Gli  UNTI - Chi sono? Quanti sono?

"Era evidente allora che il modo in cui avevano aspettato Gesù, era un errore; però il tempo, come indicava dal 'Grido di Mezzanotte' era corretto e che lo sposo venne nell'autunno del 1874 ... I sette anni che finirono il 3 ottobre [1881] furono anni di favore durante la presenza, per la generazione vivente, tutti quelli di prontezza di cuore poterono diventare membri della piccola folla ... Se il nostro intendimento delle Scritture è corretto, il favore ora è finito con l'espressione della parabola 'la porta venne chiusa' " (WT 11-1881 reprints p. 289 [secondo questa affermazione, dal 1881 nessuno avrebbe più potuto far parte della 'piccola folla']).

"Dopo che i membri del corpo di Cristo furono segnati, la visione avuta da Giovanni cambiò, ed egli vide una 'gran folla' (apoc. 7:9). Questa folla è composta, non di soli israeliti, ma di abitanti di tutte le nazioni. Ciò dimostra che la 'grande moltitudine' o 'gran folla' non è formata di coloro che erano in precedenza unti quali membri del corpo di Cristo, e che hanno in seguito perduto la loro unzione. Le Scritture non autorizzano punto a dire che qualcuno può perdere la sua unzione dello spirito santo e ritornare nella classe della moltitudine" (Luce vol 1- 1930 pp. 96-97).[Se comprendiamo bene, qui si afferma che gli "unti" non possono passare nella classe della "grande folla"]

La stessa persona (Rutherford) scrive:

CENA DELLE NOZZE 
"E l'angelo mi disse: Scrivi: Beati quelli che sono invitati alla cena delle nozze dell'Agnello. E mi disse: Queste sono le veraci parole di Dio" (19:9) E' stato detto che la "grande moltitudine" dell'Apocalisse 7:9 è la classe invitata alla cena delle nozze; ma tale concetto non può essere corretto. Il fatto che il versetto dice: "Beati quelli che sono invitati" basta a fare escludere la classe della 'tribolazione'. Questa è una delle sette beatitudini che si trovano in Apocalisse. (...) La benedizione è accordata al fedel residuo e a nessun altro. Perchè dovremmo credere che una seconda classe debba ricevere le benedizioni mentre tutti gli altri passi indicano che quelli che formano la "grande moltitudine" sono negligenti e rispondono alla chiamata troppo tardi per partecipare al convito dello Sposo? (Matteo 25:10) I "beati" sono i " chiamati ed eletti e fedeli" e nessun altro. (...) Molti di quelli che avevano ricevuto l'invito per la cena delle nozze avanzarono delle scuse (...) Questa parabola descrive esattamente ciò che fece la classe della "grande moltitudine"; essa è andata, cioè, cercando ogni qualità di scuse per giustificarsi della sua astensione dal servizio e dalla dedizione al Signore. (...) Non è possibile che la "grande moltitudine" si trova fra costoro
[ fra coloro che sono a tavola-ndr]. (Luce vol.2- pp.153-155- 1930- evidenziazioni aggiunte).[Queste affermazioni, sostenute dalle due parabole dell'invito a nozze contenute in Matteo cap. 25 e 22, sembrano addirittura escludere completamente dalla salvezza tutti coloro che non fanno parte della "classe degli invitati a nozze", "grande folla" compresa!].

Ma soltanto pochi anni dopo dopo,  essa  scriverà:

"Sion era un glorioso tipo della capitale organizzazione di Geova, composta di Cristo Gesù ed i 144.000 membri del corpo, unti dallo spirito santo, e sopra il cui monte, antitipicamente, Cristo Gesù ed i suoi membri del corpo hanno assunto stabile posizione; ivi essi sono solidamente fortificati contro i nemici. (Apocalisse 14:1,3) Coloro che comporranno la "grande moltitudine" non vengono però raffigurati che siano stabiliti sul monte Sion. Tutte le persone di buona volontà che fuggono ai monti come son comandati, e vi dimorano fedelmente sotto la valida protezione di Cristo Gesù, finché sia passata Harmaghedon, saranno allora liberati e formeranno la "grande moltitudine". (Religione- pp 255,256. 
" ...le "altre pecore", che formano la "grande moltitudine" e che vengono a Gerusalemme per adorare Geova, essi dimoreranno sulla terra per sempre" Idem p.332 - (1940). [Sembra, però, che la "grande folla" si costituisca DOPO Harmaghedon, non prima].

"Attualmente, i Cristiani consacrati che posseggono queste speranze celesti ... Vi è soltanto un numero residuo di questi sulla terra, conosciuto come il 'servitore fedele e prudente' (Matteo 24:45-47) ... il loro numero va giornalmente diminuendo" (Sia Dio riconosciuto verace, 1949- pp. 300-301).

"Vi sono dunque due gruppi: il piccolo gregge, che regna con Cristo nei cieli, e la gran folla, che vivrà sulla terra (Luca 12:32)... Questa gran folla di altre pecore non ha la speranza celeste. Esse sperano di sopravvivere alla battaglia di Armaghedon e di rimanere sulla terra purificata" (Dal paradiso perduto al paradiso riconquistato- 1959, p. 216). [Qui si afferma che quelli della  "grande folla" possono soltanto "sperare" di sopravvivere ad Armaghedon!].

"In quanto al numero 144.000 è ragionevole prendere questo numero alla lettera poiché è contrapposto alla "gran folla" che nessun uomo è in grado di contare ..." (La Torre di Guardia 1-9-2004 pp. 30-31).

Il criterio di scelta o separazione della 'classe degli unti':

"Dopo il battesimo in acqua, un tale cristiano, ... avrebbe dentro di sé l'infallibile evidenza d'essere stato chiamato al regno celeste" (Vita eterna nella libertà dei figli di Dio- 1967 p. 150) [Qui si parla di "infallibile evidenza". Vedremo in seguito quanto questo sia vero].

"Secondo le Scritture. Dio limitò il numero di questo scelto corpo amministrativo sotto Gesù Cristo a 144.000 persone. (Rivelazione 14:1-3) Ma Dio li ha eletti con cura. Sono stati tratti da "ogni tribù e lingua e popolo e nazione" (Rivelazione 5:9,10) Fra loro ci sono persone di ogni ceto sociale, uomini e donne, persone che hanno partecipato a tutti i vari problemi del genere umano" (Vera pace e sicurezza, da quale fonte?- 1973 p. 69).[A differenza del passato, qui sono incluse anche le donne, di fra i 144.000 e, si afferma, che è Dio che li ha "eletti con cura". Se è Dio Colui che li ha eletti, Egli non può essersi sbagliato, non è così?].

"In quel tempo si sarà completato ciò che Gesù in seguito descrive, cioè: "Ed egli manderà i suoi angeli con gran suono di tromba ed essi raduneranno i suoi eletti dai quattro venti, da un’estremità all’altra dei cieli". (Matteo 24:31) Questo radunamento degli "eletti" compiuto dagli angeli ha avuto luogo durante la sua parusia. Fu nell’anno del dopoguerra del 1919 che gli "eletti" cominciarono a lasciare la loro schiavitù in Babilonia la Grande e a tornare alla condizione spirituale che Dio aveva data loro sulla terra, simile al ritorno del rimanente giudeo da Babilonia alla loro patria nell’anno 537(...) Questo radunamento è stato evidente alla vista di tutti gli uomini, specialmente nelle serie di assemblee di grandi proporzioni tenute a cominciare dal congresso generale dell’I.B.S.A. (Associazione Internazionale degli Studenti Biblici) dal 1° all’8 settembre 1919 fino alle assemblee internazionali dal tema "Vittoria Divina" tenute dai testimoni di Geova intorno al globo durante l’anno 1973. (Si veda l’annuncio delle assemblee per il mondo intero, alle pagine 94 e 95 del numero de La Torre di Guardia del 1° febbraio 1973 [ediz. inglese]). Quelli della "grande folla" si rendono particolarmente conto del radunamento degli "eletti" compiuto dagli angeli durante la parusia di Cristo, e si schierano anch’essi dalla parte del messianico regno di Geova e si riuniscono e operano con i radunati "eletti". (Il millenario regno di Dio si è avvicinato 1975- p.311).

" Domande dai lettori

Si dice che un gran numero di cristiani fosse messo a morte durante la persecuzione romana nei primi pochi secoli dell’Èra Volgare. Com’è dunque possibile che in questo secolo migliaia di persone siano state chiamate per far parte del corpo di Cristo composto di sole 144.000 persone? U.S.A.

Secondo le indicazioni storiche molti cristiani furono intensamente perseguitati, perfino uccisi, nei primi pochi secoli. Comunque, è bene ricordare che la morte da martire, di per se stessa, non diede alla persona merito dinanzi a Geova né le garantì che divenisse membro del regno celeste. Molti, anche in tempi recenti, sono stati pronti a morire per una causa, religiosa o d’altro genere. Che uno asserisca d’essere cristiano e perfino muoia per il suo credo non significa di per sé che sia un approvato servitore di Geova Dio. Come scrisse l’apostolo Paolo ai Corinti: "Se do tutti i miei averi per nutrire altri, e se consegno il mio corpo, per potermi vantare, ma non ho amore, non ne ho alcun profitto". (1 Cor. 13:3) Non è la morte, ma la fedeltà sino alla morte, che determina se uno riceverà "la corona della vita". — Riv. 2:10.

Pertanto, il fatto che oggi ci sia ancora un rimanente dei 144.000 sulla terra mostrerebbe che fino a questo ventesimo secolo meno di 144.000 terminarono il loro corso terrestre nella fedeltà." (La Torre di Guardia 15-9-1975, p.575). [Il discorso è questo: "Se vi sono ancora di quelli che si battezzano per diventare testimoni di Geova "unti", significa che in 2000 anni di storia non si è raggiunta ancora la cifra di 144.000 cristiani "unti" ". E' un discorso che non segue alcun criterio logico o storico, soprattutto perché essi non possono giudicare la genuinità della fede di tanti cristiani, martiri e non, che hanno attraversato la storia umana pur di salvaguardare un'interpretazione di parte della dottrina dei 144.000].

"Come si manifesta l’unzione per una speranza celeste?

Com’è considerato nel libro Vita eterna, nella libertà dei figli di Dio, alle pagine da 146 a 150, le prove indicano che verso il 1934 l’attenzione di Dio fu rivolta alla formazione della "grande folla" di coloro che sopravvivranno alla "grande tribolazione" avvenire per entrare in un terrestre Nuovo Ordine e che verso quel tempo il numero di coloro che erano stati chiamati al regno celeste aveva raggiunto la cifra completa di 144.000. (Riv. 7:9-14; 14:1-3) Pertanto, si sarebbe atteso che da quel momento in poi solo in seguito all’infedeltà di uno degli unti un’altra persona avrebbe avuto l’occasione d’essere chiamata per sostituirla. (Si paragoni Rivelazione 3:11). E, come mostra il numero de La Torre di Guardia del 15 giugno 1975, pagine da 381 a 383, la dichiarazione di Gesù che "molti sono invitati, ma pochi eletti" non indica che la maggioranza di quelli che sono unti sarebbe stata infedele e si sarebbe dovuta sostituire. I "molti" a cui si riferì Gesù erano i milioni di persone che formavano la nazione giudaica a cui fu rivolto prima l’"invito" di Dio e di fra cui furono scelti solo pochi, comparativamente parlando, come coeredi di Cristo. — Matt. 22:14." (La Torre di Guardia 15-2-1976- p.124). [Però, in precedenza avevano affermato che è "Dio stesso che li ha eletti con cura" e che gli 'unti' hanno l' "infallibile evidenza" d'essere chiamati al regno celeste!].

"Quegli apostoli e altri scrittori cristiani della Bibbia ponevano forse dinanzi ai credenti battezzati una speranza terrena, la speranza di divenire figli del Padre eterno, Gesù Cristo, e di vivere per sempre su una terra paradisiaca? No! Ponevano dinanzi a coloro ai quali predicavano e scrivevano la speranza di quelli che allora erano generati come figli di Dio, figli di Geova. (Isaia 9:6, 7) Negli ispirati scritti cristiani, ai discepoli di quel tempo si assicurava che avevano la chiamata a un regno celeste e che la loro speranza era di essere lassù coeredi di Gesù Cristo. (Colossesi 1:13; 1 Corinti 1:26-31; 2 Pietro 1:10, 11) Una sola cosa era posta loro dinanzi; non erano lasciati nell’incertezza. In questo modo lo spirito santo recava testimonianza a quei discepoli del primo secolo che erano figli di Dio, eredi di Dio. Ciò significava che, allo stesso tempo, erano coeredi del glorificato Gesù Cristo. (...)

Tutto ciò che si è detto dovrebbe servire oggi di guida ai dedicati e battezzati cristiani, al fine di determinare se lo spirito di Dio reca testimonianza con il loro proprio spirito che sono sia Suoi figli spirituali e suoi eredi che coeredi di Gesù Cristo nel suo regno celeste. Dev’essere così, specialmente dalla primavera del 1935 E.V. Perché da allora? Perché allora fu spiegato che la "grande folla" descritta in Rivelazione 7:9-17 è una classe terrena che non è ‘nata di nuovo’. Invece ha la prospettiva di sopravvivere alla "grande tribolazione" del mondo, ora imminente, e di entrare nel giusto nuovo ordine di Dio, dove godrà un paradiso terrestre sotto il celeste regno di Gesù Cristo e dei suoi 144.000 coeredi. (Luca 23:43) Essendo ubbidienti al Regno e mostrando la loro devozione alla sovranità universale di Geova Dio nella prova finale, non morranno mai nella carne scomparendo dalla superficie della terra. Fanno parte delle "altre pecore" di cui il Pastore eccellente Gesù Cristo parlò in Giovanni 10:16." (Lo spirito santo, la forza del nuovo ordine avvenire- 1977 pp.128-129). [Sembra, quindi, che ai tempi degli apostoli non si raggiunse il numero di 144.000 veri cristiani!!! E perché mai? Beh, perché "dev'essere così"! Spiega La Torre di Guardia. In ogni caso, l'anno 1935 costituisce, per i tdG, lo 'spartiacque' per determinare in modo definitivo chi appartiene alla 'classe degli unti' e chi alla 'grande folla'. Sarà così? Non credo].

 

"La sua [di Satana] mira è quella di infrangere la loro integrità verso Dio. In questo modo li renderebbe non idonei per regnare con Cristo nei 10 secoli durante i quali tutti i demoni sono imprigionati nell’abisso. Satana il Diavolo è deciso a impedire a Cristo d’avere associati a sé nel celeste governo mondiale il numero completo di 144.000 re. Satana il Diavolo ci riuscirà? No! (La Torre di Guardia 1-8-1978 p.29).

 

"Commemoriamo la morte di Cristo: Ancora per quanto?

. Ma per la prima volta nella Torre di Guardia (inglese) del 15 febbraio 1938, leggiamo questo invito:

". . . Dopo le 18 del 15 aprile ogni compagnia degli unti si raduni e celebri la Commemorazione, essendo presenti anche i loro compagni, i Gionadab. Gli emblemi siano pane non lievitato e vero vino rosso". — Pag. 50, al sottotitolo "Commemorazione".

Le "altre pecore", che non sono dello stesso "ovile" del "piccolo gregge", assistevano alla Commemorazione come osservatori, non come partecipanti. — Giov. 10:16; Luca 12:32. — Vedi La Torre di Guardia (inglese) del 1° marzo 1938, pag. 75, paragrafi 50-52.

D’allora in poi le "altre pecore", diventate ora una "grande folla", hanno assistito alla Commemorazione annuale della morte di Cristo. E perché no? Anche se non bevono il calice che simboleggia il sangue di Cristo, Rivelazione 7:14 dice che "hanno lavato le loro lunghe vesti e le han rese bianche nel sangue dell’Agnello". Rivelazione 7:9, 10 indica inoltre che attribuiscono la salvezza a Dio e all’Agnello Gesù Cristo.

Perciò quest’anno 1979, l’11 aprile, dopo il tramonto, tutti i dedicati, battezzati che fanno parte delle "altre pecore" si raduneranno insieme al rimanente del "piccolo gregge" per celebrare il pasto serale del Signore. Poiché s’avvicina il tempo in cui il glorificato Signore Gesù accoglierà il rimanente nella loro dimora celeste, la "grande folla" delle "altre pecore" non avrà occasione di far questo ancora per molto tempo." (La Torre di Guardia 15-3-1979-  pp. 11-12) [L'aspetto più terribile e aberrante della "teologia" della Torre di Guardia" è sintetizzata in questa affermazione: "Anche se non bevono il calice che simboleggia il sangue di Cristo, Rivelazione 7:14 dice che "hanno lavato le loro lunghe vesti e le han rese bianche nel sangue dell’Agnello". Rivelazione 7:9, 10 indica inoltre che attribuiscono la salvezza a Dio e all’Agnello Gesù Cristo." Perché alla "grande folla" i meriti del sacrificio non sono applicati. Questo li esclude irrimediabilmente dalla salvezza poiché non c'è altro modo per "lavare le loro lunghe vesti" -il loro carattere- dal peccato].

"Celebriamo la morte del più grande Uomo mai vissuto sulla terra

Dalla Commemorazione tenuta nella primavera del 1936, i membri della "grande folla" hanno partecipato liberamente alla celebrazione del Pasto Serale del Signore, pur non prendendo il pane e il vino emblematici. Da che furono identificati (il 31 maggio 1935, al congresso tenuto dai testimoni di Geova a Washington, District of Columbia, U.S.A.), i componenti della grande folla di Rivelazione 7:9-17 sono stati specialmente invitati dall’unto rimanente ad assistere in veste di osservatori al Pasto Serale. Vi assistono perché provano sincero apprezzamento per il sacrificio di riscatto del Signore Gesù Cristo. Il fatto di non partecipare agli emblemi non è un’artificiosa limitazione imposta loro da uomini, ma è in armonia con la Parola di Dio.

Perché? Perché l’Istitutore della celebrazione ne stabilì l’osservanza per quelli con i quali fece un patto per il regno celeste. Anche se dedicati e battezzati, quelli della "grande folla" riconoscono di non essere inclusi in quel patto per il Regno. Non sono israeliti spirituali, in quanto non sono stati introdotti nel "nuovo patto", il quale è stipulato con gli israeliti spirituali tramite il Mediatore Gesù Cristo. Non sono stati generati con lo spirito santo che cominciò a essere versato sui 120 discepoli riuniti a Gerusalemme il giorno della Pentecoste del 33 E.V. Simbolicamente parlando, non sono ‘morti insieme a Cristo’ rinunciando a qualsiasi futura prospettiva di vita terrena in una terra paradisiaca sotto il regno di Dio. Non si aspettano di essere "seppelliti" con Cristo, per poter essere risuscitati a "somiglianza della sua risurrezione". Se quindi prendessero anch’essi il pane e il vino che simboleggiano essenzialmente il corpo fisico e il sangue di Gesù Cristo, smentirebbero il fatto che non sono inclusi in tali disposizioni con Gesù Cristo, l’Agnello di Dio. Per tale motivo si astengono dal prendere gli emblemi con l’unto rimanente. Tuttavia, il fatto che non li prendano non significa che non possano ricevere la vita eterna, poiché questa si ottiene riponendo fede in Gesù Cristo e nel provvedimento del sacrificio di riscatto. — Rom. 6:4, 5; Col. 2:12, 20; I Giov. 2:1, 2.(La Torre di Guardia 15-3-1981 pp. 27-28).

"Coloro che partecipano alla predicazione di questa buona notizia del Regno nei tempi moderni hanno la fiducia che Geova Dio guida i suoi servitori dedicati per mezzo della sua visibile organizzazione generata dallo spirito, lo "schiavo fedele e discreto". (Matt. 24:45-47) Sotto la sua direttiva la speranza celeste fu offerta e messa particolarmente in evidenza fin verso il 1935. Poi, allorché ‘la luce brillò’ per rivelare chiaramente l’identità della "grande folla" di Rivelazione 7:9, si cominciò a dare risalto alla speranza terrena. (Sal. 97:11) È ragionevole concludere perciò che a quell’epoca l’intero numero di 144.000 fosse stato quasi completato. Naturalmente, chi si fosse dimostrato infedele avrebbe dovuto essere sostituito. Ma è comprensibile che questi sarebbero stati relativamente pochi. E da chi sarebbero stati sostituiti? Sembra pure ragionevole concludere che con tutta probabilità questa speranza celeste sarebbe stata offerta ad alcuni che avevano perseverato nell’integrità, che si erano attenuti alla loro dedicazione per anni, anziché essere offerta a nuovi dedicati non ancora provati. (Confronta Luca 22:28-30). Ma dai dati disponibili risulta che anche alcuni cristiani dedicati da poco hanno ritenuto d’essere ‘nati di nuovo’.

Chiunque si sia dedicato e sia stato battezzato in tempi relativamente recenti e che reputa d’essere ‘nato di nuovo’ fa bene a riflettere seriamente sulle seguenti domande: Quali ragioni hai per pensare che Geova Dio abbia posto in te questa speranza? Non può darsi che il tuo sentimento sia un residuo dell’erronea credenza che avevi prima quando eri in Babilonia la Grande, cioè che il cielo è il destino di tutti i buoni? O può darsi che ti senti così a causa di grave turbamento interiore? Può darsi che tu abbia dapprima lottato contro l’idea ma che essa abbia gradualmente avuto il sopravvento? Tuttavia, ha essa avuto il sopravvento perché tu lo volevi, forse anche inconsciamente? Tali conflitti non provano di per sé che sei ‘nato di nuovo’.

O pensi di essere stato scelto da Dio per essere uno dei 144.000 unti perché apprezzi vivamente le cose spirituali, perché ami le profonde verità spirituali? Allora ricorda che moltissimi che non professano d’essere ‘nati di nuovo’ sono ‘uomini spirituali’ nel senso più pieno del termine. (I Cor. 2:14, 15) E non c’è dubbio sulla forza spirituale di quegli uomini e di quelle donne di fede che sono elencati nell’undicesimo capitolo di Ebrei. Nessuno di essi era ‘nato di nuovo’. Attendevano tutti "una risurrezione migliore [alla vita sotto il regno di Dio]" proprio qui su questa terra. — Ebr. 11:35.

O può darsi che ti senti così perché sei più zelante di alcuni tuoi conservi cristiani? Ma questo non potrebbe di per sé essere il fattore determinante perché l’apostolo Paolo ritenne più volte necessario dare consigli ai cristiani unti in merito al prendere seriamente i loro obblighi spirituali. (I Cor. 11:20-22; Gal. 4:9-11) O può darsi che professi di essere degli unti per mancanza di modestia? Alcuni che molto recentemente hanno professato d’essere degli unti, invece di rafforzare l’unità della congregazione, pensavano di dover avere un proprio gruppo di studio biblico. Al contrario, i cristiani maturi ‘nati di nuovo’ restano uniti alla congregazione locale anche se è composta essenzialmente di "altre pecore". (Giov. 10:16) Ad ogni modo, il fatto che un cristiano sia ‘nato di nuovo’ è una faccenda personale fra Dio e lui. Nessuno deve giudicare un altro a questo proposito. — Rom. 14:10." (La Torre di Guardia  1-2-1982 pp. 24-25). [Qui si dice "quasi completato" il numero dei 144.000 e benché si parli di "pochi" che avrebbero potuto essere "infedeli" si parla anche di "sostituzioni". Naturalmente, dal momento che loro stessi non sanno CHI e QUANTI esattamente sono stati "infedeli", ogni ipotesi ed ogni calcolo  prende la residenza nel "Limbo": si possono modificare le cifre a proprio piacimento; anche tra le new entry adesso si possono pescare degli unti, tanto più che, avendo affermato che alcuni di loro  dovranno essere  ancora  in vita ad Armaghedon, fa comodo incominciare a inserire tra i vecchietti della classe precedente l'anno 1935 delle nuove reclute, per non doversi smentire per l'ennesima volta!].

"Col tempo sarebbe stato raggiunto il numero prescritto ma limitato di 144.000. Dopo di che nessun altro sarebbe stato unto dallo spirito santo come testimonianza che aveva la speranza celeste, a meno che, cosa rara, l’infedeltà di uno dei rimanenti ‘eletti’ non rendesse necessaria una sostituzione. — Rom. 8:16; 11:19; Riv. 7:1-8; 14:1-5. Quando consideriamo come Geova ha trattato il suo popolo durante il ‘periodo della mietitura’, risulta evidente che la chiamata celeste in generale fu completata nel 1935, quando si comprese correttamente che la speranza della "grande folla" di Rivelazione 7:9-17 era terrena. (...) Per quanto riguarda la possibilità di "nascere di nuovo" per sostituire qualcuno in questa tarda data, è comprensibile che solo pochissimi del rimanente degli unti sono soggetti a perdere la chiamata celeste divenendo infedeli. Molti sono morti e le loro file si sono assottigliate per cui ne restano solo alcune migliaia." (La Torre di Guardia 15-2-1982 p.30).

"Gli avvenimenti degli scorsi decenni rispecchiano sia il completamento della chiamata degli unti che la benedizione di Geova sulla sempre più numerosa "grande folla", che spera di sopravvivere alla "grande tribolazione". (Rivelazione [Apocalisse] 7:9, 14) Per esempio, alla Commemorazione del 1935, cui assisterono 63.146 persone, quelli che presero gli emblemi professando di essere unti furono 52.465. Trent’anni dopo, nel 1965, i presenti furono 1.933.089, mentre il numero dei partecipanti scese a 11.550. Dopo altri 30 anni, nel 1995, il numero dei presenti è balzato a 13.147.201, ma solo 8.645 hanno preso il pane e il vino. (1 Corinti 11:23-26) È chiaro che, col passare dei decenni, il numero di coloro che professavano di appartenere al rimanente è diminuito notevolmente: circa 52.400 nel 1935; 11.500 nel 1965; 8.600 nel 1995. Comunque, quelli che hanno la speranza terrena sono stati benedetti e il loro numero è cresciuto notevolmente." (La Torre di Guardia 15-8-1996 p.31).

 

"Per la prima volta, nel 1938 La Torre di Guardia li invitò espressamente ad assistere alla Commemorazione, dicendo: "Dopo le [18] del 15 Aprile, si raduni ciascuna schiera degli unti per celebrare il Memoriale, avendo assieme anche i Gionadab, loro compagni". Questi vi assisterono, non come partecipanti, ma come osservatori. La loro presenza cominciò a far salire il numero di coloro che si radunavano al tempo della Commemorazione della morte di Cristo. Nel 1938 i presenti furono 73.420, mentre quelli che presero il pane e il vino emblematici 39.225. Negli anni successivi fra i presenti in qualità di osservatori cominciarono a esserci molti nuovi interessati e altri che non erano ancora testimoni di Geova attivi. Infatti nel 1992, quando il massimo di coloro che presero parte al ministero di campo fu 4.472.787, i presenti alla Commemorazione furono 11.431.171 e coloro che presero gli emblemi solo 8.683. In alcuni paesi il numero dei presenti superò di cinque o sei volte il numero dei Testimoni attivi. (I testimoni di Geova proclamatori... p.243)."

  jv cap. 33 p. 717 Sempre vigilanti  

Anno        Pres.       Part.

1935 ...... 63.146 ... 52.465

1940 ...... 96.989 ... 27.711

1945 ..... 186.247 ... 22.328

1950 ..... 511.203 ... 22.723

1955 ..... 878.303 ... 16.815

1960 ... 1.519.821 ... 13.911

1965 ... 1.933.089 ... 11.550

1970 ... 3.226.168 ... 10.526

1975 ... 4.925.643 ... 10.550

1980 ... 5.726.656 .... 9.564

1985 ... 7.792.109 .... 9.051

1992 .. 11.431.171 .... 8.683

Presenti e partecipanti alla Commemorazione

Le cifre dei presenti alla Commemorazione prima del 1932 sono spesso incomplete. A volte nei totali pubblicati venivano inclusi solo i gruppi di 15, 20, 30 o più persone. È interessante che le cifre disponibili indicano che quasi tutti gli anni almeno alcuni dei presenti non prendevano gli emblemi. Nel 1933 la differenza era di 3.000 circa.(I testimoni di Geova proclamatori... p.717)."

"Sottomettiamoci lealmente all’ordine teocratico

Per la sua leale sottomissione al dominio teocratico fino alla morte, Gesù fu ricompensato con la vita immortale nei cieli. Inoltre gli fu data "ogni autorità . . . in cielo e sulla terra". (Matteo 28:18) A sua volta egli ha affidato "tutti i suoi averi" sulla terra (gli interessi terreni del suo regno) a fedeli unti cristiani, che egli stesso chiamò "lo schiavo fedele e discreto". (Matteo 24:45-47) La loro ricompensa è quella di partecipare un giorno al dominio celeste con Cristo in qualità di "sacerdoti" e ‘re’ del suo regno. (Rivelazione 14:1, 4; 20:6) Un rimanente di questo "schiavo fedele" è ancora in vita oggi sulla terra. I loro compiti includono il ricevere e il trasmettere a tutti i servitori terreni di Geova cibo spirituale a suo tempo. Essi occupano una posizione simile a quella di Paolo e dei suoi collaboratori; con riferimento alle meravigliose verità che Dio dà al suo popolo, egli disse: "A noi Dio le ha rivelate per mezzo del suo spirito". (I Corinti 2:9, 10) Essi prendono anche la direttiva nell’opera di predicare il Regno, opera che dev’essere compiuta "in tutta la terra abitata" prima che venga la fine di questo sistema di cose condannato. — Matteo 24:14." (La Torre di Guardia 1-11-1982 p. 17).

"Fino alla primavera del 1935 i dedicati e battezzati testimoni di Geova avevano nutrito con vera fede l’"unica speranza" posta dinanzi a loro in Efesini 4:4-6, che dice: "Vi è un solo corpo, e un solo spirito, come foste chiamati nell’unica speranza alla quale foste chiamati; un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo; un solo Dio e Padre di tutti". Ma in quel memorabile anno 1935, al congresso tenuto a Washington (District of Columbia), fu spiegato che la "grande moltitudine" vista in Rivelazione 7:9-17 (Versione del re Giacomo) era composta dalle "altre pecore" del Pastore eccellente, menzionate in Giovanni 10:16. L’unto rimanente, che continuava a nutrire la sua valida "unica speranza", si rallegrò grandemente per la progressiva luce fatta sulle Sacre Scritture e si mise all’opera con tutto il cuore per raccogliere queste "altre pecore". Non pensarono che le "altre pecore" usurpassero il "solo battesimo" sottoponendosi anch’esse all’immersione in acqua, perché anche il battesimo di queste "altre pecore" era un simbolo della loro dedicazione a Geova Dio tramite Cristo come quello dell’unto rimanente. L’amore del quale si erano rivestiti si allargò quindi per accogliere quelle amabili "altre pecore" del loro stesso Pastore." (La Torre di Guardia 15-3-1983 p.19).

"Il prendere gli emblemi della Commemorazione non conferisce la vita eterna. Questi sono simboli del sacrificio di Gesù, che viene applicato prima di tutto in relazione col "nuovo patto". Gli unti introdotti in quel patto, e soltanto loro, possono giustamente prendere gli emblemi. Una persona o è in quel nuovo patto o non c’è. (I Corinti 11:20, 23-26) Coloro che non sono nel nuovo patto e che non sono stati introdotti da Gesù nel patto per un regno non prendono gli emblemi della Commemorazione, pur riconoscendo quanto siano importanti per loro la carne e il sangue che Gesù ha sacrificato. (Luca 22:14-20, 28-30) Questo sacrificio è il mezzo grazie al quale possono ottenere la vita eterna sulla terra." (La Torre di Guardia 15-2-1986 p.20).

"Quando mi battezzai, nel 1930, non si sapeva molto di quelli che avrebbero avuto la vita eterna sulla terra. Perciò sia John che io alla Commemorazione prendevamo gli emblemi, come a quel tempo facevano tutti. Anche nel 1935, quando la "grande folla" del capitolo 7 di Rivelazione fu identificata come una classe terrena di "pecore", il nostro modo di pensare non cambiò. (Rivelazione 7:9; Giovanni 10:16) Poi, nel 1952 La Torre di Guardia a pagina 63 [ediz. italiana del 1° giugno 1953, pagina 174] chiarì la differenza fra la speranza terrena e quella celeste. Comprendemmo che non avevamo la speranza della vita celeste, ma quella di vivere su una terra paradisiaca. — Isaia 11:6-9; Matteo 5:5; Rivelazione 21:3, 4." (La Torre di Guardia 1-4-1989 p.29). 

[Ma si era detto che gli unti non potevano passare nella classe della grande folla:] "Dopo che i membri del corpo di Cristo furono segnati, la visione avuta da Giovanni cambiò, ed egli vide una 'gran folla' (apoc. 7:9). Questa folla è composta, non di soli israeliti, ma di abitanti di tutte le nazioni. Ciò dimostra che la 'grande moltitudine' o 'gran folla' non è formata di coloro che erano in precedenza unti quali membri del corpo di Cristo, e che hanno in seguito perduto la loro unzione. Le Scritture non autorizzano punto a dire che qualcuno può perdere la sua unzione dello spirito santo e ritornare nella classe della moltitudine" (Luce vol 1- 1930 pp. 96-97).

Maria, discepola di Gesù

"Com’è appropriato che Maria divenga col tempo una devota discepola di Gesù! È una persona mite e, nonostante lo straordinario incarico affidatole da Dio, non ambisce mettersi in mostra. Maria conosce le Scritture. Se fate una ricerca, non troverete mai che nelle Scritture Maria venga rappresentata con l’aureola, seduta su un trono come "regina madre" e illuminata dalla gloria riflessa di Cristo. La troverete in secondo piano, non al centro dell’attenzione. — Matteo 13:53-56; Giovanni 2:12." (La Torre di Guardia 15-11-1994 p.31). [Il marito di Maria, Giuseppe, però, non sarà con lei in cielo ma sulla terra!].  Domande dai lettori "E Giuseppe e Maria vivranno evidentemente in reami diversi: lui sulla terra e lei in cielo. (Giovanni 19:26; Atti 1:13, 14)" (La Torre di Guardia 1-6-1987 p.31).

"Nessun’altra aggiunta!"

[Riquadro a pagina 19]

"Nel 1970, a un conferimento dei diplomi della Scuola di Galaad, Frederick Franz, l’allora vicepresidente della Watch Tower Society, disse agli studenti che c’era la possibilità che loro, appartenenti tutti alle altre pecore con la speranza terrena, battezzassero qualcuno che avrebbe poi asserito di far parte dell’unto rimanente. Poteva capitare? Franz spiegò che Giovanni Battista era delle altre pecore eppure battezzò Gesù e alcuni apostoli. Poi proseguì chiedendo se era ancora in corso la chiamata per radunare altri membri del rimanente. "No, nessun’altra aggiunta!", disse. "Quella chiamata è finita nel 1931-35! Non ci sono altre aggiunte. Chi sono allora i pochi nuovi che prendono gli emblemi alla Commemorazione? Se sono del rimanente, sono sostituzioni! Non ci sono aggiunte ai ranghi del rimanente, ma sostituzioni di quelli che possono essere diventati infedeli"." (La Torre di Guardia 1-2-1999 p.19).

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      La questione delle "sostituzioni" si basa su un grossolano equivoco. Se tutta la dottrina della separazione tra unti ed altre pecore è campata per aria, quella delle "sostituzioni" degli "unti" infedeli è soltanto uno stratagemma della Società per garantirsi  che all'appuntamento con Armaghedon vi siano degli unti ancora in vita e che al quartier generale della Watch Tower Society vi siano sempre degli unti a dirigere, a decidere, a scrivere e insegnare o, detto con parole geoviste, a "dare cibo a suo tempo". Le sostituzioni degli unti infedeli, oltre ad essere una strategia "politica" è anche un'operazione oscura. Si parla infatti di sostituzioni ma senza precisare quante devono essere e chi sono coloro che per qualche motivo non fanno più parte degli unti: parlano di un numero letterale, 144.000, ma poi lasciano nel vago il modo in cui questo numero così preciso prende forma.  E' un espediente per trascinare all'infinito la possibilità di poter mettere alla dirigenza della WTS nuove leve in sostituzione degli unti che muoiono o che sono troppo vecchi. Dal punto di vista "biblico", poi, la cosa è del tutto irrazionale. Si sostituiscono gli unti sulla base di un'iniziativa dei discepoli di Gesù che, desiderando fare qualcosa  nell' attesa che lo Spirito Santo si rivelasse loro, pensarono di mettere qualcuno al posto di Giuda che aveva tradito:

Atti 1:15-26: "In quei giorni, Pietro, alzatosi in mezzo ai fratelli (il numero delle persone riunite era di circa centoventi), disse: 16 «Fratelli, era necessario che si adempisse la profezia della Scrittura pronunziata dallo Spirito Santo per bocca di Davide riguardo a Giuda, che fece da guida a quelli che arrestarono Gesù. 17 Perché egli era uno di noi e aveva ricevuto la sua parte di questo ministero. 18 Egli dunque acquistò un campo con la ricompensa della sua iniquità; poi, essendosi precipitato, gli si squarciò il ventre, e tutte le sue interiora si sparsero. 19 Questo è divenuto così noto a tutti gli abitanti di Gerusalemme, che quel campo è stato chiamato nella loro lingua, "Acheldama", cioè, "Campo di sangue". 20 Infatti sta scritto nel libro dei Salmi: "La sua dimora diventi deserta e più nessuno abiti in essa"; e: "Il suo incarico lo prenda un altro". 21 Bisogna dunque che tra gli uomini che sono stati in nostra compagnia tutto il tempo che il Signore Gesù visse con noi, 22 a cominciare dal battesimo di Giovanni fino al giorno che egli, tolto da noi, è stato elevato in cielo, uno diventi testimone con noi della sua risurrezione». 23 Essi ne presentarono due: Giuseppe, detto Barsabba, che era soprannominato Giusto, e Mattia. 24 Poi in preghiera dissero: «Tu, Signore, che conosci i cuori di tutti, indicaci quale di questi due hai scelto 25 per prendere in questo ministero apostolico il posto che Giuda ha abbandonato per andarsene al suo luogo» .26 Tirarono quindi a sorte, e la sorte cadde su Mattia, che fu incluso tra gli undici apostoli."

Ma se leggiamo attentamente questo brano, ci accorgiamo di una cosa molto importante. L'iniziativa venne dall'apostolo Pietro, non da un comando di Gesù; e lo Spirito non era ancora disceso. Secondo le ultime parole di Gesù Cristo, i discepoli dovevano semplicemente aspettare il compimento della promessa che fece loro poco tempo prima (Luca 24:49: "Ed ecco io mando su di voi quello che il Padre mio ha promesso; ma voi, rimanete in questa città, finché siate rivestiti di potenza dall'alto".). I discepoli dovevano aspettare che la potenza dello Spirito scendesse su di loro. Nel frattempo Pietro,  pensando di rendersi utile, propose  la sostituzione del traditore Giuda. In che modo fu fatta? Con mezzi umani, affidandosi alla sorte! Il fatto che  avessero chiesto l'intervento del Signore in preghiera, non toglie che si trattò di un'iniziativa umana, forse lodevole, ma umana. Di fatto Gesù stesso, il Signore fece la sua propria scelta e questa fu Saulo di Tarso, che divenne l'apostolo Paolo. Ma, pur concedendo piena validità all'operazione di sostituzione fatta dagli apostoli, bisogna con questo concludere che lì fosse stata stabilita una regola? Così sembra che sia per la dirigenza della Società e questo loro lo considerano "studio delle Scritture"!

 

UNTI

GRANDE FOLLA

DAL 1879 AL 1935 TUTTI  I TESTIMONI SONO UNTI NON E' SALVATA (Luce vol.2- pp.153-155- 1930
NEL 1935 SOLO 144.000 SONO UNTI VIENE IDENTIFICATA - anche per la grande folla c'è possibilità di salvezza. Gli unti non possono passare nella grande folla
dal 1935 agli anni '80 Gli unti hanno l'infallibile evidenza della loro elezione da parte di Dio  
dagli anni '80 in poi degli unti possono essere infedeli ed essere sostituiti è possibile passare dalla classe degli unti alla grande folla (dal 1952).

Il 'rimanente'

In Apocalisse 12:17 si parla di un 'rimanente', cioè di un 'resto' della Chiesa che ha subìto gli attacchi del Diavolo attraverso i secoli. L'immagine è presa in prestito dall'Antico Testamento dove si parla di un 'rimanente' fedele che ritorna dalla cattività babilonese: Geremia 23:3: "Raccoglierò il rimanente delle mie pecore da tutti i paesi dove le ho scacciate, le ricondurrò ai loro pascoli, saranno feconde e si moltiplicheranno". La WTS applica questa immagine agli 'unti' rimanenti, o 'schiavo fedele e discreto' ecc.

Ecco alcune dichiarazioni a questo proposito:

*** w04 1/11 p. 15 Felici anche se perseguitati ***

Il fedele rimanente degli unti fratelli di Cristo, assistito dai suoi leali compagni della “grande folla”, ha assolto con zelo questo incarico. (Rivelazione [Apocalisse] 7:9) Pertanto Satana fa guerra “contro i rimanenti del seme di lei [il seme della ‘donna’, la parte celeste dell’organizzazione di Dio], che osservano i comandamenti di Dio e hanno il compito di rendere testimonianza a Gesù”. (Rivelazione 12:9, 17)

*** km 8/02 p. 6 Ripetizione della Scuola di Ministero Teocratico ***

  Il carro di Dio descritto in Ezechiele capitolo 1 raffigura (il Regno messianico di Dio; l’organizzazione spirituale di Geova composta di creature angeliche; il canale tramite il quale Geova comunica con il rimanente). [Lettura biblica settimanale; vedi w88 15/9 p. 11 § 5].

*** km 12/92 p. 3 L’uso dei volantini risultati positivi ***

Dal 1881 al 1918 i servitori di Geova distribuirono più di 300 milioni di volantini. Molti di coloro che in quel periodo divennero parte del rimanente dei fratelli di Cristo vennero inizialmente in contatto con la verità grazie a uno di quei primi volantini.

  *** pe cap. 14 p. 126 Chi va in cielo, e perché? ***

  La Bibbia chiama questa congregazione di 144.000 membri anche con espressioni come “la sposa, la moglie dell’Agnello”, il “corpo del Cristo”, “il tempio di Dio”, l’“Israele di Dio” e “ la Nuova Gerusalemme ”. — Rivelazione 21:9; Efesini 4:12; 1 Corinti 3:17; Galati 6:16; Rivelazione 21:2.

*** su cap. 15 p. 115 Divise le persone in base alla questione del Regno ***

 Chi sono questi? Sono coloro che Dio ha scelto di fra il genere umano come coeredi di Cristo nel Regno celeste. Il loro numero è di 144.000, e sulla terra ce n’è solo un rimanente. (Rivelazione 14:1, 4) Essendo ‘nati di nuovo’ mediante l’operato dello spirito di Dio, questi sono figli di Dio, e per questa ragione nelle Scritture sono chiamati “fratelli” di Gesù Cristo. (Giovanni 3:3; Ebrei 2:10, 11)

*** km 2/91 p. 2 Compiamo il nostro ministero del Regno come testimoni di Geova ***

 Una caratteristica che contraddistingue il popolo di Geova è l’insegnamento scritturale secondo cui ci sono due speranze per coloro che Geova approva: una celeste e l’altra terrena. L’esponente che raggruppa i riferimenti relativi a coloro che hanno ricevuto la “chiamata celeste” è “Congregazione di Dio”. (Ebr. 3:1; Atti 20:28; 1 Tim. 3:15) Altri esponenti sono “Rimanente” e “ 144.000” . “Grande folla” e “Altre pecore” sono invece due esponenti che contengono informazioni relative a coloro che hanno la speranza di vivere per sempre sulla terra. — Riv. 7:9; Giov. 10:16.

Queste sono alcune delle differenze dei due gruppi (gli 'unti' e 'la grande folla')  nella teologia della WTS:

gli 'unti' o 144.000

 la 'grande folla'

congregazione o chiesa di Dio non sono 'chiesa'
nati di nuovo non sono nati di nuovo
sposa e moglie dell'Agnello non sono sposa e moglie dell'Agnello
figli di Dio e fratelli di Gesù non sono figli di Dio nè fratelli di Gesù
re e sacerdoti non sono re e sacerdoti
a questi si applica il valore del sangue di Cristo a costoro no
sono 'tempio' di Dio non sono 'tempio' di Dio
sono la 'nuova Gerusalemme' non sono la 'nuova Gerusalemme'
sono il RIMANENTE della 'donna' (chiesa) non fanno parte del RIMANENTE

Stando così le cose, è chiaro che il mandato di predicare l'evangelo non compete agli appartenenti alla 'grande folla' perché tutto ciò che è scritto nel Nuovo Testamento riguarda, nella teologia geovista, esclusivamente gli 'unti'; questo malgrado il fatto che la quasi totalità della loro opera di proselitismo sia fatta dalla 'grande folla'.

Se chiedete a un qualsiasi testimone di Geova di mostrarvi un solo testo del Nuovo Testamento per giustificare il fatto che gli appartenenti alla 'grande folla' hanno ricevuto il mandato di predicare l'evangelo, non ne sapranno indicare nemmeno uno. Tutti gli esempi che adducono sono favole: episodi STORICI dell'Antico Testamento vengono visti in maniera figurata per fare entrare nella salvezza in qualche modo (fantasioso) gli appartenenti alla 'grande folla'. Usano a volte esempi imbarazzanti, come quello dei Gabaoniti (Gios.9: 1-27) i quali  ottennero di non essere sterminati dagli Israeliti con con un espediente usando la MENZOGNA e spinti dalla PAURA! Col risultato di  essere in perpetuo dei servi, spaccalegna e portatori d'acqua, degli Israeliti. Se fossi uno della 'grande folla' io non sarei fiero di un accostamento del genere soprattutto perché Gesù Cristo è morto, non perché chi crede in lui sia un servo di qualcun altro, ma per essere libero in Cristo.

In ogni caso, tutti gli altri esempi che possono addurre sono episodi storici dell'AT, che amano definire "parallelismi".

Cristo ha parlato di UN SOLO OVILE. Chi ha potuto vedere un ovile come è fatto, sa che vi sono molte pecore, tutte uguali e nessuna che sia posta in una posizione privilegiata rispetto alle altre. Mentre i Testimoni parlano di DUE OVILI, che siano DUE e non uno solo lo dicono loro stessi affermando che i 144.000 sono IN CIELO mentre la "grande folla" è sulla terra. Chi ha mai visto un ovile del genere? Gesù parlava di due "greggi", è vero, del piccolo gregge e si riferiva ai suoi discepoli e, per estensione, ai Giudei che lo accettarono; le altre pecore a cui si riferiva erano i pagani ai quali, dopo la sua morte fu rivolta la chiamata. Infatti, le chiese dei tempi degli apostoli erano costituite da persone provenienti sia dal giudaismo che dal paganesimo, esse costituivano in realtà UN SOLO GREGGE, tutti uguali davanti a Dio e nella chiesa, senza distinzioni di sorta.

Tutto questo è molto triste. I 144.000 oggi sono ridotti ad uno sparuto gruppo di nonnetti, ma la cosa è ancora più drammatica perché nemmeno costoro contano un granché, non hanno mai contato niente o quasi. Tutto il potere, da Russell in poi, passando da Rutherford (che fu colui che inventò la divisione in due gruppi, 'unti' e 'grande folla') è in mano a una dozzina di uomini chiamato Corpo Direttivo. Costoro sono quelli che dirigono, sono i soli che decidono in fatto di dottrina e di disciplina. Il CD DICE di rappresentare gli 'unti' rimanenti sparsi per il mondo; in effetti questi ultimi non contano niente: non vengono mai convocati, mai consultati, non hanno la possibilità di 'eleggere' i loro rappresentanti del Corpo Direttivo. Il CD si autoelegge, quindi non rappresenta il 'rimanente' e se qualcuno del rimanente non fosse d'accordo con le decisioni del CD verrebbe 'disassociato'. Dicono che questi 'unti' sono il 'servitore fedele e prudente che dà cibo a suo tempo', ma nella realtà non contano niente per i motivi sopra ricordati.

La realtà della chiesa del rimanente dei testimoni di Geova è alquanto tristanzuola: 8.758 nonnetti nel 2007(ogni tanto gonfiano il numero di costoro per motivi 'strategici')  che sognano di andare in cielo. E questa sarebbe LA CHIESA DI DIO?
La mia Bibbia è un'altra! La mia chiesa è un'altra! E' quella dell'unità nella diversità. E' quella dell'uguaglianza davanti a Dio e a Gesù Cristo. E' quella della certezza d'essere salvati per i meriti del sangue di Cristo. E la chiesa fatta di milioni di persone di ogni età lingua, razza e area geografica, fatta di persone che si dichiarano FIGLI DI DIO E FRATELLI DI GESU' CRISTO e che li lodano con gioia. Tutti uguali davanti a Dio, tutti con la stessa speranza, la stessa fede, lo stesso battesimo, con doni differenti secondo la volontà di Dio che li trasmette tramite lo Spirito Santo.
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