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Tolomeo un impostore? In una recensione del libro The Crime of Claudius Ptolemy, di Robert R. Newton su Claudio Tolomeo apparsa nel numero di ottobre 1977 della rivista Scientific American (pp. 79-81), si afferma: "In base all'analisi statistica fatta da Newton risulta che la precisione di certe osservazioni planetarie e stellari che Tolomeo pretende d'aver fatto è talmente spinta che in qualche caso c'è una sola probabilità su un miliardo che egli le abbia fatto realmente ... Tolomeo si è rivelato il più fortunato impostore della storia della scienza ... Scrive Newton: "Egli elaborò certe teorie ma si rese conto che esse non quadravano coi dati dell'osservazione. Anziché abbandonare le teorie, deliberatamente fabbricò delle osservazioni partendo dalle teorie stesse in modo da poter pretendere che i dati dell'osservazione dimostravano la verità delle sue teorie" ... "la scoperta della frode di Tolomeo distrugge metà di ciò che avevamo accettato come astronomia greca". Inoltre la falsificazione di Tolomeo può essersi spinta tanto lontano che egli può aver inventato le durate dei regni dei sovrani babilonesi. Poiché la ricostruzione della cronologia babilonese si basa in gran parte su una lista di sovrani (Canone di Tolomeo) che Tolomeo ha utilizzato per datare le presunte osservazioni babilonesi, secondo Newton "tutta la cronologia attinente dovrà essere riveduta e ogni dipendenza dalla lista reale di Tolomeo dovrà essere abbandonata" "Ne consegue che la lista reale di Tolomeo è inutilizzabile nello studio della cronologia e la si deve ignorare. Peggio ancora ... Qualunque cronologia attinente (al Canone di Tolomeo) dovrà essere riveduta". The crime ... p. 375. 1) Il Canone di Tolomeo Il Canone di Tolomeo è una lista di re con l'indicazione dei loro anni di regno, che comincia col primo anno di regno del sovrano babilonese Nabonassar (747 a.C.) e termina con l'imperatore romano Antonino Pio, A.D. 138-161), contemporaneo di Tolomeo. Il Canone pertanto abbraccia un periodo di quasi 900 anni. Il Canone di Tolomeo ha costituito fino ai nostri giorni la struttura di base della cronologia di questo periodo. Per esempio R.A. Parker e W.H. Dubberstein lo hanno utilizzato come fondamento della loro notissima opera Babylonian Chronology 626 B.C. - A.D. 75: "La base generale della cronologia di questo periodo è fornita dal Canone tolemaico con l'ausilio delle fonti classiche" (p. 10). Come mai gli storici si fidano così tanto del Canone di Tolomeo? La ragione sta non soltanto nel fatto che Tolomeo, come si può dimostrare, compilò la sua lista con l'ausilio di fonti che in un modo o nell'altro erano pervenute sino a lui dall'antichità, ma anche nel fatto che nella sua vasta opera, l'Almagesto, egli cita un certo numero di testi antichi che contenevano osservazioni astronomiche fatte nell'antichità. I testi più antichi citati da Tolomeo riguardano le eclissi lunari osservate nel primo e nel secondo anno del sovrano babilonese Merodac-Baladan (vedi Isaia 39:1). La descrizione particolareggiata di queste eclissi permise a Tolomeo di calcolare la lunghezza del tempo che era trascorso dal primo anno di Merodac-Baladan fino ai nostri giorni. Il moderno calcolo astronomico ha convalidato l'esattezza dei calcoli di Tolomeo e ha reso possibile di fissare il primo anno di Merodac-Baladan nel 721 a.C. Nell'Almagesto Tolomeo fu in grado di suffragare il suo Canone, o lista reale, con l'ausilio di circa 80 posizioni solari, lunari e planetarie. Un'eclissi di luna avvenuta nell'anno 5° di Nabopolassar (il padre di Nabucodonosor) si produsse, come è stato accertato, il 22 aprile 621 a.C., e questo ha permesso di assegnare al regno di questo sovrano, che durò 21 anni, gli anni 625-605 a.C., e di fissare il 604 a.C. come il primo ano del regno di Nabucodonosor (13). Un'altra eclisse prodottasi nell'anno 7° di Cambise è stata datata 22 luglio 523 a.C., dunque il primo anno del regno di Cambise fu il 529 a.C. Poiché Ciro suo padre regnò 9 anni, il primo anno di regno di quest'ultimo deve essere stato il 538 a.C. Queste due eclissi soltanto, dunque, hanno permesso di determinare la durata dell'era neo-babilonese (625-539 a.C.). Se andiamo alle origini della cronologia della WTS, C.T. Russell dapprincipio puntellò la sua cronologia facendo ricorso al Canone di Tolomeo, ma quando si rese conto che quest'ultimo non convalidava la sua data (il 536 a.C.), e che inoltre indicava il 587 a.C. e non il 606 a.C. come data della desolazione di Gerusalemme, egli rifiutò il Canone di Tolomeo. E quando, circa mezzo secolo più tardi, il primo anno di Ciro fu fatto slittare all'indietro dal 536 al 538 a.C., l'anno che effettivamente poteva essere dedotto dal Canone di Tolomeo, la WTS naturalmente non fu più propensa a richiamarsi al Canone. Soltanto dopo che ebbe abbandonato la Cronaca di Nabonide, nel 1971, la quale Cronaca era stata per un ventennio il suo principale testimone, la WTS trovò vantaggioso appoggiarsi di nuovo al Canone, sebbene con qualche riserva. Ma se da un lato ha avuto bisogno del Canone per la data 539 a.C., dall'altro ritenne necessario mettere in discussione la sua attendibilità a riguardo della data della desolazione di Gerusalemme. Sulla rivista Awake! nell'edizione dell'8 maggio 1972, alle pp. 27 e 28, in un articolo intitolato "When Did Babylon desolate Jerusalem?" (Quando Babilonia rese desolata Gerusalemme?), l'autore concludeva: "Il fine specifico del canone rende impossibile una datazione assoluta per mezzo di esso. Non c'è modo di accertarsi se Tolomeo fosse nel giusto nell'assegnare un certo numero di anni ai vari re" (p. 28). Se questo fosse vero, ovviamente la WTS non potrebbe utilizzare con ragione il Canone per avvalorare la data 539 a.C. giacché sarebbe estremamente disonesto avvalersi di un testimone che in altre occasioni viene decisamente rifiutato (14). Sta di fatto che presto la società decise di ripudiare definitivamente il Canone di Tolomeo, come si apprende dall'edizione del 15 dicembre 1977 di The Watchtower, p. 747. In questo numero del periodico, sotto il titolo "Claudius Ptolomy - a Fraud" ("Claudio Tolomeo: un impostore") viene commentato con ovvi apprezzamenti un nuovo libro del noto fisico Robert R. Newton nel quale l'autore presume che gran parte delle osservazioni astronomiche di Tolomeo (comprese alcune delle più antiche fra quelle che egli cita a convalida del suo Canone) "siano stati da lui deliberatamente fabbricate di sana pianta". QUESTE LE DICHIARAZIONI DELLA WTS: *** it-1 p. 615 Cronologia *** " Il canone di Tolomeo. Claudio Tolomeo era un astronomo greco che visse nel II secolo E.V., cioè più di 600 anni dopo la fine del periodo neobabilonese. Il suo canone, o lista di re, è messo in relazione con un’opera di astronomia da lui compilata. La maggioranza degli storici moderni accetta le informazioni di Tolomeo sui re neobabilonesi e sulla durata dei loro regni."
Evidentemente Tolomeo attinse le sue informazioni storiche da fonti che risalivano al periodo seleucide, iniziato più di 250 anni dopo la conquista di Babilonia da parte di Ciro. Non sorprende quindi che i dati di Tolomeo concordino con quelli di Beroso, sacerdote babilonese del periodo seleucide. " Eclissi lunari. Queste sono state usate nel tentativo di avvalorare le date attribuite a determinati anni dei re neobabilonesi sulla base del canone tolemaico e di dati contenuti nei documenti cuneiformi. Ma anche se Tolomeo può aver calcolato o registrato esattamente le date di certe eclissi del passato (un astronomo moderno ha riscontrato che tre quinti delle date di Tolomeo sembrano esatte), questo non dimostra che siano esatti i dati storici da lui trasmessi, cioè che la correlazione da lui stabilita fra le eclissi e i regni di certi re corrisponda invariabilmente alla realtà storica." *** it-1 p. 616 Cronologia *** " Non tutti i testi utilizzati dagli storici per datare gli avvenimenti e i periodi della storia antica si basano però sulle eclissi. Sono stati trovati diari astronomici che indicano qual era la posizione della luna (rispetto a certe stelle o costellazioni) all’inizio e alla fine della sua visibilità a Babilonia in un determinato giorno (per esempio: "la luna era un cubito davanti alla zampa posteriore del leone"), insieme alla posizione di certi pianeti in quel medesimo tempo. Secondo i cronologi moderni tale combinazione di posizioni degli astri non si sarebbe potuta ripetere per migliaia di anni. Questi diari astronomici contengono riferimenti ai regni di certi re e sembrano coincidere con i dati forniti dal canone di Tolomeo. Anche se a qualcuno questa potrebbe sembrare una prova inconfutabile, alcuni fattori ne riducono sensibilmente l’efficacia probatoria." *** g72 8/11 pp. 27-29 Quando Babilonia desolò Gerusalemme? *** "La data del 586 a.E.V. si basa primariamente su ciò che è noto come il "Canone di Tolomeo", che assegna un totale di 87 anni alla dinastia babilonese che cominciò con Nabopolassar e finì con Nabonedo alla caduta di Babilonia nel 539 a.E.V. Secondo questo Canone, i cinque re che regnarono durante questo periodo furono Nabopolassar (21 anni), Nabucodonosor (43 anni), Evil-Merodac (2 anni), Neriglissar (4 anni) e Nabonedo (17 anni). Conforme al numero di anni così assegnati a ciascun regnante, la desolazione di Gerusalemme nel diciottesimo anno di Nabucodonosor (diciannove anni se contati dal suo "anno di ascesa al trono") cadrebbe nel 586 a.E.V. — 2 Re 25:8; Ger. 52:29." Ma quanto è fidato il Canone di Tolomeo? Nel suo libro The Mysterious Numbers of the Hebrew Kings, il prof. E. R. Thiele scrive:
Lo stesso proposito del Canone ne rende dunque impossibile per suo mezzo la datazione assoluta. Non c’è nessun modo d’esser sicuri che Tolomeo fosse corretto nell’assegnare a vari re un certo numero di anni. Per esempio, mentre Tolomeo attribuisce a Evil-Merodac solo due anni di regno, Polyhistor gli assegna dodici anni. E poi non si può esser certi che solo cinque re regnassero in quel periodo. A Borsippa, per esempio, furon trovati i nomi di parecchi re babilonesi che non compaiono altrove. Ciò nondimeno, qualcuno può chiedere: Non c’è un’antica tavoletta astronomica, "VAT 4956", che pone il trentasettesimo anno del regno di Nabucodonosor esattamente nello stesso anno in cui lo pone il Canone di Tolomeo? Non si dovrebbe trascurare che la fonte di evidenza corroboratrice dovrebbe presentare gli aspetti dell’attendibilità. Può dirsi questo del "VAT 4956"? Non realmente. Il testo non è un originale e contiene numerose lacune. Certi termini ivi trovati non possono comprendersi nemmeno ora. Due volte compare nel testo l’annotazione hi-bi (che significa "rotto, cancellato"). In tal modo lo scriba riconobbe che lavorava con una copia difettosa. Anche se, nonostante questi problemi, le informazioni astronomiche presentano un vero quadro dell’originale, questo non stabilirebbe la correttezza dei dati storici. Siccome Tolomeo usò i regni degli antichi re (come egli li capì) semplicemente quale struttura in cui porre dati astronomici, così il copista di "VAT 4956" poté, conforme alla cronologia accettata nel suo tempo, inserire i ‘trentasette anni di Nabucodonosor’. Come ammisero gli eruditi tedeschi Neugebauer e Weidner (traduttori di questo testo), lo scriba cambiò evidentemente le parole perché si adattassero all’abbreviata terminologia comune nel suo giorno. Ma egli fu sia incoerente che inaccurato. Egli poté dunque inserire altrettanto facilmente altre informazioni adatte ai suoi scopi. Pertanto sia il Canone di Tolomeo che "VAT 4956" poterono anche esser tratti dalla stessa fonte basilare. Potrebbero condividere reciproci errori. Contraria al Canone di Tolomeo e a "VAT 4956" è l’unanime testimonianza di Geremia, Zaccaria, Daniele e lo scrittore di II Cronache, che Giuda e Gerusalemme giacquero desolate per settant’anni. Migliaia di antichi manoscritti di questi scritti contengono l’identica testimonianza. Quindi, a causa dei problemi inerenti al Canone di Tolomeo e a "VAT 4956", ci vuole più fede ad accettare essi che non ad accettare la testimonianza della Bibbia, che porrebbe la desolazione di Gerusalemme ad opera dei Babilonesi nel 607 a.E.V." *** kc p. 186 Appendice al capitolo 14 *** "Canone di Tolomeo: Tolomeo Claudio fu un astronomo greco che visse nel secondo secolo E.V. Il suo Canone, o elenco di re, aveva relazione con un’opera di astronomia che egli aveva scritto. La maggioranza degli storici moderni accettano le informazioni di Tolomeo intorno ai re neobabilonesi e alla durata dei loro regni (benché Tolomeo ometta in effetti il regno di Labashi-Marduk). Evidentemente Tolomeo basò le sue informazioni storiche su fonti che risalivano al periodo dei Seleucidi, che cominciò più di 250 anni dopo che Ciro aveva catturato Babilonia. Non sorprende dunque che le cifre di Tolomeo concordino con quelle di Beroso, un sacerdote babilonese del periodo seleucide."
QUESTE LE NOSTRE RISPOSTE: Il fisico astronomo Robert R. Newton non era uno storico autorevole nel campo della cronologia. Nel suo libro "The Crime of Claudius Ptolemy", a p. 375, Newton ammette di non aver esaminato "altre fonti disponibili a parte Tolomeo per quanto attiene ai primi anni" E in una lettera datata 4 gennaio 1978, lui stesso dice: "La cronologia non è il mio campo ... Io ho studiato la cronologia babilonese solo in attinenza alle osservazioni astronomiche ..." . Così, disinformato sui dati archeologici che hanno convalidato il Canone di Tolomeo, egli conclude in modo deplorevolmente non attinente a non dimostrato, che "tutti gli studi sia storici che astronomici basati sull'opera di Tolomeo debbono essere rifatti". Dal momento che Newton non fu indubbiamente un cronologo, dove egli raccolse le sue informazioni inesatte e fallaci sulle relazioni tra la cronologia e il Canone di Tolomeo? Sempre nel suo libro The Crime of Ptolemy, nella prefazione, pag. XIV Newton ringrazia il Sig. Philip Couture di Santee, California, la cui corrispondenza lo ha aiutato a capire alcune relazioni tra la cronologia e l'opera di Tolomeo. Questa persona che comunicò con Newton durante la preparazione del materiale per redigere The Crime of Claudius Ptolemy, era un Testimone di Geova! Le informazioni del Signor Couture, fedeli ai dettami della WTS, hanno persuaso ed influenzato il Prof. Newton, il quale non basò le sue dichiarazioni sulla cronologia sui fatti provenienti dalla documentazione archeologica, che confermano la lista reale di Tolomeo, ma si servi del ragionamento della WTS la quale pretende che la cronologia babilonese si fondi soprattutto su Claudio Tolomeo. Il modo d'esprimersi di Newton richiama con stupefacente evidenza le espressioni usate nelle pubblicazioni della WTS: "A Tolomeo non occorreva un'autentica lista reale ... Anche se lui inventò la lista reale, per poterla comodamente usare". E' evidente che il suo dire riflette l'atteggiamento della WTS: "la precisione in astronomia non darà prova della precisione nella storia" (The Crime ... p. 374; Aid to Bible Undersandind, p. 331). Il tentativo della WTS di avvalorare la sua cronologia del regno di Nabucodonosor (625-582 a.C.) in modo che il 18° anno di questo sovrano babilonese, ano in cui egli desolò Gerusalemme, corrisponda alla data 607 a.C. fallisce miseramente e mette a nudo il comportamento disonesto a cui è capace di ricorrere pur di raggiungere i suoi scopi. La WTS fu smentita dallo stesso Newton, che in una lettera datata 4 gennaio 1978 e indirizzata al Sign. Mason egli scrive:
Parziale traduzione della lettera di R.R. Newton: (...) "Il contesto della mia esposizione, circa la cronologia babilonese è applicabile solo alla cronologia prima di Nabucodonosor. Le date di Nabucodonosor sono determinate dalle osservazioni astronomiche che forniscono la durata di questo regno" Inoltre, in "The Crime ..." a p. 375 Newton scrisse: "L'ultima parte della sua (di Tolomeo) lista reale (cioè quella neo-babilonese) ha una verifica indipendente". E, in "The Moon's accelleration, p. 49 scrisse: "... abbiamo una conferma molto solida che la lista reale di Tolomeo è corretta per quanto riguarda Nabucodonosor ..." In un'altra lettera privata al Sig. Mason (23 gennaio 1978) egli scrisse: "Così io reputo essere assodato che il -567 è il 37° anno di Nabuconosor e quindi che il -603 è il suo primo anno" "... queste date perfettamente armonizzano con il Canone di Tolomeo" (Ancient Planetary Obsevations and the Validity of Ephermeris Time, p. 131).
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