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Il
SABATO
1.
Sintesi teologica Origine e scopo del
sabato. L’istituzione del sabato come giorno di riposo
risale alla creazione (Gen 2:1,2) dove è detto che il «settimo giorno,
Iddio compì l’opera che aveva fatta e si riposò... E Dio benedisse
il settimo giorno e lo santificò perché in esso si riposò da tutta
l’opera che aveva creata e fatta». Ovviamente non perché fosse
stanco perché Egli non conosce fatica e stanchezza (Is 40:28), ma perché
l’opera sua era completata e perfetta (Gen 1:31). Benedisse e santificò
il settimo giorno, il sabato, facendone così il memoriale della
creazione, un giorno speciale, sacro, un dono per l’umanità intera,
simboleggiata nella prima coppia costituita da Adamo ed Eva. Gesù
infatti insegnò che il sabato fu fatto per l’uomo (Mc 2:27)
intendendo l’intera umanità, non solo per gli Ebrei, perché questi
ultimi apparvero solo migliaia di anni dopo la creazione e Dio non
intese mai che essi monopolizzassero l’istituzione sabatica. «Commemorare l’opera della creazione, dare all’uomo un antidoto contro l’ateismo e l’idolatria, offrirgli una distensione e allo stesso tempo dargli l’occasione di entrare in comunione intima con Dio: ecco quali erano gli scopi dell’istituzione sabatica» (A.F. Vaucher, ibid, p 320). 2.
Il
sabato nell’Antico Testamento Non troviamo riferimenti al riposo settimanale durante il periodo patriarcale ma i patriarchi conoscevano la divisione del tempo in settimane (Gen 7:4,10; 8:10,12; 29:27). Dio testimoniò che Abramo osservò i comandamenti divini (Gen 26:5). «L’istituzione del sabato, che ha avuto la sua origine in Eden, è antica quanto il mondo. E’ stata osservata da tutti i patriarchi dalla creazione. Durante la loro schiavitù in Egitto gli Israeliti furono costretti dai loro aguzzini a violare il sabato perdendo in tal modo il senso del suo carattere sacro. Quando la legge fu promulgata al Sinai, il quarto comandamento fu introdotto con queste parole: «Ricordati del giorno del sabato per santificarlo» per mostrare che non si trattava di creare una nuova istituzione, ma di ritornare a una istituzione tanto antica quanto la creazione». (E.G. White, cit da A.F. Vaucher, L’Histoire du salut, p 319). E’ interessante notare che la ripresa dell’osservanza del sabato avviene prima della promulgazione della legge al Sinai quando la manna cadeva per sei giorni ma non al settimo (Es 16:21-30). La doppia razione raccolta al sesto giorno si conservava miracolosamente per il settimo. Nella proclamazione della legge,
l’osservanza del giorno di riposo è posta al Centro del Decalogo,
come un anello d’oro che collega i doveri dell’uomo nei confronti di
Dio e del prossimo (Es 20:8-11). «Ricordati del giorno del riposo per
santificarlo. Lavora sei giorni e fa in essi ogni opera tua; ma il
settimo è giorno di riposo, sacro all’Eterno ch’è l’Iddio tuo;
non fare in esso lavoro alcuno, nè tu, né il tuo figliuolo, né la tua
figliuola, né il tuo servo, né la tua serva, né il tuo bestiame, né
il forestiero ch’è dentro alle tue porte, poiché in sei giorni
l’Eterno fece i cieli, la terra, il mare e tutto ciò che è in essi e
si riposò il settimo giorno; perciò l’Eterno ha benedetto il giorno
del riposo e l’ha santificato». In tutta 3. lÌ sabato nel Nuovo Testamento Durante il periodo intertestamentario i
Farisei alterarono il sabato con una valanga di ridicole prescrizioni
che fecero di esso un peso insopportabile invece di una benedizione.
Tali pesanti prescrizioni più tardi codificate nella Mishnah,
costituivano una parte della tradizione alla quale Gesù si oppone
vigorosamente (Mt 23:4; Mc 7:1-13). «Il Nuovo Testamento non è un codice. La legge ha la sua formula nell’Antico Testamento. Il Nuovo ha lasciato cadere dell’Antico tutto quello che era caduco ed ha conservato tutto quello che era eterno. Il sabato fa parte delle leggi cerimoniali o civili che il Cristo ha abrogate alla croce oppure è compreso nella legge morale immutabile e sempre in vigore? L’insegnamento di Cristo e degli Apostoli deve troncare la questione» (A.F. Vaucher, L’Histoire du salut, p 324). Gesù non ha abolito la legge del Decalogo. Al contrario, come il profeta Isaia aveva predetto (Is 42:21) è venuto a renderla grande e magnifica, è venuto cioè a metterne in luce tutte le esigenze, tutta l’infinita grandezza, la divina beltà, a sottomettersi Lui stesso pienamente, a rendere possibile al credente di compierla nello stesso spirito di obbedienza. E’ in questo senso che dobbiamo intendere le sue stesse parole: «Non pensate che io sia venuto per abolire la legge o i profeti; io sono venuto non per abolire ma per compire» (Mt 5:17). Compire la legge significa portare alla
perfezione ma anche soddisfarne le esigenze.Cristo ha spiritualizzato la
legge facendone conoscere lo spirito e liberandola dalle incrostazioni
delle tradizioni rabbiiche e con l’inconfondibile perfezione della sua
obbedienza Egli è la legge personificata. Gesù non si è
soltanto sottomesso alla legge morale ma si è scrupolosamente
conformato anche alle leggi cerimoniali stabilite da Mosè e che
dovevano cessare al Calvario. E’ stato fatto notare, giustamente, che
«pur mantenendo la perpetuità ed il carattere obbligatorio della legge
morale in generale, se Gesù avesse avuto l’intenzione di abolire odi
modificare il quarto comandamento, lo avrebbe dichiarato positivamente e
una tale dichiarazione si troverebbe consegnata da qualche parte nelle
Scritture canoniche. Ma noi non ne troviamo traccia» (A.F. Vaucher,
ibid, p 326). Trent’anni dopo la morte di Cristo,
l’apostolo Giacomo (Giac 2:10-12) si riferisce ai Dieci Comandamenti
come essendo sempre in vigore ribadendo lo stesso pensiero di Paolo (Rom
13:8-10) e ricordando che la legge di Dio sarà il criterio del
giudizio. L’apostolo Giovanni dichiara molto più tardi, che ogni
peccato è una illegalità e che Gesù è apparso nel mondo per togliere
i peccati (lGv 3:4,5). Infine Pietro insegna che il Cristo ha portato i
nostri peccati sulla croce perché noi vivessimo secondo giustizia (lPt
2:24). Il sabato è menzionato 58 volte nel NT sempre con il suo carattere specifico di giorno sacro del riposo, del culto e degli atti di misericordia. Diciamo quindi con l’autore dell’epistola agli Ebrei: «Resta dunque un riposo di sabato per il popolo di Dio» (Ebr 4:9). Il riposo celeste che ogni credente attende non sopprime il sabato attuale che è un anticipo di quello futuro. Is 66:23 presenta il sabato nell’eternità cc> me giorno particolare di comunione dei redenti con Dio. 4. Testi difficili e possibili spiegazioni Alcuni testi del NT contenuti nelle
epistole di Paolo sembrerebbero contraddire le affermazioni dello stesso
apostolo circa la perpetuità e l’osservanza dei Dieci Comandamenti,
ma si tratta, come si vedrà, di contraddizioni apparenti. Ecco i testi
in esame: Rom 14:5; GaI 4:10; Co12:16,17. A proposito di Gal 4:10 A. Barnes
osserva: «Senza dubbio i giorni qui menzionati sono quelli delle feste
ebraiche. Ve n’erano parecchi ditali giorni; oltre a quelli stabiliti
dall’AT gli Ebrei ne avevano aggiunti molti altri per commemorare la
distrazione e la riedificazione del Tempio, come altri eventi importanti
della loro storia. Non è ragionevole supporre che l’apostolo facesse
allusione al sabato vero e proprio, perché questo fa parte del
Decalogo; è stato osservato dal Salvatore stesso come pure dagli
Apostoli». 5. Implicazioni pratiche oggi Volendo mettere d’accordo il racconto della creazione con le tesi sostenute dall’evoluzione molti teologi cristiani hanno adottato uno o l’altro di questi punti di vista:
A) Giorni-ère. I giorni della creazione sarebbero lunghi periodi
di tempo, addirittura milioni di anni. Durante milioni di anni la terra
fu «informe e vuota». La seconda èra fece apparire il firmamento e la
terra emerse. La terza le piante; la quarta la luce solare; le
ultime due la vita animale. Tuttavia queste ipotesi, a parte altre
considerazioni, urtano contro un dato di fatto incontrovertibile.
Secondo il racconto di Gen 1, un racconto non scritto in termini tecnici
da uno scienziato ma in un semplice stile narrativo scritturale, la
creazione fu compiuta in sei giorni. I termini sera e mattina
intendono ovviamente designare la parte oscura e luminosa di un
giorno di 24 ore. Lo ribadiscono le parole del quarto comandamento: «Ricordati
del giorno del riposo per santificarlo... perché in sei giorni il
Signore fece il cielo, la terra e tutto ciò che è in essi» (Es
20:8-11). Questo comandamento e la ragione che lo motiva ha senso solo
se la creazione occupa lo stesso spazio di tempo tra un sabato e
l’altro, cioè sei giorni letterali. Infatti dall’opera creativa di
Dio in sette giorni trae origine la nostra attuale settimana. Quando il
calendario giuliano fu corretto da papa Gregorio XIII nel 1582, dieci
giorni furono aggiunti. Quello che avrebbe dovuto essere venerdì 5
ottobre divenne venerdì 15 ottobre. La continuità dei giorni della
settimana non fu alterata o interrotta e non c’è stato alcun altro
cambiamento di calendario. Il quarto comandamento contiene il
principio teologico biblico inscindibile sabato-creazione-Cristo. Gesù
Cristo, il grande «IO SONO» (Gv 8:58), signore del sabato (Mc
2:28), è l’Agente Creatore prima di essere l’Agente Salvatore. Un
ritorno serio alle radici della Rivelazione deve necessariamente
includere un ritorno al sabato dell’Eterno. Nell’attesa del ritorno
di Cristo, l’Apocalisse proclama: «Temete Iddio e dategli gloria
poiché l’ora del Suo giudizio è venuta e adorate Colui che ha fatto
il cielo e la terra e il mare e le fonti delle acque» (Apoc 14:7). Tratto da: "Dizionario di Dottrine
Bibliche" ADV.
http://www.vatican.va/archive/catechism_it/p3s2_it.htm DOCUMENTI: > Uno sguardo alla lettera Apostolica del Papa Giovanni Paolo II "DIES DOMINI"
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