Cronologia 607-1914: un ragionamento viziato
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Luca 21:24 Cadranno sotto il taglio della spada, e saranno condotti prigionieri fra tutti i popoli; e Gerusalemme sarà calpestata dai popoli, finché i tempi delle nazioni siano compiuti. |
Un ragionamento è sensato se chi lo fa si attiene alle leggi della logica. La logica ci dice che deve esistere un rapporto preciso tra le premesse e le conclusioni di un ragionamento. Noi tutti abbiamo imparato ad applicare questa legge fin da bambini quando ci è stato insegnato a risolvere i problemi di aritmetica e di geometria. Vogliamo fare un esempio? Ecco uno di quei problemi che ci venivano proposti alla scuola elementare.
| "Un rubinetto versa
in una vasca 2 litri d'acqua al minuto. Sapendo che la vasca ha una
capacità di 1,5 metri cubi, quante ore ci vorranno perché sia
riempita?"
Abbiamo qui due premesse: a. un rubinetto che versa 2 litri di acqua al minuto; b. una vasca con una capacità di 1,5 metri cubi. Ci si domanda di trarre da queste due premesse una conseguenza. Noi trarremo questa conseguenza applicando un procedimento che utilizzerà i dati contenuti nelle due premesse: a. 2 litri al minuto e b. 1,5 metri cubi. Prima di tutto ridurrò in litri la capacità della vasca indicata in metri cubi: 1 m3 = 1.000 litri, dunque: 1,5 m3 _ 1.500 litri. Poi dividerò 1.500 (i litri che può contenere la vasca) per 60 (i minuti contenuti in un'ora) = 1.500 : 60 = 25. Finalmente (terza e ultima operazione) dividerò per due il quoziente della divisione precedente, perché il mio rubinetto in 1 minuto versa 2 litri di acqua : 25:2=12,5. La conclusione che trarrò dalle premesse del problema è la seguente: ci vorranno 12 ore e 30 minuti perché la vasca sia riempita d'acqua. |
In questo tipo di ragionamento la conclusione sarà corretta se:
a. le premesse sono corrette
b. il procedimento aritmetico è stato applicato correttamente.
Se una di queste due condizioni è sbagliata il risultato del procedimento sarà inevitabilmente sbagliato. Ecco un esempio di ragionamento dello stesso tipo con una premessa viziata:
| "Un robusto
ippocastano si suddivide in alto in 5 grossi rami, ogni ramo maggiore in 5
rami minori, ogni ramo minore in 30 ramoscelli, e ogni ramoscello porta 5
castagne. Sapendo che 5 castagne mediamente pesano 100 grammi e che il
produttore ha venduto tutto il raccolto a un venditore di farina dolce a
£ 500 il Kg, quanto ha introitato il produttore?".
Il procedimento è elementare. Prima di tutto dovrò sapere quante castagne ha prodotto l'albero, ed è un'operazione semplicissima: 55X30X5=3.750. Poi dovrò sapere quanto pesano 3.750 castagne e anche questo è facile dal momento che io so che 5 castagne pesano 1 etto. basterà che io divida per 5 . Il quoziente, 750, mi indica il numero di etti di castagne; per ridurre in Kg sarà sufficiente che io divida per 10; il risultato sarà 75 Kg. Per ultimo moltiplicherò 75 per 500 (il prezzo di un Kg di castagne) e otterrò come risultato finale 37.500 lire. |
Questa conclusione è esatta aritmeticamente perché il procedimento di calcolo è stato applicato correttamente, ma è falsa materialmente perché una delle premesse del ragionamento era falsa dal punto di vista materiale. Infatti, le castagne dell'ippocastano non sono commestibili e quindi non possono essere vendute per produrre farina dolce.
Un ragionamento viziato: tre premesse false.
Ricordiamo che le premesse sulle quali è fondato tutto il ragionamento della WTS circa la cronologia 607-1914 sono tre:
1. Gesù Cristo annuncia in Lc 21:24 che Gerusalemme sarebbe stata calpestata dai Gentili finché i tempi dei Gentili non fossero compiuti
2. Una profezia rivelata nel capitolo 4 del libro di Daniele permette di calcolare la durata dei tempi del Gentili: è il sogno dell'albero abbattuto e ristabilito dopo 7 tempi. Sette tempi sono 7 anni profetici equivalenti a 2.500 giorni/anni. L'albero abbattuto rappresenta la fine della sovranità universale di Geova e l'inizio del dominio delle nazioni.
3. Tutto questo avvenne quando Gerusalemme fu distrutta e il regno teocratico di Giuda venne meno e con esso il dominio di Geova sulle nazioni, nell'anno 607 a.C.
Procedendo in avanti di 2.520 anni a cominciare dal 607 a.C. si arriva giusto al 1914 d.C. Niente da dire sul procedimento logico e sul calcolo cronologico: il ragionamento fila e il conto torna. Ma che valore hanno le premesse dalle quali prende avvio tutto il ragionamento che porta alla data del 1914?
Ecco la risposta a questa domanda per quanto riguarda le due prime premesse:
1. Nel sermone profetico, Gesù non rievoca e non si richiama a eventi del passato, ma annuncia eventi futuri. Tutto quel discorso è una risposta alla domanda dei discepoli: "Dicci, quando avverranno queste cose e quale sarà il segno della tua parousìa e della fine dell'età presente? -Mt 24:1. Si noti che sia in Matteo sia in Luca i tempi verbali sono tutti al futuro.
Dopo essere stata distrutta dai Babilonesi l'anno 11° di Sedekia e 19° di Nabucodonosor, Gerusalemme rimase in uno stato di desolazione per più di un settantennio. Poi venne ricostruita e ripopolata dai giudei reduci dall'esilio. Da questo tempo e fino all'anno 70 d.C. la città santa fu sempre popolata da Giudei. Prima dell'era cristiana, Gerusalemme non fu mai posseduta e popolata dai Gentili.
Fu soltanto dopo la seconda rivolta giudaica finita nel 135 d.C. con una seconda e più radicale distruzione di Gerusalemme a opera dei Romani e l'espulsione dei Giudei dalla Palestina che la terra che era stata la culla dell'Ebraismo divenne dominio dei pagani. Gerusalemme, dopo il 135 d.C. fu ricostruita dall'imperatore Adriano, ma fu ricostruita come città romana e fu ribattezzata con un nome tutto romano Aelia Capitolina. Ai Giudei fu interdetto sotto pena di morte di mettervi piede.
Fu a partire da allora che storicamente -e nella maniera più vera e più tragica- Gerusalemme fu materialmente e moralmente calpestata dai Gentili.
Nei secoli seguenti la città santa fu ininterrottamente posseduta e popolata dai Gentili (cioè dai non Ebrei): Bizantini, Arabi, Turchi, Cristiani e poi ancora Turchi e Arabi. Ancora oggi all'interno delle vecchie mura ci vivono gli Arabi e nel cuore della città vecchia, là dove fino all'anno 70 d.C. si ergeva il Tempio dei Giudei, sorge uno dei venerati santuari dell'Islamismo, l'Aram esh-Sherif o Moschea di Omar. Dunque, i tempi dei Gentili non sono ancora finiti.
2. Mai YHWH fece sapere tramite i suoi profeti che un giorno avrebbe rinunciato alla sua sovranità sui regni del mondo. Anzi, il dominio dell'Altissimo sulla terra è affermato e ribadito molte volte nell'Antico Testamento e massimamente nel libro di Daniele.
Nel cap. 4 del libro di Daniele -e la cosa è chiara come il giorno- non la tramontata sovranità di YHWH rappresenta l'albero abbattuto, ma la temporanea rimozione della sovranità di Nabucodonosor a causa della sua insensata superbia. Nulla nel testo di Daniele fa pensare a una cosa diversa.
Adattato da un lavoro di A. C.