I giorni della creazione

   

Evoluzionismo a parte, i sostenitori del creazionismo si dividono in due gruppi. Uno interpreta i 6 giorni della creazione di Genesi cap. 1 come giorni di 24 ore, l'altro li considera come "6 periodi" di tempo più ò meno lunghi.

Ovviamente, Dio è senza tempo, Egli avrebbe potuto effettuare la creazione con la medesima facilità, sia in 6 giorni letterali che in alcune decine di migliaia d'anni. Il nostro sistema solare è  un granello di sabbia raffrontato all'immensità dell'universo che rammenta la potenza e la saggezza di Dio.

Ma, se da una parte la disputa sulle origini del mondo predilige il terreno scientifico ed è fra evoluzionisti e creazionisti, dall'altra è motivata da fattori elettivamente teologici e contrappone differenti tesi creazioniste e/o concordiste (cioè un sincretismo teologico/scientifico).

Le implicazioni teologiche del racconto genesiaco sono ovvie giacchè il narratore biblico parte da presupposti religiosi con l'intento di tramandare non  una spiegazione scientifica della creazione ma, piuttosto, declamare l'esistenza di un Essere che trascende le cose create a dei destinatari troppo inclini a rappresentarsi una moltitudine di dèi con fattezze animalesche, umane o astrali. 

Le suaccennate implicazioni teologiche sono esplicitate più avanti nella narrazione biblica e raggiungono l'acme nel momento in cui il Creatore di tutte le cose si palesa a un popolo che Egli stesso si è scelto come testimone della Sua esistenza e custode  e delle Sue rivelazioni. A questo popolo viene affidato il memoriale della creazione con l'istituzione del Sabato; il Sabato diventa un monumento edificato non nella materia, che l'uomo usa spesso per modellarsi dèi falsi, ma nel tempo di cui Egli è il Signore incontrastato. Tale giorno deve ricordare all'uomo, già principe della creazione, che YHWH è il creatore e l'uomo, desistendo in esso da ogni sua attività ordinaria, non solo imita e onora il suo Fattore, ma esplica il suo ruolo di custode del creato, del suo equilibrio ecologico vegliando sulla sua preservazione.

Genesi 1:1,2: " Nel principio Dio creò i cieli e la terra. La terra era informe e vuota, le tenebre coprivano la faccia dell'abisso e lo Spirito di Dio aleggiava sulla superficie delle acque."   

Può darsi benissimo che l'esistenza del pianeta Terra, nella sua originale condizione descritta come " informe e vuota", abbia preceduto di parecchio il momento dell'organizzazione della vita sulla sua superficie secondo il racconto di Genesi 1.

Segue quindi il racconto della creazione e dell'organizzazione della vita sul pianeta in "6 giorni". Coloro che considerano tali giorni  come altrettante ere, ovvero, periodi di tempo di migliaia d'anni, cercano in qualche modo di conciliare il racconto biblico con i presupposti scientifici che sono retaggio delle tesi evoluzioniste; tra costoro vi sono sia cattolici che protestanti. 

I Testimoni di Geova in un primo momento hanno dato il valore di 7.000 anni ad ogni singolo "giorno" della creazione. Successivamente (dal 1976, quando crollò la loro tesi della fine dei 6.000 anni attesa per il 1975) hanno lasciato indeterminata la durata di giorni creativi. Essi sono convinti che facciano differenza i  milioni d'anni della teoria evoluzionista rispetto ai  42.000  anni o più della loro teoria dei "6 giorni creativi".  

La grande differenza di tempo tra le due teorie parrebbe farlo credere, in realtà i problemi lasciati insoluti dall'evoluzionismo, che hanno contribuito a far prendere le distanze da esso  a numerosi uomini di scienza, non vengono risolti tout-court riducendo, anche se di molto, il valore dei "giorni" della creazione. Il complesso equilibrio e l'interdipendenza fra le diverse leggi naturali, entro le quali interagiscono le molteplici forme di vita con l'ambiente, hanno messo seriamente in crisi la concezione classica delle teoria evoluzionista. Oggi più che mai, a meno di una re-interpretazione delle leggi della biologia, della fisica, del genoma, della termodinamica ecc. l'evoluzionismo è destinato a riempire la bocca di persone con scarso senso critico o a sporcare d'inchiostro i testi scolastici. Sorprende che vi siano ancora dei credenti nel Dio creatore che, come i Testimoni di Geova, sono sedotti da tesi contrarie alla rivelazione.

Genesi 1:3-5: " Dio disse: «Sia luce!» E luce fu. Dio vide che la luce era buona; e Dio separò la luce dalle tenebre. Dio chiamò la luce «giorno» e le tenebre «notte». Fu sera, poi fu mattina: primo giorno.

Il primo argomento che la WTS propone è quello del significato del termine "giorno" da attribuire ai giorni della creazione. Si argomenta che questa parola non ha sempre lo stesso significato e che può essere inteso anche come un periodo di tempo molto più lungo delle ordinarie 24 ore.

E' talvolta possibile che la parola "giorno" abbia un senso allegorico o generico: "Il giorno della messe" ecc., ma è il contesto che determina il suo significato di volta in volta. Per esempio, nel caso di un messaggio profetico talvolta 1 giorno astronomico equivale a 1 anno solare. C'è anche il caso che "giorno" abbia un significato figurato/pedagogico come in Salmo 90:4: " Perché mille anni sono ai tuoi occhi come il giorno di ieri ch'è passato, come un turno di guardia di notte." . Questo testo non significa che Dio conta i giorni in misura di mille anni e nemmeno che il termine abbia a volta il valore di 1.000 anni solari, ma che per il Signore il tempo non ha lo stesso significato che ha per gli uomini, essendo Egli eterno. In Genesi 2:4: "Queste sono le origini dei cieli e della terra quando furono creati. Nel giorno che Dio il SIGNORE fece la terra e i cieli," il significato di "giorno" ha una connotazione letteraria, un modo di dire che significa "al tempo della creazione, quando il mondo fu creato", giacché  il mondo non può essere stato creato nello stesso tempo in "sei giorni" e in "un giorno giorno".

 Noi crediamo che i giorni della creazione siano da intendersi in senso letterale perché sono accompagnati tutti dall'espressione "Fu sera, poi fu mattina". Caso contrario, le difficoltà da superare non sono poche, come adesso vedremo.

Genesi 1:3-5: " Dio disse: «Sia luce!» E luce fu. Dio vide che la luce era buona; e Dio separò la luce dalle tenebre. Dio chiamò la luce «giorno» e le tenebre «notte». Fu sera, poi fu mattina: primo giorno.

La prima creazione fu la luce; potrebbe essere stata quella solare (anche se il sole fu "fatto" il 4° giorno) o potrebbe essere solo "apparsa" il 4° giorno. Il testo non lo chiarice. Tuttavia, in questo "primo giorno" la distinzione di due parti, chiamate l'una "giorno" e l'altra "notte", anche volendola intendere  in senso figurato,  qualcosa significherà. Se la durata di questo "primo giorno" fu di 7.000 o più anni   anni bisognerà forse intendere che almeno la metà, 3.500 anni furono "notte", ovvero dominate dal buio? Questo risulterebbe inverosimile dal momento che l'azione di Dio fu intesa proprio a dipanare l'oscurità! D'altronde, anche un periodo di oltre 7.000 anni cadenzati da tanti giorni di 24 ore nei quali si fossero succeduti giorni e notti letterali, senza che accadesse nient'altro, non avrebbe un gran significato. Sarebbe come entrare in una stanza per iniziare un lungo lavoro, accendere la luce e aspettare semplicemente che trascorrano migliaia d'anni senza fare altro.

Per l'Iddio Onnipotente, accendere l' "interruttore" per dare luce alla terra, 7.000 o più anni sono veramente esagerati.

Genesi 1:6-8: " Poi Dio disse: «Vi sia una distesa tra le acque, che separi le acque dalle acque». Dio fece la distesa e separò le acque che erano sotto la distesa dalle acque che erano sopra la distesa. E così fu. Dio chiamò la distesa «cielo». Fu sera, poi fu mattina: secondo giorno. " 

Il secondo giorno Dio creò l'atmosfera; sopra e sotto d'essa c'era acqua. E' risaputo che l'equilibrio dei vari componenti dell'atmosfera dipende dall'interazione molto complessa di vari fattori fisici e chimici ed è in stretto rapporto con le condizioni climatiche,  con la  fotosintesi (ma le piante non esistono ancora!), e le reazioni termodinamiche (ma la terra emersa non c'è ancora!). Anche qui ci chiediamo quale possa essere il significato dell'espressione "Fu sera, poi fu mattina". Di nuovo, la durata degli oltre 7.000 anni attribuita a questo secondo "giorno" ci pare del tutto ingiustificata.

   

Genesi 1:9-13: " Poi Dio disse: «Le acque che sono sotto il cielo siano raccolte in un unico luogo e appaia l'asciutto». E così fu. Dio chiamò l'asciutto «terra», e chiamò la raccolta delle acque «mari». Dio vide che questo era buono. Poi Dio disse: «Produca la terra della vegetazione, delle erbe che facciano seme e degli alberi fruttiferi che, secondo la loro specie, portino del frutto avente in sé la propria semenza, sulla terra». E così fu. La terra produsse della vegetazione, delle erbe che facevano seme secondo la loro specie e degli alberi che portavano del frutto avente in sé la propria semenza, secondo la loro specie. Dio vide che questo era buono. Fu sera, poi fu mattina: terzo giorno."

Da questo momento in poi il discorso è più complesso. Con la comparsa dei continenti (o "del" continente, - la "Pangea" ?) avviene la creazione del mondo vegetale e con esso si affacciano altre problematiche:

Il mondo vegetale e quello animale sono strettamente interdipendenti: L'assenza di insetti di germi e batteri non permetterebbe per esempio l'impollinazione, e la disgregazione enzimatica, per esempio dell'humus del terreno, così importante. Non ci è dato nemmeno di conoscere le condizioni climatiche in assenza delle stagioni (non è chiaro per esempio se c'è già il movimento di rivoluzione della terra). 21.000 anni o più anni (dal 3° al 6° "giorno") in queste condizioni sono decisamente troppi e non ci è dato di sapere nemmeno qui il significato di "fu sera, poi fu mattina".

Genesi 1:14-19: " Poi Dio disse: «Vi siano delle luci nella distesa dei cieli per separare il giorno dalla notte; siano dei segni per le stagioni, per i giorni e per gli anni; facciano luce nella distesa dei cieli per illuminare la terra». E così fu. Dio fece le due grandi luci: la luce maggiore per presiedere al giorno e la luce minore per presiedere alla notte; e fece pure le stelle. Dio le mise nella distesa dei cieli per illuminare la terra, per presiedere al giorno e alla notte e separare la luce dalle tenebre. Dio vide che questo era buono.Fu sera, poi fu mattina: quarto giorno."

Abbiamo forse finalmente il sistema solare? O esso era implicito già dal primo versetto?  Ora che siamo certi che vi sono le stagioni, i mesi e gli anni è possibile dare una definizione alla frase "fu sera, poi fu mattina" ?

Genesi 1:20-23: " Poi Dio disse: «Producano le acque in abbondanza esseri viventi, e volino degli uccelli sopra la terra per l'ampia distesa del cielo». Dio creò i grandi animali acquatici e tutti gli esseri viventi che si muovono, e che le acque produssero in abbondanza secondo la loro specie, e ogni volatile secondo la sua specie. Dio vide che questo era buono. Dio li benedisse dicendo: «Crescete, moltiplicatevi e riempite le acque dei mari, e si moltiplichino gli uccelli sulla terra». Fu sera, poi fu mattina: quinto giorno.

Riguardo al quinto "giorno" abbiamo una sola osservazione: perché aspettare oltre 28.000 anni per creare gli animali acquatici se c'era acqua e cibo in abbondanza sin dal terzo giorno?

La correttezza delle osservazione che abbiamo fatto fin qui è indirettamente provata da ciò che la stessa WTS ha pubblicato in "Come ha avuto origine la vita?"

  (abbiamo evidenziato in blu le parti significative delle citazioni che provano la correttezza delle nostre osservazioni).

*** ce 131  10 Un pianeta straordinario *** 
Giusta distanza dal sole

7 Fra le molte precise condizioni indispensabili per la vita sulla terra c’è la quantità di luce e di calore che essa riceve dal sole. La terra riceve solo una piccolissima parte dell’energia solare. Eppure si tratta proprio della quantità giusta necessaria per sostenere la vita. Questo perché la terra si trova proprio alla giusta distanza dal sole: in media, 149.600.000 chilometri. Se la terra fosse molto più vicina o molto più lontana dal sole, la temperatura sarebbe o troppo elevata o troppo bassa per la vita.

** ce 133-4  10 Un pianeta straordinario ***
Se l’inclinazione della terra fosse molto maggiore, avremmo estati torride e inverni rigidissimi. Ma l’inclinazione di 23° e mezzo consente il piacevole alternarsi delle stagioni con la loro interessante varietà. In molte parti della terra si hanno fresche primavere col risveglio della vegetazione e lo sbocciare di splendidi fiori, calde estati che permettono ogni tipo di attività all’aperto, frizzanti periodi autunnali col fantastico spettacolo delle foglie che cambiano colore, e inverni con bellissimi panorami di foreste e campi ammantati di neve

La nostra sorprendente atmosfera

11 Anche l’atmosfera che circonda la terra è straordinaria, anzi, unica. Non si trova in nessun altro pianeta. Manca anche sulla luna, tanto che per starci occorre avere una tuta spaziale. Ma sulla terra non servono tute spaziali, perché la nostra atmosfera contiene nella giusta proporzione i gas indispensabili alla vita. Alcuni di questi gas, di per sé, sono letali. Ma, nelle proporzioni in cui sono combinati nell’aria, possiamo respirarli senza pericolo.


14 L’atmosfera non serve solo a sostenere la vita. Funge anche da schermo protettivo. A circa 25 chilometri d’altitudine c’è un sottile strato di ozono che filtra le radiazioni pericolose del sole. Senza questo strato di ozono, tali radiazioni potrebbero distruggere la vita sulla terra. L’atmosfera protegge la terra anche dal bombardamento delle meteore. La maggior parte di queste non raggiunge mai il suolo, perché, a contatto con l’atmosfera, si incendiano e ci appaiono come stelle cadenti. Se così non fosse, milioni di meteore colpirebbero ogni parte della terra, con gravi danni alle persone e alle cose.

15 Oltre a fungere da schermo protettivo, l’atmosfera conserva il calore della terra impedendone la dispersione nei rigori dello spazio. E l’attrazione gravitazionale della terra impedisce all’atmosfera stessa di sfuggire. La forza di gravità è sufficiente a questo scopo, ma non è così forte da ostacolare la nostra libertà di movimento.

L’acqua: una sostanza straordinaria

18 La terra contiene grandi quantità d’acqua, le cui proprietà sono essenziali alla vita. L’acqua è più abbondante di qualsiasi altra sostanza. Fra le sue molte utili proprietà c’è il fatto che si presenta come gas (vapore acqueo), come liquido (acqua) e come solido (ghiaccio), tutto entro i limiti della temperatura terrestre. Inoltre, le migliaia di sostanze basilari di cui hanno bisogno gli uomini, gli animali e le piante devono essere trasportate in un fluido, come il sangue o la linfa. Sotto questo aspetto l’acqua è l’elemento ideale perché è il liquido dotato del più ampio potere solvente. Senza l’acqua la nutrizione cesserebbe, dal momento che gli organismi viventi dipendono dall’acqua per poter assimilare le sostanze nutritizie necessarie.

  *** ce 139  10 Un pianeta straordinario ***
22 Il suolo contiene elementi chimici necessari al sostentamento della vita umana e animale. Ma la vegetazione deve prima trasformare questi elementi in forme assimilabili dall’organismo. A ciò concorrono minuscoli organismi viventi. In un solo cucchiaino di terra se ne possono trovare diversi milioni! Ne esistono innumerevoli tipi, ciascuno dei quali si dà da fare per riconvertire erba e foglie morte e altri rifiuti in sostanze utilizzabili, o per dissodare il terreno perché possano penetrarvi l’aria e l’acqua. Certi batteri trasformano l’azoto in composti necessari alla crescita delle piante. Il terreno superficiale viene arricchito dal lavoro di lombrichi e insetti i quali, scavando gallerie, portano continuamente in superficie particelle del terreno sottostante.

“Grazie al meraviglioso processo della fotosintesi, le cellule delle foglie trasformano l’anidride carbonica, l’acqua, i minerali e la luce solare in sostanze nutritizie e ossigeno … Nella seconda parte dell’anno in alcune foreste cedue possono cadere fino a venticinque milioni di foglie su un solo ettaro di terreno. Che succede a queste foglie? Insetti, funghi, vermi e altri organismi trasformano infine tutta questa materia organica in humus, un componente essenziale del terreno fertile. Nulla va sprecato mentre questi operai preparano in silenzio il terreno per ciò che poi vi crescerà. Sotto le foglie morte il terreno della foresta brulica di vita. Secondo un libro, “si possono trovare fino a 1.350 creature  in un’area di trenta centimetri e mezzo, senza includere i miliardi di microscopici organismi presenti in ogni manciata di terra”. (The Forest).” “La Torre di Guardia” del 15/1/04, pag.8: “Lo splendore della creazione di Geova”.

Un equilibrio meraviglioso ma complesso. Molte, troppe leggi naturali e troppo interdipendenti. Ne deriva che un lungo periodo di tempo come quello ipotizzato, oltre 7.000 anni tra un atto creativo e quello successivo, non sarebbe stato favorevole allo sviluppo della vita sulla terra. Alcune condizioni indispensabili alla vita non potevano esistere in mancanza di altre condizioni, altrettanto indispensabili, che si sarebbero realizzate soltanto migliaia d'anni più tardi.

Genesi 1:24,25: " Poi Dio disse: «Produca la terra animali viventi secondo la loro specie: bestiame, rettili e animali selvatici della terra, secondo la loro specie». E così fu. Dio fece gli animali selvatici della terra secondo le loro specie, il bestiame secondo le sue specie e tutti i rettili della terra secondo le loro specie. Dio vide che questo era buono."

Riguardo a questo testo si affaccia il problema dei fossili. Se si dovesse attribuire ai fossili un'età superiore a quella del momento in cui la prima coppia peccò tutto il castello dei "giorni" di 7.000 anni entrerebbe in conflitto con la teologia cristiana la quale considera la morte una conseguenza del peccato. Prima del peccato di Adamo ed Eva la morte era sconosciuta.

Romani 5:12: " Perciò, come per mezzo di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo, e per mezzo del peccato la morte,"

Romani 8:20-23: " perché la creazione è stata sottoposta alla vanità, non di sua propria volontà, ma a motivo di colui che ve l'ha sottoposta, nella speranza che anche la creazione stessa sarà liberata dalla schiavitù della corruzione per entrare nella gloriosa libertà dei figli di Dio. Sappiamo infatti che fino a ora tutta la creazione geme ed è in travaglio; non solo essa, ma anche noi, che abbiamo le primizie dello Spirito, gemiamo dentro di noi, aspettando l'adozione, la redenzione del nostro corpo."

Genesi 1:26-31: " Poi Dio disse: «Facciamo l'uomo a nostra immagine, conforme alla nostra somiglianza, e abbia dominio sui pesci del mare, sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutta la terra e su tutti i rettili che strisciano sulla terra». Dio creò l'uomo a sua immagine; lo creò a immagine di Dio; li creò maschio e femmina. Dio li benedisse; e Dio disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi; riempite la terra, rendetevela soggetta, dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e sopra ogni animale che si muove sulla terra». Dio disse: «Ecco, io vi do ogni erba che fa seme sulla superficie di tutta la terra, e ogni albero fruttifero che fa seme; questo vi servirà di nutrimento. A ogni animale della terra, a ogni uccello del cielo e a tutto ciò che si muove sulla terra e ha in sé un soffio di vita, io do ogni erba verde per nutrimento». E così fu. Dio vide tutto quello che aveva fatto, ed ecco, era molto buono. Fu sera, poi fu mattina: sesto giorno."

Sapere quale fu il momento preciso della creazione della prima coppia umana è molto importante per conoscere l'inizio della storia dell'uomo che, secondo la WTS non dovrebbe superare i 6 mila anni.

"Era vicina la fine del sesto giorno creativo. Questo significa che erano passati quasi 42.000 anni da quando Dio aveva detto: "Sia la luce". Erano trascorsi cinque giorni creativi di 7.000 anni ciascuno ed ora il sesto giorno era quasi terminato. La fine di questo sesto giorno, o periodo, significava che Dio avrebbe smesso di creare sulla terra. Infatti la Bibbia dice: "E il settimo giorno Dio completò l'opera che aveva fatta, e si riposò nel settimo giorno da tutta l'opera che aveva fatta". -- Genesi 2:2." -"Dal paradiso perduto al paradiso riconquistato" p.18 - (enfasi grafica aggiunta)

Però, che cosa significa esattamente "... il sesto giorno era quasi terminato"? Che valore attribuire a questo "quasi" ?

Attualmente la WTS data la creazione di Adamo 4.026 a.C. sulla base della cronologia biblica e dei dati delle genealogie. Ma molto dipende anche dai Testi Manoscritti presi in considerazione (per es.: il Diluvio, verificatosi quando Noè aveva 600 anni -Gen.7:6- secondo il Testo Masoretico dista dalla creazione di Adamo 1656 anni; secondo il Testo Samaritano, 1307anni; secondo la versione dei LXX, 2242 anni!). Non si ha la certezza che la Bibbia dica tutto quanto possa essere utile per abbozzare una cronologia di massima al fine di stabilire una data così lontana, la creazione di Adamo. In ogni caso, (siamo nel 2006)  6.000 anni sono già trascorsi da almeno 30 anni e l'alba dell'ultimo millennio, quello che inizia dopo la "fine di questo sistema di cose" (Harmaghedon) non si scorge ancora all'orizzonte. Questo ha indotto la WTS a riconsiderare la sua teoria  basata sui cicli di 7.000 perché la prevista fine del 6° millennio nel 1975 non ha dato corso alla "battaglia di Harmaghedon" e si è spezzato il ciclo dei 7.000 anni per ogni "giorno creativo", in piena discrasia col 7° periodo di "mille anni" di Apocalisse cap. 20.

A noi pare di scorgere almeno due errori di impostazione di quest'ultimo aspetto:

1. Prendendo per buona la teoria della WTS, logica vorrebbe che il "settimo periodo" fosse iniziato  al termine del "sesto giorno" e non dalla creazione di Adamo.

2. Sempre seguendo la tesi della WTS, è praticamente impossibile stabilire il momento esatto di quel "sesto giorno di 7.000 anni" in cui Adamo fu creato. Se fosse stato nel 5° millennio del "sesto giorno", per esempio, la storia umana come è stata scritta dalla WTS oggi conterebbe da 7.000 a 8.000 anni! In che modo i tdG possono provare che Adamo ed Eva non siano stati creati addirittura verso la seconda metà del loro "sesto giorno" che essi credono sia durato migliaia d'anni?

In realtà, come accennammo all'inizio, la teoria della WTS nasce più da considerazioni teologiche confessionali che dall'esegesi  biblicoa.  La WTS ha fatto proprio un luogo comune che preconizza  la fine della storia umana con l'intervento di Dio dopo 6.000 anni dall'Eden. Inoltre, il Libro Apocalisse parla di un millennio che trascorrerà tra Harmaghedon e la fondazione della Nuova Terra: 7.000 anni in tutto. Questi 7.000 anni sono considerati "un giorno" dalla WTS e, per analogia, anche gli altri "giorni" della creazione sono  ritenuti (fino al 1975) di 7.000 anni l'uno.

Il riposo di Dio, dopo la creazione, il "settimo giorno" per la WTS non fu di un giorno di 24 ore, ma iniziò alla fine del "sesto giorno" creativo e dura fino ad oggi. Eppure, da qualche parte è scritto che Iddio "si riposò" (i tempi del verbo sono declinati al passato) il settimo giorno:

Genesi 2:2 Il settimo giorno, Dio compì l'opera che aveva fatta, e si riposò il settimo giorno da tutta l'opera che aveva fatta.

Genesi 2:3 Dio benedisse il settimo giorno e lo santificò, perché in esso Dio si riposò da tutta l'opera che aveva creata e fatta.

Esodo 20:11 poiché in sei giorni il SIGNORE fece i cieli, la terra, il mare e tutto ciò che è in essi, e si riposò il settimo giorno; perciò il SIGNORE ha benedetto il giorno del riposo e lo ha santificato.

Esodo 31:17 Esso è un segno perenne tra me e i figli d'Israele; poiché in sei giorni il SIGNORE fece i cieli e la terra, e il settimo giorno cessò di lavorare e si riposò"».

Ebrei 4:4 Infatti, in qualche luogo, a proposito del settimo giorno, è detto così:

«Dio si riposò il settimo giorno da tutte le sue opere»;

Quanto alla creazione in 6 giorni letterali, quindi, non dovrebbero esservi dubbi:

Salmi 33:9  Poich'egli parlò, e la cosa fu; egli comandò e la cosa apparve.

Implicazioni pratiche oggi

      Volendo mettere d’accordo il racconto della creazione con le tesi sostenute dall’evoluzione molti teologi cristiani hanno adottato uno o l’altro di questi punti di vista:

A)    Giorni-ère. I giorni della creazione sarebbero lunghi periodi di tempo, addirittura milioni di anni. Durante milioni di anni la terra fu “informe e vuota”. La seconda éra fece apparire il firmamento e le terre emerse: La terza le piante; la quarta la luce solare; le ultime due la vita animale.

B)     Creazione attraverso l’evoluzione. Molti ritengono che miliardi di anni fa Dio fece la terra e che in seguito creò una semplice forma di vita. Nel corso delle ére che seguirono, attraverso un processo evolutivo flora e fauna raggiunsero le forme attuali.

      Tuttavia queste ipotesi, a parte altre considerazioni, urtano contro un dato di fatto incontrovertibile, Secondo il racconto di Genesi 1, un racconto non scritto in termini tecnici da uno scienziato ma in un semplice stile narrativo scritturale, la creazione fu compiuta in sei giorni. I termini sera e mattina intendono ovviamente designare la parte oscura e luminosa di un giorno di 24 ore. Lo ribadiscono le parole del quarto comandamento:”Ricordati del giorno di riposo per santificarlo … perché in sei giorni il Signore fece il cielo, la terra e tutto ciò che è in essi” (Es 20:8-11). Questo comandamento e la ragione che lo motiva ha senso solo se la creazione occupa lo stesso spazio di tempo tra un sabato e l’altro, cioè sei giorni letterali. Infatti dall’opera creativa di Dio in sette giorni trae origine le nostra attuale settimana. Quando il calendario giuliano fu corretto da papa Gregorio XIII nel 1582, dieci giorni furono aggiunti. Quello che avrebbe dovuto essere venerdì 5 ottobre divenne venerdì 15 ottobre: La continuità dei giorni della settimana non fu alterata o interrotta e non c’è stato alcun altro cambiamento di calendario.

      “Un accurato studio dei manoscritti ebraici rivela che, ogni qual volta il termine yom (giorno) è accompagnato da un aggettivo ordinale, significa che si tratta di un giorno di 24 ore. Esempio … il secondo giorno della festa, il terzo giorno del viaggio, il sesto giorno della settimana, il diciassettesimo giorno del mese e così via. Applicando questo sistema al problema in questione (la settimana creativa) notiamo che un aggettivo ordinale accompagna ognuno di questi periodi di tempo da uno a sette incluso; per esempio, “il primo giorno” (Gen 1:5), “il sesto giorno” (Gen 1:31). Questo ci porta alla valida conclusione che questi giorni furono giorni solari di 24 ore. Dal punto di vista linguistico ebraico non c’è nessuna ragione di accettare l’affermazione ateistica evoluzionistica secondo cui i giorni della settimana creativa furono lunghissime epoche di 20 o più milioni di anni” (SDA Bible Commentary, 1,51,52). Ma l’osservanza del sabato deve essere considerata anche e soprattutto da un altro punto di vista.

      In un momento di apostasia come il nostro in cui l’eresia evoluzionistica ha praticamente conquistato la cristianità, il ritorno al sabato dell’Eterno è la più chiara confessione di fede nell’ispirazione divina della Bibbia, nell’opera creativa di Dio Onnipotente e nella divinità di Cristo. Poiché la Bibbia stabilisce che “ … in lui (Cristo) sono state create tutte le cose che sono nei cieli e sulla terra, le visibili e le invisibili; siano troni, siano signorie, siano potestà; tutte le cose sono state create per mezzo di Lui e in vista di Lui; ed Egli è avanti ogni cosa e tutte le cose sussistono in Lui” (Col 1:16-18).

      Il quarto comandamento contiene il principio teologico biblico inscindibile sabato-creazione-Cristo. Gesù Cristo, il grande “IO SONO” (Gv 8:58), signore del sabato (Mc 2:28) è l’Agente Creatore prima d’essere l’Agente Salvatore. Un ritorno serio alle radici della Rivelazione deve necessariamente includere un ritorno al sabato dell’Eterno. Nell’attesa del ritorno di Cristo, l’Apocalisse proclama: “Temete Iddio e dategli gloria poiché l’ora del suo giudizio è venuta e adorate Colui che ha fatto il cielo e la terra e il mare e le fonti delle acque” (Apoc 14:7).

 Tratto da: "Sabato" di Domenico Visigalli "Dizionario di Dottrine Bibliche" ADV-

AGGIORNAMENTI:

  • Dio è luce.

Se mi si chiedesse di esprimere con pochissime parole, magari con un solo versetto biblico che cos’è la potenza di Dio non avrei alcun dubbio, citerei Genesi 1:3: Dio disse: «Sia luce!» E luce fu.

Non avrei alcun dubbio perché questo versetto nella sua sinteticità esprime l’onnipotenza del Dio Creatore. La luce è la condizione basilare  della vita. Anche in senso morale e spirituale.

Dio non ha avuto bisogno di un’era lunga  migliaia d’anni per creare la luce, e per quanto il testo biblico aggiunga immediatamente:

Genesi 1:4-5: Dio vide che la luce era buona; e Dio separò la luce dalle tenebre. Dio chiamò la luce «giorno» e le tenebre «notte». Fu sera, poi fu mattina: primo giorno.”

possiamo dire con certezza che l’idea della creazione della luce in un giorno di 24 ore è soltanto un’immagine funzionale, adatta a menti intelligenti, sì, ma limitate quando si tratta di comprendere cose di ordine divino.

Sì, sto dicendo proprio che, pur credendo che il racconto biblico faccia riferimento a un giorno di 24 ore, penso anche che  il Dio Creatore non avrebbe avuto bisogno nemmeno di quel singolo giorno per creare la luce,  di più, nemmeno di un’ora o di un minuto. La ragione? E’ molto semplice PERCHE’ DIO E’ EGLI STESSO LUCE!:

“… Dio è luce, e in lui non ci sono tenebre”. (1 Giov 1:5) e la Sua dimora è una luce inaccessibile: “… abita una luce inaccessibile;” (1Timoteo 6:16).

Poteva Dio creare la luce in migliaia d’anni o in 24 ore? Siamo al paradosso. Sarebbe come dire che Dio aveva bisogno di tempo per creare qualcosa che è molto affine alla Sua propria natura. L’Essere senza tempo che ha bisogno di migliaia d’anni per inondare il nostro piccolo granello situato di una delle migliaia di galassie  di qualcosa che, pur non essendo in sé stessa  “Dio” (non vogliamo affatto deificare la natura) è comunque qualcosa che somiglia più di tutte alla Sua natura: LA LUCE.

Chi mette in dubbio questa semplice verità, pur dichiarandosi cristiano, getta un’ombra di dubbio sull’onnipotenza di Dio, su quell’onnipotenza che il Salmista ha descritto con estrema  forza , semplicità, e immediatezza:

Salmo 33:9:  Poich'egli parlò, e la cosa fu; egli comandò e la cosa apparve.”

Eppure, qualcuno della WTS (forse perché protetto da anonimato?) ha affermato che il negare questa semplice e potente verità significa gettare discredito sulla Bibbia:

*** w86 1/4 pp. 12-13 Sosteniamo la verità in un mondo empio ***

“12 Ultimamente alcune religioni fondamentaliste hanno cercato di contrapporre il creazionismo all’evoluzione. Nel far questo, però, propongono qualcosa che è sia non scritturale che insostenibile, e cioè che i cieli, la terra e tutto ciò che è in essa furono creati da Dio in 6 giorni di 24 ore: ovvero in sole 144 ore letterali! [B]Questo insegnamento ha indotto molti a mettere in ridicolo la Bibbia.[ /B] Nella Bibbia, però, la parola “giorno” si riferisce sempre a un periodo di 24 ore? Genesi 2:4 parla del “giorno che Geova Dio fece la terra e il cielo”. Quest’unico giorno abbraccia tutt’e sei i ‘giorni’ creativi del primo capitolo di Genesi. Nell’uso biblico, “giorno” indica semplicemente un periodo di tempo determinato. Un “giorno” presso Dio può equivalere a mille anni o a molte migliaia di anni, come nel caso dei ‘giorni’ creativi. A questo riguardo, pertanto, il racconto biblico è ragionevole e compatibile con la vera scienza. — II Pietro 3:8.”

Adesso il discorso si fa più serio, diventa anche un dovere morale informare, “illuminare” le persone sulla verità biblica.

Perché è sbagliato l’assunto della WTS su un periodo di millenni  riguardo al significato di “giorno” in Genesi 1:3-5? Per queste ragioni:

1)       Nessun essere umano era testimone della creazione della luce da parte di Dio. Né la scienza può dirci alcunché di certo su questo argomento. Tutto il discorso si sposta sul terreno dell’esegesi e della logica. Né gli assunti scientifici né le teorie evoluzionistiche possono chiarire alcunché.

2)       Il ricorso ad altri testi  biblici (la 2a epistola di Pietro, Genesi 2:4 ecc.), è cattiva esegesi perché usa un metodo retroattivo, significa presupporre che il messaggio genesiaco fosse primariamente destinato a persone che avevano la Bibbia già bella e confezionata, magari in edizione di lusso rilegata in pelle. Qualcuno dimentica che, ancor prima che il Pentateuco fosse messo per iscritto, il racconto della creazione era trasmesso oralmente. Quale messaggio si poteva trasmettere a delle persone che con molta probabilità non sapevano né leggere né scrivere? Forse che la parola GIORNO potesse significare migliaia d’anni, oppure, che potesse avere un significato figurato o profetico? Sfido chiunque a provare la fondatezza storica e pedagogica di questa teoria. Per quei pastori nomadi e quelle popolazioni primitive la parola “giorno” poteva significare soltanto un giorno ordinario, uno come se ne vedevano tanti fatti di un’alba, un tramonto, una parte illuminata ed un’altra oscura. Molto tempo più tardi, il profeta Daniele usava ancora la stessa espressione sere e mattine per riferirsi a giorni letterali, benché gli stessi avessero ANCHE una valenza profetica: Daniele 8:14:  “Egli mi rispose: «Fino a duemilatrecento sere e mattine; poi il santuario sarà purificato».” Daniele 8:26:  “La visione delle sere e delle mattine, di cui è stato parlato, è vera. Ma tu tieni segreta la visione, perché si riferisce a un tempo lontano».”

3)       Ma, si dirà che “giorno” può avere anche altri significati. Certo, può avere ANCHE  altri significati. Ma sarebbe assurdo dire che il giorno del mio matrimonio, per esempio, fu un giorno “simbolico” o un giorno “profetico” o “un’era di migliaia d’anni”. Allora sarà il CONTESTO  a precisare il significato della parola. Non è affatto corretto usare una tra le diverse accezione di una parola,  in maniera indiscriminata. E’ il testo biblico che deve trasmetterci un messaggio, non il contrario. Dal contesto di Genesi 1:3-5, non si evince alcun senso allegorico alla parola “giorno”, nemmeno è paragonabile ad altri testi biblici scritti successivamente che parlano dell’eternità di Dio dicendo, per esempio, che per Dio “mille anni sono come un sol giorno”: qui siamo nel campo dei “generi letterari”, di un modo di esprimersi non più narrativo, ma poetico (Salmi) o pedagogico. Sta di fatto che per giungere ad una comprensione diversa da quella NATURALE e LETTERALE del testo occorre fare acrobazie esegetiche e letterarie, nemmeno tante logiche.

4)       E, a proposito di logica, quale logica orienta gli esegeti della WTS per affermare che il “giorno” di cui si parla in genesi 1:3-5 fu un giorno fatto di migliaia d’anni, quando è il testo stesso a precisare che vi fu “una sera e una mattina”? Nessuna logica! Quindi sarà necessario ricorrere ad espedienti come “ ‘sera’ significa che ad un osservatore esterno le cose apparivano confuse e ‘mattina’ significa che le cose apparivano più definite.” Altre acrobazie, altre circonluzioni oscure per “spiegare” la linearità e la semplicità di parole che sono invece già di per sé chiarissime. Per non parlare del pasticcio esegetico che vedrebbe in uno stesso contesto “un giorno simbolico” che dura migliaia d’anni (cioè il “primo giorno” di Genesi 1:3-5) che, nel contempo,  sarebbe costituito di milioni di “giorni letterali”. Chiediamoci: “Dove lo trovano, questi signori, il confine tra la letteralità e la simbolicità della parola ‘giorno’ “ in Genesi 1:3-5?

5)       Ma poi, vi immaginate il paradosso che c’è dietro questa teoria: Dio crea la luce e per migliaia di anni non succede altra cosa oltre  al fatto che la terra, assolutamente priva di qualsiasi forma di vita,  ruota sul proprio asse, in maniera che possano avvicendarsi milioni di giorni e milioni di notti, senza una reale utilità.  NIENTE ALTRO CHE QUESTO! PER ALCUNE MIGLIAIA DI ANNI! Logico, non trovate?

E QUESTA è una teoria che renderebbe giustizia alla parola di Dio e all’onnipotenza del Dio Creatore? Faccio mio un motto che andava molto in voga anni fa: NO, GRAZIE!

  •  Un gioco di "scatole cinesi"?

    La teoria dei giorni creativi della WTS di una durata plurimillenaria è intrinsecamente incoerente.

    Per la WTS anche il "6° giorno creativo" ha avuto una durata plurimillenaria . Questa affermazione è già di per sé una prima teoria.
    Dentro a questa prima teoria se ne presuppone un'altra, quella che Adamo sia stato creato VERSO LA FINE di tale 6° giorno creativo: questa è la seconda teoria. E' un po' come nelle 'scatole cinesi', ne apri una e ne trovi un'altra e così via...

    Che cosa significa che Adamo fu creato verso la fine del 6° "giorno creativo" durato migliaia d'anni? Forse che egli fosse creato quando mancavano pochi anni dallo scadere dell' ultimo millennio del 6° periodo? Se così fosse da che cosa lo si potrebbe dedurre?
    In verità, anche se prendessimo per buona la teoria della WTS, non c'è niente dal punto di vista biblico che possa giustificare una qualsiasi determinazione dell'anno in cui Adamo fu creato e ogni data presupposta non potrebbe  essere che pura illazione.

    A questo riguardo, i tdG già un paio di volte hanno dovuto ricredersi, avendo fissato la scadenza dei 6.000 anni nel 1874/5 e in seguito nel 1975.

    Sembra che adesso tale evento sia lasciato nell'indeterminatezza ma, proprio perché è fondato su delle supposizioni, io voglio far notare che possono essere delineate altre POSSIBILITA' in tale teoria.
    Su un periodo della durata di alcune migliaia d'anni, dire che Adamo sia stato creato "verso la fine" di tale periodo lascia spazio a diverse interpretazioni, tutte ugualmente valide, visto che siamo su un terreno puramente speculativo:

    "Verso la fine del 6° periodo di migliaia d'anni..." potrebbe significare anche a distanza di CENTINAIA D'ANNI, FORSE ANCHE oltre 1.000 ANNI. Perché, infatti, solo "pochi anni"? Teoria per teoria, TUTTE LE POSSIBILITA' HANNO LA STESSA DIGNITA'.

    Dire, per esempio, "E' quasi mezzogiorno" potrebbe significare che mancano 5 minuti o un quarto d'ora alle 12. Sul "quarto d'ora", pur essendo la quarta parte di un'ora, nessuno avrebbe da ridire alcunché se riferito alla generica espressione "è quasi mezzogiorno". Allo stesso modo, dire che Adamo fu creato (nella teoria "millenaria" della WTS) quando mancavano 1.000 anni allo scadere del 6° periodo creativo è del tutto lecito.

    Lecito, ma il conseguente impatto di tale possibilità sulla teoria "plurimillenaria" dei giorni creativi sarebbe devastante.