DOCUMENTI COMMERCIALI
E LA CRONOLOGIA NEOBABILONESE
"Tavolette commerciali: Si sono trovate migliaia di tavolette cuneiformi neobabilonesi contemporanee che riportano semplici trattative d'affari, recanti l'anno del re babilonese quando avvenne la trattativa. Si sono trovate tavolette di questa sorta per tutti gli anni di regno dei re neobabilonesi conosciuti nell'accettata cronologia del periodo." (Appendice al cap. 14 di "Venga il tuo regno" - Ed. WTS p. 187).
L'Antico Oriente ci ha restituito centinaia di migliaia di documenti contemporanei, i quali hanno reso possibile di ricostruire con grande precisione gli anni di regno dei sovrani del tempo.
Fra i tanti documenti figurano parecchie migliaia di testi economici/amministrativi e diplomatici, datati con grande precisione; si tratta di contratti di compravendita, atti di donazione, inventari degli archivi dei templi e atti legali vari. Molti di questi portano l'indicazione dell'anno, mese e giorno di regno del sovrano in carica, similmente alle odierne lettere commerciali.
Grazie a tali documenti gli studiosi moderni possono determinare sia la durata di ogni singolo regno che il momento del passaggio da un regno ad un altro.
L'opera "Babylonian Chronology 626 B.C. - 75 A.D." di Richard A. Parker e Waldo H. Dubberstein, è uno degli esempi più eclatanti di moderna ricostruzione della cronologia antica ad opera dei più capaci specialisti contemporanei. Parker e Dubberstein hanno fissato gli anni di regno di ciascun sovrano sulla base dei primi e degli ultimi documenti contemporanei disponibili per ogni periodo di regno, con riguardo al mese e all'anno, ma talvolta anche al giorno stesso, l'inizio e la fine di un periodo di regno.
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Kandalanu Evidenze della fine del regno di Kandalanu: |
| 2° mese, 6° giorno del suo 21° anno. Documento redatto in Babilonia; testo non pubblicato YBC 11428, Goetze, JNES III (1944) pag.44. |
| 2° mese del 21° anno, Babilonia, Sippar. (J. Oppert in ZA VII [1892] pag. 341). |
| 8° mese del 21° anno, Babilonia, B.M. 36514, D.J. Wiseman, Chronicle of Chalaean Kings (626-556) in The British Museum, (Londra, 1956) p.21 |
| 8° mese 2° giorno 22° anno (30 ottobre 626 a.C.), Babilonia (B.M. 40039, Wiseman, op. cit. pag. 19, 89. |
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Nabopolassar Evidenze del principio del regno di Nabopolassar: |
| 2° mese, 13° giorno dell'anno di accessione (17 maggio 626), testo non pubblicato NCBT 557, Goetze, op. cit. pag. 44. |
| 6° mese, 22° giorno dell'anno di accessione, Sippar (21 settembre 626) (B.M. 49656, Wiseman, op. cit. pag. 21 e 93). |
| La Cronaca di Babilonia dice che Nabopolassar occupò formalmente il trono di Babilonia il 26° giorno dell'8° mese (23 novembre 626) (B.M. 25127, linee 14-15, Wiseman, op. cit. pag. 7, 51 e 93). |
| Evidenze della fine del regno di Nabopolassar: |
| 2° mese del 21° anno del suo regno, Sippar (J. Strassmaier in ZA IV (1889) 121 e 145-47, N° 19). |
| 2° mese, 6° giorno, 21° ano del suo regno (16 maggio 605) testo non pubblicato YBC 4150, Goetze, op. cit. pag. 44. |
| 5° mese, 1° giorno, 21° anno (8 agosto 626) (Moore, NBD, N° 35). |
| 5° mese, 1° giorno, 21° anno del suo regno, KUR. A. DAN. SU testo non pubblicato, Oriental Istitute A 5302. |
| 5° mese, 8° giono, 21° anno (15 agosto 626) morte di Nabopolassar (B.M. 21946, linea 10, Wiseman, op. cit. pag. 26 e 69). |
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Nabucodonosor II Evidenze del principio del regno di Nabucodonosor |
| 6° mese, 1° giorno dell'anno di accessione (7 settembre 605) (B.M. 21946 linee 10-11, Wiseman op. cit. pag. 27 e 69). |
| 6° mese, 12° giono dell'anno di accessione (18 settembre 605), testo non pubblicato, NBC 4746 Goetze, op. cit. pag. 44. |
| 6° mese, 18° giorno dell'anno di accessione (24 settembre 605), Sippar, testo non pubblicato B.M. 49524, Wiseman, op. cit. pag. 85. |
| 7° mese, 5° giorno dell'anno di accessione (11 ottobre 605) (B.M. 92472 = Strassmaier, Nabucodonosor, N°2). |
| Evidenze della fine del regno di Nabucodonosor |
| 6° mese, 14° giorno, 43° anno del suo regno (26 settembre 562), Uruk (Pohl, NBRU I 18). |
| 6° mese, 21° giorno, 43° anno (3 ottobre 562) Uruk, testo non pubblicato NCBT 286, Goetze, op. cit. pag. 44. |
| 6° mese, 26° giorno, 43° anno (8 ottobre 562) Uruk, (Contenau, TCL XII 58). |
Un altro interessante documento commerciale, pubblicato da R.H. Sack, Amel-Marduk, 562-560 B.C., Neukirchen, Vluyn, Verlag Butzon und Berker Kevelaer, 1972, pag. 62-63, menziona insieme l'anno 43° di Nabucodonosor e l'anno di ascesa al trono di suo figlio Evil-Merodak. Una giovane schiava, Lit-ka-idi, fu messa a disposizione di Nabu-ahhe-iddina "nel mese di Aiaru (2° mese), anno 43° di Nabucodonosor re di Babilonia". Alcuni mesi dopo, "nel mese di Kislimu (9° mese), anno di ascesa al trono di (Amel)-Marduk", fu corrisposto il pagamento definitivo della fanciulla.
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Amel-Marduk (Evil-Merodak) Evidenze del principio del regno di Amel-Marduk: |
| 6° mese, 26° giorno dell'anno di accessione (8 ottobre 562), Sippar? (BTA Evetts, Inscription of the reigns of Evil-Merodach, Neriglissar, and Laborosoarchod, "Babylonische Texte III" Heft 6 B (Leipzig, 1892) Evil-Merodak N°1). |
| 7° mese, 19° giorno dell'anno di accessione (31 ottobre 562), Babilonia (ibid. N°2). |
| Evidenze della fine del regno di Amel-Marduk: |
| 5° mese, 13° giorno del suo 2° anno di regno (3 agosto 560), Babilonia, testo non pubblicato YBC 3692, Goetze, op. cit. pag. 44. |
| 5° mese, 17° giorno, 2° anno di regno (7 agosto 560) (Clay, BE VIII 1, N° 34). |
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Neriglissar Evidenze del principio del regno di Neriglissar: |
| 5° mese 23° giorno dell'anno di accessione (23 agosto 560) (VAS II 40). |
| 5° mese, 27° giorno dell'anno di accessione (17 agosto 560), Uruk, testo non pubblicato NBC 4584, Goetze, op. cit. pag. 44. |
| Evidenze della fine del regno di Neriglissar: |
| 1° mese, 2° giorno del suo 4° anno di regno (12 aprile 556), Shahrinu (Evetts, op. cit. Neriglissar N° 68 e 69). |
| I? mese, 6° giorno del 4° anno di regno (16 aprile 556), Uruk, testo non pubblicato YBC 3433, Goetze, op. cit. pag. 44. |
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Labashi-Marduk Evidenze del principio del regno di Labashi- Marduk: |
| 1° mese, 23° giorno dell'anno di accessione (3 maggio 556), Uruk testo non pubblicato NBC 4534, ibid. |
| 2° mese, 12° giorno dell'anno di accessione (22 maggio 556), Sippar? (Evetts, op. cit. Laborosoarchod, N°2). |
| Evidenze della fine del regno di Labashi-Marduk: |
| 3° mese, 9° giorno dell'anno di accessione (17 giugno 556) (Strassmaier in Actes du huitième Congrès international des orientalistes, tenu en 1889 à Stockholm et à Christiana, 2 parte "Leide 1893" sezione semitica (B) N° 15). |
| 3° mese, 12° giorno dell'anno di accessione (20 giugno 556), Sippar? (Evetts, op. cit. Laborosoarchod, N°1). |
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Nabonide Evidenze del principio del regno di Nabonide: |
| 2° mese, 15° giorno dell'anno di accessione (25 maggio 556), NA.SU.KU.NA. (Clay, BE VIII 1, N° 39). |
| 3° mese, 1° giorno dell'anno di accessione (9 giugno 556), Sippar? (VAS VI 65; vedi Kugler, SSB II 405-8). |
| 3° mese, 18° giorno dell'anno di accessione (26 giugno 556), Sippar (Strassmaier, Nabonidus, N°1). |
| 3° mese, 23° giorno dell'anno di accessione (1 luglio 556), Uruk, (Dougherty, REN, N°1). |
| 3° mese, 26° giorno dell'anno di accessione (4 luglio 556), Sippar (Strassmaier, Nabonidus, N°2). |
| Evidenze della fine del regno di Nabonide: |
| 6° mese, 3° giorno del 17° anno di
regno (31 agosto 539)
6° mese, 28° giorno del 17° anno di regno (25 settembre 539). (Strassmaier, Nabonidus, N° 1046-52). |
| 6° mese, 6° giorno del 17° anno di regno (3 settembre 539), Uruk (Contenau, TCL XII 121).* |
| 6° mese, 25° giorno del 17° anno di regno (22 settembre 539) testo non pubblicato MCL 1011, Goetze, op. cit. pag. 44. |
| 7° mese, 4°? giorno del 17° anno di regno (30 settembre 539), Larsa testo non pubblicato YBC 7385, ibidem). |
| 7° mese, 8° giorno del 17° anno di regno (4 ottobre 539), Uruk (Dougherty, REN, N°189). |
| 7° mese, 17° giorno del 17° anno di regno (13 ottobre 539), Uruk (Dougherty, GCCI I 390). |
| * La tavoletta n° 121 in G. Contenau, Contrats Nèo-Babyloniens, vol. I (Texte Cunèiformes du Louvre, vol. 12, Parigi, 1927)., tav. LVIII. La prima riga ha "6 Ululu, anno 17" del regno di Nabonide, mentre la riga 19 reca 2anno 18°". |
La cronaca di Nabonide (pubblicata da Smith, BHT, pag. 98-123) riporta che Babilonia cadde "il VII mese 16° giorno del 17° anno di regno di Nabonide" (12 ottobre 539), e che Ciro entrò in Babilonia "il 3° giorno dell'VIII mese" (29 ottobre 539). Circostanza davvero interessante, l'ultima tavoletta proveniente da Uruk datata al regno di Nabonide, porta la data del giorno successivo a quello in cui Babilonia cadde nelle mani di Ciro. La notizia della sua conquista non era ancora arrivata in questa città del sud distante qualcosa come 125 miglia.
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Ciro Evidenze del principio del regno di Ciro: |
| 7° mese, 14° giorno dell'anno di accessione (10 ottobre 539), Sippar fu presa senza combattimento. |
| 7° mese, 16° giorno, Babilonia cade. |
| 8° mese, 3° giorno, Ciro entra in Babilonia. Cronaca di Nabonide (B.M. 35382). |
| 7° mese dell'anno di accessione (non oltre il 26 ottobre 539) - (Strassmaier, Cyrus, N°1). |
| 8° mese, 24° giorno dell'anno di accessione (19 novembre 539) ibid. N°2. |
| 10° mese, 21° giorno dell'anno di accessione (14 gennaio 538) Uruk, (Tremayne, RECC, N°1). |
| Evidenze della fine del regno di Ciro: |
| 4° mese, 7° giorno del 9° anno di regno (28 giugno 530), Babilonia (Strassmaier, Cyrus, N° 340). |
| 4° mese, 27° giorno del 9° anno di regno (18 luglio 530), Babilonia (ibid. N° 341). |
| 5° mese, 13° giorno del 9° anno di regno (2 agosto 530), Nippur (Clay, BE VIII 1, N°74). |
| 5° mese, 23° giorno del 9° anno di regno (12 agosto 530), Borsippa (VAS V 42). |
| Correggenza fra Ciro e Cambise probabilmente dal primo Nisanu (26 marzo) 530; vedi Kugler, SSB II 397-401, e Dubberstei in AJSL LV (1938) pag. 417-19. |
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Cambise Evidenze del principio del regno di Cambise: |
| 6° mese, 12° giorno dell'anno di accessione (31 agosto 530), Babilonia (Strassmaier, Cambyses, N°1). |
| 6° mese, 16° giorno dell'anno di accessione (4 settembre 530) Babilonia (ibidem N°2). |
| 6° mese, 20° giorno dell'anno di accessione (8 settembre 530) Babilonia (ibidem N°3). |
| Evidenze della fine del regno di Cambise: |
| 1° mese, 4°? e 5° giorno del 8° anno di regno (30? e 31 marzo 522), Sippar (Strassmaier, Cambyses, N° 407 e 408). |
| 1° mese, 12° giorno del 8° anno di regno (7 aprile 522), Uruk (Dougherty, GCCI II 106). |
| 1° mese, 10° + X aprile 522), Nippur (Clay, BE VIII 1, N° 71). |
| 1° mese, 23° giorno del 8° anno di regno (18 aprile 522) Shahrinu (Strassmaier, Cambyses, N° 409). |
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Dario I Evidenze del principio del regno di Dario I: |
| 10° mese, 6°, 24°, 25° giorno e 11° mese, 6° giorno dell'anno di accessione (22 dicembre 522 ecc., 21 gennaio 521) Babilonia (F.H. Weissbach, Babylonische Miszellen (Leipzig, 1903) pag. 14, N°3). |
| 11° mese, 20° giorno dell'anno di accessione (4 febbraio 521), Sippar (Strassmaier, Darius, N° 1). |
| 11° mese, 25° giorno dell'anno di accessione (9 febbraio 521), Kutha - testo non pubblicato, Oriental Institute A 729. |
| Evidenze della fine del regno di Dario I: |
| 6° mese, 13° giorno del 36° anno di regno (24 settembre 486), Dilbat (VAS III 165). |
| 6° mese, 19° giorno del 36° anno di regno (30 settembre 486) Dilbat (VAS V 110). |
| 7° mese, 16° giorno del 36° anno di regno (27 ottobre 486), Sippar, testo non pubblicato, YBC 7421, Goetze, op. cit. pag. 45). |
| 7° mese, 27? giorno del 36° anno di regno (7? novembre 486), Borsippa (VAS IV 180). |
Le durate dei periodi di regno rilevabili dalle tavolette datate corrispondono perfettamente ai dati numerici di tutte le fonti classiche giunte fino a noi.
Se la distruzione di Gerusalemme va posta nel 607 a.C., come sostengono i testimoni di Geova, si devono aggiungere venti anni all'era neo-babilonese. Per poter giustificare l'anno -607 come il 18° del regno di Nabucodonosor, tra le decine di migliaia di tavolette cuneiformi datate di questo periodo, ce ne dovrebbero essere (ma non ce ne sono) molte migliaia appartenenti a questi anni "mancanti".
La Bibbia aveva ragione
In "Svegliatevi!"dell' 8 marzo 2001 a pag. 9 c'è una bella immagine che rappresenta un ipotetico scrittore sacro insieme a un collage di fotografie di reperti archeologici molto noti (vedi in fondo alla pagina).Il titolo dell'articolo recita: "La Bibbia - Storia autentica?"nell'articolo che segue si citano studiosi di fama mondiale (Page Smith, William albrigth, Will Durant).
Un lettore che non fosse correttamente informato, leggendo questo articolo giungerebbe sicuramente alla conclusione che le pubblicazioni della Torre di Guardia tengono in debita considerazione i pareri degli storici e degli archeologi. Ma è davvero così?
Nel suddetto articolo viene citato anche Werner
Keller, autore del best-seller"La
Bibbia aveva ragione":"Dinanzi
all'enorme abbondanza di risultati autentici e sicuri (il riferimento
è alle fonti storiche e archeologiche), sempre
più si approfondì in me … il convincimento espresso in queste semplici
parole: eppure la Bibbia aveva ragione".
Siamo perfettamente in sintonia col convincimento espresso da Keller, soprattutto quando più avanti, nella sua prefazione aggiunge:
"Grazie
alle indagini archeologiche, non pochi passi biblici si possono oggi comprendere
meglio che nel passato. Esistono invero correnti teologiche per le quali conta
soltanto la parola. 'Ma come si deve intendere la parola,' domanda il celebre
archeologo francese professor André Parrot, 'se non la s'inquadra nella sua
precisa cornice cronologica, storica e geografica?"(W.K.
La Bibbia aveva ragione, pag. XV).
In realtà, nonostante cerchi l'appoggio di rinomati esperti, la Torre di
Guardia è isolata nelle sue affermazioni concernenti la data della distruzione
di Gerusalemme nel 607 a.C. Nessuno degli studiosi ai quali si appoggia nel
suddetto articolo (e ad altri del genere) ha mai affermato che Gerusalemme sia
stata distrutta nel -607 e lo stesso W. Keller riporta giustamente la data 587a.C.!
La Torre di Guardia sbaglia appunto nell'inquadrare la Bibbia nella "…
sua precisa cornice cronologica (e) storica…).

La Gerusalemme dei tempi
biblici. Cosa rivela l'archeologia? (Titolo
dell'articolo)
La distruzione di
Gerusalemme nel 607 a.E.V. (titolo di un paragrafo).
"In Re capitolo 25,
in 2 Cronache capitolo 36 e in Geremia capitolo 39 la Bibbia parla della
distruzione di Gerusalemme nel 607 a.E:V:, dicendo che l'esercito di
Nabucodonosor diede alle fiamme la città. I recenti scavi hanno confermato
questo racconto storico? Secondo il prof. Ygal Shiloh,"le
testimonianze[della distruzione di Gerusalemme] contenute nella Bibbia … sono
corroborate dalle chiare testimonianze archeologiche"(…)"Tracce di
questa distruzione sono state rinvenute in tutti gli scavi eseguiti a
Gerusalemme". (…) Gli archeologi Jane M. Cahill e David Tarler
riepilogano:"L'immane distruzione di Gerusalemme per opera dei babilonesi
è evidente non solo dagli spessi strati di detriti … Le descrizioni bibliche
della distruzione della città … integrano le testimonianze
archeologiche". -Ancient
Jerusalem Revealed.
Così il quadro di
Gerusalemme dal tempo di Davide fino alla distruzione del 607 a.E.V. è stato
sotto molti aspetti confermato dagli scavi archeologici degli scorsi
25anni."
Questo
è uno dei modi ingannevoli ricorrenti, della Torre di Guardia, di presentare i
fatti: quello di mescolare a fonti
autorevoli le proprie convinzioni.
Che la Bibbia dica il vero sulla distruzione di
Gerusalemme e che l'archeologia confermi il racconto biblico è indiscutibile. Ma
che questo avvenimento sia accaduto nel 607 a.C. è falso e il modo di presentare tali fatti nella loro rivista non permette a
coloro che non sono bene informati di distinguere l'errore dalla verità.
La risposta è NO! Non c'è al mondo un solo archeologo disposto ad
affermare che la distruzione di Gerusalemme sia avvenuta nel 607a.C. La
Torre di Guardia non si limita a sostenere il falso in questo, ma cerca di
coinvolgervi degli ignari studiosi.
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1a Tavola
Cronaca Wiseman, 626 – 623 anno
d'inizio fino al 3° anno di Nabopolassar, 41 righe |
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dopo una lacuna di 6 anni (622-617) segue la |
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5a Tavola
Cronaca Wiseman 557/556 3° anno di
Neriglissar, 27 righe |
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Quadro
cronologico degli ultimi re giudaici:
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Giosia 640/39 - 609/8 |
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Joacaz 609/8 |
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Jojakim 609/8 - 598/97 |
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Jojachin 598/7 |
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Sedecia 598/7 -587/86 (data della distruzione di Gerusalemme) |
UNA BARZELLETTA SULLA VAT 4956
Ultimamente è apparso un sito gestito da testimoni di Geova che tenta di screditare, tra l'altro, la VAT 4956: http://digilander.libero.it/testimoni_geova/607
Qualche zelante Testimone che lo gestisce, ha scritto al British Museum ( il testo della lettera non è stato pubblicato) chiedendo informazioni che potessero mettere in dubbio la validità di questo reperto archeologico. Questa è la risposta che ha ricevuto (traduzione nostra):
Gent. sig. *****
Quelli che tra noi cercano di lavorare con
le fonti originali babilonesi riguardo alla storia e all’astronomia babilonese
non considerano la tavoletta VAT 4956 come una frode.
L’ipotesi che si tratti di frode è avanzata da altri
che, per varie ragioni, trovano scomoda la cronologia che è stata accettata
dalla maggioranza degli storici della mesopotamia dell’ultimo secolo.
La nostra posizione è che la cronologia attualmente
riconosciuta, le cui linee generali
erano già riconosciute dai tempi
dell’astronomo greco Claudio Tolomeo, mostrano d’aver resistito al
confronto di 150 anni di scoperte di reperti originali babilonesi grazie proprio
al fatto che lo stesso Tolomeo ha basato o dedotto la sua cronologia da fonti
astronomiche babilonesi. Il testo completo della VAT 4956 è stato recentemente ripubblicato in una traduzione in
inglese in A.J. Sachs e Hunger, Astronomical Diaries And Related Text from
Babilonia, vol.I (Vienna 1988; ISBN 3 7001 1227 0), Pages 4653. Il
testo della tavoletta che *** cita come Strm-K-400, ma che noi normalmente
citiamo come Strassmaier, Cambise n°400, si trova in una tavoletta del British
Museum MB 33066. Questa è stata recentemente ripubblicata tradotta in inglese
in A.J. Sachs and H. Unger, Astronomical Diaries and Related Text from
Babilonia, vol. V (Vienna 001; ISBN 3 7001 3028 7), pages 164-173. Questo volume
è una fonte primaria per chiunque voglia studiare le tavolette delle eclissi
Babilonesi.
Sinceramente.
Deputy Keeper
Department
of the Ancient Near West
The British Museum
La barzelletta sta nell'ironia che chiude la risposta al Nostro anonimo di "Digilander-Testimoni", che è come dire: se non ci state a quello che gli esperti hanno stabilito, fatevele da soli le vostre valutazioni!
Il paradosso è che nel sito di cui sopra viene riportata questa risposta come elemento di prova a favore delle tesi geoviste!
Nello stesso sito è stato chiamato in causa R. Newton, per una sua dichiarazione apparsa su "Scientific American". In questo caso i Testimoni sono stati disonesti perché, la rivista americana pubblicò un altro articolo che smentiva le tesi di Newton il quale, da parte sua, ammise onestamente di non essere un esperto di Storia Antica e dichiarò pubblicamente la sua piena approvazione all'opera di Parker e Dubberstein (oltre che al Canone di Claudio Tolomeo, limitatamente all'epoca Nabopolassar- Cambise).
L'autore di un'opera formidabile sulla cronologia controversa 587/607, Carl Olof Jonsson, ebbe contatti col Newton; il resoconto è pubblicato in:
http://www.607v587.com/webpage%2010.htm
The following material is
adapted from the discussion on pages 44-48 of the first and second editions of
my book, The Gentile Times Reconsidered (published in 1983 and 1986),
with some updates.
PROFESSOR ROBERT R. NEWTON (who died in 1991) was a noted physicist who has published a series of outstanding works on the secular accelerations of the moon and the earth. He examined in detail hundreds of astronomical observations dating all the way from the present back to about 700 BC, in order to determine the rate of the slowly changing of the length of the day during this period. The best information on his research in this area is found in his book, The Moon’s Acceleration and Its Physical Origins, vol. 1, published in 1979. His results have more recently been further refined by other scholars, especially by F. Richard Stephenson. (Historical Eclipses and Earth’s Rotation, Cambridge: Cambridge University Press, 1997)
The research of Newton, Stephenson, and all the other scholars who have examined this matter totally and irrevocably demolishes the idea of ”Gary” (alias ”Joshua/92”), who in his posts on the H2O site claims that the longitude of Babylon in 568 BC was located at the longitude of Honolulu (a desperate idea resulting from his attempts to overcome the evidence of VAT 4956)! This idea presupposes a change of the length of the day since that time of a magnitude that is in the most glaring conflict with the research of Robert R. Newton, whom ”Gary” likes to quote (although very selectively and completely out of context).
The claim that Claudius Ptolemy ”deliberately fabricated” many of his observations is not new. Astronomers have questioned Ptolemy’s observations for centuries. As early as 1008 AD, ibn Yunis concluded that they contained serious errors, and by about 1800, astronomers had recognized that almost all of Ptolemy’s observations were in error. In 1817, Delambre asked: ”Did Ptolemy do any observing? Are not the observations that he claims to have made merely computations from his tables, and examples to help in explaining his theories?” (J.B.J. Delambre, Histoire de l’Astronomie Ancienne, Paris 1817, Vol. II, p. XXV. Quoted by Robert R. Newton in The Moon’s Acceleration and Its Physical Origins [MAPO], Vol. I, Baltimore and London: The Johns Hopkins University Press, 1979, p. 43.)
Two years later (1819) Delambre also concluded that Ptolemy fabricated some of his solar observations and demonstrated how the fabrication was made. (Newton, MAPO I, p. 44) More recently, other astronomers have re-examined Ptolemy’s observations and arrived at similar results. One of them is Professor Robert R. Newton. In his book, The Crime of Claudius Ptolemy (Baltimore and London: The Johns Hopkins University Press, 1977), Newton claims that Ptolemy fudged, not only a large body of the observations he says he had made himself, but also a number of the observations Ptolemy attributes to other astronomers, including some he quotes from Babylonian sources. These include the three oldest observations recorded in Ptolemy’s Almagest dating from the first and second years of the Babylonian king Merodach-baladan (called Mardokempados in Almagest), corresponding to 721 and 720 BC.
In the ensuing debate a number of scholars have repudiated Newton’s conclusions. They have argued that Newton’s arguments ”are marred by all manner of distortions” (Bernard R. Goldstein of the University of Pittsburgh in Science, February 24, 1978, p. 872), and that his case collapses because ”it is based on faulty statistical analysis and a disregard for the methods of early astronomy” (scholars Noel M. Swerdlow of the University of Chicago, Victor E. Thoren of Indiana University, and Owen J. Gingerich of Harvard University, in Scientific American, March 1979, p. 93, American edition). Similar comments are made by Noel M. Swerdlow, ”Ptolemy on Trial, ” in The American Scholar, Autumn 1979, pp. 523-531, and by Julia Neuffer, ”´Ptolemy’s Canon´ Debunked?” in Andrews University Seminary Studies, Vol. XVII, No. 1, 1979, pp. 39-46. An article by Owen J. Gingerich with a rebuttal by R.R. Newton is found in the Quarterly Journal of the Royal Astronomical Society, Vol. 21, 1980, pp. 253-266, 388-399, with a final response by Gingerich in Vol. 22, 1981, pp. 40-44.
Most of these critics, though, are historians without particular expertise in the field of Greek astronomy. Some reviews written by well-informed astronomers have been favorable to Newton’s conclusions. One historian who is also well acquainted with Greek astronomy, K.P. Moesgaard, agrees that Ptolemy fabricated his astronomical data, though he feels it was done for some honest reason. (K.P. Moesgaard, ”Ptolemy’s Failings,” Journal for the History of Astronomy, Vol. XI, 1980, pp. 133-135) Rolf Brahde, too, wrote a favorable review of Newton’s book in Astronomisk Tidskrift, 1979, No. 1, pp. 42,43.
B.L. van der Waerden, Professor of Mathematics and an expert on Greek astronomy, discusses Newton’s claims in his book, Die Astronomie der Griechen (Darmstadt: Wissenschaftliche Buchgesellschaft, 1988). Although he would not go as far as Newton in his attack on Ptolemy, he agrees that Ptolemy falsified his observations, stating: ”That Ptolemy systematically and intentionally has falsified his observations in order to bring his observational results in agreement with his theory have been convincingly demonstrated by Delambre and Newton.” (p. 253)
G.J. Toomer, the well-known translator of Ptolemy’s Almagest (London: Gerald Duckworth & Co., 1984), discusses Newton’s claim in an article published in 1988 (”Hipparchus and Babylonian Astronomy,” in A Scientific Humanist. Studies in Memory of Abraham Sachs, eds. E. Leichty, M. DeJ. Ellis, & P. Gerardi, Philadelphia, 1988, pp. 353-362), in which he convincingly argues that all the observations from earlier periods recorded by Ptolemy were taken over from the Greek mathematician Hipparchus (2nd century BC).
In 1990, Dr. Gerd Grasshoff included a lengthy section on the accusations against Claudius Ptolemy in his work, The History of Ptolemy’s Star Catalogue (London, Paris, Tokyo, Hong Kong: Springer-Verlag, 1990, pp. 79-91). He concludes that Newton’s arguments against Ptolemy are ”superficial” and ”unjustified”.
More recently, Oscar Sheynin has discussed Newton’s accusations at some length, arguing that the reason why Ptolemy’s observations so well agree with his theory is, not that he fabricated them, but that he selected the observations that best fitted his theory. Although such selectivity is not allowed in science today, it was quite common in ancient times. For this reason Sheynin states that Ptolemy cannot be regarded a fraud. (O. Sheynin, ”The Treatment of Observations in Early Astronomy,” in C. Truesdell (ed.), Archive for History of Exact Sciences, Vol. 46:2, 1993, pp. 153-192.)
In summary, there seems to be at least some evidence in support of the claims that Claudius Ptolemy was ”fraudulent” in the way he handled his observations, either by ”trimming” the values or by selecting those who best fitted his theory. However, few scholars would go as far as Newton, who dismisses Ptolemy altogether as a fraud. As Dr. James Evans notes, ”very few historians of astronomy have accepted Newton’s conclusions in their entirety.” (Journal for the History of Astronomy, Vol. 24, Parts ½, February/May, 1993, pp. 145-146.)
In a review of Newton’s book, The Crime of Claudius Ptolemy, published in Scientific American of October 1977, pp. 79-81, it was stated that ”Ptolemy’s forgery may have extended to inventing the length of reigns of Babylonian kings.” This was a reference to the so-called ”Ptolemy’s Canon”, which Newton at that time erroneously believed had been composed by Claudius Ptolemy himself and thus may have been affected by his ”forgery”. The statement was quickly picked up and published in The Watchtower (December 15, 1977, p. 747). On page 375 of his The Crime of Claudius Ptolemy, Newton also wrote: ”It follows that Ptolemy’s king list is useless in the study of chronology, and that it must be ignored. What is worse, much Babylonian chronology is based upon Ptolemy’s king list. All relevant chronology must now be reviewed and all dependence upon Ptolemy’s list must be removed.”
Newton was unaware of the fact that ”Ptolemy’s Canon” was not composed by Claudius Ptolemy. He was not an historian and he was not an expert on Babylonian chronology. He also admits in his work that he has not studied sources other than Ptolemy for the years prior to Nebuchadnezzar. (The Crime of Claudius Ptolemy, p. 375) He explains that his thoughts on the relations between chronology and the work of Ptolemy were influenced by a Mr. Philip G. Couture of Santee, California! In the Preface of his book he states: ”I thank Mr. Philip G. Couture of Santee, California for correspondence which led me to understand some of the relations between chronology and the work of Ptolemy.” . (The Crime of Claudius Ptolemy, p. XIV) The same Mr. Couture also induced Dr. Newton to reject the Assyrian eponym canon in his work, The Moon’s Acceleration and Its Physical Origins. (See Vol. 1, 1979, p. 189)
What Newton evidently did not know was that Mr. Couture was and still is one of Jehovah’s Witnesses, and that some of the chronological arguments he passed on to Newton were taken from the Watch Tower Society’s Bible dictionary, Aid to Bible Understanding. These arguments were not only aimed at supporting the chronology of the Watch Tower Society, but they are also demonstrably untenable!
In 1978, the year after The Crime of Claudius Ptolemy had been published, I had some correspondence with Professor Newton. In a letter dated June 27, 1978, I sent him a shorter study I had prepared in which the so-called ”Ptolemy’s Canon” was compared with earlier cuneiform sources. The study briefly demostrated that all the reigns of the Babylonian kings given in the Canon, from Nabonassar (747-734 BC) to Nabonidus (555-539 BC), were in complete agreement with these older sources. (This study was later expanded and published in a British scholarly journal for interdisciplinarty studies, Chronology & Catastrophism Review, Vol. IX, 1987, pp. 14-23.) I then asked: ”How is it possible that Ptolemy’s astronomical data are wrong, and yet the king list, to which they are attached, is correct?”
In his answer, dated August 11, 1978, Newton said: ”I am not ready to be convinced that Ptolemy’s king list is accurate before Nabopolassar [= before 625 BC], although I have high confidence that it is rather accurate for Nabopolassar and later kings.” He also pointed out: ”The basic point is that Ptolemy calculated the circumstances of the eclipses in the Syntaxis from his theories, and he then pretended that his calculated values were values that had been observed in Babylon. His theories are accurate enough to give the correct day of an eclipse, but he missed the hour and the magnitude.”
Thus Ptolemy’s ”adjustments” of the eclipse observations were too small to affect the year, the month, and the day of an eclipse. Only the hour and the magnitude were affected. Ptolemy’s supposed ”adjustments” of the records of the ancient Babylonian eclipses, then, didn’t change the BCE dates that had been established for these observations. They did not change the chronology! Further, Newton was convinced that the king list was accurate from Nabopolassar and onwards. In other words, he was convinced that the whole Neo-Babylonian chronology from Nabopolassar through Nabonidus (625-539 BC) was accurate! Why?
Because he had made a very thorough study of some of the ancient Babylonian astronomical records that were independent of ”Ptolemy’s Canon”, including VAT 4956 and Strm. Kambys. 400. From his examination of these two records, he had established that the first text referred to the year 568/67 BC and the second one to 523 BC. He concluded: ”Thus we have quite strong confirmation that Ptolemy’s list is correct for Nebuchadrezzar, and reasonable confirmation for Kambyses.” (The Crime of Claudius Ptolemy, 1977, p. 375) These findings were further emphasized in his next work, The Moon’s Acceleration and Its Physical Origins, vol. 1 (1979), where he concludes on page 49: ”Nebuchadrezzar’s first year therefore began in –603 [= 604 BC], and this agrees with Ptolemy’s list.”
Therefore, to quote some statements by R.R. Newton in an attempt to undermine the chronology established for the Neo-Babylonian era would be to quote him out of context. It would be to misrepresent his views and conceal his conclusions. It would be fraudulent. Yet, this has been repeatedly done by the Watch Tower Society and by ”Gary/Joshua 92”. Newton’s findings refute both of their chronologies and prove them to be false.
Whether Ptolemy falsified his observations, perhaps also some of those of earlier astronomers, is irrelevant for the study of the Neo-Babylonian chronology. Today, this chronology is not based upon the observations recorded by Ptolemy in his Almagest. Further, the claim that Ptolemy may have ”invented” the lengths of reign in ”Ptolemy’s Canon” is based upon the mistake that this king list was composed by Claudius Ptolemy. As is demonstrated on pages 94-96 of the third edition of The Gentile Times Reconsidered (and also briefly in the second edition), the designation ”Ptolemy’s Canon” is a misnomer, as this king list had been in use among Alexandrian astronomers for centuries before the time of Claudius Ptolemy. Finally, the claim that the king list is the basis of or a principal source for the Neo-Babylonian chronology, is false.Those who make such a claim are either totally ignorant or dishonest. The plain truth is that the king list is not needed for the fixing of the chronology for this era, although its figures for the reigns of the Neo-Babylonian kings are upheld by at least 14 lines of independent evidence based on cuneiform documents, as is demonstrated in The Gentile Times Reconsided.
An excellent discussion of Ptolemy’s Canon, or, more correctly, the Royal Canon, and its relation to the Neo-Babylonian chronology, is found in the article by Leo Depuydt, ”’More Valuable than all Gold’: Ptolemy’s Royal Canon and Babylonian Chronology,” published in the Journal of Cuneiform Studies, Vol. 47, 1995, pp. 97-117.
I curatori di "Digilander-Testimoni" dovrebbero almeno essere informati. Invece, dimostrano di "ignorare" sia le convinzioni di Newton, che quelle di Edwin R. Thiele il quale contestò fin dal 1969, il fatto di essere stato citato fuori dal contesto e senza riportare le sue vere convinzioni riguardo alla cronologia ufficiale e al Canone di Tolomeo. Ma, ecco che Newton e Thiele continuano ad essere chiamati in causa, malgrado loro!
La "cronologia di Oslo"
Nello stesso sito viene anticipato una ricerca di prossima pubblicazione del Prof. Rolf Furuli. Non sappiamo molto di costui e la Società sembra che ci tenga a nascondere che sia un suo affiliato, allo scopo di mostrare che parte del mondo accademico non è concorde riguardo alla cronologia ufficiale, tanta è la voglia di presentare l'autorevole opinione di uno studioso "indipendente".
Sull'autorevolezza e sui meriti accademici del Prof. Furuli ci pronunceremo quando ne sapremo di più sul suo conto. Al momento riferiamo ciò che egli stesso ha scritto sulla cronologia del periodo neobabilonese, pubblicato da "Digilander-Testimoni":
"Volume
II e la cronologia neobalilonese
"Sono state necessarie molte ricerche prima che fosse pronto per la pubblicazione il secondo volume, ma alcune osservazioni possono essere fatte adesso. La cronologia dell’Assiria, Babilonia e Persia sono così lontane dall’essere indipendenti così come lo sono le date dei regni dei re che li concernono. Se, per esempio, l’anno d’accessione del primo re neobabilonese è spostato indietro di uno o due anni, l’intera dinastia neobabilonese è spostata indietro di uno o due anni. Lo stesso è vero se uno dei re è spostato uno o più anni a ritroso. Questo è ciò che possiamo chiamare “effetto domino”.
"Tale “effetto domino” funziona in un altro modo ancora, qualcosa che possiamo vedere con i cicli di Saros. Lo schema di Saros cui ciascun ciclo consiste di 223 mesi lunari, include i re Persiani, Neobabilonesi e un consistente numero di re Assiri. Lo schema o rappresenta la realtà, o è funzionale. Se noi, sulla base di una gran quantità di tavolette commerciali datate, riusciamo a mostrare che la parte dello schema di Saros che include i re persiani, è funzionale –cosa che io credo- allora, questo ha l’”effetto domino” e lo stesso dev’essere vero per il resto dello schema di Saros che copre l’impero Assiro e Neobabilonese. In questo modo l’intera ossatura della cronologia neobabilonese di P&D va a pezzi.
" L’anno 539 a.C. è presa nella cronologia di Oslo come l’anno in cui Ciro conquistò Babilonia, sebbene possano esserci alcune incertezze circa questo anno, dovute alla testimonianza della tavoletta Strm. Kambys 400, che non è così integra come avremmo sperato. Comunque se accettiamo l’anno 539 e accettiamo ugualmente la testimonianza della Bibbia, dobbiamo accettare anche che l’esilio babilonese iniziò 70 anni prima dell’anno 539, e non 49 o 50, che è quello che B&D concedono (nel testo c’è una “B” al posto di “P” &D - mia nota). Questo significa che la Bibbia che la cronologia di Oslo dell’impero Persiano depongono contro la cronologia neobabilonese tradizionale." (traduzione nostra).
Come si può osservare, si tratta delle, ormai, più che note tesi della Torre di Guardia! Benché, il portavoce sia cambiato, non sono cambiati gli argomenti: il tentativo è semplicemente quello di dar loro uno spessore di scientificità, che ha però la consistenza di una pennellata di vernice.
L' "effetto domino" che teorizza Furuli è un grossolano sofisma che, tutt'al più, potrà impressionare i più semplici tra gli aderenti alla Watchtower. Non può esserci alcun "effetto domino" per la semplice ragione che la cronologia neobabilonese è fondata da una miriade di documenti indipendenti. Furuli non è obiettivo quando insinua che detta cronologia dipende da quella Assira e da quella Persiana. Non lo è nemmeno quando insinua che si fondi sui cicli di Saros e che "certe tavolette commerciali" da lui stesso esaminati porteranno a "un approccio diverso" alla cronologia ufficiale accettata. Benché, al momento, abbiamo sospeso il nostro parere sulla sua professionalità, dobbiamo dire che in base all'anticipazione del suo libro (sopra riportata) la sua onestà intellettuale comincia a scricchiolare. Egli, infatti, mostra di accordare la sua piena fiducia al diario astronomico Strm. Kambys 400 (non potrebbe farne a meno, comunque, perché è l'unica pezza d'appoggio della cronologia del -607 che ha la Società) e mette in dubbio la VAT 4956 che ha un valore intrinseco di molto superiore. Commette anch'egli l'errore di supporre che la cronologia secolare sia in conflitto con la Bibbia. L'equivoco è sempre lo stesso: considerare i 70 anni come un periodo di completa desolazione, quando, in realtà la "desolazione completa" è durata soltanto 49-50 anni, come tutte le fonti, Bibbia compresa, testimoniano. D'altra parte (come abbiamo specificato in altre parti di questo nostro studio), se si prendessero per buone le tesi geoviste, non si potrebbe parlare di 70 anni. E' un fatto che la dominazione babilonese iniziò ben 19 anni prima della distruzione di Gerusalemme, con le "devastazioni" l'accompagnarono e questo porterebbe detto periodo a 89 anni (dal -626 al 537, secondo la cronologia geovista). Anche il prof. Furuli su questo fa lo gnorri!
Su questo argomento vi sono due ricerche di Carl Olof Jonsson pubblicate sul sito: http://user.tninet.se/~oof408u/fkf/english/epage.htm