LA SOTTOMISSIONE
DI GIOIAKIM A NABUCODONOSOR IN
DANIELE 1:1
Secondo Daniele 1:1 nel terzo anno
di Gioiakim re di Giuda Gerusalemme
fu assediata da Nabucodonosor re di
Babilonia e Gioiakim gli fu dato
nelle mani dal Signore insieme con
una parte degli utensili del tempio.
Questa notizia solleva
apparentemente qualche problema.
Gioiakim fu messo sul trono da Neco
II d'Egitto l'anno della morte di
Giosia ( 2Re 24:29,34; 2 Cron
35:23-24; 36:4) che era, secondo la
cronologia ormai consolidata del
regno di Giuda, l'anno 609 a.C.
(vedi H. Tadmor, La cronologia
dell'epoca monarchica in J.A.
Soggin, Storia d'Israele, Brescia
1984, pp. 513-539).
L'anno terzo di Joiakim era dunque
il 606 a.C., ma in quell'anno il re
di Babilonia era ancora Nabopolassar
e né dalla Bibbia né dalle fonti
babilonesi risulta che nel 606 a.C.
ci fosse stata un'invasione caldea
nella regione siro-palestinese.
Nabucodonosor divenne re di
Babilonia, alla morte del padre
avvenuta nell'estate del 605 a.C.,
mentre lui combatteva contro gli
Egiziani alla testa dell'esercito
caldeo nella Siria superiore. La
lotta si risolse in favore dei
Babilonesi: gli Egiziani furono
duramente battuti prima presso
Carkemish, sulle rive dell'Eufrate,
poi a Hamat, nella regione
dell'Oronte. Geremia allude a questo
episodio e gli assegna giustamente
la data dell'anno quarto di Gioiakim
(Ger 46:2) che in un altro oracolo
sincronizza con l'anno primo di
Nabucodonosor (Ger 25:1)
corrispondente al 605 a.C.
Tuttavia la discrepanza cronologica
tra Daniele e Geremia si risolve in
modo soddisfacente se si tiene conto
del fatto che gli anni di regno si
contavano in maniera diversa in
Babilonia e presso i Giudei. I
Babilonesi usavano il sistema della
post-datazione, cioè cominciavano a
contare gli ani di regno non dal
momento in cui il re saliva sul
trono ma dal capodanno successivo
(lo spazio di tempo fra questi due
momenti veniva da loro chiamato l'
anno di accessione al trono e non
veniva calcolato nel conteggio degli
anni di regno). I Giudei invece
applicavano il sistema della
pre-datazione, vale a dire
calcolavano come primo anno di regno
la frazione dell'anno fra il momento
dell'accessione al trono del nuovo
sovrano e il prossimo capodanno. Se
si ammette, come sembra logico, che
Daniele si attenesse al sistema
babilonese della post-datazione e
Geremia al sistema giudaico della
pre-datazione, è facile vedere come
espressioni "anno quarto" e "anno
terzo" di Gioiakim in Geremia e in
Daniele si equivalgono.
Excursus:
Presunti anacronismi.
La "Cronaca di Babilonia",
pubblicata da D.J. Wiseman nel 1956,
ha rivelato che i babilonesi
contavano gli anni di regno a
decorrere dall’inizio dell’anno
civile successivo a quello in cui il
re era salito al trono.* I mesi o i
giorni tra l’ascesa al trono del
nuovo re e la fine dell’anno civile
in corso erano denominati "anno di
intronizzazione" e non venivano
calcolati nel conteggio degli anni
di regno La menzione dell’anno
d’intronizzazione si trova anche nei
documenti amministrativi di
Babilonia (le tavolette commerciali
di Nippur). Nel regno di Giuda
invece era in uso il sistema
egiziano, il quale calcolava come
primo anno di regno del nuovo
sovrano il periodo di tempo tra la
sua ascesa al trono e la fine
dell’anno civile, cosicché gli anni
di regno di un certo sovrano
computati in base ai due sistemi
(babilonese ed egiziano) risultavano
sfalsati di 1 anno come si vede dal
grafico seguente:
|
Babilonia |
anno di accessione |
1° anno |
2° anno |
3° anno
Dan. 1:1 |
18° anno
Ger. 52:29 |
|
Giuda |
1° anno |
2° anno |
3° anno |
4° anno
Ger. 46:2 |
19° anno
Ger. 52:12 |
I
due sistemi di datazione si
rispecchiano nel cap. 52 del libro
di Geremia dove lo stesso evento (la
caduta di Gerusalemme e la
deportazione dei superstiti) è
datata all’anno 19° di Nabucodonosor
nel v. 12 e all’anno 18° nel v. 29.
Probabilmente Gr 52:28-34 è
un’appendice storica redatta in
Babilonia, in parte (i vv. 31-33)
aggiunta in appendice anche al II
Libro dei Re (2Re 25:27-30). Il
fatto che questa "appendice", in
riferimento all’inizio del regno di
Evil-merodac, successore di
Nabucodonosor, parli dell’anno
stesso che cominciò a regnare (2Re
25:27; Gr. 52:31) e non del primo
anno di regno come si sarebbe detto
in Palestina, avvalora l’ipotesi che
l’appendice sia stata scritta in
Babilonia. L’espressione "l’anno
stesso che cominciò a regnare" è
l’equivalente della formula
babilonese "l’anno di
intronizzazione"(o di "accessione").
Sembra ovvio che Daniele, inserito
nella cultura babilonese (Dan. 1:4),
calcolasse gli anni di regno di
Gioiachim secondo il sistema
babilonese ed è altrettanto ovvio
che Geremia che visse e scrisse in
Palestina li contasse in base al
sistema ivi in uso. Dunque nessun
anacronismo tra Dn 1:1 e Gr 25:1.
*- D.J. WISEMAN, Chronicle of
Chaldaean Kings 626-556 B.C., in the
British Museum, London,1956.
(tratto da "Capire Daniele" di A.
Caracciolo. ADV Impruneta-Firenze,
pp 26-27).
_____________
Riguardo alla presenza di
Nabucodonosor a Gerusalemme
nell'anno terzo di Gioiakim, vale a
dire nel 605 a.C., la notizia di
Daniele non trova riscontro né in
Geremia né in 2 Re e 2Cronache, che
sono i documenti dell'Antico
Testamento che trattano degli
avvenimenti di questo periodo.
Tuttavia, Giuseppe Flavio riferisce
che Nabucodonosor dopo aver battuto
gli Egiziani ad Hamat dovette
rientrare frettolosamente in
Babilonia per la successione al
trono a seguito della morte del
padre (1). Questa informazione, che
lo storico giudeo dice d'aver
attinto dallo storico babilonese
Beroso, è confermata da una fonte
babilonese originale (2).
Si è così in grado di supporre con
cognizione di causa che, dopo aver
sbaragliato gli Egiziani ad Hamat,
Nabucodonosor facesse una rapida
puntata fino a Gerusalemme per
imporre la sua sovranità al regno di
Giuda già vassallo dell'Egitto. Tale
assicurazione di sottomissione del
regno giudaico è del tutto
comprensibile [Giuseppe Flavio
sembra avvallare questa ipotesi
laddove, citando Beroso, dice che il
re di Babilonia, dovendo tornare in
patria con urgenza per la
successione al trono, affidò ai suoi
generali il bottino e i prigionieri
di guerra fra i quali figuravano dei
Giudei (3) ]. Resta il fatto che in
seguito alla vittoria sugli Egiziani
Nabucodonosor divenne
automaticamente padrone di tutti i
territori già sottomessi alla
sovranità egiziana, e la Bibbia
afferma nel modo più reciso:
2Re 24:7 "Il re d'Egitto non uscì
più dal suo paese, perché il re di
Babilonia aveva conquistato tutto il
territorio che era stato del re
d'Egitto, dal torrente d'Egitto al
fiume Eufrate."
Il Professor Siegfried Hermann,
basandosi su questa informazione
della Bibbia e sulla Cronaca di
Babilonia, dice che con la vittoria
su Neco II i Babilonesi si
impadronirono di tutta la regione
siro-palestinese. Egli scrive
testualmente:
"Dopo la loro vittoria presso
Karkemis i Babilonesi avevano
dinnanzi a sé via libera verso il
sud ed essi conquistarono
immediatamente Siria e Palestina. La
supremazia egiziana, che ivi almeno
a partire da Nekao aveva assunto
forme stabili, finì del tutto. "Re
24,7 caratterizza la situazione con
insuperabile chiarezza ..." (4).
Dall'anno quarto di Gioiakim, cioè
dall'anno dell'insediamento al trono
di Nabucodonosor, è datato un
oracolo di Geremia (Ger 25:1) nel
quale si preannunciava un'invasione
del paese di Giuda e una
deportazione in Babilonia dei suoi
abitanti ad opera dei Babilonesi (Ger
25:8-11). In quello stesso anno che,
sia detto ancora una volta, era il
605 a.C., Geremia fu sollecitato dal
Signore a raccogliere in un rotolo
gli oracoli contro la nazione eletta
e le nazioni pagane che gli erano
stati rivelati fin dal principio del
suo ministero profetico (Ger
36:1-2). Geremia dettò al segretario
Baruc tutte le minacciose predizioni
che aveva annunciato oralmente al
popolo in 23 anni (Ger 253; 36:4),
quindi sollecitò il suo scrivano a
leggere pubblicamente quanto gli
aveva dettato (Ger 36:8).
Un anno dopo -era l'inverno del 604
a.C. (Ger 36:9)- il rotolo fu
riletto una prima volta nella piazza
del Tempio (v. 10), e una seconda
volta in privato davanti ai
maggiorenti del regno nel palazzo
reale (vv. 11-15). Costoro,
vivamente impressionati a motivo
delle funeste predizioni contenute
nello scritto di Geremia, fecero sì
che questo venisse letto in presenza
del re Gioiakim dopo avere
consigliato a Baruc di sparire
insieme col profeta (vv. 16-21).
Gioiakim, che si trovava nel palazzo
d'inverno, dopo aver ascoltato la
lettura di tre o quattro colonne, si
fece consegnare il rotolo e lo
bruciò dopo averlo sprezzantemente
ridotto a brandelli incurante delle
suppliche dei suoi ministri (vv.
22-25). Nel suo nascondiglio Geremia
dettò di nuovo a Baruc gli oracoli
che Gioiakim aveva distrutto e ne
aggiunse dei nuovi (v.32). In quella
occasione Geremia predisse per
Gioiakim una fine ignominiosa:
Geremia 36:30 Perciò così parla il
SIGNORE riguardo a Ioiachim re di
Giuda: Egli non avrà nessuno che
sieda sul trono di Davide, e il suo
cadavere sarà gettato fuori, esposto
al caldo del giorno e al gelo della
notte. Questo avvenne precisamente
undici anni dopo, sebbene ci siano
ignote le circostanze in cui avvenne
(2Re 24:6; 2Cron 36:8). Non
conosciamo nei dettagli il contenuto
del rotolo distrutto da Gioiakim, ma
sappiamo che in esso si dava per
certa la prossima desolazione del
paese, anzi era stato proprio questo
particolare che aveva suscitato
l'irritazione del re, come rileva
esplicitamente il testo biblico:
Geremia 36:29 Riguardo a Ioiachim,
re di Giuda, tu dirai: "Così parla
il SIGNORE: Tu hai bruciato quel
rotolo dicendo: «Perché hai scritto
in esso che il re di Babilonia verrà
certamente e distruggerà questo
paese e farà in modo che non vi sarà
più né uomo né bestia?».
Le fonti bibliche descrivono due
interventi militari da Nabucodonosor
contro Giuda: il primo nell'anno
undicesimo di Gioiakim (2Re 23:36;
24:6, 10-16); questo avvenimento è
ricordato anche in un documento
babilonese (5). Il secondo nell'anno
nono di Sedekia (2Re 25:1 e segg.).
Questo ci riporta alle nostre
considerazioni storiche-cronologiche
fatte all'inizio sul testo di
Daniele 1:1. Ma prima vogliamo
accennare ad una diversa ipotesi di
soluzione avanzata in una delle
pubblicazioni della WTS:
*** it-2 pp. 37-38 Ioiachim *** (Perspicacia
...)
IOIACHIM
(...) Nel quarto anno del regno di
Ioiachim (625 a.E.V.) Nabucodonosor
sconfisse il faraone Neco in una
battaglia per il dominio della Siria
e della Palestina. Lo scontro ebbe
luogo a Carchemis presso l’Eufrate,
più di 600 km a N di Gerusalemme. (Ger
46:1, 2) Quell’anno Geremia cominciò
a dettare al suo segretario Baruc le
parole rivolte da Geova contro
Israele, Giuda e tutte le nazioni,
mettendo per iscritto messaggi
pronunciati dal 13° anno del regno
di Giosia (quando Ioiachim aveva
circa sei anni) in poi. Quasi un
anno dopo, nel nono mese lunare (chislev,
novembre-dicembre), il rotolo che
conteneva il messaggio dettato venne
letto al re Ioiachim. Non appena
Ieudi ne ebbe letto tre o quattro
colonne, quella parte fu tagliata di
netto e gettata nel fuoco che ardeva
nel braciere della residenza
invernale del re. Così un pezzo alla
volta l’intero rotolo venne dato
alle fiamme. Ioiachim ignorò le
parole di tre dei suoi principi che
lo supplicavano di non bruciare il
rotolo. Era particolarmente
contrariato dalle parole profetiche
che additavano la desolazione di
Giuda per mano del re di Babilonia.
Questo fa pensare che Nabucodonosor
non avesse ancora mosso contro
Gerusalemme per rendere Ioiachim suo
vassallo. — Ger 36:1-4, 21-29.
In 2 Re 24:1 si legge che
Nabucodonosor fece pressione sul re
di Giuda "e Ioiachim divenne dunque
suo servitore [o vassallo] per tre
anni. Comunque, [Ioiachim] si
rivoltò e si ribellò contro di lui
[Nabucodonosor]". È a questo terzo
anno di Ioiachim come re vassallo di
Babilonia che evidentemente Daniele
si riferisce in Daniele 1:1. Non
poteva trattarsi del terzo degli 11
anni di regno di Ioiachim su Giuda,
poiché in quel tempo Ioiachim non
era vassallo di Babilonia, ma di
Neco, faraone d’Egitto. Solo nel
quarto anno del regno di Ioiachim su
Giuda Nabucodonosor infranse
l’egemonia egiziana sulla Siria e
sulla Palestina con la vittoria di
Carchemis (625 a.E.V. [a quanto pare
dopo il mese di nisan]). (Ger 46:2)
Poiché la rivolta di Ioiachim contro
Babilonia provocò la sua caduta dopo
circa 11 anni di regno, i tre anni
di vassallaggio a Babilonia devono
aver avuto inizio verso la fine del
suo ottavo anno di regno, cioè agli
inizi del 620 a.E.V.
(...) Dopo l’assedio di Gerusalemme
durante il "terzo anno" di Ioiachim
(come re vassallo), Daniele e altri
abitanti di Giuda, fra cui nobili e
componenti della famiglia reale,
furono portati in esilio a
Babilonia. Poiché non si ha notizia
di un esilio precedente in
Babilonia, ciò dovrebbe essere
avvenuto durante il breve regno di
Ioiachin, successore di Ioiachim. —
2Re 24:12-16; Ger 52:28."
|
2
Nel 625 a.E.V. il faraone egiziano Neco fece un ultimo tentativo per
bloccare l’espansione babilonese verso sud. A questo fine mosse con il
suo esercito fino a Carchemis, sulle rive dell’alto Eufrate. La
battaglia di Carchemis, com’è chiamata, fu un avvenimento storico,
decisivo. L’esercito babilonese, al comando del principe ereditario
Nabucodonosor, sbaragliò l’esercito del faraone Neco. (Geremia 46:2)
Nello slancio della vittoria, Nabucodonosor invase
la Siria e la Palestina e, a tutti gli effetti, pose fine alla dominazione
egiziana nella zona. Solo la morte del padre, Nabopolassar, gli fece
temporaneamente sospendere le operazioni.
3 L’anno dopo Nabucodonosor — adesso
intronizzato re di Babilonia — riprese le sue campagne militari in Siria
e in Palestina. In questo periodo venne per la prima volta a Gerusalemme.
La Bibbia riferisce: “Ai suoi giorni Nabucodonosor re di Babilonia salì,
e Ioiachim divenne dunque suo servitore per tre anni. Comunque, si rivoltò
e si ribellò contro di lui”. — 2 Re 24:1.
NABUCODONOSOR A GERUSALEMME
4
L’espressione “per tre anni” ci interessa in modo particolare, poiché
le parole iniziali di Daniele dicono: “Nel terzo anno del regno di
Ioiachim re di Giuda, Nabucodonosor re di Babilonia venne a Gerusalemme e
le poneva l’assedio”. (Daniele 1:1) Nel terzo anno dell’intero arco
del regno di Ioiachim, che regnò dal 628 al 618 a.E.V., Nabucodonosor non
era ancora “re di Babilonia”, ma principe ereditario. Nel 620 a.E.V.
Nabucodonosor impose a Ioiachim un tributo, ma dopo tre anni circa
Ioiachim si ribellò. Quindi fu nel 618 a.E.V., cioè nel terzo anno del
regno di Ioiachim come vassallo di Babilonia, che il re Nabucodonosor
venne a Gerusalemme una seconda volta, per punire il ribelle
Ioiachim.
5
Il risultato di questo assedio fu che “a suo tempo
Geova gli diede in
mano Ioiachim re di Giuda e parte degli utensili della casa del vero
Dio”. (Daniele 1:2) Probabilmente Ioiachim morì, assassinato o in una
rivolta, durante le prime fasi dell’assedio. (Geremia 22:18, 19) Nel 618
a.E.V. gli succedette il figlio Ioiachin, diciottenne. Ma il regno di
Ioiachin durò solo tre mesi e dieci giorni, e nel 617 a.E.V. egli si
arrese. — Confronta 2 Re 24:10-15.
6
Nabucodonosor prese come bottino sacri utensili del tempio di Gerusalemme
e “li portò nel paese di Sinar nella casa del suo dio; e portò gli
utensili nella casa del tesoro del suo dio” Marduk, o Merodac in
ebraico. (Daniele 1:2; Geremia 50:2)
(“Profezie di Daniele” pp. 31,32).
|
Secondo questa
ipotesi, l'anno terzo di Gioiakim in Daniele 1:1
significherebbe non già il suo terzo anno di
regno, ma il terzo anno di vassallaggio a
Babilonia: un'ipotesi suggestiva (per non dire
fantasiosa), ma che non regge a un'ovvia
considerazione di carattere testuale:
Daniele 1:1 dice testualmente: Daniele 1:1: "Il
terzo anno del regno di Ioiachim re di Giuda,"
senza ulteriori delucidazioni. Nei libri storici e
profetici dell'Antico Testamento la frase "...
regno di ..." è un'espressione tecnica che si
riferisce invariabilmente al periodo durante il
quale un certo re ha regnato (7). Quando lo
scrittore sacro voleva riferirsi a un momento
particolare, egli rapportava il dato cronologico
con quella situazione particolare e non con la
durata del regno. Così, per esempio, l'autore dei
libri dei Re e i profeti Geremia ed Ezechiele
quando vollero indicare la data di certi fatti
accaduti durante il tempo dell'esilio di Gioiakin,
scrissero:
2Re 25:27 Il trentasettesimo anno dalla
deportazione di Ioiachin, re di Giuda, il
ventisettesimo giorno del dodicesimo mese,
Evilmerodac, re di Babilonia, l'anno stesso che
cominciò a regnare, fece grazia a Ioiachin, re di
Giuda, e lo fece uscire di prigione;
Geremia 52:31 Il trentasettesimo anno della
deportazione di Ioiachin, re di Giuda, il
venticinquesimo giorno del dodicesimo mese,
Evil-Merodac, re di Babilonia, l'anno stesso che
cominciò a regnare, fece grazia a Ioiachin, re di
Giuda, e lo fece uscire di prigione;
Ezechiele 1:2 Il quinto giorno del mese (era il
quinto anno della deportazione del re Ioiachin),
Si tenga presente che Gioiackim fu considerato dai
Giudei il legittimo sovrano anche dopo la
deportazione, infatti quando parlarono di lui
durante il tempo dell'esilio l'autore di 2Re e
Geremia fanno seguire al suo nome il titolo di "re
di Giuda" (2Re 25:27 e Ger 52:31), ed Ezechiele lo
chiama "re Gioiakim" (Ez 1:2).
Se Daniele in 1:1 avesse voluto riferirsi al tempo
di vassallaggio di Gioiakim a Nabucodonosor,
avrebbe scritto semplicemente: "Il terzo anno
della sottomissione di Gioakim ..." e non "Il
terzo anno del regno di Gioiakim re di Giuda". La
tesi della WTS è quindi improponibile.

Traduzione dall’interlineare (SOPRA,
IN INGLESE):
(1) “NEL TERZO ANNO DI IOIACHIM, RE
DI GIUDA, NABUCODONOSOR RE DI
BABILONIA VENNE A GERUSALEMME E
L’ASSEDIO’ (2) E IL SIGNORE GLI
DIEDE NELLE MANI IOIACHIM RE DI
GIUDA, E UNA PARTE DEGLI ARREDI
DELLA CASA DI DIO …”
Traduzione “Nuovo Mondo”: (1) “NEL
TERZO ANNO DEL REGNO DI IOIACHIM RE
DI GIUDA, NABUCODONOSOR VENNE A
GERUSALEMME E LE PONEVA L’ASSEDIO.
(v.2) A SUO TEMPO GEOVA GLI DIEDE
IN MANO IOIACHIM RE DI GIUDA E PARTE
DEGLI UTENSILI DELLA CASA DEL (VERO)
DIO …”
Al v. 2 le parole : “A suo tempo”
-inesistenti nel testo originale -
sono state aggiunte nella TNM senza
nemmeno una nota di spiegazione. Il
motivo è quello di "fabbricarsi" una
prova che non c'è, inducendo
l'ignaro lettore a pensare che le
cose dette al v.2 siano da
attribuire alla data che la WTS
ipotizza, ovvero al 618 a.C.,
ANZICHE' ALLA DATA RIFERITA AL V.
PRIMO (al 3° anno di Gioiakim).
La tesi che noi proponiamo ha il
pregio di armonizzare la Bibbia con
le fonti babilonesi e concorda con
le deduzioni degli specialisti di
storia d'Israele (8).
Il libro II° dei Re ci ragguaglia,
purtroppo senza indicazioni di data,
circa una campagna militare di
Nabucodonosor contro Giuda durante
il regno di Gioiackim a seguito
della quale il re giudaico gli fu
sottomesso per tre anni (2 Re 23:1).
A questo stesso avvenimento sembra
alludere 2Cronache 36:5-6 dove si
dice, anche qui purtroppo senza
indicazioni di data, che
Nabucodonosor venne contro Gioiakim
e lo legò con catene per deportarlo
in Babilonia.
Comunque quello che risulta
combinando le informazioni suddette
è quanto segue:
durante il regno di Gioiakim ci fu
un intervento armato di
Nabucodonosor contro Gerusalemme
a seguito di questo intervento
Gioiakim fu fatto prigioniero e
legato con catene per essere
deportato in Babilonia
Gioiakim si sottomise (per
conseguenza pagò il tributo e fu
lasciato sul trono)
ma dopo tre anni si ribellò di
nuovo.
Questi fatti appena accennati in 2Re
24:1 e 2 Cron 36:5-6, non sono
ricordati altrove né nei libri
storici né in Geremia, ma questo non
significa che i due testi che li
menzionano non siano affidabili. Ciò
che merita attenzione è che la
notizia di 2Re 24:1 e 2 Cron 36:5-6
circa un intervento di Nabucodonosor
contro Gerusalemme durante il regno
di Gioiakim, e una sottomissione di
quest'ultimo al sovrano di
Babilonia, collima con la notizia di
Daniele 1:1, a parte il fatto che
Daniele assegna all'episodio una
data mentre i suddetti testi citano
il fatto senza precisarne il tempo.
Tali fatti inoltre si inseriscono
abbastanza bene nel quadro degli
avvenimenti contemporanei tracciato
nella Cronaca di Babilonia.
Per vedere più in dettaglio come si
possa inserire in questo quadro
storico la notizia biblica
suaccennata, seguiremo nell'ordine
cronologico il corso degli
avvenimenti dall'inizio fino
all'anno settimo del regno di
Nabucodonosor così come li descrive
la V cronaca di Babilonia (9).
Nabopolassar morì nel mese di Ab del
suo ventunesimo ano di regno (agosto
605 a.C.), mentre suo figlio
Nabucodonosor, il principe
ereditario, si trovava nel paese di
Hattu (la regione siro-palestinese)
a combattere contro gli Egiziani. La
notizia, come già detto, colse
Nabucodonosor nella città di Hamat,
nella Siria inferiore, nei pressi
della quale egli aveva appena
inflitto agli Egiziani una durissima
sconfitta. A seguito di questa
vittoria Nabucodonosor era divenuto
padrone di tutta la Siria e la
Palestina fino ai confini
dell'Egitto, come si è visto, ma non
poté imporre formalmente la sua
sovranità agli stati palestinesi
-Giuda compreso- giacché la morte
improvvisa del padre lo costrinse a
tornare precipitosamente in
Babilonia dove giunse nel mese di
Elul (corrispondente al mese di
settembre).
Nei primi cinque anni di regno
(compreso l'anno di accessione al
trono) il nuovo sovrano di Babilonia
condusse regolarmente ogni anno le
sue truppe nella regione
siro-palestinese. Ve lo ritroviamo
nello stesso anno di accessione al
trono. La Cronaca dice che il re se
ne tornò in Babilonia da questa
spedizione nella Siria-Palestina
vittorioso e carico di bottino.
Nella tarda primavera di quel
medesimo anno (era l'inizio del suo
primo anno di regno, il 604 a.C.),
Nabucodonosor intervenne di nuovo
nell'area siro-palestinese e i re
della regione, secondo questa fonte
babilonese, si sottomisero alla sua
sovranità. La V cronaca dice
testualmente (riga 17a):
"Tutti i re di Hattu vennero in sua
presenza ed egli ricevette da loro
un ingente bottino".
A
quanto pare soltanto la filistea di
Ascalon rifiutò di sottomettersi.
Sempre secondo la V Cronaca (righe
18a e 19a) Nabucodonosor nel mese di
novembre le espugnò e la ridusse in
un monte di rovine dopo averla
saccheggiata. E' molto verosimile
che in questo riferimento abbia
avuto luogo la sottomissione del re
di Giuda a cui fa riferimento 2Re
24:1 (10) ed era, giova ricordarlo
ancora una volta, nell'anno terzo
del suo regno, cioè nel 602 a.C.
Le righe seguenti sono intatte e ci
informano che Nabucodonosor nel mese
di Kislev del suo quarto anno di
regno (novembre/dicembre 601 a.C.)
venne di nuovo nel paese di Hattu e
stavolta marciò contro l'Egitto. Lo
scontro fra i due eserciti ai
confini di questo paese fu durissimo
e costò perdite pesanti a entrambi i
contendenti. Nabucodonosor se ne
tornò al suo paese piuttosto
umiliato. Le perdite subite dai
Babilonesi in questa sfortunata
campagna contro l'Egitto dovettero
essere forti se, come ci informa la
Cronaca, Nabucodonosor trascorse in
patria tutto il suo quinto anno di
regno e parte del sesto (600-599 a.C.)
a organizzare l'esercito e la
cavalleria.
Lo scacco subito dai Caldei ai
confini dell'Egitto nel tardo
autunno del 601 a.C. può essere
stato l'occasione della ribellione
di Gioiakim al padrone babilonese
dopo tre ani di sottomissione alla
quale allude 2Re 24:1: "... Gioiakim
gli fu sottomesso per tre anni; poi
tornò a ribellarsi ...".
Precisamente tre anni erano
trascorsi dal tempo della caduta di
Ascalon (autunno 604 a.C.) quando
con molta probabilità c'era stata la
sottomissione di Gioiakim a
Nabucodonosor, fino allo scontro
sfortunato per i babilonesi alle
frontiere dell'Egitto nell'autunno
del 601 a.C.) (11).
Come si vede una sottomissione
formale di Gioiakim a Nabucodonosor
prima dell'occupazione di
Gerusalemme e della massiccia
deportazione dell'anno undicesimo di
Gioiakim (il 597 a.C.), come vuole
Daniele 1:1 confortato da 2Re 24:1,
si accorda abbastanza bene con le
notizie forniteci dalla Cronaca di
Babilonia tranne che in un
dettaglio, ed è che la suddetta
sottomissione può essere avvenuta
nell'anno quarto di Gioiakim
(secondo il computo basato sulla
post-datazione) mentre Daniele
segnala l'anno terzo.
Aggiungeremo ancora qualche
dettaglio per completare il quadro
storico che nell'insieme oggi appare
abbastanza chiaro dopo la
pubblicazione nel 1956 della 1a, 3a,
4a e 5a tavoletta della Cronaca di
Babilonia ad opera di D.J. Wiseman.
Dopo la disastrosa campagna del 601
contro l'Egitto, Nabucodonosor non
fu in grado d'intervenire di nuovo
in Palestina per stroncare la
ribellione di Gioiakim e
possibilmente di altri principi
locali che avevano approfittato
dell'occasione favorevole per
scrollarsi di dosso il pesante gioco
babilonese. Tuttavia anche se
impossibilitato di intervenire di
persona, il re di Babilonia non se
ne stette con le mani in mano. A
quest'epoca debbono risalire le
scorrerie nel territorio di Giuda di
bande armate di Caldei,Aramei,
Ammoniti e Moabiti a cui accenna 2Re
24:2. Nabucodonosor molto
probabilmente fu il mandante di
questi attacchi di bande irregolari
ai danni del ribelle Gioiakim.
Secondo la Cronaca di Babilonia nel
mese di Kislev del suo sesto anno di
regno (dicembre 599 a.C.)
Nabucodonosor ricomparve nella
Siria-Palestina, ma nei territori
desertici dell'est, allo scopo di
sottomettere le irrequiete tribù
arabe ivi stanziate. Probabilmente
il sovrano caldeo mirava con tale
azione a rendere sicuro il
territorio siro-palestinese dalla
parte orientale. Questa campagna del
re di Babilonia contro le tribù
arabe dell'est si concluse nel mese
di marzo del 599 a.C. Da marzo a
dicembre mosse di nuovo alla testa
delle sue truppe contro la regione
di Hattu: l'obiettivo stavolta era
gerusalemme. La V cronaca di
Babilonia descrive l'avvenimento in
questi termini (righe 11-13):
"Il settimo anno, nel mese di Kislev,
il re di Akkad radunò le truppe e
marciò contro Hattu. Mise un
accampamento contro la città di
Giuda e nel secondo giorno del mese
di Adar (marzo) egli prese la città
(e ne) fece prigioniero il re. Pose
al suo posto nella città un re di
suo gradimento (e) riscosse un
ingente tributo che trasportò in
babilonia"
Nel mese di Marzo del 597 a.C.
dunque Gerusalemme capitolò alle
forze babilonesi che l'assediavano.
Il re Gioiakim era morto in
circostanze a noi sconosciute poco
prima o durante l'assedio della
città (2Re 24:6); come Geremia aveva
predetto (Ger 22:18-19; 36:30), il
suo corpo rimase insepolto. Il
figlio Gioiakin, che era stato messo
sul trono tre mesi prima (2Re 24:8),
si consegnò al re di Babilonia
insieme con i suoi familiari e con
loro fu deportato in Babilonia (2Re
24:10-12). E come era stato predetto
da Geremia (Ger 36:30), non un
figlio di Gioiakim gli successe al
trono ma un fratello suo, Mattania,
che ricevette da Nabucodonosor il
nome di Sedekia. Ancora undici anni
a tutto il paese sarebbe stato
ridotto in desolazione, Gerusalemme
sarebbe stata distrutta e la
popolazione sarebbe stata deportata
in massa.
_________________
-
Antichità Giudaiche, libro X, par. 222.
-
Quinta cronaca di Babilonia in A.K. Grayson, Assyrian
and Babylonian Chronicle, New York, 1975, vol.5. p. 99.
-
Antichità Giudaiche, libro X, par. 222.
-
Storia d'Israele, Brescia, 1977, pag. 368.
Questa tesi, come risulta dalle citazioni riportate qui di seguito, è
generalmente condivisa dagli specialisti di storia dei tempi dell'Antico
Testamento: "Alla battaglia di Carchemish cui fa riferimento Ger 42:2,
seguì un periodo di dominazione babilonese sulla regione, e sotto tale
dominazione cadeva automaticamente anche Giuda ..."- J.A. Soggin Storia
d'Israele, Brescia, 1984, p. 373. "Così la Siria-Palestina cambiò
nuovamente padrone, ma questa volta, per quanto ne sappiamo, senza altri
incidenti. Gli stati che ancora esistevano nel paese, specialmente nella
Palestina meridionale, e fra essi anche Giuda, dovettero riconoscere
Nabucodonosor come loro nuovo signore" -M.Noth, Storia d'Israele,
Brescia, 1975, p. 345. "Il peso della nuova potenza babilonese avrà
provocato a Giuda una sorta di vassallaggio non ben definito, che solo più
tardi venne concretizzato in maniera precisa" -G. Fohrier, Storia
d'Israele, Brescia, 1980, p. 214. "Dopo la loro vittoria presso
Karkemis i babilonesi avevano dinnanzi a sé via libera verso il sud ed essi
conquistarono immediatamente Siria e Palestina" - S. Hermann, Storia
d'Israele, Brescia, 1977, p 368. "Nabucodonosor, il principe
ereditario di Babilonia, che comandava le truppe al posto del padre malato,
sconfisse gli Egiziani presso Carchemish, sull'Eufrate, e li annientò nella
provincia di Camat. In tal modo la Palestina-Siria finì soggetta alla
dominazione babilonese, mentre Ioiakim, re di Giuda, divenne vassallo di
Nabucodonosor" -M. Metzger, Breve Storia d'Israele, Brescia
1985, p. 153.
-
Vedi quinta cronaca di Babilonia, righe 11-13
in A.K. Grayson, op. cit.
-
*** it-2 pp. 37-38 Ioiachim ***
-
Vedi Esdra 4:5,6, 24; 6:15; 8:1;
Dan 8:1; 9:2, ecc.
-
Vedi D.J. Wiseman, in The New
Bible Dictionary, Londra, 1970, sotto la voce "Jehoiakim", p.
603; J. Bright, in Historia de Israel (A Historiy of Israel),
Bilbao, 1977, pp.338-339; S. Hermann, in Storia d'Israele, pp.
369-370; G. Fhorer, in Storia d'Israele, pp 214-215; J.A.
Soggin in Storia d'Israele. pp. 373-374; Cl. Schedl, in Storia del
Vecchio Testamento, Roma, 1964, vol. III, pp 277-278.
-
La Cronaca di Babilonia, insieme
con la 1a, 3a e 4a, fu pubblicata a Londra da D.J. Wiseman nel 1956 (Chronicle
of Chaldean Kings -626-556 B.C.) in The British Museum.
-
S. Hermann, op. cit., p. 369.
-
A.K. Grayson, op. cit. p. 101.
-
Ibidem, p. 102.
ADATTATO DA UNO STUDIO DI Antonio Caracciolo