Gesù Cristo è Dio?
| La divinità di Gesù Cristo | ||||
NESSUNO SA CHI
E' IL FIGLIO
SE
NON IL PADRE
Luca
10:22
(alcuni testi del Nuovo Testamento, anche se non
espressamente specificati, sono tratti dal
"Nuovo Testamento interlineare" greco -latino- italiano
Editrice San Paolo; tutti gli altri sono tratti dalla Nuova Riveduta)
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Prima di passare all'esame questo
aspetto teologico, che è uno dei temi fondamentali della dottrina cristiana,
sarà utile ricordare al lettore la genesi della dottrina geovista della
deità di Gesù Cristo. Di Russell possiamo solo dire che, appena ventenne, superato un periodo di crisi spirituale, lasciò la sua attività di commerciante di stoffe e, avendo giudicato insoddisfacente gli insegnamenti delle chiese protestanti che avvicinò, fondò un suo gruppo che prese nome "Studenti biblici". Non aveva titoli accademici, non seguì corsi teologici o studi specifici e tuttavia scrisse diversi libri tra i quali la serie di sei volumi "Studi sulle Scritture" che egli stesso definì "… la Bibbia sistemata per argomenti" " … si tratta … non di semplici commenti sulla Bibbia, (disse) essi sono praticamente la Bibbia…" (La Torre di Guardia 15-9-1910, pag.298). Eppure, nei suoi scritti è vano cercare l'esegesi biblica; sono piuttosto una raccolta di teorie prese in prestito da fonti diverse e da lui rielaborate, affiancate da versetti della Bibbia che dovrebbero dar loro un carattere teologico. Ecco cosa i testimoni di Geova fecero scrivere da Marley Cole ne: "I testimoni di Geova", pag. 53: "Essi (i testimoni) scorgono in lui (Russell) il primo pioniere di un autentico rinnovamento della dottrina, l'autore di un'opera di gran mole, più importante di quanto altro sia stato fatto dai giorni di Gesù e degli apostoli. Egli ha fatto per il Regno del Messia più di qualunque altra creatura vissuta sulla terra" (Parole di Rutherford su Russell, dalla T.di G. del 1 dic. 1916, pag. 347). Gli odierni testimoni giustificano le sue lacune culturali argomentando che non è necessario essere dotti se Gesù stesso si circondò di popolani illetterati. Un argomento capzioso perché gli apostoli furono "discepoli" (cioè coloro che seguono un Maestro) di Gesù Cristo e in loro c'era l'evidenza della guida divina, cosa che non risulta dalla vita e dall'opera di Russell, anzi! Ciononostante egli non ha esitato a calarsi addirittura nei panni di profeta, predicendo il ritorno in gloria del Signore, Armaghedon ed altre amenità, le stesse che lo classificarono come falso profeta poiché non si adempirono. In realtà, malgrado egli attribuisse a Dio il contenuto dei suoi scritti e nonostante le dichiarazioni idilliache fatte dalla Società Torre di Guardia alla sua memoria, oggi tali scritti sono volutamente messi al bando perché imbarazzano gli stessi testimoni di Geova. Fu questo l'uomo che ispirò la dottrina che relega Gesù Cristo al rango di una creatura.
Se di Russell si può dire che è stato un presuntuoso, dei suoi
successori non si può dire di meglio. Essi sono arrivati a pubblicare una
Bibbia (la traduzione del Nuovo Mondo) della
quale non hanno osato nemmeno dichiarare i nomi dei traduttori; in essa hanno adattato alle loro opinioni religiose quasi tutti i versetti che si
riferiscono alla deità di Gesù Cristo. |
| Gesù Cristo il Logos eterno |
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GIOVANNI
1:1:
"In principio era la Parola, e la
Parola era verso Dio e Dio era la Parola". EBREI 7:3: " … senza
padre, senza madre, senza genealogia, né inizio di giorni, né di vita fine
avente, reso simile perciò al Figlio di Dio …". ISAIA 9:5: "Sarà chiamato
Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre eterno, Principe della
pace". MICHEA
5:1:
"…le cui origini risalgono ai
giorni eterni…". GIOVANNI
8:58:
"Disse a loro Gesù: Amen amen dico a
voi: prima (che) Abramo fosse
io sono"
Nella Bibbia Dio afferma con forza la sua unicità: "… io solo sono Dio e che non vi è altro
dio accanto a me" (Deut. 32:39); "… io sono il primo e sono l'ultimo e fuori
di me non c'è Dio" (Isaia 44:6); "… prima di me nessun Dio fu formato, e dopo di me, non ve ne sarà
nessuno" (Isaia 43:10; vedi pure 48:12).
Eppure, in Giov. 1:1 leggiamo che un altro essere, la Parola, condivide
l'eternità e la divinità del Dio unico. Come si pone dunque Gesù, la Parola,
rispetto alla Deità?
Potrebbe essere un "dio
vero", un'entità superiore agli uomini
e agli angeli, ma non della stessa natura e dignità di Dio? Nemmeno, non
è possibile mettere un "dio" minore accanto al Dio unico in aperta contraddizione
al testo di Deuteronomio 32:39. Sarebbe rozzo politeismo. |
| Gesù Cristo è il Creatore |
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Giovanni 1:3: "tutte le cose
per mezzo di lui furono fatte, e senza di lui (non ne) fu fatta neppure una
(sola)". Colossesi 1:16,17: "perché in lui
furono create le cose tutte in i cieli e su la terra, le visibili e le
invisibili, sia i troni, sia signorie, sia principati, sia potestà; tutte le
cose attraverso di lui e verso di lui sono state create; ed egli è prima
delle cose tutte e le cose tutte in lui sussistono". Ebrei 1:2,3: "… per mezzo
del quale ha anche fatto i mondi … portando pure le cose tutte con la parola
della potenza di lui". Ebrei 1:10,11: "tu da
principio, Signore, la terra fondasti, e opere delle tue mani di te
sono i cieli. Essi periranno, tu invece permani, e tutti come veste
invecchieranno, e come mantello avvolgerai loro, come veste anche saranno
cambiati; tu invece lo stesso sei e gli anni di te non verranno meno".
In Ebrei 1:10,11 Gesù viene senza alcun dubbio identificato con
Yhwh, il
Creatore. L'autore di questa lettera applica a lui il Salmo 102:25-27.
Però qualcuno, nel tentativo di attenuare la forza di questi testi
biblici, dice che Gesù ha partecipato alla creazione come "mediatore",
intendendo con questo che il creato è venuto all'esistenza "per
mezzo" di lui, non con la sua personale potenza, ma con la
potenza di Dio.
Infatti, una creatura, fosse pure il più potente degli angeli di Dio, ha
limiti troppo definiti perché possa essere solo un "esecutore",
senza dimenticare che qui si tratta del creare
e sostenere l'universo, come appunto vediamo fare da Gesù (Ebr.
1:2,3). Infatti, siccome Gesù ha materialmente "fatto" l'universo, l'apostolo Paolo scrive: "Lo ora avente fatto noi per proprio questo (è) Dio"(2 Cor.5:5; vedi pure Ebrei 3:4). Dal momento che la creazione è il frutto della cooperazione indistinta del Padre e del Figlio, Gesù Cristo non può essere alienato dell'onore che gli è dovuto quale Creatore "… adorate l'avente fatto il cielo e la terra e il mare ecc." (Apoc.14:7). |
| Gesù presente ovunque |
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Matteo
28:20:
"…ed ecco, io con voi sono tutti i
giorni fino alla fine del mondo" Matteo
18:20: "Dove infatti sono due o tre
riuniti in il mio nome, lì sono io in mezzo a loro". Atti
9:34:
"E disse a lui Pietro: Enea, guarisce
te Gesù Cristo." Atti
16:7:
"… tentavano in Bitinia di andare,
e non (lo) permise loro lo Spirito di Gesù". Atti
16:18:
"… ordino a te in nome di Gesù
Cristo di uscire da lei". Filippesi
1:19:
"… a me risulterà per (la)
salvezza per mezzo della di voi preghiera ed elargizione dello Spirito di Gesù
Cristo". Colossesi
1:29:
"per ciò anche fatico, lottando
secondo l'efficacia di lui, quella operante in me con potenza". 1
Tessalonicesi 3:11:
"… il Signore di noi Gesù spiani
la via di noi verso di voi". 2
Tessalonicesi 3:5:
"Il poi Signore diriga di voi i cuori
verso l'amore di Dio…"
Il Salmo 139 descrive l'onnipresenza e
l'onniscienza di Yhwh. Solo Dio può sapere tutto di tutti, può vedere e
ascoltare ogni cosa che accade, ovunque in ogni momento. Non è una cosa facile
da comprendere.
Gli angeli sono esseri ben superiori agli uomini, tuttavia essi
occupano uno spazio fisico limitato alle dimensioni del loro corpo spirituale
e, da quel che sappiamo di loro attraverso la rivelazione biblica, essi
hanno la necessità di spostarsi da un luogo all'altro per poter comunicare,
per esempio con gli uomini (leggere Daniele 9:20-23). Egli pur se deve rimanere in Cielo fino al momento del suo ritorno in gloria, da lassù appare agli apostoli, guarisce i malati, guida la chiesa secondo la promessa da lui stesso fatta: Dove infatti sono due o tre riuniti in il mio nome, LI' SONO IO IN MEZZO A LORO". Egli ha promesso la sua presenza personale, non ha detto che avrebbe semplicemente "rivolto la sua attenzione alla terra", come alcuni dicono.
Tutto il libro degli Atti degli apostoli, che narra una parte della
storia della chiesa del tempo degli apostoli, è una forte testimonianza della
potenza del "nome"
di Gesù Cristo che vive nella sua chiesa
(Atti 3:6,16; 4:10; 14:3,23; 16:18; 18:9; 23:11). "Ed era magnificato il nome
del Signore Gesù" (Atti 19:17). Frasi come: "Tutto posso in colui che mi da
forza" e: "vivo,
però non più io, ma vive in me Cristo" (Nuovissima Versione),
pur appartenendo all'esperienza dell'apostolo Paolo, virtualmente fanno parte dell'esperienza di ogni cristiano
genuino. |
| La preghiera a Gesù Cristo |
2
Corinzi 12:8:
"Per questo tre volte il Signore ho
invocato …" Atti
7:59.60:
"e lapidavano Stefano pregante e
dicente: Signore Gesù accogli lo spirito di me. Piegate poi le ginocchia gridò
con voce grande: Signore, non imputare a loro
questo peccato…". 2
Tessalonicesi 2:16,17:
"Egli poi, il Signore di noi Gesù
Cristo … consoli di voi i cuori e fortifichi in ogni opera e parola
buona". 2
Tessalonicesi 3:5:
"Il poi Signore diriga i cuori verso
l'amore di Dio e verso la pazienza del
Cristo". 1
Timoteo 1:12:
"Rendo grazie a Cristo Gesù, Signore
nostro, che mi rese forte, perché mi stimò degno di fiducia …" (Nuovissima
Versione). Apocalisse
22:20:
"Amen, vieni Signore Gesù!"
La preghiera è una pratica cultuale peculiare di ogni popolo e fede
religiosa.
Ma che dire della preghiera fatta direttamente a
Gesù? I testi su riportati sono una testimonianza del fatto che
gli apostoli e i primi cristiani rivolgevano preghiere al Cristo. Per poter dire se Gesù è Dio non si devono esaminare soltanto quei versetti nei quali la sua deità è affermata in modo esplicito, ma anche quelli che gli attribuiscono prerogative che caratterizzano la Deità. La preghiera è sicuramente una di queste e Gesù ce l'ha di diritto, non solo, ma egli assicura anche a chi a lui si rivolgerà in preghiera che egli stesso lo esaudirà: "qualsiasi cosa chiediate a me in il nome di me questa farò". |
| Gesù oggetto di adorazione |
|
Ebrei
1:6:
"Quando ancora introduce il
primogenito in il mondo dice: E adorino lui tutti (gli) angeli di Dio". Apocalisse
5:12-14: "… Degno è l'agnello quello sgozzato di ricevere
la potenza e ricchezza e sapienza e forza e onore e gloria e lode. E ogni
creatura che (è) in il cielo e su la terra e sotto la terra e su il mare e le
in essi cose tutte udii dicenti: Al seduto su il trono e all'agnello la lode e
l'onore e la gloria e la forza per i secoli dei secoli. E i quattro viventi
dicevano: Amen. E gli anziani caddero e adorarono".
L'adorazione
è il supremo atto di devozione di una creatura verso la deità. Nella loro ignoranza gli uomini adorano idoli, falsi
dei, angeli ecc.; ma la rivelazione biblica interdice pratiche simili e addita
il Dio unico al quale offrire il culto.
Riguardo a Gesù è Dio stesso che ordina a tutti i suoi angeli di
offrirgli la loro adorazione. In Apocalisse 5:12-14 tutto l'universo in tripudio onora e adora Dio;
però non troviamo Gesù tra gli adoranti, bensì vicino al Padre ricevente con
Lui l'adorazione dell'intero creato.
Il termine "adorare"
riferito a Cristo avrebbe dato adito a gravi equivoci se gli evangelisti non
l'avessero usato deliberatamente. NOTA: "…
Sì noi crediamo che il nostro Signore (Gesù) mentre era sulla terra fu
veramente adorato, e giustamente… Era giusto che il nostro Signore ricevesse
la lode… (Watch Tower Reprints,
III, 15 Luglio, 1898, p. 2337). "Egli era oggetto di adorazione anche
da bambino, adorato da Re Magi che vennero a vedere il Re appena nato ... Egli
non rimproverò mai nessuno per atti di adorazione offertigli … Se Cristo non
fosse stato più di un uomo non avrebbe potuto essere adorato …"
(Watch
Tower Reprints, I, Ottobre 1880, p.144) Contraddizione: "Nessuna
distinta adorazione deve essere data a Gesù Cristo, ora glorificato in cielo.
La nostra lode deve andare a Geova Dio" (The Watch Tower, 1
gennaio 1954, p.31). "Se la traduzione
(di Ebrei
1:6) 'adorare' è preferita, allora bisogna capire
che questa 'adorazione' è solo relativa" (The Watch Tower, 15
nov. 1970, p.704). |
| Gesù Figlio di Dio |
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Presso i popoli antichi (gli egiziani, per esempio) il re era considerato
di origine divina perché progenie del Dio stesso.
Benché nell'Antico Testamento non sia sviluppato il concetto di "Figlio di Dio" nel modo che lo è nel Nuovo Testamento,
pure vi troviamo qualche accenno (Prov. 30:4). La parola "Figlio" applicata a Gesù è funzionale alla sua missione terrena e al suo essersi fatto uomo, come tutti gli altri suoi titoli: Sommo Sacerdote, profeta, figlio dell'uomo, Cristo o messia, giudice, Parola ecc., tutti titoli che descrivono i singoli aspetti della sua opera di redenzione. Ma quando si parla di lui in relazione non più al tempo, ma all'eternità, egli viene identificato come Logos, Dio, Signore. Che il termine "Figlio", in senso assoluto, equivalga a "Dio" nella sua essenza i farisei lo sapevano bene, infatti: "Io e il Padre siamo uno. I Giudei presero delle pietre per lapidarlo. Gesù disse loro: 'Vi ho mostrato molte buone opere da parte del Padre mio, per quale di queste opere mi lapidate?' I Giudei gli risposero: 'Non ti lapidiamo per una buona opera, ma per bestemmia; e perché tu, che sei uomo, ti fai Dio'. (Giov. 10:31-33 - Nuova Riveduta). "Il Padre mio opera fino ad ora, e anch'io opero' Per questo i Giudei più che mai cercavano d' ucciderlo; perché non soltanto violava il sabato, ma chiamava Dio suo Padre, facendosi uguale a Dio". (Giov. 5:17,18 - Nuova Riveduta). L'ultimo commento non è dei Giudei, ma dell'evangelista Giovanni. Per l'apostolo Giovanni il "Figlio" di Dio è "Dio" quanto a natura. Tutto il suo evangelo costituisce un'apologia della natura divina di Gesù Cristo, dal prologo alla confessione di Tommaso. Il problema della subordinazione del Figlio al Padre "… il Padre è maggiore di me …" (Giov. 14:28) è, appunto, un problema di subordinazione, in quanto è il Figlio che si è fatto uomo ed è venuto nel mondo e non il contrario. Maggiore non significa migliore, non riguarda cioè l'aspetto della natura di Gesù Cristo ed è un problema limitato all'incarnazione del Logos: "E la Parola è diventata carne" (Giov. 1:14). Gesù ha preso la natura umana, il Logos si è autolimitato diventando molto più "piccolo" rispetto a quando egli era nel pieno dei suoi poteri nel reame celeste. Non meraviglia perciò che il Padre sia Maggiore del Figlio, perché Gesù "… pur essendo in forma di Dio, non considerò l'essere uguale a Dio qualcosa a cui aggrapparsi gelosamente, ma spogliò se stesso prendendo forma di servo, divenendo simile agli uomini; trovato esteriormente come un uomo, umiliò se stesso, facendosi ubbidiente fino alla morte, e alla morte di croce. Perciò Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni nome, affinché nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio nei cieli, sulla terra, e sotto terra, e ogni lingua confessi che Gesù Cristo è il Signore, alla gloria di Dio Padre" (Filippesi 2:6-11- N.R.). Questo testo (se giustamente tradotto e compreso) afferma 1) l'uguaglianza di Gesù con il padre; 2) la rinuncia volontaria al suo essere Dio (non si aggrappò gelosamente alle proprie prerogative divine, ma si spogliò di esse fino ad apparire come un uomo, allo stesso modo che in precedenza, quando cioè era in forma di Dio); 3) Gesù ha ricevuto il nome che è al di sopra di ogni nome! 4) ogni creatura è tenuto a rendergli onore quale SIGNORE (ADONAY) "alla gloria di Dio Padre" cioè "così come rende gloria al Padre" : "affinché tutti onorino il Figlio COME onorano il Padre" (Giov.5:23 -N.R.). Non meraviglia, quindi, che in quanto uomo sulla terra chiamasse suo Padre "mio Dio". Egli fu veramente uomo e in quanto tale non poteva che invitare i suoi simili a guardare "l'unico vero Dio". Facendosi uomo egli rinunciò, temporaneamente, ad ogni prerogativa del suo essere Logos: provò la fame e la sete, la stanchezza; provò la sofferenza, pianse, si commosse, si indignò. La prova più esplicita della sua umanità la dette quando provò riluttanza verso la prova suprema che stava per affrontare, nel Getsemani: "Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! (Luca 22:42) e il dubbio che l'assalì sulla croce: "Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?" (Matteo 27:46). E' possibile scorgere ancora in questa debole figura "colui senza il quale nessuna delle cose fatte è stata fata? La risposta è NO! Non è nel Gesù uomo che occorre cercare le prove della sua natura divina. Ed è sciocco servirsi dei testi relativi
alla sua umanità per negare la sua deità. Se Gesù Cristo non è
stato riconosciuto nemmeno come messia, anzi, proprio l'averlo affermato gli ha
procurato l'accusa di bestemmia che lo ha portato al patibolo, si poteva
pretendere che i suoi contemporanei riconoscessero in lui IL Figlio, il Logos,
addirittura il Creatore?
E' triste constatare che ancora oggi vi siano persone che equivocano i
testi biblici e, allo stesso modo di molti suoi contemporanei , sono incapaci di
riconoscere in Gesù il loro Dio. |
| Gesù il Signore |
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Romani
10:13: "Infatti
chiunque avrà invocato il nome del Signore sarà salvato". Atti 2:36: "… Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù
che voi avete crocifisso".
Benché tecnicamente il termine "Signore" (greco
Kyrios) sia
usato per indicare indifferentemente il rango di un essere umano o come semplice
titolo di rispetto, nella Bibbia spesso indica Dio.
Il tetragramma YHWH, benché negli scritti dell'Antico Testamento sia
usato soltanto per indicare Dio; non si trova nemmeno
una volta nel Nuovo Testamento, il suo posto è preso da Kyrios,
Signore. Romani 10:13 che è una citazione di Gioele 2:32; Romani 14:11 che è una
citazione di Isaia 45:23 è ripreso in Filippesi 2:10 riferito a Gesù Cristo; Efesini 14:7,8 riprende
il Salmo 68:17,18 riferito
a Cristo; Ebrei 1:10,11 riprende il Salmo 102:25; 1 Pietro 2:3
applica a Cristo il Salmo 34:8 ecc. A coloro che amano citare Giovanni 17:3: "Questa è la vita eterna: che conoscano te, il solo vero Dio, e colui che tu hai mandato, Gesù Cristo", argomentando che qui Gesù stesso riconosce che il Padre è il solo vero Dio, noi li invitiamo a riflettere sul testo precedente: "… il nostro unico Padrone e Signore Gesù Cristo". Come si può notare, l'unicità di Dio include Gesù Cristo. L'unicità di Dio è contrapposta ai falsi dei, mentre Gesù, essendo il Figlio di Dio e condividendone la natura non è contrapposto a Dio, ma ne condivide appieno la Deità. |
| Gesù e yhwh dell'Antico Testamento |
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Ogni giudeo sapeva che nessun uomo poteva guardare Iddio e continuare a vivere: "Tu non puoi vedere il mio volto, perché l'uomo non può vedermi e vivere". Questo concetto è ripreso dall'apostolo Giovanni: "Nessuno ha mai visto Dio; l'unigenito Dio, che è nel seno del Padre, è quello che l'ha fatto conoscere" Giov. 1:18. Si pensa comunemente che Gesù abbia fatto conoscere Dio a cominciare dalla sua apparizione come uomo sulla terra. Ma il testo dell'evangelo di Giovanni permette anche un'altra lettura, che Gesù sia stato da sempre il rivelatore del Padre: ogni volta che il Padre si è rivelato agli uomini, Egli lo ha fatto tramite Gesù. Il testo stesso di Giovanni è rivelatore: Gesù è chiamato "l'unigenito Dio che è… (il tempo del verbo è al presente, ciò vuol dire che la sua naturale posizione è quella d'essere nel seno del Padre)… nel seno del Padre". Sin dal prologo del suo evangelo Giovanni definisce Gesù Cristo Dio; se questa parola, "Dio", l'avesse usata per dire qualcosa da meno di quel che realmente significa, l'evangelista avrebbe scandalizzato immediatamente i suoi lettori perché, parlando del "principio", egli lo descriverebbe come abitato da più di un Dio: un Dio con accanto un "altro" dio. Quale ebreo o cristiano avrebbe mai potuto accettare una cosa simile? Al versetto 18, poi, l'"altro" dio avrebbe dimora stabile addirittura nel seno del Padre! Ma, è sempre Giovanni che chiarisce il senso della rivelazione di Dio: "Nessuno ha visto il Padre" -Giov. 6:46. E' il Padre, dunque, a non essere mai stato visto; ma, una visione di Dio, sono stati in molti ad averla avuta: Abramo, come "l'Iddio della gloria" -Atti
7:2; Agar, come "l'angelo di Dio" e in
seguito come Dio stesso -Genesi 16:13; Giacobbe a
Peniel, quando disse: "Ho visto Dio faccia a faccia e la mia vita è
stata risparmiata" -Genesi 32:31. "… nel suo vigore (Giacobbe)
lottò con Dio; lottò con l'Angelo e restò vincitore; egli pianse
e lo supplicò. A Betel lo trovò, là egli parlò con noi"- Osea
12:4,5- (è molto interessante questo riferimento di
Osea a Betel, leggere Genesi 28:19-22 confrontandolo con Genesi 31:13 e con
Genesi 48:15-16 dai quali è chiara l'intercambiabilità
delle parole "angelo" e "Dio" Il profeta
Malachia, addirittura lo identifica col Signore
stesso: "Ecco, io vi mando il mio messaggero, che
spianerà la via davanti a me e subito il Signore, che voi cercate, l'angelo del patto, che voi desiderate, entrerà nel suo tempio
…" Mal. 3:1). Mosè nel pruno ardente, come l' "Io Sono";
Giosuè, vicino a Gerico, come "il capo
dell'esercito del Signore", alle cui parole (parole simili a quelle che
Dio rivolse a Mosè: "Togliti i calzari dai
piedi; perché il luogo dove stai è santo") -Giosuè 5:15;
Esodo 3:5; Gedeone sotto la quercia di Ofra, al quale prima si
manifesta come "l'angelo di yhwh", poi semplicemente yhwh -Giudici 6:11,14; Manoah
e sua moglie, genitori di Sansone, i quali vedendo l'angelo di
yhwh, caddero con la faccia a terra e Manoah disse: "noi morremo
sicuramente, perché abbiamo veduto Dio" -Giudici 13:20-22- e molti
altri ancora fra i quali ci soffermiamo a considerare soltanto questo episodio: "L'angelo del Signore salì da Ghilgal a Bochim e disse: 'Io vi ho fatto salire dall'Egitto e vi ho condotti nel paese che avevo giurato ai vostri padri di darvi. Avevo anche detto:'Io non romperò mai il mio patto con voi (…) Ma voi non avete ubbidito alla mia voce (…) Perciò anch'io ho detto 'Io non li scaccerò davanti a voi…" Giudici 2:1-5. Qualcuno si affretterà a dire che questa è l'apparizione di un angelo che parla da parte del Signore. Ebbene, se così fosse realmente noi non potremmo capire molto della rivelazione di Dio, in particolare, quando è Lui stesso a parlare o quando qualcun altro parla per Lui. Infatti, in questo caso "l'angelo del Signore"si esprime come se fosse il Signore stesso. Ma, un ambasciatore di Dio non può usare un linguaggio simile senza generare equivoci. A meno che non si tratti di un semplice "angelo" (che significa "messaggero"), ma di qualcun altro ben più importante. Nello stesso libro di Giudici al capitolo 6 dal v. 8 leggiamo: "…Io vi feci salire dall'Egitto e vi feci uscire dalla casa di schiavitù; vi liberai dalla mano degli egiziani e dalla mano di tutti quelli che vi opprimevano; li scacciai davanti a voi, vi diedi il loro paese e vi dissi: Io sono il Signore, il vostro Dio (…) ma voi non avete ascoltato la mia voce". Come sono simili le parole di Dio a quelle dell' angelo di Dio! Esiste una "chiave" per chiarire questo? Ebbene sì. Leggiamo nell'epistola di Giuda al v. 5: "Ora voglio
ricordare a voi che avete da tempo conosciuto tutto questo, che il Signore, dopo
aver tratto in salvo il popolo dal paese d'Egitto, fece in seguito perire quelli
che non credettero". Chi è il Signore
a cui fa riferimento Giuda? Lo ha appena detto al versetto precedente: Gesù
Cristo! Ma se vi fossero ancora dei dubbi, informiamo che il Codice
Alessandrino e il Manoscritto Vaticano,
nonché la Vulgata, al posto di "Signore" riportano "Gesù".
Questa lettura (cioè, "… Gesù, dopo aver
tratto in salvo il popolo dal paese d'Egitto, …"), essendo la
più "difficile" è anche la più probabile, non solo, ma chiarisce
tanti testi dell'Antico Testamento che altrimenti resterebbero misteriosi. Come
questi: "… essi
guarderanno a me, a colui che essi hanno trafitto" -Zaccaria 12:10. "Il Signore
mi disse: "Gettalo per il vasaio, questo magnifico prezzo con cui MI hanno
valutato" Zaccaria 11:13. (confr. Con Mat. 26:15). "Io, yhwh,
investigo i cuori e metto alla prova i reni" -Geremia 17:10. "Io (Gesù)
sono colui che scruta le reni e i cuori" -Apocalisse 2:23. "Santificate
il Signore (…) Egli sarà (…) una pietra d'intoppo, un sasso d'iciampo
…" -Isaia 8:13,14. "Poiché
Geova degli eserciti ha detto questo: 'Dietro alla gloria MI HA MANDATO ALLE
NAZIONI che vi spogliavano; poiché chi tocca voi tocca la pupilla DEL MIO
OCCHIO. Poiché, ecco agito la mia mano contro di loro, e dovranno divenire
spoglie per i loro schiavi. E voi certamente conoscerete che LO STESSO GEOVA
DEGLI ESERCITI MI HA MANDATO" -Zaccaria 2:8,9. (In questo testo vi sono DUE GEOVA!) Nel libro della Torre di
Guardia "Equipped for every good work" , pag. 128 si legge: Si rendeva conto Russell,
autore di questo scritto, che con queste parole stava dicendo che colui che si rivelava a Mosè come Yhwh era
Gesù Cristo? Noi non possiamo saperlo, ma la Torre di Guardia si affretta a
smentire il suo fondatore: Ma, si tratta di un
argomento troppo debole; gli angeli possono
parlare in nome di Dio, ma non possono
dire: "Io sono l'Iddio di tuo padre" senza rischiare,
dicendo queste parole, d'essere creduto alla lettera! Non dimentichiamo che il
messaggero celeste apparve presso il roveto a un uomo che, all'epoca, di Dio
conosceva assai poco, come si capisce dal contesto, e questo gli faceva
propendere a credere alla lettera a ciò che stava ascoltando. Si noti che nella nuova
pubblicazione, "Perspicacia …", si evita di supporre,
contrariamente a Russell, che il messaggero che parla dal roveto sia Gesù. "The Lord and two
angels appeared to Abram, who had a supper prepared for them, of which they ate.
A first Abram supposed them to be three men, and it was not until they were
about to go that he discovered one of them to be the
Lord, and the other two, angels who afterward went down to Sodom and
delivered Lot. (Gen. 18:1,2)" "Il Signore e due angeli apparvero ad Abramo, il quale offrì loro da mangiare, cosa che essi fecero. Dapprima Abramo suppose che si trattassero di tre uomini, e non fu che poco prima che se ne partissero che egli scoprì che uno di loro era il Signore, e gli altri due, angeli che in seguito scesero a Sodoma e liberarono Lot. (Gen 18:1,2) Anche Rutherford in "Creation", pag. 20 scrisse: "... uno di questi ... era il Logos"Quindi, sia Russell che
Rutherford erano convinti che uno dei messaggeri ospitato da Abramo -Genesi
18:1-33 fosse Il
Signore, il Logos, cioè Gesù Cristo! D'altronde, la stessa
Traduzione del Nuovo Mondo sostiene questo riportando i relativi testi in questo
modo: "Geova apparve …" "Geova disse …" - "Geova
stava … davanti ad Abramo"- "Ti prego, Geova …"
"a
questo punto gli uomini si volsero di là e si misero in cammino verso Sodoma;
ma in quanto a Geova, stava ancora davanti ad Abramo" -v.22). "In seguito, mentre Abramo e i suoi tre visitatori osservavano Sodoma da un'altura, due se ne andarono per visitare la città. Al che il versetto 22 aggiunge: "Ma in quanto a Geova, stava ancora davanti ad Abramo". |