, vedrà che c’è moltissima differenza tra loro, e che questa nostra dottrina è assolutamente diversa da quella e spesso anche opposta. E non appena gli uomini capiscono ciò, naturalmente istigati da qualcuno, dotto, dei nostri avversari, non cessano di gridare prima di avere completamente divulgato ogni cosa e di averci resi odiosi da tutti. Perciò dovranno essere nascosti quei pochi libriccini, ma con l’uso di una certa cautela e diligenza, affinché quel fatto non susciti contro di noi disordini e tumulti più gravi”.

Bologna, 20 ottobre 1553

Vincenzo De Duranti, Vescovo
di Thermule, Bresciano.

Egidio Falceta, Vescovo Capruano.

Gerardo Busdrago, Vescovo Tessalonicense. [3]
Anche la rivista Torre di Guardia, ha citato in parte questo documento, nell’edizione del 1/6/1959, pagina 328. [4]

                                                                  _______________________________

“Simile timore per la verità della Bibbia venne espresso dai cardinali della corte romana al papa Giulio III, nel 1550, dicendo: “La Bibbia è il libro che, più d’ogni altro, ha suscitato contro di noi i tumulti e la tempesta che ci hanno quasi travolti. Infatti chiunque esamini da vicino e confronti l’insegnamento che avviene nelle nostre chiese, presto troverà discordanza, e realizzerà che i nostri insegnamenti sono spesso diversi dalla Bibbia e ancor più spesso contrari ad essa, e se il popolo si rende conto di ciò, non finirà più di sfidarci finché ogni cosa non sia resa palese, e allora diverremo l’oggetto di scorno e d’odio universali. Quindi, è necessario sottrarre la Bibbia alla vista del popolo, ma con estrema cautela per non provocare una ribellione”.

Lo stesso falso venne citato due anni dopo nella Svegliatevi! dell’8 aprile 1961, pagina 7.[5]

“Vi è dunque una potente ragione per cui la Chiesa Cattolica scoraggia, con varie azioni, la lettura della Bibbia. Considerate, per esempio il discorso pronunciato dai cardinali della corte romana al papa Giulio III immediatamente dopo la sua elevazione al papato nel 1550. E’ contenuto in un documento storico dei tempi della Riforma che si preserva nella Biblioteca Nazionale di Parigi nel Folio B, N° 1088, Vol. 2,pagg. 641-650. […] Non c’è da meravigliarsi se la Chiesa Cattolica Romana distrugge fino a questo giorno le Bibbie e dice ai cattolici che la lettura della Bibbia ‘non è necessaria’!


Quello che i Testimoni di Geova non sanno – e, a quanto pare non lo sa nemmeno il Corpo Direttivo che ha citato questo scritto – che il testo è un falso storico inventato, prodotto e spacciato da Pier Paolo Vergerio (1498-1565). Costui era un vescovo cattolico di Mondrusch e di Capodistria, apostata dalla fede cattolica nel 1549 per adesione alla Riforma Protestante, e si distinse per la produzione di numerosi scritti polemici contro la Chiesa Cattolica. [6]

Alcuni hanno voluto scrivere alla Biblioteca Nazionale di Parigi per verificare sia l’esistenza che l’autenticità di questo scritto.

Accanto al documento la Biblioteca Nazionale di Parigi
ci ha fatto pervenire la seguente nota:

“Quoique n’etant que partiellement consacre à la lecture de la Bible, le texte de Vergerio a ètè frèquemment utilisè dans les polemiques entre protestants et catholiques sur ce aujet, meme apres que la critique avait ète faite par de nombreux thèologiens (Consulter la thèse de Thèologie protestante de A. Ch. Siegfried – La Vie et les travaux de P. P. Vergerio Strasbourg. 1857 – in 8°, 39 p.).
Il ressort de ces ètudes que P. P. Vergerio est vèritablement l’auter du Consilim quorundam episcoporum…, dont le texte figure dans ses oeuvres completes publièes en 1563.
Ce texte fait partie de ses nombreux opuscoles publiès anonymement lo de sa violente polèmique avec la papautè. Il est donc impossible d’admettre que le Consilium quorundam episcoporum… èmane d’une quelconque autoritè de l’Eglise catholique”.


Traduzione in italiano del testo francese:

Sebbene dedito solamente in parte alla lettura della Bibbia, il testo di Vergerio è stato frequentemente utilizzato nelle polemiche tra protestanti e cattolici su questo tema, anche dopo che la critica era stata fatta da numerosi teologi (Consultare la tesi di teologia protestante di A. Ch. Siegfried. – La Vita ed i lavori di P.P. Vergerio- Strasbourg. 1857 – in 8°, 39 p.).
Da questi studi risulta che P.P. Vergerio è veramente l’autore del Consilium quorundam episcoporum…, il cui testo figura nelle sue opere complete pubblicate nel 1563.
Questo testo fa parte dei suoi numerosi opuscoli pubblicati anonimamente all’epoca della sua violenta polemica con il papato. E’ dunque impossibile ammettere che il Consilium quorundam episcoporum emani da una qualunque autorità della Chiesa cattolica.

Oltre a questa nota la biblioteca ha inviato anche una lettera, nella quale fra l’altro si legge:

“Il testo che cercate è una critica, in chiave satirica, del papato, pubblicata nel 1553 con il titolo di Consilium quorundam episcoporum Bononiae congregatorum quod de ratione stabilendae Romane ecclesiae Iulio III P. M. datum est. Il suo autore, Paolo Pietro Vergerio (1498-1565), vescovo di Modrusch, poi di Capo d’Istria, che aderì in seguito alla Riforma verso il 1549, mette in scena tre vescovi che consigliano il papa Giulio III sul modo di ristabilire l’autorità pontificale”. [7]

In fondo: che cosa dice questo falso documento.


In sostanza il documento direbbe: “E’ necessario dunque che la Bibbia sia strappata dalle mani del popolo”.

1) Dato e non concesso che il documento sia autentico, rimane sempre un consiglio che dei Cardinali diedero al Papa. Consiglio sbagliato? Consiglio interessato? Consiglio poco lungimirante? Può darsi, ma quei Cardinali non fanno la Chiesa. Siamo durante il Concilio di Trento e tutti sanno quanta importanza, quanta venerazione e quanta cura la Chiesa del tempo ha esercitato proprio per conservare integra la Bibbia che l’invenzione della stampa. Il nascente Protestantesimo e la difficoltà dei tempi tendevano a disintegrare.

Ecco un esempio di quanto succedeva a quei tempi attorno alla Bibbia:

“Restano parlare degli altri abusi, de’ quali ciascuno haveva raccolto numero grande, e in questo adunati innumerevoli modi:come la debolezza, e superstizione humana si vale delle cose sacre, non solo oltre, ma anco contra quello perché sono instituite. Delle incantationi, per trovar dè thesori, e effettuare lascivi dissegni; o ottenere cose illecite. Fu assai parlato, e proposti molti rimedij, per estirparle. Tra le incantationi ancora fu posto da alcuni il portar addosso Evangelij, nomi di Dio, per prevenir’ infermità, o guarire d’esse: overo, per essere guardato da mali, e infortunij, o per haver prosperità: il leggergli medesimamente per gl’istessi affetti, e lo scrivergli con osservatione dè tempi… e il recitare Evangelij sopra le arme, accio habbiamo virtù contra gli inimici. In questa serie erano poste le congiurationi dè cani che non mordano, delle serpi che non afendano; delle bestie nocive alle campagne, delle tempeste, ed altre cause di sterilità della terra: ricercando che tutte queste osservationi, come abusi, fossero condannate, prohibite, e punite…”
( “Historia del Concilio Tridentini”di Pietro Soave Polano. In Ginevra – MDCLX, libro 2° p.165)

E’ una storia scritta quasi contemporaneamente al supposto consiglio dei suddetti Cardinali. Bravi Cardinali tanto preoccupati di salvare la purezza della Parola di Dio dalle aberrazioni del tempo!

2) C’è poi la favola delle Bibbie strappate e incatenate perché il popolo non le leggesse. Intanto l’opera di copiatura di una Bibbia comportava moltissimi anni di lavoro e le Bibbie costavano molto. Non meno costavano le prime Bibbie stampate. Sappiamo che nella cattedrale di Hereford in Inghilterra i libri erano assicurati con catene per evitare che fossero rubati dagli eruditi o dagli studenti, molti dei quali erano così poveri che potevano comprare i costosi libri dell’epoca una sola pagina alla volta. (Materiale tratto da “I Mondi dell’uomo”, vol. VIII, pagina 20).

Da ultimo, quanti sapevano leggere nel 16° secolo?

“Dire menzogne o essere disonesti è nocivo per gli altri. […] Alcuni mentono per ingannare e trarne un guadagno personale. Ma indipendentemente dalla ragione, i fatti finiranno per venire a galla, e questo provocherà la delusione di colui che è stato ingannato, il quale, in seguito, non avrà più fiducia in colui che lo ha ingannato”.(Torre di Guardia 1/8/1963, pagina 469).

“Non c’è nulla di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto”
- Luca 12 : 2

NOTE:


[1] Consilium Quorundam – Foglio B. – N. 1088 – Vol. II – pagine da 641a 650 (in latino con
traduzione).
[2] Tour de Garde , Giugno/1912, pp. 210-211

[3] Documento storico al tempo della riforma – “ROMA E LA BIBBIA”

[4] Torre di Guardia 1/6/1959, p. 328; (ed. inglese WT 15/2/1958, p. 107)

[5] Svegliatevi! 8/4/1961, p. 7; (ed. inglese G. 8 ottobre 1960, p. 7)

[6] Enciclopedia Cattolica, pp. 1263-1264

[7] Lettera della Biblioteca Nazionale di Parigi del 2 dicembre 1996: Ricevuta della Biblioteca.
 

  • IL 5 PER MILLE NON PIU’ AI TESTIMONI DI GEOVA

IL 5 PER MILLE NON PIU’ AI TESTIMONI DI GEOVA


La legge n. 266/2005 prevede la possibilità di destinare una quota pari al 5 per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche a finalità di sostegno delle ONLUS (Organizzazione non lucrative di utilità sociale), e la Congregazione dei Testimoni di Geova nel 2006 si è iscritta nell’elenco dei soggetti di cui alla lettera affinché possano beneficiare.
Infatti, si trovava sull’elenco della Agenzia delle Entrate con la denominazione:

CONGREGAZIONE CRISTIANA DEI TESTIMONI DI GEOVA
VIA DELLA BUFALOTTA 1281
OO138 ROMA
Codice Fiscale 97048750588
Tipo A

Oggi non appare più sull’elenco della Agenzia delle Entrate.

La Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova, non è più compresa nell’elenco dei beneficiari. Perciò i Testimoni di Geova non ne possono più usufruirne, il motivo penso che sia dovuto per non essere costretti a dimostrare che non fanno niente di umanitario se non solo per se stessi.

I Testimoni di Geova fanno opera di beneficienza?

E’ da molti anni che i Testimoni di Geova, cercano con tutti i mezzi a loro disposizione, di ottenere la loro fettina di torta dell’8 per mille dell’Irpef, ma senza alcun risultato. Così, per non privare la propria organizzazione religiosa, nel 2006, non ha esitato a brandire carta e penna ed ha presentato domanda di iscrizione all’Agenzia delle Entrate per beneficiare del 5 per mille dell’Irpef.

A chi conosce i Testimoni di Geova, può sembrare strano che una confessione che si ritiene “separata dal mondo” (Ragioniamo, 1990 p. 301), giudicando il mondo “nemico di Dio” (Km. 2/98 p.7), e che però usa i mezzi che il “mondo” offre per conseguire i loro interessi, dichiara “satanico” lo Stato (La Verità che conduce alla Vita Eterna, 1990, p. 99) e che, predica che “L’amore per il denaro è la radice di ogni sorta di cose dannose”, abbia presentato questa domanda.

I Testimoni di Geova praticano la carità cristiana? Come vedono le opere di misericordia, il volontariato verso gli emarginati, l’opera per la pace, le iniziative varie di solidarietà fra i popoli, categorie sociali, persone, ecc.?

Le opere di misericordia i Testimoni di Geova non sanno proprio cosa sono, perché tutte le iniziative per gli emarginati, alcolisti, drogati, portatori di handicap, ecc., affermano che non sono importanti. Per quali motivi?
In primo luogo perché dicono che tocca al governo provvedere in proposito. Poi perché dovere primario cristiano, secondo loro, è quello di predicare il regno. Un particolare interesse è stato dato ai terremotati, purché dei loro e per motivi propagandistici. Arrivano prima sul posto, la stampa parla del loro “amore”. Ma in realtà i fondi raccolti in tutto il mondo provengono dalle “altre pecore” dei Testimoni di Geova, mentre i loro capi non muovono un dito. L’interessamento è piuttosto di natura propagandistica e pecuniaria. I Testimoni di Geova non conoscono l’amore cristiano, perché il Corpo Direttivo inculca nel cuore e nella mente dei propri aderenti un solo sentimento: “L’ODIO PURO” per chi non è seguace di Geova. (Torre di Guardia, 15/3/1953 p. 89)

Per il Testimone di Geova il donare cose spirituali è più importante dell’offrire doni materiali. Il grosso delle loro donazioni va al mantenimento delle loro “Sale del Regno” che sono centri permanenti religiosi ed educativi e costituisce contribuzione per l’opera di pubblicazioni e missionaria della Società.

“Gesù, nostro esempio, non sciupò il proprio tempo facendo monete d’oro e d’argento da dare ai poveri. Al contrario, egli disse: “Ai poveri è annunciata la buona notizia”. … Per questo scopo essi usano le loro ricchezze e i loro beni materiali per stampare bibbie e letteratura biblica, onde le persone di buona volontà imparino questa buona notizia e vivono”. (Svegliatevi! 22/12/1959 p. 29)

Tenendo presente ciò, è facile osservare quindi che i doni e l’assistenza come esempi di imparziale benevolenza da parte della Società Torre di Guardia non sono in realtà che doni a quelli della “Torre di Guardia”, alle “Sale del Regno” e ai loro missionari, allo scopo di incrementare la propaganda della Torre di Guardia. Poiché il Corpo Direttivo condanna la cristianità che avrebbe a suo dire trascurati i poveri ed i bisognosi (Torre di Guardia, 15/7/1953 pp. 219, 221), ci si chiede che cosa abbiano fatto essi. Hanno semplicemente provveduto ai propri e per altri pochi, mentre la Chiesa Cattolica, specie nelle calamità naturali, ha speso milioni di euro per ogni genere di persone, di cui una grande porzione non sono neppure cristiani. Essa aiuta, soccorre credenti e non credenti, geovisti e non geovisti, cristiani e non cristiani. La Caritas Italiana è impegnata a lungo termine, e così altri centri e gruppi ecclesiali: un volontariato cattolico di circa 2.000 uomini: Agesco, obiettori, Misericordie, ACLI, Unitalsi, Opere parrocchiali, ecc. Tutti impiegati nel soccorrere le famiglie sfortunate di cui sopra, con viveri e vestiari.

La Chiesa cattolica mostra il suo amore per gli increduli dando da mangiare ai suoi nemici e benedicendo quelli che la maledicono. I Testimoni di Geova nella loro grande maggioranza amano solo quelli della loro cerchia e provvedono solo ai loro bisogni.
La Congregazione dei testimoni di Geova in un opuscolo, non destinato al pubblico, ma dato solo alle autorità: Prefettura, Questura, Comune, carabinieri ecc., scrivono:

“Si ricordi che molte organizzazioni confessionali fanno spesso la “carità”, utilizzando però a questo fine contributi statali”. (I Testimoni di Geova in Italia – DOSSIER – 1998 p. 52).

Sarebbe bene che i Testimoni di Geova si ricordassero di questo scritto e che almeno lo utilizzassero con il denaro che ricevono dallo Stato dal contributo del 5 per mille del 2006.

Non risulta che il geovismo abbia fatto opera di beneficenza. Non ha mai versato un euro, non si sono mai impegnati in opere di carità. Samuel Okogbue per motivi di coscienza, essendo egli membro dei tesimoni di Geova, si rifiuta di pagare una “tassa” per aiutare a costruire una clinica.
(Vedi La Torre di Guardia del 15/12/1992 pp. 19, 20)
 

  • COSTRUZIONI SALE DEL REGNO E CONTRIBUZIONI

COSTRUZIONI SALE DEL REGNO E CONTRIBUZIONI



I testimoni di Geova ingenui hanno una reazione brusca quando si muovono accuse di arricchimento alla Società. A denti stretti rispondono: “Queste sono calunnie messe in giro allo scopo di fermare la nostra attività di evangelizzazione!”.
Sappiamo benissimo che la grande massa dei tdG non scoprirà mai quello che si nasconde dietro la facciata della Società TdG. Inc.
Nella circolare del 26/6/91 diretta a tutte le congregazioni d’Italia, si parla di costruzioni di Sale del Regno in Polonia, di deposito e magazzini per la letteratura. Il Corpo Direttivo rivolge un caloroso invito a tutte le congregazioni.

“Si richiede che ogni congregazione metta nella sala del Regno una cassetta di contribuzioni contrassegnata ‘Contribuzioni per l’Europa Orientale…’”.

Lo ripeto.

In tutta la letteratura geovista non si parla MAI di aiutare gente bisognosa, MA SEMPRE di contribuzioni per ampliare la multinazionale dell’Editoria Torre di Guardia, invitando il personale con anni di esperienza nel campo edilizio ad offrire volontariamente la propria opera.
(Cfr. Circolare a tutte le congregazioni 9/3/91; 4/12/91).

A testimonianza che il geovismo non è disinteressato al dio mammona, il Sig. Gianfranco Oliviero di San Remo ha pubblicato nel settembre 1991 la situazione di sua moglie intrappolata nei tdG.

“… La geovista (la moglie di Oliviero) aveva donato un sacco di soldi: assegni da 2.500.000 lire, uno da 1.500.000 lire e tanti altri. Chiedo alla suddetta il motivo, e mi viene risposto che i soldi non servono: ma guarda caso servono per i geovisti per costruire uno stadio per le loro assemblee a Cairo Montenotte. Per me è stata una grande mazzata, allora vengo costretto a chiedere la separazione…”

La sete di costruire imperi indusse la Società Torre di Guardia ad una bassezza veramente immorale. Lascio ai lettori la libertà di commentare quanto segue:

“Sebbene i fratelli fossero pecuniariamente molto poveri, poiché molti di essi erano disoccupati, tuttavia per assicurare una interrotta fornitura di pubblicazioni furono immediatamente disposti a offrire il denaro che avevano già risparmiato per il congresso di Berlino, e anche qualsiasi altra cosa che potessero risparmiare delle loro limitate risorse pecuniarie. Infatti, molti sacrificano il loro anello nuziale e altri gioielli”. (Annuario 1975 p. 106)

Ma ritorniamo sull’argomento delle cosiddette contribuzioni geoviste.

I manager sono più sfacciati nella richiesta di nuove “contribuzioni”:

“E’ vantaggioso… che la proprietà delle sale del Regno sia intestata alla congregazione centrale… il solo ente giuridicamente riconosciuto dell’ambito della nostra organizzazione… Ne consegue che un’associazione non riconosciuta… è soggetta a pagare le tasse attualmente previste, mentre ne è esente la congregazione centrale”. (Circolare “A tutti i corpi degli anziani, 11/5/1989)

Il trucco c’è ma non si vede; però scopriamo attraverso un altro documento: “Il Ministero del Regno” di aprile 1986 dal titolo: “Un Nuovo programma per la costruzione di Sale del Regno”.
A pagina 5 la sede centrale di Brooklyn scrive: “Tutte le contribuzioni andranno nel fondo della Società… Le congregazioni che avranno bisogno di fondi per costruire una Sala del Regno potranno chiedere un prestito di fondo… istituito dalla Società”.

Il trucco sta proprio qui: le contribuzioni che ieri hanno fatto i tdG oggi servono ai dirigenti americani per fare prestiti agli stessi donatori per la costruzione di immobili che diventeranno di proprietà della Società.

Ma sentite con che sfacciataggine il Corpo Direttivo scrive:

“Grazie a miliardi di lire di prestiti ottenuti tramite la Società, ogni anno si costruiscono centinaia di nuove Sale del Regno, e molte altre vengono ristrutturate e ampliate”.
(La Torre di Guardia 1/12/95 p. 30).

Non occorrono commenti.
 

  • CHI E’ LO SCHIAVO FEDELE E DISCRETO?

CHI E’ LO SCHIAVO FEDELE E DISCRETO?


La Società Torre di Guardia è una delle organizzazioni religiose più autoritarie che esistono. La lealtà incondizionata che i testimoni di Geova di tutti il mondo le tributano si basa sulla convinzione che essa rappresenti il canale di Dio. Ciò vuol dire che Geova Dio parla agli uomini solo per mezzi di questa organizzazione. Soltanto coloro che la dirigono possiedono lo spirito santo di Dio che comunica i suoi pensieri agli uomini sulla terra. Così, chiunque abbia difficoltà ad accettare ciò che la Società insegna o che mostri in qualche modo un’attitudine critica verso uno qualunque dei suoi insegnamenti, è classificato come “uno che non ha né apprezzato né gratitudine” per tutto quello che Dio provvede in senso spirituale mediante il suo “canale”.
La verità è semplice, cari amici: la Bibbia, senza l’interpretazione che ne dà di essa lo Schiavo Fedele e Discreto, è molto difficile da capire: per cui “Questo include l’essere leali allo schiavo fedele e discreto” (Torre di Guardia 1/12/1990 p. 18).
Ma, chi è effettivamente lo “schiavo”, poiché sulle riviste Torre di Guardia, di oggi e del passato, credo che viene fatta molta confusione. Mi spiego: Nella Torre di Guardia del novembre 1881 p. 5 è scritto che lo s.f.d. è una classe; nella Torre di Guardia 1/3/1896 p. 47 – 15/4/1904 p. 125 e Studi sulle Scritture vol. 4 p. 613 è scritto che lo s.f.d. è un individuo; nella Torre di Guardia 1577/1906 p. 229 Russell si identifica come “portavoce di Dio”, per cui colui che dà cibo a suo tempo, quindi s.f.d., indi a tal proposito bisogna correggere le pagine 348 e 349 del libro “Il Millenario regno di Dio si è avvicinato” del 1975, ove, erroneamente è stato scritto che Russell non ebbe mai a pretendere che fosse lo s.f.d..

Nelle Torri di Guardia 1/12/1916 p. 357 – 15/2/1917 p. 68 – 1/4/1920 pp.100, 101 – 1/5/1922 p. 132 – 15/9/1922 p. 273- 1/3/1923 p. 68 nonché Finished Mistery p. 53, 125, 378 e L’Arpa di Dio p. 242 Rutherford dichiarò che RUSSELL È LO SCHIAVO FEDELE E DISCRETO!!!

“Dio ha mostrato che diede il fratello Russell alla chiesa per essere un portavoce per lui. Satana ha tentato molte volte di demolire questa verità… affinché il popolo di Dio creda: 1) che il fratello Russell non fosse il solo canale con il quale il Signore avrebbe guidato il suo popolo”.
(The Watch Tower 15/9/1922 p. 279

E’ solo con l’edizione della Watch Tower del 15/2/1927 che si iniziò a dire che lo s.f.d. è una classe e non Russell.

“Quel servo fedele e discreto non si applica ad un solo individuo e neppure al fratello Russell. Russell personalmente non pretese mai di essere quel servo. Pensarla alla maniera di prima vorrebbe dire far violenza alla Scrittura” (The Watch Tower 15/2/1927 p. 56).

Cari amici, qual è la verità circa l’identificazione dello schiavo fedele e discreto? E’ quella che vigeva sino al 1927 o quella che segue la predetta data? Penso che se lo s.f.d. sia Russell ha ragione la Watch Tower del 15/9/1922 . 279, quando scrive che Satana ha in progetto di non far credere alle persone che lo s.f.d. sia Russell e, dato che il Corpo Direttivo dei testimoni di Geova sostiene tale tesi, i testimoni di Geova sarebbero figli ed alleati di Satana; mentre se la verità è all’opposto, cioè che lo s.f.d. non è Russell ma una classe composta composita non mi resta che dire che Russell è stato un impostore ed un millantatore per cui dato che la Società non ha mai ripudiato le sue credenze, il corpo governante dei testimoni di Geova sono figli della menzogna.

Concludendo, mi domando: quando la Torre di Guardia finirà di dire menzogne? E Quando finiranno i testimoni di Geova di seguire questo ente spacciatore di contraddizioni?
 

  • TRIBOLAZIONI CONIUGALI DI C. T. RUSSELL

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TRIBOLAZIONI CONIUGALI DI C. T. RUSSELL



La vita di Russell, fu costellata da processi, nei quali fu quasi sempre condannato.
Assai noiosi furono per lui i contrasti nell’ambito privato della famiglia. Nel 1879 Russell aveva sposato Maria Frances Ackley, che divenne sua valida collaboratrice nel lavoro di propaganda, ed era stata addirittura segretario-tesoriere della Società Torre di Guardia di Sion. Ma nel 1897, dopo 18 anni di matrimonio, i rapporti tra i due divennero assai tesi fino a giungere alla completa rottura. La causa di separazione fu discussa nel 1906 e dopo due anni fu emessa la sentenza, che condannava Russell per crudeltà verso la moglie, anche se l’Annuario dei testimoni di Geova pp. 63-68 tenta di smentirlo. Non è mia intenzione accusare Russell di una questione così delicata, ma una cosa è certa: la sua vita è troppo chiacchierata. Non si addice certo a colui che si definì “sciavo fedele”, e che poi Rutherford definirà come “messaggero speciale dell’ultima epoca; il rappresentante del Signore: “essere adorato dai suoi seguaci”.

Alcuni, coinvolti nello scisma del 1894 contro Russell, simpatizzarono con la moglie, Maria Francesca Ackley, cercando di reclutarla. Russell accusava i cospiratori di seminare discordia nel cuore di sua moglie. Ma i critici della Società lo attaccarono apertamente sui problemi coniugali.
(cf. WT 15/7/1906 p. 3810 delle ristampe).

“Il giudice e gli ascoltatori presenti in corte, avvocati, ecc. videro con chiarezza che le accuse della signora Russell furono manipolate, che non aveva subito alcuna umiliazione ingiustizia? … La giuria restò fuori per circa due ore e ritornò con un verdetto che accordava il divorzio – a grande sorpresa di tutti i presenti. In spiegazione al verdetto alcuni dei giurati dissero: “Abbiamo concluso che non ci sarebbe alcuna speranza per una riconciliazione e che faremmo un favore a entrambe le parti decidendo in favore del divorzio”. (WT 15/7/1906 p. 3817 delle ristampe)

Dal 1897 al 1899 Russell non dà nessun sostegno finanziario alla moglie, è solo nel 1906 che Russell è costretto a versare alla moglie un aiuto economico di 40 dollari mensili (cf. Atti del processo pp. 18-20 e 37, 38; Proclamatori 1993 p. 645). Sempre a proposito degli alimenti come vorrebbe fare capire l’Annuario dei testimoni di Geova del 1976, a pagina 65, non è vero che Russell li abbia sempre pagati dal 1897. Anzi fu proprio perché le furono tolti gli alimenti che la moglie fece richiesta di separazione legale.
Russell rifiutò di pagare gli alimenti anche dopo la sentenza del processo del 1906 in cui fu concesso il divorzio. Per questo suo rifiuto Russell sarebbe stato arrestato se non fossero intervenuti Rutherford e altri quattro Studenti Biblici che raccolsero circa 9.000 dollari per pagare alla moglie ciò che le era dovuto. (Citato in “Les Temoins de Jehovah” di Gerard Hebert, 1960 p. 37)
Molti anni dopo, in una pubblicazione, i dirigenti geovisti rispondono ad una domanda sulle separazioni delle coppie “cristiane” (tdG) e non “cristiane” (altre religioni). E in modo particolare sul perché la moglie del 1° presidente, C. T. Russell, lo lasciò.
Il Corpo Direttivo risponde attraverso una lettera di Russell scritta da un amico in Inghilterra il 27/12/1899. In essa fa capire che tutte le colpe siano soltanto della moglie, e che lui, Russell, sia soltanto la vittima o capro espiatorio. In poche parole:

“C. T. Russell scrisse: “La sorella Russell fu colpita dallo spirito dell’ambizione com’è accaduto ad altri, e tre anni fa per provvidenza del Signore parve meglio che non fosse più associata con le pubblicazioni.., fin quando non mostrasse a questo riguardo un completo cambiamento di cuore”.
(Torre di Guardia 1/7/1973 p. 414)

Dagli stessi documenti geovisti, la storia risulta ben diversa. Dagli Atti del processo del 1906 risulta che Russell è accusato dalla moglie di molestia sessuale verso i minori.

“La moglie si separò volontariamente da lui, dopo che ebbero fissato un assegno finanziario per metterla in grado di vivere” WT 15/7/1906 p. 3815 delle ristampe); cf. Torre di Guardia 1/9/1955 p. 535).

“Ma in verità è certo che non si sia trovato qualcuno che abbia potuto testimoniare contro la moralità del Pastore Russell. Fino al giorno della sua morte egli poté dire di se ciò che probabilmente pochissimi uomini, a parte Nostro Signore, poterono dire, cioè che egli aveva vissuto una vita di assoluto celibato”. (Lettera di W. E. Van Amburgh – segretario tesoriere della WTBTS del 15/6/1917).

“Gli dissi che avevo qualcosa di molto grave da dirgli a proposito di questa faccenda, e lui mi disse: “Cosa c’è? E io gli dissi: “Rose mi ha detto che sei stato molto intimo con lei, che avevi l’abitudine di abbracciarla e di baciarla e di farla sedere sulle tue ginocchia e di scambiare carezze con lei, e lei mi diceva che tu le hai chiesto di non raccontarmelo in nessun caso, ma lei non ha potuto trattenersi. Mi disse che se io ne soffrivo, lei sentiva di dover venire da me a fare una confessione, e così ha fatto” (Maria Russell, moglie di Charles Russell. Tratto da Brooklyn Eagle, 29 ottobre 1911).

“Il suo comportamento verso la moglie ha evidenziato un egoismo così insistente e un auto-incensamento così stravagante da rendere evidente alla giuria che la sua condotta verso di lei era di continua arrogante prepotenza, tale da rendere un peso la vita di qualsiasi donna cristiana sensibile e la sua condizione intollerabile”.
(Opinione della Corte Suprema della Pennsylvania 1909 vol. 37, p. 352)
 

  • C. T. RUSSELL E J. F. RUTHERFORD ERANO UMILI?

 

C. T. RUSSELL E J. F. RUTHERFORD ERANO UMILI?


La Torre di Guardia del 1/12/1993 p. 14 porta il seguente titolo: “Esempi di umiltà da imitare”.
A pagina 18 la Società parlando dell’umiltà, cita due suoi campioni: C.T. Russell e J. F. Rutherford, mettendoli sullo stesso piano dell’apostolo Paolo e dello stesso Gesù. Del primo il C.D. dice tra l’altro:

“Charles Taze Russell, la cui fede possiamo imitare. Era un uomo umile? Certamente!”

Ma la Società tralasciando i mille difetti che Russell aveva, fa consistere la sua umiltà nel non aver firmato i suoi libri “Studi sulle Scritture”.

“Un altro fedele servitore dei tempi moderni che viene impiegato in modo potente da Geova Dio fu Joseph F. Rutherford… Egli fu un intrepido difensore della verità biblica.., era un uomo di cuore umile. Per esempio, una volta fece delle affermazioni categoriche su ciò che i cristiani potevano aspettarsi per il 1925. Quando gli eventi non confermarono le sue aspettative, egli ammise umilmente davanti alla famiglia Bethel di Brooklyn di aver mostrato scarso giudizio. Un cristiano unto che era molto vicino al fratello Rutherford affermò di averlo udito più volte chiedere scusa sia in pubblico che in privato…” (p. 18)

I dirigenti della Torre di Guardia sono dei bugiardi. Come sempre, i manager geovisti non citano nessun documento per affermare che Rutherford chiese scusa in pubblico, né possono farlo, dal momento che non esiste nessun documento.

Per smascherare questa ipocrisia presento l’altra faccia della medaglia geovista di cui l’organizzazione si ricorda solo quando deve salvare il salvabile insinuando nelle sue “altre pecore” l’idea che si tratti sempre delle solite falsità imbastite ad arte. Si tratta, invece, di sacrosante verità documentabili e documentate.

Primo campione di umiltà: RUSSELL.

Narra il geovismo che Russell fu umile perché, non ascrisse a suo merito l’essersi promosso a restauratore del vero cristianesimo, dopo venti secoli di cristianesimo infedele, ma riconobbe Dio quale autore e promotore della sua opera di restaurazione.
Per convincersi di quanto pelosa o risibile sia questa umiltà, basta chiedersi se non sia più umile ascrivere le proprie trovate a se stessi, piuttosto che al povero Dio. Basti pensare alle misure dei corridoi della Grande Piramide d’Egitto che fece combaciare perfettamente con certi numeri profetici della Bibbia per dimostrare che la Grande Piramide, accanto alla Bibbia, formava il secondo indiscusso documento della Parola di Dio. A cancellare poi queste trovate ci pensò lo stesso successore di Russell definendo la Piramide “Un’opera diabolica per ingannare la gente”
(cf. Torre di Guardia 15/2/1958 pp. 100, 103)

Ma Russell non fu umile per tanti altri motivi. Il suo più significativo documento di superbia fu la sua incapacità di stare in pace con sua moglie per quasi tutta la sua vita. Russell non seppe riconoscere e concedere a sua moglie i diritti di moglie. Per questo dovette salire e scendere infiniti scalini in vari tribunali. Fo condannato per crudeltà. Morì divorziato.(Dagli Atti della Corte Suprema di Pennsylvania periodo aprile-novembre 1908 Vol. 37 pagina 48: Divorzio – Maltrattamenti – Crudeltà – Prove. [tutti documenti in mio possesso]). Russell non era riuscito a tenere assieme la sua famiglia fatta di due persone e pretese di tenere unita la grande famiglia rusellita. La storia ha visto i suoi seguaci, fino ad oggi, separarsi in circa 15 gruppuscoli.

Per quanto poi il geovismo, abbia cercato di nascondere, i fatti russelliti, rimarranno sempre come affari deplorevoli attorno al grano cosiddetto miracoloso, ai fagioli, a certe gocce contro il cancro e contro tutte le malattie, gocce che per decenni il geovismo ha venduto come miracolose…
Infine, sanno tutti, eccetto quei testimoni freschi e di buona fede, che Russell aveva un’altissima opinione di se. Dopo essersi definito “portavoce di Dio”, “Angelo di Laodicea”, “Pastore”, “schiavo fedele e discreto”, ebbe il coraggio di insegnare che i suoi scritti erano in sostanza più importanti della Bibbia in quanto chi avesse letto solo i suoi scritti avrebbe trovato Bibbia e salvezza.

Secondo campione di umiltà: RUTHERFORD.

Quanto all’umiltà del signor Joseph F. Rutherford, il compito di smascheramento delle bugie geoviste diventa più facile perché questo signore è passato alla storia come un dittatore.
Tutti coloro che lo hanno conosciuto, lo hanno descritto con aspetto burbero e pauroso. Aveva una voce terrificante di cui si serviva non solo per imporre le sue trovate stravaganti come quelle sulla Croce, sul Natale, sui compleanni, sulla barba, sul vestito nero. Mandava in giro striscioni con la scritta: “le religioni sono un laccio ed una truffa”. Non si accorgeva che chiamava truffa anche la sua religione, tanto è vero che poi il geovismo distinse tra religione vera e religione falsa.
I discorsi e gli scritti di Rutherford rimangono ancora oggi testimoni di un livore, un disprezzo, una volgarità unica. Fu uno dei più nobili campioni di diffamazione, calunnia e insulti. Per questi motivi finì anche in prigione. Fu un uomo violento capace di venire anche fisicamente alle mani. Allontanò i suoi avversari dalla centrale geovista dopo averla espugnata con tutti i mezzi illegali possibili.
Non sapendo che cosa dire di quest’uomo volgare e buon bevitore di whisky e birra (Cfr. The San Diego Sun 1/9/1931 p. 1), il geovismo ha inventato la storiellina, di un uomo che pregava “come un bambino”. Forse Rutherford, più che pregare come un bambino avrebbe fatto meglio ad accogliere con sé, nella villa principesca dei Profeti mancati, la moglie malaticcia ed il figlio. Un figlio che conoscendo bene “l’umile” padre, preferì fare a meno di lui.
 

  • UNA SERATA DA… TESTIMONI
     

UNA SERATA DA… TESTIMONI

Testimoni di Geova
inconsapevolmente succubi degli insegnamenti
del Corpo Direttivo



Immaginate una tranquilla serata di due giovani coniugi testimoni di Geova (che chiameremo Marco e Lucia) e del loro figlioletto di sei anni (Andrea), i quali hanno il desiderio di trascorrere qualche ora in maniera rilassata dopo un’estenuante giornata di lavoro. Marco pensa subito di andare in vidioteca per noleggiare una videocassetta. Che genere di film prendere? Certo, le videocassette sono un serio pericolo, la Società li ha messi puntualmente in guardia su questo fatto (Svegliatevi! 8/12/84 p. 30), ma la loro scelta sarà certamente in armonia con gli insegnamenti dello Schiavo Fedele e Discreto.

Naturalmente i film violenti, di sesso o d’orrore vanno evitati.

“La violenza ingiustificata e l’orrore non dovrebbero trovare posto negli svaghi dei cristiani. Per una coscienza addestrara… dovrebbe essere facile decidere se vedere o no questi film”.
(Svegliatevi! 8/10/84 p. 19)

“… molti spettacoli sono zeppi di storie che mettono in risalto adulterio, fornicazione, lesbismo, omosessualità, violenza e uccisioni in massa. Questi si considerano forse come un divertimento. Ma che effetto hanno su una persona? … Quando guardi una pellicola cinematografica, in effetti sei in compagnia delle persone raffigurate sullo schermo. E le pellicole sono deliberatamente fatte per coinvolgerti emotivamente con i personaggi, spesso suscitando simpatia per il malfattore, il fornicatore, l’omosessuale e perfino l’assassino… Ricorda che milioni di Europei un tempo decorosi e laboriosi subirono il “lavaggio del cervello” della propaganda nazista commettendo o sostenendo terribili crimini contro l’umanità”.
(Come ottenere il meglio dalla tua giovinezza, 1987 pp.119, 120, 121)

Andrea propone un film d’avventura, magari sul genere di Tarzan. Ma il babbo lo invita al ragionamento, prende una rivista sull’argomento e gli ricorda che:

“Quando recentemente sono stati trasmessi alla TV vecchi film americani di Tarzan, il numero delle ossa fratturate e di altre lesioni è aumentato vertiginosamente… i bambini si sono arrampicati sugli alberi, i tetti sono divenuti i loro bersagli e ovunque si odono grida simili a quelle di Tarzan, il re della giungla”. (Svegliatevi! 8/8/83 p. 29)

Certo, l’avventura è sinonimo di violenza. La Società ci insegna che non è giusto “Nutrire i nostri figli di scorpioni” (Svegliatevi! 8/10/84 pp. 18, 19), bisogna quindi orientarsi su qualche altro genere. Forse la fantascienza potrebbe essere l’ideale se non fosse che:

“Dei tanti effetti che può avere la proliferazione di film di fantascienza, uno potrebbe essere quello di cambiare l’immagine di Dio nella mente di alcuni giovani moderni”. (Svegliatevi! 22/6/84 p. 29)

Andrea chiede se il film di E.T. l’Extraterrestre di cui ha tanto sentito parlare dagli amici, possa essere un’eccezione, ma la risposta è negativa:

“Il film condona sottilmente il comportamento giovanile errato. In una delle prime scene si vedono dei giovani che giocano in una stanza piena di fumo con una sigaretta accesa sul tavolo. Più avanti, quando E.T. si ubriaca assaggiando della birra, ed Elliott per telepatia ne sente gli effetti, viene tutto rappresentato come qualcosa di divertente. Inoltre, a volte il linguaggio usato dai ragazzi è vero e proprio turpiloquio”. (Svegliatevi! 8/12/83 p. 19)

“Ho trovato!” Esclama Lucia. “Potremmo vedere un film biblico, così saremo sicuri di non sbagliare verso Geova, magari potresti prendere “I Dieci Comandamenti”. Marco che non vuole in nessun caso trasgredire le disposizioni della Società, da un occhiata alla sua biblioteca e scopre che questo film è stato dedicato un articolo di una rivista, che dopo averlo commentato conclude: “Questa pellicola biblica ha certamente denominato l’ignoranza sulla Bibbia!”
(La Torre di Guardia, 15/1/58 p. 43)

Esclusi quindi anche i film biblici, essendo stati esaminati anche film come La Bibbia, (Svegliatevi! 22/5/67 pp. 17-22), Il Re dei re, (Svegliatevi! 8/7/62 pp. 13-15), Salomè, Sansone e Dalila, (Svegliatevi! 8/2/56 pp. 3, 4), non rimangono che i cartoni animati.
Prima di tutto bisogna eliminare tutti i cartoni animati che riproducono scene violente (Svegliatevi! 8/11/77 p.30), ma non potremmo mai cominciare a vedere film a cartoni animati prima di domandarci:

“Ma fino a che punto questi film riescono veramente a dare felicità? Senz’altro avrete assistito a questa forma di spettacolo. Vi siete sentiti felici? Si trattava di vera felicità o solo di una fuggevole emozione basata sulla fantasia?... E’ vero che alcuni film e alcuni centri di divertimento ci aiutano a distogliere la mente dalle preoccupazioni e dai problemi quotidiani. Ma.. l’effetto è di breve durata”. (Svegliatevi! 8/7/84 pp.3-11)

A questo punto Marco propone di lasciar perdere i film e di pensare a qualche altro svago. Anche qui, comunque bisogna fare attenzione:

“… gran parte dei divertimenti di oggi sono ‘deboli e meschini’. E’ indispensabile essere selettivi. Ma anche nei divertimenti che non violano chiaramente i santi principi, è necessario esercitare cautela per il tempo e le risorse che possono richiedere”. (La Torre di Guardia 1/12/83 p. 19)

I videogiochi sono da escludere visto che La Torre di Guardia dice in proposito:

“Può sembrare che il grande Ingannatore, Satana, voglia solo farvi divertire, ma alla fine la sua influenza vi danneggerà. Non fatelo entrare nella vostra vita. ‘Opponetevi al Diavolo, ed egli fuggirà da voi’”. (La Torre di Guardia 1/1/84 p. 31)

Forse una partita a scacchi avrebbe fatto piacere a Marco perché prima di conoscere i testimoni di Geova ne era un appassionato giocatore, ma la Società gli ha insegnato che giocare a scacchi non è molto appropriato per un cristiano (Svegliatevi! 8/9/73 p. 12-15).

Fare un puzzle sarebbe stata un’occasione per divertirsi insieme, ma bisogna stare attenti perché:

“In Svizzera un uomo ha chiesto il divorzio perché la moglie dedicava tutto il tempo ai puzzle”.
(Svegliatevi! 22/12/86 p. 29)

Marco cerca nel giornale dei programmi televisivi per vedere se alla TV danno qualcosa che non sia necessariamente un film. Un’occasione per essere tutti insieme, seduti rilassatamente in salotto magari con qualche dolcetto e un bicchierino piacevole di liquore. Ricordiamo però che anche in questo caso bisogna essere molto selettivi nella scelta del programma. (Torre di Guardia 15/8/74 p. 506, 507).

Dunque, su RAI UNO, per la gioia di Marco, c’è una partita di calcio, Marco ha notato il suo figlio Andrea una certa tendenza per questo genere di sport, potrebbe essere un talento, peccato che:

“… alcuni sport, come il calcio, possono essere pericolosi, specialmente quando il corpo è nel periodo dello sviluppo fisico… Ciò che ha reso alcuni sport così pericolosi è l’estrema competizione, la decisione di vincere ad ogni costo che spesso è incoraggiata. Un’altra cosa da considerare è la compagnia a cui ti puoi esporre la partecipazione a sport organizzati. Le conversazioni che si fanno negli spogliatoi hanno fama d’essere sessualmente immorali. Per giunta, quando una squadra fa un viaggio per giocare in un’altra città, per un prolungato periodo di tempo si può stare in compagnia di persone che hanno poco rispetto per la fedeltà a Dio”.
(Come ottenere il meglio dalla tua giovinezza, 1987 pp. 117, 118)

Certo essere protagonisti è una cosa diversa che essere spettatore, quindi una bella partita di calcio potrebbe essere vista tranquillamente. Questa volta però è Lucia a riprendere Marco:

“Come la droga e l’alcol, lo sport è diventato un’evasione dalla realtà… Per quanto produca temporaneo entusiasmo, il calcio… non produce durevole pace mentale… Gli avvenimenti sportivi a volte vengono strumentalizzati per promuovere fini e ideali politici… Un altro pericolo legato agli sport professionistici è il nazionalismo e l’orgoglio patriottico”. (Svegliatevi! 8/11/86 pp. 14-18)

Marco viene convinto a rinunciare a questo genere di spettacolo.


Cosa trasmette invece RAI DUE? Lucia esulta, viene trasmessa la prima puntata di un serial televisivo. Niente avventura, violenza, orrore, sesso o fantascienza quindi, solo un tranquillo passatempo. Ma la Società grazie al prezioso “cibo a suo tempo” ha provveduto ad informarci anche su questo:

“Una pioniera ammise di essere stata schiava dei teleromanzi a puntate: li guardava tutti i giorni dalle 11 del mattino alle 3 e mezzo del pomeriggio. Dopo che da un discorso di un’assemblea di distretto venne a sapere quanto danno possono fare questi programmi immorali, parlò della cosa in preghiera a Dio… Alla fine fu in grado di spegnere la TV il mattino e di tenerla spenta per il resto del giorno”. (La Torre di Guardia 15/7/87 p. 19, 20)

Sulla TERZA RETE c’è un servizio di cronaca ma:

“Anche quando le reti televisive sono del tutto esenti da controllo governativo, potenti mestatori politici o ricchi finanziari possono manovrare i servizi di cronaca in campo religioso, industriale e politico. Le notizie presentate in modo tendenzioso sono una subdola forma di censura”.
(Svegliatevi! 8/4/83 p. 4)

CANALE 5 trasmette un quiz televisivo. Lucia pensa tra sé e sé: “Questa è la volta buona”!, ma è una pia illusione:

“Alcuni investigatori… fecero un’inchiesta sui programmi televisivi di quiz, scoprirono ciò che fu chiamata una delle peggiori frodi perpetrate in questi ultimi anni ai danni del pubblico americano”.
(La Torre di Guardia 1/3/62 p. 131)

Su RETE 4 danno un telefilm:

“I personaggi dei telefilm si trovano di fronte agli stessi problemi e dilemmi affrontati ogni giorno dalla gente della strada… nei più seguiti telefilm la religione in pratica non compare per nulla. Ogniqualvolta occorre esprimere un giudizio morale su un problema… si ricorre a una conoscenza intuitiva del bene e del male, al suggerimento di un amico, a un consiglio di cui ci si ricorda o, più probabilmente, alla mano invisibile della circostanza. In particolare i genitori dovrebbero stare attenti a un mezzo di comunicazione nel quale… nessuno presenta mai la religione come una guida per la vita”. (La Torre di Guardia 15/8/85 p. 10)

Infine ITALIA 1 trasmette un programma di scherzi con la Candid Camera, è l’ultima opportunità per la famigliola. Inesorabilmente però risuona nelle loro menti il consiglio della Società:

“Quando si prende in giro qualcuno mettendone in risalto le debolezze o le manchevolezze, tale umorismo è cattivo. Inoltre, quando uno scherzo lascia la persona confusa, umiliata, ingannata, spaventata, sospettosa nei confronti degli altri o imbarazzata – anche se solo per breve tempo – quello scherzo è chiaramente poco benevolo. Lo stesso può dirsi degli scherzi che danneggiano l’abito di qualcuno o altri suoi beni, o che mettono fortemente a disagio l’altra persona rubandone tempo prezioso o che impediscono a qualcuno di dedicarsi all’attività prestabilita o gli fanno perdere tempo. E la Bibbia dice: Siate benigni gli uni verso gli altri”.
(Svegliatevi! 22/4/84 pp. 14, 15)

I programmi delle altre reti private sono certamente da evitare, sono troppi pieni di pubblicità ed il suo effetto è senz’altro dannoso (Svegliatevi! 22/3/88 p. 30), inoltre:

“Alcune reti televisive private introducono la pornografia nelle case. E i normali programmi spesso non propinano altro che incidenti automobilistici, esplosioni, accoltellamenti, sparatorie e colpi di karatè. Si calcola che negli Stati Uniti prima che un ragazzo compia 14 anni avrà assistito alla TV all’uccisione di 18.000 persone, per non menzionare le risse e gli atti di vandalismo”.
(I Giovani Chiedono… Risposte pratiche alle loro domande, 1989 p. 290)

Avendo esaminato tutti questi aspetti sui pericoli della televisione e considerando che essa può far crescere verso le persone un atteggiamento negativo verso il lavoro (Svegliatevi! 22/5/85 p. 23), diminuisce sensibilmente il dialogo in famiglia (Svegliatevi! 22/6/81 p. 25), può avere un effetto dannoso per i figli (La Torre di Guardia 1/12/83 p.6), ecc., la famiglia prende una drastica decisione, suggeritagli naturalmente dallo “Schiavo fedele e discreto” e cioè quello di mettere il televisore in soffitta e di non parlarne più! (Svegliatevi! 22/8/85 p. 28).

Improvvisamente squilla il telefono. E’ Lucia a rispondere. Dopo un po’ la si sente sussurrare: “No, mi spiace ma non possiamo… grazie lo stesso, ciao!” Era la famiglia della casa di fronte che li invitava ad una festa che aveva organizzato quella sera senza che vi sia alcun pretesto tipo compleanno, onomastico, ecc., ma solo per il piacere di trascorrere un po’ di tempo insieme. Perché Lucia ha rifiutato dunque, visto che non era una festa “pagana”? La risposta è chiaramente esposta in una Torre di Guardia di qualche tempo fa:

“Può esserci chiassosa ilarità, che non si addice ai cristiani; si possono raccontare barzellette oscene e ci può essere la tendenza a considerare con leggerezza le convenienze tra i sessi, tutte cose che farebbero trasformare l’occasione di festa in gozzoviglia”. (La Torre di Guardia 1/12/68 p. 714)

Viene proposta l’idea di giocare a carte, naturalmente senza usare soldi.

“… anche se si tratta di piccole somme di denaro,” perché “questo può portare a coltivare avidità, concupiscenza e altre indesiderabili qualità della carne. Produce pigrizia… i cristiani dovrebbero mantenersi col duro lavoro”. (La Torre di Guardia 1/5/81 p. 29), ma forse “è bene ricordare che il gioco delle carte, come ogni altra forma di svago, può richiedere troppo tempo. Quando qualsiasi divertimento o svago va oltre a ciò che in effetti è utile per rilassarsi, il tempo impiegato diventa tempo perso, tempo che si potrebbe dedicare a cose più importanti. Di conseguenza gli interessi ne soffrono, spesso sia materialmente che spiritualmente. La consapevolezza di ciò… impediranno che questo svago diventi un laccio per sé e per gli altri”. (Svegliatevi! 8/2/79 p. 12)

Marco si siede sulla poltrona completamente afflitto mentre Lucia va in camera da letto apre il cassetto dove tiene le fotografie e comincia a sfogliarle, intanto anche Andrea va nella sua stanza per tentare di giocare. Marco comincia a pensare tante cose del suo passato e sorridendo ricorda di quando faceva parte della squadra di calcio del suo ufficio. Quanti momenti divertenti aveva trascorso con i suoi colleghi, poi i rapporti si erano interrotti bruscamente quando conobbe i testimoni di Geova. Aveva cominciato a domandarsi:
Questa attività sportiva “richiederà tempo che dovrei trascorrere con la mia famiglia o in attività teocratiche? L’addestramento fisico è di valore limitato. E’ saggio evitare lo spietato spirito di competizione del mondo” (La Torre di Guardia 1/7/68 p. 415). Quindi l’abbandono, però… pensandoci bene, erano bei tempi. Poi un giorno, qualche anno prima il suo datore di lavoro lo aveva chiamato e lodandolo gli aveva offerto un’ottima promozione. Promozione che gli avrebbe dato soddisfazioni sia morali che economiche. Certo qualche soldo in più avrebbe fatto proprio bene alla famiglia, ma era impostante seguire le direttive della Società la quale ci dice che non è “saggio accettare una promozione nel lavoro secolare, il materialistico desiderio del lusso può allontanare dalla fede… Geova provvederà le cose necessarie a quelli che confidano in lui…” Inoltre questa promozione “avrebbe ostacolato il suo servizio a Dio?” (La Torre di Guardia 1/7/68 p. 415)

Un pensierino su come trascorrere le vacanze quest’estate viene immediatamente scacciato via:

“Il tempo libero può provocare anche problemi pscicologici… La gente crolla durante le vacanze per problemi di solitudine, problemi di adattamento a un nuovo ambiente, alla noia, e alla delusione che segue i preparativi per le vacanze… E’ chiaro che il semplice fatto d’avere tempo libero non reca felicità”. (Svegliatevi! 8/2/80 p. 6)

Nello stesso tempo nell’altra stanza Lucia rivedendo le fotografie scopre che negli anni trascorsi il suo aspetto era notevolmente più giovanile, eppure non erano trascorsi tanti anni da quando avevano conosciuto i testimoni di Geova. Certo il guardaroba in questi anni è nettamente cambiato in quanto a Lucia piacevo molto andare alla moda, poi studiando con i testimoni aveva cominciato a dirsi:

“E’ corretto portare le corte minigonne attualmente di moda? L’ornamento femminile dovrebbe essere modesto… I cristiani non cercano di imitare il mondo, ma danno un esempio di bontà. Dobbiamo evitare tutto ciò che farebbe inciampare o pregiudicherebbe il nostro ministero”.
(La Torre di Guardia 1/7/68 p. 415).

La Società gli aveva doto dei consigli assolutamente originali sul modo di vestire:

“Un abito di buon taglio può andare bene per il lavoro, ma è fuori luogo sulla spiaggia! Viceversa, il costume da bagno sarebbe ridicolo in ufficio”.
(I Giovani Chiedono… Risposte pratiche alle loro domande,1989 p. 94)
Che saggezza! Possibile che nessuno ci aveva pensato prima? Dopotutto l’aspetto fisico non è la cosa più importante pensa Lucia ricordando che la Società gli ha trovato anche una giustificazione biblica a questa conclusione:

“Hai mai notato che la Bibbia parla molto poco delle sembianze delle persone? Perché non ci viene detto che aspetto avessero Abraamo, Maria, o anche Gesù? Evidentemente Dio non lo ha ritenuto importante”. (I Giovani Chiedono… p. 89)

Che modo sublime di leggere ed interpretare la Bibbia! Davvero un sistema unico!

Intanto nella sua stanza Andrea si è addormentato abbracciando il suo orsacchiotto. Non è ancora cosciente del fatto che crescendo non potrà mai avere amici al di fuori della congregazione “cristiana”, non potrà parlare, vestirsi o agire nella maniera che gli piacerà, non potrà dedicarsi alle attività sportive extra-scolastiche, non potrà trovare un lavoro che gli permetta una carriera professionistica che lo renda una persona affermata, non potrà avere una cotta per una ragazza senza che abbia contemporaneamente un notevole senso di colpa, non potrà avere un’amica dell’altro sesso, non potrà innamorarsi di una persona con una religione diversa dalla sua, non potrà leggere tranquillamente quello che desidera, non potrà vedere la TV liberamente, non potrà assistere a qualche concerto, andare a delle feste, ecc., il suo pensiero sarà unicamente quello di aver paura di dover vivere in un mondo governato dal demonio e di sperare che un giorno Dio intervenga per salvarlo.

Intanto si è fatto tardi, ormai è ora di dormire per la giovane famigliola. Dopo aver sistemato il bambino nel suo lettino i due coniugi vanno a letto. L’atmosfera non è delle migliori, e forse un pensierino sfiora Marco e Lucia: “Ma vale veramente la pena avere tutte queste privazioni? Com’è possibile che Dio ci abbia dato in dono i sensi del piacere se poi non ne possiamo usufruire? Possibile che anche nella scelta di uno svago bisogna impegnarsi nell’essere selettivi e mostrare saggezza? Ma poi, sarà proprio vero che tutto questo lo stiamo facendo per Dio?
Improvvisamente Marco e Lucia si scuotono. Certo, avevano dimenticato che anche pensare può essere dannoso secondo lo Schiavo Fedele e Discreto:

“E’ essenziale che i nostri pensieri siano debitamente controllati e rivolti a cose edificanti e incoraggianti… Dobbiamo lottare di continuo per tenere sotto controllo i nostri pensieri”.
(La Torre di Guardia 15/1/68 p. 44)

Quindi non resta che dormire, dopotutto il loro desiderio era quello di svagarsi un po’. Grazie alla Società non ci sono riusciti è vero, ma del resto, “Lo svago non è la cosa principale della vita”.
(Organizzati per compiere il nostro Ministero, 1991 p. 132)


“NON SONO PIU’ IO CHE VIVO
MA E’ LA
TORRE DI GUARDIA CHE VIVE IN ME”.