Paradiso negato


Un messaggio alla
mente e al cuore dei
Testimoni di Geova
testi biblici della versione Nuova Riveduta
Si racconta di un pastore d'anime che frequentemente
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Cari
fratelli Testimoni di Geova,
sì,
vi chiamo "fratelli", non tanto a motivo dei vincoli
biologici, e ancor meno per spirito di provocazione, ma per la semplice
constatazione che invochiamo lo stesso Dio come Padre. Questo non vi
scandalizzi, così come io non mi sento sminuito: abbiamo in comune un Padre che
ci ama e ci dà il privilegio di servirLo.
Gli apostoli Paolo e Pietro rivolgendosi a coloro che avevano rinnegato e ucciso il Cristo li chiamavano "fratelli", sebbene fossero ormai teologicamente e formalmente divisi da loro. Se noi facessimo diversamente saremmo dei presuntuosi; e saremmo bugiardi se continuassimo a dire di amare Dio.
Fratelli,
quindi.
Voglio dirvi che apprezzo molto il vostro zelo e il vostro
comportamento. Aggiungo che ritengo sbagliato bollarvi sommariamente come fanatici e
settari, come certuni fanno, senza tener conto della sincerità della vostra
fede e della vostra onestà come cittadini, genitori, lavoratori ecc. Solo la
gretta superficialità può indurre a considerare "normali"
o "fanatici settari" le persone in base al loro credo
religioso trascurando che ipocrisia,
fanatismo e superficialità non risparmiano nemmeno le comunità religiose,
indipendentemente dall' ortodossia di ciò che vi si professa. Un
bell'abito non cambia la reputazione
della persona che l'indossa; nemmeno l'appiccicare una certa
etichetta a qualcuno può farlo.
Fratelli, ho studiato a fondo il vostro credo religioso, ma soprattutto ho avvicinato molti di voi col proposito di conoscervi per quello che siete realmente, senza pregiudizi. Alla fine ho imparato a rispettarvi e ad amarvi. Ma da questa mia esperienza è scaturito anche un sentimento di profondo turbamento. Sono turbato per quello che ho scoperto, che reputo di fondamentale importanza e che vi riguarda. Abbiate la cortesia di leggere questo scritto fino in fondo, ne vale la pena perché è della Parola di Dio che voglio parlarvi.
AVVERTENZA:
l'autore si rivolge in prima persona ai
destinatari di questo scritto col desiderio di instaurare con loro un rapporto
confidenziale e diretto, non per sottolineare dei personalismi riguardo al
contenuto del messaggio stesso il quale, anzi, prima ancora che patrimonio di
ogni denominazione cristiana, è il cuore stesso del messaggio evangelico.
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Figli di Dio “Vedete quale amore ci ha manifestato il Padre,
dandoci di essere chiamati figli di Dio! E tali siamo. Per questo il mondo non
ci conosce: perché non ha conosciuto lui. Carissimi, ora siamo figli di Dio,
ma non è stato ancora manifestato ciò che saremo. Sappiamo che quand'egli
sarà manifestato saremo simili a lui, perché lo vedremo com'egli è. E
chiunque ha questa speranza in lui, si purifica com'egli è puro.”
1 Giovanni 3:1-3 “ infatti tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, sono figli di Dio. E voi non avete ricevuto uno spirito di servitù per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito di adozione, mediante il quale gridiamo: «Abbà! Padre!» Lo Spirito stesso attesta insieme con il nostro spirito che siamo figli di Dio. Se siamo figli, siamo anche eredi; eredi di Dio e coeredi di Cristo, se veramente soffriamo con lui, per essere anche glorificati con lui.” Romani 8:14-17. |
Figli di Dio! Sarà umanamente
inconcepibile, ci sentiremo indegni fino a nasconderci, ma è Dio stesso che lo
dice, e Dio non mente: siamo davvero figli Suoi.
Ecco qui rivelato il carattere di Dio: se afferriamo la sua mano Egli non ci tratta da servi e nemmeno da sudditi, no! Ma, come nella parabola del figliuol prodigo, Egli non coglie l'occasione del nostro ritorno a Lui per rinfacciarci il nostro egoismo, la nostra arroganza nei Suoi confronti e i nostri innumerevoli errori. No, ma ci stringe contento fra le Sue braccia mentre siamo ancora sporchi e cenciosi; poi ci riveste regalmente e ci ridona quello che avevamo perduto, la dignità regale: eravamo "figli di Dio" e tali ancora Egli ci considera. Quale amore!
Eppure,
fratelli, qualcuno vi ha convinto che tutto questo non è per voi. Qualcuno
vi ha detto che questa meravigliosa promessa di Dio è per pochi eletti, non per voi.
Riflettete, non è forse vero che un giorno "qualcun altro" vi ha detto che le cose stanno in questo modo e voi lo avete creduto?
Qualcuno può
avervi detto questo, ma nella Parola di Dio non è scritto così. Dio ci vuole
come figli Suoi, assolutamente niente di meno che figli Suoi! Se
così non fosse, potreste ancora amare Dio e chiamarlo "Padre"?
Perché mai lo chiamereste Padre
se vi consideraste dei Suoi servitori e non dei figli veri? Badate,
lo Spirito di Dio che agisce in noi, dice l'apostolo Paolo, è quello che
grida "Abba", cioè, "Papà"!
Chi siete
disposti a credere, a quegli uomini che vi hanno insegnato che questa promessa
è soltanto per pochi eletti, o allo Spirito di Dio che vi fa gridare "Padre"?
E se volete credere a quegli
uomini, a che cosa vi serve tenere in mano
No, io vi dico. Voi siete figli, figli di Dio e niente di meno. E se siete figli, a voi appartengono le promesse di Dio. Nel futuro regno di Dio, infatti, non vi sarà posto che per i figli di Dio. Tutti gli altri, quelli cioè, che non hanno riconosciuto Dio come loro Padre non troveranno posto da nessuna parte.
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Giustificazione "Giustificati dunque
per fede, abbiamo pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo, "Ma
se è per grazia, non è più per opere; "sappiamo che l'uomo
non è giustificato per le opere della legge
"Infatti è per grazia
che siete stati salvati, mediante la fede;
"Egli ci ha salvato
non per opere giuste da noi compiute, |
Cari
fratelli, avete capito bene: non c'è niente che voi ed io possiamo fare per
essere salvati; la salvezza è semplicemente un dono: un
puro e semplice dono di Dio.
L'uomo è
peccatore sin dalla nascita. Non c'è sulla terra nemmeno un giusto: nel loro
stato naturale, tutti gli uomini sono peccatori e privi della
gloria di Dio -Rom. 3:10,23- quindi tutti hanno ugualmente
bisogno della grazia di Dio, e Dio non fa distinzioni. Non c'è possibilità che
qualcuno sia salvato per grazia e qualcun altro per le opere. Se la salvezza fosse stata
possibile per mezzo delle opere, non sarebbe stato necessario il sacrificio di
Cristo. La morte di Cristo è la prova che l'unico prezzo che la giustizia di
Dio reclamava era il sacrificio del suo stesso Figlio. Al di fuori di questo
divino provvedimento non c'è possibilità di salvezza per nessuno.
Eppure, fratelli, qualcuno vi ha convinto che le cose non stanno così. Qualcuno vi ha detto:
"Vi è merito, naturalmente, nel fatto che quelli della grande folla 'hanno lavato le loro lunghe vesti e le hanno rese bianche nel sangue dell'Agnello', e questo merita in effetti una ricompensa … richiede che essi meritino la protezione di Dio su di loro durante il culmine della 'grande tribolazione'. La grande folla … non ha dunque bisogno della giustificazione per fede e della giustizia imputata (nel sangue di Cristo)". (Vita eterna nella libertà dei figli di Dio, pp.368, 371, 389).
Cari fratelli Testimoni, questo punto è di vitale importanza, e dal momento che le vostre guide dicono una cosa del tutto diversa dalle Sacre Scritture, siete voi stessi che dovete decidere. Ognuno di voi deve decidere, per la propria salvezza, a chi credere:
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Cari fratelli,
ancora una volta vi invito alla riflessione. Temo grandemente per voi se
continuerete a dare retta al pensiero umano piuttosto che alla rivelazione
scritta di Dio. Capite perché vi dicevo all'inizio che sono profondamente
turbato a vostro riguardo per quello che ho scoperto?
Questo è forse l'aspetto più triste del vostro credo; come rimanervi indifferenti?
Alcune tra le pagine
più belle e consolanti delle Scritture, voi siete tenuti a leggerle con
triste estraneità e senza provare gioia e gratitudine verso il Creatore: esse
semplicemente non vi appartengono. Vi hanno detto che quelle parole sono state
scritte soltanto per la consolazione di alcuni, non per voi.
Io, però, vi
dico: "Non credeteci"! Sia ringraziato Dio perché non è così che
stanno le cose. In realtà non sono io, ma è
Non "strappate" queste belle pagine dalla Bibbia!
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Nuova nascita "Infatti quelli che
sono secondo la carne, pensano alle cose della carne;
"Gesù rispose:
"In verità, in verità ti dico che se uno non è nato
"In verità, in verità ti dico che
se uno non è nato d'acqua e di spirito
non può vedere il regno di Dio. Quello che è nato dalla carne, è carne; e
quello che è nato dallo Spirito, è Spirito" -Giovanni 3:5,6.
"Perché chi semina per la sua carne mieterà corruzione dalla carne; ma
chi semina per lo Spirito mieterà dallo Spirito vita eterna" -Galati
6:8 (leggere tutto il capitolo 5 della Lettera ai Galati). |
Che
cosa significa "nascere di nuovo"?
Significa permettere a Dio di
compiere un miracolo nella propria vita: morire a se stessi, al vecchio uomo, e
rinascere come una nuova creatura che si fa guidare da Dio. Senza questo
miracolo non c'è possibilità di salvezza: "…non
può vedere il regno di Dio".
Nemmeno per
sogno! L'uomo naturale, cioè … "quelli che
sono nella carne -dice l'apostolo Paolo- non
possono piacere a Dio … se qualcuno non ha lo Spirito di
La salvezza che
Cristo compie nel credente, non è un concetto aleatorio. E' un'operazione
concreta e fondamentale: il credente non "sarà"salvato;
ma "è" salvato. Lo è nel momento stesso che
permette a Cristo di dimorare dentro di sé:
"Sono stato
crocifisso con Cristo: non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me! La vita
che vivo ora nella carne, la vivo nella fede nel Figlio di Dio il quale mi ha
amato e ha dato se stesso per me" -Galati 2:20.
Fratelli testimoni, pensate davvero che voi
possiate fare qualcosa per ottenere la salvezza eterna? Che cosa
credete di poter fare, aderire per esempio, ad una particolare associazione
religiosa, oppure compiere un'opera particolare?
Cristo stesso vi dice che nessuno può fare alcunché per essere salvato. Il piano che Dio ha concepito per la salvezza dell'uomo non consiste soltanto nell'aver mandato Suo Figlio nel mondo per essere crocifisso, ma anche nell' applicare il valore di questo sacrificio nel credente che, a sua volta, deve morire all'uomo che è per risorgere a vita nuova. Si tratta di un'operazione di "chirurgia divina", comunque non è una scelta facoltativa, se uno anela alla salvezza. Lo credete anche voi? Lo spero vivamente, altrimenti la vostra fede è inutile come le vostre opere.
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Santificazione " liberati dal
peccato, siete diventati servi della giustizia. |
Anche se stiamo considerando separatamente i concetti della
giustificazione, della nuova nascita e della santificazione,
essi vanno intesi come aspetti diversi di un unico processo, la conversione
a Dio.
Anche il pentimento, che è la condizione preliminare della salvezza, è opera dello Spirito di Dio che sensibilizza la coscienza dell'uomo e gli permette di rendersi conto del suo stato di necessità, del suo bisogno di convertirsi a Lui. A colui che asseconda quest'opera silenziosa che Dio compie nel suo cuore, viene imputata la giustizia di Cristo: Dio lo considera giusto, non perché lo meriti, ma perché Gesù Cristo è morto al suo posto. La giustizia di Dio, che reclamava la morte del trasgressore della Sua legge, è soddisfatta dal prezzo pagato sulla croce. Di conseguenza, l'uomo è affrancato dalla morte, riscattato dal sangue di Cristo.
L'uomo è
perdonato, il suo passato è cancellato. Il pentimento lo ha portato a convertirsi,
a cambiare cioè totalmente il suo modo di pensare e di comportarsi: egli
nasce di nuovo, diventa una nuova creatura
orientata a compiere la volontà di Dio, grazie all'azione dello Spirito Santo. Questo nuovo
modo di vivere si chiama santificazione.
La santificazione, quindi, non può essere considerata un optional, una scelta facoltativa perché, se il passato del peccatore è stato cancellato con un atto, per così dire, legale, d'ora in poi gli si richiede che si comporti da cittadino che vive rispettando le leggi divine. Umanamente parlando, non si grazia un detenuto perché egli continui a delinquere, ma perché dia prova d'essersi emendato vivendo nel rispetto delle leggi.
"Come
Colui che vi ha chiamati è santo, anche voi siate santi in tutta la vostra
condotta, poiché sta scritto: Siate santi, perché io sono santo" 1 Pietro 1:15,16. Senza la santificazione "… nessuno vedrà il Signore" -Ebrei
12:14.
La
santificazione è il naturale risultato della nuova vita in Cristo, è il
proseguimento di quel processo innescato da Dio nella vita del credente che
progredisce mostrando i segni concreti della fede operante.
In questo processo sono integrate, perciò, le opere. Le opere non hanno valore per la giustificazione perché "… è per grazia che siete stati salvati, senza le opere"; nemmeno a salvezza compiuta le opere hanno valore meritorio perché, dice l'apostolo Paolo, "… Dio (le) ha precedentemente preparate affinché le praticassimo" -Efesini 2:1-10. Le opere cristiane, infatti, sono solo quelle Dio stesso ispira, diversamente anche in questo cadremmo nell'errore.
Cari fratelli
testimoni di Geova, siete ancora convinti che Dio abbia spartito gli uomini in
due categorie distinte, delle quali UNA soltanto è beneficiaria di questa
meravigliosa opera divina? Comprendete adesso che senza questo processo non c'è
salvezza per nessuno? Che la questione non è "chi andrà in cielo e
chi resterà sulla terra", ma "chi è salvato e chi
no"? Siete convinti adesso che il riscatto di Gesù Cristo è stato
pagato per tutti gli uomini indistintamente (sebbene molti scelgano di
non beneficiarne) e che tutti quelli che credono in lui sono perfettamente
salvati, che non esiste un paradiso di seconda classe?
Oppure credete che le pagine della Bibbia che contengono queste meravigliose promesse devono essere virtualmente strappate perché non si riferiscono al vostro caso? Rileggetele attentamente, e pregate Dio che ve le faccia comprendere pienamente. Non permettete a nessuno di negarvi il paradiso che Dio, non un uomo, vuole offrirvi. "Infatti con un'unica offerta egli ha reso perfetti per sempre quelli che sono santificati" -Ebrei 10:14.
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Salvezza " Perciò egli può
salvare perfettamente "(Gesù) è entrato una
volta per sempre nel luogo santissimo
"In verità, in verità
vi dico: chi ascolta la mia parola e crede |
Gesù è morto per tutti gli uomini perché sono tutti peccatori. La morte di Gesù Cristo è il prezzo di riscatto che la giustizia di Dio offesa reclamava.
La
salvezza del peccatore è perfetta, non parziale;
è eterna, non temporanea; è assoluta, non
relativa.
"Dio
ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui (avrà
un'opportunità di salvezza? No, ma …) non perisca, ma abbia vita eterna" -Giovanni
3:16.
"Dio ha tanto amato il
mondo …" Potrebbe essere considerato amore il
comportamento di un Dio che risuscita
miliardi di esseri umani unicamente per
provare la loro fedeltà per mille anni? Questo non è l'Evangelo. Dio
salva il peccatore perché in lui Egli vede Suo Figlio, Gesù, che ha preso il
suo posto.
Qualcuno
dirà che la necessità di tale prova è data dal fatto che non tutti hanno avuto
la possibilità di conoscere l'evangelo, quindi, di accettarlo o di rifiutarlo.
Parrebbe una spiegazione plausibile, ma
"Infatti, tutti coloro che hanno peccato senza legge periranno
pure senza legge; e tutti coloro che hanno peccato avendo la legge saranno
giudicati in base a quella legge; perché non quelli che ascoltano la
legge sono giusti davanti a Dio, ma quelli che l'osservano saranno
giustificati. Infatti quando degli stranieri, che non hanno legge,
adempiono per natura le cose richieste dalla legge, essi, che non hanno legge,
sono legge a sé stessi; essi dimostrano che quanto la legge comanda è scritto
nei loro cuori, perché la loro coscienza ne rende testimonianza e i loro
pensieri si accusano o anche si scusano
a vicenda. Tutto ciò si vedrà nel giorno in cui Dio giudicherà i segreti
degli uomini per mezzo di Gesù Cristo, secondo il mio vangelo". -Romani
2:12-16.
"Come è
stabilito che gli uomini muoiano una
volta sola, dopo di che viene il giudizio" Ebrei
9:27.
Salvati o condannati, dunque. Se vi fosse una terza
possibilità
"E vidi le
anime di quelli che erano stati decapitati per la testimonianza di Gesù e per
la parola di Dio, e di quelli che non avevano adorato la bestia né la sua
immagine e non avevano ricevuto il suo marchio sulla loro fronte e sulla loro
mano. Essi tornarono in vita e regnarono con Cristo per mille anni:
Gli altri morti non tornarono in vita prima che i mille anni fossero trascorsi.
Questa è la prima risurrezione. Beato e santo è colui che partecipa alla
prima risurrezione. Su di loro non ha potere la morte seconda, ma
saranno sacerdoti di Dio e di Cristo e regneranno con lui quei mille anni.
Quando i mille anni saranno trascorsi, Satana sarà sciolto dalla sua prigione e
uscirà per sedurre le nazioni che sono ai quattro angoli della terra, Gog e
Magog, per radunarle alla battaglia: il loro numero è come la sabbia del mare.
E salirono sulla superficie della terra e assediarono il campo
dei santi e la città diletta; ma un fuoco dal cielo discese e le divorò.
E il diavolo che le aveva sedotte fu gettato nello stagno di fuoco e di zolfo,
dove sono anche la bestia e il falso profeta e saranno tormentati giorno e notte, nei
secoli dei secoli. (14) Poi la morte e il soggiorno dei morti furono gettati
nello stagno di fuoco. Questa è la morte seconda, cioè lo stagno di fuoco"
-Apocalisse 20:1-10,14.
Tralasciando le varie implicazioni di questo testo,
facciamo notare soltanto che :
b) Quelli
che non saranno salvati risorgeranno quando saranno finiti i mille anni
per essere puniti.
c)
Durante i mille anni non avviene nessun ammaestramento delle nazioni in
virtù del quale queste debbano poi
sostenere una prova alla fine del millennio. Il testo dice che,
terminato il millennio, Satana raccoglie i malfattori di tutti i tempi per
lanciarli in battaglia contro la città di Dio, ma essi vengono distrutti.
1) senza
Cristo, ma con la vostra prova di fedeltà
2) dopo un
periodo di prova della durata di mille anni
significa che il sacrificio di Cristo è stato
inutile per voi; significa anche coltivare una pericolosa illusione, perché
tutto questo e l'esatto contrario del messaggio dell'Evangelo.
Un'altra pagina della Bibbia da "strappare", forse la più importante.
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Giudizio "Chi crede in lui
non è giudicato; "In verità, in
verità vi dico: chi ascolta la mia parola "Non c'è dunque più
nessuna condanna per quelli |
Non è esatto dire che i credenti non saranno giudicati del
tutto. Il giudizio dei credenti avviene prima della fine: "Infatti è giunto il tempo in cui il giudizio deve cominciare dalla casa di Dio; e se comincia prima da
noi, quale sarà la fine di quelli che non ubbidiscono al vangelo di Dio?" -1 Pietro 4:17.
Ogni giudizio ha
una fase istruttoria; ma quando il Signore Gesù ritornerà, il giudizio
sarà esecutivo. In vita ogni essere umano sceglie con chi stare: chi sta
dalla parte di Dio, è già in salvo; gli altri sono già condannati. Oggi questo
non è visibile, ma nell'ultimo giorno sarà rivelato (vedi Matteo cap. 2531-46;
13:24-30).
Una cosa è certa, il giudizio esecutivo è l'ultimo atto del dramma umano; con esso si chiude il tempo e si spalanca l'eternità.
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Risurrezione "Quanto a noi, la
nostra cittadinanza è nei cieli,
"Poiché, come tutti
muoiono in Adamo, così anche |
Con
questi testi l'apostolo Paolo alimenta la grande speranza della fede, la vita
futura. Ci dice anche alcune cose importanti con queste parole: " … io
vi dico un mistero…" svelandoci, così, qualcosa che prima non era
del tutto chiaro a molti: la risurrezione.
Egli, prima di
tutto, rassicura i credenti che essi non hanno sperato solo per questa vita (1
Cor. 15: 12-20). Poi dichiara che "tutti i credenti saranno vivificati"
(v.22), secondo quest'ordine: Cristo è stato il
primo, quindi quelli che hanno
creduto in lui, alla sua parousia. Poi verrà la fine.
Tutti i
credenti saranno trasformati (v. 51): come tutti hanno portato
l'immagine dell'uomo naturale, così, tutti porteranno l'immagine
dell'uomo spirituale. La trasformazione avverrà "in un batter
d'occhio", sebbene a risorgere saranno per primi i credenti che
riposano nella morte (vv. 51,22). Tutto questo (compreso il suono della
tromba) è confermato nella lettera di Paolo ai Tessalonicesi:
"Fratelli, non vogliamo
che siate nell'ignoranza riguardo a quelli che dormono, affinché non siate
tristi come gli altri che non hanno speranza. Infatti, se crediamo che Gesù morì e risuscitò,
crediamo pure che Dio, per mezzo di Gesù, ricondurrà con lui quelli che si sono
addormentati. Poiché vi diciamo questo fondandoci sulla parola del Signore: che
noi viventi, i quali saremo rimasti fino alla venuta del Signore, non
precederemo quelli che si sono addormentati; perché il Signore stesso, con un
ordine, con voce d'arcangelo e la tromba di Dio, scenderà dal cielo, e prima
risusciteranno i morti in Cristo; poi noi viventi, che saremo
rimasti, verremo rapiti con loro, sulle nuvole, a incontrare il Signore
nell'aria; e così saremo sempre con il Signore": 1 Tessalonicesi 4:13-18.
Come si vede, non esiste l'idea di una divisione in due categorie: una celeste e l'altra terrestre; cioè una che andrà a stare in cielo e l'altra che rimarrà sulla terra; una spirituale, l'altra carnale. Tutti saranno trasformati in esseri gloriosi. Non esiste nemmeno l'idea di una traslazione individuale di alcuni, "man mano che muoiono": quando Cristo ritornerà (parousia) tutti i morti nella fede risorgeranno contemporaneamente e saranno trasformati, come saranno trasformati, immediatamente dopo, i fedeli che Cristo troverà viventi, per fare un corpo unico che seguirà il Signore.
(NOTA: le implicazioni di tutto questo, per
es.: "dove i salvati vivranno, se
sulla terra o in cielo", non sono trattati in questo luogo. Qui si vuole
mettere in evidenza che i redenti riceveranno tutti lo stesso trattamento.
Citiamo soltanto l'esposizione di alcune correnti teologiche come un modo
possibilista di armonizzare le varie affermazioni del Nuovo Testamento a
riguardo: 1) Gesù Cristo ritorna; i credenti che sono morti risuscitano
e quelli che sono in vita al suo ritorno vengono trasformati. Tutti i salvati
di tutti i tempi si incontrano con il Signore che li conduce in cielo dove risiederanno
per mille anni. Inizia il Millennio. 2) Durante il Millennio i salvati
sono in cielo con Cristo dove, secondo le parole di Paolo, essi giudicano gli
angeli ribelli. I reprobi sono tutti morti. La terra è completamente deserta;
Satana è "legato". E' possibile anche che la fase dibattimentale
del giudizio dei reprobi avvenga durante il Millennio. 3) Alla fine del
Millennio tutti i salvati, insieme a Gesù, ritornano sulla terra. Nel contempo
avviene la risurrezione di tutti i malvagi
che, aizzati da Satana, tentano invano di sopraffare la santa città di
Dio, come è descritto in Apocalisse cap. 20. I malvagi vengono annientati, la
terra restaurata, Dio abita con il suo popolo redento).
A questo punto sorgono spontanee alcune domande, fratelli testimoni di Geova: quando gli unti muoiono, vanno in cielo con il corpo? Il loro corpo subisce la trasformazione da terrestre a celeste? (Benché l'apostolo Paolo parli di corpi celesti, sempre di corpi si tratta). E non è forse vero che gli unti dovrebbero traslare in cielo tutti insieme, come abbiamo appena visto? Se è vero che sta avvenendo la traslazione individuale degli unti rimanenti al momento della loro morte, non dovrebbero essere trasformati anche quegli unti che Gesù ha trovato viventi, dato che la sua parousia sarebbe avvenuta nel 1914 -1 Tess. 4:13-18?
Se tutto questo non sta avvenendo, fratelli testimoni di
Geova, avete un'altra prova che qualcuno sta tentando di defraudarvi del dono
che Dio vuole farvi, facendovi credere che per alcuni vi sarà un paradiso di
prima classe e per voi, ammesso che così stiano le cose, un paradiso di
seconda classe:
"Quanti vanno in cielo? Quelli che sono da Dio chiamati
per partecipare a tale servizio celeste sono pochi di numero. … sono un
'piccolo gregge'. Comunque il 'piccolo gregge' che va in cielo non è il solo a
ricevere la salvezza. … avranno felici sudditi
terreni. Gesù si riferì a questi come alle sue 'altre pecore', di cui
'una grande folla' anche ora presta fedelmente servizio a Dio (Gv. 10:16; Riv.
7:9-15)" - "La verità che conduce alla vita eterna, pagg. 77,78.
Attenzione perché il premio che Dio offre è uguale per tutti: o voi stendete la vostra mano e l'afferrate, oppure, rischiate di restare fuori anche da quella specie di paradiso di second'ordine che vi stanno promettendo, semplicemente perché esso non ci sarà mai.
|
Promesse … "Il vostro cuore non
sia turbato; abbiate fede in Dio, "perché siete tutti
figli di Dio per la fede in Cristo Gesù.
"Quando Cristo, la
vita nostra, sarà manifestato,
"Vedete quale amore ci
ha manifestato il Padre, |
… per voi, fratelli testimoni di Geova.
Alcuni
cenni storici
La letteratura della Società Torre di
Guardia ignorava la suddivisione in due classi dei credenti fino all'anno 1935.
Fu Rutherford, secondo Presidente della
Società, che suddivise i suoi seguaci in due classi erigendo come un
muro tra loro: la classe degli unti, considerati fratelli di
Gesù Cristo, spesso definito piccolo gregge o 144.000 eletti; e
la classe della grande folla,detta anche
le altre pecore.
Di tante dottrine insegnate da Rutherford poco o niente è rimasto, egli stesso oggi difficilmente potrebbe far parte di quello stesso movimento che diresse per ben 25 anni. I suoi libri sono stati relegati nel dimenticatoio, specialmente i due volumi "Luce" che erano un commento alle profezie di Daniele, Ezechiele e Apocalisse, profezie che sono state re-interpretate dopo la sua scomparsa. Eppure, di quest'uomo che commise molti errori dottrinali, che fu smentito clamorosamente dalle profezie che fece (al punto che una volta si autodefinì asino), si è mantenuta questa sua divisione in classi dei testimoni.
Il fatto più
tragico è che coloro che ogni giorno si associano a questa organizzazione
religiosa non si rendono conto delle conseguenze di questo aspetto della
dottrina dei Testimoni che li riguarda maggiormente. Restano come abbagliati da
quel paradiso che hanno contemplato nelle illustrazioni de
E non si accorgono, per esempio, che rinunciando a mangiare i simboli della Santa Cena (Comunione), istituita dal Signore, rinunciano alla comunione col corpo e col sangue di Gesù Cristo! Inoltre, dicono, Gesù Cristo non è il loro Mediatore e i meriti del sangue che egli ha versato sulla croce non si applicano loro. Ci chiediamo se si accorgono che questo, in pratica, li esclude dalla salvezza. Mentre 144.000 tra loro godono di privilegi speciali con la speranza di vivere in cielo con Gesù, tutti gli altri, che formano la grande folla, hanno la speranza di vivere per sempre sulla terra; la condizione posta (oltre quella di essere, naturalmente, testimoni di Geova) è quella di superare la prova dopo il regno millenario di Gesù Cristo.
Il piccolo gregge (Luca 12:32) di 144.000 eletti (Apoc.7:4), è distinto dalle altre pecore (Gv.10:16) o grande folla (Apoc. 7:9)! Non capiscono che la distinzione che Gesù faceva era fra ebrei e pagani, e tuttavia egli precisò: "vi sarà un solo gregge e un solo pastore" (Gv. 10:16). Non pongono mente neppure al fatto che, come i 144.000, anche la grande folla è in cielo (Apoc. 7:9, 15-17), che anche la grande folla "ha lavato le sue vesti nel sangue dell'Agnello" -Apoc.7:14.
Dicevamo che "stranamente" questa divisione, pur essendo nata dalla fantasia di un uomo che oggi non potrebbe nemmeno definirsi testimone di Geova, tanto diverse sarebbero le sue credenze, è rimasta. Non è però tanto strano se si dà credito a fonti "interne"(ex tdG) molto autorevoli, secondo le quali essa è servita a concentrare in poche mani il potere della Società Torre di Guardia, cioè in quelle del Corpo Direttivo (poco più di una dozzina di persone), che gestisce i beni societari ed esercita il controllo della dottrina geovista.
Vediamo da vicino le
basi bibliche sulle quali
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"Poi guardai e vidi l'Agnello |
Espressione simbolica |
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Che stava in piedi sul monte Sion |
Espressione simbolica |
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E con lui erano 144.000 persone |
ESPRESSIONE LETTERALE |
|
Che avevano il suo nome e il nome di suo Padre scritto sulla fronte. |
Espressione simbolica |
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Udii una voce dal cielo simile a un fragore di grandi acque |
Espressione simbolica |
|
e al rumore di un forte tuono; |
Espressione simbolica |
|
e la voce che udii era come il suono prodotto da arpisti che suonano le loro arpe. |
Espressione simbolica |
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Essi cantavano un cantico nuovo |
Espressione simbolica |
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davanti al trono e davanti alle quattro creature viventi |
Espressione simbolica |
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e agli anziani |
Espressione simbolica |
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Nessuno poteva imparare il cantico |
Espressione simbolica |
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se non i 144.000 |
ESPRESSIONE LETTERALE |
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che sono stati riscattati dalla terra |
Espressione simbolica |
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Essi sono quelli che non si sono contaminati con donne, poiché sono vergini …" -Apocalisse 14:1-4 |
Espressione simbolica |
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della tribù di Giuda 12.000 segnati |
tribù e numero simbolici |
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della tribù di Ruben 12.000 segnati |
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della tribù di Gad 12.000 segnati |
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della tribù di Aser 12.000 segnati |
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della tribù di Neftali 12.000 segnati |
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della tribù di Manasse 12.000 segnati |
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della tribù di Simeone 12.000 segnati |
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della tribù Levi 12.000 segnati |
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della tribù di Issacar 12.000 segnati |
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della tribù di Zabulon 12.000 segnati |
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della tribù di Giuseppe 12.000 segnati |
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della tribù di Beniamino 12.000 segnati |
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tribù e numero simbolici -Apocalisse 7:4-8 |
Il totale = 144.000
è LETTERALE |

"In quanto al numero 144.000 è ragionevole prendere questo numero alla lettera
poiché è contrapposto alla "grande folla" che nessun uomo è in grado di
contare" -
Certo,
ognuno può credere a quello che vuole, ma è un'offesa all'intelligenza, oltre
che alla Rivelazione di Dio, pretendere che da tanti simbolismi si possa
ricavare qualcosa di letterale. La logica impone che se i nomi delle tribù e il numero dei segnati sono
simbolici (come lo sono in effetti), anche la loro somma, 144.000, è un numero
simbolico. Ma se si vuole intendere il numero
Leggo nella rubrica "Domande dei lettori"
a pag. 30 del numero 1-5-2002 de
"E' ragionevole dire che la grande folla
adora Geova in uno dei cortili terreni del suo grande tempio spirituale, in
modo specifico quello che corrisponde al cortile esterno del tempio di Salomone.
In passato è stato detto che la grande folla si trova nell'equivalente
spirituale, o antitipo, del cortile dei gentili che esisteva ai giorni di Gesù.
Tuttavia ulteriori ricerche rivelano almeno cinque ragioni per pensare che non
è così."
L'articolo prosegue rettificando, in cinque punti, la
precedente comprensione non più ritenuta
valida. Poi conclude:
"I componenti della grande folla
esercitano fede nel sacrificio di riscatto di Gesù. Sono spiritualmente puri,
avendo 'lavato le loro lunghe vesti e avendole rese bianche nel sangue
dell'Agnello'. Quindi sono dichiarati giusti con la prospettiva di diventare
AMICI DI DIO (il maiuscoletto è nostro) e di sopravvivere alla grande
tribolazione. (Giacomo 2:23, 25) Sotto molti aspetti, sono come i proseliti in
Israele che accettavano il patto della Legge e adoravano Dio insieme agli
israeliti. Naturalmente quei proseliti non servivano nel cortile interno, dove
i sacerdoti assolvevano i loro compiti. E i componenti della grande folla non
sono nel cortile interno del grande tempio spirituale di Geova, cortile che
rappresenta la condizione di figli umani giusti e perfetti dei membri del
"sacerdozio santo" di Geova mentre sono sulla terra. (1 Pietro 2:5)
Ma come disse Giovanni l'anziano della visione, la grande folla è
effettivamente nel tempio, non in una specie di spirituale cortile dei gentili
fuori dell'area del tempio. Che privilegio! E questo sottolinea il bisogno che
ognuno di noi mantenga la purezza spirituale e morale!"
E’ il solito andirivièni
dottrinale per cui, ogni tanto, gli scrittori geovisti devono rettificare se
stessi; facciamo notare un paio di cose che, malgrado il "nuovo
intendimento", l'articolista ha lasciato inalterate nella
sostanza, ma che ripropone con concetti nuovi:
Si sorvola sul fatto che in precedenza avevano scritto che a quelli della grande folla non sono applicati i meriti del sacrificio di Cristo (vedi "Vita eterna nella libertà dei figli di Dio", pp.368, 371, 389- citazione già riportata nel capitolo Giustificazione). Adesso, apparentemente, anche questi "sono dichiarati giusti". Giusti, sì, ma non figli; con i meriti del sacrificio di Cristo costoro diventano invece … AMICI di Dio!!! Lo stesso sacrificio produce due risultati diversi: alcuni diventano "figli di Dio", altri "amici di Dio". Non ho memoria che nella Bibbia vi sia scritto qualcosa del genere. Ma proseguiamo:
Apocalisse 7:13-17: " Poi uno
degli anziani mi rivolse la parola, dicendomi: «Chi sono queste persone vestite
di bianco e da dove sono venute?» Io gli risposi: «Signor mio, tu lo
sai». Ed egli mi disse: «Sono quelli che vengono dalla grande tribolazione.
Essi hanno lavato le loro vesti, e le hanno imbiancate nel sangue dell'Agnello.
Perciò sono davanti al trono di Dio e lo servono giorno e notte, nel suo
tempio; e colui che siede sul trono stenderà la sua tenda su di loro. Non
avranno più fame e non avranno più sete, non li colpirà più il sole né alcuna
arsura; perché l'Agnello che è in mezzo al trono li pascerà e li guiderà alle
sorgenti delle acque della vita; e Dio asciugherà ogni lacrima dai loro
occhi»."
Giovanni vede persone "vestite di vesti bianche davanti al trono di Dio e nel tempio"! Chi sono queste persone? Deduciamo che siano le stesse dei versetti precedenti, e tutte servono nel Tempio. Niente autorizza quella divisione tra due classi di salvati, la "celeste" e la "terrena".
E dire che Rutherford in un primo momento scrisse quanto segue:
CENA DELLE NOZZE
"E l'angelo mi disse: Scrivi: Beati quelli che sono invitati alla cena delle nozze dell'Agnello. E mi disse: Queste sono le veraci parole di Dio" (19:9) E' stato detto che la "grande moltitudine" dell'Apocalisse 7:9 è la classe invitata alla cena delle nozze; ma tale concetto non può essere corretto. Il fatto che il versetto dice: "Beati quelli che sono invitati" basta a fare escludere la classe della 'tribolazione'. Questa è una delle sette beatitudini che si trovano in Apocalisse. (...) La benedizione è accordata al fedel residuo e a nessun altro. Perchè dovremmo credere che una seconda classe debba ricevere le benedizioni mentre tutti gli altri passi indicano che quelli che formano la "grande moltitudine" sono negligenti e rispondono alla chiamata troppo tardi per partecipare al convito dello Sposo? (Matteo 25:10) I "beati" sono i " chiamati ed eletti e fedeli" e nessun altro. (...) Molti di quelli che avevano ricevuto l'invito per la cena delle nozze avanzarono delle scuse (...) Questa parabola descrive esattamente ciò che fece la classe della "grande moltitudine"; essa è andata, cioè, cercando ogni qualità di scuse per giustificarsi della sua astensione dal servizio e dalla dedizione al Signore. (...) . Non è possibile che la "grande moltitudine si trova fra costoro (fra quelli che sono a tavola ndr). "LUCE" 2° vol pp.153-155- (1930).
Soltanto pochi anni dopo, la stessa persona scriverà:
"Sion era un glorioso tipo della capitale
organizzazione di Geova, composta di Cristo Gesù ed i 144.000 membri del corpo,
unti dallo spirito santo, e sopra il cui monte, antitipicamente, Cristo Gesù ed
i suoi membri del corpo hanno assunto stabile posizione; ivi essi sono
solidamente fortificati contro i nemici. (Apocalisse 14:1,3) Coloro che
comporranno la "grande moltitudine" non vengono però raffigurati che
siano stabiliti sul monte Sion. Tutte le persone di buona volontà che fuggono
ai monti come son comandati, e vi dimorano fedelmente sotto la valida
protezione di Cristo Gesù, finché sia passata Harmaghedon, saranno allora
liberati e formeranno la "grande moltitudine". "RELIGIONE"
pp 255,256. " ...le "altre pecore", che formano la
"grande moltitudine" e che vengono a Gerusalemme per adorare Geova,
essi dimoreranno sulla terra per sempre" IDEM p.332 - (1940).
Queste sono le basi di una delle dottrine fondamentali dei testimoni di Geova; basi molto fragili, come tutto il resto.E su queste basi oltre sei milioni di persone hanno riposto la loro fiducia e forse anche il loro destino eterno.
Spero con tutto il cuore che questo umile lavoro possa aprire gli occhi a qualcuno di quella "grande folla" alla quale dedico queste pagine.
Fratelli
Testimoni di Geova, se desiderate andare in giro con
