Ogni tanto scopro...

Di tanto in tanto faccio delle scoperte sulla Traduzione del Novo Mondo o sulle pubblicazioni della WTS che mi lasciano allibito. Confesso che non mi sono mai posto l'obiettivo di fare una comparazione di ogni versetto tra la Traduzione del Nuovo Mondo ed altre traduzioni bibliche; se lo facessi, avrei una visione completa del problema. Comunque, ogni tanto, leggendo qualche numero di Svegliatevi! o de La Torre di Guardia, mi imbatto in qualcosa di curioso. Man mano che mi capiterà di fare simili scoperte, le riporterò in questa pagina e se qualcuno dei visitatori volesse contribuire, può mandarmi le sue "scoperte".
1. Leggo ne La torre di Guardia del 15-2-2004- p. 9
quanto segue:
| "La preghiera cambierà l’esito della nostra afflizione? È possibile. Tuttavia dovremmo tenere conto del fatto che forse Geova Dio non esaudirà le preghiere come vorremmo noi. Paolo pregò varie volte in relazione alla sua "spina nella carne", forse un problema fisico. Comunque, anziché eliminare l’afflizione, Dio disse a Paolo: "Ti basta la mia immeritata benignità; poiché la mia potenza è resa perfetta nella debolezza". — 2 Corinti 12:7-9. |
Inoltre:
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"Perciò, sopportando qualunque simbolica spina nella carne, possiamo provare grande felicità e dimostrare a tutti che la potenza di Geova è resa perfetta nella nostra debolezza. Paolo scrisse: "Non veniamo meno . . . Certamente l’uomo che siamo di dentro si rinnova di giorno in giorno. Poiché sebbene la tribolazione sia momentanea e leggera, opera per noi una gloria che è di peso sempre più sovrabbondante ed eterna, mentre rivolgiamo lo sguardo . . . alle cose che non si vedono. Poiché le cose che . . . non si vedono sono eterne". (...)Perciò, qualunque spina nella carne ci faccia soffrire oggi, continuiamo a sopportarla. Come Paolo, avremo la forza di farlo grazie a Geova, che ci impartisce generosamente potenza. Quando vivremo nel Paradiso terrestre, ogni giorno benediremo Geova nostro Dio per tutte le cose meravigliose che avrà fatto a nostro favore. — Salmo 103:2. (...) Come rispondereste? • Come la potenza di Geova è "resa perfetta nella debolezza"? — 2 Corinti 4:16-18." (La Torre di Guardia 15-2-2002- p.22). |
Appare chiaro che la suddetta rivista attribuisce a "Geova" la risposta alla preghiera di Paolo in 2 Corinzi 12:7,8. Ma è così che stanno le cose? Leggiamo il testo dalla Traduzione Nuovo Mondo:
| 7 a causa dell’eccesso delle rivelazioni. Perciò, affinché non mi sentissi troppo esaltato, mi fu data una spina nella carne, un angelo di Satana, che mi schiaffeggiasse, perché non fossi troppo esaltato. 8 A questo riguardo supplicai tre volte il Signore affinché essa si allontanasse da me; 9 eppure realmente mi disse: "Ti basta la mia immeritata benignità; poiché la [mia] potenza è resa perfetta nella debolezza". Lietissimamente, perciò, mi vanterò piuttosto delle mie debolezze, affinché la potenza del Cristo rimanga come una tenda su di me. 10 Perciò prendo piacere nelle debolezze, negli insulti, nei casi di bisogno, nelle persecuzioni e nelle difficoltà, per Cristo. Poiché quando sono debole, allora sono potente. |
Paolo, ci dice il testo, si rivolge al "Signore". Se con "Signore" qui si intendesse "Geova" i traduttori della "Nuovo Mondo" non si sarebbero lasciati sfuggire l'occasione di mettere questo nome, come hanno fatto in molti altri casi nei quali nel testo originale c'è "Kyrios" (Signore). E' chiaro che in questo caso non lo hanno potuto fare perché tutto il senso del testo è dato dal v.9 nel quale si dice che Paolo fa affidamento sulla potenza di Cristo. Quindi, non potendo alterare il testo biblico, cercano di confondere il lettore commentandolo in modo tale da far comprendere che colui al quale Paolo si rivolgeva in preghiera era "Geova" e non Gesù Cristo.
| 10 "Voi
siete i miei testimoni", è l’espressione di Geova, "pure il mio
servitore che io ho scelto, affinché conosciate e abbiate fede in me, e
affinché comprendiate che io sono lo stesso. Prima di me non fu formato nessun
Dio, e dopo di me continuò a non essercene nessuno. 11 Io, io
sono Geova, e oltre a me non c’è salvatore".
(La Nuova Riveduta, invece, così traduce: Isaia 43:10: "I miei testimoni siete voi, dice il SIGNORE, voi, e il mio servo che io ho scelto, affinché voi lo sappiate, mi crediate, e riconosciate che io sono. Prima di me nessun Dio fu formato, e dopo di me, non ve ne sarà nessuno." [Qui si parla di DUE figure: i "testimoni" e il "Servo". La TNM, invece, identifica servo e testimoni come un unico "personaggio composito"] ). |
Così la WTS commenta questo brano: ***
w04 1/3 p. 9 Uno "schiavo" che è sia fedele che discreto ***"6 L’unica conclusione ragionevole, quindi, è che con l’espressione "lo schiavo fedele e discreto" Gesù si riferisse a un gruppo di cristiani. Può esistere uno schiavo composito? Sì. Settecento anni prima di Cristo, Geova definì l’intera nazione di Israele "i miei testimoni" e "il mio servitore che io ho scelto". (Isaia 43:10) Ogni componente della nazione di Israele dal 1513 a.E.V., quando fu data la Legge mosaica, fino alla Pentecoste del 33 E.V., faceva parte di quella classe del servitore. La maggioranza degli israeliti non aveva un ruolo diretto nell’amministrare gli affari nazionali né nel coordinare il programma di alimentazione spirituale del popolo. Per svolgere questi compiti Geova si serviva di re, giudici, profeti, sacerdoti e leviti. Nondimeno Israele, come nazione, doveva rappresentare la sovranità di Geova e narrare le sue lodi fra le nazioni. Ciascun israelita doveva essere un testimone di Geova. — Deuteronomio 26:19; Isaia 43:21; Malachia 2:7; Romani 3:1, 2" (enfasi grafica aggiunta).
Che qui si tratti di un testo profetico che si riferisce a Gesù Cristo, il Servo di YHWH non ci sono dubbi. Se infatti si inizia a leggere dal capoverso, che è Isaia 42:1-4:
| «Ecco il mio servo, io lo sosterrò; il mio eletto di cui mi compiaccio; io ho messo il mio spirito su di lui, egli manifesterà la giustizia alle nazioni. Egli non griderà, non alzerà la voce, non la farà udire per le strade. Non frantumerà la canna rotta e non spegnerà il lucignolo fumante; manifesterà la giustizia secondo verità. Egli non verrà meno e non si abbatterà finché abbia stabilito la giustizia sulla terra; e le isole aspetteranno fiduciose la sua legge». |
si comprende benissimo di CHI si tratti. Ma, i commenti della WTS appaiono sconclusionati perché riguardo a Isaia 42: 1-4 ammette che si parli di Gesù, il Servo di YHWH:
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*** w89 1/3 p. 22 La giustizia contraddistingue tutte le vie di Dio ***14 Riguardo a Gesù, Paolo disse: "Per quante siano le promesse di Dio, sono state Sì per mezzo di lui". (2 Corinti 1:20) A una di queste promesse, scritta dal profeta Isaia, si fa riferimento in Matteo 12:18, 21, dove riguardo a Gesù leggiamo: "Ecco, il mio servitore che io ho scelto, il mio diletto, che la mia anima ha approvato! Porrò su di lui il mio spirito ed egli farà sapere alle nazioni cos’è la giustizia. In realtà, le nazioni spereranno nel suo nome". — Vedi Isaia 42:1-4. |
mentre, in Isaia 43:10, lo stesso Servo diventa lo "Schiavo fedele e discreto", quel corpo di cosiddetti "144.000 unti" ovvero la "classe celeste" dei testimoni di Geova.
3. Il libro di Daniele, come è noto, è un libro profetico. Ma contiene
anche diverse notizie storiche:
Daniele 1:1 Il terzo anno del regno di Ioiachim re di Giuda, Nabucodonosor, re di Babilonia, marciò contro Gerusalemme e l'assediò.*
Daniele 2:1 Nel secondo anno del suo regno, Nabucodonosor ebbe dei sogni che turbarono così profondamente il suo spirito da impedirgli di dormire.*
Daniele 7:1 Nel primo anno di Baldassar, re di Babilonia, Daniele fece un sogno, mentre era a letto, ed ebbe delle visioni nella sua mente. Poi scrisse il sogno e ne fece il racconto.
Daniele 8:1 Nel terzo anno del regno del re Baldassar, io, Daniele, ebbi una visione dopo quella che avevo avuto prima.
Daniele 9:1 Nell'anno primo di Dario, figlio di Assuero, della stirpe dei Medi, che fu fatto re del regno dei Caldei,
Daniele 10:1 Il terzo anno di Ciro, re di Persia, fu rivelata una parola a Daniele, chiamato Baltazzar; la parola è vera e predice una grande lotta. Egli fu attento al messaggio e capì il significato della visione.
Daniele 11:1 «Il primo anno del re di Dario, il Medo, io ero presso di lui per sostenerlo e per difenderlo.
Come si nota, tutti gli eventi di portata storica sono precisamente datati da Daniele. Dove'è il problema? In questo caso il problema sta nell'interpretazione di due delle datazioni sopra riportate (quelle segnate con l'asterico): per la WTS il "terzo anno di Ioiachim" non è il terzo anno letterale, ma l' undicesimo e il "secondo anno di Nabucodonosor" non è il secondo anno letterale del regno di questo re babilonese, ma il suo ventesimo!
Se tutte le altre datazioni corrispondono a quello che esse vogliono dire in senso letterale, perché mai le prime due menzionate sono state "interpretate" dalla WTS al punto da avere un altro significato? Se Daniele avesse voluto intendere l' "Undicesimo anno di Ioiachim" perché avrebbe dovuto scrivere il "terzo di Ioiachim"? E se avesse voluto intendere il "ventesimo anno di Nabucodonosor", perché mai ha scritto " secondo anno..." ?
Questo modo di intendere le notizie storiche riportate nella Bibbia è fuori da ogni regola storico-esegetica e la stessa WTS non lo fa che in questi due casi, evidentemente per ragioni di speculazione profetica (vedi nella sezione "La cronologia del 1914").
4. Fra i tanti versetti tradotti in
maniera stramba nella Traduzione del Nuovo Mondo c'è questo:
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1Corinzi
15:29
'Epeˆ t… poi»sousin oƒ baptizÒmenoi Øpr tîn nekrîn; e„ Ólwj
nekroˆ oÙk ™ge…rontai, t… kaˆ bapt…zontai Øpr aÙtîn; 1Corinzi
15:29 Epei
ti poiêsousin hoi baptizomenoi huper tôn nekrôn? ei holôs nekroi
ouk egeirontai, ti kai baptizontai huper autôn? NR: Altrimenti, che fanno quelli che sono battezzati
per i morti? Se i
morti non risuscitano affatto, perché dunque sono battezzati per
loro? |
Se cerchiamo un senso nella traduzione del Nuovo Mondo è che al tempo dell'apostolo Paolo alcuni si facevano battezzare per ANNEGARE, cioè allo scopo d'essere dei morti. Non è una battuta, ma è il senso che si ricava da questa traduzione. Ecco com'è spiegata ufficialmente questa traduzione:
<<Cos’è il battesimo "allo scopo di essere dei morti"?
Il brano di 1 Corinti 15:29 è stato tradotto in vari modi: "Che faranno quelli che son battezzati per i morti?" (VR); "a favore dei morti?" (Na); "allo scopo di essere dei morti?" (NM).
Questo versetto è stato interpretato in molti modi diversi. L’interpretazione più comune è che Paolo si riferisse all’usanza del battesimo vicario, quella cioè di battezzare in acqua persone vive al posto di persone morte affinché queste potessero trarne beneficio in modo indiretto. L’esistenza di una pratica del genere all’epoca di Paolo non può essere dimostrata, né sarebbe d’accordo con i versetti in cui si afferma che quelli che venivano battezzati erano "discepoli", persone che avevano ‘accolto di cuore la parola’, che avevano "creduto" personalmente. — Mt 28:19; At 2:41; 8:12. I lessici includono "per", "a motivo", "allo scopo di", fra le definizioni della preposizione greca hypèr, seguita dal genitivo, come in 1 Corinti 15:29. (L. Rocci, Vocabolario greco-italiano, pp. 1888, 1889; G. Kittel, Grande Lessico del Nuovo Testamento, vol. XIV, coll. 561ss.) Già nel 1728 Jacob Elsner osservò casi di scrittori greci per i quali hypèr col genitivo ha valore finale, cioè esprime uno scopo, e indicò che in 1 Corinti 15:29 tale è il senso di questa costruzione. (Observationes Sacræ in Novi Foederis Libros, Utrecht, vol. II, pp. 127-131) Per cui in questo versetto la Traduzione del Nuovo Mondo rende hypèr "allo scopo di".>> (Perspicacia per comprendere le Scritture vol 1; p.302).
Quindi, dopo aver 'spiegato' che hypèr col genitivo finale significa allo scopo di vi aggiungono essere ...dei morti. Non accettando la possibilità che alcuni praticavano un battesimo eretico, che non aveva il significato del battesimo cristiano, se ne inventano un altro, è cioè che costoro si facevano battezzare allo scopo di essere dei morti! Chiaro, non è vero?
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PRESO IN PRESTITO
Una paziente e preziosa ricerca di versetti della Traduzione Nuovo Mondo
comparati con la traduzione C.E.I