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DEMONOLOGIA ED ESORCISMO
PRESSO I
TESTIMONI DI GEOVA
Questo contributo di studio
prende in esame le concezioni
demologiche dei Testimoni di Geova e
gli effetti pratici, che si
concretizzano in azioni e
comportamenti, attuati dai singoli e
dalla Congregazione. Esamina
conseguentemente le varie forme di
esorcismo praticate dai Testimoni di
Geova.
CHE COS’ E’ PER I TESTIMONI DI
GEOVA L’ESORCISMO?
La loro rivista Svegliatevi!
dell’8 novembre 1977, a pagina 26,
così lo definiva:
“L’atto di cacciare o espellere
demoni o spiriti maligni da persone,
luoghi, o cose che sono, o si crede
che siano, posseduti o infestati da
loro o che sono soggetti a divenire
vittime o strumenti della loro
malvagità”.
CONCEZIONE DEMONOLOGICA GEOVISTA:
Contrariamente a quanto i
Testimoni di Geova affermano, nella
loro dottrina sono radicati numerosi
concetti domonologici e di
conseguenza, vengono applicate delle
forme di esorcismo.
Nella loro dottrina la credenza
dell’esistenza del diavolo, dei demoni
e, più diffusamente, delle forze del
male, è ben presente e corposa.
Secondo i Testimoni di Geova,
infatti, il mondo è tutto in mano a
Satana il Diavolo, il quale tiene ben
salde le fila del potere politico,
economico e religioso. Di qui
l’esigenza di rinserrare le fila,
isolarsi dal mondo e integrarsi più
attivamente nella Congregazione
Cristiana.
L’ordine di distaccarsi dal “mondo”
riducendo i contatti all’essenziale
(anche rispetto ai parenti), non
partecipando alla vita sociale e
politica, e la proibizione di aderire
a qualsivoglia Gruppo o Associazione
- anche sportiva, culturale o
ricreativa – sono proprio dati per
preservare il soggetto dalle influenze
mondane (e quindi sataniche), e per
non distoglierlo dalle attività
teocratiche quali la predicazione, lo
studio biblico, la partecipazione alle
adunanze “cristiane”.
IMMAGINI, SIMBOLI, IDOLI.
La presenza di simboli o
disegni, magari attinenti o solo
allusivi a passati culti, può avere
influenze malefiche. Quindi i
Testimoni di Geova vengono invitati a
stare molto accorti anche nella vita
quotidiana ad evitarli.
Lo Svegliatevi! dell’otto giugno 1977,
pag. 12-15, conteneva un articolo dal
titolo: “Sono ornamenti Idolatrici?”
in esso era contenuta la seguente
dichiarazione:
“Il cristiano come deve considerare le
forme e i disegni che in qualche tempo
o in qualche luogo hanno avuto a che
fare con la falsa religione? Può
sorgere questa domanda quando
scegliete la carta da parati per la
vostra casa, la fantasia di una
cravatta o di un vestito, o quando
dovete acquistare oggetti come gemelli
per i polsini, un braccialetto o una
collana. Può sorgere anche in
relazione al disegno di lampade o
piatti . Forse vi chiedete: ‘Questo
disegno ha qualcosa a che fare con
l’adorazione idolatrica?’ Oppure
qualche conoscente vi indurrà a
riflettere facendovi questa domanda”.
Con questa serie di domande il
Geovismo sta effettivamente
trasmettendo un messaggio ben chiaro a
tutti i lettori della rivista che sono
disposti ad accettarla come autorità
assoluta in campo dottrinale. Essa, in
effetti, sta dicendo che ogni
qualvolta ci si accinge ad un
acquisto, ci si deve porre quelle
domande. Sebbene dica, “può
sorgere questa domanda”,
in effetti sta dicendo, “dovete
porvi questa domanda”.
E’
dunque corretto evitare ornamenti che
farebbero mettere la persona in
relazione con l’adorazione idolatrica.
L’intendimento dominante è che occorre
vigilare quanto più possibile per
evitare che “contaminarsi con i
simboli del male”. (Vedi TdG
1-10-1980, p.29; Sv.8-8-1974, p.3).
Rincara la dose l’articolo apparso su
Svegliatevi! del 22-2-1977, p.28 dal
titolo: “Che fare degli idoli?”, ove
si da l’esplicito ordine non solo di
sbarazzarsi di immagini o oggetti
religiosi, soprattutto preziosi, ma
anche di distruggerli completamente.
Questo vuol dire che non è sufficiente
né disfarsene (buttandoli via o
regalarli), né venderli e nemmeno
trasformarli (si fa l’esempio di un
“idolo” d’oro trasformato in un
anello), ma coloro che ne sono in
possesso “dovrebbero senz’altro
disfarsene in modo da non favorire o
incoraggiare altri a praticare
l’idolatria mediante la distruzione
degli oggetti medesimi.
Il
distruggere soprattutto col fuoco,
bruciando o fondendo l’oggetto per
evitare influenze negative, è già per
sé una forma di esorcismo, poiché ha
la peculiare funzione di allontanare
il demone dall’oggetto posseduto. Si
tenga presente che per “idolo”
s’intendono le comuni medagliette
mariane, il crocifisso, o l' effigie
di qualche santo. Ma non occorre che
gli oggetti abbiano espliciti
riferimenti a simboli della “falsa
religione”, o addirittura siano idoli
o strumenti religiosi. Secondo i
Testimoni di Geova qualsiasi altro
oggetto (libri, collane, vestiti,
guanti . . ) può essere estremamente
pericoloso se regalato da una persona
sospetta di pratiche di spiritismo,
astrologia e altro. (Vedi l’ opuscolo
Gli spiriti invisibili, 1978, p.41;
Ragioniamo, 1990, p.364).
La
Torre di Guardia del 1-5-1975, pagina
267, trattando il soggetto “C’è
pericolo negli oggetti di magia?”,
estendeva la necessità di esorcizzare
mediante distruzione anche oggetti
apparentemente lontanissimi dal culto
religioso come “ un quadro, un
fazzoletto, una sciarpa” in quanto
tali oggetti potrebbero provenire, in
qualità di doni, da “ persone che
praticano qualche forma di spiritismo
che confidano negli amuleti ecc. (p.268).
Si
badi bene che certi ordini
(provvedimenti) sono veicolati nelle
riviste attraverso esempi e racconti
di vita vissuta. (Vedi Svegliatevi!
8-6-1965, pp.23-24; Sv.22-8-1968, p.8;
Torre di Guardia 1-3-1979, p.7).
Si sono fin qui viste le prime due
forme di esorcismo, e cioè il disfarsi
di oggetti particolari, e quello più
impegnativo consistente nel
distruggerli. (Cfr. Svegliatevi!
8-5-1981, pp.5/12; Annuario 1987, pp.95-96).
Si
passa ora all’uso magico della parola.
La
Parola Potente
A.
L’uso del nome Geova. L’invocazione
del Nome.
“ Una ragazza 17enne si lamentò che
una notte, mentre dormiva, sentì
qualcosa che saliva sul letto. Rimase
paralizzata dalla paura e INVOCO’
GEOVA. La cosa scivolò via dal letto .
. . “. (Sv.8-8-1974, p.6).
“Ma ci sentivamo ancora come
presi in una rete. A nostra insaputa,
il problema era causato da lettere
scritte da un amico di mia moglie. Al
buio queste lettere le davano la
chiara sensazione della presenza di
esseri sovrumani i cui occhi la
fissavano. Non appena accendevamo la
luce, tutte queste manifestazioni
cessavano. In genere, bastava
pronunciare ad alta voce il nome
“Geova”.(La
Torre di Guardia del 1/3/1979, p. 7).
B.
La
preghiera.
“ Meena corse verso di me e disse:
“Questo demonio non ti lascerà in
pace. L’unico che può aiutarti è
Geova. Soltanto Lui”. Allora pregò
Geova Dio con me e cominciò a venirmi
a trovare”. (Torre di Guardia
1-9-1987, p.9).
UNA FORMA COMPOSTA DI ESORCISMO:
“ Senza indugio mi rivolsi a Geova in
preghiera per essere protetta. Presi
la Bibbia e, rivolta verso il vano
della porta e battendo il piede con
enfasi, disse con tono chiaro e
positivo: “Nel nome di Geova ti ordino
di andartene e di non tornare più!”.
Immediatamente udii dei movimenti
incerti nel corridoio, poi una
finestra si aprì e ci fu il rumore di
un forte, impetuoso vento, quindi la
finestra si chiuse sbattendo”.
(Torre
di Guardia 15-11-1970, p.697-698).
Come si vede in questa narrazione,
questo tipo di esorcismo fu compiuto
con l’invocazione del nome di Geova.
In questo episodio è agevole
identificare gli elementi
caratteristici dell’esorcismo:
1)
L’uso di uno strumento simbolo della
divinità cui si chiede assistenza,
cioè il libro sacro, la Bibbia,
bandita a mo’ di crocefisso o di
spada.
2)
La
preghiera ad alta voce per intimorire
il demone.
3)
Il
ricorso al nome della divinità
“Geova”, avente in questa circostanza
valenza di “nomina sacra”.
(Cfr.
Sv.8-8-1974, pp.3/6; e 22 8- 1968, p.8).
Oltre
al nome di Geova, vi è un altro
potente strumento di esorcismo cui i
Testimoni di Geova fanno ricorso, e
sono le pubblicazioni della Società.
Un articoletto della Svegliatevi! del
22-10-1968, p.16, si intitolava
infatti:
“La
torre di Guardia e Svegliatevi! aiuta
a liberarsi dagli spiriti malvagi”. Al
posto della Croce sono state messe le
due riviste, ma gli effetti sono gli
stessi!
CONCLUSIONI:
Da quanto esaminato si evince che i
Testimoni di Geova fanno abbondante
uso dell’esorcismo.
In un
articolo di stampa sul caso (Famiglia
Cristiana, nr.35/1989): “I Testimoni
di Geova rifiutano l’esorcismo, ma non
come pratica, solo come parola. Cioè
non pratica l’esorcismo che potrebbe
essere praticato da un sacerdote
cattolico o comunque cristiano, in
quanto quello che essi praticano lo
definiscono eufemisticamente
‘Liberazione del potere degli spiriti
malvagi’ (vedi opuscolo: “Gli spiriti
invisibili” p.35). Pertanto, pur
facendo l’esorcismo parte integrante
del loro credo, essi ritengono di non
compierlo solo perché nella loro
terminologia lo indicano diversamente.
La realtà è che, invece, il culto dei
Testimoni di Geova fa ampio ricorso
all’esorcizzazione delle persone e
degli oggetti, cosa della quale è bene
consapevole chiunque si associ a
loro”.
|
IL PERIODICO "LA TORRE DI GUARDIA E'
ISPIRATO?
Si accusa spesso i Testimoni di
Geova di porre il loro periodico
“La Torre di Guardia” e tutti i
loro libri sullo stesso piano della
Bibbia. Questi, beninteso, si
difendono energicamente, precisando
che tutte le loro pubblicazioni non
sono che degli ausiliari per avere una
migliore comprensione della Bibbia.
In realtà, è proprio vero questo?
Per rispondere a questa domanda,
esaminiamo alcune citazioni estratte
dalle pubblicazioni della stessa
Società e, da questi dati, potremo
tirare le nostre conclusioni senza
rischio d’ingannarci.
Prima
domanda
Che
cosa dicevano i primi due presidenti
della Società Torre di Guardia,
Russell e Rutherford, riguardo alle
riviste e dei libri che scrivevano e
pubblicavano?
Risposta
“… Questo libro è un trattato delle
verità divinamente rivelate”.
(Studi sulle Scritture, Vol.1°, p. 14;
Torre di Guardia 1 gennaio 1994,
pagina 21).
“Russell fu adoperato come mezzo
per far meglio capire la Bibbia… Il
Signore fece scrivere e pubblicare
libri chiamati “Studi sulle Scritture”
nei quali le grandi verità
fondamentali della Scrittura vengono
chiarite. Satana si è provato a
distruggere questi libri perché essi
spiegavano le Scritture”.
(Creazione, 1927, pagina 115).
Seconda
domanda
E’ Dio l’Autore de “La Torre di
Guardia”?
Risposta
“La rivista “Torre di Guardia” non
ha eguali sulla terra, perché è dovuta
al Grande Autore della Bibbia”.
(La Torre di Guardia, 15 luglio, 1949
p. 2).
Terza domanda
E’ Dio che suggerisce ai suoi “servi”
la materia da trattare nella rivista
“La Torre di Guardia”?
Risposta
“Chiunque aspira ad una vita senza
fine, nella pace e felicità dovrebbe
studiarla assieme alla Bibbia ed in
compagnia con altri lettori. Questo
non significa di dare qualche credito
agli editori, bensì all’Augusto Autore
della Bibbia, ispiratore e interprete
delle sue profezie. E’ lui che
suggerisce ai suoi servi la materia da
trattare nelle colonne de ‘La Torre di
Guardia’.” (La Torre di Guardia,
15 luglio 1949, p. 2).
“La Torre di Guardia si è sempre
dimostrata affidabile”. (New World
Transalation – 1950, p. 793).
Quarta domanda
Questo periodico è il mezzo di
comunicazione tra Dio e i Testimoni di
Geova?
Risposta
“C’è da aspettarsi che il Signore
abbia un mezzo di comunicazione col
suo popolo sulla terra, ed Egli ha
chiaramente mostrato che la rivista
intitolata ‘La Torre di Guardia’ è
utilizzata per questo scopo”
(Annuario – 1939, p. 85).
“Egli (Russell) non ha mai preteso
di aver scritto i suoi libri di sua
iniziativa. Tutto gli veniva da Dio,
mediante l’illuminazione dello Spirito
Santo” (Ministero Compiuto – 1917,
p. 387 ed. inglese).
“Il
Signore si servì della Torre di
Guardia per annunziare queste verità.
Senza alcun dubbio, i suoi invisibili
messaggeri furono molto impegnati in
quest’attività.
…
Il
Signore mandò il suo angelo a compiere
delle cose di grande importanza per
rapporto al suo popolo sulla terra.
Egli fece dirigere dai suoi
rappresentanti, invisibili agli
uomini, ciò che doveva essere fatto
dai suoi servitori visibili sulla
terra. Questo dimostra con quale
perfezione Geova porta a compimento
ogni opera sua”. (Luce – 1930,
vol.1° pagine 68, 223; Rivendicazione
– 1931, vol. 1° p. 72). (vedi Annuario
– 1976, p. 164).
“Certamente il Signore adopera questi
santi angeli per dirigere l’attività
del suo popolo sulla terra, la sua
linea d’azione e la sua condotta. Gli
angeli fanno parte dell’organizzazione
di Dio. .. i membri della classe del
servitore sulla terra sono guidati dal
Signore a mezzo dei suoi dovutamente
costituiti messaggeri o angeli”. (Luce
– 1930, vol. 2° pagine 12, 20).
“Nella
sua organizzazione Geova ha disposto
le cose in modo da istruire il suo
popolo, e noi tutti riconosciamo che
in questi ultimi anni La Torre di
Guardia è stato il mezzo di
comunicazione e d’istruzione per il
popolo di Dio”. (Ricchezza – 1936,
pagina 303).
“Le
istruzioni arrivano sulla terra al
popolo del Signore dall’ufficio del
presidente della Società Torre di
Guardia” (Annuario – 1943, pp.
226-227).
“il
Corpo Direttivo è il vero canale di
comunicazione di Geova Dio oggi”.
(Torre
di Guardia, 1 luglio 1959, p. 391).
“regolarmente e progressivamente
riceve il suo cibo spirituale dalle
colonne dello strumento impiegato
dalla classe dello ‘schiavo’, La Torre
di Guardia, … rivista religiosa che ha
la massima diffusione nel mondo. …
la classe dello schiavo ha reso
servizio come unico canale divino per
convogliare la verità biblica verso
gli uomini della terra.” (Torre di
Guardia, 1 gennaio 1961, pagine 22,
23).
Quinta domanda
Come trasmette Dio il suo messaggio ai
redattori de ‘La Torre di Guardia’?
Risposta
“Questi
angeli sono invisibili agli occhi
umani ed essi hanno l’incarico di
trasmettere gli ordini del Signore.
Non vi è alcun dubbio. Prima di tutto,
essi ricevono le istruzioni che il
Signore desidera siano comunicate al
rimanente e che successivamente tali
messaggeri invisibili le trasmettono
al rimanente. I fatti mostrano che gli
angeli del Signore che risiedono con
Lui nel tempio hanno servito in tale
incarico nei confronti dell’unto
rimanente sin dal 1919”
(Vendication – 1932, Vol. 3, p.
250).
“Geova è la fonte di tutta la
conoscenza. Quando parla, tutti
dovrebbero ascoltare e imparare. E
come parla egli? Per mezzo del suo
stabilito canale di comunicazione, la
sua collettiva congregazione di “unti”
(Informatore, 1/1956).
(Gli angeli vengono personalmente per
dirigere la pubblicazione del
periodico in questione. E’ dunque
impossibile che vi s’introduca un
errore umano!)
Sesta domanda
Bisogna credere a tutto quello che è
pubblicato nella ‘Torre di Guardia’?
Risposta
Dio si serve della “Torre di Guardia”
come di un canale per dare al mondo
una rivelazione della sua volontà.
“Se nutriamo amore verso Geova e
l’organizzazione del suo popolo non
saremo sospettosi, ma, come dice la
Bibbia, ‘crederemo tutto’, tutto ciò
che La Torre di Guardia addita”.
(Qualificati per essere Ministri –
1963, p. 160).
“Le spiegazioni bibliche sono date
dalla Società Torre di Guardia di
Bibbie e Trattati che rappresenta lo
‘schiavo fedele e discreto’ menzionato
in Matteo 24:45. … Se non si può
ancora comprendere il punto, è meglio
lasciare stare la cosa. … Sarebbe
errato, comunque, cercare di
presentare la vostra opinione
discordante circa un certo punto
dottrinale a quanti più possibile
nella congregazione”. (Torre di
Guardia, 1 novembre 1964, pp.
656-657).
“Chiunque abbia la responsabilità di
condurre una classe, e che obietti a
ciò che è scritto sulla Torre di
Guardia o negli studi sulle Scritture
in merito a qualsiasi argomento,
dovrebbe essere giustamente guardato
con sospetto. Perché dovremmo farci
sviare da ogni interpretazione che
arriva alle nostre orecchie? E, in
special modo, perché tale individuo
dovrebbe temere o evitare o desiderare
che altri evitino di fare riferimento
agli scritti che Dio ha usato per dare
sia a lui sia ad altri le istruzioni
delle Scritture?”( The Watch Tower, 15
settembre 1911, p.4885 delle
ristampe).
“Se il
Padre celeste non darebbe una pietra o
un serpente o uno scorpione ad un
figliolo che gli chiedesse pane o
pesce o un uovo, e se La Torre di
Guardia è un dono di Geova mediante
Cristo per tramite dello ‘schiavo
fedele e discreto’, dobbiamo noi
prendere in mano ciascuna edizione de
La Torre di Guardia come dovessimo
esser colpiti da una pietra o morsi da
un serpente o punti da uno scorpione?
Dobbiamo noi essere dubbiosi e
sospettosi riguardo a ciascuna
susseguente edizione? I Bereani prima
‘ricevettero la parola con la massima
prontezza di spirito’, e poi si misero
‘esaminando attentamente le Scritture
ogni giorno per vedere se queste cose
stavano così’. (Atti 17:11). Perciò
noi dovremmo ricevere La Torre di
Guardia come uno strumento che cerca
sempre di portarci la verità”.
(Torre di Guardia, 1 dicembre 1952,
pp. 367-368). (cfr. Torre di Guardia,
1 agosto 1954, p. 476).
“Geova ha scelto la pubblicazione
che al presente si chiama ‘La Torre di
Guardia’ per servirsene come canale
per mezzo del quale Egli darebbe al
mondo una rivelazione della sua
volontà.
(Jehovah’s Witnesses in the Divine
Purpose – 1959, p. 22)
(Il Testimone di Geova deve accettare
tutto quello che è stampato nella
Torre di Guardia.)
Settima domanda
“La Torre di guardia” è forse la
verità di Dio?
Risposta
“Dio ha di buon grado provveduto un
mezzo di comunicazione tra i membri
del resto(= i 144.000). Da molti anni
si serve della ‘Torre di Guardia’ come
un mezzo di comunicazione e i suoi
scritti sono incessantemente usati con
lo sforzo di presentare la Verità al
Resto. Non è la verità di un uomo, ma
la Verità di Dio, il cui canale o
strumento è di Dio e non quello d’un
uomo”. (Preservation – 1932, p.
104).
Ottava domanda
Si può leggere “La Torre di Guardia”
in tutta sicurezza?
Risposta
“Ci
giungono da varie parti proteste
affinché durante le adunanze non si
faccia uso della ‘Torre di Guardia’,
ma solo della Bibbia. Apparentemente
questo sembrerebbe essere motivato da
lealtà a Dio, ma non è così. E’ solo
un tentativo di quegli insegnanti di
interporsi tra il popolo di Dio e la
luce divinamente provveduta sulla
Parola di Dio” (Jehovah’s Witnesses in
the Divine Purpose – 1959, p. 46) (Cfr.
Watch Tower, 15 dicembre 1909, p.
4531).
IMPRIMATUR
- Tutti gli articoli e le
illustrazioni sono vagliati da
componenti scelti dal Corpo Direttivo.
“Questo
giornale è pubblicato sotto la
supervisione di un Comitato
Editoriale, di cui almeno tre devono
averlo letto ed approvato da ciascuno
come Verità, ed ogni articolo appare
in queste colonne” (The Watch Tower, 1
dicembre 1916, p. 5997).
“La letteratura pubblicata dalla
Società è accuratamente controllata da
membri del Corpo Direttivo prima di
essere pubblicati” (Torre di
Guardia, 1 aprile 1960, p. 222).
“Prima di essere stampati, tutti
gli articoli della Torre di Guardia e
di Svegliatevi! e tutte le pagine,
illustrazioni incluse, vengono
attentamente vagliati da alcuni
componenti scelti dal Corpo Direttivo.
Potete perciò leggere la Torre di
Guardia e Svegliatevi! con piena
fiducia” (Torre di Guardia, 1
marzo 1987, p. 15).
“Ricordate sempre di usare la
letteratura della Torre di Guardia
come pietra di paragone”
(Qualificati per essere Ministri –
1963, p. 174).
(Quindi, La Torre di Guardia essendo
minuziosamente controllata dai
dignitari dell’organizzazione, si può
leggere senza timore e in tutta
fiducia!)
Nona domanda
“La torre di Guardia” è forse la
nostra salvezza?
Risposta
C. T. Russell = la voce di Geova
“Il
Pastore Russell era la voce
utilizzata. La bella voce del Signore!
Forte, umile, saggia, amabile,
gentile, piena di grazia, piena di
fede. […] Con una voce come di grandi
acque che si propagano nel mondo, così
parlava il Pastore Russell, e sapranno
che c’era un profeta tra noi. […]
Egli (Russell) non ha mai preteso di
aver scritto i suoi libri di sua
iniziativa, tutto gli veniva da Dio,
mediante l’illuminazione dello Spirito
Santo. […] Le predicazioni e gli
scritti del Pastore Russell furono
intesi da tutte le classi di credenti
e non credenti, era la voce di Geova”
(The Finished Mystery – 1917,
pp. 237, 378, 387, 422).
“Charles T. Russell fu adoperato come
mezzo per far meglio capire la Bibbia,
specialmente quelle verità che il
Diavolo ed i suoi agenti coi loro
artefici avevano tenuto celate. Il
tempo essendo venuto a restituire
quelle verità al popolo, il Signore
fece scrivere e pubblicare libri
chiamati ‘Studi sulle Scritture’ nei
quali le grandi verità fondamentali
della Scrittura vengono chiarite.
Satana si è provato di distruggere
quei libri perché essi spiegavano le
Scritture”. (La Creazione –
1927, p. 115).
“Un
lettore ha detto: “La Torre di Guardia
e Svegliatevi! sono la mia ‘salvezza’.
Non posso farne a meno” (Siamo
vicini ad ARMAGHEDON? – Notizie del
Regno N° 31 1982, p.4).
“L’Associazione Internazionale degli
Studenti della Bibbia pubblica una
serie di libri che spiegano
dettagliatamente tutte queste profezie
della Bibbia. Questi libri sono non
solo una biblioteca, ma una miniera di
tesori”. (Conforto per il popolo –
1925, opuscolo, pagina 57).
“A parte La Torre di Guardia e
Svegliatevi!, non esistono riviste
sulla faccia della terra che servono
al proposito di Dio” (Ministero
del Regno, 1/1986, p. 4).
I libri più importanti del mondo sono
quelli scritti da Rutherford.
“Tutti
i lettori dell’Età d’Oro sanno che noi
consideriamo i libri del Giudice
Rutherford i più importanti del
mondo”. (The Golden Age, 2 settembre
1931, p. 793).
“Alcuni libri soltanto, tra tutta
l’attuale bibliografia, fanno
risuonare il messaggio della ‘sicura
parola profetica’: sono quelli del
Giudice Rutherford”. (Preparation
– 1933, p. 350).
(Senza le pubblicazioni della Società
si è perduti!)
Decima domanda
Senza “La Torre di Guardia” si può
comprendere la Bibbia?
Risposta
“Dio adopera come nel passato degli
strumenti, e ha fornito per
l’istruzione le esposizioni metodiche
di MILLENIAL DAWN… è stato divinamente
provveduto… una luce provveduta da
Dio” (Watch Tower, 15 settembre
1895, p.1867).
“Gli
Studi sulle Scritture non sono
semplici commenti alla Bibbia, ma essi
sono praticamente la Bibbia stessa…
Inoltre non solo si possono conoscere
i piani divini studiando la Bibbia da
sola, ma se vengono messi da parte gli
Studi sulle Scritture e ci rivolgiamo
solo alla Bibbia… la nostra esperienza
ci mostra che in capo a due anni si
ritorna nelle tenebre. Se invece si
legge semplicemente gli Studi sulle
Scritture con le citazioni senza
leggere una sola pagina della Bibbia
stessa, dopo due anni si sarebbe nella
luce, perché si avrebbe la luce delle
Scritture” (The Watch Tower, 15
settembre 1910, p. 4685).
“… studiando la letteratura si
studia e si capisce la Bibbia”
(Qualificati per essere Ministri –
1963, p. 184).
“Una pioniera speciale che faceva
una visita ulteriore ad una signora le
chiese quale libro ci insegna la
volontà di Dio. ‘La Torre di Guardia,
naturalmente’, rispose questa. La
sorella le spiegò che era invece la
Bibbia. ‘Si, ma cosa me ne farei della
mia nuova Bibbia se non avessi la
Torre di Guardia per capirla?’”.
(Annuario – 1983, p. 20).
(Senza questo periodico voi non potete
comprendere la Bibbia! Infatti la
Torre di Guardia sostituisce lo
Spirito santo).
Undicesima domanda
Esistono delle contraddizioni nella
“Torre di Guardia”?
Risposta
“La fedeltà della Parola di Dio
eleva la Torre di Guardia al di sopra
dei contraddittori insegnamenti
religiosi e delle filosofie degli
uomini” (Torre di Guardia, 1
febbraio 1976, p. 66).
(Non esiste dunque alcuna
contraddizione nel periodico “La Torre
di Guardia”)
La Bibbia insegna che Dio non è un Dio
di confusione! Rutherford è
categorico! Nessuno può insegnare
degli errori nel nome del Signore.
“La Bibbia fu scritta affinché
l’uomo potesse aver l’opportunità di
conoscere la verità, e nessun uomo o
società d’uomini ha il diritto di far
del popolo oggetto di traffico
permettendosi d’insegnargli degli
errori nel nome del Signore”
(Ricchezza – 1936, p. 32).
(Che un uomo, parlando nel proprio
nome, possa sviarsi, è un fatto che
comprendiamo perfettamente. Ma che una
Società che si dichiara il solo
Profeta di Dio sulla terra, possa
insegnare delle mostruosità nel nome
dell’Eterno, questa è una cosa che ci
ripugna. La Società Torre di Guardia,
infatti, ha continuamente presentato
delle dottrine completamente
contraddittorie durante gli anni.)
Eccone alcune:
IL LIBRO DI RUTH
La
Società Torre di Guardia insegna che
il libro di Ruth non è profetico, ma
semplicemente storico:
“Benché
il libro di Ruth non sia profetico, ma
semplicemente storico, ha comunque del
valore per noi per vari motivi” (The
Watch Tower, 15 novembre 1902, p.
3110).
Più tardi il Corpo Direttivo insegnerà
che il libro è profetico:
“Il
libro di Ruth non è solo storico, ma è
profetico, e l’adempimento della
profezia ha luogo in questi giorni
presenti. …Dobbiamo concludere che Il
libro di Ruth divenne parte della
parola di Dio come una profezia per il
beneficio speciale dei rimanenti negli
ultimi giorni. … Il libro di Ruth è
una profezia”. (Preservation –
1932, pp.169, 175,176; The Watch
Tower, 15 settembre 1932, p. 276).
ADAMO
La
Società insegna che esiste una ferma
speranza per Adamo di vivere
eternamente:
“Sarà Adamo fra coloro che saranno
resi perfetti e vivranno per sempre?
Se egli sarà ubbidiente ai termini del
nuovo patto, sarà reso perfetto. Se
rimarrà leale con Dio sotto la prova
finale, egli vivrà per sempre. E lo
stesso avverrà per Eva”
(Riconciliazione – 1928, p. 316).
“Fu un
peccatore volontario, e non ebbe
dunque nemmeno una speranza di
risurrezione” (Cose nelle quali è
impossibile che Dio menta – 1965, p.
179).
TRASFUSIONI DI SANGUE
“Dio non ha mai pubblicato alcun
decreto che proibisca l’uso della
medicina, iniezioni o trasfusioni di
sangue. E’ un’invenzione puramente
umana che alla maniera dei Farisei
disonora la misericordia e la carità.
Servire Geova con tutta la mente non
vuol dire mettere la nostra
intelligenza in una scatola
principalmente quando c’è di mezzo la
vita di una persona, poiché essa è di
grande valore e sacra agli occhi di
Geova” (Consolation, ed. olandese,
9/1945, p.29).
Subire una trasfusione di sangue è
motivo di disassociazione (Torre di
Guardia, 1961, pp. 446/448).
In un articolo scritto in opposizione
al Corano e a Maometto, i Testimoni di
Geova condannano ciò che essi stessi
praticano su vasta scala:
“Ma
nello stesso Corano troviamo
ammissioni di tali contraddizioni in
quanto esso si assume il diritto di
“cancellare” o di “abrogare”. I
critici di Maometto avevano lamentato
ch’egli alle volte si contraddiceva, e
perciò insegnò che ogni volta che una
rivelazione susseguente ne
contraddiceva una precedente, la
seconda cancellava o abrogava la
prima” (Torre di Guardia, 15 agosto
1954, p. 485).
Come
abbiamo verificato, la Società Torre
di Guardia si è spesso contraddetta.
Ciò non l’impedisce assolutamente di
riprendere orgogliosamente la
testimonianza d’un simpatizzante
giapponese che dichiara che le
pubblicazioni dei testimoni di Geova
non si contraddicono mai!
“Tutte le altre religioni hanno delle
incoerenze, ma gli insegnamenti
presentati nelle vostre pubblicazioni
non si contraddicono mai. Sono logici
e, soprattutto, accurati” (Svegliatevi! 8 febbraio 1989, p. 28).
Ma la Società Torre di Guardia
continua a dire che le loro
pubblicazioni contengono la verità
bibliche in forma permanente e limpide
come cristallo. (Sia Dio riconosciuto
verace, ed 1952, p. 217; Jehovah’s
Witnesses in the divine purpose –
1959, p. 100; Torre di Guardia, 1
gennaio 1961, p. 24).
Dodicesima domanda
“La Torre di Guardia” è cibo dei
Testimoni di Geova?
Risposta
“In
ogni Torre di Guardia vi è abbastanza
cibo perché siamo ben nutriti e vivi
spiritualmente”. (Torre di
Guardia, 1 gennaio1960, p.10).
Si noti bene che viene detto che
questo periodico è stato il cibo
e non un aiuto per comprendere il
cibo. Possiamo quindi affermare che
non si diventa mai Testimone di Geova
attraverso uno studio indipendente
della Bibbia senza questo ‘cibo’
provveduto dalla “Torre di Guardia”!
Tredicesima domanda
“La torre di Guardia” è il collirio di
cui si parla in Rivelazione
(Apocalisse) 3:18?
Risposta
“Il
collirio spirituale è disponibile
anche oggi? Senz’altro! Nel 1879 il
pastore Russell… cominciò a
pubblicare la rivista oggi nota in
tutto il mondo col nome di La Torre di
Guardia… è l’organo ufficiale di una
congregazione di oltre tre milioni di
cristiani che hanno usato questo
collirio spirituale per aprire gli
occhi rispetto alla falsa religione”.
(Rivelazione il suo grande culmine è
vicino – 1988, pp.70, 71).
Quattordicesima domanda
Si serve Dio della “Torre di Guardia”
come di un canale per dare al mondo
una rivelazione della sua volontà?
Risposta
“Il Signore si serve, come si è
servito fin dalla sua fondazione,
della The Watch Tower come di un
canale di comunicazione fra quelli che
formano il suo popolo”
(Rivendicazione – 1931 vol. 1 p. 72).
“Esse
mostrano che fra tutte le voci
primitive che si erano fatte
intendere, Geova aveva scelto la
pubblicazione che al presente si
chiama ‘La Torre di Guardia’ per
servirsene come di un canale per mezzo
del quale Egli darebbe al mondo una
rivelazione della sua volontà. E con
le parole rivelate nelle colonne di
questa pubblicazione, Dio comincerebbe
a dividere la popolazione di questo
mondo in due classi” (Jehovah’s
Witnesses in the divine purpose –
1959, p. 22).
(Dio
utilizza “La Torre di Guardia” come
canale per trasmettere la sua
rivelazione al genere umano!)
“La
Torre di Guardia” è di impareggiabile
valore perché contiene tanta sapienza
divina.(Ministero del Regno,4/83, p.3).
IL TESTO SEGUENTE E’ CAPITALE NELLA
STRUTTURA DI QUESTA TESI:
“Se i sei volumi degli Studi sulle
Scritture sono praticamente la Bibbia
disposta per soggetti, non sarebbe
un’esagerazione definire i volumi come
la Bibbia in sintesi. Ciò che vogliamo
dire è che tali volumi non sono
semplicemente un commento alla Bibbia,
ma essi sono praticamente la Bibbia
stessa… inoltre non si possono
conoscere i piani divini studiando la
Bibbia da sola, ma se vengono messi da
parte gli Studi sulle Scritture dopo
averli usati, dopo essere divenuti
familiari con essi, dopo averli letti
anche per dieci anni, se sono messi da
parte e trascurati e ci si rivolge
soltanto alla Bibbia, sebbene si abbia
compreso la Bibbia per dieci anni,
l’esperienza mostra che entro due anni
si ritornerà nell’oscurità. D’altra
parte, se si leggono semplicemente gli
Studi sulle Scritture con i
riferimenti e non si legge in tal modo
una sola parola della Bibbia, al
termine di due anni si giungerà alla
luce, perché si avrebbe la luce delle
Scritture”.
(The
Watch Tower, 15 settembre 1910, p.
298).
“No
allo studio diretto della Bibbia, ma
delle pubblicazioni”.
(The
Watch Tover, 15 dicembre 1909, p.
4531).
Dopo la
lettura d’un simile articolo, non si
comprende veramente come mai la
Società Torre di Guardia possa
scrivere le parole che seguono:
“Inoltre (Russell) non sostenne di
poter interpretare la Bibbia”
(Svegliatevi! 22 ottobre 1989, p. 20).
Secondo
i Testimoni di Geova, leggere la
Bibbia senza i commenti di Russell, si
resta nelle tenebre!
Il
tempo è lontano da quando Rutherford
dichiarava che nessuna organizzazione
può interpretare la Parola di Dio!
“Geova non ha riguardi personali. Egli
non ha confidato ad alcuna
organizzazione né ad alcun uomo, che
si tratti del Papa dei preti o degli
uomini di legge, il privilegio
d’interpretare la sua Parola”.
(Intollerance
– 1934, p. 60).
Quindicesima domanda
Allora,
chi può interpretare la Bibbia?
Risposta
“Quando un fratello presenta
un’interpretazione di una scrittura
che differisce da quella che né da il
fratello Russell … riteniamo che sia
una saggia norma quella di seguire
l’interpretazione del fratello
Russell, per la ragione che egli è il
servitore della Chiesa, appositamente
costituito dal Signore nel periodo
laodiceano; dovremmo quindi attenderci
che il Signore ci insegni per suo
tramite. Se dovesse sorgere un dubbio
nelle nostre menti circa la
correttezza di un’interpretazione, la
cosa più saggia è quella di risolvere
il dubbio a favore
dell’interpretazione del fratello
Russell. Noi crediamo che ciò sia in
armonia con la volontà di Dio”.
(The Watch Tower, 1 febbraio 1918, p.
6212; cfr. Annuario 1976, p. 105).
Perché,
oggi si dice che Russell non si è mai
detto capace d’interpretare la Bibbia?
“Quando Rutherford emana le sue
istruzioni è il Signore che parla e
nessuno può e deve porre in dubbio
questa verità”.
(The
Watch Tower, 1 dicembre 1933, p. 364).
“Le
classi della Bibbia, gli Studenti
della Bibbia non servano a niente
finche il Signore a tempo debito non
mandò “le chiavi della Bibbia” (cioè i
pensieri peregrini dei capi della
setta geovista) (The Watch Tower, 1
ottobre 1909, p. 4482)
“Pertanto la volontà dello schiavo
è la volontà di Geova. La
ribellione contro lo schiavo è
ribellione contro Dio. …
Nell’organizzazione di Geova
l’ubbidienza e il rispetto verso la
rappresentanza teocratica
costituiscono un’esigenza … I
sorveglianti terrestri rappresentano
Geova nel loro incarico proprio come
lo rappresentano quelli celesti … I
sorveglianti terrestri parlano nel
nome di Geova”.
(Torre
di Guardia, 15 novembre 1956, p. 691,
692). (sottolineatura mia).
Quando
lo schiavo commette un errore
d’interpretazione, cioè non si avvera
una profezia, a chi attribuisce la
colpa? A Dio vero? (volontà dello
schiavo = volontà di Dio)
Se il
presunto schiavo sostiene di non
essere ispirato ne guidato da Dio,
perché fa credere che è in stretto
legame con Geova, che rivela le sue
verità mediante il suo Spirito Santo?
(Torre di Guardia, 15 agosto 1981, p.
19).
Alla luce di quanto sopra ci
chiediamo: dal nostro esame della
letteratura Torre di Guardia, abbiamo
mai trovato degli insegnamenti basati
su dottrine che sono contrarie alla
parola di Dio? In tal caso secondo la
regola stabilita dalla Società, esse
sono false dottrine che vengono dal
Diavolo. Questa conclusione è l’unica
logica, in quanto se le dottrine dei
Testimoni di Geova sono veramente
“verità di Dio” esse non dovrebbero
mai essere corrette nel corso del
tempo, perché Dio “non può mentire”. –
Tito 1:2. (Cfr. Ricchezza – 1936,
171).
Poiché la posizione assunta dal Corpo
Direttivo non è sostenuta dalle
Scritture, chiediamo ai singoli
Testimoni di Geova: come si
giustificheranno dinanzi a Dio, dal
momento che hanno rinunciato a
decidere personalmente della propria
vita affidandola a un gruppo di uomini
(Corpo Direttivo) che molte volte ha
mostrato di non essere attendibile?
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CHI STRAPPA LA BIBBIA
DALLE MANI DEL POPOLO?
IL DOCUMENTO DI P.P.
VERGERIO
E’ noto che i Testimoni di Geova fanno
circolare un volantino intitolato “Roma
e la Bibbia”, e definito: “Documento
storico al tempo della riforma”, nel
quale sono riportati dei consigli che
alcuni Cardinali avrebbero dato a Papa
Giulio III all’epoca della sua elezione
al soglio pontificio nel 1550.
Il documento viene a volte citato dai
Testimoni di Geova e da alcune frange
del protestantesimo per smascherare i
tentativi della Chiesa Cattolica del 16°
secolo che deliberatamente ed empiamente
ha nascosto la verità biblica e ha tolto
la Bibbia dalle mani del popolo.
I testimoni di Geova, con enfasi, dicono
di averlo scoperto nella Biblioteca
Nazionale di Parigi al Foglio B. N.
1080, vol. II, pagine 641-650. [1]
Alcune riflessioni al “documento” ci
stimolano a delle considerazioni.
1) Il documento in questione, è stato
pubblicato più di 94 anni fa, ed è una
fotocopia di un articolo della rivista
settimanale “The Truth” (La Verità)
pubblicato a Gerusalemme il 3 novembre
1911.
E’ stato “scoperto” nella Biblioteca
Nazionale di Parigi, dall’editore di
questa rivista e non dai Testimoni di
Geova come loro dicono. Sì, solo pochi
Testimoni di Geova francesi sapevano
dell’esistenza di questo “documento”
perché dopo sei mesi della pubblicazione
da parte del settimanale “The Trut”,
questo articolo fu pubblicato sulla
“Tour de Garde” (La Torre di Guardia),
giugno 1912, pagina 210-211, edizione
francese e mai pubblicato in altre
edizioni. [2] Dunque, il documento che i
Testimoni di Geova mostrano, è il
“riciclaggio” di una vecchia fotocopia
che nuovamente divulgano.
2) Appare assai strano che solo nel 1550
i Cardinali abbiano scoperto la
convenienza di “strappare la Bibbia
dalle mani del popolo”. La cosa appare
ancora più inverosimile ove si consideri
che Sisto V, eletto pontefice solo 35
anni dopo, nel 1585, lungi dallo
“strappare Bibbie”, aveva un suo
progetto per la traduzione della Bibbia
in lingua italiana, al quale tentò di
opporsi il Re di Spagna, Filippo II, che
non fu ascoltato dal Papa. Furono
pubblicati il testo greco della Settanta
e la sua versione latina” (Enciclopedia
Cattolica, vol. XI, col. 783).
3) E’ evidente, poi, che gli autori del
falso, chiunque essi siano, e le
affilate lingue che lo vanno propagando,
dimostrano una buona dose di malafede
facendo finta di ignorare che nel 1550
non c’erano Bibbie da “strappare dalle
mani del popolo” se si tiene presente
che la maggior parte della gente era
analfabeta e non sapeva leggere
l’italiano, al punto che per firmare
usava opporre in segno di croce.
4) Va rimarcato, soprattutto che la
Bibbia in uso nei paesi cattolici nel
1550 era scritta in latino, e a parte
gli ecclesiastici e le persone dotte,
ben pochi erano in grado di leggere e di
comprendere il latino. L’alto costo
delle Bibbie, infine, il fatto di
possedere una Bibbia era privilegio
esclusivo di alcuni ricchi e certamente
non del popolo.
5) E se per “strappare” volevasi
intendere “non dare da leggere”, “non
portare a conoscenza”, ciò aggraverebbe
l’incoerenza del “falso documento”,
perché è cosa ovvia, sarebbe stato più
producente e senza rischi di provocare
tumulti, dare da leggere una Bibbia
“addomesticata” o di un qualunque testo
artefatto che il popolo, data la sua
ignoranza, non sarebbe stato in grado di
contestare.
Accertata, quindi, la stupidità e la
falsità del “documento”, rimane adesso
da vedere se l’accusa da loro rivolta
alla Chiesa non si ritorca, per caso, su
di loro stessi. Leggendo la loro Torre
di Guardia del 15/8/1982, pag. 29,
troviamo che una delle gravi accuse che
essi rivolgono ai cosiddetti “apostati”
è che costoro: “Affermano che è
sufficiente leggere la Bibbia, da soli o
in piccoli gruppi a casa. Ma cosa
strana, mediante questo tipo di ‘lettura
biblica’ sono tornati indietro proprio
alle dottrine apostate che i commentari
del clero della cristianità insegnavano
cento anni fa, e alcuni hanno persino
ricominciato a celebrare le feste della
cristianità, come i Saturnali romani del
25 dicembre!”. Cosa se ne evince?
Semplicemente che, secondo i Testimoni
di Geova, chi legge la Bibbia da solo o
in piccoli gruppi a casa propria ne trae
inevitabilmente le conclusioni che ne
hanno sempre tratto gli ecclesiastici
della deprecata cristianità. Pertanto,
stando a queste affermazioni, al clero
avrebbe fatto comodo che la gente
leggesse la Bibbia “da sola o in piccoli
gruppi a casa”. E, quindi, la Chiesa
Cattolica avrebbe sempre avuto tutto
l’interesse a distribuire la Bibbia in
ogni casa, invece di “strapparla dalle
mani del popolo”.
Che sia stata la società Torre di
Guardia, invece, a far questo, è
inesorabilmente confermato da una
dichiarazione apparsa sulle colonne
dell’edizione di tale periodico del
15/9/1910 (trascritta nell’edizione
italiana del 1° novembre 1958, pagg.
670, 671), che dice, elogiando la sua
opera intitolata Studi sulle Scritture:
“Non si tratta di semplici commenti alla
Bibbia, essi sono in sostanza la Bibbia
stessa… Inoltre, non solo non si possono
conoscere i piani divini studiando la
Bibbia da sola, ma se sono messi da
parte gli Studi sulle Scritture… e ci si
rivolge soltanto alla Bibbia, sebbene si
abbia (sic!) compreso la Bibbia per
dieci anni… entro due anni si ritornerà
nell’oscurità. D’altra parte se si
leggono semplicemente gli Studi sulle
Scritture e non si legge in tal modo una
sola parola della Bibbia, al termine di
due anni si giungerà alla luce”.
Secondo i Testimoni di Geova, quindi,
studiando la Bibbia da sola non si può
“conoscere il piano divino”. Perché
toglierla al popolo allora? Non sarebbe
bastato, al contrario, agevolargliene la
lettura per farlo rimanere nelle
tenebre?
“Le istituzioni religiose hanno
strappato la Bibbia di mano al popolo e
perciò l’hanno indotto ad affidarsi a
ciò che gli viene fatto credere dai
preti o sacerdoti. Ne è il risultato che
molte persone sincere ignorano
totalmente qual è la volontà di Dio e
qual è la sua via. […] Il clero combatte
affinché questa conoscenza non pervenga
loro”. (Salvezza, 1939, pag. 242)
Al lettore, l’ardua sentenza: chi è che
“strappa la Bibbia dalle mani del
popolo?”
Il geovismo strappa la Bibbia dalle mani
del popolo
Chi non ha provato a dare ai testimoni
di Geova qualche fotocopia dove vengono
smentite le loro favole? I testimoni di
Geova sono così diffidenti che
rifiutano, respingono al mittente
fotocopie tratte dalla loro stessa
stampa. Il motivo?
1. Sono stati bene allenati dalle loro
guide a non accettare nulla dai
cosiddetti “apostati” o da coloro che
non la pensano come il geovismo.
2. “Letteratura apostata provocatoria ci
può arrivare per posta senza che la
chiediamo. Incuriositi, alcuni fratelli
hanno letto tale materiale degradante,
compromettendo la loro fede”.
(La Torre di Guardia 15/8/ 1988 p. 13)
3. Bisogna rifiutare lettere e
pubblicazioni trovate nella cassetta
della posta, perché preso dalla
curiosità si potrà leggere tale
materiale “degradante”, cadendo in balia
del dubbio.
(La Torre di Guardia 15/3/1986 p. 12)
4. I dirigenti del corpo direttivo hanno
paura di perdere le loro pecore che sono
paragonati a cani e a porci che
ritornano a rivoltarsi nel fango.
(Ibidem, p. 13)
5. Le fotocopie sono paragonate a
materiale “pornografico”. Cari Cristiani
Cattolici, state attenti! Quando i
testimoni di Geova si avvicinano per
offrirvi i loro giornaletti, vi stanno
offrendo materiale “degradante e
pornografico”.
(Ibidem, p. 13)
Morale della favola geovista è la
seguente: Se io testimone di Geova leggo
le infinite contraddizioni e bugie
geoviste e scopre che non sono sulla via
della verità, cosa faccio? Non mi resta
altro che uscire da quella
organizzazione che mi ha ingannato per
tanti anni. La Società, che mi tiene
incatenato alla Torre di Guardia, non è
così ingenua da lasciarmi facilmente
andare. La motivazione basa per cui non
devi accettare nulla, all’infuori della
Torre di Guardia e Svegliatevi!, è
proprio questa. Tale riviste, dicono,
“ci provvedono un costante flusso di
informazioni. Abbiamo molti libri e
opuscoli che trattano una grande varietà
di argomenti biblici”.
(La Torre di Guardia 15/8/1988 p. 14)
Tutto ciò che negativamente pensa il
corpo direttivo sui Cattolici, si
ritorce su di esso stesso. Non è raro
vedere testimoni di Geova forniti di
fotocopie e falsi documenti che
distribuiscono a gente più sprovveduti
di loro per bassi fini. E’ il caso della
cosiddetta “proibizione della Bibbia
nelle nani del popolo”.
Un quotidiano italiano (certamente
scritto da un tdG) tira in ballo una
presunta relazione di prelati che dava
consigli riguardo l’uso della Bibbia:
“Una relazione di prelati inviata al
Papa nel 1533 avverte: “Debbono farsi
tutti gli sforzi acciocché si permetta
il meno possibile la lettura del
Vangelo… Basti quel pochissimo che suol
leggersi nella messa, né più di quello
sia permesso leggere a chicchessia.
Finché gli uomini si contentarono di
quel poco, gli interessi della Santità
Vostra prosperarono. Ma quando si volle
leggere di più cominciarono a decadere.
Quel libro insomma (Il Vangelo), è
quello che più di ogni altro ha
suscitato contro di noi i turbini e
quelle tempeste per le quali è mancato
poco che noi fossimo interamente
perduti. Ed è vero, se qualcuno lo
esamina interamente e diligentemente, e
poi confronta le istruzioni della Bibbia
con quello che si fa nelle nostre chiese
si avvedrà subito che la nostra dottrina
è molte volte diversa e più spesso
ancora, ad essa contraria…”.
(La Repubblica del 5/2/2001)
Il documento dal quale la relazione è
stata tratta e che viene usata spesso
dai testimoni di Geova, è un falso
documento tratto da uno dei tanti
libelli diffamatori di Pier Paolo
Vergerio.
Riportiamo qui il falso volantino in
fotocopie che i testimoni di Geova vanno
spacciando.
________________________
DOCUMENTO STORICO AL TEMPO DELLA
RIFORMA
ROMA E LA BIBBIA
Foglio B – n. 1088 – vol. II – pagg.
641-650
Sotto questo titolo la rivista
settimanale “The Truth” (La Verità)
pubblicata in Gerusalemme da, in data 3
novembre 1911, un articolo che cita un
documento conservato nella Biblioteca
Nazionale di Parigi, il quale contiene
dei consigli, che i Cardinali diedero al
Papa Giulio III all’epoca della sua
elezione alla Santa Sede nell’anno 1550.
Questo documento racchiude i seguenti
brani:
“Fra tutti i consigli che possiamo avere
a presentare alla sua santità ne
riserviamo il più importante in ultimo.
Dobbiamo tenere gli occhi bene aperti ed
intervenire con tutta la potenza nostra
nell’affare che abbiamo da considerare”.
Trattasi di quanto segue:
“La lettura del Vangelo non deve essere
permessa che il meno possibile
specialmente nelle lingue moderne, e nei
paesi sottomessi alla vostra autorità.
Il pochissimo che viene letto
generalmente alla messa, dovrebbe
bastare e devesi proibire a chiunque di
leggerne di più.
Finché il popolo si contenterà di quel
poco, i vostri interessi prospereranno;
ma nel momento che se ne vorrà leggere
di più, i vostri interessi cominceranno
a soffrire.
Ecco il libro, che più di nessun altro,
provocò contro di noi le ribellioni, le
tempeste che hanno arrischiato perderci.
Difatti, se alcuno esamina accuratamente
l’insegnamento della Bibbia e lo
paragona a quanto succede nelle nostre
chiese, troverà ben presto le
contraddizioni e vedrà che il nostro
insegnamento spesso si scarta da quello
della Bibbia e più spesso ancora è in
opposizione ad essa.
Se il popolo si rende conto di questo,
ci provocherà senza requie finche tutto
venga svelato ed allora diventeremo
l’oggetto della derisione e dell’odio
universale.
E’ necessario dunque che la Bibbia venga
tolta e strappata dalle mani del popolo,
però con gran prudenza per non provocare
tumulti”.
Nella Biblioteca Nazionale di Parigi
esiste un prezioso documento (in Foglio
B - n. 1088 - vol. II pagine 641-650);
esso porta il titolo: Avvisi sopra i
mezzi più opportuni a sostenere la
Chiesa Romana. Il documento è in latino,
ma prima di tradurre la parte che
riguarda il nostro tema, ne daremo un
cenno storico.
Nel 1553, Papa Giulio III, non sapendo
quali ostacoli opporre al progresso
della Riforma religiosa, sentiva
vacillarsi sul capo il triregno. Allora
pensò saviamente a prendere dei
provvedimenti. Fece riunire in Bologna i
tre più dotti vescovi di quel tempo, col
mandato di consultare con tutta serietà,
e proporre poi al Papa i rimedi che
avrebbero giudicati opportuni per
salvare la curia romana. I prelati, dopo
lunga deliberazione, presentarono al
Papa uno scritto da loro firmato che
conteneva il risultato delle loro
deliberazioni. Quel lungo scritto
finisce con queste parole:
“Infine (quello che, tra tutti i
consigli che noi in questo tempo
possiamo dare alla vostra beatitudine,
il più importante di tutti, l’abbiamo
riservato per ultimo), qui devono essere
aperti gli occhi, ci si dovrà sforzare
con tutte le energie affinché il meno
possibile del Vangelo (soprattutto in
lingua volgare) venga letto in quelle
città che sono sotto la vostra autorità
e giurisdizione, e basti quel pochino
che suole essere letto nella messa, e
più di quello a nessuno degli uomini sia
permesso di leggere. Finché infatti gli
uomini furono contenti di quel pochino,
tanto a lungo le vostre faccende secondo
la vostra volontà procedettero; e le
medesime cominciarono a prendere la
piega opposta da quando dappertutto è
consuetudine che si legga di più. Questo
è (in definitiva) quel libro che più
degli altri queste tempeste e turbini ci
ha suscitato, dai quali siamo stati
quasi travolti. E certamente, qualora
uno lo esamini diligentemente, poi
osservi per ordine le singole cose che
sogliono essere compiute nelle nostre
chiese, vedrà che c’è moltissima
differenza tra loro, e che questa nostra
dottrina è assolutamente diversa da
quella e spesso anche opposta. E non
appena gli uomini capiscono ciò,
naturalmente istigati da qualcuno,
dotto, dei nostri avversari, non cessano
di gridare prima di avere completamente
divulgato ogni cosa e di averci resi
odiosi da tutti. Perciò dovranno essere
nascosti quei pochi libriccini, ma con
l’uso di una certa cautela e diligenza,
affinché quel fatto non susciti contro
di noi disordini e tumulti più gravi”.
Bologna, 20 ottobre 1553
Vincenzo De Duranti, Vescovo
di Thermule, Bresciano.
Egidio Falceta, Vescovo Capruano.
Gerardo Busdrago, Vescovo Tessalonicense.
[3]
Anche la rivista Torre di Guardia, ha
citato in parte questo documento,
nell’edizione del 1/6/1959, pagina 328.
[4]
_______________________________
“Simile timore per la verità della
Bibbia venne espresso dai cardinali
della corte romana al papa Giulio III,
nel 1550, dicendo: “La Bibbia è il libro
che, più d’ogni altro, ha suscitato
contro di noi i tumulti e la tempesta
che ci hanno quasi travolti. Infatti
chiunque esamini da vicino e confronti
l’insegnamento che avviene nelle nostre
chiese, presto troverà discordanza, e
realizzerà che i nostri insegnamenti
sono spesso diversi dalla Bibbia e ancor
più spesso contrari ad essa, e se il
popolo si rende conto di ciò, non finirà
più di sfidarci finché ogni cosa non sia
resa palese, e allora diverremo
l’oggetto di scorno e d’odio universali.
Quindi, è necessario sottrarre la Bibbia
alla vista del popolo, ma con estrema
cautela per non provocare una
ribellione”.
Lo stesso falso venne citato due anni
dopo nella Svegliatevi! dell’8 aprile
1961, pagina 7.[5]
“Vi è dunque una potente ragione per cui
la Chiesa Cattolica scoraggia, con varie
azioni, la lettura della Bibbia.
Considerate, per esempio il discorso
pronunciato dai cardinali della corte
romana al papa Giulio III immediatamente
dopo la sua elevazione al papato nel
1550. E’ contenuto in un documento
storico dei tempi della Riforma che si
preserva nella Biblioteca Nazionale di
Parigi nel Folio B, N° 1088, Vol.
2,pagg. 641-650. […] Non c’è da
meravigliarsi se la Chiesa Cattolica
Romana distrugge fino a questo giorno le
Bibbie e dice ai cattolici che la
lettura della Bibbia ‘non è necessaria’!
Quello che i Testimoni di Geova non
sanno – e, a quanto pare non lo sa
nemmeno il Corpo Direttivo che ha citato
questo scritto – che il testo è un falso
storico inventato, prodotto e spacciato
da Pier Paolo Vergerio (1498-1565).
Costui era un vescovo cattolico di
Mondrusch e di Capodistria, apostata
dalla fede cattolica nel 1549 per
adesione alla Riforma Protestante, e si
distinse per la produzione di numerosi
scritti polemici contro la Chiesa
Cattolica. [6]
Alcuni hanno voluto scrivere alla
Biblioteca Nazionale di Parigi per
verificare sia l’esistenza che
l’autenticità di questo scritto.
Accanto al documento la Biblioteca
Nazionale di Parigi
ci ha fatto pervenire la seguente nota:
“Quoique n’etant que partiellement
consacre à la lecture de la Bible, le
texte de Vergerio a ètè frèquemment
utilisè dans les polemiques entre
protestants et catholiques sur ce aujet,
meme apres que la critique avait ète
faite par de nombreux thèologiens (Consulter
la thèse de Thèologie protestante de A.
Ch. Siegfried – La Vie et les travaux de
P. P. Vergerio Strasbourg. 1857 – in 8°,
39 p.).
Il ressort de ces ètudes que P. P.
Vergerio est vèritablement l’auter du
Consilim quorundam episcoporum…, dont le
texte figure dans ses oeuvres completes
publièes en 1563.
Ce texte fait partie de ses nombreux
opuscoles publiès anonymement lo de sa
violente polèmique avec la papautè. Il
est donc impossible d’admettre que le
Consilium quorundam episcoporum… èmane
d’une quelconque autoritè de l’Eglise
catholique”.
Traduzione in italiano del testo
francese:
Sebbene dedito solamente in parte alla
lettura della Bibbia, il testo di
Vergerio è stato frequentemente
utilizzato nelle polemiche tra
protestanti e cattolici su questo tema,
anche dopo che la critica era stata
fatta da numerosi teologi (Consultare la
tesi di teologia protestante di A. Ch.
Siegfried. – La Vita ed i lavori di P.P.
Vergerio- Strasbourg. 1857 – in 8°, 39
p.).
Da questi studi risulta che P.P.
Vergerio è veramente l’autore del
Consilium quorundam episcoporum…, il cui
testo figura nelle sue opere complete
pubblicate nel 1563.
Questo testo fa parte dei suoi numerosi
opuscoli pubblicati anonimamente
all’epoca della sua violenta polemica
con il papato. E’ dunque impossibile
ammettere che il Consilium quorundam
episcoporum emani da una qualunque
autorità della Chiesa cattolica.
Oltre a questa nota la biblioteca ha
inviato anche una lettera, nella quale
fra l’altro si legge:
“Il testo che cercate è una critica, in
chiave satirica, del papato, pubblicata
nel 1553 con il titolo di Consilium
quorundam episcoporum Bononiae
congregatorum quod de ratione
stabilendae Romane ecclesiae Iulio III
P. M. datum est. Il suo autore, Paolo
Pietro Vergerio (1498-1565), vescovo di
Modrusch, poi di Capo d’Istria, che
aderì in seguito alla Riforma verso il
1549, mette in scena tre vescovi che
consigliano il papa Giulio III sul modo
di ristabilire l’autorità pontificale”.
[7]
In fondo: che cosa dice questo falso
documento.
In sostanza il documento direbbe: “E’
necessario dunque che la Bibbia sia
strappata dalle mani del popolo”.
1) Dato e non concesso che il documento
sia autentico, rimane sempre un
consiglio che dei Cardinali diedero al
Papa. Consiglio sbagliato? Consiglio
interessato? Consiglio poco
lungimirante? Può darsi, ma quei
Cardinali non fanno la Chiesa. Siamo
durante il Concilio di Trento e tutti
sanno quanta importanza, quanta
venerazione e quanta cura la Chiesa del
tempo ha esercitato proprio per
conservare integra la Bibbia che
l’invenzione della stampa. Il nascente
Protestantesimo e la difficoltà dei
tempi tendevano a disintegrare.
Ecco un esempio di quanto succedeva a
quei tempi attorno alla Bibbia:
“Restano parlare degli altri abusi, de’
quali ciascuno haveva raccolto numero
grande, e in questo adunati innumerevoli
modi:come la debolezza, e superstizione
humana si vale delle cose sacre, non
solo oltre, ma anco contra quello perché
sono instituite. Delle incantationi, per
trovar dè thesori, e effettuare lascivi
dissegni; o ottenere cose illecite. Fu
assai parlato, e proposti molti rimedij,
per estirparle. Tra le incantationi
ancora fu posto da alcuni il portar
addosso Evangelij, nomi di Dio, per
prevenir’ infermità, o guarire d’esse:
overo, per essere guardato da mali, e
infortunij, o per haver prosperità: il
leggergli medesimamente per gl’istessi
affetti, e lo scrivergli con
osservatione dè tempi… e il recitare
Evangelij sopra le arme, accio habbiamo
virtù contra gli inimici. In questa
serie erano poste le congiurationi dè
cani che non mordano, delle serpi che
non afendano; delle bestie nocive alle
campagne, delle tempeste, ed altre cause
di sterilità della terra: ricercando che
tutte queste osservationi, come abusi,
fossero condannate, prohibite, e
punite…”
( “Historia del Concilio Tridentini”di
Pietro Soave Polano. In Ginevra – MDCLX,
libro 2° p.165)
E’ una storia scritta quasi
contemporaneamente al supposto consiglio
dei suddetti Cardinali. Bravi Cardinali
tanto preoccupati di salvare la purezza
della Parola di Dio dalle aberrazioni
del tempo!
2) C’è poi la favola delle Bibbie
strappate e incatenate perché il popolo
non le leggesse. Intanto l’opera di
copiatura di una Bibbia comportava
moltissimi anni di lavoro e le Bibbie
costavano molto. Non meno costavano le
prime Bibbie stampate. Sappiamo che
nella cattedrale di Hereford in
Inghilterra i libri erano assicurati con
catene per evitare che fossero rubati
dagli eruditi o dagli studenti, molti
dei quali erano così poveri che potevano
comprare i costosi libri dell’epoca una
sola pagina alla volta. (Materiale
tratto da “I Mondi dell’uomo”, vol. VIII,
pagina 20).
Da ultimo, quanti sapevano leggere nel
16° secolo?
“Dire menzogne o essere disonesti è
nocivo per gli altri. […] Alcuni mentono
per ingannare e trarne un guadagno
personale. Ma indipendentemente dalla
ragione, i fatti finiranno per venire a
galla, e questo provocherà la delusione
di colui che è stato ingannato, il
quale, in seguito, non avrà più fiducia
in colui che lo ha ingannato”.(Torre di
Guardia 1/8/1963, pagina 469).
“Non c’è nulla di nascosto che non sarà
svelato, né di segreto che non sarà
conosciuto”
- Luca 12 : 2
NOTE:
[1] Consilium Quorundam – Foglio B. – N.
1088 – Vol. II – pagine da 641a 650 (in
latino con
traduzione).
[2] Tour de Garde , Giugno/1912, pp.
210-211
[3] Documento storico al tempo della
riforma – “ROMA E LA BIBBIA”
[4] Torre di Guardia 1/6/1959, p. 328;
(ed. inglese WT 15/2/1958, p. 107)
[5] Svegliatevi! 8/4/1961, p. 7; (ed.
inglese G. 8 ottobre 1960, p. 7)
[6] Enciclopedia Cattolica, pp.
1263-1264
[7] Lettera della Biblioteca Nazionale
di Parigi del 2 dicembre 1996: Ricevuta
della Biblioteca.
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IL 5 PER MILLE NON PIU’ AI TESTIMONI DI
GEOVA
La legge n. 266/2005 prevede la
possibilità di destinare una quota pari
al 5 per mille dell’imposta sul reddito
delle persone fisiche a finalità di
sostegno delle ONLUS (Organizzazione non
lucrative di utilità sociale), e la
Congregazione dei Testimoni di Geova nel
2006 si è iscritta nell’elenco dei
soggetti di cui alla lettera affinché
possano beneficiare.
Infatti, si trovava sull’elenco della
Agenzia delle Entrate con la
denominazione:
CONGREGAZIONE CRISTIANA DEI TESTIMONI DI
GEOVA
VIA DELLA BUFALOTTA 1281
OO138 ROMA
Codice Fiscale 97048750588
Tipo A
Oggi non appare più sull’elenco della
Agenzia delle Entrate.
La Congregazione Cristiana dei Testimoni
di Geova, non è più compresa nell’elenco
dei beneficiari. Perciò i Testimoni di
Geova non ne possono più usufruirne, il
motivo penso che sia dovuto per non
essere costretti a dimostrare che non
fanno niente di umanitario se non solo
per se stessi.
I Testimoni di Geova fanno opera di
beneficienza?
E’ da molti anni che i Testimoni di
Geova, cercano con tutti i mezzi a loro
disposizione, di ottenere la loro
fettina di torta dell’8 per mille dell’Irpef,
ma senza alcun risultato. Così, per non
privare la propria organizzazione
religiosa, nel 2006, non ha esitato a
brandire carta e penna ed ha presentato
domanda di iscrizione all’Agenzia delle
Entrate per beneficiare del 5 per mille
dell’Irpef.
A chi conosce i Testimoni di Geova, può
sembrare strano che una confessione che
si ritiene “separata dal mondo”
(Ragioniamo, 1990 p. 301), giudicando il
mondo “nemico di Dio” (Km. 2/98 p.7), e
che però usa i mezzi che il “mondo”
offre per conseguire i loro interessi,
dichiara “satanico” lo Stato (La Verità
che conduce alla Vita Eterna, 1990, p.
99) e che, predica che “L’amore per il
denaro è la radice di ogni sorta di cose
dannose”, abbia presentato questa
domanda.
I Testimoni di Geova praticano la carità
cristiana? Come vedono le opere di
misericordia, il volontariato verso gli
emarginati, l’opera per la pace, le
iniziative varie di solidarietà fra i
popoli, categorie sociali, persone,
ecc.?
Le opere di misericordia i Testimoni di
Geova non sanno proprio cosa sono,
perché tutte le iniziative per gli
emarginati, alcolisti, drogati,
portatori di handicap, ecc., affermano
che non sono importanti. Per quali
motivi?
In primo luogo perché dicono che tocca
al governo provvedere in proposito. Poi
perché dovere primario cristiano,
secondo loro, è quello di predicare il
regno. Un particolare interesse è stato
dato ai terremotati, purché dei loro e
per motivi propagandistici. Arrivano
prima sul posto, la stampa parla del
loro “amore”. Ma in realtà i fondi
raccolti in tutto il mondo provengono
dalle “altre pecore” dei Testimoni di
Geova, mentre i loro capi non muovono un
dito. L’interessamento è piuttosto di
natura propagandistica e pecuniaria. I
Testimoni di Geova non conoscono l’amore
cristiano, perché il Corpo Direttivo
inculca nel cuore e nella mente dei
propri aderenti un solo sentimento:
“L’ODIO PURO” per chi non è seguace di
Geova. (Torre di Guardia, 15/3/1953 p.
89)
Per il Testimone di Geova il donare cose
spirituali è più importante dell’offrire
doni materiali. Il grosso delle loro
donazioni va al mantenimento delle loro
“Sale del Regno” che sono centri
permanenti religiosi ed educativi e
costituisce contribuzione per l’opera di
pubblicazioni e missionaria della
Società.
“Gesù, nostro esempio, non sciupò il
proprio tempo facendo monete d’oro e
d’argento da dare ai poveri. Al
contrario, egli disse: “Ai poveri è
annunciata la buona notizia”. … Per
questo scopo essi usano le loro
ricchezze e i loro beni materiali per
stampare bibbie e letteratura biblica,
onde le persone di buona volontà
imparino questa buona notizia e vivono”.
(Svegliatevi! 22/12/1959 p. 29)
Tenendo presente ciò, è facile osservare
quindi che i doni e l’assistenza come
esempi di imparziale benevolenza da
parte della Società Torre di Guardia non
sono in realtà che doni a quelli della
“Torre di Guardia”, alle “Sale del
Regno” e ai loro missionari, allo scopo
di incrementare la propaganda della
Torre di Guardia. Poiché il Corpo
Direttivo condanna la cristianità che
avrebbe a suo dire trascurati i poveri
ed i bisognosi (Torre di Guardia,
15/7/1953 pp. 219, 221), ci si chiede
che cosa abbiano fatto essi. Hanno
semplicemente provveduto ai propri e per
altri pochi, mentre la Chiesa Cattolica,
specie nelle calamità naturali, ha speso
milioni di euro per ogni genere di
persone, di cui una grande porzione non
sono neppure cristiani. Essa aiuta,
soccorre credenti e non credenti,
geovisti e non geovisti, cristiani e non
cristiani. La Caritas Italiana è
impegnata a lungo termine, e così altri
centri e gruppi ecclesiali: un
volontariato cattolico di circa 2.000
uomini: Agesco, obiettori, Misericordie,
ACLI, Unitalsi, Opere parrocchiali, ecc.
Tutti impiegati nel soccorrere le
famiglie sfortunate di cui sopra, con
viveri e vestiari.
La Chiesa cattolica mostra il suo amore
per gli increduli dando da mangiare ai
suoi nemici e benedicendo quelli che la
maledicono. I Testimoni di Geova nella
loro grande maggioranza amano solo
quelli della loro cerchia e provvedono
solo ai loro bisogni.
La Congregazione dei testimoni di Geova
in un opuscolo, non destinato al
pubblico, ma dato solo alle autorità:
Prefettura, Questura, Comune,
carabinieri ecc., scrivono:
“Si ricordi che molte organizzazioni
confessionali fanno spesso la “carità”,
utilizzando però a questo fine
contributi statali”. (I Testimoni di
Geova in Italia – DOSSIER – 1998 p. 52).
Sarebbe bene che i Testimoni di Geova si
ricordassero di questo scritto e che
almeno lo utilizzassero con il denaro
che ricevono dallo Stato dal contributo
del 5 per mille del 2006.
Non risulta che il geovismo abbia fatto
opera di beneficenza. Non ha mai versato
un euro, non si sono mai impegnati in
opere di carità. Samuel Okogbue per
motivi di coscienza, essendo egli membro
dei tesimoni di Geova, si rifiuta di
pagare una “tassa” per aiutare a
costruire una clinica.
(Vedi La Torre di Guardia del 15/12/1992
pp. 19, 20)
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COSTRUZIONI SALE DEL REGNO E
CONTRIBUZIONI
I testimoni di Geova ingenui hanno una
reazione brusca quando si muovono accuse
di arricchimento alla Società. A denti
stretti rispondono: “Queste sono
calunnie messe in giro allo scopo di
fermare la nostra attività di
evangelizzazione!”.
Sappiamo benissimo che la grande massa
dei tdG non scoprirà mai quello che si
nasconde dietro la facciata della
Società TdG. Inc.
Nella circolare del 26/6/91 diretta a
tutte le congregazioni d’Italia, si
parla di costruzioni di Sale del Regno
in Polonia, di deposito e magazzini per
la letteratura. Il Corpo Direttivo
rivolge un caloroso invito a tutte le
congregazioni.
“Si richiede che ogni congregazione
metta nella sala del Regno una cassetta
di contribuzioni contrassegnata
‘Contribuzioni per l’Europa
Orientale…’”.
Lo ripeto.
In tutta la letteratura geovista non si
parla MAI di aiutare gente bisognosa, MA
SEMPRE di contribuzioni per ampliare la
multinazionale dell’Editoria Torre di
Guardia, invitando il personale con anni
di esperienza nel campo edilizio ad
offrire volontariamente la propria
opera.
(Cfr. Circolare a tutte le congregazioni
9/3/91; 4/12/91).
A testimonianza che il geovismo non è
disinteressato al dio mammona, il Sig.
Gianfranco Oliviero di San Remo ha
pubblicato nel settembre 1991 la
situazione di sua moglie intrappolata
nei tdG.
“… La geovista (la moglie di Oliviero)
aveva donato un sacco di soldi: assegni
da 2.500.000 lire, uno da 1.500.000 lire
e tanti altri. Chiedo alla suddetta il
motivo, e mi viene risposto che i soldi
non servono: ma guarda caso servono per
i geovisti per costruire uno stadio per
le loro assemblee a Cairo Montenotte.
Per me è stata una grande mazzata,
allora vengo costretto a chiedere la
separazione…”
La sete di costruire imperi indusse la
Società Torre di Guardia ad una bassezza
veramente immorale. Lascio ai lettori la
libertà di commentare quanto segue:
“Sebbene i fratelli fossero
pecuniariamente molto poveri, poiché
molti di essi erano disoccupati,
tuttavia per assicurare una interrotta
fornitura di pubblicazioni furono
immediatamente disposti a offrire il
denaro che avevano già risparmiato per
il congresso di Berlino, e anche
qualsiasi altra cosa che potessero
risparmiare delle loro limitate risorse
pecuniarie. Infatti, molti sacrificano
il loro anello nuziale e altri
gioielli”. (Annuario 1975 p. 106)
Ma ritorniamo sull’argomento delle
cosiddette contribuzioni geoviste.
I manager sono più sfacciati nella
richiesta di nuove “contribuzioni”:
“E’ vantaggioso… che la proprietà delle
sale del Regno sia intestata alla
congregazione centrale… il solo ente
giuridicamente riconosciuto dell’ambito
della nostra organizzazione… Ne consegue
che un’associazione non riconosciuta… è
soggetta a pagare le tasse attualmente
previste, mentre ne è esente la
congregazione centrale”. (Circolare “A
tutti i corpi degli anziani, 11/5/1989)
Il trucco c’è ma non si vede; però
scopriamo attraverso un altro documento:
“Il Ministero del Regno” di aprile 1986
dal titolo: “Un Nuovo programma per la
costruzione di Sale del Regno”.
A pagina 5 la sede centrale di Brooklyn
scrive: “Tutte le contribuzioni andranno
nel fondo della Società… Le
congregazioni che avranno bisogno di
fondi per costruire una Sala del Regno
potranno chiedere un prestito di fondo…
istituito dalla Società”.
Il trucco sta proprio qui: le
contribuzioni che ieri hanno fatto i tdG
oggi servono ai dirigenti americani per
fare prestiti agli stessi donatori per
la costruzione di immobili che
diventeranno di proprietà della Società.
Ma sentite con che sfacciataggine il
Corpo Direttivo scrive:
“Grazie a miliardi di lire di prestiti
ottenuti tramite la Società, ogni anno
si costruiscono centinaia di nuove Sale
del Regno, e molte altre vengono
ristrutturate e ampliate”.
(La Torre di Guardia 1/12/95 p. 30).
Non occorrono commenti.
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CHI E’ LO SCHIAVO FEDELE E DISCRETO?
La Società Torre di Guardia è una delle
organizzazioni religiose più autoritarie
che esistono. La lealtà incondizionata
che i testimoni di Geova di tutti il
mondo le tributano si basa sulla
convinzione che essa rappresenti il
canale di Dio. Ciò vuol dire che Geova
Dio parla agli uomini solo per mezzi di
questa organizzazione. Soltanto coloro
che la dirigono possiedono lo spirito
santo di Dio che comunica i suoi
pensieri agli uomini sulla terra. Così,
chiunque abbia difficoltà ad accettare
ciò che la Società insegna o che mostri
in qualche modo un’attitudine critica
verso uno qualunque dei suoi
insegnamenti, è classificato come “uno
che non ha né apprezzato né gratitudine”
per tutto quello che Dio provvede in
senso spirituale mediante il suo
“canale”.
La verità è semplice, cari amici: la
Bibbia, senza l’interpretazione che ne
dà di essa lo Schiavo Fedele e Discreto,
è molto difficile da capire: per cui
“Questo include l’essere leali allo
schiavo fedele e discreto” (Torre di
Guardia 1/12/1990 p. 18).
Ma, chi è effettivamente lo “schiavo”,
poiché sulle riviste Torre di Guardia,
di oggi e del passato, credo che viene
fatta molta confusione. Mi spiego: Nella
Torre di Guardia del novembre 1881 p. 5
è scritto che lo s.f.d. è una classe;
nella Torre di Guardia 1/3/1896 p. 47 –
15/4/1904 p. 125 e Studi sulle Scritture
vol. 4 p. 613 è scritto che lo s.f.d. è
un individuo; nella Torre di Guardia
1577/1906 p. 229 Russell si identifica
come “portavoce di Dio”, per cui colui
che dà cibo a suo tempo, quindi s.f.d.,
indi a tal proposito bisogna correggere
le pagine 348 e 349 del libro “Il
Millenario regno di Dio si è avvicinato”
del 1975, ove, erroneamente è stato
scritto che Russell non ebbe mai a
pretendere che fosse lo s.f.d..
Nelle Torri di Guardia 1/12/1916 p. 357
– 15/2/1917 p. 68 – 1/4/1920 pp.100, 101
– 1/5/1922 p. 132 – 15/9/1922 p. 273-
1/3/1923 p. 68 nonché Finished Mistery
p. 53, 125, 378 e L’Arpa di Dio p. 242
Rutherford dichiarò che RUSSELL È LO
SCHIAVO FEDELE E DISCRETO!!!
“Dio ha mostrato che diede il fratello
Russell alla chiesa per essere un
portavoce per lui. Satana ha tentato
molte volte di demolire questa verità…
affinché il popolo di Dio creda: 1) che
il fratello Russell non fosse il solo
canale con il quale il Signore avrebbe
guidato il suo popolo”.
(The Watch Tower 15/9/1922 p. 279
E’ solo con l’edizione della Watch Tower
del 15/2/1927 che si iniziò a dire che
lo s.f.d. è una classe e non Russell.
“Quel servo fedele e discreto non si
applica ad un solo individuo e neppure
al fratello Russell. Russell
personalmente non pretese mai di essere
quel servo. Pensarla alla maniera di
prima vorrebbe dire far violenza alla
Scrittura” (The Watch Tower 15/2/1927 p.
56).
Cari amici, qual è la verità circa
l’identificazione dello schiavo fedele e
discreto? E’ quella che vigeva sino al
1927 o quella che segue la predetta
data? Penso che se lo s.f.d. sia Russell
ha ragione la Watch Tower del 15/9/1922
. 279, quando scrive che Satana ha in
progetto di non far credere alle persone
che lo s.f.d. sia Russell e, dato che il
Corpo Direttivo dei testimoni di Geova
sostiene tale tesi, i testimoni di Geova
sarebbero figli ed alleati di Satana;
mentre se la verità è all’opposto, cioè
che lo s.f.d. non è Russell ma una
classe composta composita non mi resta
che dire che Russell è stato un
impostore ed un millantatore per cui
dato che la Società non ha mai ripudiato
le sue credenze, il corpo governante dei
testimoni di Geova sono figli della
menzogna.
Concludendo, mi domando: quando la Torre
di Guardia finirà di dire menzogne? E
Quando finiranno i testimoni di Geova di
seguire questo ente spacciatore di
contraddizioni?
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TRIBOLAZIONI CONIUGALI DI C. T.
RUSSELL
La vita di Russell, fu costellata da
processi, nei quali fu quasi sempre
condannato.
Assai noiosi furono per lui i
contrasti nell’ambito privato della
famiglia. Nel 1879 Russell aveva
sposato Maria Frances Ackley, che
divenne sua valida collaboratrice nel
lavoro di propaganda, ed era stata
addirittura segretario-tesoriere della
Società Torre di Guardia di Sion. Ma
nel 1897, dopo 18 anni di matrimonio,
i rapporti tra i due divennero assai
tesi fino a giungere alla completa
rottura. La causa di separazione fu
discussa nel 1906 e dopo due anni fu
emessa la sentenza, che condannava
Russell per crudeltà verso la moglie,
anche se l’Annuario dei testimoni di
Geova pp. 63-68 tenta di smentirlo.
Non è mia intenzione accusare Russell
di una questione così delicata, ma una
cosa è certa: la sua vita è troppo
chiacchierata. Non si addice certo a
colui che si definì “sciavo fedele”, e
che poi Rutherford definirà come
“messaggero speciale dell’ultima
epoca; il rappresentante del Signore:
“essere adorato dai suoi seguaci”.
Alcuni, coinvolti nello scisma del
1894 contro Russell, simpatizzarono
con la moglie, Maria Francesca Ackley,
cercando di reclutarla. Russell
accusava i cospiratori di seminare
discordia nel cuore di sua moglie. Ma
i critici della Società lo attaccarono
apertamente sui problemi coniugali.
(cf. WT 15/7/1906 p. 3810 delle
ristampe).
“Il giudice e gli ascoltatori presenti
in corte, avvocati, ecc. videro con
chiarezza che le accuse della signora
Russell furono manipolate, che non
aveva subito alcuna umiliazione
ingiustizia? … La giuria restò fuori
per circa due ore e ritornò con un
verdetto che accordava il divorzio – a
grande sorpresa di tutti i presenti.
In spiegazione al verdetto alcuni dei
giurati dissero: “Abbiamo concluso che
non ci sarebbe alcuna speranza per una
riconciliazione e che faremmo un
favore a entrambe le parti decidendo
in favore del divorzio”. (WT 15/7/1906
p. 3817 delle ristampe)
Dal 1897 al 1899 Russell non dà nessun
sostegno finanziario alla moglie, è
solo nel 1906 che Russell è costretto
a versare alla moglie un aiuto
economico di 40 dollari mensili (cf.
Atti del processo pp. 18-20 e 37, 38;
Proclamatori 1993 p. 645). Sempre a
proposito degli alimenti come vorrebbe
fare capire l’Annuario dei testimoni
di Geova del 1976, a pagina 65, non è
vero che Russell li abbia sempre
pagati dal 1897. Anzi fu proprio
perché le furono tolti gli alimenti
che la moglie fece richiesta di
separazione legale.
Russell rifiutò di pagare gli alimenti
anche dopo la sentenza del processo
del 1906 in cui fu concesso il
divorzio. Per questo suo rifiuto
Russell sarebbe stato arrestato se non
fossero intervenuti Rutherford e altri
quattro Studenti Biblici che
raccolsero circa 9.000 dollari per
pagare alla moglie ciò che le era
dovuto. (Citato in “Les Temoins de
Jehovah” di Gerard Hebert, 1960 p. 37)
Molti anni dopo, in una pubblicazione,
i dirigenti geovisti rispondono ad una
domanda sulle separazioni delle coppie
“cristiane” (tdG) e non “cristiane”
(altre religioni). E in modo
particolare sul perché la moglie del
1° presidente, C. T. Russell, lo
lasciò.
Il Corpo Direttivo risponde attraverso
una lettera di Russell scritta da un
amico in Inghilterra il 27/12/1899. In
essa fa capire che tutte le colpe
siano soltanto della moglie, e che
lui, Russell, sia soltanto la vittima
o capro espiatorio. In poche parole:
“C. T. Russell scrisse: “La sorella
Russell fu colpita dallo spirito
dell’ambizione com’è accaduto ad
altri, e tre anni fa per provvidenza
del Signore parve meglio che non fosse
più associata con le pubblicazioni..,
fin quando non mostrasse a questo
riguardo un completo cambiamento di
cuore”.
(Torre di Guardia 1/7/1973 p. 414)
Dagli stessi documenti geovisti, la
storia risulta ben diversa. Dagli Atti
del processo del 1906 risulta che
Russell è accusato dalla moglie di
molestia sessuale verso i minori.
“La moglie si separò volontariamente
da lui, dopo che ebbero fissato un
assegno finanziario per metterla in
grado di vivere” WT 15/7/1906 p. 3815
delle ristampe); cf. Torre di Guardia
1/9/1955 p. 535).
“Ma in verità è certo che non si sia
trovato qualcuno che abbia potuto
testimoniare contro la moralità del
Pastore Russell. Fino al giorno della
sua morte egli poté dire di se ciò che
probabilmente pochissimi uomini, a
parte Nostro Signore, poterono dire,
cioè che egli aveva vissuto una vita
di assoluto celibato”. (Lettera di W.
E. Van Amburgh – segretario tesoriere
della WTBTS del 15/6/1917).
“Gli dissi che avevo qualcosa di molto
grave da dirgli a proposito di questa
faccenda, e lui mi disse: “Cosa c’è? E
io gli dissi: “Rose mi ha detto che
sei stato molto intimo con lei, che
avevi l’abitudine di abbracciarla e di
baciarla e di farla sedere sulle tue
ginocchia e di scambiare carezze con
lei, e lei mi diceva che tu le hai
chiesto di non raccontarmelo in nessun
caso, ma lei non ha potuto
trattenersi. Mi disse che se io ne
soffrivo, lei sentiva di dover venire
da me a fare una confessione, e così
ha fatto” (Maria Russell, moglie di
Charles Russell. Tratto da Brooklyn
Eagle, 29 ottobre 1911).
“Il suo comportamento verso la moglie
ha evidenziato un egoismo così
insistente e un auto-incensamento così
stravagante da rendere evidente alla
giuria che la sua condotta verso di
lei era di continua arrogante
prepotenza, tale da rendere un peso la
vita di qualsiasi donna cristiana
sensibile e la sua condizione
intollerabile”.
(Opinione della Corte Suprema della
Pennsylvania 1909 vol. 37, p. 352)
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C. T. RUSSELL E J. F. RUTHERFORD ERANO
UMILI?
La Torre di Guardia del 1/12/1993 p.
14 porta il seguente titolo: “Esempi
di umiltà da imitare”.
A pagina 18 la Società parlando
dell’umiltà, cita due suoi campioni:
C.T. Russell e J. F. Rutherford,
mettendoli sullo stesso piano
dell’apostolo Paolo e dello stesso
Gesù. Del primo il C.D. dice tra
l’altro:
“Charles Taze Russell, la cui fede
possiamo imitare. Era un uomo umile?
Certamente!”
Ma la Società tralasciando i mille
difetti che Russell aveva, fa
consistere la sua umiltà nel non aver
firmato i suoi libri “Studi sulle
Scritture”.
“Un altro fedele servitore dei tempi
moderni che viene impiegato in modo
potente da Geova Dio fu Joseph F.
Rutherford… Egli fu un intrepido
difensore della verità biblica.., era
un uomo di cuore umile. Per esempio,
una volta fece delle affermazioni
categoriche su ciò che i cristiani
potevano aspettarsi per il 1925.
Quando gli eventi non confermarono le
sue aspettative, egli ammise umilmente
davanti alla famiglia Bethel di
Brooklyn di aver mostrato scarso
giudizio. Un cristiano unto che era
molto vicino al fratello Rutherford
affermò di averlo udito più volte
chiedere scusa sia in pubblico che in
privato…” (p. 18)
I dirigenti della Torre di Guardia
sono dei bugiardi. Come sempre, i
manager geovisti non citano nessun
documento per affermare che Rutherford
chiese scusa in pubblico, né possono
farlo, dal momento che non esiste
nessun documento.
Per smascherare questa ipocrisia
presento l’altra faccia della medaglia
geovista di cui l’organizzazione si
ricorda solo quando deve salvare il
salvabile insinuando nelle sue “altre
pecore” l’idea che si tratti sempre
delle solite falsità imbastite ad
arte. Si tratta, invece, di sacrosante
verità documentabili e documentate.
Primo campione di umiltà: RUSSELL.
Narra il geovismo che Russell fu umile
perché, non ascrisse a suo merito
l’essersi promosso a restauratore del
vero cristianesimo, dopo venti secoli
di cristianesimo infedele, ma
riconobbe Dio quale autore e promotore
della sua opera di restaurazione.
Per convincersi di quanto pelosa o
risibile sia questa umiltà, basta
chiedersi se non sia più umile
ascrivere le proprie trovate a se
stessi, piuttosto che al povero Dio.
Basti pensare alle misure dei corridoi
della Grande Piramide d’Egitto che
fece combaciare perfettamente con
certi numeri profetici della Bibbia
per dimostrare che la Grande Piramide,
accanto alla Bibbia, formava il
secondo indiscusso documento della
Parola di Dio. A cancellare poi queste
trovate ci pensò lo stesso successore
di Russell definendo la Piramide
“Un’opera diabolica per ingannare la
gente”
(cf. Torre di Guardia 15/2/1958 pp.
100, 103)
Ma Russell non fu umile per tanti
altri motivi. Il suo più significativo
documento di superbia fu la sua
incapacità di stare in pace con sua
moglie per quasi tutta la sua vita.
Russell non seppe riconoscere e
concedere a sua moglie i diritti di
moglie. Per questo dovette salire e
scendere infiniti scalini in vari
tribunali. Fo condannato per crudeltà.
Morì divorziato.(Dagli Atti della
Corte Suprema di Pennsylvania periodo
aprile-novembre 1908 Vol. 37 pagina
48: Divorzio – Maltrattamenti –
Crudeltà – Prove. [tutti documenti in
mio possesso]). Russell non era
riuscito a tenere assieme la sua
famiglia fatta di due persone e
pretese di tenere unita la grande
famiglia rusellita. La storia ha visto
i suoi seguaci, fino ad oggi,
separarsi in circa 15 gruppuscoli.
Per quanto poi il geovismo, abbia
cercato di nascondere, i fatti
russelliti, rimarranno sempre come
affari deplorevoli attorno al grano
cosiddetto miracoloso, ai fagioli, a
certe gocce contro il cancro e contro
tutte le malattie, gocce che per
decenni il geovismo ha venduto come
miracolose…
Infine, sanno tutti, eccetto quei
testimoni freschi e di buona fede, che
Russell aveva un’altissima opinione di
se. Dopo essersi definito “portavoce
di Dio”, “Angelo di Laodicea”,
“Pastore”, “schiavo fedele e
discreto”, ebbe il coraggio di
insegnare che i suoi scritti erano in
sostanza più importanti della Bibbia
in quanto chi avesse letto solo i suoi
scritti avrebbe trovato Bibbia e
salvezza.
Secondo campione di umiltà:
RUTHERFORD.
Quanto all’umiltà del signor Joseph F.
Rutherford, il compito di
smascheramento delle bugie geoviste
diventa più facile perché questo
signore è passato alla storia come un
dittatore.
Tutti coloro che lo hanno conosciuto,
lo hanno descritto con aspetto burbero
e pauroso. Aveva una voce terrificante
di cui si serviva non solo per imporre
le sue trovate stravaganti come quelle
sulla Croce, sul Natale, sui
compleanni, sulla barba, sul vestito
nero. Mandava in giro striscioni con
la scritta: “le religioni sono un
laccio ed una truffa”. Non si
accorgeva che chiamava truffa anche la
sua religione, tanto è vero che poi il
geovismo distinse tra religione vera e
religione falsa.
I discorsi e gli scritti di Rutherford
rimangono ancora oggi testimoni di un
livore, un disprezzo, una volgarità
unica. Fu uno dei più nobili campioni
di diffamazione, calunnia e insulti.
Per questi motivi finì anche in
prigione. Fu un uomo violento capace
di venire anche fisicamente alle mani.
Allontanò i suoi avversari dalla
centrale geovista dopo averla
espugnata con tutti i mezzi illegali
possibili.
Non sapendo che cosa dire di quest’uomo
volgare e buon bevitore di whisky e
birra (Cfr. The San Diego Sun 1/9/1931
p. 1), il geovismo ha inventato la
storiellina, di un uomo che pregava
“come un bambino”. Forse Rutherford,
più che pregare come un bambino
avrebbe fatto meglio ad accogliere con
sé, nella villa principesca dei
Profeti mancati, la moglie malaticcia
ed il figlio. Un figlio che conoscendo
bene “l’umile” padre, preferì fare a
meno di lui.
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UNA SERATA DA… TESTIMONI
Testimoni di Geova
inconsapevolmente succubi degli
insegnamenti
del Corpo Direttivo
Immaginate una tranquilla serata di
due giovani coniugi testimoni di Geova
(che chiameremo Marco e Lucia) e del
loro figlioletto di sei anni (Andrea),
i quali hanno il desiderio di
trascorrere qualche ora in maniera
rilassata dopo un’estenuante giornata
di lavoro. Marco pensa subito di
andare in vidioteca per noleggiare una
videocassetta. Che genere di film
prendere? Certo, le videocassette sono
un serio pericolo, la Società li ha
messi puntualmente in guardia su
questo fatto (Svegliatevi! 8/12/84 p.
30), ma la loro scelta sarà certamente
in armonia con gli insegnamenti dello
Schiavo Fedele e Discreto.
Naturalmente i film violenti, di sesso
o d’orrore vanno evitati.
“La violenza ingiustificata e l’orrore
non dovrebbero trovare posto negli
svaghi dei cristiani. Per una
coscienza addestrara… dovrebbe essere
facile decidere se vedere o no questi
film”.
(Svegliatevi! 8/10/84 p. 19)
“… molti spettacoli sono zeppi di
storie che mettono in risalto
adulterio, fornicazione, lesbismo,
omosessualità, violenza e uccisioni in
massa. Questi si considerano forse
come un divertimento. Ma che effetto
hanno su una persona? … Quando guardi
una pellicola cinematografica, in
effetti sei in compagnia delle persone
raffigurate sullo schermo. E le
pellicole sono deliberatamente fatte
per coinvolgerti emotivamente con i
personaggi, spesso suscitando simpatia
per il malfattore, il fornicatore,
l’omosessuale e perfino l’assassino…
Ricorda che milioni di Europei un
tempo decorosi e laboriosi subirono il
“lavaggio del cervello” della
propaganda nazista commettendo o
sostenendo terribili crimini contro
l’umanità”.
(Come ottenere il meglio dalla tua
giovinezza, 1987 pp.119, 120, 121)
Andrea propone un film d’avventura,
magari sul genere di Tarzan. Ma il
babbo lo invita al ragionamento,
prende una rivista sull’argomento e
gli ricorda che:
“Quando recentemente sono stati
trasmessi alla TV vecchi film
americani di Tarzan, il numero delle
ossa fratturate e di altre lesioni è
aumentato vertiginosamente… i bambini
si sono arrampicati sugli alberi, i
tetti sono divenuti i loro bersagli e
ovunque si odono grida simili a quelle
di Tarzan, il re della giungla”.
(Svegliatevi! 8/8/83 p. 29)
Certo, l’avventura è sinonimo di
violenza. La Società ci insegna che
non è giusto “Nutrire i nostri figli
di scorpioni” (Svegliatevi! 8/10/84
pp. 18, 19), bisogna quindi orientarsi
su qualche altro genere. Forse la
fantascienza potrebbe essere l’ideale
se non fosse che:
“Dei tanti effetti che può avere la
proliferazione di film di
fantascienza, uno potrebbe essere
quello di cambiare l’immagine di Dio
nella mente di alcuni giovani
moderni”. (Svegliatevi! 22/6/84 p. 29)
Andrea chiede se il film di E.T.
l’Extraterrestre di cui ha tanto
sentito parlare dagli amici, possa
essere un’eccezione, ma la risposta è
negativa:
“Il film condona sottilmente il
comportamento giovanile errato. In una
delle prime scene si vedono dei
giovani che giocano in una stanza
piena di fumo con una sigaretta accesa
sul tavolo. Più avanti, quando E.T. si
ubriaca assaggiando della birra, ed
Elliott per telepatia ne sente gli
effetti, viene tutto rappresentato
come qualcosa di divertente. Inoltre,
a volte il linguaggio usato dai
ragazzi è vero e proprio turpiloquio”.
(Svegliatevi! 8/12/83 p. 19)
“Ho trovato!” Esclama Lucia. “Potremmo
vedere un film biblico, così saremo
sicuri di non sbagliare verso Geova,
magari potresti prendere “I Dieci
Comandamenti”. Marco che non vuole in
nessun caso trasgredire le
disposizioni della Società, da un
occhiata alla sua biblioteca e scopre
che questo film è stato dedicato un
articolo di una rivista, che dopo
averlo commentato conclude: “Questa
pellicola biblica ha certamente
denominato l’ignoranza sulla Bibbia!”
(La Torre di Guardia, 15/1/58 p. 43)
Esclusi quindi anche i film biblici,
essendo stati esaminati anche film
come La Bibbia, (Svegliatevi! 22/5/67
pp. 17-22), Il Re dei re,
(Svegliatevi! 8/7/62 pp. 13-15),
Salomè, Sansone e Dalila,
(Svegliatevi! 8/2/56 pp. 3, 4), non
rimangono che i cartoni animati.
Prima di tutto bisogna eliminare tutti
i cartoni animati che riproducono
scene violente (Svegliatevi! 8/11/77 p.30),
ma non potremmo mai cominciare a
vedere film a cartoni animati prima di
domandarci:
“Ma fino a che punto questi film
riescono veramente a dare felicità?
Senz’altro avrete assistito a questa
forma di spettacolo. Vi siete sentiti
felici? Si trattava di vera felicità o
solo di una fuggevole emozione basata
sulla fantasia?... E’ vero che alcuni
film e alcuni centri di divertimento
ci aiutano a distogliere la mente
dalle preoccupazioni e dai problemi
quotidiani. Ma.. l’effetto è di breve
durata”. (Svegliatevi! 8/7/84 pp.3-11)
A questo punto Marco propone di
lasciar perdere i film e di pensare a
qualche altro svago. Anche qui,
comunque bisogna fare attenzione:
“… gran parte dei divertimenti di oggi
sono ‘deboli e meschini’. E’
indispensabile essere selettivi. Ma
anche nei divertimenti che non violano
chiaramente i santi principi, è
necessario esercitare cautela per il
tempo e le risorse che possono
richiedere”. (La Torre di Guardia
1/12/83 p. 19)
I videogiochi sono da escludere visto
che La Torre di Guardia dice in
proposito:
“Può sembrare che il grande
Ingannatore, Satana, voglia solo farvi
divertire, ma alla fine la sua
influenza vi danneggerà. Non fatelo
entrare nella vostra vita. ‘Opponetevi
al Diavolo, ed egli fuggirà da voi’”.
(La Torre di Guardia 1/1/84 p. 31)
Forse una partita a scacchi avrebbe
fatto piacere a Marco perché prima di
conoscere i testimoni di Geova ne era
un appassionato giocatore, ma la
Società gli ha insegnato che giocare a
scacchi non è molto appropriato per un
cristiano (Svegliatevi! 8/9/73 p.
12-15).
Fare un puzzle sarebbe stata
un’occasione per divertirsi insieme,
ma bisogna stare attenti perché:
“In Svizzera un uomo ha chiesto il
divorzio perché la moglie dedicava
tutto il tempo ai puzzle”.
(Svegliatevi! 22/12/86 p. 29)
Marco cerca nel giornale dei programmi
televisivi per vedere se alla TV danno
qualcosa che non sia necessariamente
un film. Un’occasione per essere tutti
insieme, seduti rilassatamente in
salotto magari con qualche dolcetto e
un bicchierino piacevole di liquore.
Ricordiamo però che anche in questo
caso bisogna essere molto selettivi
nella scelta del programma. (Torre di
Guardia 15/8/74 p. 506, 507).
Dunque, su RAI UNO, per la gioia di
Marco, c’è una partita di calcio,
Marco ha notato il suo figlio Andrea
una certa tendenza per questo genere
di sport, potrebbe essere un talento,
peccato che:
“… alcuni sport, come il calcio,
possono essere pericolosi,
specialmente quando il corpo è nel
periodo dello sviluppo fisico… Ciò che
ha reso alcuni sport così pericolosi è
l’estrema competizione, la decisione
di vincere ad ogni costo che spesso è
incoraggiata. Un’altra cosa da
considerare è la compagnia a cui ti
puoi esporre la partecipazione a sport
organizzati. Le conversazioni che si
fanno negli spogliatoi hanno fama
d’essere sessualmente immorali. Per
giunta, quando una squadra fa un
viaggio per giocare in un’altra città,
per un prolungato periodo di tempo si
può stare in compagnia di persone che
hanno poco rispetto per la fedeltà a
Dio”.
(Come ottenere il meglio dalla tua
giovinezza, 1987 pp. 117, 118)
Certo essere protagonisti è una cosa
diversa che essere spettatore, quindi
una bella partita di calcio potrebbe
essere vista tranquillamente. Questa
volta però è Lucia a riprendere Marco:
“Come la droga e l’alcol, lo sport è
diventato un’evasione dalla realtà…
Per quanto produca temporaneo
entusiasmo, il calcio… non produce
durevole pace mentale… Gli avvenimenti
sportivi a volte vengono
strumentalizzati per promuovere fini e
ideali politici… Un altro pericolo
legato agli sport professionistici è
il nazionalismo e l’orgoglio
patriottico”. (Svegliatevi! 8/11/86
pp. 14-18)
Marco viene convinto a rinunciare a
questo genere di spettacolo.
Cosa trasmette invece RAI DUE? Lucia
esulta, viene trasmessa la prima
puntata di un serial televisivo.
Niente avventura, violenza, orrore,
sesso o fantascienza quindi, solo un
tranquillo passatempo. Ma la Società
grazie al prezioso “cibo a suo tempo”
ha provveduto ad informarci anche su
questo:
“Una pioniera ammise di essere stata
schiava dei teleromanzi a puntate: li
guardava tutti i giorni dalle 11 del
mattino alle 3 e mezzo del pomeriggio.
Dopo che da un discorso di
un’assemblea di distretto venne a
sapere quanto danno possono fare
questi programmi immorali, parlò della
cosa in preghiera a Dio… Alla fine fu
in grado di spegnere la TV il mattino
e di tenerla spenta per il resto del
giorno”. (La Torre di Guardia 15/7/87
p. 19, 20)
Sulla TERZA RETE c’è un servizio di
cronaca ma:
“Anche quando le reti televisive sono
del tutto esenti da controllo
governativo, potenti mestatori
politici o ricchi finanziari possono
manovrare i servizi di cronaca in
campo religioso, industriale e
politico. Le notizie presentate in
modo tendenzioso sono una subdola
forma di censura”.
(Svegliatevi! 8/4/83 p. 4)
CANALE 5 trasmette un quiz televisivo.
Lucia pensa tra sé e sé: “Questa è la
volta buona”!, ma è una pia illusione:
“Alcuni investigatori… fecero
un’inchiesta sui programmi televisivi
di quiz, scoprirono ciò che fu
chiamata una delle peggiori frodi
perpetrate in questi ultimi anni ai
danni del pubblico americano”.
(La Torre di Guardia 1/3/62 p. 131)
Su RETE 4 danno un telefilm:
“I personaggi dei telefilm si trovano
di fronte agli stessi problemi e
dilemmi affrontati ogni giorno dalla
gente della strada… nei più seguiti
telefilm la religione in pratica non
compare per nulla. Ogniqualvolta
occorre esprimere un giudizio morale
su un problema… si ricorre a una
conoscenza intuitiva del bene e del
male, al suggerimento di un amico, a
un consiglio di cui ci si ricorda o,
più probabilmente, alla mano
invisibile della circostanza. In
particolare i genitori dovrebbero
stare attenti a un mezzo di
comunicazione nel quale… nessuno
presenta mai la religione come una
guida per la vita”. (La Torre di
Guardia 15/8/85 p. 10)
Infine ITALIA 1 trasmette un programma
di scherzi con la Candid Camera, è
l’ultima opportunità per la
famigliola. Inesorabilmente però
risuona nelle loro menti il consiglio
della Società:
“Quando si prende in giro qualcuno
mettendone in risalto le debolezze o
le manchevolezze, tale umorismo è
cattivo. Inoltre, quando uno scherzo
lascia la persona confusa, umiliata,
ingannata, spaventata, sospettosa nei
confronti degli altri o imbarazzata –
anche se solo per breve tempo – quello
scherzo è chiaramente poco benevolo.
Lo stesso può dirsi degli scherzi che
danneggiano l’abito di qualcuno o
altri suoi beni, o che mettono
fortemente a disagio l’altra persona
rubandone tempo prezioso o che
impediscono a qualcuno di dedicarsi
all’attività prestabilita o gli fanno
perdere tempo. E la Bibbia dice: Siate
benigni gli uni verso gli altri”.
(Svegliatevi! 22/4/84 pp. 14, 15)
I programmi delle altre reti private
sono certamente da evitare, sono
troppi pieni di pubblicità ed il suo
effetto è senz’altro dannoso
(Svegliatevi! 22/3/88 p. 30), inoltre:
“Alcune reti televisive private
introducono la pornografia nelle case.
E i normali programmi spesso non
propinano altro che incidenti
automobilistici, esplosioni,
accoltellamenti, sparatorie e colpi di
karatè. Si calcola che negli Stati
Uniti prima che un ragazzo compia 14
anni avrà assistito alla TV
all’uccisione di 18.000 persone, per
non menzionare le risse e gli atti di
vandalismo”.
(I Giovani Chiedono… Risposte pratiche
alle loro domande, 1989 p. 290)
Avendo esaminato tutti questi aspetti
sui pericoli della televisione e
considerando che essa può far crescere
verso le persone un atteggiamento
negativo verso il lavoro (Svegliatevi!
22/5/85 p. 23), diminuisce
sensibilmente il dialogo in famiglia
(Svegliatevi! 22/6/81 p. 25), può
avere un effetto dannoso per i figli
(La Torre di Guardia 1/12/83 p.6),
ecc., la famiglia prende una drastica
decisione, suggeritagli naturalmente
dallo “Schiavo fedele e discreto” e
cioè quello di mettere il televisore
in soffitta e di non parlarne più!
(Svegliatevi! 22/8/85 p. 28).
Improvvisamente squilla il telefono.
E’ Lucia a rispondere. Dopo un po’ la
si sente sussurrare: “No, mi spiace ma
non possiamo… grazie lo stesso, ciao!”
Era la famiglia della casa di fronte
che li invitava ad una festa che aveva
organizzato quella sera senza che vi
sia alcun pretesto tipo compleanno,
onomastico, ecc., ma solo per il
piacere di trascorrere un po’ di tempo
insieme. Perché Lucia ha rifiutato
dunque, visto che non era una festa
“pagana”? La risposta è chiaramente
esposta in una Torre di Guardia di
qualche tempo fa:
“Può esserci chiassosa ilarità, che
non si addice ai cristiani; si possono
raccontare barzellette oscene e ci può
essere la tendenza a considerare con
leggerezza le convenienze tra i sessi,
tutte cose che farebbero trasformare
l’occasione di festa in gozzoviglia”.
(La Torre di Guardia 1/12/68 p. 714)
Viene proposta l’idea di giocare a
carte, naturalmente senza usare soldi.
“… anche se si tratta di piccole somme
di denaro,” perché “questo può portare
a coltivare avidità, concupiscenza e
altre indesiderabili qualità della
carne. Produce pigrizia… i cristiani
dovrebbero mantenersi col duro
lavoro”. (La Torre di Guardia 1/5/81
p. 29), ma forse “è bene ricordare che
il gioco delle carte, come ogni altra
forma di svago, può richiedere troppo
tempo. Quando qualsiasi divertimento o
svago va oltre a ciò che in effetti è
utile per rilassarsi, il tempo
impiegato diventa tempo perso, tempo
che si potrebbe dedicare a cose più
importanti. Di conseguenza gli
interessi ne soffrono, spesso sia
materialmente che spiritualmente. La
consapevolezza di ciò… impediranno che
questo svago diventi un laccio per sé
e per gli altri”. (Svegliatevi! 8/2/79
p. 12)
Marco si siede sulla poltrona
completamente afflitto mentre Lucia va
in camera da letto apre il cassetto
dove tiene le fotografie e comincia a
sfogliarle, intanto anche Andrea va
nella sua stanza per tentare di
giocare. Marco comincia a pensare
tante cose del suo passato e
sorridendo ricorda di quando faceva
parte della squadra di calcio del suo
ufficio. Quanti momenti divertenti
aveva trascorso con i suoi colleghi,
poi i rapporti si erano interrotti
bruscamente quando conobbe i testimoni
di Geova. Aveva cominciato a
domandarsi:
Questa attività sportiva “richiederà
tempo che dovrei trascorrere con la
mia famiglia o in attività
teocratiche? L’addestramento fisico è
di valore limitato. E’ saggio evitare
lo spietato spirito di competizione
del mondo” (La Torre di Guardia 1/7/68
p. 415). Quindi l’abbandono, però…
pensandoci bene, erano bei tempi. Poi
un giorno, qualche anno prima il suo
datore di lavoro lo aveva chiamato e
lodandolo gli aveva offerto un’ottima
promozione. Promozione che gli avrebbe
dato soddisfazioni sia morali che
economiche. Certo qualche soldo in più
avrebbe fatto proprio bene alla
famiglia, ma era impostante seguire le
direttive della Società la quale ci
dice che non è “saggio accettare una
promozione nel lavoro secolare, il
materialistico desiderio del lusso può
allontanare dalla fede… Geova
provvederà le cose necessarie a quelli
che confidano in lui…” Inoltre questa
promozione “avrebbe ostacolato il suo
servizio a Dio?” (La Torre di Guardia
1/7/68 p. 415)
Un pensierino su come trascorrere le
vacanze quest’estate viene
immediatamente scacciato via:
“Il tempo libero può provocare anche
problemi pscicologici… La gente crolla
durante le vacanze per problemi di
solitudine, problemi di adattamento a
un nuovo ambiente, alla noia, e alla
delusione che segue i preparativi per
le vacanze… E’ chiaro che il semplice
fatto d’avere tempo libero non reca
felicità”. (Svegliatevi! 8/2/80 p. 6)
Nello stesso tempo nell’altra stanza
Lucia rivedendo le fotografie scopre
che negli anni trascorsi il suo
aspetto era notevolmente più
giovanile, eppure non erano trascorsi
tanti anni da quando avevano
conosciuto i testimoni di Geova. Certo
il guardaroba in questi anni è
nettamente cambiato in quanto a Lucia
piacevo molto andare alla moda, poi
studiando con i testimoni aveva
cominciato a dirsi:
“E’ corretto portare le corte
minigonne attualmente di moda?
L’ornamento femminile dovrebbe essere
modesto… I cristiani non cercano di
imitare il mondo, ma danno un esempio
di bontà. Dobbiamo evitare tutto ciò
che farebbe inciampare o
pregiudicherebbe il nostro ministero”.
(La Torre di Guardia 1/7/68 p. 415).
La Società gli aveva doto dei consigli
assolutamente originali sul modo di
vestire:
“Un abito di buon taglio può andare
bene per il lavoro, ma è fuori luogo
sulla spiaggia! Viceversa, il costume
da bagno sarebbe ridicolo in ufficio”.
(I Giovani Chiedono… Risposte pratiche
alle loro domande,1989 p. 94)
Che saggezza! Possibile che nessuno ci
aveva pensato prima? Dopotutto
l’aspetto fisico non è la cosa più
importante pensa Lucia ricordando che
la Società gli ha trovato anche una
giustificazione biblica a questa
conclusione:
“Hai mai notato che la Bibbia parla
molto poco delle sembianze delle
persone? Perché non ci viene detto che
aspetto avessero Abraamo, Maria, o
anche Gesù? Evidentemente Dio non lo
ha ritenuto importante”. (I Giovani
Chiedono… p. 89)
Che modo sublime di leggere ed
interpretare la Bibbia! Davvero un
sistema unico!
Intanto nella sua stanza Andrea si è
addormentato abbracciando il suo
orsacchiotto. Non è ancora cosciente
del fatto che crescendo non potrà mai
avere amici al di fuori della
congregazione “cristiana”, non potrà
parlare, vestirsi o agire nella
maniera che gli piacerà, non potrà
dedicarsi alle attività sportive
extra-scolastiche, non potrà trovare
un lavoro che gli permetta una
carriera professionistica che lo renda
una persona affermata, non potrà avere
una cotta per una ragazza senza che
abbia contemporaneamente un notevole
senso di colpa, non potrà avere
un’amica dell’altro sesso, non potrà
innamorarsi di una persona con una
religione diversa dalla sua, non potrà
leggere tranquillamente quello che
desidera, non potrà vedere la TV
liberamente, non potrà assistere a
qualche concerto, andare a delle
feste, ecc., il suo pensiero sarà
unicamente quello di aver paura di
dover vivere in un mondo governato dal
demonio e di sperare che un giorno Dio
intervenga per salvarlo.
Intanto si è fatto tardi, ormai è ora
di dormire per la giovane famigliola.
Dopo aver sistemato il bambino nel suo
lettino i due coniugi vanno a letto.
L’atmosfera non è delle migliori, e
forse un pensierino sfiora Marco e
Lucia: “Ma vale veramente la pena
avere tutte queste privazioni? Com’è
possibile che Dio ci abbia dato in
dono i sensi del piacere se poi non ne
possiamo usufruire? Possibile che
anche nella scelta di uno svago
bisogna impegnarsi nell’essere
selettivi e mostrare saggezza? Ma poi,
sarà proprio vero che tutto questo lo
stiamo facendo per Dio?
Improvvisamente Marco e Lucia si
scuotono. Certo, avevano dimenticato
che anche pensare può essere dannoso
secondo lo Schiavo Fedele e Discreto:
“E’ essenziale che i nostri pensieri
siano debitamente controllati e
rivolti a cose edificanti e
incoraggianti… Dobbiamo lottare di
continuo per tenere sotto controllo i
nostri pensieri”.
(La Torre di Guardia 15/1/68 p. 44)
Quindi non resta che dormire,
dopotutto il loro desiderio era quello
di svagarsi un po’. Grazie alla
Società non ci sono riusciti è vero,
ma del resto, “Lo svago non è la cosa
principale della vita”.
(Organizzati per compiere il nostro
Ministero, 1991 p. 132)
“NON SONO PIU’ IO CHE VIVO
MA E’ LA
TORRE DI GUARDIA CHE VIVE IN ME”.
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