Un sofisma pericoloso
Le trasfusioni di sangue
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"Il nome di sofista (da sofistès) che dapprima era sinonimo di sapiente, di filosofo, acquistò da Socrate in poi significato spregiativo, perché si attribuì a loro la gran parte della responsabilità del disorientamento degli spiriti e della decadenza di Atene e della Grecia. Venivano accusati, in particolare, di spregiudicatezza nel criticare le idee e i costumi tradizionali del loro paese, di voler disputare non per la ricerca dell’alétheia (della verità), ma dell’eikòs (del verosimile) e per ottenere il successo (…) Essenziale in questo insegnamento è la retorica cioè l’arte della parola … con la quale demolire le tesi degli avversari e rendere più persuasivo ogni loro discorso. Ma l’aspetto più negativo di questi pensatori era la loro indifferenza per il contenuto del pensiero, ne derivava da ciò un soggettivismo conoscitivo, morale, politico, religioso ed una eccessiva esaltazione della retorica che spesso degenerava nell’eristica, cioè nell’arte di disputare su ogni argomento e di confutare qualsiasi risposta indipendentemente dalla verità o falsità della risposta medesima. Secondo Aristotele le confutazioni (elenchi) sofistiche sono artifici o trucchi verbali che hanno lo scopo di ridurre al silenzio gli avversari e di aver la meglio sopra di loro. La confutazione vera era quella di Socrate che consisteva nel mettere in luce le contraddizioni a cui conducevano le asserzioni dell’interlocutore e faceva sì che quello si liberasse dalla presunzione di sapere ciò che in realtà ignorava. Francesco Maspero. Il problema delle trasfusioni di sangue non si dovrebbe nemmeno porre nell’ambito della teologia cristiana e, in effetti, non è mai stato posto da alcun teologo (nemmeno dai primi Presidenti della Società Torre di Guardia. Fu probabilmente un’idea dell’allora vice Presidente F. Franz). Se ce ne occupiamo in ambito religioso è perché, dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, ai testimoni di Geova è stato imposto, come sempre dall’alto della loro gerarchia, l’ ”astensione dal sangue”.
Da
allora ogni seguace del geovismo è tenuto non solo a uniformarsi a tale
disposizione, ma anche a diffonderla, spacciandola per “volontà
di Dio”. La Bibbia semplicemente non parla di trasfusioni di sangue umano. Qualsiasi testo biblico i testimoni di Geova possano citare farà riferimento, in maniera esplicita o implicita, all’astensione di alimentarsi di sangue di animali, e ogni argomento che possono addurre contro la pratica delle trasfusioni sarà soltanto un sofisma, un gioco di parole per confondere persone sprovvedute. Solo che, in questo caso, i sofismi della Torre di Guardia possono mettere in pericolo la vita; nel contempo sono anche rivelatori della vera natura della loro religione. Difatti, mentre la proibizione di Dio di cibarsi di grasso e di sangue animale (Levitico 3:17; 7:22-27) è intesa a salvaguardare l’integrità fisica del suo popolo, la proibizione delle trasfusioni di sangue insegnata dalla Società Torre di Guardia, al contrario, mette a repentaglio il bene della vita. Le motivazioni sono differenti. Per dei motivi simili, per aver cioè insegnato in passato che i trapianti d’organi costituivano cannibalismo, la Torre di Guardia ha indotto i suoi aderenti a rifiutare tale pratica che avrebbe potuto, in caso di necessità, salvar loro la vita. In seguito essa mutò posizione lasciando di decidere secondo coscienza. Ma quella prima decisione quante vittime causò? E se veniva veramente da Dio, perché l’abolirono in seguito? Con quanta superficialità i capi del geovismo “interpretano” il pensiero di Dio! Dal punto di vista medico la terapia trasfusionale comporta notevoli vantaggi e alcuni rischi, ma non è una questione che si debba affrontare con motivazioni di tipo religioso. Per questo motivo noi ci rifiutiamo di discuterne in questa sede in maniera dettagliata: ripetiamo, non è una questione religiosa. Chi volesse documentarsi in maniera dettagliata segnaliamo il libro: “Testimoni di Geova – essere o non essere” di A. Aveta e W. Palmieri- edizioni Dehoniane. Qui vogliamo soltanto smascherare le incoerenze di questa loro dottrina.
E’ risaputo che il sangue, sebbene si presenti come un liquido, è un
organo, un organo molto complesso per giunta. L’astensione dalla pratica
trasfusionale, come la intendono i testimoni di Geova, dovrebbe
riguardare ogni suo componente. Vediamo,
invece, che la Società opera una discriminazione tra i vari costituenti del
sangue: questo elemento si può usare, quest’altro no! |
| Pratiche mediche e componenti del sangue proibiti dalla Società: |
| Sangue intero |
| Plasma |
| Globuli bianchi (leucociti) |
| Globuli rossi |
| Piastrine |
| Conservazione del sangue dello stesso paziente per la riutilizzazione successiva. |
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| Albumina |
| Immunoglobuline |
| Preparati per l’emofilia (fattori VIII e IX) |
| Derivazione del sangue del paziente all’interno della macchina cuore-polmone, o in altre macchine dove "è consentita un’ininterrotta circolazione extra-corporea”. |
Facciamo notare soltanto alcune stranezze di questa ripartizione tra
componenti proibiti e componenti consentiti:
Il plasma umano costituisce circa il 55 % del sangue. Per il suo volume esso viene elencato fra i “maggiori componenti” (per distinguerlo dai “componenti minori”, da quelli cioè che sono presenti in minime quantità che ne giustificano l’uso). Il plasma, però, per il 93 % non è che acqua. Quali sono i componenti del rimanente 7%? I principali sono l’albumina e le globuline (le immunoglobuline), il fibrogeno e i fattori della coagulazione, tutte frazioni del sangue consentite. Abbiamo capito bene: è proibita quella parte del sangue che è soltanto acqua, ma è consentita un’altra parte di costituenti perché –dice la Società- è percentualmente minima. “Dimentica” però che per l’uso terapeutico di questi componenti, proprio perché sono presenti in percentuali bassissime, è necessario frazionare molti litri di sangue per ottenere una “dose” terapeuticamente valida! “Dimentica” anche di dire ai suoi associati che il vero motivo di questa suddivisione è dato da un precetto biblico, ma dal fatto che per potersi spostare da una nazione all’altra, i “missionari” geovisti, per legge, devono farsi vaccinare. E i vaccini, si sa, contengono frazioni di determinati componenti del sangue.
Riteniamo inutile continuare. Il nostro scopo è stato solo quello di dimostrare che, lungi dall’essere una dottrina confortata dalla rivelazione scritta di Dio, quella delle trasfusioni di sangue è un pericoloso e incongruente sofisma.
Vedere anche queste pagine:
http://mitglied.lycos.de/BrOttonio/RiformaSangue/index_komplett_i.htm
http://www.infotdgeova.it/sangue/trasfusioni1.php
http://www.testimonigeova.com/reazione_della_stampa_inglese.htm
