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LA
CRONOLOGIA DELLA WTS E' REALMENTE UNA CRONOLOGIA
BIBLICA?
I tdG
si fidano ciecamente della loro "cronologia biblica",
sono convinti che questa cronologia sia assolutamente
basata sulla Bibbia. Tutte le date secolari che
contrastano con quella cronologia sono da costoro
rifiutate come inattendibili. Ma nel rifiutare la
cronologia secolare i tdG in generale sembrano non
rendersi conto del fatto che la loro cronologia biblica
è interamente fondata su una data secolare: il 539 a.C.,
l'anno in cui l'antica Babilonia fu conquistata dalle
truppe di Ciro. Che cosa li ha indotti a scegliere una
data secolare come fondamento della loro cronologia
biblica?
La
risposta è che la cronologia della Bibbia è una
cronologia relativa e non assoluta. E' assoluta una
cronologia che può essere saldamente collegata con la
cronologia dell'era cristiana. Poiché la nostra èra si
estende nel passato per poco più di duemila anni, un
periodo cronologico che nella Bibbia o in qualunque
altra fonte si collochi prima dell'èra cristiana deve in
qualche modo potersi rapportare a quest'ultima. Se non
sarà possibile, l'èra o il periodo in questione resterà
indeterminato dal punto di vista cronologico. Anche se
ne conosciamo la durata, non saremo in grado di sapere
quanto sia storicamente lontana o vicina o come la si
debba datare in relazione al nostro tempo. Gli
avvenimenti accaduti all'interno di questo periodo
possono essere datati l'uno rispetto all'altro, ma non
essendo possibile datarli in rapporto alla nostra èra,
la cronologia di questo periodo sarebbe una cronologia
relativa.
Di per
sé la cronologia della Bibbia è soltanto una cronologia
relativa, poiché finisce in un punto distante centinaia
di anni dalla nostra èra, e nella Bibbia non è
reperibile nessuna data assoluta. Utilizzando le
informazioni cronologiche contenute nella Bibbia sarebbe
possibile stabilire una cronologia relativa
dalla creazione di Adamo sino alla fine del regno di
Sedekia di giuda, ma da questo punto in avanti la Bibbia
non ci fornisce ulteriori informazioni cronologiche. E'
questa la ragione per cui non esiste una "cronologia
biblica" per un periodo di vari secoli prima dell'èra
cristiana. Perciò, per il periodo posteriore alla caduta
di Gerusalemme in mano ai babilonesi, gli storici sono
obbligati a utilizzare le opere dei cronologi secolari,
che piaccia o non piaccia. Conseguentemente anche i tdG
sono stati costretti a scegliere una data secolare come
base della loro cronologia, e questa data è appunto il
539 a.C. l'anno in cui Babilonia cadde nelle mani di
Ciro.
Ci si
potrebbe domandare come mai i tdG non abbiano scelto
invece il 587 a.C., l'anno in cui Nabucodonosor ridusse
in desolazione Gerusalemme, che era l'anno 11° del regno
di Sedekia. Quest'ultima data, che è stata determinata
dai cronologi secolari in base agli stessi principi che
sono stati utilizzati per fissare la data 539 a.C.,
coincide con la fine della cronologia biblica.
Ci sono
due motivi per i quali la data del 587 a.C. viene
rifiutata dai tdG: Primo, il calcolo dei "tempi dei
Gentili" si basa sulla presunzione che Gerusalemme sia
stata desolata dai babilonesi nel 607 a.C. (prima s'era
detto nel 606 a.C.) invece che nel 587 a.C. e, Secondo,
si è pervenuti a questa data applicando i 70 anni di
servitù a Babilonia predetti da Geremia (25:11 e 29:10)
al periodo compreso fra la desolazione di Gerusalemme e
la fine dell'esilio. E siccome l'esilio finì nel primo
anno di Ciro (Esdra 1:1-4), identificato col 538/37 a.C.,
la desolazione di Gerusalemme dev'essere avvenuta 70
anni prima, cioè nel 607 a.C. (7)
Perciò,
dal momento che la cronologia dei tdG è ancorata a una
data secolare, fondamentalmente essa è più secolare che
biblica. In più, se la data secolare sulla quale è
fondata la suddetta cronologia è sbagliata, è sbagliata
di conseguenza tutta quanto la cronologia. In tal caso
ogni singola data all'interno della cronologia dovrebbe
essere corretta nella stessa misura in cui la data-base
verrebbe ad essere modificata. Per questa ragione, e
perché la cronologia ha un ruolo vitale nel sistema
dottrinale dei tdG, i loro leaders hanno fatto tutto il
possibile per rafforzare la fiducia nella data secolare
che essi stessi hanno scelto. Nelle pubblicazioni dei
tdG si sottolinea costantemente che il 539 a.C. è una
data "saldamente fissata", una data che è "generalmente
accettata", realmente "una data assoluta". Poiché
affermazioni di questo genere compaiono spesso nelle
loro pubblicazioni, è ragionevole aspettarsi che vengano
presentate di tanto in tanto delle prove positive a
sostegno della data del 539 a.C. Ma se esaminiamo con
attenzione le pubblicazioni della WTS dal 1870 fino ai
nostri giorni si scopre che non è così, si scopre cioè
con meraviglia che non sono mai state fornite delle
prove evidenti e irrefutabili per sostenere che il 539
a.C. è una "data assoluta"! Gli argomenti in favore di
questa data che sono stati presentati in certi momenti
sono stati in seguito abbandonati e sostituiti con altri
argomenti che a loro volta sono stati poi abbandonati
oppure ripresi. E l'argomento che i tdG utilizzano al
momento -fatto davvero singolare! - è uno dei più
fragili, un argomento che nessun storico oserebbe
utilizzare come base della cronologia assoluta.
Le
peripezie della
data
assoluta.
Oggi
pochi tdG sanno che la loro data assoluta non è
stata sempre la stessa. Quando C.T. Russell propose per
la prima volta la sua cronologia (che egli aveva mutuato
da Barbour senza nulla cambiare), il 536 a.C., e non il
539 a.C. era la data stabilita che egli utilizzava come
base di tale cronologia. Fu in base alla data 536 a.C.
che egli (e prima di lui Barbour) calcolò i "tempi dei
Gentili". Nel secondo volume di Studies in the
Scriptures (1889) egli dice:
"Con
questi fatti davanti agli occhi, troviamo prontamente la
data dell'inizio dei tempi di dominio dei Gentili,
poiché il primo anno di Ciro è una data fissata in modo
chiarissimo, la storia secolare e quella religiosa
concordano con notevole unanimità col Canone di Tolomeo.
che fissa tale data nel 536 a.C." (8).
Sommando i 70 anni al 536, egli ottenne la data 606 alla
quale fece risalire la desolazione di Gerusalemme, e
sottraendo 606 da 2520 pervenne alla data 1914.
Dapprincipio si sottolineò ripetutamente che la "data
fissata in modo chiarissimo", il 536 a.C., si basava sul
Canone di Tolomeo. Nel libro Thee Worlds and the
Harvest of this World (9) (Tre mondi e la messe
di questo mondo), a p. 194, Babour dichiarava:
"L'identificazione del primo anno di Ciro col 536 a.C. è
basata sul Canone di Tolomeo, il quale è stato
suffragato dalle eclissi per mezzo delle quali sono
state regolate le date dell'èra greca e dell'èra
persiana; e l'attendibilità del Canone di Tolomeo oggi è
accettata da tutto il mondo scientifico e letterario. Ne
consegue che dai giorni di Nabucodonosor fino all'èra
cristiana non c'è stata che una cronologia".
Dunque
erano due gli argomenti che venivano utilizzati a
sostegno della data del 536 a.C. 1) essa era
basata sul Canone di Tolomeo; 2) era accettata da
tutti gli storici secolari e religiosi.
In
seguito si scoprì che nessuno di questi argomenti si
accordava coi fatti. Evidentemente qualche Studente
della Bibbia (questo era il nome che i tdG davano a
sé stessi prima del 1931) si avvide che le cifre del
Canone di tolomeo non giustificavano il 536 ma il 538
come primo anno del regno di Ciro. Per di più le cifre
di Tolomeo indicavano il 587 a.C. e non il 606 a.C. come
data della desolazione di Gerusalemme ad opera di
Nabucodonosor nell'anno 18° del suo regno. Se il Canone
di Tolomeo era attendibile come Barbour e Russell
avevano pensato, esso assestava un colpo mortale alla
loro cronologia. Quando Russell se ne rese conto, si
volse contro Tolomeo e cominciò ad attaccare il suo
Canone. In un articolo prolisso apparso in Zion's
Watch Tower il 15 magio 1896, alle pp. 102 e segg.,
egli tentò di screditare il Canone e le eclissi
utilizzate da Tolomeo per suffragarlo. Per sfortuna di
Russell l'articolo era zeppo di errori e affermazioni
avventate, il che dimostra che questo era un argomento
che Russell non padroneggiava. Per esempio egli afferma
che "soltanto due date sono state fissate con
notevole sicurezza" dagli astronomi (il 747 e il
536 a.C.). La verità e che nessuna di queste date è
stata fissata astronomicamente.
Uno dei
due argomenti a sostegno della data del 536 era stato
lasciato cadere. D'ora innanzi tutto il peso
dell'evidenza doveva essere sostenuto dall'altro
argomento. Russell infatti sottolineava nel
summenzionato articolo (p. 113): "Si può dire che tutti
gli studiosi di cronologia concordano che il 536 prima
dell'inizio della nostra èra Anno Domini fu il primo
anno di Ciro". In seguito egli scriveva su Watch
Tower del 1° ottobre 1904, a p. 297: "Come vedremo,
la narrazione biblica si estende fino al primo anno di
Ciro, il 536 a.C., una data, questa, solidamente fondata
e generalmente accettata".
Ma la
data del 536 a.C. era davvero "generalmente accettata"
da tutti gli studiosi? Di tanto in tanto qualche
studente della Bibbia andava scoprendo che questo
non era esatto. Ci sono forti motivi per credere che al
tempo di Barbour e Russell la maggioranza degli studiosi
accettassero già il 538 a.C. come il primo anno di Ciro
d'accordo col Canone di Tolomeo. In una lettera privata
indirizzata a Russell in data 7 giugno 1914, uno dei
suoi collaboratori più stretti e meglio informati, Paul
S.L. Johnson, gli segnalò che quasi tutti gli storici
accettavano il 538 a.C. come il primo anno di Ciro: "Ho
consultato una dozzina di enciclopedie -egli dice-
e tutte, tranne tre, indicano la data del 538 a.C."
Egli inoltre gli fece notare che la data del 536 a.C.
aveva avuto origine da una congettura di Giuseppe Flavio
la cui erroneità era stata dimostrata nel 1880 quando
furono pubblicate le traduzioni della Cronaca di
Nabonide e del cilindro di Ciro (10). La pretesa che il
536 a.C. fosse una "data generalmente accettata"
era chiaramente infondata.
In
seguito si affacciò un altro problema. Gradualmente
Russell e i suoi collaboratori cominciarono a capire che
il procedimento aritmetico utilizzato per computare i
2520 anni dal 606 a.C. fino al 1914 A.D. (2520 - 606 =
1914) non era così semplice come era sembrato. Fu fatto
notare che dall'ottobre del 606 a.C. fino all'inizio
dell'era cristiana non erano trascorsi 606 anni pieni,
ma 605 e 3 mesi. Questa segnalazione faceva spostare la
scadenza dei "tempi dei gentili" dall'ottobre del 1914
all'ottobre del 1915 (11). Questi problemi crearono
comprensibilmente un po' di confusione e vi sono indizi
sufficienti per dimostrare che qualche tempo prima
dell'inizio della guerra Russell cominciava a nutrire
dubbi sulla correttezza della sua cronologia.
Tuttavia il sopravvenire della Prima Guerra Mondiale nel
1914 rimosse i suoi dubbi. Egli non visse abbastanza per
avvedersi (e ravvedersi!) del fallimento delle sue
aspettative e morì convinto che il conflitto sarebbe
sfociato in un'anarchia generale e nella battaglia di
Harmaghedon. La maggior parte dei suoi seguaci rimase
fedele alla data del 1914 nonostante il fallimento delle
aspettative e i problemi connessi con la cronologia che
erano cominciati a emergere già prima della guerra.
Furono riproposti i vecchi argomenti a sostegno di
quella data, sebbene in termini alquanto più cauti. Per
esempio, J.F. Rutherford, il successore di Russell, in
The Watch Tower del 1° maggio 1922 a p.
137, scriveva: "Il regno di Ciro è reso evidente
dalla testimonianza di molti storici secolari o profani",
e "quasi non sussistono dubbi circa la correttezza
della data indicata". Quindi citava sei fonti a
sostegno della data del 536 a.C.: il Bible Dictionary,
il Bible Commentary di Smith (Jamieson, Fausset
and Brown), il Swinton's History, lo
Historians'History of the World, la Universal
Encyclopedia e la Concise Encyclopedia of
Religiouse Knowledge di Sanford. Queste opere
naturalmente furono selezionate con cura tra numerose
altre che indicavano la data del 538 a.C.
Inoltre
furono ancora aggiunti un paio di argomenti a sostegno
della data del 536 a.C. Uno di questi argomenti si
riferiva ai cicli paralleli della "Età giudaica"
e della "Età evangelica". Secondo la cronologia
di Barbour e Russell, erano trascorsi 1845 ani dalla
morte di Giacobbe fino alla morte di Gesù. Una "Età
evangelica" della stessa lunghezza, calcolata dal tempo
della morte di Cristo sarebbe dunque terminata nel 1878
A.D., una data, questa, di estrema importanza nel
sistema cronologico di C.T. Russell. L'altro argomento
fu ricavato dalla grande Piramide di Gizah. Ogni pollice
della lunghezza dei passaggi della grande Piramide fu
fatto corrispondere a un anno e, secondo quanto scrisse
Rutherford nel 1922 (12) "decine di verifiche ...
dimostrano la correttezza della cronologia". Alcuni
anni più tardi entrambe queste idee furono abbandonate
dalla WTS e oggi esse non hanno più un interesse
storico. Questo naturalmente vale anche per gli
argomenti desunti da quelle idee.
La data
del 536 a.C. "saldamente fissata" non si poteva
determinarla sulla base del Canone di Tolomeo come si
era preteso in un primo momento; nè tale data era stata
"generalmente accettata" dagli storici. E quando
finalmente non fu più possibile sostenere la data (del
536 a.C.) mediante i cicli paralleli e le
misure della Piramide, essa fu tranquillamente messa
a dormire nel 1944. Nel libro The kingdom is at hand
(Il regno di dio è vicino) che fu pubblicato in
quell'anno, il primo anno di Ciro fu fatto corrispondere
al 537 a.C. invece che al 536 e su The Watchtower
del 1° novembre 1949, a p. 326, il primo anno di Ciro fu
fatto retrocedere ancora di un anno, quindi fu fatto
corrispondere al 538 a.C. 8che è la data determinata per
mezzo del Canone di Tolomeo). Ci si può allora
domandare: come si è potuto spostare ripetutamente il
punto di partenza "saldamente fissato" della "data
assoluta" basilare, e mantenere ancora il 1914 come data
di scadenza dei "tempi dei Gentili"?
Tale
accordo è stato trovato facendo ricorso a due "aggiustamenti"
supplementari: in primo luogo si arguì che, anche se il
primo anno di Ciro cominciò nella primavera del 538 a.C.,
il decreto che permetteva ai giudei di rimpatriare
dall'esilio (Esdra 1:1 e segg.) fu emanato verso la fine
del suo primo anno di regno, vale a dire agli inizi del
537 a.C., cosicchè i Giudei non poterono arrivare a
Gerusalemme prima dell'autunno di quell'anno.
Retrocedendo di 70 anni, si arriva al 607 a.C. In
secondo luogo si accettò l'osservazione non nuova che
non è esistito un anno zero tra la fine dell'era
pre-cristiana e l'inizio dell'era cristiana. Cosicché
tra l'autunno del 607 a.C. e l'inizio della nostra èra
trascorsero 606 anni e 3 mesi, e se questo periodo viene
sottratto ai 2520 anni dei "tempi dei gentili", si
arriva al 1914 come data terminale! Insomma, tre errori
si sono eliminati a vicenda e il risultato finale è
rimasto invariato! In tutto questo alcuni tdG hanno
perfino ravvisato un altro segno che la mano di Dio
aveva guidato il pastore C.T. Russell nei SUOI calcoli!
Comunque soddisfaceva poco il fatto di disporre di date
"saldamente fissate" che venivano spostate in
modo così arbitrario. Perciò in seguito non si
sottolineò più che il primo anno di Ciro era una data
"saldamente fissata" (visto che per due volte essa era
stata fatta retrocedere). L'accento fu invece trasferito
sulla data della caduta di Babilonia, il 539 a.C., e
tutt'a un tratto questa data ricevette al qualifica di
"data assoluta" (per esempio in The Watchtower
del 1° febbraio 1955, pp. 93-95). Ora perché il 539 a.C.
venne considerato una "data assoluta"?
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7. L'applicare in
questo modo i 70 anni presuppone che questi anni
fossero un periodo di completa desolazione di
Gerusalemme, il che potrebbe essere dedotto da
2Cronache 36:21.
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8. La citazione si
trova nell'edizione del 1897, alle pp. 79,80.
Claudio Tolomeo (70-161 a.D.) scrisse un'opera
famosa nota col nome "Almagesto" alla quale unì il
suo Canone, vale a dire una lista di re con
l'indicazione dei loro anni di regno dal 747 a.C.
fino al suo tempo. Questa lista fu compilata sulla
base di cronache e liste reali più antiche.
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9. Rochester, NY 1877.
Questo libro fu scritto e pubblicato da N.H. Barbour
col sostegno finanziario di C.T. Russell.
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10. Questa lettera fu
pubblicata in appendice nella ristampa del secondo
volume di "Studi sulle Scritture" ad opera di
Johnson nel 1937 (pp. 369 e segg,).
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11. Vedi The Watch
Tower 1° dic. 1912 p. 377.
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12. The Watch Tower,
15 giugno 1922, p. 187.
Perché l'anno 539 a.C. è considerato una data assoluta?
Nel numero del 1° maggio 1952, The Watchtower spiegava perché il 539 a.C.
può considerarsi una data "saldamente fissata". Negli ultimi anni
sono state scoperte parecchie tavolette cuneiformi del periodo della caduta di
Babilonia le quali fissano sia le date storiche bibliche che quelle secolari. La
tavoletta conosciuta come la "Cronaca di Nabonide" indica la data
della caduta di Babilonia che gli specialisti hanno accertato corrispondere al
12/13 ottobre 539 a.C. secondo l'attuale calendario Gregoriano (p. 271). La
cronaca di Nabonide fu dunque la nuova prova esibita a sostegno della nuova base
della cronologia biblica. Ma questo documento fissa davvero la data della caduta
di Babilonia nel 539 a.C.?
La cronaca di Nabonide è una tavoletta cuneiforme che fu rinvenuta tra le
rovine di un luogo vicino alla odierna Bagdad nel 1879. Il testo di questa
tavoletta fu pubblicato per la prima volta da T.G. Pinches nel 1882 e
successivamente fu ripubblicato da Sidney Smith nel suo libro Babylonian
Historical Texts (Londra, 1924). Per dare al lettore un'idea di come questa
tavoletta "fissi" la data della caduta di Babilonia, si riporta di
seguito la parte che interessa nella traduzione di "Ancient Near East
Texts" di James B. Pritchard, Princenton, New Jersey, 1950 p. 306:
[anno diciassettesimo] ... Nel mese di Tashritu, quando
Ciro attaccò l'esercito di Akkad a Opis, sul Tigri, la popolazione di Akkad si
ribellò, ma egli (Nabonide) massacrò gli abitanti in tumulto. Il 15° giorno
Sippar fu presa senza combattere, Nabonide fuggì. Il 16° giorno Gobryas (Ugbaru),
governatore del Gutium, e le truppe di Ciro entrarono in Babilonia senza
combattere. In seguito Nabonide fu catturato in Babilonia quando tornò (quivi).
Questo sembra rivelare che Babilonia cadde nel diciassettesimo anno di
Nabonide. Purtroppo il testo è guasto e le parole che dovrebbero significare
"anno diciassettesimo" sono illeggibili e sono state supplite dai
traduttori moderni. Ma anche se le parole originali si fossero conservate nel
testo, esse non ci avrebbero detto niente di più che Babilonia fu presa il
giorno sedicesimo del mese di Tishri dell'anno 17° di Nabonide. Questa
espressione in se stessa non può tradursi "anno 539 a.C." Il fatto
che Babilonia cadde nel 539 a.C. è stato desunto da altre fonti, per esempio il
Canone di Tolomeo. E se Babilonia cadde nel 539 a.C., la Cronaca di Nabonide ci
aiuta a fissare il giorno in cui si compì questo evento, giacché nel 539 a.C.
il sedicesimo giorno di Thishri cadeva in un giorno che corrispondeva al 6/7
ottobre del nostro calendario greogoriano. La Cronaca ci aiuta quindi a fissare
il giorno in cui Babilonia fu conquistata ma in nessun modo l'anno.
Nonostante questa circostanza, le pubblicazioni della WTS continuano a dare
l'impressione che la Cronaca di Nabonide fissi la data della caduta di
Babilonia. The Watchtower del 1° febbraio 1955 dichiarava a p. 94:
La rilevante data assoluta per il periodo a.C. nelle
Scritture ebraiche è quella della caduta di Babilonia, la capitale del terzo
impero mondiale, per mano di Ciro, re dei Persiani, il 13 ottobre 539 a.C.
secondo il calendario Giuliano (o il 7 secondo l'attuale calendario gregoriano),
un evento a cui si riferisce Isaia 45:1. Questa data è stata resa assoluta
grazie alla scoperta e al deciframento della famosa Cronaca di Nabonide, la
quale essa stessa indica la data della caduta di Babilonia e che gli specialisti
della materia hanno accertato equivalere al 13 ottobre 539 a.C. secondo il
calendario Giuliano dei Romani.
Tali pubblicazioni intendono realmente significare che la Cronaca di Nabonide
ha fissato non soltanto il giorno ma anche l'anno della caduta di Babilonia e in
maniera tale da rendere possibile agli esperti di tradurre questo dato nell'anno
539 a.C.? Esattamente! E' assolutamente chiaro che tale è stata l'opinione
degli autori della WTS. Per esempio The Watchtower scriveva nell'edizione del
1° maggio 1968, a p. 268: "la data del 5 o 6 ottobre dell'anno 539 a.E.V.
è fondamentale per calcolare le date delle Scritture ebraiche. Fu l'anno in cui
i Medi e i Persiani abbatterono Babilonia ed esso è stato stabilito in modo
definitivo nella storia secolare quando fu scoperto un testo del re Nabonide,
padre e correggente del re Beltsasar. Questo notevole documento scritto
sull'argilla stabilisce che Babilonia cadde il 5 o il 6 ottobre dell'anno 539
a.E.V. secondo il calendario gregoriano. In seguito The Watchtoer
nell'edizione del 15 agosto 1968, a p. 490 scriveva: "La
fissazione del 539 a.E.V. come l'anno nel quale si produsse questo evento
storico è basata su un documento di pietra conosciuto come la Cronaca di
Nabonide (Nabunaid)".
Fu probabilmente durante il lavoro di ricerca compiuto per compilare il
dizionario biblico Aid to Bible Undersatnding che affiorò la verità a
riguardo della Cronaca di Nabonide.Ad ogni modo questo dizionario non fa
riferimento alla Cronaca di Nabonide per suffragare la data del 539 a.C. In The
Watchtower del 15 maggio 1971 alla pp. 315,316 apparve un articolo intitolato
"Testimonianza della Cronaca di Nabonide" nel quale veniva precisato
in che maniera questo documento rende edotti circa la caduta di Babilonia. A p.
316 si legge questa interessante ammissione: "Ma la
Cronaca di Babilonia fornisce la base per determinare l'anno in cui accadde
questo evento? No!" L'articolo prosegue sottolineando che il testo
è danneggiato e le parole "anno diciassettesimo" sono state aggiunte
dei traduttori moderni. Ma l'autore sembra ancora non rendersi conto del fatto
che se anche il testo fosse stato in buone condizioni e avesse preservato le
parole "anno diciassettesimo", di per sé non sarebbe stato di nessun
aiuto per determinare l'anno di calendario della nostra era corrispondente
all'anno diciassettesimo di Nabonide. La Cronaca di Nabonide può essere utile
per stabilire la cronologia relativa dell'era neo-babilonese, ma se volessimo
tradurre questa cronologia relativa in una cronologia assoluta essa non ci
sarebbe di nessun aiuto. Per questo dovremmo volgerci ad altre fonti.
Per quasi un ventennio i tdG hanno considerato la Cronaca di Nabonide il
principale testimone a favore della data del 539 a.C. La Cronaca fungeva da
pilastro centrale della cronologia della WTS. Ma nel 1971 questo testimone e
"pilastro" fu improvvisamente tolto di mezzo. A che cosa si sarebbe
fatto ricorso adesso per sostenere la data assoluta? Ovviamente non si poteva
far cadere la Cronaca di Nabonide senza sostituirla con qualcos'altro. Infatti
nel medesimo articolo del 1971 The Watchtower faceva riferimento alle nuove
testimonianze che nel futuro avrebbero "sostenuto" la data assoluta
del 539 a.C.
*** it-1 p. 614 Cronologia
*** (Perspicacia...)
Al 539 a.E.V., data della caduta di Babilonia, si può risalire
non solo attraverso il canone di Tolomeo, ma anche tramite altre fonti. Lo
storico Diodoro Siculo, nonché Africano ed Eusebio, mostrano che il primo anno
di Ciro come re di Persia corrispose al I anno della 55a Olimpiade
(560/559 a.E.V.), mentre il suo ultimo anno di regno è datato al II anno della
62a Olimpiade (531/530 a.E.V.). Tavolette in cuneiforme attribuiscono
a Ciro un regno di nove anni su Babilonia, il che avvalorerebbe il 539 come data
della sua conquista di Babilonia. — Jack Finegan, Handbook of Biblical
Chronology, 1964, pp. 112, 168-170; Babylonian Chronology, 626
B.C.–A.D. 75, cit., p. 14; vedi sopra, "Cronologia
babilonese", e anche PERSIA, PERSIANI.
I nuovi argomenti dunque consistevano:
1) nel
Canone di Tolomeo (che era stato utilizzato già nel passato per suffragare la
data del 536 a.C., come abbiamo notato precedentemente) e
2)
nelle date in relazione con l'éra greca delle Olimpiadi citate dagli storici
antichi. Questi argomenti sono stati ripetuti in Aid to Bible Understanding ("Guida
alla comprensione della Bibbia" -p. 328 alla voce "Persian
chonology" e a p. 408 sotto la voce "Cyrus"). Questi
sono stati gli ultimi argomenti a sostegno della data del 539 a.C.; nessun'altra
data è stata proposta da allora. E' vero che il Canone di Tolomeo e le date
delle Olimpiadi che ci sono state tramandate dagli storici antichi fissano il
539 a.C. come una data assoluta? Esaminiamo da vicino anche questi argomenti.
1) Il Canone di Tolomeo
Come si è detto prima, questo canone è una lista di re con l'indicazione
dei loro anni di regno, che comincia col primo anno di regno del sovrano
babilonese Nabonassar (747 a.C.) e termina con l'imperatore romano Antonino Pio,
A.D. 138-161), contemporaneo di Tolomeo. Il Canone pertanto abbraccia un periodo
di quasi 900 anni. Il Canone di Tolomeo ha costituito fino ai nostri giorni la
struttura di base della cronologia di questo periodo. Per esempio R.A. Parker e
W.H. Dubberstein lo hanno utilizzato come fondamento della loro notissima opera Babylonian
Chronology 626 B.C. - A.D. 75: "La base generale della cronologia di
questo periodo è fornita dal Canone tolemaico con l'ausilio delle fonti
classiche" (p. 10).
Come mai gli storici si fidano così tanto del Canone di Tolomeo? La ragione
sta non soltanto nel fatto che Tolomeo, come si può dimostrare, compilò la
sua lista con l'ausilio di fonti che in un modo o nell'altro erano pervenute
sino a lui dall'antichità, ma anche nel fatto che nella sua vasta opera,
l'Almagesto, egli cita un certo numero di testi antichi che contenevano
osservazioni astronomiche fatte nell'antichità. I testi più antichi citati da
Tolomeo riguardano le eclissi lunari osservate nel primo e nel secondo anno del
sovrano babilonese Merodac-Baladan (vedi Isaia 39:1). La descrizione
particolareggiata di queste eclissi permise a Tolomeo di calcolare la lunghezza
del tempo che era trascorso dal primo anno di Merodac-Baladan fino ai nostri
giorni. Il moderno calcolo astronomico ha
convalidato l'esattezza dei calcoli di Tolomeo e ha reso possibile di fissare il
primo anno di Merodac-Baladan nel 721 a.C. Nell'Almagesto Tolomeo fu in
grado di suffragare il suo Canone, o lista reale, con l'ausilio di circa 80
posizioni solari, lunari e planetarie. Un'eclissi
di luna avvenuta nell'anno 5° di Nabopolassar (il padre di Nabucodonosor) si
produsse, come è stato accertato, il 22 aprile 621 a.C., e questo ha permesso di assegnare al
regno di questo sovrano, che durò 21 anni, gli anni 625-605 a.C., e di
fissare il 604 a.C. come il primo ano del regno di Nabucodonosor (13).
Un'altra
eclisse prodottasi nell'anno 7°
di Cambise è stata datata 22 luglio 523 a.C.,
dunque il primo anno del regno di Cambise fu il 529 a.C. Poiché Ciro suo
padre regnò 9 anni, il primo anno di regno di quest'ultimo deve essere stato il
538 a.C. Queste due eclissi soltanto, dunque, hanno permesso di determinare la
durata dell'era neo-babilonese (625-539 a.C.).
Come si è detto prima, C.T. Russell dapprincipio puntellò la sua cronologia
facendo ricorso al Canone di Tolomeo, ma quando si rese conto che quest'ultimo
non convalidava la sua data (il 536 a.C.), e che inoltre indicava il 587 a.C. e
non il 606 a.C. come data della desolazione di Gerusalemme, egli rifiutò il
Canone di Tolomeo. E quando, circa mezzo secolo più tardi, il primo anno di
Ciro fu fatto slittare all'indietro dal 536 al 538 a.C., l'anno che
effettivamente poteva essere dedotto dal Canone di Tolomeo, la WTS naturalmente
non fu più propensa a richiamarsi al Canone.
Soltanto dopo che ebbe abbandonato la Cronaca di Nabonide, nel 1971, la quale
Cronaca era stata per un ventennio il suo principale testimone, la WTS trovò
vantaggioso appoggiarsi di nuovo al Canone, sebbene con qualche riserva. Ma se
da un lato ha avuto bisogno del Canone per la data 539 a.C., dall'altro ritenne
necessario mettere in discussione la sua attendibilità a riguardo della data
della desolazione di Gerusalemme. Sulla rivista Awake! nell'edizione
dell'8 maggio 1972, alle pp. 27 e 28, in un articolo intitolato "When
Did Babylon desolate Jerusalem?" (Quando Babilonia rese desolata
Gerusalemme?), l'autore concludeva:
"Il fine
specifico del canone rende impossibile una datazione assoluta per mezzo di esso.
Non c'è modo di accertarsi se Tolomeo fosse nel giusto nell'assegnare un certo
numero di anni ai vari re" (p. 28).
Se questo fosse vero, ovviamente
la WTS non potrebbe utilizzare con ragione il Canone per avvalorare la data 539
a.C. giacché sarebbe estremamente disonesto avvalersi di un testimone che in
altre occasioni viene decisamente rifiutato (14).
Sta di fatto che presto la
società decise di ripudiare definitivamente il Canone di Tolomeo, come si
apprende dall'edizione del 15 dicembre 1977 di The Watchtower, p. 747. In questo
numero del periodico, sotto il titolo "Claudius Ptolomy - a Fraud"
("Claudio Tolomeo: un impostore") viene commentato con ovvi
apprezzamenti un nuovo libro del noto fisico Robert R. Newton nel quale l'autore
presume che gran parte delle osservazioni astronomiche di Tolomeo (comprese
alcune delle più antiche fra quelle che egli cita a convalida del suo Canone)
"siano stati da lui deliberatamente fabbricate di
sana pianta" (15).
Avendo la WTS ripudiato totalmente il Canone di Tolomeo, non le rimaneva che
un solo argomento per fondarvi la sua "data assoluta", e questo
argomento era il calcolo delle Olimpiadi greche. Che cosa sappiamo intorno a
questa era delle Olimpiadi greche? Permette essa di fissare l'anno della caduta
di Babilonia nel 539 a.C.? E fino a che punto sono attendibili le date delle
olimpiadi riportate dagli storici antichi?
2) Il calcolo delle Olimpiadi greche
Secondo la citazione di The Watchtower del 15 maggio 1971 riportata
precedentemente e ripresa in "Aid..." a p. 328, il 539 a.C. si
può fissare con l'ausilio di tre storici antichi, e precisamente Diodoro
siculo, Giulio Africano ed Eusebio di Cesarea. Questi storici hanno datato il
regno di Ciro sulla base del calcolo delle Olimpiadi. Chi furono questi storici,
quando vissero e dove attinsero le loro informazioni?
Il primo dei tre, Diodoro Siculo, forse nativo della Sicilia, fu uno
storiografo contemporaneo di Giulio Cesare e Ottaviano Augusto, quindi visse in
un'epoca a cavallo fra l'èra pre-cristiana e l'èra cristiana. Giulio
Africano fu uno scrittore cristiano del terzo secolo nato a Gerusalemme (o Elia
Capitolina come veniva chiamata a quel tempo). La sua opera più
importante, il Pentabiblos, nella quale egli presenta un sistema
cronologico che parte dalla creazione di Adamo, fu pubblicata verso il 221/22
A.D. Eusebio, il Padre della chiesa conosciuto per la sua storia
ecclesiastica, visse all'incirca fra il 265 e il 340. Anch'egli scrisse su
argomenti cronologici e verso il 303 pubblicò un'opera di questo genere nota
col nome di Chronicon, nella quale inserì una cronologia che si estende
dalla creazione di Adamo fino al tempo di Cristo.
Il fatto che la WTS si richiami a questi tre storici suscita perplessità,
dato che l'organizzazione in "Aid...", p. 332 mantiene un
atteggiamento generalmente critico nei confronti degli storici classici. L'opera
appena menzionata, dopo aver ricordato per nome un certo numero di storici
classici, tra i quali figurano i tre menzionati più sopra spiega:
"Tutti costoro vissero dopo il periodo assiro e
neo-babilonese, quindi nessuno di loro offre informazioni basate su una
conoscenza personale, ma essi riportano piuttosto le opinioni tradizionali che
furono riferite loro o che in qualche caso possono avere letto o copiato.
L'esattezza delle informazioni che riferiscono ovviamente dipende
dall'accuratezza delle fonti che utilizzarono. Non solo, ma quel che ci è noto
dei loro scritti consiste in copie di copie la più antica delle quali spesso
non risale al di lò del periodo medievale dell'Era Volgare".
Questo giudizio è convalidato appieno dagli storici secolari. E.J. Bickerman,
per esempio, dice a proposito di Eusebio: "Le datazioni di Eusebio, spesso
trasmesse erroneamente nei manoscritti, sono oggi scarsamente utilizzate, tranne
in qualche caso laddove non si disponga di informazioni migliori (16).
Nessuno dei tre storici citati dall WTS visse meno di 500 anni dopo il regno
di Ciro. Inoltre i dati che essi ci hanno tramandato sono pervenuti fino a noi
attraverso copie di copie e per conseguenza è possibile che i manoscritti oggi
esistenti contengano errori di trascrizione. Ma anche se ammettiamo che i dati
di questi storici relativi al regno di Ciro ci siano pervenuti inalterati (il
che non è improbabile dato che concordano tra loro), potremmo ancora
domandarci: Dove attinsero costoro le informazioni relative alle date delle
Olimpiadi? E' possibile far risalire queste informazioni a fonti contemporanee
di Ciro stesso o si tratta invece di calcoli fatti centinaia di anni dopo?
L'era greca delle Olimpiadi cominciò l'anno 776 a.C. Quell'anno è stato
designato con la sigla "01, I,1"
che significa: l'anno primo della prima Olimpiade. Ora questo non vuol dire che
i primi giochi olimpici si svolsero realmente nel 776 a.C.; in realtà le fonti
antiche presumono che questi giochi cominciassero ad essere praticati molto
tempo prima. Nè vuole significare che già nel 776 a.C. i greci avessero
cominciato a contare gli anni di un'èra basata sui giochi olimpici. In realtà
nella letteratura antica non si riscontra nessun riferimento all'èra delle
olimpiadi fino al terzo secolo a.C.! Lo scoprì Isacco newton che dedicò
l'ultimo trentennio della sua vita allo studio della cronologia. Nel suo
libro The Chronology of Ancient Kingdoms Amened (La cronologia dei regni
antichi riveduta), pubblicato nel 1728, egli dice: "L'era olimpica non fu
assolutamente usata, né fu usata alcun'altra èra, fino al tempo della
composizione degli Aurudelian Marbles, 60 anni dopo la morte di
Alessandro il Grande (nel 4° anno della 128a olimpiade), cioè nel 264
a.C.". Questa conclusione è stata confermata dagli storici moderni, anche
sembra permanere tuttora una qualche incertezza sull'identità di chi per primo
introdusse il calcolo delle Olimpiadi. Il Bickerman dice che: "il conteggio
delle olimpiadi fu introdotto da Timeo o da Eratostene" (17), mentre
secondo Alan E. Samuel "il sistema di computo basato sulle Olimpiadi,
iniziato da Filistro, in seguito fu utilizzato in un contesto storico da Timeo,
e da questo tempo in poi esistono delle cronologie basate sulle Olimpiadi"
(18). Timeo Siculo scrisse una storia della Sicilia -la sua terra natale- nel
260 a.C. ed Eratostene, bibliotecario della famosa biblioteca di Alessandria
d'Egitto, pubblicò la sua Chronographia alcuni decenni più tardi.
Il calcolo delle Olimpiadi dunque non fu introdotto che nel 3° secolo a.C.,
vale a dire più di 500 anni dopo l'anno che fu scelto come inizio di
quest'èra! (19).
Un'interessante caso parallelo è il modo come fu introdotta l'èra
cristiana. Come è ben noto, la cosiddetta "èra cristiana" fu
introdotta dal monaco Dionigi il Piccolo nel sesto secolo. Ma quando Dionigi
tentò di determinare l'anno d'inizio della nuova èra, cioè l'anno della
nascita di Cristo, le fonti di cui egli poteva disporre erano insufficienti e
contraddittorie; gli storici moderni sono d'accordo che egli non trovò la data
giusta. Alcuni indicano l'anno 4 a.C., altri gli anni 5, 7 0 9 e altri ancora
(compresa la WTS) l'anno 2 a.C. Questa notevole incertezza a riguardo
dell'inizio dell'èra cristiana dimostra con quali ardui problemi dovettero
confrontarsi gli storici greci del terzo secolo a.C. quando tentarono di
determinare la data della 1a Olimpiade e di fissare altre date ancora (per
esempio il 1° anno di Ciro) centinaia di anni dopo. Infatti le fonti di cui
essi poterono disporre furono ancora più esigue e più carenti di quelle che
potè utilizzare Dionigi il Piccolo. Che genere di fonti possono avere avuto a
loro disposizione?
Costoro poterono consultare le liste dei vincitori dei quadriennali giochi
olimpici, ma purtroppo queste liste non erano state compilate in modo continuo
fin dal principio delle Olimpiadi. La prima di tali liste "fu compilata da
Ippia alla fine del 5° secolo a.C.", cioè intorno all'anno 400 a.C. (20).
"In epoca ellenistica la lista dei vincitori era completa e ragionevolmente
coerente, ed era già affermato e accettato uno schema di cronologia" (21).
Ma la lista stessa era affidabile? Il Samuel prosegue dicendo: "Se tutto
questo era esatto e se gli eventi furono correlazionati con gli anni in maniera
corretta, è tutt'altra faccenda". E il Birckerman spiega:
"L'esattezza della prima parte della lista dei vincitori è dubbia"
(22).
Sommario
Riassumendo quanto detto sopra, si è visto come gli storici
ai quali fa riferimento la WTS vissero da 500 a 800 anni dopo il regno di Ciro.
Le date delle Olimpiadi greche che essa cita non provengono dal tempo di Ciro,
giacché l'era delle Olimpiadi non fu introdotta che verso il 260 a.C., ossia
intorno a 300 anni dopo che Ciro era salito al trono. La lista dei vincitori
delle Olimpiadi che fu usata come base per il calcolo dell'era olimpica non si
poteva far risalire fino al tempo di Ciro, dal momento che si cominciò a
compilarla verso l'anno 400 a.C. Pertanto l'attendibilità della lista, almeno
per quel che riguarda la sua prima parte, è dubbia. Come è possibile, tenendo
conto di questi fattori, utilizzare le date dell'era olimpica citate da alcuni
storici antichi come base per la determinazione del tempo del regno di
Ciro e dell'anno della caduta di Babilonia? Certamente nessuno storico moderno
sarebbe credulo fino a questo punto! Anche se il regno di Ciro e la caduta di
Babilonia oggi si possono datare con la più grande precisione, e se queste date
concordano con quelle delle Olimpiadi pervenuteci attraverso gli storici
antichi, per giungere a questi risultati gli storici moderni non si sono basati
sulle date delle Olimpiadi. Per quanto le date delle Olimpiadi in qualche caso
possano essere d'aiuto allo storico, questi si fida di esse fino a un certo
punto. Gli stessi Greci antichi - Plutarco per esempio- avevano i loro dubbi a
riguardo. Dopo averlo ricordato, a:e: Samuel conclude: "Noi pure dovremmo
essere non poco dubbiosi circa l'evidenza cronologica delle Olimpiadi riguardo
al periodo che precede di molto la metà o l'inizio del quinto secolo"
(23).
Se le date relative al regno di Ciro pervenuteci tramite
Diodoro Siculo, Giulio Africano ed Eusebio di Cesarea sono realmente così
attendibili da potersi utilizzare come base per una cronologia assoluta, allora
dobbiamo anche accettare altre date desunte dalle Olimpiadi e pervenuteci
attraverso questi medesimi storici. Ciò dovrebbe valere specialmente nel caso
in cui le date che essi citano si riferiscono ad eventi più prossimi al nostro
tempo che all'epoca del regno di Ciro. Per esempio Giulio Africano dichiara che
l'anno 20° del regno di Artaserse I corrisponde all'anno 4° dell'83°
Olimpiade (24).
Un calcolo semplicissimo rivela che questa data corrisponde al
445 a.C. (776 - 82X4 - 3 = 445). Questo è anche l'anno risultante dal Canone di
Tolomeo (vedi nota 15), ed è confermato da recenti scoperte archeologiche, come
il ritrovamento di testi astronomici cuneiformi e testi amministrativi. Ma, come
abbiamo sottolineato prima (vedi nota 14) la WTS rifiuta questa data, perché fa
risalire l'anno 20° del regno di Artaserse al 455 a.C. Questo
implica che l'organizzazione suddetta rifiuta non soltanto il Canone di Tolomeo
ed altre fonti ancora, ma rifiuta anche il computo delle Olimpiadi nel medesimo
tempo che si rifà ad esso per fissare una data notevolmente più errata!
Esattamente come nel caso del Canone di Tolomeo, la WTS utilizza un testimone
che per altri versi rifiuta in modo categorico. Ecco un'altra ragione per cui
questa organizzazione non dovrebbe far riferimento alle Olimpiadi greche per
convalidare la data del 539 a.C.
L'evidenza dei fatti analizzati più sopra dimostra che la WTS
non è riuscita a produrre neanche un solo frammento di prova logia a sostegno
della sua "data assoluta". Questo significa forse che l'anno 539 a.C.
non possa considerarsi una data solidamente fissata per quanto riguarda la
caduta di Babilonia? No, questa conclusione sarebbe errata. In realtà esistono
molte prove per dimostrare che non soltanto la data 539 a.C., ma tutta la
cronologia del periodo neobabilonese può considerarsi "assoluta". Se
le cose stanno così, perché dunque la WTS non ha fatto sue codeste prove e non
ha fondato sopra di esse la sua cronologia? La risposta è che le prove suddette
dimostrano anche che il 587(86 a.C. fu l'anno 18° di Nabucodonosor, l'anno in
cui egli ridusse in desolazione Gerusalemme e il tempio (25).
E accettare questa
data implicherebbe per la Società dovere abbandonare i suoi calcoli relativi ai
tempi dei Gentili (607a.C - 1914 d.C.), la qual cosa manderebbe in frantumi il
modello d'interpretazione escatologica basato su codesti calcoli e nello stesso
tempo vanificherebbe il ruolo profetico nella scena attuale del mondo che la
Società ha assegnato a sé stessa! Se si tiene conto di tali possibili
conseguenze non è difficile capire perché questa organizzazione si aggrappi
con tanta tenacia a così fragili argomenti per mantenere la sua cronologia, e
anche perché essa resista in maniera così caparbia ai dati assolutamente
irresistibili che finirebbero per demolirla. Quali sono codesti dati?
_____________________________________________________
- 13. Se il 1° anno di Nabucodonosor fu il 604 a.C., il suo
18° anno, quando egli ridusse in desolazione Gerusalemme, dovette essere il
587 a.C. In Aid to Bible Understanding, a p. 331, si nota un infelice
tentativo di identificare questa eclisse con un'altra che si produsse nel
641 a.C.
- 14. Un'altra ragione per la quale la WTS non può avvalersi
del canone di Tolomeo per convalidare la data del 539 a.C. è che se il
Canone è attendibile riguardo all'inizio del regno di Ciro nel 538 a.C. è
ragionevole concludere che debba esserlo anche a riguardo dell'arco di tempo
fra questa data e l'inizio della nostra èra. Una modifica della durata del
regno di uno dei re che regnarono durante questo periodo modificherebbe
tutte le durate dei regni precedenti di un eguale numero di anni. E questo
è esattamente quello che ha fatto la WTS: siccome essa rifiuta la datazione
dei 41 anni di regno di Artaserse I (464-423 a.C.) per mezzo del Canone di
Tolomeo, ma sposta all'indietro di 10 anni l'inizio del regno di questo
sovrano, prolungandone la durata a 51 anni (474-423 a.C. - vedi "Aid
... ", p. 136), e questo per far cadere il suo 20° anno nel 455
invece che nel 445, tutte le durate dei regni precedenti registrate nel
Canone di Tolomeo sono fatte slittare all'indietro di 10 anni. In questo
modo il primo anno di Ciro, per esempio, verrebbe a cadere nel 548 a.C.! E
se il Canone non è attendibile per il regno di Artaserse, non può esserlo
per nessun'altra data, ovviamente neanche il 539 a.C.
- 15. Il libro di Newton The crime of Claudius Ptolomy
- Baltimora e Londra, 1977, offre una serie di calcoli statistici i quali
dimostrerebbero il grado di improbabilità che Tolomeo abbia potuto compiere
le osservazioni che pretende di aver compiuto (o che ascrive ad astronomi
anteriori) con gli strumenti che egli stesso descrive. Sulla base di questi
calcoli, Newton accusa Tolomeo di aver commesso un reato, una frode. Ma
nelle polemiche nate in seguito alla pubblicazione del libro di Newton, la
maggioranza degli studiosi ha creduto di dover prendere le distanze da lui.
Questi studiosi hanno levato la loro voce di protesta sostenendo che gli
argomenti addotti dal Newton sono viziati da ogni sorta di distorsioni ed
equivoci, e che "la sua tesi non regge perché è basata su analisi
statistiche difettose e non tiene conto dei metodi dell'antica scienza
astronomica" (Scientific American, marzo 1979, p. 71. Cfr. con Scienze,
24 febbraio 1978, p. 872 e The American Scholar, autunno 1979. pp.
523-531). Sebbene alcuni astronomi abbiano accettato le tesi di Newton,
quest'ultimo, in seguito ammise di non essere un esperto di storia antica e
che le date del periodo neo-babilonese sono corrette.
- 16. E.J. Birckerman, Chronology of the Ancient World,
NY, 1968, p.88.
- 17. Ibid., p. 75.
- 18. Alan E. Samuel, Greek and Roman Chronology,
Monaco, 1972, p. 189.
- 19. Il libro Aid ... (p. 322) tenta di fare slittare
all'indietro più che sia possibile l'epoca di introduzione dell'èra
olimpica, affermando che essa "evidentemente non
fu utilizzata prima del quarto secolo circa a.E.V.",
un'affermazione, questa, chiaramente tendenziosa.
- 20. A.E. Samuel Op. Cit., p.189.
- 21. Ibid., p. 190
- 22. E.J. Birckerman, Op. Cit., p. 75.
- 23 A.E. Samuel, op. cit.. p. 190.
- 24 Chronographia di Giulio Africano, tradotta nell'Anti-Nicene
Christian Library, vol. IX, parte seconda, p. 184.
- 25 Ger. 52:29; 2 Re 25:8 e Ger 52:12 dicono "anno
19°", ma questi testi ovviamente seguono un sistema di computo nel
quale l' "anno di accessione" babilonese viene conteggiato come
anno primo.
Perchè la cronologia neo-babilonese è una cronologia assoluta
Quale può essere il metodo assoluto migliore e più credibile per
trasformare una cronologia relativa in una cronologia
assoluta? Il Professor Otto Neugebauer spiega: "Una
'cronologia assoluta' è una cronologia fondata su date fissate
astronomicamente, in contrasto con la 'cronologia relativa' la quale ci rende
edotti soltanto a riguardo della lunghezza di certi intervalli di tempo, p.e. il
numero totale degli anni di regno all'interno di una dinastia"
(26). Quindi la risposta è che si può stabilire una cronologia assoluta con
l'ausilio di date fissate astronomicamente, a condizione che si disponga di
osservazioni del periodo in questione descritte con precisione. Come si è
notato più sopra, questo fu il metodo seguito da Claudio Tolomeo.
La WTS è consapevole che questo è il metodo seguito dagli storici moderni
per stabilire una cronologia assoluta. Il libro "Aid to Bible
Understanding" per esempio riporta una citazione di Martin Noth, uno
storico che concorda con Neugebauer, il quale dice che "le conferme
astronomiche possono convertire una cronologia relativa, una cronologia cioè
che traccia semplicemente una sequenza di eventi, in una cronologia assoluta, e
precisamente in un sistema di date rapportate al nostro calendario"
(p.330). Però, siccome le date ottenute con questo metodo demoliscono in modo
completo e irrevocabile tutte le date della cronologia della WTS a parte il 539
a.C., il medesimo articolo di Aid to Bible Understanding cerca di
scalzare la fiducia nel calcolo astronomico. I fattori menzionati nell'articolo
naturalmente sono noti e tenuti in debita considerazione dagli astronomi nei
loro calcoli.
L'articolo di "Aid ...", per esempio, sottolinea che è
importante sapere se una eclisse fu totale o parziale. Invero una precisazione
di questo genere a volte manca nelle antiche descrizioni. Ma gli antichi
astronomi babilonesi erano pienamente edotti circa l'importanza di descrivere in
modo esatto le osservazioni che facevano, specialmente dalla metà dell'ottavo
secolo a.C. Nei testi astronomici cuneiformi essi hanno registrato non solo il
giorno e il mese nei quali si produsse una certa eclisse, ma anche il momento
del giorno o della notte in cui essa avvenne, come pure la sua durata, se fu
totale o parziale e, nel caso di una eclisse parziale, ne segnalarono la
magnitudine. Se i testi sono in buono stato, gli astronomi oggi possono
identificare le eclissi senza notevoli difficoltà. Purtroppo l'estensore
dell'articolo di "Aid ..." non dà prova di un'accuratezza
paragonabile a quella della maggior parte degli antichi e moderni astronomi. Per
esempio, senza tener conto del proprio avvertimento, egli tenta di identificare
l'eclisse dell'anno quinto di Nabopolassar registrata da Tolomeo (vedi nota 13)
con una eclisse totale che avvenne il 1° giugno dell'anno 641 a.C.(Aid,
p.331), nonostante che l'eclisse registrata da Tolomeo sia descritta in modo
inequivocabile come parziale: "Nel quinto anno di Nabopolassar, che
è il 127° anno di Nabonassar, verso la fine dell'undicesima ora (della notte)
fra il 27° e il 28° giorno di Athyr, la luna cominciò a eclissarsi in
Babilonia, ma la zona eclissata più ampia abbracciò soltanto la quarta parte
del suo diametro nel settore meridionale" (Tolomeo, Almagesto V.,
14 p. 340). Non è stato difficile per gli astronomi identificare questa eclisse
con quella che si produsse il 22 aprile 621 a.C., mentre l'eclisse del 1°
giugno 641 è assolutamente fuori causa non corrispondendo per nulla alla
descrizione che Tolomeo ha registrato in ogni dettaglio.
I testi astronomici utilizzati al giorno d'oggi come base per una cronologia
assoluta del periodo neo-babilonese in realtà sono di tale natura che i fattori
di incertezza ai quali fa riferimento Aid to Bible Understanding sono
da scartare in modo totale. I testi suddetti sono i cosiddetti "Diari
astronomici", sono cioè dei testi che registrano tutta una serie di
eventi astronomici osservati durante un certo anno, con l'indicazione del mese,
del giorno e di altri dettagli in rapporto ad ogni fenomeno osservato.
L'indicazione delle posizioni dei cinque pianeti allora conosciuti non sono le
meno importanti, dal momento che codeste posizioni non sono influenzate dalle
possibili cause di errori alle quali fa riferimento l'articolo menzionato più
sopra, come ad esempio le impercettibili modificazioni del moto di rivoluzione
della Terra. Non si tratta comunque di osservazioni isolate e occasionali, ma si
ha a che fare con una serie completa di osservazioni sistematiche della luna e
dei pianeti e delle loro posizioni relative durante un certo anno. Una identica
combinazione di posizioni astronomiche non si ripete che a distanza di migliaia
d'anni, e l'anno nel quale furono fatte le osservazioni di quelle posizioni
astronomiche solitamente può essere determinato con assoluta certezza.
Nei "Diari astronomici" gli
astronomi babilonesi annotarono con precisione e con continuità le eclissi di
sole e di luna, le posizioni dei cinque pianeti in relazione alle stelle e alle
costellazioni dello Zodiaco, il sorgere e il tramontare della luna ecc.
Disponiamo di elementi sufficienti per poter dimostrare che tali osservazioni
sistematiche furono fatte fin dal periodo assiro. Sono stati scoperti qualcosa
come 1200 frammenti di "Diari" di questo genere, la maggior parte dei
quali risale agli anni '70 e '80 del secolo Diciannovesimo. Tranne poche
eccezioni, i testi suddetti sono custoditi nel Museo Britannico, e circa un
terzo dei frammenti summenzionati sono in condizioni di potere essere datati. I
più antichi si fanno risalire agli anni 652, 568/67, 523,22, 454, 441, 419 e
418 a.C., e per il periodo fra il 385 e il 60 a.C. disponiamo di testi databili
distanziati in media di due anni l'uno dall'altro. La cronologia di questo
periodo può dunque essere fissata con la più grande sicurezza. E -circostanza
questa di estrema importanza- il Canone di Tolomeo
grazie a questi documenti ha ricevuto una straordinaria conferma
indipendentemente dai dati astronomici che Tolomeo stesso utilizzò per
corroborare la sua lista reale.
Per quanto attiene al periodo neo-babilonese, esistono due testi astronomici
di questo genere che sono stati di grande aiuto per determinare la cronologia
assoluta di questo periodo. Il primo dei testi suddetti, noto sotto il nome di Strassmaier
Cambyse 400, non è un "Diario" in senso stretto, ma è
molto vicino a questa categoria di testi. Esso porta la data dell'anno 7° di
Cambise (523/22 a.C.) e registra una serie di osservazioni intorno ai pianeti e
alla luna. Nel 1907 F.X. Kugler pubblicò una traduzione e un commento di questo
testo in Strernekunde und Sternedienst in Babel, I Buch pp. 61 e segg.
Probabilmente la sua caratteristica più interessante è la descrizione di una
eclisse parziale di luna avvenuta il 16 luglio 523 a.C. Questa eclisse è
descritta anche nell'Almagesto di Tolomeo, V, 14, p.341 cosicché il nostro
testo offre a questo punto una conferma indipendente! Se il 7° anno di Cambise
fu il 523/22 a.C., il suo primo anno fu il 529/28 e per conseguenza il regno
novennale di Ciro, suo padre, cominciò nel 538 a.C. Dunque il testo Strassmaier
Cambyse 400, allo stesso modo di Tolomeo, ci aiuta a fissare la data del
primo anno di Ciro e della caduta di Babilonia.
L'altro testo di cui ci stiamo occupando, denominato "VAT 4956",
porta la data dell'anno 37° di Nabucodonosor (568/67 a.C.) e registra un gran
numero di osservazioni sulla luna e i pianeti fatte durante quell'anno (28).
Tutte queste osservazioni furono fatte nel 568/67 a.C., secondo i calcoli
odierni. Su questo non sussiste il più piccolo dubbio, giacché una
combinazione delle posizioni dei pianeti come quella registrata nel nostro testo
non si ripete che a intervalli di migliaia d'anni. Se il 568/67 a.C. fu il 37°
anno di Nabucodonosor, il suo primo anno fu il 604/603 a.C. Una volta di più il
Canone di Tolomeo viene ad essere corroborato e resta determinata la cronologia
assoluta dei 43 anni di regno di Nabucodonosor (604-562 a.C.).
Questi due testi astronomici quindi determinano con sicurezza la cronologia
assoluta del periodo neo-babilonese e anche la sua durata, quanto meno tra il
primo anno di Nabucodonosor e la fine del periodo. La durata del periodo
neo-babilonese ci è nota anche da numerose altre iscrizioni cuneiformi, la
maggior parte delle quali furono tracciate proprio durante l'era neo-babilonese
e sono state scoperte nei tempi recenti. Le iscrizioni suddette consistono in
stele, documenti amministrativi, cronache, liste reali e altri documenti. I dati
numerici desunti da questi documenti concordano completamente con le cifre del
Canone di Tolomeo e con i testi astronomici appena descritti. Nella tabella che
segue sono presentate le durate dei regni desunte da questi documenti e a fianco
sono indicati i testi astronomici che fissano la cronologia assoluta del
periodo:
|
SOVRANI |
ANNI DI REGNO |
ANNI a.C. |
TESTI ASTRONOMICI |
| Nabopolassar
Nabucodonosor
Evil-Merodac
Neriglissar
Labashi-Marduk
Nabonide |
21
43
2
4
c.3 mesi
17 |
625-605
604-562
561-560
559-556
- 556
555-539 |
VAT 4956: 37° anno del regno di Nabucodonosor =
568/67 a.C. |
| Ciro (Persia)
Cambise
Dario, ecc. |
9
8
36 |
538-530
529-522
521-486 |
Strassmaier Cambyse 400: 7° anno del regno di
Cambise = 523 a.C. |
I due testi astronomici dei quali ci stiamo occupando non solo determinano
una cronologia assoluta, ma offrono anche
un'evidente conferma indipendente del Canone
di Tolomeo per quanto concerne questo periodo. Questi fatti naturalmente creano
non poco imbarazzo alla WTS, la quale, in Aid to Bible Understanding, a
p. 331 ( e anche in Awake! dell'8 maggio 1972, pp. 27, 28) tenta di demolire la
fiducia nei "Diari astronomici", ma la faccenda risulta alquanto
complicata, poiché ogni argomento contro VAT 4956
si ritorce con la stessa forza contro Strassmaier
Cambyse 400. Poiché la cronologia assoluta non solo del
regno di Nabucodonosor, ma dell'intero periodo neo-babilonese, è sostenuta da
questi due testi, l'attacco della WTS contro i "Diari" si ripercuote
sulla sua "data assoluta", il 539 a.C. In altre parole, minando la
fiducia nei "Diari astronomici", la WTS non fa che segare il ramo sul
quale sta seduta! Perciò Strassmaier Cambyse 400 non viene quasi mai
menzionata quando la Società discute di questo argomento.
Comunque, gli argomenti contro i "Diari" astronomici
sono infondati. Si è obiettato che gli astronomi babilonesi avevano un grande
interesse per eventi celesti che si producevano in prossimità dell'orizzonte,
ma che spesso l'orizzonte da Babilonia appariva offuscato a causa delle tempeste
di sabbia. Questa obiezione è inconsistente, poiché molte posizioni planetarie
potevano essere osservate per lungo tempo. Il pianeta Saturno, per esempio, che
secondo VAT 4956 poteva essere visto in opposizione rispetto ai Pesci dello
Zodiaco si mantenne in questa posizione per più di due anni! Questo pianeta
ha un periodo di rivoluzione di 29,5 anni, il che significa che può essere
osservato in ciascuna delle dodici costellazioni dello Zodiaco mediamente per
quasi 2,5 anni (29,5:12,6=2,46). Tenendo conto di questa circostanza, si capisce
come fosse impossibile per gli astronomi babilonesi commettere errori di
valutazione a riguardo del punto del cielo nel quale il pianeta Saturno poteva
essere osservato nell'anno 37° di Nabucodonosor a dispetto delle tempeste di
sabbia!
Un altro argomento contro i "Diari" è che essi
furono redatti durante il periodo seleucidico (312-64 a.C.) e che quelli datati
dei periodi babilonese e persiano sono copie di documenti più antichi, e quindi
potrebbero contenere errori di trascrizione. In realtà gli astronomi moderni
sono in grado di verificare questa eventualità: il numero delle
osservazioni riferite a un determinato anno di regno appartiene a un solo anno
(da Nisan a Nisan). Se il calcolo moderno rivela che non è così, vuol dire che
ci sono degli errori, ed è possibile scoprire quali osservazioni contengono
eventuali errori di trascrizione. Per quanto riguarda VAT 4956, sono stati
scoperti nel testo due errori di trascrizione, ma tutte le altre osservazioni
riportate in questo documento rientrano perfettamente nell'anno 568/67 a.C. Gli
astronomi moderni quindi deducono che questo "Diario" VAT 4956
rappresenta una copia fedele dell'originale. Neugebauer e Weidner concludono: "Per
quanto riguarda il contenuto, la copia naturalmente riproduce in maniera fedele
l'originale" (29). L'obiezione circa possibili errori
di trascrizione è quindi completamente inconsistente.
Un terzo argomento contro i "Diari" è che anche se
i dati astronomici contenuti nei testi che sono stati scoperti sono
fondamentalmente esatti, i copisti del periodo seleucidico possono avere
inserito nel testo date proprie, come per esempio "anno 37° di
Nabucodonosor", nel "Diario" VAT 4956. Questo sospetto è
completamente infondato. I "Diari" -non solo le copie di documenti
più antichi, ma anche i numerosi testi originali che sono venuti alla luce-
sono datati alla stessa maniera, con l'indicazione dell'anno del sovrano in
carica e di numerosi altri dati (il mese, il giorno, ecc.), il tutto rapportato
alle osservazioni ivi registrate. L'accordo reciproco tra il Diario VAT 4956 e i
numerosi documenti del periodo neo-babilonese che delimitano la durata di questo
periodo, esclude in maniera assoluta questa ipotesi. L'insinuazione che i
copisti seleucidi possano avere inserito nei testi le loro cronologia
"popolare" (Aid... p.331) è refutata anche dal fatto che la
cronologia "popolare" dell'era seleucidica, tramandataci soprattutto
da Beroso, si accorda in modo completo con le cifre desunte dai documenti del
periodo neo-babilonese.
Le verifiche più recenti a cui sono stati sottoposti i due
testi di cui si è trattato più sopra - Strm Cam. 400 e VAT 4956- sono quelle
del Prof. Robert R. Newton. I calcoli di questo studioso sono stati pubblicati
nel suo libro Ancient Planetary Observations and the Velidity of
Ephermeris Time ("Antiche osservazioni planetarie e validità del tempo
delle efemeridi"), Baltimora e Londra, 1976, capp IV e XIV. Newton non solo
conferma le conclusioni a cui erano pervenuti i primi astronomi, ma giudica che
dei due testi, VAT 4956 è chiaramente superiore a Strm. Camb. 400,
sia per quanto riguarda il numero delle osservazioni riportate e l'esattezza
della descrizione, sia per quanto concerne lo stato di conservazione. Nel suo
ultimo libro The crime of Claudius Ptolomy ("Il reato di Claudio
Tolomeo), Baltimora e Londra 1977 p. 375, questo autore trae le seguenti
conclusioni: "Abbiamo dunque una
conferma molto efficace che la lista di Tolomeo è corretta per quanto riguarda
Nabucodonosor e una conferma ragionevole per quanto concerne Cambise"
Ciò significa che le date più sicuramente assolute del periodo neo-babilonese
sono quelle che cadono sotto il regno di Nabucodonosor, e che l'anno 18° di
questo sovrano (il 587/86 a.C. quando egli ridusse in desolazione Gerusalemme)
è una data ancora più assoluta del 539 a.C. (la data della caduta di
Babilonia)!
- 26 Otto Neugebauer, A History of Ancient
Mathematical Astronomy, libro VI New York 1975, p.1071.
- 27 Per breve discussione sui dati astronomici, vedi A.
Sachs, "Babylonian Observational Astronomy" in Phil. Trans. of the
Royal Society of London. ser. A. 276, 1974, pp 43-50.
- 28 Una prima traduzione e discussione di questo testo fu
fatta da P.V. Neugebauer e E.F. Weidner in Berichte uber die
Verhandlungen der Konigl. , Gesallschaft der Wissenschaften zu Leipzig,
1915, pp. 29-89.
- 29 Neugebauer e Weidner, op. cit., p. 39.
E' stato dimostrato nei paragrafi precedenti che la data del 539 a.C. non è
più "assoluta" di qualsiasi altra data del periodo neo-babilonese,
che le date più assolute cadono nel periodo del regno di Nabucodonosor e che il
587 a.C. ha un sostegno più valido del 539 a.C. I tentativi fatti dalla WTS per
dimostrare che il 539 a.C. è una data assoluta mentre il 587/86 a.C. non lo è,
sono completamente naufragati, in parte perché questa organizzazione ha fatto
affidamento su fonti che ha frainteso (la cronaca di Nabonide) o che ha nello
stesso tempo accettato e rifiutato (il Canone di Tolomeo), o che ha fatto
oggetto di un credito indebito (le date delle Olimpiadi), e in parte perché ha
ripudiato le uniche fonti autorevoli con l'ausilio delle quali poteva essere
determinata la cronologia assoluta neo-babilonese, vale a dire i testi
astronomici e in modo particolare i "Diari". Questi testi -sia detto
ancora una volta- offrono due date assolute: il 568/67 a.C. e il 523/22 a.C.
alle quali si possono rapportare e ancorare i periodi di regno dell'era
neo-babilonese in una cronologia assoluta. Questa cronologia si accorda in
maniera eccellente con altri dati storici e anche con l'informazione biblica
relativa ai settant'anni di servitù predetti da Geremia (Ger. 25:10 e 29:10),
ma rovescia completamente il punto di inizio "cronologico" di questa
servitù scelto dalla WTS e, circostanza ancora più grave, abbatte il punto di
partenza dei presunti 2520 anni dei "tempi dei Gentili", ossia il 607
a.C.
C'è qualche ragione per poter sperare che la
WTS accetti i fatti presentati nei paragrafi precedenti e rinunci una volta per
tutte ai suoi calcoli obsoleti, antistorici e antibiblici relativi ai
"tempi dei Gentili" e con essi a tutte le speculazioni profetiche
infondate e ingannevoli basate su questi calcoli?
Avranno il coraggio di dire la verità?
Nessun movimento religioso nasce senza una motivazione. Come è stato
rilevato nella introduzione di questa trattazione, la cronologia è stata il
fattore motivante, il seme che ha dato origine al movimento oggi conosciuto come
Testimoni di Geova. Se non fosse stato per l'elemento cronologico, probabilmente
il gruppo di studio della Bibbia del pastore Russell a Pittsburgh sarebbe
rimasto un fenomeno localizzato e transitorio. Fu la "scoperta" di
Russell che Cristo era venuto ed era presente in forma invisibile fin dal 1874
che spinse quest'uomo a promuovere una campagna di predicazione che alla fine
avrebbe dato origine all'organizzazione mondiale dei Testimoni di Geova.
Sebbene il 1874 come data d'inizio della presenza di Cristo sia stato
abbandonato fin dagli inizi degli anni '930 a preferenza del 1914, la cronologia
costituisce tuttora la struttura di base alla quale sono ancorate le
speculazioni profetiche dei tdG. La cronologia sta nel punto focale
dell'identità del movimento e costituisce la radice della "divina
autorità" che la WTS attribuisce a se stessa e al Corpo Direttivo
dell'organizzazione. Rinunciare alla cronologia sarebbe dunque per la Società
un evento disastroso, un evento che richiederebbe una vasta ristrutturazione
della natura stessa del movimento. Significherebbe rinunciare all'annosa pretesa
di essere investiti di autorità profetica, L' "unico canale di Dio sulla
terra", lo strumento di Dio per separare "il grano dal loglio" e
"le pecore dai capri". Potrebbe davvero sopravvivere il movimento a
tanto sconvolgimento?
Senza alcun dubbio un passo del genere provocherebbe per un po' di tempo in
seno al movimento delle crisi profonde: crisi d'identità e di fiducia,
divisioni e defezioni. Se quando i leaders del movimento affronteranno con
onestà gli errori del sistema cronologico, essi si troveranno davanti a una
scelta storica: Quale sarà il valore primario: la verità o l'unità? Di fronte
a simili alternative la scelta tende di solito a cadere sulla UNITA'. Mantenere
la struttura organizzativa e l'unità è considerato uno degli obiettivi primari
della maggior parte delle organizzazioni sia politiche che religiose. La scelta
dell'altra alternativa, la VERITA', sarebbe un fatto estremamente raro, benché
tale scelta sarebbe senza dubbio l'unica scelta veramente cristiana e
scientifica.
Possiamo dunque sperare che la WTS dirà la verità riguardo alla sua
cronologia? Questo è qualcosa che richiederebbe non soltanto grande coraggio,
ma anche una enorme misura d'umiltà, I leaders attuali del movimento hanno
queste qualità? Soltanto il tempo potrà dirlo, ma a giudicare dalla politica
che essi stanno seguendo nel governare i tdG oggi, appare del tutto inverosimile
che essi pubblicheranno la verità in un futuro ragionevolmente prossimo. Questo
compito dunque rimane a quei cristiani i quali individualmente e non importa
dove provano una profonda sollecitudine per i Testimoni di Geova.
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