Paradiso negato

  

Un messaggio alla mente e al cuore dei

Testimoni di Geova

testi biblici della versione Nuova Riveduta

 

Si racconta di un pastore d'anime che frequentemente terminava i suoi sermoni sulla Bibbia dicendo: "Tutto questo valeva per quei tempi, ora non è più così". Tra i suoi parrocchiani vi era un uomo attempato che, ogni volta che sentiva tale frase, strappava dalla sua Bibbia quelle pagine. Venne Natale. Come tanti altri parrocchiani, anche quest'uomo fece un regalo al suo pastore. Ma, quando questi aprì il pacco trasalì nel vedere il contenuto: una Bibbia alla quale erano state strappate molte pagine! Stupito e indignato andò a visitare il donatore per chiedergli spiegazioni. Costui gli rispose con molta semplicità: "Questo è tutto quello che è rimasto della Bibbia dopo un anno di prediche che lei ha fatto nella nostra chiesa".

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Cari fratelli Testimoni di Geova,

sì, vi chiamo "fratelli", non tanto a motivo dei vincoli biologici, e ancor meno per spirito di provocazione, ma per la semplice constatazione che invochiamo lo stesso Dio come Padre. Questo non vi scandalizzi, così come io non mi sento sminuito: abbiamo in comune un Padre che ci ama e ci dà il privilegio di servirLo.

    Gli apostoli Paolo e Pietro rivolgendosi a coloro che avevano rinnegato e ucciso il Cristo li chiamavano "fratelli", sebbene fossero ormai teologicamente e formalmente divisi da loro. Se noi facessimo diversamente saremmo dei presuntuosi; e saremmo  bugiardi se continuassimo a dire di amare Dio.

     Fratelli, quindi. 

Voglio dirvi che apprezzo molto il vostro zelo e il vostro comportamento. Aggiungo che ritengo  sbagliato  bollarvi sommariamente come fanatici e settari, come certuni fanno, senza tener conto della sincerità della vostra fede e della vostra onestà come cittadini, genitori, lavoratori ecc. Solo la gretta superficialità può indurre a considerare "normali" o "fanatici settari" le persone in base al loro credo religioso trascurando che ipocrisia,  fanatismo e superficialità non risparmiano nemmeno le comunità religiose, indipendentemente dall' ortodossia di ciò che vi si professa. Un bell'abito non cambia la reputazione   della persona che l'indossa; nemmeno l'appiccicare una certa etichetta  a  qualcuno può farlo.

      Fratelli, ho studiato a fondo il vostro credo religioso, ma soprattutto ho avvicinato molti di voi col proposito di conoscervi per quello che siete realmente, senza pregiudizi. Alla fine ho imparato a rispettarvi e ad amarvi. Ma da questa mia esperienza è scaturito anche un sentimento di profondo turbamento. Sono turbato per quello che ho scoperto, che reputo di fondamentale importanza e che vi riguarda. Abbiate la cortesia di leggere questo scritto  fino in fondo, ne vale la pena perché è della Parola di Dio che voglio parlarvi.

AVVERTENZA:  l'autore si rivolge in prima persona ai destinatari di questo scritto col desiderio di instaurare con loro un rapporto confidenziale e diretto, non per sottolineare dei personalismi riguardo al contenuto del messaggio stesso il quale, anzi, prima ancora che patrimonio di ogni denominazione cristiana, è il cuore stesso del messaggio evangelico.

Figli di Dio

 

 “Vedete quale amore ci ha manifestato il Padre, dandoci di essere chiamati figli di Dio! E tali siamo. Per questo il mondo non ci conosce: perché non ha conosciuto lui. Carissimi, ora siamo figli di Dio, ma non è stato ancora manifestato ciò che saremo. Sappiamo che quand'egli sarà manifestato saremo simili a lui, perché lo vedremo com'egli è. E chiunque  ha questa speranza in lui, si purifica com'egli è puro.”  1 Giovanni 3:1-3

 

  infatti tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, sono figli di Dio. E voi non avete ricevuto uno spirito di servitù per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito di adozione, mediante il quale gridiamo: «Abbà! Padre!» Lo Spirito stesso attesta insieme con il nostro spirito che siamo figli di Dio. Se siamo figli, siamo anche eredi; eredi di Dio e coeredi di Cristo, se veramente soffriamo con lui, per essere anche glorificati con lui.” Romani 8:14-17. 

 

 

Figli di Dio! Sarà umanamente inconcepibile, ci sentiremo indegni fino a nasconderci, ma è Dio stesso che lo dice, e Dio non mente: siamo davvero figli Suoi.

     Ecco qui rivelato il carattere di Dio: se afferriamo la sua mano Egli non ci tratta da servi e nemmeno da sudditi, no! Ma, come nella parabola del figliuol prodigo, Egli non coglie l'occasione del nostro ritorno a Lui per rinfacciarci il nostro egoismo,  la nostra arroganza nei Suoi confronti e i nostri innumerevoli errori. No, ma ci stringe contento fra le Sue braccia mentre siamo ancora sporchi e cenciosi; poi ci riveste regalmente e ci ridona quello che avevamo perduto, la dignità regale:  eravamo "figli di Dio" e tali ancora Egli ci considera. Quale amore!

     Eppure, fratelli, qualcuno vi ha convinto che tutto questo non è per voi. Qualcuno vi ha detto che questa meravigliosa promessa di Dio è per pochi eletti,  non per voi.

     Davvero credete che Dio consideri figli Suoi un certo numero di persone soltanto, e le altre  le tratta come  sudditi? E dite di trovare proprio nella Parola di Dio un'idea simile?

      Riflettete, non è forse vero che un giorno "qualcun altro" vi ha detto che le cose stanno in questo modo e voi lo avete creduto?

     Qualcuno può avervi detto questo, ma nella Parola di Dio non è scritto così. Dio ci vuole come figli Suoi, assolutamente niente di meno che figli Suoi! Se così non fosse, potreste ancora amare Dio e chiamarlo "Padre"?  Perché mai lo chiamereste Padre se vi consideraste dei Suoi servitori e non dei figli veri?  Badate,  lo Spirito di Dio che agisce in noi, dice l'apostolo Paolo, è quello che grida "Abba", cioè, "Papà"!

     Chi siete disposti a credere, a quegli uomini che vi hanno insegnato che questa promessa è soltanto per pochi eletti, o allo Spirito di Dio che vi fa gridare "Padre"?

     E se volete credere a quegli uomini, a che cosa vi serve tenere in mano la Bibbia, un libro che farebbe delle belle promesse  a qualcuno che non siete voi? Avrebbe senso?

     No, io vi dico. Voi siete figli, figli di Dio e niente di meno. E se siete figli, a voi appartengono le promesse di Dio. Nel futuro regno di Dio, infatti, non vi sarà posto che per i figli di Dio. Tutti gli altri, quelli cioè, che non  hanno riconosciuto Dio come loro Padre non troveranno posto da nessuna parte.

Giustificazione

"Giustificati dunque per fede, abbiamo pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore, mediante il quale abbiamo anche avuto, per la fede, l'accesso a questa grazia nella quale siamo; e ci gloriamo nella speranza della gloria di Dio; … Dio … mostra la grandezza del proprio amore per noi in questo: che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi. Tanto più dunque, essendo ora giustificati per il suo sangue, saremo per mezzo di lui salvati dall'ira. Se infatti, mentre eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio mediante la morte del figlio suo, tanto più ora, che siamo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita. … Dunque, come con una sola trasgressione la condanna si è estesa a tutti gli uomini, così pure, con un solo atto di giustizia, la giustificazione che dà la vita si è estesa a tutti gli uomini. Infatti, come per la disubbidienza di un solo uomo i molti sono stati resi peccatori, così anche per l'ubbidienza di uno solo, i molti saranno costituiti giusti". Romani 5:1-2,8-10,18-19.

 

 "Ma se è per grazia, non è più per opere; altrimenti la grazia non è più grazia." Romani 11:6.

 

"sappiamo che l'uomo non è giustificato per le opere della legge ma soltanto per mezzo della fede in Cristo Gesù, e abbiamo anche noi creduto in Cristo Gesù per essere giustificati dalla fede in Cristo e non dalle opere della legge; perché dalle opere della legge nessuno sarà giustificato".  Galati 2:16.

 

 

"Infatti è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio. Non è in virtù di opere affinché nessuno se ne vanti;"  Efesini 2:8,9.

  

 

"Egli ci ha salvato non per opere giuste da noi compiute, ma per la sua misericordia, mediante il bagno della rigenerazione e del rinnovamento dello Spirito Santo. Tito 3:6.

 

 

 

   Cari fratelli, avete capito bene: non c'è niente che voi ed io possiamo fare per essere salvati; la salvezza è semplicemente un dono: un puro e semplice dono di Dio.

    La Parola del Signore dice che anche i nostri atti più giusti sono considerati da Dio come uno straccio sporco -Isaia 64:6- Che cosa mai potrebbe dare l'uomo a Dio in cambio della salvezza? - Matteo 16:26.

    L'uomo è peccatore sin dalla nascita. Non c'è sulla terra nemmeno un giusto: nel loro stato naturale, tutti gli uomini sono peccatori e privi della gloria di Dio -Rom. 3:10,23- quindi tutti hanno ugualmente bisogno della grazia di Dio, e Dio non fa distinzioni. Non c'è possibilità che qualcuno sia salvato per grazia e qualcun altro   per le opere. Se la salvezza fosse stata possibile per mezzo delle opere, non sarebbe stato necessario il sacrificio di Cristo. La morte di Cristo è la prova che l'unico prezzo che la giustizia di Dio reclamava era il sacrificio del suo stesso Figlio. Al di fuori di questo divino provvedimento non c'è possibilità di salvezza per nessuno.

     Eppure, fratelli, qualcuno vi ha convinto che le cose non stanno così. Qualcuno vi ha detto:

 

 "Vi è merito, naturalmente, nel fatto che quelli della grande folla 'hanno lavato le loro lunghe vesti e le hanno rese bianche nel sangue dell'Agnello', e questo merita in effetti una ricompensa … richiede che essi meritino la protezione di Dio su di loro durante il culmine della 'grande tribolazione'. La grande follanon ha dunque bisogno della giustificazione per fede e della giustizia imputata (nel sangue di Cristo)".   (Vita eterna nella libertà dei figli di Dio, pp.368, 371, 389).

 

      Cari fratelli Testimoni, questo punto è di vitale importanza, e dal momento che le vostre guide dicono una cosa del tutto diversa dalle Sacre Scritture, siete voi stessi che dovete decidere. Ognuno di voi deve decidere, per la propria salvezza, a chi credere:

 

 La Bibbia dice che non vi è salvezza al di fuori del sacrificio di Cristo - Atti 4:12.

 

 La Società Torre di Guardia vi dice che voi dovete meritate la salvezza per mezzo delle opere vostre. A voi la giustizia di Cristo non è imputata. Questo significa che non potete essere salvati dal sangue di Cristo come lo sono gli "unti", quei vostri fratelli particolari. Voi potete essere salvati a patto che facciate qualcosa, dovete meritarvi la salvezza!

 

     Sicché, Gesù Cristo sarebbe venuto a soffrire e a morire per salvare soltanto 144.000 uomini? Il resto del genere umano -miliardi di persone- invece potrebbe essere salvato se fa qualcosa di meritevole. E che cosa, esattamente, che non siano degli uomini, beninteso, ad averlo deciso? Dove è scritto nella Bibbia che bisogna meritare la salvezza? Siete proprio sicuri che sia questo ciò che insegna la Bibbia? Davvero la "grande folla che nessun uomo poteva contare" -Apocalisse 7:9- nella quale vi identificate, avrebbe soltanto un' opportunità, non la sicurezza di essere salvata? E' così che si devono intendere le parole: "senza spargimento di sangue, non c'è perdono -Ebrei 9:22";  "(Gesù) divenne, per tutti quelli che gli ubbidiscono, autore di salvezza eterna"- Ebrei 5:9;  "Perciò egli può salvare perfettamente quelli che per mezzo di lui si avvicinano a Dio" -Ebrei 7:25?

     Cari fratelli, ancora una volta vi invito alla riflessione. Temo grandemente per voi se continuerete a dare retta al pensiero umano piuttosto che alla rivelazione scritta di Dio. Capite perché vi dicevo all'inizio che sono profondamente turbato a vostro riguardo per quello che ho scoperto?

     Questo è forse l'aspetto più triste del vostro credo; come rimanervi indifferenti?

Alcune tra le pagine  più belle e consolanti delle Scritture, voi siete tenuti a leggerle con triste estraneità e senza provare gioia e gratitudine verso il Creatore: esse semplicemente non vi appartengono. Vi hanno detto che quelle parole sono state scritte soltanto per la consolazione di alcuni, non per voi.

      Io, però, vi dico: "Non credeteci"! Sia ringraziato Dio perché non è così che stanno le cose. In realtà non sono io, ma è la Bibbia che lo dice. Anche voi che credete, siete giustificati per fede dal sangue di Cristo, non può essere altrimenti; e la giustizia di Cristo è imputata anche a voi, indipendentemente dalle vostre opere.

Non "strappate" queste belle pagine dalla Bibbia!

Nuova nascita

"O ignorate forse che tutti noi, che siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte? Siamo dunque stati sepolti con lui mediante il battesimo nella sua morte, affinché, come Cristo è stato risuscitato dai morti mediante la gloria del Padre, così anche noi camminassimo in novità di vita. Perché se siamo stati totalmente uniti al lui in una morte simile alla sua, lo saremo anche in una risurrezione simile alla sua. Sappiamo infatti che il nostro vecchio uomo è stato crocifisso con lui affinché il corpo del peccato fosse annullato e noi non serviamo più al peccato." Romani 6:3-7.  

 

"Infatti quelli che sono secondo la carne, pensano alle cose della carne; invece quelli che sono secondo lo Spirito, pensano alle cose dello Spirito. Ma ciò che brama la carne è inimicizia contro Dio, perché non è sottomesso alla legge di Dio e neppure può esserlo, e quelli che sono nella carne non possono piacere a Dio. Voi però non siete nella carne ma nello Spirito, se lo Spirito di Dio abita veramente in voi. Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, egli non appartiene a lui. ma se Cristo è in voi, nonostante il corpo sia morto a causa del peccato, lo Spirito dà vita a causa della giustificazione. Se lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita in voi, colui che ha risuscitato Gesù Cristo dai morti vivificherà anche i vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi." Romani 8:5-11.  

 

"Gesù rispose: "In verità, in verità ti dico che se uno non è nato di nuovo non può vedere il regno di Dio". Giovanni 3:3.

 

     "In verità, in verità ti dico che se uno  non è nato d'acqua e di spirito non può vedere il regno di Dio. Quello che è nato dalla carne, è carne; e quello che è nato dallo Spirito, è Spirito" -Giovanni 3:5,6. "Perché chi semina per la sua carne mieterà corruzione dalla carne; ma chi semina per lo Spirito mieterà dallo Spirito vita eterna" -Galati 6:8 (leggere tutto il capitolo 5 della Lettera ai Galati).

 

 

 

Che cosa significa "nascere di nuovo"?

     Significa permettere a Dio di compiere un miracolo nella propria vita: morire a se stessi, al vecchio uomo, e rinascere come una nuova creatura che si fa guidare da Dio. Senza questo miracolo non c'è possibilità di salvezza: "…non può vedere il regno di Dio".

    Significa, questo, che alcuni sono "eletti" da Dio e  riceveranno tale trasformazione ed altri no? E' davvero questo il significato delle Scritture citate?

    Nemmeno per sogno! L'uomo naturale, cioè "quelli che sono nella carne -dice l'apostolo Paolo- non possono piacere a Dio … se qualcuno non ha lo Spirito di  Cristo, egli non appartiene a Lui" (leggere tutto il capitolo 8 della Lettera ai Romani).

    In questi passi non c'è l'idea che qualcuno "nascerà di nuovo", e qualcun altro, invece, no. Non si dice che, pur non nascendo di nuovo, si possa essere ugualmente salvati. Questi testi, e molti altri simili, ci prevengono dal coltivare l'illusione che si possa giungere alla salvezza senza Dio e senza la radicale trasformazione della natura umana ad opera dello Spirito Santo.

     La salvezza che Cristo compie nel credente, non è un concetto aleatorio. E' un'operazione concreta e fondamentale: il credente non "sarà"salvato; ma "è" salvato. Lo è nel momento stesso che permette a Cristo di dimorare dentro di sé:

 

 "Sono stato crocifisso con Cristo: non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me! La vita che vivo ora nella carne, la vivo nella fede nel Figlio di Dio il quale mi ha amato e ha dato se stesso per me" -Galati 2:20.   

 

 Fratelli testimoni, pensate davvero che voi possiate fare qualcosa per ottenere la salvezza eterna? Che cosa credete di poter  fare, aderire per esempio, ad una particolare associazione religiosa, oppure compiere un'opera particolare? 

     Cristo stesso vi dice che nessuno può fare alcunché per essere salvato. Il piano che Dio ha concepito per la salvezza dell'uomo non consiste soltanto nell'aver  mandato Suo Figlio nel mondo per essere crocifisso, ma anche nell' applicare il valore di questo sacrificio nel credente che, a sua volta, deve morire all'uomo che è per risorgere a vita nuova. Si tratta di un'operazione di "chirurgia divina", comunque non è una scelta facoltativa, se uno anela alla salvezza. Lo credete anche voi?  Lo spero vivamente, altrimenti la vostra fede è inutile come le vostre opere.

Santificazione

"Così anche voi fate conto di essere morti al peccato, ma viventi a Dio, in Cristo Gesù. Non regni dunque il peccato nel vostro corpo mortale per ubbidire alle sue concupiscenze; e non prestate le vostre membra al peccato,  come strumenti d'iniquità; ma presentate voi stessi a Dio, come di morti fatti viventi, e le vostre membra come strumenti di giustizia a Dio". Romani 6:11-13.  

 

" liberati dal peccato, siete diventati servi della giustizia. Parlo alla maniera degli uomini a causa della debolezza della vostra Carne; poiché, come già prestaste le vostre membra a servizio dell'impurità e dell'iniquità per commettere l'iniquità, così prestate ora le vostre membra a servizio della giustizia per la santificazione. Perché quando eravate schiavi del peccato, eravate liberi riguardo alla giustizia. Quale frutto dunque avevate allora? Di queste cose ora vi vergognate, poiché la loro fine è la morte. Ma ora, liberati dal peccato e fatti servi a Dio, avete per frutto la vostra santificazione e per fine la vita eterna; perché il salario del peccato è la morte, ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù nostro Signore".  Romani 6:18-23

 

 

Anche se stiamo considerando separatamente i concetti della giustificazione, della nuova nascita e della santificazione, essi vanno intesi come aspetti diversi di un unico processo, la conversione a Dio. L'iniziativa è di Dio, è lui stesso che chiama a sé il peccatore e gli offre la redenzione.

Anche il pentimento, che è la condizione preliminare della salvezza, è opera dello Spirito di Dio che sensibilizza la coscienza dell'uomo e gli permette di rendersi conto del suo stato di necessità, del suo bisogno di convertirsi a Lui. A colui che asseconda quest'opera silenziosa che Dio compie nel suo cuore, viene imputata la giustizia di Cristo: Dio lo considera giusto, non perché lo meriti, ma perché Gesù Cristo è morto al suo posto. La giustizia di Dio, che reclamava la morte del trasgressore della Sua legge, è soddisfatta dal prezzo pagato sulla croce. Di conseguenza, l'uomo è affrancato dalla morte, riscattato dal sangue di Cristo.

     L'uomo è perdonato, il suo passato è cancellato. Il pentimento lo ha portato a convertirsi, a cambiare cioè totalmente il suo modo di pensare e di comportarsi: egli nasce di nuovo, diventa una nuova creatura  orientata a compiere la volontà di Dio, grazie  all'azione dello Spirito Santo. Questo nuovo modo di vivere si chiama santificazione.

     La santificazione, quindi, non può essere considerata un optional, una scelta facoltativa perché, se il passato del peccatore è stato cancellato con un atto, per così dire, legale, d'ora in poi gli si richiede che si comporti da cittadino che vive rispettando le leggi divine. Umanamente parlando, non si grazia un detenuto perché egli continui a delinquere, ma perché dia prova d'essersi emendato vivendo nel rispetto delle leggi.

"Come Colui che vi ha chiamati è santo, anche voi siate santi in tutta la vostra condotta, poiché sta scritto: Siate santi, perché io sono santo" 1 Pietro 1:15,16. Senza la santificazione "… nessuno vedrà il Signore"  -Ebrei 12:14.

     La santificazione è il naturale risultato della nuova vita in Cristo, è il proseguimento di quel processo innescato da Dio nella vita del credente che progredisce mostrando i segni concreti della fede operante.

    In questo processo sono integrate, perciò, le opere. Le opere non hanno valore per la giustificazione perché "… è per grazia che siete stati  salvati, senza le opere"; nemmeno a salvezza compiuta le opere hanno valore meritorio perché, dice l'apostolo Paolo,  "… Dio (le) ha precedentemente preparate affinché le praticassimo" -Efesini 2:1-10. Le opere cristiane, infatti, sono solo quelle Dio stesso ispira, diversamente anche in questo  cadremmo nell'errore.

     Cari fratelli testimoni di Geova, siete ancora convinti che Dio abbia spartito gli uomini in due categorie distinte, delle quali UNA soltanto è beneficiaria di questa meravigliosa opera divina? Comprendete adesso che senza questo processo non c'è salvezza per nessuno? Che la questione non è "chi andrà in cielo e chi resterà sulla terra", ma "chi è salvato e chi no"? Siete convinti adesso che il riscatto di Gesù Cristo è stato pagato per tutti gli uomini indistintamente (sebbene molti scelgano di non beneficiarne) e che tutti quelli che credono in lui sono perfettamente salvati, che non esiste un paradiso di seconda classe?

     Oppure credete che le pagine della Bibbia che contengono queste meravigliose promesse devono essere virtualmente strappate perché non si riferiscono al vostro caso? Rileggetele attentamente, e pregate Dio che ve le faccia comprendere pienamente. Non permettete a nessuno di negarvi il paradiso che Dio, non un uomo, vuole offrirvi. "Infatti con un'unica offerta egli ha reso perfetti per sempre quelli che sono santificati" -Ebrei 10:14.

Salvezza

" Perciò egli può salvare perfettamente quelli che per mezzo di lui si avvicinano a Dio".   Ebrei 7:25  

 

"(Gesù) è entrato una volta per sempre nel luogo santissimo … col proprio sangue. Così ci ha acquistato una redenzione eterna".    Ebrei 9:12  

 

"In verità, in verità vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha vita eterna; e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita".   Giovanni 5:24  

 

 

 

 

Gesù è morto per tutti gli uomini perché sono tutti peccatori. La morte di Gesù Cristo è il prezzo di riscatto che la giustizia di Dio offesa reclamava.

     La salvezza del peccatore è perfetta, non  parziale;  è eterna, non temporanea; è assoluta, non relativa. Non c'è un solo versetto biblico che dica il contrario, altrimenti la salvezza non sarebbe veramente tale e il sacrificio di Cristo rasenterebbe la commedia.  

     Colui  che si rimette a Cristo come suo personale salvatore ha la certezza di essere salvato, anzi, è già salvato. Gesù Cristo non gli dà  un'opportunità di salvezza, ovvero, la possibilità di essere messo alla prova in un secondo momento: questo vorrebbe dire che il suo sacrificio non è stato sufficiente. Non solo, ma alla fine, chi supererebbe tale ipotetica  prova si salverebbe in virtù delle proprie opere. Non c'è menzogna più grande di questa perché colpisce al cuore dell'evangelo.

"Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui (avrà un'opportunità di salvezza? No, ma …) non perisca, ma abbia vita eterna" -Giovanni 3:16.

"Dio ha tanto amato il mondo …"  Potrebbe essere considerato amore il comportamento di un Dio che  risuscita miliardi di esseri umani unicamente per  provare la loro fedeltà per mille anni? Questo non è l'Evangelo. Dio salva il peccatore perché in lui Egli vede Suo Figlio, Gesù, che ha preso il suo posto.

     Qualcuno dirà che la necessità di tale prova è data dal fatto che non tutti hanno avuto la possibilità di conoscere l'evangelo, quindi, di accettarlo o di rifiutarlo. Parrebbe una spiegazione plausibile, ma la Parola di Dio non avvalla questa ipotesi. Leggiamo alcuni testi:

"Infatti, tutti coloro che hanno peccato senza legge periranno pure senza legge; e tutti coloro che hanno peccato avendo la legge saranno giudicati in base a quella legge; perché non quelli che ascoltano la legge sono giusti davanti a Dio, ma quelli che l'osservano saranno giustificati. Infatti quando degli stranieri, che non hanno legge, adempiono per natura le cose richieste dalla legge, essi, che non hanno legge, sono legge a sé stessi; essi dimostrano che quanto la legge comanda è scritto nei loro cuori, perché la loro coscienza ne rende testimonianza e i loro pensieri si accusano o anche si  scusano a vicenda. Tutto ciò si vedrà nel giorno in cui Dio giudicherà i segreti degli uomini per mezzo di Gesù Cristo, secondo il mio vangelo". -Romani 2:12-16.

Da ciò che dice l'apostolo Paolo, la salvezza o la condanna sono in diretta conseguenza con ciò che gli uomini hanno compiuto in vita. Non c'è un'altra opportunità dopo questa vita.

"Come è stabilito che gli uomini muoiano una volta sola, dopo di che viene il giudizio" Ebrei 9:27.

"Non vi meravigliate di questo; perché l'ora viene in cui tutti quelli che sono nelle tombe udranno la sua voce e ne verranno fuori; quelli che hanno operato bene, in risurrezione di vita; quelli che hanno operato male, in risurrezione di giudizio." Giovanni 5:28,29.

Salvati o condannati, dunque. Se vi fosse una terza possibilità la Bibbia non ne farebbe menzione? La Bibbia tace completamente su questo, però dice qualcos'altro:

"E vidi le anime di quelli che erano stati decapitati per la testimonianza di Gesù e per la parola di Dio, e di quelli che non avevano adorato la bestia né la sua immagine e non avevano ricevuto il suo marchio sulla loro fronte e sulla loro mano. Essi tornarono in vita e regnarono con Cristo per mille anni: Gli altri morti non tornarono in vita prima che i mille anni fossero trascorsi. Questa è la prima risurrezione. Beato e santo è colui che partecipa alla prima risurrezione. Su di loro non ha potere la morte seconda, ma saranno sacerdoti di Dio e di Cristo e regneranno con lui quei mille anni. Quando i mille anni saranno trascorsi, Satana sarà sciolto dalla sua prigione e uscirà per sedurre le nazioni che sono ai quattro angoli della terra, Gog e Magog, per radunarle alla battaglia: il loro numero è come la sabbia del mare. E salirono sulla superficie della terra e assediarono il campo dei santi e la città diletta; ma un fuoco dal cielo discese e le divorò. E il diavolo che le aveva sedotte fu gettato nello stagno di fuoco e di zolfo, dove sono anche la bestia e il falso profeta e saranno tormentati giorno e notte, nei secoli dei secoli. (14) Poi la morte e il soggiorno dei morti furono gettati nello stagno di fuoco. Questa è la morte seconda, cioè lo stagno di fuoco" -Apocalisse 20:1-10,14.

Tralasciando le varie implicazioni di questo testo, facciamo notare soltanto che :

a)     I salvati regneranno con Cristo per mille anni.

b)    Quelli che non saranno salvati risorgeranno quando saranno finiti i mille anni per essere puniti.

c)     Durante i mille anni non avviene nessun ammaestramento delle nazioni in virtù del quale  queste debbano poi sostenere una prova alla fine del millennio. Il testo dice che, terminato il millennio, Satana raccoglie i malfattori di tutti i tempi per lanciarli in battaglia contro la città di Dio, ma essi vengono distrutti.

 

Fratelli testimoni, se sperate in una salvezza che si compirà:

1)    senza Cristo, ma con la vostra prova di fedeltà

2)    dopo un periodo di prova della durata di mille anni

significa che il sacrificio di Cristo è stato inutile per voi; significa anche coltivare una pericolosa illusione, perché tutto questo e l'esatto contrario del messaggio dell'Evangelo.

Un'altra pagina della Bibbia da "strappare", forse la più importante.

Giudizio

"Chi crede in lui non è giudicato; chi non crede in lui è già giudicato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio" Giovanni 3:18  

"In verità, in verità vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha vita eterna; e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita" Giovanni 5:24  

"Non c'è dunque più nessuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù, perché la legge dello Spirito della vita in Cristo Gesù mi ha liberato dalla legge del peccato e della morte. Romani 8:1,2

 

Non è esatto dire che i credenti non saranno giudicati del tutto. Il giudizio dei credenti avviene prima della fine: "Infatti è giunto il tempo in cui il giudizio deve cominciare dalla casa di Dio; e se comincia prima da noi, quale sarà la fine di quelli che non ubbidiscono al vangelo di Dio?" -1 Pietro 4:17.

     Ogni giudizio ha una fase istruttoria; ma quando il Signore Gesù ritornerà, il giudizio sarà esecutivo. In vita ogni essere umano sceglie con chi stare: chi sta dalla parte di Dio, è già in salvo; gli altri sono già condannati. Oggi questo non è visibile, ma nell'ultimo giorno sarà rivelato (vedi Matteo cap. 2531-46; 13:24-30).

     Una cosa è certa, il giudizio esecutivo è l'ultimo atto del dramma umano; con esso si chiude il tempo e si spalanca l'eternità.

 

Risurrezione

"Se lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita in voi, ; colui che ha risuscitato Cristo Gesù dai morti vivificherà anche i vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi" … aspettando l'adozione, la redenzione del nostro corpo". Perché  quelli che ha preconosciuti, li ha pure predestinati a essere conformi all'immagine del Figlio suo, affinché egli sia il primogenito tra molti fratelli". Romani 8:11, 22, 29  

 

"Quanto a noi, la nostra cittadinanza è nei cieli, da dove aspettiamo anche il nostro Salvatore, Gesù Cristo, il Signore, che trasformerà il corpo della nostra umiliazione rendendolo conforme al corpo della sua gloria". Filippesi 3:20,21

 

"Poiché, come tutti muoiono in Adamo, così anche in Cristo saranno tutti vivificati; ma ciascuno al suo turno: Cristo, la primizia; poi quelli che sono di Cristo alla sua venuta; poi verrà la fine, … Così è pure della risurrezione dei morti. Il corpo è seminato corruttibile e risuscita incorruttibile; è seminato ignobile e risuscita glorioso; è seminato debole e risuscita potente; è seminato corpo naturale e risuscita corpo spirituale. Se c'è un corpo naturale, c'è anche un corpo spirituale. Così anche sta scritto: Il primo uomo, Adamo, divenne anima vivente; l'ultimo Adamo è spirito Vivificante. Però, ciò che è spirituale non viene prima; ma Prima ciò che è naturale; poi viene ciò che è spirituale. Il primo uomo, tratto dalla terra, è terrestre; il secondo uomo è dal cielo. Quale è il terrestre, tali sono anche i terrestri; e quale è il celeste tali saranno anche i celesti. E come abbiamo portato l'immagine del terrestre, così porteremo l'immagine del celeste. Ecco, io vi dico un mistero: non tutti morremo, ma Tutti saremo trasformati, in un momento, in un batter d'occhio, al suono dell'ultima tromba. Perché la tromba squillerà, e i morti in Cristo risusciteranno incorruttibili, e noi saremo trasformati. Infatti bisogna che questo corruttibile rivesta incorruttibilità e che questo mortale rivesta immortalità". 1 Corinzi 15:22, 23, 42-49, 51-54; però, leggere tutto il capitolo.  

 

Con questi testi l'apostolo Paolo alimenta la grande speranza della fede, la vita futura. Ci dice anche alcune cose importanti con queste parole: " … io vi dico un mistero…" svelandoci, così, qualcosa che prima non era del tutto chiaro a molti: la risurrezione.

     Egli, prima di tutto, rassicura i credenti che essi non hanno sperato solo per questa vita (1 Cor. 15: 12-20). Poi dichiara  che "tutti  i credenti saranno vivificati" (v.22), secondo quest'ordine: Cristo è stato il  primo, quindi quelli che hanno  creduto in lui, alla sua parousia. Poi verrà la fine.

    Tutti i credenti saranno trasformati (v. 51): come tutti hanno portato l'immagine dell'uomo naturale, così, tutti porteranno l'immagine dell'uomo spirituale. La trasformazione avverrà "in un batter d'occhio", sebbene a risorgere saranno per primi i credenti che riposano nella morte (vv. 51,22). Tutto questo (compreso il suono della tromba) è confermato nella lettera di Paolo ai Tessalonicesi:

"Fratelli, non vogliamo che siate nell'ignoranza riguardo a quelli che dormono, affinché non siate tristi come gli altri che non hanno speranza. Infatti, se crediamo che Gesù morì e risuscitò, crediamo pure che Dio, per mezzo di Gesù, ricondurrà con lui quelli che si sono addormentati. Poiché vi diciamo questo fondandoci sulla parola del Signore: che noi viventi, i quali saremo rimasti fino alla venuta del Signore, non precederemo quelli che si sono addormentati; perché il Signore stesso, con un ordine, con voce d'arcangelo e la tromba di Dio, scenderà dal cielo, e prima risusciteranno i morti in Cristo; poi noi viventi, che saremo rimasti, verremo rapiti con loro, sulle nuvole, a incontrare il Signore nell'aria; e così saremo sempre con il Signore": 1 Tessalonicesi 4:13-18.

     Come si vede, non esiste l'idea di una divisione in due categorie: una celeste e l'altra terrestre; cioè una che andrà a stare in cielo e l'altra che rimarrà sulla terra; una spirituale, l'altra carnale. Tutti saranno trasformati in esseri gloriosi. Non esiste nemmeno l'idea di una traslazione individuale di alcuni, "man mano che muoiono": quando Cristo ritornerà (parousia) tutti i morti nella fede risorgeranno contemporaneamente e saranno trasformati, come saranno trasformati, immediatamente dopo, i fedeli che Cristo troverà viventi, per fare un corpo unico che seguirà il Signore.

 (NOTA: le implicazioni di tutto questo, per es.:  "dove i salvati vivranno, se sulla terra o in cielo", non sono trattati in questo luogo. Qui si vuole mettere in evidenza che i redenti riceveranno tutti lo stesso trattamento. Citiamo soltanto l'esposizione di alcune correnti teologiche come un modo possibilista di armonizzare le varie affermazioni del Nuovo Testamento a riguardo: 1) Gesù Cristo ritorna; i credenti che sono morti risuscitano e quelli che sono in vita al suo ritorno vengono trasformati. Tutti i salvati di tutti i tempi si incontrano con il Signore che li conduce in cielo dove risiederanno per mille anni. Inizia il Millennio. 2) Durante il Millennio i salvati sono in cielo con Cristo dove, secondo le parole di Paolo, essi giudicano gli angeli ribelli. I reprobi sono tutti morti. La terra è completamente deserta; Satana è "legato". E' possibile anche che la fase dibattimentale del giudizio dei reprobi avvenga durante il Millennio. 3) Alla fine del Millennio tutti i salvati, insieme a Gesù, ritornano sulla terra. Nel contempo avviene la risurrezione di tutti i malvagi  che, aizzati da Satana, tentano invano di sopraffare la santa città di Dio, come è descritto in Apocalisse cap. 20. I malvagi vengono annientati, la terra restaurata, Dio abita con il suo popolo redento).

 

     Un'altra cosa fondamentale è la risurrezione del corpo. Alcuni credono che per 144.000 persone vi sarà una risurrezione come esseri spirituali, senza il corpo. La Parola di Dio, invece, parla della  "redenzione del corpo" : "(Dio) vivificherà anche i vostri corpi mortali" - Romani 8:11, 23; Filip. 3:20,21.

     A questo punto sorgono spontanee alcune domande, fratelli testimoni di Geova: quando gli unti  muoiono, vanno in cielo con il corpo? Il loro corpo subisce la trasformazione da terrestre a celeste? (Benché l'apostolo Paolo parli di corpi celesti, sempre di corpi si tratta). E non è forse vero che gli unti dovrebbero traslare in cielo tutti insieme, come abbiamo appena visto? Se è vero che sta avvenendo la traslazione individuale degli unti rimanenti al momento della loro morte, non dovrebbero essere trasformati anche quegli  unti che Gesù ha trovato viventi, dato che la  sua parousia sarebbe avvenuta nel 1914 -1 Tess. 4:13-18?

Se tutto questo non sta avvenendo, fratelli testimoni di Geova, avete un'altra prova che qualcuno sta tentando di defraudarvi del dono che Dio vuole farvi, facendovi credere che per alcuni vi sarà un paradiso di prima classe e per voi, ammesso che così stiano le cose, un paradiso di seconda classe:

"Quanti vanno in cielo? Quelli che sono da Dio chiamati per partecipare a tale servizio celeste sono pochi di numero. … sono un 'piccolo gregge'. Comunque il 'piccolo gregge' che va in cielo non è il solo a ricevere la salvezza. … avranno felici sudditi terreni. Gesù si riferì a questi come alle sue 'altre pecore', di cui 'una grande folla' anche ora presta fedelmente servizio a Dio (Gv. 10:16; Riv. 7:9-15)" - "La verità che conduce alla vita eterna, pagg. 77,78.

 Attenzione perché il premio che Dio offre è uguale per tutti: o voi stendete la vostra mano e l'afferrate, oppure, rischiate di restare fuori anche da quella specie di paradiso di second'ordine che vi stanno promettendo, semplicemente perché esso non ci sarà mai.

 

Promesse …  

"Il vostro cuore non sia turbato; abbiate fede in Dio,   e abbiate fede anche in me! Nella casa del Padre mio ci sono molte dimore; se no, vi avrei detto forse che io vado a prepararvi un luogo? Quando sarò andato e vi avrò preparato un luogo, tornerò e vi accoglierò presso di me, affinché dove sono io, siate anche voi" Giovanni 14:1-3  

"perché siete tutti figli di Dio per la fede in Cristo Gesù. Infatti voi tutti che siete stati battezzati in Cristo vi siete rivestiti di Cristo. Non c'è qui né Giudeo né Greco; non c'è né maschio né femmina; perché voi tutti siete uno in Cristo Gesù. Se siete di Cristo, siete dunque discendenza di Abramo, eredi secondo la promessa" Galati 3:26-29  

 

"Quando Cristo, la vita nostra, sarà manifestato, allora anche voi sarete con lui manifestati in gloria"   Colossesi 3:4  

 

"Vedete quale amore ci ha manifestato il Padre, dandoci di essere chiamati figli di Dio! E tali siamo. … carissimi, ora siamo figli di Dio, ma non è stato ancora manifestato ciò che saremo. Sappiamo che quand'egli sarà manifestato saremo simili a lui, perché lo vedremo com'egli è.   1 Giovanni 3:1,2  

 

… per voi, fratelli testimoni di Geova.

 

Alcuni cenni storici  

     La letteratura della Società Torre di Guardia ignorava la suddivisione in due classi dei credenti fino all'anno 1935. Fu  Rutherford, secondo Presidente della Società, che suddivise i suoi seguaci in due classi erigendo come un muro  tra loro: la classe degli unti, considerati fratelli di Gesù Cristo, spesso definito piccolo gregge o 144.000 eletti; e la classe della grande folla,detta anche  le altre pecore.

     Di tante dottrine insegnate da Rutherford poco o niente è rimasto, egli stesso oggi difficilmente potrebbe far parte di quello stesso movimento che diresse per ben 25 anni. I suoi libri sono stati relegati nel dimenticatoio, specialmente i due volumi "Luce" che erano un commento alle profezie di Daniele, Ezechiele e Apocalisse, profezie che sono state re-interpretate dopo la sua scomparsa. Eppure, di quest'uomo che commise molti errori dottrinali, che fu smentito clamorosamente dalle profezie che fece (al punto che una volta si autodefinì asino), si è mantenuta questa sua divisione in classi dei testimoni.

     Il fatto più tragico è che coloro che ogni giorno si associano a questa organizzazione religiosa non si rendono conto delle conseguenze di questo aspetto della dottrina dei Testimoni che li riguarda maggiormente. Restano come abbagliati da quel paradiso che hanno contemplato nelle illustrazioni de La Torre di Guardia (la pubblicazione di punta dell'associazione), nelle quali compaiono  soltanto coppie bellissime e felici, con bambini che giocano con i leoni, su una terra nella quale non manca nulla: dal ruscello agli alberi di gustosa frutta, dalla villa privata al terreno col prato inglese; il tutto immerso in un paesaggio idilliaco!

     E non si accorgono, per esempio, che rinunciando a mangiare i simboli della Santa Cena (Comunione), istituita dal Signore, rinunciano alla comunione col corpo e col sangue di Gesù Cristo! Inoltre, dicono,  Gesù Cristo non è il loro Mediatore e i meriti del  sangue che egli ha versato sulla croce non si applicano loro. Ci chiediamo se si accorgono che questo, in pratica, li esclude dalla salvezza. Mentre  144.000 tra loro godono di privilegi speciali con la speranza di vivere in cielo con Gesù, tutti gli altri, che formano la grande folla, hanno la speranza di vivere per sempre sulla terra; la condizione posta (oltre quella di essere, naturalmente, testimoni di Geova) è quella di superare la prova dopo il regno millenario di Gesù Cristo.

     Il piccolo gregge (Luca 12:32) di 144.000 eletti (Apoc.7:4), è distinto dalle altre pecore (Gv.10:16) o grande folla (Apoc. 7:9)! Non capiscono che la distinzione che Gesù faceva era fra ebrei e pagani, e tuttavia  egli precisò: "vi sarà un solo gregge e un solo pastore" (Gv. 10:16). Non pongono mente neppure al fatto che, come i 144.000, anche la grande folla è in cielo (Apoc. 7:9, 15-17), che anche la grande folla "ha lavato le sue vesti nel sangue dell'Agnello" -Apoc.7:14. 

     Dicevamo che "stranamente" questa divisione, pur essendo nata dalla fantasia di un uomo che oggi non potrebbe nemmeno definirsi testimone di Geova, tanto diverse sarebbero le sue credenze, è rimasta. Non è però tanto strano se si dà credito a fonti "interne"(ex tdG) molto autorevoli, secondo le quali essa è servita a concentrare in poche mani il potere della Società Torre di Guardia, cioè in quelle del Corpo Direttivo  (poco più di una dozzina di persone), che  gestisce i beni societari ed esercita il controllo della dottrina geovista.

Vediamo da vicino le  basi bibliche sulle quali la Società ha operato questa divisione:

 

"Poi guardai e vidi l'Agnello

Espressione simbolica

Che stava in piedi sul monte Sion

Espressione simbolica

E con lui erano 144.000 persone

ESPRESSIONE LETTERALE

Che avevano il suo nome e il nome di suo Padre scritto sulla fronte.

Espressione simbolica

Udii una voce dal cielo simile a un fragore di grandi acque

Espressione simbolica

e al rumore di un forte tuono;

Espressione simbolica

e la voce che udii era come il suono prodotto da arpisti che suonano le loro arpe.

Espressione simbolica

Essi cantavano un cantico nuovo

Espressione simbolica

davanti al trono e davanti alle quattro creature viventi

Espressione simbolica

e agli anziani

Espressione simbolica

Nessuno poteva imparare il cantico

Espressione simbolica

se non i 144.000

ESPRESSIONE LETTERALE

che sono stati riscattati dalla terra

Espressione simbolica

Essi sono quelli che non si sono contaminati con donne, poiché sono vergini …"     -Apocalisse 14:1-4

Espressione simbolica

 

della tribù di Giuda 12.000 segnati

tribù  e numero simbolici

della tribù di Ruben 12.000 segnati

"

della tribù di Gad 12.000 segnati

"

della tribù di Aser 12.000 segnati

"

della tribù di Neftali 12.000 segnati

"

della tribù di Manasse 12.000 segnati

"

della tribù di Simeone 12.000 segnati

"

della tribù Levi 12.000 segnati

"

della tribù di Issacar 12.000 segnati

"

della tribù di Zabulon 12.000 segnati

"

della tribù di Giuseppe 12.000 segnati

"

della tribù di Beniamino 12.000 segnati

"

tribù e numero simbolici   -Apocalisse  7:4-8

Il totale  =  144.000  è  LETTERALE

 

"In quanto al numero 144.000 è ragionevole prendere questo numero alla lettera poiché è contrapposto alla "grande folla" che nessun uomo è in grado di contare" -La Torre di Guardia 15-12-1960 .

     Certo, ognuno può credere a quello che vuole, ma è un'offesa all'intelligenza, oltre che alla Rivelazione di Dio, pretendere che da tanti simbolismi si possa ricavare qualcosa di letterale. La logica impone che se i nomi  delle tribù e il numero dei segnati sono simbolici (come lo sono in effetti), anche la loro somma, 144.000, è un numero simbolico. Ma se si vuole intendere il numero 144.000 in maniera letterale, anche le tribù d'Israele lo dovranno essere.

Leggo nella rubrica "Domande dei lettori" a pag. 30 del numero  1-5-2002 de La Torre di Guardia:

"In quale parte del tempio di Geova rendeva sacro servizio la "grande folla" vista da Giovanni? -Rivelazione (Apocalisse) 7:9-15."

Questa è la risposta che ne segue:

"E' ragionevole dire che la grande folla adora Geova in uno dei cortili terreni del suo grande tempio spirituale, in modo specifico quello che corrisponde al cortile esterno del tempio di Salomone. In passato è stato detto che la grande folla si trova nell'equivalente spirituale, o antitipo, del cortile dei gentili che esisteva ai giorni di Gesù. Tuttavia ulteriori ricerche rivelano almeno cinque ragioni per pensare che non è così."

 

L'articolo prosegue rettificando, in cinque punti, la precedente comprensione non più ritenuta valida. Poi conclude:

 

"I componenti della grande folla esercitano fede nel sacrificio di riscatto di Gesù. Sono spiritualmente puri, avendo 'lavato le loro lunghe vesti e avendole rese bianche nel sangue dell'Agnello'. Quindi sono dichiarati giusti con la prospettiva di diventare AMICI DI DIO (il maiuscoletto è nostro) e di sopravvivere alla grande tribolazione. (Giacomo 2:23, 25) Sotto molti aspetti, sono come i proseliti in Israele che accettavano il patto della Legge e adoravano Dio insieme agli israeliti. Naturalmente quei proseliti non servivano nel cortile interno, dove i sacerdoti assolvevano i loro compiti. E i componenti della grande folla non sono nel cortile interno del grande tempio spirituale di Geova, cortile che rappresenta la condizione di figli umani giusti e perfetti dei membri del "sacerdozio santo" di Geova mentre sono sulla terra. (1 Pietro 2:5) Ma come disse Giovanni l'anziano della visione, la grande folla è effettivamente nel tempio, non in una specie di spirituale cortile dei gentili fuori dell'area del tempio. Che privilegio! E questo sottolinea il bisogno che ognuno di noi mantenga la purezza spirituale e morale!"   

 

E’ il solito andirivièni dottrinale per cui, ogni tanto, gli scrittori geovisti devono rettificare se stessi; facciamo notare un paio di cose  che, malgrado il "nuovo intendimento",  l'articolista ha lasciato  inalterate nella sostanza, ma che ripropone con concetti nuovi:

 

 Si sorvola sul fatto che in precedenza avevano scritto che a quelli della grande folla non sono applicati i meriti del sacrificio di Cristo (vedi "Vita eterna nella libertà dei figli di Dio", pp.368, 371, 389- citazione già riportata nel capitolo Giustificazione).  Adesso, apparentemente, anche  questi "sono dichiarati giusti". Giusti, sì, ma non figli; con i meriti del sacrificio di Cristo costoro diventano invece … AMICI di Dio!!! Lo stesso sacrificio produce due risultati diversi: alcuni diventano "figli di Dio", altri "amici di Dio". Non ho memoria che nella Bibbia vi sia scritto qualcosa del genere. Ma proseguiamo:

 Apocalisse 7:13-17: " Poi uno degli anziani mi rivolse la parola, dicendomi: «Chi sono queste persone vestite di bianco e da dove sono venute?»  Io gli risposi: «Signor mio, tu lo sai». Ed egli mi disse: «Sono quelli che vengono dalla grande tribolazione. Essi hanno lavato le loro vesti, e le hanno imbiancate nel sangue dell'Agnello. Perciò sono davanti al trono di Dio e lo servono giorno e notte, nel suo tempio; e colui che siede sul trono stenderà la sua tenda su di loro. Non avranno più fame e non avranno più sete, non li colpirà più il sole né alcuna arsura; perché l'Agnello che è in mezzo al trono li pascerà e li guiderà alle sorgenti delle acque della vita; e Dio asciugherà ogni lacrima dai loro occhi»."

 Giovanni vede persone "vestite di vesti bianche davanti al trono di Dio e nel tempio"! Chi sono queste persone? Deduciamo che siano le stesse dei versetti precedenti, e tutte servono nel Tempio. Niente autorizza quella divisione tra due classi di salvati, la "celeste" e la "terrena".

 

E dire che Rutherford in un primo momento scrisse quanto segue:

CENA DELLE NOZZE

"E l'angelo mi disse: Scrivi: Beati quelli che sono invitati alla cena delle nozze dell'Agnello. E mi disse: Queste sono le veraci parole di Dio" (19:9) E' stato detto che la "grande moltitudine" dell'Apocalisse 7:9 è la classe invitata alla cena delle nozze; ma tale concetto non può essere corretto. Il fatto che il versetto dice: "Beati quelli che sono invitati" basta a fare escludere la classe della 'tribolazione'. Questa è una delle sette beatitudini che si trovano in Apocalisse. (...) La benedizione è accordata al fedel residuo e a nessun altro. Perchè dovremmo credere che una seconda classe debba ricevere le benedizioni mentre tutti gli altri passi indicano che quelli che formano la "grande moltitudine" sono negligenti e rispondono alla chiamata troppo tardi per partecipare al convito dello Sposo? (Matteo 25:10) I "beati" sono i " chiamati ed eletti e fedeli" e nessun altro. (...) Molti di quelli che avevano ricevuto l'invito per la cena delle nozze avanzarono delle scuse (...) Questa parabola descrive esattamente ciò che fece la classe della "grande moltitudine"; essa è andata, cioè, cercando ogni qualità di scuse per giustificarsi della sua astensione dal servizio e dalla dedizione al Signore. (...) . Non è possibile che la "grande moltitudine si trova fra costoro (fra quelli che sono a tavola ndr). "LUCE" 2° vol pp.153-155- (1930).

Soltanto pochi anni dopo,  la stessa persona scriverà:

"Sion era un glorioso tipo della capitale organizzazione di Geova, composta di Cristo Gesù ed i 144.000 membri del corpo, unti dallo spirito santo, e sopra il cui monte, antitipicamente, Cristo Gesù ed i suoi membri del corpo hanno assunto stabile posizione; ivi essi sono solidamente fortificati contro i nemici. (Apocalisse 14:1,3) Coloro che comporranno la "grande moltitudine" non vengono però raffigurati che siano stabiliti sul monte Sion. Tutte le persone di buona volontà che fuggono ai monti come son comandati, e vi dimorano fedelmente sotto la valida protezione di Cristo Gesù, finché sia passata Harmaghedon, saranno allora liberati e formeranno la "grande moltitudine".  "RELIGIONE" pp 255,256.  " ...le "altre pecore", che formano la "grande moltitudine" e che vengono a Gerusalemme per adorare Geova, essi dimoreranno sulla terra per sempre" IDEM p.332 - (1940).

Queste sono le basi di una delle dottrine fondamentali dei testimoni di Geova; basi molto fragili, come tutto il resto.E su queste basi oltre sei milioni di persone hanno riposto la loro fiducia e forse anche il loro destino eterno.

     Spero con tutto il cuore che questo umile lavoro possa aprire gli occhi a qualcuno di quella "grande folla" alla quale  dedico queste pagine.

      Fratelli Testimoni di Geova, se desiderate andare in giro con  la  Bibbia, mostrate almeno di credere a quello che è scritto, altrimenti voi andate in giro con un libro che non ha  alcun senso per voi.